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Velia. Sull’Acropoli prorogata la mostra “Elea: la rinascita”, la prima realizzata dal parco con l’autonomia: prende spunto dalla scoperta – nel 2022 – del tempio arcaico di Atena coevo alla fondazione della colonia nel VI sec. a.C.

velia_area-archeologica_mostra-elea-la-rinascita_prorogata_locandinaLa mostra “Elea: la rinascita”, allestita nell’area archeologica di Velia, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2024. Un’occasione per scoprire la storia millenaria di Elea, testimoniata dagli straordinari ritrovamenti recenti sull’Acropoli ed esposti in mostra. “Elea: la rinascita” è la prima mostra realizzata al parco archeologico di Paestum e Velia da quando è stato dotato di autonomia speciale nel 2020 (vedi Velia. Sull’Acropoli alla presenza del ministro Sangiuliano si inaugura la mostra “Elea: la rinascita”, la prima realizzata dal parco con l’autonomia: prende spunto dalla scoperta – nel 2022 – del tempio arcaico di Atena coevo alla fondazione della colonia nel VI sec. a.C. | archeologiavocidalpassato). La mostra trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli, che hanno restituito tracce di un santuario risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. Tra i rinvenimenti più significativi compaiono armi greche e italiche che per la prima volta danno concreta evidenza al racconto erodoteo della fuga dei Focei dalla Ionia sotto la spinta dell’invasione persiana.

Tra i reperti è esposto un prometopidion, una parte dell’armatura utilizzata per la bardatura dei cavalli nei combattimenti. Veniva posizionato sul muso del cavallo per proteggerlo. Risale al 550 – 480 a.C. ed è stato rinvenuto durante il recente scavo condotto sull’Acropoli di Velia (vedi Velia. Sull’acropoli scoperti i resti del più antico tempio arcaico dedicato ad Atena con ceramiche dipinte, armi e armature: reliquie della battaglia navale di Alalia del 541-535 a.C. tra i greci di Focea contro Cartaginesi ed Etruschi. Osanna: “Nuova luce sulla storia della colonia greca dei Focei” | archeologiavocidalpassato). Questo oggetto era stato offerto alla dea Athena, insieme ad altri oggetti in bronzo, rinvenuti durante gli scavi archeologici sull’acropoli, tuttora in corso.

Castello di Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei apre la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma”: 35 reperti da tutta Italia esplorano il mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico

baia_castello_mostra-la-pittura-della-voce-l-alfabeto-prima-e-dopo-cuma_locandinaDa dove arrivava quell’alfabeto giunto circa 2700 anni fa sulle rive cumane e portato in dote dalle genti provenienti dalla Grecia? Quali conseguenze culturali, sociali e politiche ebbe questo approdo sulle comunità locali? Cosa successe dopo? Verso quali strade e forme si diressero i caratteri portati dall’Eubea? Queste domande, affascinanti e cruciali per comprendere l’evoluzione della cultura e della società dell’Italia antica trovano risposta in una serie di oggetti, provenienti dai più importanti musei archeologici italiani, recanti iscrizioni di varia natura, redatte con alfabeti diversi ma strettamente interconnessi, esposti nella mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” che apre lunedì 6 maggio 2024, alle 16, al Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, e resterà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2024. Interverranno Massimo Osanna (direttore generale Musei) e Rosanna Romano (direttore generale per le politiche culturali e il turismo, Regione Campania). La mostra nasce da un progetto condiviso tra il parco archeologico dei Campi Flegrei e l’università della Campania “Luigi Vanvitelli” di un progetto coordinato dal direttore del Parco, Fabio Pagano, e da Matilde Civitillo e Carlo Rescigno, docenti dell’Università “Vanvitelli”. L’intento è quello di ribadire il ruolo centrale dei Campi Flegrei come centro propulsore di importanti innovazioni culturali nel mondo antico, di riflettere sui cambiamenti innescati nel momento in cui la scrittura ha iniziato a essere lo strumento essenziale per tramandare la memoria, ma anche di porsi domande sul ruolo della scrittura nel mondo di oggi e in quello di domani.

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L’acropoli di Cuma nell’area archeologica del parco (foto parco campi flegrei)

Il museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia sarà il palcoscenico di un’affascinante esplorazione nel mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico. “Abbiamo voluto raccontare l’introduzione dell’alfabeto greco a Cuma e ricordare la centralità dei Campi Flegrei come ponte di contatto tra mondi e vettore di innovazione culturale”, spiegano al Parco. “Per farlo ci siamo affidati a 35 splendidi reperti, provenienti da importanti musei Archeologici italiani, per la prima volta in mostra insieme nel museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia. Un viaggio tra le righe nelle culture dell’Italia antica”.

Atleta Vittorioso o Atleta di Fano: “La Corte Strasburgo riconosce i diritti dello Stato italiano”. Il ministro Sangiuliano: “Impegnati per ritorno in Italia”

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Dettaglio dell’Atleta Vittorioso o Atleta di Fano, trafugato, oggi al Paul Getty Museum di Los Angeles (foto mic)

roma_ministero-cultura_sangiuliano-nuovo-ministro_foto-micSarà la volta buona che rivedremo in Italia l’Atleta di Fano? “La Corte europea di Strasburgo ha riconosciuto con una sentenza inequivocabile i diritti dello Stato italiano. I giudici sono stati chiari al riguardo della proprietà della statua Atleta vittorioso, ritrovata nelle acque vicine alla costa marchigiana e poi trafugata all’estero. Proseguiremo con rinnovata determinazione la nostra azione per riaverla presto in Italia”: lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che continua: “Il MiC è costantemente impegnato nel recupero di opere d’arte trafugate, in piena cooperazione con le autorità giudiziarie e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Da quando sono ministro sono rientrate in Italia diverse centinaia di opere dagli Stati Uniti e 750 dal Regno Unito. Inoltre, non cessano le attività per giungere alla restituzione dal museo del Louvre di diversi reperti trafugati, questione che ho portato all’attenzione delle Ministre della Cultura francesi Rima Abdul-Malak e Rachida Dati, così come per il ritorno in Italia del Doriforo di Stabia dal Museo di Minneapolis”.

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L’Atleta di Fano esposto al Paul Getty Museum di Malibù (Los Angeles) (foto wikipedia)

“Abbiamo interrotto ogni rapporto di collaborazione con quelle istituzioni culturali straniere che non rispettano le disposizioni di confisca emesse dall’autorità giudiziaria italiana per esportazione illegale di beni culturali”, sottolinea il ministro Sangiuliano. “Nella sentenza odierna, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha respinto il ricorso del Paul Getty Trust, riconoscendo che le azioni intentate dal governo italiano per ottenere la restituzione della statua in bronzo denominata Atleta Vittorioso, nota come Atleta di Fano, sono corrette e non violano le disposizioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sulla tutela della proprietà privata”.

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L’Atleta di Fano (Atleta Vittorioso) com’era al momento del ritrivamento e prima dei restauri (foto wikipedia)

La statua, attribuita allo scultore Lisippo, fu rinvenuta nel 1964 da pescatori nelle acque del mar Adriatico prospicienti la costa marchigiana. Fu in seguito trafugata all’estero e dal 1978 è esposta nel museo Getty Villa di Malibu (California). Sul contenzioso, la Corte di Cassazione, con una pronuncia del novembre 2018, aveva confermato la correttezza del provvedimento di confisca del bene emesso dal Tribunale di Pesaro, sulla base degli elementi forniti dal ministero della Cultura e dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. A seguito della sentenza di aprile 2024 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il governo italiano riavvierà i contatti con le autorità statunitensi per l’assistenza nella attuazione del provvedimento di confisca.

Giardini Naxos (Me). Con la “Rievocazione storica della Fondazione di Naxos” al parco archeologico di Naxos apre la lunga estate di eventi che esplorano tutte le arti: musica cinema teatro poesia letteratura canto

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Foto di gruppo con i rappresentanti delle associazioni culturali coinvolte nel cartellone degli eventi estivi al parco archeologico di Naxos (foto parco naxos taormina)

parco-archeologico-taormina-naxos_logoDomenica 5 maggio 2024, alle 16, al parco archeologico di Naxos, prende il via con la “Rievocazione storica della Fondazione di Naxos”, la lunga estate di eventi a Giardini Naxos (Me) che, da maggio a ottobre, avrà anche questa volta negli spazi del parco archeologico Naxos Taormina il suo polo d’attrazione e di aggregazione, sotto la spinta di eventi – molti dei quali gratuiti – che esplorano tutte le arti: musica, cinema, teatro, poesia, letteratura, canto. Il cartellone, messo a punto dal parco archeologico Naxos Taormina insieme con il Comune di Giardini Naxos e in collaborazione numerosi enti pubblici e associazioni culturali del territorio siciliano e nazionale, è un progetto corale e condiviso per fornire agli operatori turistici informazioni utili sulle occasioni di svago culturale pensate, oltre che per le migliaia di viaggiatori attesi nei prossimi mesi nella riviera jonica, anche per le famiglie residenti del comprensorio.

RIEVOCAZIONE STORICA DELLA FONDAZIONE DI NAXOS. La manifestazione, nata dalla sinergia tra Comune di Giardini Naxos, parco archeologico di Naxos Taormina e associazione Pro Loco di Giardini Naxos, vede la direzione artistica della regista ed attrice Cinzia Maccagnano, con la regia drammaturgica ed i testi dell’autore e regista Giovanni Bucolo, le scenografie ed i costumi da Francesca Cannavò, le musiche dal vivo eseguite dalla lirista Rosa Fragorapti. giardini-naxos_estate-2024_rievocazione-storica_locandinaIl cast attori è composto da Elio Crifò (Timeo), Gianni Crimi (Stavros), Sara Pulvirenti (Nausika), Francesco Papa (Tysandros), Mario Russo (Teocle), Clara Lo Turco (Sacerdotessa) e Ginevra Maniaci (bimba di Naxos). Il corteo storico che sfilerà dalla statua della Nike all’ingresso del parco archeologico di Naxos è curato dall’associazione culturale “Origini di Naxos e sbarco di San Pancrazio” della Parrocchia San Pancrazio di Giardini Naxos guidata da don Gianluca Monte. L’evento vede anche la collaborazione della rete Latitudini e dell’Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara. All’evento interverranno l’archeologa e direttrice del parco archeologico di Naxos, Gabriella Tigano, l’archeologa Mariagrazia Vanaria, i docenti universitari e studiosi Massimo Cultraro, Massimo Raffa, Fulvia Toscano e Giuseppe Carmeni. Lo scopo di tale iniziativa, oltre a quello di promuovere la storia ed il patrimonio culturale della più antica polis di Sicilia, è divulgare al pubblico delle conoscenze attraverso la suggestione di un viaggio nel tempo che consente allo spettatore, grazie all’interpretazione drammaturgica degli attori, di avere un contatto diretto col passato. Un viaggio anche sensoriale che consentirà una immersione nello spazio magnifico del Parco, in cui i visitatori saranno accompagnati in momenti performativi e momenti di approfondimento culturale, sulle tracce della antica colonizzazione, alla scoperta delle testimonianze archeologiche del passato, per osservare con consapevolezza i segni indelebili di una civiltà che ci appartiene. giardini-naxos_estate-2024_maggio-ottobre_il-futuro-ha-un-cuore-antico_locandinaUna grande festa per la città di Giardini Naxos, reduce dal recente evento delle Primavere elleniche, alla presenza delle città madre patria greche, Calcide e Naxos, con cui ha lanciato il progetto della rete delle città calcidesi di Sicilia. A Naxos di Sicilia, culla della Grecia d’Occidente, tanti progetti per il rilancio di percorsi di identità e consapevolezza, grazie a cui ridisegnare il perimetro della cittadinanza attiva. A Giardini Naxos il futuro ha un cuore antico.

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Gli attori Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno (foto parco naxos taormina)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA TEATRO. L’estate di Giardini Naxos – come detto – inizia nel segno della storia e della performance teatrale con la Rievocazione storica della Fondazione di Naxos. Quindi dal 26 giugno al 2 luglio 2024 l’allegria del FINC Comedy Festival: spettacoli, workshop, incontri e laboratori teatrali che animeranno l’area archeologica e il Teatro della Nike. In agosto tornerà “Teatro all’alba” con un nuovo spettacolo che, dopo il successo dello scorso anno, raddoppia il cast e alle 5.30 del mattino vedrà sulla scena del palco in riva al mare due mattatori come Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno (20 agosto); quindi la rassegna Interpretare l’Antico, diretta da Gigi Spedale con le trascrizioni delle tragedie antiche (settembre); Ierofanie, il festival del sacro diretto da Claudio Collovà con incontri con filosofi contemporanei e spettacoli di musica e poesia (12/13/14 settembre); per concludere con il premio “L’ombra di Dioniso” assegnato alle migliori personalità del teatro contemporaneo e d’avanguardia.

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L’orchestra del Conservatorio Tchaikovsji di Nocera Terinese (Catanzaro) a Giardini Naxos (foto parco naxos taormina)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA MUSICA. Numerosi gli appuntamenti musicali dell’estate al Parco di Naxos. Si inizia il 21 giugno 2024 con la Festa europea della musica che per il terzo anno vedrà ospite l’orchestra del Conservatorio Tchaikovsji di Nocera Terinese (Catanzaro) insieme all’Accademia Pianistica di Taormina. Sono dedicate al jazz i due concerti della Filarmonica Laudamo di Messina, diretta dal M° Antonino Cicero, che al Parco proporrà due concerti a tema il 3 e l’11 luglio (Strait Project Quartet e Pannonica Jazz Workshop). Quindi il Conservatorio Scarlatti di Palermo, con l’Orchestra impegnata con un programma di musica classica (data da definire, sempre in luglio); giardini-naxos_estate-2024_maggio-ottobre_alkantara-fest_pre-locandinamentre il 18 luglio si inaugura al Parco di Naxos l’Alkantara Fest, festival internazionale di musica folk e world (che prosegue sull’Etna) con il concerto di Alkantara MediOrkestra, ensemble di musicisti da tutta Europa con brani dalle sonorità tipicamente mediterranee e asiatiche. Il 16 agosto al Teatro della Nike torna il Coro Lirico Siciliano, mentre dal 28 al 31 agosto, sempre al Parco, la rassegna Donne in Jazz: quattro imperdibili serate con celebri artiste di fama internazionale come Rita Marcotulli e Maria Pia De Vito (a cura di Taormina Jazz Festival)

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Terracotta di Stefania Pennacchio con “La fiaccola di Ecate tra Persefone e Demetra. Simbolo dell’oltre” (foto pennacchio)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA ARTE. Dopo Mastroianni nel 2021 e Palmieri nel 2023, l’artista ospite del parco archeologico di Naxos per il 2024 e una donna, la scultrice Stefania Pennacchio. Per l’antica polis di Naxos, Pennacchio ha realizzato sei grandi sculture in terracotta, ispirate al mito di Ecàte, divinità greca il cui culto è legato ai desideri e alla forza per realizzarli. La mostra, a cura di Angelo Lorenzo Crespi, include un’esperienza di “arte relazionale” che consentirà ai visitatori di interagire con una delle installazioni per entrare in contatto con la fonte dei propri desideri. Il 10 agosto visita in notturna e presentazione del catalogo (dal 14 giugno al 30 ottobre).

giardini-naxos_estate-2024_maggio-ottobre_premio-comunicare-l-antico-2023_locandinaESTATE 2024 | PROGRAMMA ARCHEOLOGIA. Il 1° settembre si rinnova l’appuntamento col prestigioso premio “Comunicare l’Antico”, organizzato dal Parco Naxos Taormina in collaborazione con NaxosLegge e l’Archeoclub Giardini Naxos-Taormina-Valle Alcantara che vedrà, come di consueto, un parterre internazionale di protagonisti del mondo della cultura legati alla ricerca scientifica in campo archeologico e alla comunicazione.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA LETTERATURA. Maggio e settembre sono i mesi dedicati al mondo della lettura. Si inizia il 3 maggio 2024 con l’apertura del Maggio dei libri e una serie di incontri coordinati da Comune; il 26 maggio al Parco laboratorio per bambini sul mondo dell’Opera dei pupi con “Matteo e i pupi siciliani” (Algra Editore), a cura di Civita Sicilia; infine in settembre, da 20 al 29, torna Naxoslegge, XIV edizione del festival delle narrazioni, della lettura e del libro con la direzione artistica di Fulvia Toscano.

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Un momento della prima edizione del Naxos Archeofilm con le convesazioni curate da Piero Pruneti (foto parco naxos taormina)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA CINEMA. Seconda edizione del Naxos Archeofilm (12-13-14 luglio Parco-Teatro Nike) in collaborazione con Firenze Archeofilm/Archeologia Viva e con la Fondazione Sebastiano Tusa che vedrà la proiezione delle migliori pellicole internazionali dedicate al mondo antico e al mondo dei dinosauri con un focus sull’incredibile ritrovamento del Bronzi di San Casciano. Tanto cinema in piazza anche con il Comune che in luglio organizza la XXIX edizione del Festival del Film dei ragazzi e la seconda edizione de L’ Eco di un cinema all’ aperto.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA STREET FOOD. Numerosi gli appuntamenti legati al food, tra cui lo Street Fish, con cui il Comune vuole replicare il grande successo dell’evento sullo street food realizzato a novembre, cui si associano altri eventi quali il Sicily Eat- Naxos food excellence, programmato per il mese di luglio.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA TRADIZIONI. Centrali nella loro storicità gli eventi dedicati ai santi patroni, San Pancrazio e SS. Maria Raccomandata, rispettivamente nei mesi di agosto e settembre, con eventi collaterali che costituiscono degli appuntamenti fondamentali nella vita della comunità cittadina; una tappa del Festival dei popoli ad agosto e la celebrazione dei 75 anni del Gruppo Folk Naxos, guidato dal maestro Nino Buda, in settembre.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA SPORT. Non mancheranno gli eventi sportivi, tra maggio, con gare Internazionali di canoa, ed ottobre, quando la città ospiterà alcuni appuntamenti in sinergia con il CONI che ha scelto la Sicilia per un’importante festa nazionale.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Itinerari etruschi” visita guidata di Valeria de Scarpis su “Artigiani mercanti principi: la seduzione della ceramica nel mondo antico”

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Brocca di importazione (ceramica corinzia) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

roma_villa-giulia_itinerari-etruschi_visite-guidate_locandina“Artigiani mercanti principi: la seduzione della ceramica nel mondo antico” è il tema del terzo appuntamento del ciclo di visite guidate ITINERARI ETRUSCHI con gli archeologi dell’Etru. Martedì 30 aprile 2024, alle 17, Valeria de Scarpis accompagnerà i partecipanti in un viaggio verso la scoperta dei tesori in ceramica delle collezioni del Museo. Fra produzione, scambi commerciali e usi quotidiani scopriremo la diffusione degli oggetti in ceramica presso gli Etruschi. La visita è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo il giorno della visita, salvo disponibilità.

Vibo Valentia. Per “Il Maggio dei Libri” 2024 presentazione del libro “Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia” (edizioni ETS) di Anna Maria Rotella che dialogherà con Fabrizio Mollo (università di Messina)

vibo-valentia_il-maggio-dei-libri_libro-dal-collezionismo-alla-storia-vito-capialbi-e-i-bretti-a-vibo-valentia_presentazione_locandinaPer “Il maggio dei libri” 2024, giunto alla 14ma edizione, dal tema “Se leggi ti lib(e)ri!”, promosso dal Centro per i libri e la lettura di Vibo Valentia, appuntamento lunedì 29 aprile 2024, alle 18, alla libreria Cuori d’Inchiostro di Vibo Valentia, per la presentazione del libro “Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia” (edizioni ETS) di Anna Maria Rotella, che dialogherà con Fabrizio Mollo docente di Archeologia classica all’università di Messina.

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Copertina del libro “Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia” (edizioni ETS) di Anna Maria Rotella

Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia. C’è un solo punto dal quale è possibile, oggi come ieri, il controllo del litorale tirrenico dell’odierna Calabria centro-meridionale: la città di Vibo Valentia. Il possesso e l’organizzazione militare ed insediativa di Hipponion-Vibo Valentia in età greca, brettia e romana e la complessa stratificazione della città, che documenta una tenace continuità di frequentazione dell’altura, sono leggibili solo attraverso esili tracce. Nei primi anni dell’Ottocento, per un ricercatore attento e permeato dall’inarrestabile curiosità per la storia e l’archeologia, com’era il conte Vito Capialbi, quelle tracce hanno rappresentato il punto fermo da cui partire per l’approfondimento dei suoi studi e per la stessa costituzione della sua rinomata collezione archeologica, oltre che dell’annessa ricca biblioteca. Un particolare gruppo di reperti archeologici della collezione Capialbi, rinvenuti nella città e nel suo territorio (la ceramica a vernice nera), consente ora, sottoposto ad analisi, di accertare, attraverso la rilettura dei suoi scritti – grazie al raffronto con tutto il materiale presente nella collezione – che lo studioso aveva eseguito scavi ‘programmatici’ e ‘in estensione’ in un fondo di sua proprietà, ubicato sulla cima del colle, il Cofinello, sede di una necropoli non però di età classica, com’è stato generalmente ritenuto: la peculiarità del rituale funerario consente in effetti di inquadrarla tra la seconda metà del IV e la fine del III secolo a.C. “Ricucendo” il legame tra i materiali della collezione e gli scritti del conte, la fase italica della necropoli al Cofinello (e non solo) conferma sia il mantenimento da parte della città di una spiccata vivacità commerciale in età brettia, che un’abile quanto peculiare strategia insediativa italica, attenta ai rapporti di convivenza con l’elemento italiota: il tutto grazie agli inediti tasselli offerti alla ricostruzione storica dall’illuminato studioso dell’Ottocento.

Pisa. Alla Scuola Normale, in presenza e on line, giornata di studi “Archeologia del culto. Forme e spazi del sacro ad Akragas” sull’idea di sacralità del paesaggio naturale e antropico di Agrigento e di altre città limitrofe

pisa_normale_giornata-di-studi-archeologia-del-culto-forme-e-spazi-del-sacro-ad-akragas_locandinaLunedì 29 aprile, nella Sala degli Stemmi, Palazzo della Carovana, della Scuola Normale di Pisa, e da remoto su MS TEAMS (Info per la partecipazione: cristoforo.grotta@sns.it, eventiculturali@sns.it), giornata di studi “Archeologia del culto. Forme e spazi del sacro ad Akragas” – organizzata da Cristoforo Grotta nell’ambito del progetto SAET diretto da Gianfranco Adornato – che si focalizza sull’idea di sacralità del paesaggio naturale e antropico di Agrigento e di altre città limitrofe. Il sacro permea e definisce l’immagine stessa delle città antiche negli spazi sacri, civici e residenziali. Gli studi in corso e le indagini sul campo all’interno del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento svelano fisionomie inedite di forme e di pratiche rituali, di culti e di divinità del Pantheon locale, di architetture e di spazi. Intervengono Gianfranco Adornato, Luigi Ambrosio, Giuseppe Avenia, Heinz Jurge Beste, Barbara Elisabeth Borg, Valentina Caminneci, Alessandro Carlino, Marcello Antonio Carrozino, Cristoforo Grotta, Alfonso Maurizio Iacono, Eleonora Lanfranco, Anna Magnetto, Donatella Mangione, Maria Concetta Parello, Giuseppe Rignanese, Maria Serena Rizzo, Giorgio Rocco, Luis Sánchez Aparicio, Rubén Santa Maria Maestro, Roberto Sciarratta, Grazia Spagnolo.

PROGRAMMA. Saluti Istituzionali: 9.30, Luigi Ambrosio, Scuola Normale Superiore; 9.40 Roberto Sciarratta, Parco Valle dei Templi Agrigento; 9.50, Anna Magnetto, Scuola Normale Superiore; 10, Cristoforo Grotta, Parco Valle dei Templi Agrigento/Scuola Normale Superiore. SESSIONE 1, conference chair: Barbara Elisabeth Borg. 10.20, Giuseppe Avenia, Parco Valle dei Templi Agrigento, “Strategie di gestione e di valorizzazione del Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo di Agrigento nell’ottica del sistema museale nazionale”; 10.40, Giorgio Rocco, Politecnico di Bari, “Il tempio A di Akragas. Note sulla cella e sulle torri scalari”; pausa caffè; 11.40, Heinz Jurgen Beste, Istituto Archeologico Germanico di Roma, “Domande sull’architettura della cella dell’Olympieion di Akragas”; 12, Giuseppe Rignanese, Scuola Normale Superiore, “Tra sacro e profano: l’area dell’Ekklesiasterion. Risultati preliminari”; 12.20, Cristoforo Grotta, Parco Valle dei Templi Agrigento/Scuola Normale Superiore, “L’Asklepieion di Akragas: archeologia di un ‘culto politico’”; 12.40, Grazia Spagnolo, Università di Messina, “La sfera del sacro a Gela: problemi di lettura delle evidenze archeologiche e considerazioni sul rapporto con Akragas”; pausa pranzo. SESSIONE 2, conference chair: Gianfranco Adornato. 14.20, Maria Concetta Parello, Parco Valle dei Templi Agrigento, “Gli dei a casa: culti domestici ad Akragas”; 14.40, Donatella Mangione, Parco Valle dei Templi Agrigento, “Preghiere al regno degli inferi. Suggestioni dai reperti del museo ‘Pietro Griffo’ di Agrigento”; 15, Valentina Caminneci, Parco Valle dei Templi Agrigento, “Dei per i bambini: nuovi dati da Eraclea Minoa”; 15.20, Maria Serena Rizzo, Parco Valle dei Templi Agrigento, “Il monastero di San Gregorio nel tempio della Concordia: suggestioni dalle ricerche recenti”; pausa caffè; 16.40, Alessandro Carlino, ricercatore indipendente, “Il principe di Torremuzza e i ‘restauri di liberazione’ nel tempio della Concordia del 1788”; 17, Luis Javier Sánchez Aparicio, Universidad Politécnica de Madrid, Rubén Santamaria Maestro, Universidad Politécnica de Madrid, “Reality capture in the Temple D in Agrigento”; 17.20, Marcello Antonio Carrozzino, Scuola Superiore Sant’Anna, Eleonora Lanfranco, Scuola Superiore Sant’Anna, Giuseppe Rignanese, Scuola Normale Superiore, “Ottimizzare la ricerca archeologica attraverso la realtà virtuale”; 17.40, Alfonso Maurizio Iacono, Università di Pisa, “Empedocle e l’idea di profondità”. Bilancio finale dei lavori. Discussione.

Festa della Liberazione. Il Colosseo è stato il sito più visitato il 25 aprile a ingresso gratuito seguito dall’area archeologica di Pompei e dal Pantheon. Il ministro Sangiuliano: “L’ingresso gratuito in una data simbolica per la nostra storia vuole legare il nostro patrimonio culturale a giornate importanti per la Nazione”

ministero_25-aprile_ingresso-gratuito_2024_locandinaColosseo (23.830), scavi di Pompei (22.048) e Pantheon (15.803) sono stati i tre siti più visitati il 25 aprile 2024, giorno straordinario di ingresso gratuito. “L’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali, anche quest’anno, in tre date altamente simboliche per la nostra storia come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi dati disponibili degli ingressi nei musei, “non è una scelta formale ma sostanziale perché intende legare il nostro patrimonio culturale a giornate importanti per la Nazione. Oggi celebriamo la Festa della Liberazione dal nazifascismo. In occasione di queste tre ricorrenze, ho voluto fortemente l’apertura gratuita dei nostri siti museali affinché i visitatori potessero godere delle nostre bellezze artistiche e facendo diventare anche la cultura protagonista di anniversari così significativi. Prima non era così”.

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Oltre 22mila visitatori all’area archeologica di Pompei il 25 aprile 2024, a ingresso gratuito (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo 23.830; area archeologica di Pompei 22.048; Pantheon 15.803; Foro Romano e Palatino 7.062; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.501; Grotte di Catullo a Sirmione 5.393; Terme di Caracalla 4.410;  Villa Adriana 4.016; area archeologica e museo di Paestum 3.501; parco archeologico di Ercolano 3.296; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.968; Palazzo Massimo alle Terme 1.014; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.203; Terme di Diocleziano 990; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 870; scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 835; Palazzo Altemps 778; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 705; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 649; Anfiteatro campano – museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 599; Villa di Poppea-Oplontis 558; Mausoleo di Cecilia Metella 509; museo Archeologico nazionale di Firenze 462; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 433; parco archeologico di Cuma 408; Villa dei Quintili 408;  Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 344; parco archeologico delle Terme di Baia 332.

Comacchio (Fe). Due eventi legati al tema del vino nell’Antichità: al museo Delta Antico l’incontro “Il vino al tempo di dei ed eroi”, alla Stazione Foce la rievocazione narrativa “Il vino degli etruschi”

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Questa primavera il museo Delta Antico di Comacchio (Fe) organizza due eventi legati al tema del vino nell’Antichità, in collaborazione con la dottoressa in Filologia Classica e sommelier AIS Maria Vittoria Sparano. Il primo evento, dal titolo “Il vino al tempo di dei ed eroi”, prevede il racconto in chiave storico-mitologica dell’uso del vino presso gli antichi Greci, Etruschi e Romani, seguito da una degustazione di vini del territorio ferrarese. L’incontro si terrà venerdì 26 aprile 2024, alle 18, al museo Delta Antico, via Agatopisto 2, Comacchio. L’evento è su prenotazione e prevede un massimo di 30 persone. Info e prenotazioni: museo Delta Antico +39 0533 311316. Tariffa unica: 15 euro.

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Il secondo evento, dal titolo “Il vino degli Etruschi” è una rievocazione narrativa di un antico simposio etrusco, ricostruito sulla base delle fonti antiche, archeologiche e letterarie, cui seguirà una degustazione di vini del territorio ferrarese: ai partecipanti sarà data l’occasione di bere vino alla maniera degli antichi, in una kylix, realizzata ad hoc dall’artigiano Pithos Ancient Reproductions, che sarà lasciata in omaggio ad ogni singolo partecipante. L’appuntamento è per sabato 27 aprile 2024 alla Stazione Foce, Comacchio, nella sezione Open Air del Museo Delta Antico. L’evento è su prenotazione e suddiviso in tre turni (alle 11, alle 17 e alle 19) e prevede un massimo di 20 persone per turno. Tariffa unica: 35 euro. Info e prenotazioni:
0533/311316

Baia (Na). Al Castello aragonese, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”, atti del primo convegno di archeologie flegree

baia_castello_libro-toccare-terra-approdi-e-conoscenze_presentazione_locandinaAppuntamento il 24 aprile 2024, alle 10.30, nella sala conferenze del Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, per la presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”. Atti del primo convegno di archeologie flegree. Tappa conclusiva del lungo e stimolante percorso del progetto “Terra” promosso all’interno del POC della Regione Campania. Intervengono il prof. Massimo Osanna (direttore generale Musei) e al prof. Luca Cerchiai (università di Salerno).

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Copertina del libro “Toccare Terra. Approdi e Conoscenza”

“Toccare Terra. Approdi e Conoscenze” è la pubblicazione degli atti di un convegno svoltosi al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel dicembre 2021, tappa conclusiva di un progetto che ha condotto il parco archeologico dei Campi Flegrei a interrogarsi sul concetto di terra. Il convegno nasce dall’esigenza di creare un’opportunità, all’interno della cornice di una istituzione giovane, per rappresentare la complessità della ricerca archeologica condotta negli ultimi decenni nel territorio flegreo. L’incontro di studi ha avuto come primo obiettivo quello di restituire la vivacità del dibattito e la varietà degli attori e per consolidare il ruolo del Parco come vettore di trasmissione tra i protagonisti nella produzione degli studi e le comunità di potenziali interessati. L’approdo (dell’archeologia sul campo) diventa conoscenza, si confronta e si specchia negli approdi che hanno segnato le principali tappe della presenza umana nella terra flegrea, definendo contatti, a volte generando conflitti, plasmando nuovi paesaggi e modi di interpretare il reale.