Al museo Egizio di Torino il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo, medico legale nel cui laboratorio analizza i corpi delle vittime di delitti, disastri, incidenti, ma anche reperti archeologici di età antica

Cristina Cattaneo, professore di Medicina legale all’università di Milano

La locandina dell’incontro di Cristina Cattaneo al museo Egizio di Torino

Il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo racconta, attraverso il vissuto di un medico legale (l’autore), il tentativo di un Paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo. Martedì 10 dicembre 2019, alle 17.30, il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore) di Cristina Cattaneo, medico legale, antropologa e direttore del Labanof, Laboratorio di antropologia e odontologia forense di Milano sarà presentato nella sala conferenze del museo Egizio di Torino. Cristina Cattaneo è professore ordinario di Medicina legale all’università di Milano e direttore del LABANOF, Laboratorio di antropologia e odontologia forense. È attualmente coinvolta con l’Ufficio del Commissario straordinario per le persone scomparse nell’identificazione dei migranti morti in mare, in particolare per i naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015. Il Laboratorio analizza i corpi delle vittime di delitti, disastri, incidenti, ma anche reperti archeologici di età antica. Più recente è l’incontro con i naufragi nel Mediterraneo: il libro racconta, dal punto di vista personale di un medico legale, il tentativo di dare un nome a queste vittime dimenticate, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione che hanno vissuto. Durante la presentazione del libro dialogherà con l’autrice Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. La presentazione del libro sarà in lingua italiana. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, streaming sulla pagina Facebook del museo Egizio. Cristina Cattaneo è stata ospite in museo in occasione del convegno “Human Remains. Ethics, Conservation, Display” (30 settembre e 1° ottobre 2019), durante il quale è stato affrontato il tema dell’esposizione dei resti umani con l’intento di dare voce all’ampia gamma di approcci a un tema così delicato, coinvolgendo esperti di diverse discipline come antropologi, biologi, biologi, restauratori, sociologi, curatori e operatori museali, medici legali e paleopatologi (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/09/29/dai-calchi-di-pompei-alle-mummie-egizie-al-museo-egizio-di-torino-dopo-napoli-pompei-secondo-atto-della-conferenza-internazionale-human-remains-ethics-conservation-display-ant/).

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