Desenzano del Garda. Per il progetto educativo di accessibilità e inclusione “Storie di passioni: cibo bellezza e musica”, proposto un parallelismo tra presente e passato nella vita quotidiana della villa Romana attraverso le esperienze delle tre donne protagoniste Roxana, Erika e Giovanna

Si chiama “Storie di passioni: cibo bellezza e musica”, è il progetto educativo di accessibilità e inclusione nella Villa Romana di Desenzano del Garda (Bs) promosso dalla Direzione regionale Musei della Lombardia in collaborazione con la cooperativa sociale Agespha Onlus di Bussolengo (VR) e incentrato sul tema della casa. Con un obiettivo preciso: facilitare l’integrazione delle persone con disabilità in tutti i campi della vita sociale, favorendone il pieno sviluppo e l’autonomia da un punto di vista non soltanto fisico ma anche cognitivo e quindi culturale. Il progetto è iniziato nell’autunno scorso e si è concluso venerdì 30 luglio 2021 con una serata dedicata. Le tre donne protagoniste, Roxana, Erika e Giovanna, hanno avuto modo di raccontare la loro esperienza e di condividere con il pubblico uno sguardo nuovo sulla Villa Romana, seguendo il filo rosso delle “passioni” che gettano un ponte tra la quotidianità di oggi e quella del passato. L’incontro ha segnato un compimento ma anche un nuovo inizio: il progetto vuole essere un modello replicabile e segnare lo stile di altre azioni future dei musei afferenti alla Direzione regionale. Una delle attenzioni che contraddistinguono l’operato della Direzione regionale Musei Lombardia è rivolta all’accessibilità: solo attraverso il superamento delle barriere architettoniche, cognitive e sensoriali è possibile garantire la piena fruibilità del patrimonio culturale a tutti i visitatori. È in tale ottica che, nel corso degli ultimi mesi, il personale di accoglienza e vigilanza ha ricevuto una formazione specifica promossa dalla Fondazione Paideia al fine di promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, dal punto di vista innanzitutto relazionale e comunicativo, dei visitatori con disabilità. Obiettivo del progetto è stato quello di rendere il museo un luogo familiare, di cui tutti abbiamo responsabilità. Ma un’altra finalità è stata quella di fare del percorso museale occasione per sostenere la creatività, l’autonomia, la socialità e la collaborazione, accrescendo nello stesso tempo la consapevolezza di quanto sia articolata la società in cui vivono.

L’area archeologica della Villa romana di Desenzano ha aperto le sue porte a tre donne, Roxana, Erica e Giovanna, che hanno trovato qui un ambiente di dialogo, confronto e partecipazione. Le tre protagoniste convivono nell’appartamento semi-protetto Iris, frutto di un progetto di inserimento per la disabilità lieve della Cooperativa Sociale Agespha che ha come finalità l’accoglienza e la gestione di una vita quotidiana e sociale autonoma. Vivere la casa è un’esperienza che coinvolge le ragazze in prima persona, ma diventa anche l’occasione di confrontarsi con la vita casalinga ai tempi della Villa e di scoprire la quotidianità dei suoi antichi proprietari. Il progetto si sviluppa su un parallelismo tra presente e passato attraverso tre tematiche individuate delle ragazze stesse sulla base delle loro inclinazioni e passioni. Roxana ama la musica: ha portato in Villa la sua chitarra e ha suonato nello spazio silenzioso e privato del viridarium, dove in antichità si sentiva il solo rumore dell’acqua del ninfeo. In Villa ha scoperto i mosaici che raffigurano strumenti e il significato che veniva attribuito alla musica. Erika ha scelto il tema della bellezza e della cura di sé. Lo spazio dedicato a questo erano le terme. Anche gli uomini e le donne del passato erano attenti al loro aspetto e avevano una trousse molto simile alla sua. Giovanna, invece, preferisce stare in salotto, rilassarsi, guardare la televisione o ascoltare la radio. Il triclinium era il luogo della Villa in cui i proprietari accoglievano ospiti e offrivano loro un ricco banchetto, consumato da sdraiati e accompagnato da musica, danza e spettacoli.


Percorso in sicurezza sui mosaici della villa Romana di Desenzano del Garda (Bs) (foto drm-lombardia)
La Villa Romana di Desenzano del Garda è la più importante testimonianza archeologica delle grandi villae tardo-antiche nell’Italia settentrionale. I resti, scoperti a partire dal 1921-1923, sono riferibili a più fasi databili tra la fine del I sec. a.C. e il V sec. d.C. e si distinguono per l’eccezionale complesso delle pavimentazioni a mosaico. La villa fruiva di un’eccellente situazione ambientale e paesaggistica essendo situata poco a Nord della via Gallica, che collegava Bergomum, Brixia e Verona, in una splendida posizione lungo la riva meridionale del lago di Garda, che oggi dista poche decine di metri. All’interno del perimetro dell’area archeologica, oltre a un’ampia zona di verde, si trova l’Antiquarium che espone una ricca selezione dei materiali provenienti dalla Villa.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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