Capire l’Antico con le terzine di Dante: al museo nazionale Archeologico della Sibaritide gli incontri di Autunno aprono con ‘U ‘Nfiernu, la Divina Commedia in calabrese

Al via al museo nazionale Archeologico della Sibaritide il ciclo degli Incontri culturali d’Autunno

Il museo nazionale Archeologico della Sibaritide

Pina Basile, linguista all’università di Salerno

Anche una terzina di Dante può aiutare a imparare a conoscere, capire e apprezzare il proprio patrimonio culturale, che in Calabria – nella fattispecie – è particolarmente ricco. Se poi Dante suona nell’accento locale, così da leggere ‘U ‘NFIERNU, ‘U PRIGATORIU, ‘U PARAVISU, l’ambizioso obiettivo sembra ancora più alla portata. Di questo sono convinti la direzione del museo nazionale Archeologico della Sibaritide e del Polo museale della Calabria che hanno deciso di aprire il ciclo Incontri Culturali di Autunno con… Dante in calabrese. Appuntamento dunque sabato 30 settembre 2017, alle 10.30, a Sibari (frazione del comune di Cassano allo Ionio) nella sala convegni del museo della Sibaritide, per incontrare Pina Basile, ricercatrice e insegnante di Linguistica italiana all’università di Salerno, nonché presidente provinciale della società “Dante Alighieri” di Salerno, presenti Adele Bonofiglio, direttore del museo nazionale Archeologico della Sibaritide e Anna Lucia Casolaro, responsabile dei servizi Educativi dello stesso museo. Moderata da Franco Maurella, Pina Basile terrà una relazione su “Un patrimonio linguistico: la triade latino- volgare -dialetto. La Divina Commedia in dialetto calabrese. Inferno, canto V”.  La Divina Commedia in dialetto calabrese (Aracne editrice), curata da Pina Basile, rappresenta un exemplum della traduzione dialettale della Divina Commedia nell’Ottocento, una testimonianza della fortuna di Dante in Calabria e un alto contributo al canone plurilingue della civiltà letteraria italiana. Salvatore Scervini è stato l’unico in Calabria (il secondo in Italia) ad aver realizzato una traduzione integrale in dialetto del poema dantesco, che si è imposta per completezza, qualità letteraria, lingua e stile. Il lavoro di Pina Basile si articola in diversi momenti metodologici (ricerca, confronti testuali, trascrizione, traduzione, note storiche, mitologiche e biografiche, varianti, annotazioni linguistiche e introduttive) al fine di coinvolgere il lettore, man mano che le storie e i personaggi si dipanano, in una quotidianità che il dialetto rende particolarmente realistica. “L’iniziativa”, interviene  Anna Lucia Casolaro, “si colloca nell’ambito delle attività finalizzate all’educazione del Patrimonio culturale e contribuire alla formazione di cittadini consapevoli della dimensione di questo Patrimonio, quale bene comune del Paese, strumento di crescita e integrazione sociale e soprattutto per far comprendere ai giovani la valenza formativa della classicità”. La manifestazione sarà arricchita da intermezzi musicali a cura dell’accademia musicale “Gustav Mahler” di Trebisacce con contributi di Antonio Cappuccio e Paolo Laviola (duo di chitarra) e Maya Palermo (Flauto).

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Una risposta a “Capire l’Antico con le terzine di Dante: al museo nazionale Archeologico della Sibaritide gli incontri di Autunno aprono con ‘U ‘Nfiernu, la Divina Commedia in calabrese”

  1. Italina Bacciga dice :

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