Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Alessandra Leonardi e Simone Lucciola ci portano “Sulla rotta di Spina”, ottavo appuntamento di marzo con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

Cratere attico a figure rosse con scene di commiato dalla Tomba 18 C della Valle Pega di Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-er)
Per il ciclo di visite guidate “Sulla Rotta di Spina”, appuntamento giovedì 28 marzo 2024, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Alessandra Leonardi e Simone Lucciola porteranno i visitatori a conoscere la città etrusca perduta negli echi del Mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po, descritta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Visita guidata compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. Sarà un excursus sull’origine storica e mitologica, usanze e rituali, ascesa e caduta di Spina, la città lagunare gemella del porto di Pyrgi e collegata al Santuario di Delfi, il più importante del mondo ellenico.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Lettere dal Fronte” con Anna Ferruzzo, voce recitante, e il Quartetto d’archi dell’Orchestra della Magna Grecia, quinto appuntamento della rassegna 2024 “MArTA in Musica: le matinée domenicali”
Quinto appuntamento della rassegna “MArTa in Musica: le matinée domenicali”, la rassegna di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia. Domenica 24 marzo 2024 l’attrice Anna Ferruzzo, voce recitante, e il Quartetto d’archi dell’Orchestra della Magna Grecia saranno i protagonisti di “Lettere dal fronte”. In collaborazione con il Mysterium Festival. Ingresso al Museo da corso Umberto. L’accesso sarà consentito dalle 10.45 per la visita guidata, con inizio visita alle 11. L’accesso per il concerto è dalle 11.30 con inizio concerto alle 11.45. Il biglietto di ingresso di 10 euro comprende l’ingresso alla visita e l’ingresso al concerto. Biglietto Unico. Biglietti acquistabili presso l’Orchestra della Magna Grecia – Taranto, in via Ciro Giovinazzi 28 e su https://www.ticketsms.it/…/Lettere-Dal-Fronte-MArTa….
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Luigi Corbelli ci porta “Sulla rotta di Spina”, settimo appuntamento di marzo con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

Particolare del cratere a volute attico raffigurante Oreste davanti al dio Apollo, dalla tomba 6C Valle Pega, Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto etru)
Per il ciclo di visite guidate “Sulla Rotta di Spina”, appuntamento sabato 23 marzo 2024, alle 11.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Luigi Corbelli condurrà i visitatori a scoprire i rapporti con il mondo greco di Spina, città etrusca perduta negli echi del mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po, descritta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Visita guidata compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. A introdurre alla mostra sarà il cratere con la scena di Oreste che si reca al cospetto di Apollo, all’interno del santuario di Delfi, proveniente dalla necropoli di Valle Pega di Spina e conservato presso il museo Archeologico nazionale di Ferrara.
Pompei. All’auditorium la conferenza “Nola: l’elaborazione dell’identità culturale e politica nel contatto col mondo greco tra età orientalizzante e classica” con l’archeologo Mario Cesarano della soprintendenza di Napoli, promossa dall’associazione internazionale “Amici di Pompei” sui risultati degli scavi delle necropoli nolane


Grafica di una sepoltura dal territorio nolano con evidenziato il ricco corredo (foto amici di pompei)
Nola e i suoi scavi sono al centro dell’incontro che l’associazione internazionale “Amici di Pompei” ETS ha organizzato venerdì 22 marzo, alle 17, nell’Auditorium degli scavi di Pompei. Protagonista l’archeologo della soprintendenza di Napoli, Mario Cesarano, che propone la conferenza “Nola: l’elaborazione dell’identità culturale e politica nel contatto col mondo greco tra età orientalizzante e classica”. “A Nola – spiega Mario Cesarano – famosa fin dal Settecento per gli scavi di tombe che hanno restituito alcuni tra i più bei vasi greci conservati nei più importanti musei del mondo, gli scavi degli ultimi anni contribuiscono a narrare la storia di gruppi familiari che nel momento in cui per mare e per terra si incontrano e si scontrano Greci, Etruschi e indigeni, sono decisi a dichiarare la propria vicinanza alla politica della città greca di Atene, la più grande potenza del Mediterraneo del V secolo a.C., deponendo nelle loro sepolture una serie di richiami alla pratica dell’atletismo di tipo greco”. La conferenza metterà in luce come la differenziazione sociale della comunità di Nola tra la fine dell’VIII e il V secolo a.C. sia avvenuta ininterrottamente sulla base della formazione di gruppi culturali che si definiranno di volta in volta in rapporto al contatto più o meno intenso con alcune realtà allogene, soprattutto di matrice greca. Fonti privilegiate per la ricostruzione di questo scenario sono le sepolture, molte delle quali indagate negli ultimi anni: una serie di osservazioni spinge a ritenere che la composizione dei corredi funebri risponda alla necessità di delineare la fisionomia sociale e culturale del defunto e del suo gruppo di appartenenza in un contesto al limite tra il privato e il pubblico.
Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie la conferenza “Da Castelverete a Napoli: la vicenda giudiziaria del marchese Giovan Battista Carafa al tempo del viceré di Toledo (1548-1552)” con Filippo Racco, deputato di Storia Patria della Calabria
Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri siamo arrivati all’appuntamento di marzo con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo del giovedì promosso dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Alle 17, la conferenza “Da Castelverete a Napoli: la vicenda giudiziaria del marchese Giovan Battista Carafa al tempo del viceré di Toledo (1548-1552)” con Filippo Racco, deputato di Storia Patria della Calabria, che farà scoprire un personaggio tanto affascinante quanto controverso che ci riporterà alla Calabria Ultra del Cinquecento e non solo. Introducono Elena Trunfio, direttore del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, e Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi storici “Le Calabrie”. L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione. Per info: drm-cal.locri@cultura.gov.it, circolostudistorici@lecalabrie.org, tel. 0964.390023 – cell. 334.6126386.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Stefania de Majo ci porta “Sulla rotta di Spina”, sesto appuntamento di marzo con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

Frammento di tripode in bronzo proveniente da Vulci e conservato al muse
Per il ciclo di visite guidate “Sulla Rotta di Spina”, appuntamento giovedì 21 marzo 2024, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Stefania de Majo condurrà i visitatori a scoprire i rapporti con il mondo greco di Spina, città etrusca perduta negli echi del mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po, descritta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Visita guidata compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. C’è un frammento di tripode in bronzo, realizzato a Vulci, ma rinvenuto ai piedi dell’acropoli di Atene e conservato nel museo dell’Acropoli, che testimonia i rapporti tra il mondo greco e quello etrusco, e la diffusione dei miti greci presso il popolo dei Tirreni, vista la raffigurazione dell’apoteosi di Eracle.
Sambuca di Sicilia (Ag). A Palazzo Panitteri si inaugura il nuovo percorso espositivo con Il corredo funerario della Tomba della Regina di Monte Adranone, scoperto nel 1886 e rimasto per 136 nei depositi del museo Salinas di Palermo. Visite guidate speciali

Parte del corredo della Tomba della Regina di Monte Adranone esposti a Palazzo Panitteri di Sambuca di Licata (Ag) (foto regione siciliana)
Il corredo funerario della Tomba della Regina di Monte Adranone ritorna a casa dopo 136 anni: sedici pezzi, infatti, entreranno a fare parte del percorso museale di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino. Sarà inaugurato giovedì 21 marzo 2024, alle 11, a Palazzo Panitteri, a Sambuca di Sicilia, il nuovo percorso espositivo che comprende i 16 reperti del corredo funerario della Tomba della Regina, rinvenuti nella zona archeologica di Monte Adranone nel 1886 e fino a qualche giorno fa custoditi nel museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. Interverranno l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato; il direttore del parco archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta; il sindaco di Sambuca, Giuseppe Cacioppo; la direttrice del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, Caterina Greco; e le archeologhe che hanno curato il progetto. I reperti sono stati rinvenuti nei depositi del museo “Antonino Salinas”, dove il grande archeologo e docente universitario a cui la struttura è intitolata volle trasferirli, intuendone il valore dopo i primi scavi del 1886. L’integrazione nel percorso espositivo è stata resa possibile dalla collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, responsabile della valorizzazione dell’area di Monte Adranone, il museo palermitano e l’amministrazione comunale della città agrigentina. Un’occasione unica dunque per immergersi nella storia e ammirare da vicino reperti unici che tornano a splendere nella loro terra d’origine. Inoltre, dal 21 al 26 marzo 2024, si può vivere un’esperienza esclusiva con le visite guidate curate dall’archeologa del parco archeologico, Valentina Caminneci. Per informazioni e prenotazioni vcaminneci@parcovalledeitempli.it.
Paestum. Il parco archeologico presenta una prestigiosa collaborazione internazionale col Rijksmuseum van Oudheden di Leiden (Paesi Bassi): la mostra “Paestum. Città delle dee”, con 80 prestiti dai depositi del museo nazionale
Una statua in marmo della dea Hera e otto lastre funerarie dipinte, uniche nel loro genere, provenienti dalle tombe dell’élite lucana di Paestum saranno tra i pezzi più significativi della mostra “Paestum. Città delle dee”, in programma dal 25 aprile 2024 al 25 agosto 2024 al Rijksmuseum van Oudheden – museo nazionale delle Antichità di Leiden, nei Paesi Bassi. La mostra, realizzata in collaborazione tra il ministero della Cultura, il parco archeologico di Paestum e Velia e il museo nazionale delle Antichità di Leiden, che sarà presentata mercoledì 20 marzo 2024, nella Sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum, prevede l’esposizione oltralpe di alcuni tra i più significativi reperti archeologici di Paestum. Il percorso espositivo include anche statuette in terracotta, bronzo e marmo, vasi per bruciare incenso, ceramiche pregiate, raffinati oggetti in vetro, monete, un’armatura greca in bronzo e numerosi doni offerti alle dee Hera, Atena e Afrodite. Alla presentazione intervengono Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Ruurd Halbertesma, curatore della collezione greco-romana e curatore della mostra; Teresa Marino, archeologo del parco archeologico di Paestum e Velia; e Carlijn Oldenkotte, pr, marketing e comunicazione.

Lastra funeraria in travertino dipinta con scena di pugilato, conservato al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)
“Questa mostra”, dichiara il direttore Tiziana D’Angelo, “ha rappresentato una straordinaria occasione di collaborazione internazionale tra Italia e Paesi Bassi, in cui abbiamo avuto l’onore di lavorare con un istituto di elevata statura, quale il museo nazionale delle Antichità di Leiden, di confrontarci con colleghi di grande esperienza e di creare i presupposti per future sinergie. Inoltre il progetto, che conta 80 prestiti dal parco archeologico di Paestum e Velia pressoché interamente provenienti dai ricchi depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum, ci consente di valorizzare a tuttotondo la nostra collezione. Infine, scegliendo Paestum come protagonista della narrazione espositiva, la mostra riconosce l’eccezionale valore storico-archeologico del sito su scala globale”. E il prof. Ruurd Halbertsma, curatore della mostra: “La mostra Paestum. Città delle dee non sarebbe stata realizzata senza la sinergia straordinaria tra il parco archeologico di Paestum e Velia e il museo nazionale di Antichità di Leida. La collaborazione culturale, la collegialità e l’integrità scientifica sono alla base di questo progetto straordinario. Vorrei esprimere sentimenti della mia più grande gratitudine a tutti i miei colleghi di Paestum che hanno reso possibile questa mostra”.

Statua in marmo della dea Hera, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto luigi spina)

Lekythos parzialmente verniciata conformata a conchiglia bivalve con figura femminile inginocchiata, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)
“Paestum. Città delle dee” è la prima mostra retrospettiva realizzata nei Paesi Bassi sull’archeologia di Paestum e copre un arco temporale di circa ottocento anni, dalla fondazione della colonia magnogreca all’età imperiale. Oltre ai prestiti provenienti dal museo Archeologico nazionale di Paestum e ai reperti della collezione di Leiden, la mostra include oggetti provenienti dal museo del Louvre di Parigi, dall’Antikensammlung Staatliche Museen zu Berlin, dalla Banca d’Olanda e dal Museo Allard Pierson di Amsterdam. “Paestum. Città delle dee” è la quinta mostra realizzata dal Rijksmuseum van Oudheden nel contesto di una serie incentrata su importanti città del mondo antico. Le precedenti mostre si sono focalizzate su Petra (2013-2014), Cartagine (2014-2015), Ninive (2017-2018) e Byblos (2022-2023).
Napoli. A Palazzo Corigliano per le conferenze dell’Or.Sa., in presenza e on line, incontro con Alexadros Mazarakis Ainian, direttore degli scavi, su “Recent research at the sanctuary of Demeter and Kore on the acropolis of Kythnos (Cyclades)”
Sull’acropoli dell’isola di Citno, che vanta la più antica dimora conosciuta nelle isole Cicladi, un insediamento del Mesolitico (10.000 a.C. – 8.000 a.C.), domina la zona settentrionale un santuario costruito in onore di Demetra, sorella di Zeus, e alla figlia Kore. Qui un programma quinquennale di scavo, iniziato nel 2021, ha permesso agli archeologi di approfondire l’esplorazione di tre edifici, che ha portato al rinvenimento di diverse monete del passato e oltre 2mila statuette di tipo votivo, tutte realizzate in argilla. Delle ricerche sull’isola di Citno ne parlerà a Palazzo Corigliano di Napoli nell’ambito delle conferenze di OrSa, il prof. Alexadros Mazarakis Ainian, professore ordinario di Archeologia classica alla University of Thessaly (Volos), Grecia, direttore degli scavi di Oropos (Beozia) e Kythnos (Cicladi). È autore di studi fondamentali sull’archeologia e l’architettura della Grecia nella Prima Età del Ferro e nel periodo arcaico e sull’archeologia omerica, nonché sulla religione e sui santuari greci dal periodo geometrico a quello classico. Appuntamento martedì 19 marzo 2024, alle 10.30, nella sala conferenze al II piano di Palazzo Corigliano, con la conferenza “Recent research at the sanctuary of Demeter and Kore on the acropolis of Kythnos (Cyclades)”. Sarà possibile seguire le conferenze di Alexandros Mazarakis Ainian di martedì 19 su Kythnos (Cicladi) anche in remoto sulla piattaforma Zoom: per ottenere il link contattare la segreteria organizzativa, all’indirizzo e-mail c.improta6@unior.it.
La primavera porta aria nuova al Parco archeologico di Sibari che ha organizzato ben tre importanti appuntamenti nelle giornate di venerdì e sabato, all’insegna della rinascita e dell’impegno culturale e sociale. Si parte venerdì 22 marzo 2024 con “Una notte in riserva”, iniziativa organizzata per condividere con visitatori e ricercatori il patrimonio nascosto e ben custodito delle stanze dei depositi del museo Archeologico nazionale della Sibaritide che, per una notte, saranno visitabili. Dopo una bella spolverata, infatti, i depositi del Parco apriranno le porte alla primavera con due turni di visite guidate su prenotazione, alle 19 e alle 21, in compagnia di esperti archeologi, si potranno vedere cose mai esposte prima. La serata è anche l’occasione per sottoscrivere la Community Card, l’abbonamento annuale che consente di partecipare a tutte le iniziative del Parco, dalle mostre ai concerti, alle aperture straordinarie, oltre che naturalmente di accedere al museo ed alle aree archeologiche in qualunque giornata dell’anno. Chi richiederà la card in questa occasione riceverà in omaggio gli stilosissimi gadget del Parco: calendario, borsa, notebook… fino ad esaurimento.
Il weekend di grandi appuntamenti continua sabato 23 marzo 2024, alle 18, con la seconda conferenza del ciclo #nonrompeteci, il progetto di contrasto alla violenza sulle donne attraverso la cultura organizzato in collaborazione con il Centro Antiviolenza Fabiana di Corigliano-Rossano. Stavolta il tema trattato sarà quello della medicina di genere e dell’accesso alle cure che riguardano il benessere sessuale femminile, e sarà a cura di Paola Sammarro, fondatrice del centro ostetrico “Io Calabria”, realtà d’eccellenza calabrese per la sanità e il benessere intimo femminile, e direttrice di “Io Calabria Magazine”, testata giornalistica che promuove una conoscenza consapevole del corpo femminile a tutte le età.
Alle 19, infine, ci sarà l’inaugurazione del Fumetto Fest con la prima iniziativa, cioè la presentazione della mostra “Il flauto e il vaso”, il fumetto di Simone Montozzi, in arte Tso. Il parco archeologico di Sibari, infatti, partecipa all’iniziativa “Fumettineimusei” del ministero della Cultura – guidato dal ministro Gennaro Sangiuliano – ma ha voluto fare di più organizzando un intero mini Festival dedicato a quest’arte: un Fumetto Fest appunto. Dal 23 marzo al 31 dicembre 2024 mostre di residenze d’artista e laboratori creativi avranno luogo tra il museo Archeologico nazionale della Sibaritide e il museo del Fumetto di Cosenza “gemellati” per l’occasione. L’apertura di sabato 23 marzo 2024 sarà straordinaria: il museo sarà visitabile fino alle 23, l’orario più consono ai supereroi, con ingresso gratuito a partire dalle 17. “Il Museo che immaginavamo quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto Sibari”, conclude il direttore Demma, “prende sempre più forma. Ci stiamo trasformando sempre più nel centro culturale di aggregazione di una comunità: laboratori, mostre, sale espositive e depositi aperti fino a tarda sera, concerti ed eventi. In questo modo diventiamo sempre più un punto di riferimento per la vita culturale della comunità, un luogo di informazione e formazione fondamentale per operare una rivoluzione culturale”.
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