Vibo Valentia. Per “Il Maggio dei Libri” 2024 presentazione del libro “Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia” (edizioni ETS) di Anna Maria Rotella che dialogherà con Fabrizio Mollo (università di Messina)
Per “Il maggio dei libri” 2024, giunto alla 14ma edizione, dal tema “Se leggi ti lib(e)ri!”, promosso dal Centro per i libri e la lettura di Vibo Valentia, appuntamento lunedì 29 aprile 2024, alle 18, alla libreria Cuori d’Inchiostro di Vibo Valentia, per la presentazione del libro “Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia” (edizioni ETS) di Anna Maria Rotella, che dialogherà con Fabrizio Mollo docente di Archeologia classica all’università di Messina.

Copertina del libro “Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia” (edizioni ETS) di Anna Maria Rotella
Dal collezionismo alla storia Vito Capialbi e i Brettii a Vibo Valentia. C’è un solo punto dal quale è possibile, oggi come ieri, il controllo del litorale tirrenico dell’odierna Calabria centro-meridionale: la città di Vibo Valentia. Il possesso e l’organizzazione militare ed insediativa di Hipponion-Vibo Valentia in età greca, brettia e romana e la complessa stratificazione della città, che documenta una tenace continuità di frequentazione dell’altura, sono leggibili solo attraverso esili tracce. Nei primi anni dell’Ottocento, per un ricercatore attento e permeato dall’inarrestabile curiosità per la storia e l’archeologia, com’era il conte Vito Capialbi, quelle tracce hanno rappresentato il punto fermo da cui partire per l’approfondimento dei suoi studi e per la stessa costituzione della sua rinomata collezione archeologica, oltre che dell’annessa ricca biblioteca. Un particolare gruppo di reperti archeologici della collezione Capialbi, rinvenuti nella città e nel suo territorio (la ceramica a vernice nera), consente ora, sottoposto ad analisi, di accertare, attraverso la rilettura dei suoi scritti – grazie al raffronto con tutto il materiale presente nella collezione – che lo studioso aveva eseguito scavi ‘programmatici’ e ‘in estensione’ in un fondo di sua proprietà, ubicato sulla cima del colle, il Cofinello, sede di una necropoli non però di età classica, com’è stato generalmente ritenuto: la peculiarità del rituale funerario consente in effetti di inquadrarla tra la seconda metà del IV e la fine del III secolo a.C. “Ricucendo” il legame tra i materiali della collezione e gli scritti del conte, la fase italica della necropoli al Cofinello (e non solo) conferma sia il mantenimento da parte della città di una spiccata vivacità commerciale in età brettia, che un’abile quanto peculiare strategia insediativa italica, attenta ai rapporti di convivenza con l’elemento italiota: il tutto grazie agli inediti tasselli offerti alla ricostruzione storica dall’illuminato studioso dell’Ottocento.
Vibo Valentia. Il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” festeggia i 50 anni con un ricco programma: giornate di studio, fiera dei musei del territorio, mostra su Scrimbia, fiera dei musei della Magna Grecia

La laminetta aurea di Hipponion, uno dei pezzi più significativi conservati al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia
Cinquant’anni: una tappa importante per il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, istituito nel 1969 e dedicato alla memoria del conte Vito Capialbi, erudito del luogo, animato da spirito antiquario, che per primo raccolse e custodì le testimonianze della vita della città ricostruendone la storia dalla fondazione della colonia locrese di Hipponion alla costituzione della colonia romana di Valentia. A questo nucleo si aggiunse la collezione di monsignor Albanese ricca soprattutto di ex voto. I reperti che dal VII sec. a.C. al III sec. d.C., illustrano la civiltà greca, bruzia e romana sono stati in gran parte rinvenuti nell’area della città antica. Particolare rilievo rivestono le terrecotte (VI –V sec. a. C.) alcuni bronzi e la preziosa laminetta aurea, con testo orfico, rinvenuta in una vasta necropoli che interessa l’area urbana della città moderna. Di notevole interesse, inoltre, il ricco monetiere Capialbi che rappresenta un riferimento numismatico tra i più importanti in Calabria.
Proprio per il 50° anniversario dell’istituzione del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia diretto da Adele Bonofiglio, afferente al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello, è stato programmato un ricco programma di eventi che si svolgeranno nel corso dell’anno. Si inizia con un importante convegno scientifico “I 50 anni del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi””, il 6 e 7 luglio 2019, dalle 9.30, in cui si offrirà una importante disamina degli studi fin qui condotti da studiosi nazionali e internazionali sull’area di Hipponion-Valentia. Negli stessi giorni e alla stessa ora, si svolgerà la prima fiera dei Musei del Territorio di Vibo Valentia, per promuovere e valorizzare le prestigiose realtà locali. Infine il 6 luglio 2019, alle 20.30, spettacolo “Frida” a cura di Double C Ballet . Compagnia Valentia Danza. Le celebrazioni continueranno alla fine dell’estate e in autunno. Per metà settembre è in programma la mostra su “Scrimbia”, località vibonese con un deposito votivo che ha fornito materiali di notevole bellezza, e molti elementi del tutto peculiari per la ricostruzione del culto. Si trattava di uno dei santuari più importanti e più frequentati dai fedeli nell’Hipponion del VI e V sec. a.C., come indica l’abbondanza delle offerte, comprese moltissime di tenue valore economico (come vasetti miniaturistici) ma non meno significative come documento del legame dei fedeli con le varie divinità che qui erano oggetto di culto. Infine, sempre nell’ambito delle celebrazioni del 50.mo del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”, il 19 e 20 ottobre 2019 si svolgerà la prima fiera dei musei Archeologici della Magna Grecia.


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