Licodia Eubea (Ct). Ultima giornata del XV Festival della Comunicazione e del cinema archeologico: protagonisti l’antropologo Maurizio Bettini (Incontro con l’Antico) e il regista Giuseppe Carleo (Finestre sul Cinema siciliano). Gran finale con la consegna dei premi

Domenica 7 dicembre 2025 ultimo atto del XV Festival della Comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), organizzato tra Catania e Licodia Eubea da Archeovisiva con il sostegno di Sicilia Film Commission e del Comune di Licodia Eubea, il patrocinio del Comune di Catania e la collaborazione dell’università di Catania. E anche questa sesta giornata di festival si preannuncia ricca di eventi prima della cerimonia di premiazione che chiuderà il festival: protagonisti l’’antropologo Maurizio Bettini e il regista Giuseppe Carleo.

La mattinata è dedicata a una passeggiata curata dell’associazione Albacas che conduce i visitatori alla scoperta di Licodia Eubea, lungo il suo ricco centro storico e i principali luoghi d’interesse. La mattinata si chiude, alle 12, con il secondo “Laboratorio del gusto” (ingresso a pagamento, ticket su  https://www.rassegnalicodia.it/shop/) che unisce alla convivialità del pranzo il racconto delle eccellenze gastronomiche del territorio.

Il festival entra nel vivo alle 17, al Polo culturale della Badia, con il secondo “Incontro con l’Antico” dal titolo “Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale” con Maurizio Bettini, classicista e scrittore, curatore della serie “Mythologica” per Einaudi e della collana “Antropologia del Mondo Antico” per Il Mulino. Il professore emerito di Filologia classica all’università di Siena, dove ha co-fondato e dirige il centro “Antropologia e mondo antico”, nonché stimato latinista e antropologo, presenta il suo “Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale” (Giulio Einaudi editore, 2025). Nei suoi numerosi lavori Maurizio Bettini ha studiato la letteratura latina e la cultura romana privilegiando tematiche antropologiche quali le figure dello straniero, le forme della comunicazione e della traduzione, la costruzione della tradizione, i legami di parentela, le mitologie della nascita, la profezia, le sfere sonore.

L’antropologo Maurizio Bettini (foto fcca)

In quest’ultimo lavoro affronta il mito di Fetonte: la storia di un ragazzo arrogante che, per dimostrare di essere figlio del Sole, ottiene dal padre un diritto che non gli spetta, quello di guidare il suo carro fiammeggiante. Incapace di reggerlo, brucia la Terra e viene punito con la morte. “Questo mito parla di noi, racconta la nostra superbia antropocentrica – scrive Bettini – e la cecità di fronte al riscaldamento globale e alla distruzione dell’ambiente. Fetonte rivela l’hybris dell’uomo moderno che si crede figlio di dio, arrogandosi il diritto di spingersi sempre più avanti, certo della propria superiorità. Il mito antico rivela la sua straordinaria capacità di mettersi subito “in contesto”, di connettere i gangli narrativi a temi e problemi che sono propri dell’oggi, prefigurandoli nelle sue fascinose vicende”.

Frame del film “La bocca dell’anima” di Giuseppe Carleo con Claudio Collovà

Il regista Giuseppe Carleo (foto fcca)

Alle 18, per la “Finestra sul Cinema Siciliano”, al Polo culturale della Badia il regista palermitano Giuseppe Carleo – che ha studiato recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e regia documentaria al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo – presenterà il suo primo lungometraggio di finzione “La bocca dell’anima” (Italia 2024, 109’). Il film, ambientato dopo la Seconda guerra mondiale, racconta del ritorno di Giovanni Velasques nel suo paese natale, incastonato tra le maestose montagne della Sicilia. Segnato dai traumi del conflitto, il suo spirito inquieto trova conforto nella saggezza di un’anziana donna, che gli rivela un dono straordinario: la capacità di accogliere lo spirito di un’anima defunta e guarire i tormentati. Tra i lavori più importanti di Giuseppe Carleo il pluripremiato cortometraggio “Parru ppi tia” (2018), “Officium” (2014), il documentario “Picchì chi è?” (2013), il cortometraggio “Lady Marella” (2012) e il documentario “Un giardino che rideva” (2010).

XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea: Massimo Frasca consegna il premio Antonino Di Vita a Tzao Cevoli (foto fcca)

A seguire la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio “Città di Licodia Eubea” al film più votato dal pubblico; del premio “Studenti UniCt” al miglior cortometraggio votato dalla giuria composta da soli studenti dell’università di Catania; del premio “Antonino Di Vita” a una personalità che si è impegnato nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, attraverso la ricerca sul campo, il cinema o la letteratura. La giuria internazionale di qualità –  quest’anno composta da Lada Laura (Croazia) direttrice del Festival internazionale del Cinema archeologico di Spalato; la production manager Rachel Manoukian (Grecia): Stefania Rimini (Italia): direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania e l’archeologa Alice Nozza (Italia) – assegnerà il premio “ArcheoVisiva” (quest’anno per la prima volta del valore di mille euro) all’opera che meglio coniuga rigore scientifico e valore cinematografico.

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