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Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del libro “Strade, santuari e domus tra Palatino e Velia nella media età repubblicana (IV-III secolo a.C.). 1. Stratigrafie, contesti, ricostruzioni” di Antonio F. Ferrandes (Edizioni Quasar)

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Lunedì 24 marzo 2025, alle 16.30, in Curia Iulia per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “Strade santuari e domus tra Palatino e Velia nella media età repubblicana (IV-III secolo a.C.). 1. Stratigrafie contesti ricostruzioni” di Antonio F. Ferrandes, edito da Edizioni Quasar. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Daniele Malfitana, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Catania; Emanuele Papi, direttore della Scuola archeologica italiana di Atene. Sarà presente l’autore. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://ferrandes25.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco del Colosseo.

Il libro presenta lo studio delle stratigrafie medio-repubblicane (IV-III secolo a.C.) documentate durante le ricerche condotte dal dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza – università di Roma nel settore compreso tra il versante occidentale della valle del Colosseo e le vicine pendici del Palatino e della Velia (2001-2017). La complessa articolazione della sequenza di questa età e la qualità e quantità dei contesti hanno consentito di appoggiare a cronologie puntuali il racconto delle vicende insediative di uno dei luoghi più centrali della città antica e di ricostruire l’evoluzione di un paesaggio caratterizzato da una complessa rete viaria, da luoghi di culto di antichissima origine e da un’edilizia privata di prestigio. L’analisi delle diverse categorie/classi di reperti e il confronto con la documentazione nota per la città e il territorio hanno infine permesso di riesaminare la cultura materiale di Roma (produzioni, circolazioni, commerci, consumi di merci e di beni) in un periodo cruciale segnato, tra il 400 e il 200 a.C., dalla progressiva conquista dell’Italia e dell’intero Mediterraneo.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Buzzing Jars” della Brass band, quarto appuntamento di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo” con visita guidata

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Domenica 23 marzo 2025 quarto appuntamento del 2025 con “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo”: le matinée di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto e l’associazione le Corti Taras. In programma il concerto “Buzzing Jars” della Brass band con Vinicio Allegrini, tromba e flicorno; Dario Zara, tromba; Lorenzo Panebianco, corno; Luca Mangini, trombone; Claudio Lotti, basso tuba; Pierpaolo Strinna, vibrafono, percussioni; Emanuele Murroni, batteria, percussioni. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio visita alle 10.30. L’accesso per il concerto dalle 11, con inizio concerto alle 11.15. Per concludere l’aperitivo nella suggestiva cornice del chiostro del museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili alle Corti di Taras (via Giovinazzi, 28 – Taranto). Oppure su VIVATICKET qui https://www.vivaticket.com/it/ticket/buzzing-jars/259767.

Rovereto (Tn). Ecco il tema e le date del RAM film festival 2025

rovereto_RAM-film-festival_foto-fmcrLa Fondazione museo civico di Rovereto scopre le carte: ecco le date e il tema del RAM film festival 2025: l’acqua al centro della storia e del patrimonio. Dal 24 al 28 settembre 2025, il RAM film festival torna a Rovereto per esplorare l’affascinante legame tra acqua, civiltà e cambiamenti climatici. Un viaggio cinematografico attraverso cortometraggi, documentari e docu-fiction che raccontano il nostro patrimonio culturale materiale e immateriale. Il focus di quest’anno è dunque l’acqua in tutte le sue forme: dall’acqua che ha dato vita alle antiche civiltà, alle sfide legate alla sua scarsità, fino ai disastri provocati dal cambiamento climatico. Un’opportunità per riflettere su come l’acqua abbia plasmato e continui a plasmare il nostro mondo, con la sua forza vitale e le sue implicazioni geopolitiche e ambientali.

Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide c’è la “Notte in riserva” (spring edition) con visite guidate nei depositi, festa del tesseramento con gadget, e degustazione dei Cruschi del Pollino

sibari_archeologico_notte-in-riserva-spring-edition_locandinaÈ tutto pronto per la “Notte in riserva” spring edition 2025, “la più cool delle visite guidate”, parola di organizzatori. Sabato 22 marzo 2025, i parchi archeologici di Crotone e Sibari festeggiano il ritorno della Primavera con una apertura straordinaria notturna dei depositi archeologici del museo Archeologico nazionale della Sibaritide. Due turni di visite guidate, previste per le 19.30 e per le 21, consentiranno al pubblico di ammirare i tesori custoditi nei magazzini e non ancora esposti in Museo. Questa volta gli archeologi tireranno fuori dagli scaffali per voi preziosi reperti collegati con il ritorno della primavera e il mito della Dea Madre e di sua figlia Persefone, rapita dal Dio degli inferi e autorizzata a tornare sulla terra per sei mesi l’anno. Info e prenotazioni al numero 337 160 3495.  Ingresso gratuito per i possessori della PACS Community Card.

crotone-sibari_parchi_pacs_foto-drm-calabriaCon l’occasione, c’è la Festa del tesseramento: i visitatori che hanno sottoscritto o sottoscriveranno l’abbonamento annuale al parco – la PACS COMMUNITY CARD 2025- che consente l’ingresso a tutti i musei di Sibari e Crotone ed a tutti gli eventi collegati all’attività culturale dell’istituto, potranno ritirare i simpatici gadget pensati appositamente per loro. “Torna la primavera e ritorna anche la possibilità di fare un’incursione tra tesori mai visti e misteriosi riti di fecondità”, commenta il direttore dei parchi, Filippo Demma, “accompagnati da giovani archeologi e ricercatori competenti che animano tutti i giorni quegli stessi spazi per i numerosi progetti di ricerca in corso. L’attività di valorizzazione e divulgazione scientifica dei parchi prosegue senza sosta e si avvicina sempre di più al pubblico”.

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Sarà possibile concludere la visita con la degustazione di prodotti tipici locali, assaggiando i peperoni Cruschi del Pollino, accompagnati con birre artigianali e vino DOC Calabrese, nel punto ristoro a km zero realizzato da Catasta e allestito appositamente al museo.

 

Crotone. Al parco e museo archeologico nazionale di Capo Colonna le Giornate Fai di Primavera dedicate alla scoperta del mosaico dei delfini di Paolo Orsi con gli studenti del liceo Filolao “apprendisti Ciceroni”

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Dettaglio del Mosaico dei Delfini con l’iscrizione latina, nel balneum dell’abitato romano a Capo Colonna (foto drm-calabria)

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Il parco e il museo archeologico nazionale di Capo Colonna (Kr) ospita il 22 e 23 marzo 2025 una festa all’insegna della cultura e dell’archeologia. La delegazione FAI di Crotone e Santa Severina, con il patrocinio del Comune di Crotone, in collaborazione con i parchi archeologici di Crotone e Sibari, organizza visite guidate e laboratori didattici di restauro che svelano al pubblico i preziosi mosaici dell’abitato romano ricompreso nell’area dell’antico Santuario. “Luogo del cuore del FAI”, il sito ospita le Giornate di Primavera del 22 e 23 marzo 2025 “Alla scoperta del mosaico di Paolo Orsi”. L’area archeologica, che conserva gli spettacolari resti del Santuario di Hera Lacinia e di un abitato di età Romana, accoglierà i visitatori con visite guidate tenute da giovani “Apprendisti Ciceroni” del liceo scientifico Filolao di Crotone, formati ad hoc per l’evento dal personale tecnico-scientifico del Parco, in un affascinante viaggio nella storia. Una festa all’insegna della cultura, dedicata alla sensibilizzazione, valorizzazione, promozione del patrimonio culturale, alla conoscenza della nostra storia più antica, sarà celebrata in uno dei siti archeologici più suggestivi della Magna Grecia. Immersi nel meraviglioso paesaggio del Lacinio, in cui dominano la verdeggiante macchia mediterranea e l’inteso blu del mare, i resti del Santuario di Hera edificato dagli antichi abitanti della polis greca di Kroton, ne testimoniano i culti e la profonda religiosità, ma anche sentimenti ed emozioni da rivivere e riscoprire immergendosi nell’aurea sacra che ancora qui si respira e che affascina ormai da millenni.

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Fasi di pulizia del del Mosaico dei Delfini con l’iscrizione latina, nel balneum dell’abitato romano a Capo Colonna (foto drm-calabria)

Ad arricchire la manifestazione di contenuti sarà l’apertura al pubblico dell’area dell’abitato romano e, per la prima volta, la visita degli ambienti del balneum che conserva, nel calidarium (nelle terme romane era l’ambiente destinato ai bagni caldi), il prezioso “Mosaico dei delfini”. Magistralmente decorato con figure geometriche e da quattro delfini, il mosaico reca una iscrizione latina in cui si ricordano i magistrati che edificarono le terme.

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Il direttore Filippo Demma al parco archeologico di Capo Colonna (foto drm-calabria)

“Scoperto nel 1910 da Paolo Orsi, il meraviglioso ma fragile mosaico verrà restituito alla collettività grazie a un intervento di manutenzione straordinaria in corso”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, “che è parte di un più ampio progetto di ricerca e valorizzazione del sito. A breve lo presenteremo al pubblico insieme all’esecutivo in corso di verifica per la realizzazione delle opere di restauro e la valorizzazione del Santuari. È particolarmente significativo che, grazie all’azione coordinata con il FAI – al quale va la gratitudine della Direzione e di tutto il personale dei Parchi- l’iniziativa coinvolga le generazioni più giovani, che ereditano questo immenso patrimonio e devono essere preparate ad apprezzarlo, tutelarlo e valorizzarlo”.

Verona. Doppia iniziativa per valorizzare il sito paleolitico del Riparo Tagliente di Stallavena: al museo di Storia naturale il docu-film “Il leone e la pietra”; al museo Archeologico nazionale il laboratorio “Una giornata con gli antenati paleolitici”

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Ciottolo inciso con figura di stambecco dal Riparo Tagliente, conservato nel museo Archeologico nazionale di Verona (foto graziano tavan)

Doppia iniziativa, il 21 e 29 marzo 2025, per valorizzare il sito paleolitico di Riparo Tagliente, a Stallavena di Grezzana (Vr), sul fianco destro della Valpantena, che conserva le testimonianze di frequentazioni antropiche del Paleolitico Medio e Superiore (60.000-10.000 anni fa). Fu scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente. Le prime ricerche furono condotte tra il 1962 e il 1964 a cura del museo civico di Storia Naturale di Verona, vennero riprese nel 1967 dall’università di Ferrara e sono ancora in corso. I due eventi in programma il 21 e il 29 marzo 2025 nascono dalla collaborazione tra Comune di Verona – museo di Storia Naturale, Comune di Grezzana e università di Ferrara – dipartimento di Studi umanistici, tra cui è in atto una storica cooperazione recentemente formalizzata col rinnovo di una convenzione per la valorizzazione del sito del Riparo Tagliente, assieme alla direzione regionale Musei nazionali Veneto e alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza.

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Venerdì 21 marzo 2025, alle 17, in sala conferenze “Sandro Ruffo”, al museo civico di Storia Naturale di Verona, in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, presentazione del docu-video “Il leone e la pietra. 63 anni di scavi al Riparo Tagliente”, che approda a Verona dopo una fortunata video-première alla biblioteca comunale di Grezzana, facendo tappa nelle istituzioni museali che contribuiscono alla valorizzazione del sito paleolitico di Riparo Tagliente: i Musei Civici di Verona, con il Museo di Storia Naturale, e il museo Archeologico nazionale di Verona. Intervengono gli archeologi della sezione di Preistoria del museo di Storia Naturale Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino, l’attuale responsabile scientifica delle ricerche Federica Fontana con il co-direttore delle indagini Davide Visentin dell’università di Ferrara e l’ex direttore degli scavi Antonio Guerreschi.  A seguire visita libera alla sala di Preistoria Veronese, con focus sui reperti dal Riparo Tagliente.

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Sabato 29 marzo 2025, alle 15, al museo Archeologico nazionale di Verona, in stradone San Tomaso 3 a Verona, laboratorio per piccoli e grandi: “Una giornata di 15mila anni fa con gli antenati paleolitici di Riparo Tagliente”. Come si confeziona una punta di freccia in pietra scheggiata? Come si preparavano i colori nel Paleolitico? Attività di scheggiatura, osservazione dello strumentario paleolitico, preparazione dei coloranti e analisi di alcune incisioni di Riparo Tagliente insieme agli archeologi dell’università di Ferrara: Federica Fontana, Nicolò Fasser, Giorgia Sardelli, Davide Forte. Attività gratuita compresa nel regolare biglietto d’ingresso, info e prenotazioni: T. 045 591211 – drm-ven.museoverona@cultura.gov.it

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Letture e dialoghi sulla poesia di ieri e di oggi” nella Giornata mondiale della Poesia

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Per la Giornata mondiale della Poesia, venerdì 21 marzo 2025, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Letture e dialoghi sulla poesia di ieri e di oggi” a cura di Marco Colletti per “Il talento di Roma”, in collaborazione con Etru, il patrocinio di Municipio Roma II e il supporto tecnico di Acquario Romano. Prenotazione all’indirizzo mail: iltalentodiroma@gmail.com. Conduce Marco Colletti, con la collaborazione di Germana Noemi Altese, Iolanda La Carrubba e Ilaria Palomba. Mostra fotografica “Intimi ritratti” di Dino Ignani. Alle 11, saluti istituzionali: Luana Toniolo, direttrice museo Etru; Fabrizio Rufo, assessore alla Cultura e ai Rapporti con l’Università del II Municipio. Introduzione: Chiara Mazza per “Il Talento di Roma”. Apertura della Giornata: Marco Colletti e Luigi Cannillo. Alle 11.40, “Intimi ritratti” di Dino Ignani. Letture incrociate accanto ai ritratti: Silvio Raffo, Iolanda La Carrubba, Lucianna Argentino, Isabella Bignozzi, Carla Cenci, Maria Teresa Ciammaruconi, Michele Arcangelo Firinu, Mario Gravina, Gabriella Greco, Stefano Mura, Andrea Orlandi, Marco Palladini, Lorenzo Pompeo, Luciana Raggi, Anna Segre, Antonietta Tiberia, Ilaria Palomba. Alle 12.45, “Poeti in cattedra: come un poeta trasmette la poesia agli studenti”. Modera Claudio Giovanardi: dialogo tra Sonia Gentili, Tommaso Ottonieri, Carla De Bellis. Alle 14.30, introduzione di Ennio Cavalli: “Impegno civile, poesia e temi della pace”. Alle 14.45, moderano Marco Colletti e Chiara Mazza: “Esperienze poetiche dal carcere di Rebibbia” a cura di Zingonia Zingone, Asia Vaudo, Ottavia Pojaghi Bettoni, Allegra Franciosi e letture di poeti che hanno vissuto l’esperienza del carcere. Alle 15, “Case editrici e Poesia”. Modera Annarosa Mattei: Diana Battaggia (Ed. La Vita Felice), Piera Mattei (Ed.Gattomerlino), Matteo Chiavarone (Ed. Ensemble), Cinzia Marulli (Le Gemme-Quaderni di Poesia, Ed. Progetto Cultura), Alessandro Orlandi (Ed. La Lepre Edizioni), Daniela Fugaro (Biblioteca Alessandrina). Alle 15.45, “Intimi ritratti” di Dino Ignani. Letture incrociate accanto ai ritratti: Valentina Ciurleo, Davide Cortese, Flaminia Cruciani, Fernando Della Posta, Stefania Di Lino, Michele Di Tonno, Giorgio Galli, Ilaria Giovinazzo, Irene Sabetta, Fabio Sebastiani, Gianpiero Stefanoni. Alle 16.25, “Riviste letterarie e Poesia”. Modera Mariella De Santis: Tiziana Colusso (FormaFluens-International Literary Magazine), Mariella De Santis e Tommaso Ottonieri (Smerilliana), Antonella Rizzo e Gabriella Sica (Metaphorica), Claudio Damiani (Viva – Una rivista in carne e ossa), Cetta Petrollo Pagliarani (Rossocorpolingua). Alle 17.10, “La poesia attraverso le immagini”. Modera Chiara Mazza: Presentazione di Rotaie di Giulia Anania. Alle 17.50, conclusioni di Elio Pecora. Alle 18:05, “Intimi ritratti” di Dino Ignani. Letture incrociate accanto ai ritratti: Annelisa Alleva, Germana Noemi Altese, Anna Maria Curci, Mauro Corona, Annamaria Ferramosca, Sonia Giovannetti, Annalisa Lucini, Desirée Massaroni, Monica Martinelli, Cetta Petrollo, Davide Toffoli, Alexandra Zambà, Marco Masciovecchio, Cecilia Lavatore.

Locri (RC). Per il secondo incontro di “Un caffè… storicamente corretto”, a cura di Elena Trunfio e Marilisa Morrone, al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà, direttore del museo Archeologico nazionale “V. Capialbi” di Vibo Valentia

locri_archeologico_caffè-storicamente-corretto_libro-temesa-il-mito-e-la-storia_cannatà_presentazione_locandinaIl ciclo di incontri “Un caffè…storicamente corretto” al museo Archeologico nazionale di Locri (RC) è giunto al secondo appuntamento, quello di marzo. Il progetto, curato dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, Elena Trunfio, e dalla presidente del circolo di Studi storici “Le Calabrie”, Marilisa Morrone, oltre che con il patrocinio del Comune di Locri, quest’anno si arricchisce del patrocinio del Comune di Portigliola e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e vuole, come di consueto, offrire al pubblico diversi spunti di approfondimento su temi ampi legati al mondo della storia, dell’arte e dell’archeologia, con il coinvolgimento di studiosi autorevoli, afferenti tra l’altro ai più importanti atenei italiani. Giovedì 20 marzo 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri, per “Un caffè… storicamente corretto”, presentazione del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà, direttore del museo Archeologico nazionale “V. Capialbi” di Vibo Valentia. Introducono Elena Trunfio e Marilisa Morrone.

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Copertina del libro “Temesa. Il mito e la storia” di Maurizio Cannatà

Temesa. Il mito e la storia (Rubbettino editore). Con il polionimo Temesa (latino Tempsa) gli antichi hanno identificato un centro ubicato lungo la fascia costiera tirrenica della Calabria, tra Clampetia e Hipponion, dapprima emporion internazionale di scambio di metalli (VIII sec. a.C.), poi centro indigeno posto sotto il controllo delle poleis greche, Sibari prima e Crotone poi (VI-V sec. a.C.), ancora oppidum italico (IV-III sec. a.C.) e colonia civium Romanorum (II-I sec. a.C.), statio lungo la principale viabilità imperiale (I-IV sec. d.C.) e infine una delle più antiche sedi vescovili di tutta l’Italia meridionale (VI-VII sec. d.C.). Vent’anni di studi e ricerche hanno consentito di riconoscere Temesa in un complesso sistema insediativo ubicato tra i corsi terminali dei fiumi Oliva e Savuto, dove sono concentrate numerose testimonianze materiali che coprono, nel loro complesso, l’intera storia del centro antico. Non un unico sito pluristratificato quindi, bensì una pluralità di evidenze, che riassumono quanto noi sappiamo su Temesa da parte delle fonti letterarie. Attraverso la rilettura dei vecchi dati, della cartografia, delle foto aeree, di nuovi scavi e ricognizioni, questo lavoro colma per la prima volta il gap esistente tra l’eccezionale corpus di fonti letterarie relative alla città e i dati archeologici a essa riferibili, fornendo una lettura organica di tutte le fasi di occupazione del suo territorio, dalla protostoria alla tarda antichità.

 

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale al via “Novità. Doc?”, il ciclo di conferenze con giovani studiosi che si occupano dello sviluppo di Altino e del suo territorio nell’antichità e frequentano costantemente i depositi del parco archeologico. Ecco il programma

altino_parco_conferenza-novità-doc-giovani-studiosi-per-l-antica-altino_locandina“Giovani studiosi per l’antica Altino”: sono numerosi i giovani studiosi, specializzandi e dottorandi presso diverse Università o già liberi professionisti, che si occupano dello sviluppo di Altino e del suo territorio nell’antichità e frequentano costantemente i depositi del parco archeologico di Altino. I loro studi contribuiscono a ricostruirne le vicende, dalla preistoria all’abbandono nel VII secolo, passando per l’età del ferro, quando Altino fu fondata e abitata dai Veneti antichi, e l’età romana. “Li abbiamo invitati a parlarne al Museo”, annuncia Marianna Bressan, direttrice del parco archeologico di Altino (Ve). Eccio quindi “Novità. Doc?”, il ciclo di conferenze in programma nella primavera 2025 nella sala Colonne del museo Archeologico nazionale di Altino, un’occasione per conoscere le metodologie applicate dagli archeologi e vedere direttamente i reperti protagonisti degli studi. Ecco il programma. Info: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Giovedì 20 marzo 2025, ore 15.30, “Preistoria lagunare, una proposta di ricerca antologica” con Damiano Paris, specialista in Beni archeologici – università di Pisa, libero professionista; giovedì 17 aprile 2025, ore 15.30, “L’abitato protostorico in località “I Marzi” di Portegrandi” con Roberta Busato, specialista in Beni archeologici – università di Padova, libera professionista; giovedì 22 maggio 2025, ore 15.30, “Altino, località Fornace. Prima del santuario del dio Alt(i)no” con Nadia Noio, dott.ssa di ricerca in Archeologia – università di Padova, libera professionista; giovedì 5 giugno 2025, ore 15.30, “Modus Vivendi. I reperti della cloaca raccontano Altino romana” con Valentina Mantovani, dott.ssa di ricerca in Archeologia – università di Padova, ricercatrice indipendente.

Cassano All’Ionio (Cs). Riaprono al pubblico le grotte di Sant’Angelo 3650 metri di condotte sotterranee, 7000 anni di frequentazioni umane attestate da ricerche e scavi archeologici. Ecco il programma

cassano-all-ionio_riapertura-Grotte-di-sant-angelo_locandinaIl 20 marzo 2025, dopo un lungo periodo di chiusura, le Grotte di Sant’Angelo di Cassano All’Ionio riaprono le loro porte al grande pubblico, permettendo a tutti di godere di questo meraviglioso monumento naturale. La riapertura è alle 15, con punto d’incontro all’ingresso delle Grotte: presenti l’Amministrazione comunale di Cassano, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, la direzione del museo Archeologico nazionale della Sibaritide, il Centro regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” che gestirà il complesso, dopo la riapertura, grazie a una convenzione firmata nel novembre 2024. Il giorno successivo, venerdì 21 marzo 2025, vi saranno due turni di visite guidate nella cavità. Tali visite, condotte da esperti, saranno gratuite. 3650 metri di condotte sotterranee, tra grandi sale e gallerie splendidamente concrezionate, 7000 anni di frequentazioni umane attestate da ricerche e scavi archeologici, le evidenze di antiche coltivazioni minerarie tese allo sfruttamento di depositi di gesso, un ecosistema popolato da molteplici forme di vita perfettamente adattate all’oscurità: sono solo alcuni dei motivi per visitare questo straordinario sito speleologico. Per chi volesse partecipare alla due giorni di rinascita dello storico complesso carsico cassanese prenotando la visita o anche solo per avere informazioni può telefonare al 328 808 4284 e al 333 342 9008 o scrivere una mail a grottedisantangelo@gmail.com o crsenzodeimedici@gmail.com.

Il programma di giovedì 20 marzo 2025, ore 15: “Riapertura al pubblico dei percorsi turistici” a cura del Comune di Cassano All’Ionio. Saluti istituzionali: Giovanni Papasso, sindaco di Cassano All’Ionio; Sara Russo, assessore con delega al Centro Storico di Cassano All’Ionio; Felice Larocca, presidente Centro Regionale di Speleologia Enzo dei Medici. Intervengono: Filippo Demma, direttore parchi archeologici di Crotone e Sibari; Paola Aurino, soprintendente ABAP Cosenza. Venerdì 21 marzo 2025, ore 10-13: “Visite in grotta guidate da esperti” a cura del Centro regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”.

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Le grotte di Sant’Angelo a Cassano All’Ionio (Cs) (foto drm-calabria)

Le grotte di Sant’Angelo a Cassano All’Ionio. Situate a poca distanza dal centro abitato, queste grotte si sviluppano per oltre 3500 metri su più livelli altitudinali attraverso ampie e profonde fratture presenti nella roccia. Tra 7000 e 3500 anni fa gli ambienti sotterranei sono stati ripetutamente utilizzati dall’uomo, che ha lasciato numerose testimonianze del proprio passaggio. Se le aree d’ingresso palesano tracce di insediamenti per finalità residenziali, in profondità emerge l’uso sepolcrale e cultuale di numerose condotte e sale, alcune delle quali molto estese. Le grotte, ricche di formazioni stalatto-stalagmitiche, possiedono alcuni rami con abbondanti depositi di gesso microcristallino, sfruttato in età storica come materiale per l’edilizia.