Archivio | agosto 2023

“Tuscania. Città etrusca”: la storia di Tuscania attraverso le collezioni del museo Archeologico nazionale. Visite guidate gratuite a cavallo di Ferragosto grazie alla collaborazione tra direzione regionale Musei Lazio e Gruppo archeologico Città di Tuscania

tuscania_archeologico_visite-guidate_locandinaNasce “Tuscania. Città etrusca”, una nuova serie di visite guidate al museo Archeologico nazionale di Tuscania organizzata alla scoperta della storia più antica della città a cavallo di Ferragosto, grazie alla collaborazione tra direzione regionale musei Lazio e Gruppo archeologico Città di Tuscania. L’iniziativa “Tuscania. Città etrusca” attraverso la conoscenza delle straordinarie collezioni del museo Archeologico nazionale di Tuscania ripercorrerà la ricchezza della storia etrusca di Tuscania e del suo territorio. Le visite saranno condotte dal personale del museo Archeologico nazionale del Museo e dagli archeologi dell’associazione tuscanese, da anni attiva nella promozione e nella valorizzazione del patrimonio archeologico locale. Appuntamento domenica 13 agosto, alle 11, e martedì 15 agosto 2023, alle 11 e alle 17: tre visite guidate imperdibili, gratuite come l’ingresso al museo di Tuscania, per scoprire i reperti scoperti nelle necropoli di Tuscania e che si snodano per tutta la civiltà etrusca, dalle origini fino alla romanizzazione. “La collaborazione tra Gruppo archeologico città di Tuscania e direzione regionale musei Lazio è molto stretta”, commenta il direttore del gruppo archeologico, Alessandro Tizi, “e sono certo darà ulteriori frutti nei prossimi mesi con altre iniziative e progetti per valorizzare le collezioni museali e l’intero patrimonio archeologico di Tuscania. La nostra associazione è da sempre molto legata al museo Archeologico nazionale e queste iniziative intendono proprio sottolineare questo legame, dando la possibilità ai molti turisti e ai cittadini tuscanesi di poter comprendere in modo migliore i reperti raccolte nelle sale e il loro ruolo di protagonisti della storia etrusca della città”. E Sara De Angelis, direttrice del museo: “La collaborazione con le associazioni e gli enti del territorio è una delle missioni principali del nostro museo e della direzione regionale musei Lazio – afferma– che non può che far crescere la conoscenza di questo splendido comprensorio e contribuire alla valorizzazione della città e del museo stesso. Museo che resterà aperto per tutto il lungo ponte estivo di Ferragosto, compreso lunedì 14 agosto 2023, al fine di favorire la fruizione del complesso anche attraverso le iniziative messe in programma dal Gruppo archeologico città di Tuscania e dalla direzione regionale musei Lazio”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Notti d’Estate al MArRC” sulla terrazza sullo Stretto il concerto “Melodie d’estate”, esibizione lirica degli allievi del conservatorio “Francesco Cilea”

reggio-calabria_archeologico_notti-d-estate-2023_12-agosto_locandinaDopo il successo dell’incontro su Caravaggio per le “Notti d’Estate” del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, torna la musica sulla magnifica terrazza affacciata sullo Stretto. Grande attesa per “Melodie d’estate”, l’esibizione lirica degli allievi del conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, in programma alle 21 di sabato 12 agosto 2023. Si esibiranno i soprani Cristina Alviano e Chiara Pirrò, e il baritono Angelo Parisi, con l’accompagnamento del pianista Matteo Lattarulo. Allievi di spessore del Conservatorio reggino, hanno già all’attivo numerose esperienze nazionali e internazionali di grande rilievo. La cantante Alviano è stata protagonista di diversi musical e opere liriche e si è esibita sotto la direzione della vocal coach Maria Grazia Fontana. Sta attualmente proseguendo gli studi in canto lirico, sotto la guida della prof.ssa Liliana Marzano. Chiara Pirrò si è avvicinata al canto da bambina e dal 2012 svolge un’intensa attività concertistica, come primo flauto in diverse orchestre calabresi. Angelo Parisi è dal 2021 sotto la guida del soprano Serenella Fraschini e, già nel 2019, supera le selezioni del coro come baritono aggiunto al teatro “Carlo Felice” di Genova. Infine, Matteo Lattarulo ha già all’attivo numerosi concerti in Italia e all’estero, sia in qualità di solista che in qualità di pianista accompagnatore e con diversi ensemble cameristici. “Le Notti d’state sono una straordinaria occasione per unire arte e musica”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “La formula sperimentata con il direttore del conservatorio Francesco Romano è risultata decisamente vincente. Apprezzata dal pubblico del Museo, è anche un’opportunità per valorizzare le eccellenze musicali del nostro territorio. Ringrazio il direttore Romano e tutto il Conservatorio per la continua collaborazione. In questi anni tanti allievi e docenti hanno circondato di suggestive melodie gli spazi del Museo e i magnifici Bronzi di Riace e di Porticello”. Il Museo resterà aperto fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30). Dalle 20, il prezzo del biglietto sarà di soli 3 euro, maggiorato di 1 euro a favore del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia Romagna (art. 14, DL 61/2023). Il MArRC sarà aperto anche lunedì 14 e martedì 15 agosto 2023, con orario continuato dalle 9 alle 20 e bigliettazione ordinaria.

Gioia del Colle (Ba). Al parco archeologico di Monte Sannace l’evento dell’estate: “Con lo sguardo al Cielo”, visite guidate, degustazioni e osservazione delle stelle

gioia-del-colle_monte-sannace_con-lo-sguardo-al-cielo_locandina“Con lo sguardo al Cielo”: è l’evento dell’estate al parco archeologico di Monte Sannace a Gioia del Colle (Ba), programmato per il 12 agosto 2023, proprio nel periodo delle stelle cadenti, dei racconti sui miti legati alle costellazioni. Per l’occasione il parco sarà aperto dalle 13.30 alle 24, ultimo ingresso alle 23. Il programma proposto dalla direzione regionale Musei di Puglia è ricco. Si inizia alle 19, con visite guidate del parco archeologico di Monte Sannace a cura del direttore e del personale interno. Dalle 20.30 sarà possibile degustare il vino delle cantine aderenti al Consorzio del Primitivo DOC di Gioia del Colle. Quindi dalle 21.30, grazie al Planetario di Bari, i partecipanti saranno catapultati nell’affascinante mondo dell’astronomia, con la possibilità di ammirare il cielo stellato grazie a potenti telescopi e alle spiegazioni dei divulgatori del Planetario. Sempre nello scenario unico del Parco di Monte Sannace. La partecipazione agli eventi ha un costo di 5 euro, oltre il normale prezzo del biglietto secondo tariffa MIC.  Prenotazione e acquisto biglietti in loco e su https://aditusculture.com/esperienze/gioia-del-colle/tour-visite-guidate/monte-sannace-sotto-le-stelle.

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Panoramica di Monte Sannace a Gioia del Colle (Ba) (foto parco monte sannace)

Monte Sannace e l’antica città dei Peucezi. La collina di Monte Sannace ospita uno tra i più importanti parchi archeologici della regione Puglia, in un contesto naturalistico e paesaggistico straordinario. Centro identificabile con l’antica Thuriae, il parco archeologico di Monte Sannace sorge a circa 5 km da Gioia del Colle, al centro delle Murge orientali, su un altopiano terrazzato posto a 382 metri sul livello del mare. A Nord della collina scorreva un corso d’acqua, il Canale di Frassineto, che proseguendo verso Nord-Est sfociava nell’Adriatico, in prossimità del sito di Egnazia. Le prime campagne di scavo furono avviate da Michele Gervasio nel 1929 e, a seguire, negli anni ’60, grazie a Bianca Maria Scarfì e alla soprintendenza delle Antichità della Puglia e del Materano.

Archeologia in lutto. È morto a 65 anni, dopo malattia, Fabrizio Pesando, uno dei pompeianisti più noti, studioso appassionato dell’archeologia romana e vesuviana, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Romana all’università Orientale di Napoli. Il cordoglio di colleghi, amici ed ex-studenti

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Il prof. Fabrizio Pesando (foto paerco)

Archeologia in lutto. La mattina dell’11 agosto 2023, è morto, a 65 anni, a San Benedetto del Tronto, dopo una lunga malattia, Fabrizio Pesando, uno dei pompeianisti più noti, studioso appassionato dell’archeologia romana e vesuviana, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Romana e Archeologia delle Province Romane, all’università Orientale di Napoli. Per decenni Pesando è stato uno degli animatori e promotore anche presso le nuove generazioni di studiosi di ricerche e pubblicazioni. La notizia è giunta improvvisa e ha lasciato attonito il mondo dell’archeologia. A esprimere cordoglio per la scomparsa del professore Fabrizio Pesando sono intervenuti a livello istituzionale la direzione del parco archeologico di Pompei e del parco archeologico di Ercolano, e la direzione del museo Archeologico nazionale di Napoli. Anche la Fondazione Paestum ha appreso con sgomento la notizia della scomparsa di un grande studioso ed indimenticabile amico come il prof. Fabrizio Pesando: “Con immensa tristezza partecipa al lutto della famiglia e della comunità scientifica tutta”.

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Il prof. Fabrizio Pesando (foto parco archeologico pompei)

“La direzione generale del Parco di Pompei, a nome di tutto il personale, saluta un importante studioso ed una figura di grande spessore culturale, profondo conoscitore della storia archeologica di Pompei, esprimendo le più sentite condoglianze alla famiglia”. E il direttore di Ercolano, Francesco Sirano: “La notizia della morte di Fabrizio Pesando lascia una grande tristezza e crea un vuoto difficile da colmare sul piano delle ricerche scientifiche. Con Fabrizio avevamo un rapporto di lunga data che è diventato di leale collaborazione professionale e vicinanza di pensiero negli anni della sua presenza nel Comitato scientifico del parco al quale ha dato un contributo fondamentale. Archeologo tra i più apprezzati da colleghi e studenti, di spiccato acume e dai molti interessi ha lavorato lungamente sul sito di Ercolano. Perdiamo un prezioso collega nell’azione di tutela, valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale, ancora nel pieno della sua attività professionale”. Anche il team HCP ricorda il trentennale impegno che Fabrizio Pesando ha messo in campo per la conoscenza e la valorizzazione dei siti vesuviani. Lo staff intero del Parco di Ercolano insieme ai colleghi dell’Herculaneum Conservation Project si stringe nel dolore della grave perdita. Il direttore e lo staff del Mann “esprimono il loro cordoglio per la morte di Fabrizio Pesando, professore ordinario all’università di Napoli l’Orientale, punto di riferimento per l’archeologia dell’Italia romana”.

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Conferenza del prof. Fabrizio pesando all’Orientale di Napoli (foto Freie Universität Berlin)

Nato a Ivrea (Torino) il 23 gennaio 1958, dottore di Ricerca in Archeologia (Archeologia Greca e Romana, 1996), è stato professore ordinario all’università “L’Orientale” di Napoli per il settore L-ANT/07 (Archeologia Classica). Ha insegnato Archeologia e Storia dell’Arte Romana e Archeologia delle Province Romane. Se ne va uno dei più grandi studiosi di Pompei, direttore della rivista Vesuviana. An International Journal on Pompeii and Herculaneum. Ha diretto scavi e ricerche a Pompei (2001-2011) e scritto alcuni dei volumi più importanti per conoscere e scoprire la città antica, tra cui: «Domus». Edilizia privata e società pompeiana tra III e I secolo a.C., monografie della soprintendenza Archeologica di Pompei 12, L’ ‘Erma’ di Bretschneider, Roma 1997; F. Pesando (a cura di), L’Italia Antica. Culture e forme del popolamento nel I millennio a.C., Carocci Editore, Roma 2005; F. Coarelli, F. Pesando (a cura di), Rileggere Pompei I. L’insula 10 della Regio VI, Roma, L’ ‘Erma’ di Bretschneider, 2006; F. Pesando (a cura di), Rileggere Pompei III. Ricerche sulla Pompei sannitica. Campagne di scavo 2006-2008, Pompei 2010; Pompei. L’arte di abitare, Milano, Il Sole24 Cultura, 2013; F. Pesando, M. Giglio, Rileggere Pompei V. L’insula 7 della Regio IX, Roma 2017.

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Il prof. Fabrizio Pesando (foto università orientale napoli)

È l’università “L’Orientale” di Napoli a ripercorrere la sua lunga attività di docente e archeologo. Professore ordinario di Archeologia classica, ha ricoperto il ruolo di direttore del dipartimento di Studi classici e del Mediterraneo antico, di presidente del centro interdipartimentale di Servizi di Archeologia dell’Orientale (CISA) e di vice-direttore del dipartimento Asia Africa Mediterraneo. Ha insegnato Antichità pompeiane ed ercolanesi, Topografia dell’Italia antica, Archeologia della Magna Grecia, Archeologia e storia dell’arte romana e Archeologia e storia dell’arte romana e delle province, nei corsi di studio triennale e magistrale. Numerose sono state le attività archeologiche sul campo, che ha diretto per conto dell’Orientale, organizzate come momenti di ricerca e formazione per gli studenti: Pompei (regio VI, regio IX e regio I), Alba Fucens (via del miliario e assi viari secondari), Sperlonga (villa di Tiberio), Aveja (abitato antico e fortificazioni), San Demetrio de’ Vestini (fortificazioni), Paestum (isolato 4-6) ed infine Cupra Maritima (edifici monumentali del foro). Con lui scompare uno dei più autorevoli studiosi dell’edilizia domestica greca e romana, dell’urbanistica antica, del fenomeno dell’ellenismo e della sua ricezione a Roma, della romanizzazione, in particolare della Spagna, e in generale della storia dell’arte e dell’iconografia romana.

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Copertina della guida “Pompei Oplontis Ercolano Stabiae” di Fabrizio Pesando e Maria Paola Guidobaldi

È autore di numerosissime pubblicazioni; limitandosi solo ad alcune delle monografie, si segnalano: La casa dei Greci (1989, 2. ed. 2006); Libri e biblioteche, Vita e costumi dei Romani antichi (1994); Edilizia privata e società pompeiana tra III e I secolo a.C. (1997); con M. Giglio, Rileggere Pompei V. L’insula 7 della Regio IX (2017); con F. Pompei, Archeomarche 1. Le valli e i porti del Piceno antico (2019); Cinque pezzi facili sulla casa romana. Studi e conferenze – 1999-2018 (2020); Cupra Marittima, Guida al Parco Archeologico (2022). È autore, con M. P. Guidobaldi, della guida archeologica di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabiae (ultima ristampa 2022). Docente molto amato dagli studenti per la capacità di trasmettere metodo critico e capacità di analisi accompagnati dall’entusiasmo che lo contraddistingueva, sia durante le lezioni e i seminari in aula sia nella lunga e intensa attività didattica sul campo, momenti in cui, con il suo costante sorriso e leggerezza, riusciva a coinvolgere tutti i partecipanti. Il suo magistero e il suo spessore di studioso e ricercatore, che hanno così profondamente segnato gli studi dell’archeologia classica all’Orientale, mancheranno molto a studenti e colleghi.

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Il prof. Fabrizio Pesando con l’archeologo Michele Stefanile (foto dal profilo FB di Stefanile)

E poi ci sono i ricordi “privati”. Michele Stefanile, archeologo: “Io e Fabrizio Pesando ci siamo conosciuti esattamente vent’anni fa, alla fine dell’estate del 2003, e per buona parte di questi vent’anni siamo stati praticamente inseparabili: insieme abbiamo accumulato migliaia di km, migliaia di bottiglie, migliaia di risate; a lui devo la mia prima tesi, il mio Erasmus, Sperlonga, Gaeta, l’idea di base della mia seconda tesi (che poi è diventata dottorato e monografia), ma anche il mio divano, il pelouche di un pupazzo strano che secondo lui mi assomigliava, e soprattutto vent’anni di insegnamenti e di archeologia. Di lui ho sempre ammirato la genialità delle interpretazioni unita alla capacità di vivere ogni progetto, ogni scavo, ogni studio con entusiasmo e leggerezza; a vederlo all’opera sembrava tutto facile e divertente, e invece era il frutto di una cultura vastissima, di una solidissima formazione classica e della dote sempre più rara di muoversi con disinvoltura tra le fonti letterarie antiche come fra gli strati archeologici. Oggi con lui si spegne prematuramente una luce. Mancherà a tanti”. Giuliano Volpe (università di Bari): “Una notizia tristissima e dolorosissima. È scomparso Fabrizio Pesando, un caro amico e un ottimo collega archeologo, docente all’Orientale di Napoli. Ha lottato a lungo contro la malattia e ha lavorato fino all’ultimo. Grande studioso di Pompei, dell’edilizia residenziale, delle città antiche. Una perdita gravissima”. Francesco Sirano, direttore dl parco archeologico di Ercolano: “Ecco così voglio ricordare Fabrizio Pesando. Un grande studioso, una persona seria ma dotata di una grande ironia e capacità di trovare ovunque il positivo. Ha affrontato la malattia con forza e determinazione impressionanti e la raccontava con una disarmante semplicità dietro la quale c’è un grande uomo. Grazie Fabrizio per tutto quello che ci hai dato e insegnato. È stato un onore e un privilegio poterti conoscere e apprezzare”.

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Il prof. Fabrizio Pesando in gruppo con l’archeologo Filippo Demma (foto dal profilo FB di Demma)

Filippo Demma, direttore parco di Sibari: “Quando decise di cambiare vita e trasferirsi stabilmente nelle Marche, mi chiamò e scesi a San Benedetto a salutarlo. Ci conoscevamo da sempre. All’epoca lavoravo alla Soprintendenza delle Marche ed ero responsabile della tutela archeologica nell’Ascolano. Chiacchierammo tutto il giorno e – tra tutto l’altro, che non era poco- impostammo il lavoro di ricognizione a Grottammare e nell’ager di Cupra, che avrebbe portato lui ed i ragazzi dell’Orientale a indagare il tempio del foro. In questa foto siamo a tavola con Enrico, Francesco, Francesco, che pure in quel periodo stavano iniziando a Monterinaldo, e Tiziana che lavorava con me da tempo. Fabrizio Pesando è stato un grande archeologo, un perfetto gentiluomo ed un Amico leale. Sempre. Il che, in questo ambiente, non è per niente poco. Che la terra, dopo tante sofferenze, gli sia lieve”. Valeria Perseca Cerasa, ex studentessa: “C’ho impiegato una giornata intera per trovare le parole ma in realtà sono rimasta proprio senza. Mio caro professore solo una parola: Grazie. Grazie per avermi portato la prima volta a visitare gli scavi di Pompei (ricordo tutto dalla prima all’ultima virgola). Grazie per avermi fatto fare il mio primo scavo archeologico (o forse no visto che sono ancora qui!!) credo di non essermi mai divertita così tanto imparando! Grazie per aver pranzato con noi alunni seduto sotto ad un albero, abbiamo condiviso panini e storie meravigliose che porterò nel mio cuore. Grazie per aver stemperato la mia tensione ad ogni singolo esame! Porterò il suo sorriso contagioso sempre nel mio cuore! Grazie di tutto Prof!”. Mario Grimaldi, archeologo: “… oggi è un giorno triste … Fabrizio era per noi la generazione di riferimento … quello sui cui manuali abbiamo studiato tutti noi pompeianisti come ci definiscono … un vero studioso di Pompei e non solo … ci mancherà tanto … “. Nicoletta, guida turistica: “Oggi salgono al cielo persone importanti, anche il caro Prof. Fabrizio Pesando. Ho seguito 3 corsi con lui, di cui ne ricordo uno specifico su Pompei ed Ercolano. Ha decisamente contribuito alla mia formazione ed alla mia passione nel lavoro”. Anna Grossi, Rione Terra a Pozzuoli: “Ho dei ricordi bellissimi delle lezioni del prof. Pesando soprattutto riguardo le antichità pompeiane e l’archeologia della Magna Grecia. Ricordo la sua chiarezza e il suo entusiasmo, un’immensa preparazione delle fonti letterarie legate ai risultati degli scavi archeologici. Ricordo le escursioni a Paestum e a Pompei dove, essendo la più bassina del gruppo, mi indicò come quella più adatta ad alcuni scavi perché avrei potuto intrufolarmi dappertutto senza fare danni. Ma io di scavi non ne ho mai fatti né mi sono mai sentita in grado di farli nonostante la laurea in archeologia… ero più affascinata, e lo sono ancora, a scoprire cosa di reale si cela dietro il mito, come quello che il prof Pesando sapeva raccontare con eleganza e passione. Sono stata fortunata ad averlo come professore”.

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Il prof. Fabrizio Pesando in gruppo con il prof. Francesco Casagrande (foto dal profilo FB di Casagrande)

Francesco Casagrande, università “Gabriele d’Annunzio” e museo del Mare di San Benedetto: “La mestizia ci raggiunge e ci addolora profondamente ma la sua diligenza intellettuale ed umanità benevola condivisa con molti rimarrà un caposaldo da mantenere desto nei giorni a venire. Personalmente non so come ringraziarla per l’enorme arricchimento che mi ha apportato nel frequentarla e la stima rivoltale rimarrà imperitura. Onoreremo sempre la sua memoria ed il suo lascito di competenze non verrà mai meno e correntemente incrementato. Riposo in pace professor Fabrizio Pesando la accolga il Signore fra le sue braccia”. Fai Giovani – San Benedetto del Tronto: “Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa del prof. Fabrizio Pesando, grande archeologo e studioso della storia di Pompei, professore di archeologia classica all’Università degli Studi “L’Orientale” di Napoli, che tanto si è speso per i beni archeologici del nostro territorio, a partire dal parco archeologico naturalistico “Civita” di Cupra Marittima di cui era direttore, fino agli scavi della Villa Marittima del Paese Alto di San Benedetto del Tronto”.

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” il venerdì e la domenica di agosto visite guidate alla mostra “Corpo a corpo”. E il venerdì navetta gratuita mare-museo da Castiglione della Pescaia

vetulonia_archeologico_mostra-corpo-a-corpo_visite-guidate-di-agosto_locandinaL’occasione è di quelle da prendere al volo: ogni domenica mattina alle 11 e il venerdì pomeriggio alle 17.40, per tutto il mese di agosto, il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia propone visite guidate a cura delle archeologhe dello staff alla mostra evento 2023 “CORPO A CORPO”. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj”. Ingresso con biglietto ridotto. Prenotazione gradita: 0564 927241 o museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

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Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, in una visita guidata alla mostra “Corpo a corpo” (foto muvet)

La mostra celebra il corpo maschile, raccontato attraverso il valore universalmente positivo e trasversale dello Sport. Ancora una volta abbiamo il privilegio di assistere a un incontro straordinario e unico: pugili, atleti e gladiatori, capolavori di statuaria antica in bronzo e in marmo dal museo Archeologico nazionale di Napoli, dialogano con l’opera “Nudo” di Igor Mitoraj (vedi Vetulonia. Apre al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” la mostra-evento “CORPO A CORPO. Dalla bellezza classica dei capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj”. Qualche anticipazione | archeologiavocidalpassato).

castiglione-della-pescaia_vetulonia_navetta_locandinaNavetta “Dal mare al museo” 2023. Il venerdì pomeriggio è possibile raggiungere il museo di Vetulonia con una navetta gratuita da Castiglione della Pescaia. La navetta dalla fermata in piazza Salebro alle 17 e poi dalla fermata Garibaldi (via Vespucci, angolo Piazza Garibaldi) alle 17.10. È previsto il rientro alle 20 con partenza davanti al Museo. Per poter usufruire del servizio è richiesta una prenotazione da effettuarsi presso il nostro ufficio, Ufficio Iat Castiglione della Pescaia (piazza Garibaldi): 0564 933678 – iat@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

Torino. Al museo Egizio apre la mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” a cura di Federico Poole, Maxence Garde e Matteo Lombardi: una finestra sui falsi ottocenteschi

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Maxence Garde, uno dei curatori con Federico Poole e Matteo Lombardi, della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, nuova esposizione del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? È quello che succede nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, il nuovo appuntamento del museo Egizio di Torino con il ciclo di esposizioni bimestrali “Nel laboratorio dello studioso”, curata da Federico Poole, Maxence Garde e Matteo Lombardi, visitabile da venerdì 11 agosto fino a domenica 15 ottobre 2023.

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La statua del generale Neshor protagonista della mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Protagonista della mostra è la statua frammentaria del generale Neshor, databile al VI secolo a.C., a cui in epoca moderna, probabilmente tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70, è stato aggiunto un falso volto di faraone. Tra il volto di faraone e il resto della statua è facilmente distinguibile il punto di giunzione tra antico e moderno: il frammento moderno è stato unito con una resina dipinta di colore scuro per adattarsi alla pietra.

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Statuette esposte nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Da quando ai primi dell’Ottocento l’Egitto si apre all’Occidente e si formano le prime grandi collezioni europee, si sviluppa nel paese un fiorente mercato di antichità. Iniziano a circolare anche parecchi falsi, che ritroviamo in tutte le collezioni, comprese quella del museo Egizio di Torino. Si tratta spesso di copie grossolane con geroglifici di fantasia, ma alcuni sono realizzati con sufficiente perizia da ingannare persino alcuni esperti. Alcuni di questi falsi sono esposti in mostra, dove si può scoprire quali sono e i criteri per riconoscerli.

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Dettaglio di una statua in granito esposta nella mostra “Un falso autentico: la statua di Neshor”, del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La statua fu vista per la prima volta nel 1947 al Cairo e arriva nella collezione del museo nel 2002. Quale viaggio ha compiuto la statua? Qual è la sua storia? Lo scopriremo visitando il museo Egizio di Torino. E per chi vuole approfondire Federico Poole, uno dei curatori, accompagnerà gli interessati alla scoperta della nuova mostra in due visite speciali martedì 22 agosto e martedì 5 settembre 2023, sempre alle 16.30.

Roma. Per “Estate all’Etru”, visita guidata a villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con Luca Mazzocco “Corredi principeschi e depositi votivi”

roma_villa-giulia_estate-all-etru_corredi-principeschi-e-depositi-votivi_locandina“Corredi principeschi e depositi votivi”: sesto appuntamento con le speciali visite guidate di Estate all’ETRU. Venerdì 11 agosto 2023, alle 17, a villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luca Mazzocco accompagnerà i partecipanti in un viaggio (con la mente) attraverso diverse località del Lazio a partire dagli oggetti custoditi, e restando nelle sale di Villa Poniatowski, nei depositi votivi, che conservano i segni di una religiosità popolare, e tombe principesche, in cui i proprietari hanno portato nell’aldilà i segni tangibili del loro potere, sotto forma di oggetti dalla straordinaria bellezza e valore. La visita guidata è compresa nel costo del biglietto. Per partecipare occorre prenotarsi all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Aquileia. Bilancio finale positivo dell’Aquileia Film Festival: l’archeologia al cinema conquista il pubblico anche in streaming e vince il maltempo. E ci sono già le date per il 2024

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Piazza Capitolo gremita nell’ultima sera dell’Aquileia Film Festival 2023 (foto g. tomasin)

L’interesse del pubblico per l’archeologia al cinema vince anche il maltempo: così il bilancio della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival è più che positivo con 13.371 spettatori (utenti unici) collegati da 19 Paesi in diretta nelle sei serate del festival, e 98% il riempimento dei posti in piazza nelle tre serate risparmiate dalla pioggia. E già gli organizzatori danno l’appuntamento agli appassionati per l’edizione XV dell’Aquileia Film Festival dal 30 luglio al 2 agosto 2024.

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Frame del film “Le donne di Pasolini” del regista Eugenio Cappuccio (foto fondazione aquileia)

L’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia, Scuola mosaicisti del Friuli e il sostegno della Famiglia Mattiussi, si è chiuso con un’emozionante serata condotta da Elena Commessatti dedicata a “Le donne di Pasolini” che ha visto come ospiti la produttrice del film Gloria Giorgianni, l’attrice Anna Ferruzzo e il regista Eugenio Cappuccio.

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Diretta streaming dalla domus di Tito Macro con Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva, intervistata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva (foto g. tomasin)

“Sei serate tra archeologia, storia, letteratura, grande cinema e ospiti importanti, che hanno registrato quasi sempre il tutto esaurito”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “anche se quest’anno il meteo ha condizionato la diretta dalla piazza e siamo stati costretti ad annullare per allerta tre serate live andando in onda in diretta streaming dalla Domus e Palazzo episcopale e dalla domus di Tito Macro.

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Aquileia Film Festival: da sinistra, Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia; Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; ed Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia (foto g. tomasin)

Il pubblico ci ha comunque premiato con tre serate in piazza che ci hanno fatto sentire la vicinanza del pubblico e hanno registrato 2200 spettatori e il 98% di riempimento della capienza totale ma il dato straordinario, che ci conferma una volta in più quanto forte sia l’interesse del pubblico per le proposte culturali, è la piazza virtuale, collegata in diretta streaming tutte le sei serate, che ha totalizzato 13.371 utenti unici collegati da 19 Paesi: Italia in testa, a seguire Argentina, Austria, Belgio, Canada, Svizzera, Rep. Ceca, Germania, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Inghilterra, Irlanda, Moldavia, Olanda, Svezia, Turchia, Usa. L’85% degli spettatori ha seguito tutta la serata a conferma di un pubblico vasto e interessato ai temi proposti. Il dato è eccezionale – continua -, considerato che siamo andati in onda solo in lingua italiana, e ringraziamo per questo, oltre alla stampa e ai media che ci hanno seguito con grande attenzione,  anche la collaborazione con Ente Friuli nel mondo e con i partner che hanno diffuso la promozione dell’evento attraverso i loro canali – l’Istituto italiano di cultura di Vilnius, le reti dei cammini – Rotta dei Fenici, Iter Romanum, Romea Strata – Git Grado, Cassa Rurale Fvg, Associazione imprenditori di Aquileia, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia, Consorzio Welikebike, Italiafestival”.

Castagneto Carducci (Li). “Archeologia del gusto. Etruschi in piazza”: rievocazione storica, laboratori didattici e concerto di musica antica a corollario della mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi” a Palazzo Espinassi Moratti

castagneto-carducci_archeologia-del-gusto_etruschi-in-piazza_locandina“Archeologia del gusto. Etruschi in piazza”: Castagneto Carducci (Li) venerdì 11 agosto 2023 propone, dalle 18 alle 21.30, un pomeriggio speciale a corollario della mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi”, aperta a Palazzo Espinassi Moratti fino al 5 novembre 2023, promossa da Past Experience con La Strada del Vino e dell’Olio – Costa degli Etruschi, dedicata al rapporto tra gli Etruschi e il vino, raccontato attraverso i reperti della vita quotidiana provenienti dai territori delle antiche città di Populonia, Volterra e Vetulonia. Curata dalla Fondazione Aglaia con la soprintendenza ABAP di Pisa e Livorno, e la soprintendenza ABAP di Siena Grosseto e Arezzo (vedi Castagneto Carducci (Li). A Palazzo Espinassi Moratti apre la mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi” sul rapporto tra gli Etruschi e il vino, raccontato attraverso i reperti della vitaquotidiana da Populonia, Volterra e Vetulonia. Video dell’archeologa Carolina Megale approfondisce il tema e introduce alla mostra | archeologiavocidalpassato). Appuntamento dunque in piazza della Gogna a Castagneto Carducci per “Archeologia del gusto. Etruschi in piazza”. In programma la “Rievocazione storica” a cura di Suodales: attraverso la narrazione della vita di vari personaggi e con l’ausilio di allestimenti didattici sarà illustrata la vita quotidiana degli Etruschi ad adulti e bambini. Quindi laboratori didattici a cura di Valter Fattorini dedicati al simposio e al gioco del kòttabos. Chiude il concerto di musica del Mediterraneo antico a cura di Chiara Tesi Venturi.

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Locandina della mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi” a Palazzo Espinassi Moratti di Castagneto Carducci (Li) dal 24 giugno al 5 novembre 2023

Mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi”. “Si tratta di una mostra archeologica”, spiega l’archeologa Carolina Megale di Past Experience, “ovvero raccontata attraverso gli oggetti della vita quotidiana che gli Etruschi utilizzavano e che noi abbiamo raccolto in questa mostra per raccontare un territorio: il territorio dell’antica città di Populonia, il territorio dell’antica città di Vetulonia, il territorio dell’antica città di Volterra, che appunto insistevano nell’Etruria marittima”. “Il vino! Ecco il dono d’oblio di Semele e Zeus”, si legge sul manifesto della mostra. “E tu versa, mescendo con un terzo due terzi, e le coppe trabocchino, e l’una l’altra spingano”. Flufluns, come ci ricorda Valentino Nizzo nel suo appuntamento mensile dedicato agli dei etruschi, “aveva una origine umbro-sabina e doveva essere legata alla vegetazione: infatti nel nome si riconosce la stessa radice di flora e flos (fiore). Gli Etruschi assimilarono Fufluns a Dioniso, giunto in Etruria insieme con il vino di produzione greca e le relative pratiche culturali e sociali. Di fatto, il simposio diventò un segno distintivo delle aristocrazie etrusche. Immagini, simboli e miti dionisiaci erano riprodotti sul vasellame greco di importazione e vennero utilizzati per caratterizzare le rappresentazioni di Fufluns”.

Paestum. Al parco archeologico la seconda “Notte Bianca tra i templi”, al chiaro di luna tra musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche; visite guidate e laboratori del gusto

paestum_parco_Notte-bianca-tra-i-templi_2023_locandinaA Paestum è tutto pronto per la seconda edizione della “Notte Bianca tra i templi”. Venerdì 11 agosto 2023, apertura straordinaria di tutta l’area archeologica di Paestum dalle 20 fino alle 2 del mattino seguente. Sarà un’occasione unica per visitare, al chiaro di luna tutta l’area archeologica: dal Santuario meridionale con il tempio di Nettuno e la c.d. Basilica fino al tempio di Atena a nord, passando per la zona pubblica del foro e del tempio della Pace. La notte sarà animata da tantissime iniziative per grandi e piccini: musica, teatro, giochi e attività didattiche, yoga al chiaro di luna, passeggiate filosofiche, visite guidate, laboratori del gusto con degustazioni di prodotti locali DOP e molto altro ancora. Biglietto di ingresso 10 euro. È consigliato l’acquisto del biglietto di ingresso online su Vivaticket al link https://www.vivaticket.com/…/paestum-by-night/211919…. L’iniziativa è inclusa nell’abbonamento Paestum&Velia.

paestum_parco_Notte-bianca-tra-i-templi_2023_appuntamenti_locandinaEcco il programma con le attività e le postazioni. LE ARTI E LE MUSE: TEATRO, FILOSOFIA, YOGA. 1) Teatro “Racconti da Fedro e Esopo” – Spazio a Nord Tempio di Nettuno. Dalle 21 fino alle 00. 2) Passeggiate filosofiche itineranti – Partenza dal Tempio cd. Basilica. Dalle 21 alle 23. 3) Yoga. Un respiro che unisce – Spazio a Nord Tempio di Nettuno. Dalle 20.30 – non stop. LE ARTI E LE MUSE: MUSICACANTO. 4) Rassegna musicale “SHE…. Note di donne note” – Tempio di Athena. Dalle 21 – non stop con intervalli. 5) Assolo con arpa – Anfiteatro. Dalle 21.30 – non stop con intervalli. 6) Trio musicale di jazz e blues – Postazione Cavallo di Paladino. Dalle 20.30 – non stop con intervalli. 7) Intrattenimento musicale repertorio classico partenopeo – Foro. Dalle 21.30 – non stop con intervalli. 8) Intrattenimento musicale swing e altri generi – Spazio antistante anfiteatro. Dalle 22 – non stop con intervalli. GIOCHI, LABORATORI E DIDATTICA. paestum_parco_Notte-bianca-tra-i-templi_2023_fumetti-al-chiaro-di-luna_ridotto_locandina9) Laboratorio “Fumetti al chiaro di luna” – Altare Tempio cd. Basilica. Dalle 20.30 – non stop. 10) Laboratorio “Le armi di Athena” – Altare Tempio di Nettuno. Dalle 20.30 – non stop. 11) Laboratorio di restauro “Diventa un restauratore” – Altare Tempio cd. Basilica. Dalle 20.30 alle 22:30 – Biglietto per il laboratorio 3 euro. 12) Visite guidate al Santuario Meridionale (Tempio di Nettuno e cd. Basilica). Ore 20.30 – 21.40 – 22.50 – Appuntamento in biglietteria. Biglietto per la visita 3 euro. LABORATORI DEL GUSTO. 13) Laboratori del Gusto Rosmarino Paestum: degustazioni delle eccellenze enogastronomiche del Cilento realizzati in collaborazione con gli Amici di Paestum e Velia APS e a cura dello chef stellato Cristian Torsiello – Area “Parco dei piccoli”. Dalle 20.30 fino ad esaurimento. Biglietto per i Laboratori del Gusto 10 euro che si aggiunge al biglietto di ingresso. 14) Stand Coldiretti e Consorzio di Tutela: degustazione di mozzarella di bufala campana DOP – Area “Parco dei piccoli”. Dalle 20.30 fino ad esaurimento.