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“Sogno di volare”: il progetto teatrale del parco archeologico di Pompei per i giovani del territorio diventa realtà. Per tre sere in scena al Teatro Grande di Pompei “Uccelli” di Aristofane. E poi in tournée per l’Italia. L’esperienza sarà un docufilm per il Giffoni Film Festival

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Il regista Marco Martinelli dà gli ultimi consigli ai ragazzi impegnati nella messa in scena di “Uccelli” di Aristofane per il progetto “Sogno di volare” del parco archeologico di Pompei (foto vincenzo sanzano)

Ormai mancano solo poche ore. Le ultime prove sono state fatte, gli ultimi dettagli definiti. Il regista Marco Martinelli ha dato utili consigli ai ragazzi. E ora non resta che andare in scena e affrontare il pubblico. Così “Sogno di volare”, il progetto di teatro per i giovani del territorio vesuviano, prima produzione assoluta del parco archeologico di Pompei diventa realtà. Il 27, 28 e 29 maggio 2022 i ragazzi di alcune scuole del territorio – istituto liceale “Pascal” di Pompei e istituto tecnico “Pantaleo” di Torre del Greco – selezionati su base volontaria lo scorso settembre nell’ambito del progetto “Sogno di volare”, porteranno in scena al Teatro grande di Pompei la commedia “Uccelli” di Aristofane con la regia di Marco Martinelli, musiche di Ambrogio Sparagna e disegno luci di Vincent Longuemare, professionisti della scena teatrale di fama internazionale. Questa prima produzione teatrale del parco archeologico di Pompei è stata realizzata in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro delle Albe/Ravenna, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e Giffoni Film Festival. E proprio il Giffoni Film Festival alla fine realizzerà un docufilm a cura di Marcello Adamo e Luca Apolito per raccontare questa straordinaria esperienza di vita dei ragazzi e la loro partecipazione attiva a diretto contatto con luoghi della cultura, riprendendo tutto il percorso dalle prime prove alla messa in scena.

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Tutti i protagonisti del progetto “Sogno di volare” del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“È un progetto in cui crediamo molto”, sottolinea Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei. “Una Pompei dei giovani, della scuola, che si avvicina concretamente al proprio patrimonio culturale, attraverso un percorso di conoscenza, arricchimento personale e divertimento. Un sogno che diventa realtà grazie al contributo di grandi professionisti della scena teatrale, dal regista Marco Martinelli, bravissimo a lavorare con i ragazzi e a coinvolgerli con passione, agli artisti delle luci e delle musiche e alle tante altre professionalità, e grazie alla collaborazione di Teatri e istituzioni di grande esperienza. Il contributo che ci piace sostenere, in questo caso attraverso il teatro, è quello che valorizza la scoperta e la crescita di giovani talenti in un territorio complesso. I ragazzi porteranno in scena, partendo dalla realtà che vivono, e attraverso la riscrittura collaborativa del copione, la società che vorrebbero vivere. E noi non vediamo l’ora di assistere a questo spettacolo”.

pompei_teatro-grande_sogno-di-volare_locandinaIl progetto si inserisce in un protocollo di intesa stipulato, in attuazione del Piano strategico, lo scorso aprile tra il Parco archeologico di Pompei, il Grande Progetto Pompei/Unità Grande Pompei e l’Ufficio scolastico regionale della Campania – finalizzato a coinvolgere le scuole del territorio e stabilire un legame concreto tra le antiche testimonianze e i giovani fruitori, in un percorso volto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. “È il miglior modo per sottolineare l’importanza del Piano Strategico per lo sviluppo delle aree del piano di gestione del sito UNESCO”, interviene Giovanni Di Blasio, direttore generale del Grande Progetto Pompei – Unità Grande Pompei: “Ripartire dai giovani e dal territorio, fare in modo che la cultura e la bellezza siano strumento di crescita umana e sociale. Proprio all’interno del Piano Strategico nasce l’idea di un Laboratorio per il Paesaggio Vesuviano, ispirato alla costituzione di una struttura formativa e di ricerca per il riconoscimento e la promozione dei valori naturali, storici, morali e culturali di cui questa terra è ricca e che meritano di essere valorizzati. Questa è una occasione da non perdere per suggerire un percorso di crescita ai nostri ragazzi e al territorio ma anche affinché loro stessi tengano viva in noi la capacità di sognare”.

In 10 mesi di lavoro ad 80 ragazzi è stato chiesto di raccontare le città in cui vivono attraverso la rielaborazione del testo antico. L’opera “Uccelli” messa in scena nel 414 a. C. da Aristofane, viene oggi considerata un’opera di evasione e fantasia, per la presenza di uccelli parlanti che accentuano il tono favolistico della storia. In realtà svela i retroscena dell’Atene democratica e dell’ideologia “colonizzatrice” dell’epoca. Racconta di due ateniesi, che disgustati dal comportamento dei loro concittadini, decidono di lasciare la città per fondarne una nuova con l’aiuto degli uccelli, inizialmente ostili all’idea, poiché non si fidano di nessun uomo. Le loro diffidenze saranno superate e inizieranno i lavori. “Aristofane non è polvere da museo: Aristofane è un adolescente infuriato”, assicura il regista Marco Martinelli. “Per questo motivo è in perfetta sintonia con gli adolescenti di questo inizio millennio. Scrive la prima commedia a diciotto anni: si scaglia contro la guerra che devasta Atene, contro la miseria che cresce nei cervelli prima che nelle case. Il primo verso che ci resta del suo teatro è: Quante cose mi mordono il cuore! È l’incipit di un grande lirico, potrebbe essere Dante, o Baudelaire o Walt Whitman. Lo mette in bocca a un vecchio contadino. Il suo genio sta nell’intrecciare insieme, nella stessa commedia, le schifezze e i sogni, le battute oscene e i versi cristallini, la palude e il cielo. È un sapiente di Dioniso, il dio dell’imprevedibile. E lo fa attraverso un linguaggio scatenato: giochi di parole, doppi sensi, divertimenti verbali infantili. Il teatro con lui, come con i grandi tragici, si fa potente strumento di indagine della società, della violenza che la attraversa. È in grado di parlarci, attraversando venticinque secoli con leggerezza”.

Teatro Grande Di Pompei: 27-28-29 maggio, ore 21, “Uccelli”. Riscrittura da Aristofane, drammaturgia e regia di Marco Martinelli. Con ottanta adolescenti di Pompei e Torre del Greco. Collaborazione e drammaturgia di Ermanna Montanari. Musiche di Ambrogio Sparagna. Spazio e luci di Vincent Longuemare. Costumi di Roberta Mattera. Assistenti alla regia: Valeria Pollice e Gianni Vastarella. Una produzione del Parco archeologico di Pompei, in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e Giffoni Film Festival. Biglietto: 5 euro acquistabile on-line su http://www.vivaticket.it o c/o le biglietterie dei teatri Mercadante e San Ferdinando, o la sera degli eventi alla biglietteria del Parco/Piazza Esedra. Lo spettacolo sarà riproposto il 3 giugno 2022, alle 21, nell’ambito del Ravenna Festival a Palazzo Mauro de Andrè di Ravenna, oltre che in tournée in altre città d’Italia.

Pompei. Nel Teatro Grande al via il progetto didattico “Sogno di volare”: accolti dal direttore Zuchtriegel e dal regista Martinelli, 400 studenti nell’anno scolastico rielaboreranno “Uccelli” di Aristofane raccontando la città in cui vivono

Al Teatro Grande di Pompei presentazione del progetto didattico “Sogno di volare” (foto parco archeologico di pompei)

Quattrocento studenti dell’area vesuviana, provenienti dall’istituto liceale Pascal di Pompei e dall’istituto tecnico Pantaleo di Torre del Greco hanno riempito la mattina di martedì 28 settembre 2021 il Teatro Grande di Pompei per l’avvio del progetto didattico “Sogno di Volare” che prevede la messa in scena a fine anno scolastico della commedia “Uccelli” di Aristofane, in coproduzione con Ravenna Festival. A parlare con i ragazzi e le ragazze delle IV classi delle scuole partecipanti, sono stati il direttore generale Gabriel Zuchtriegel e il drammaturgo e regista Marco Martinelli. L’opera “Uccelli”, messa in scena nel 414 a. C. da Aristofane, viene oggi considerata un’opera di evasione e fantasia, per la presenza di uccelli parlanti che accentuano il tono favolistico della storia. In realtà svela i retroscena dell’Atene democratica e dell’ideologia “colonizzatrice” dell’epoca. Racconta di due ateniesi che, disgustati dal comportamento dei loro concittadini, decidono di lasciare la città per fondarne una nuova con l’aiuto degli uccelli,  inizialmente ostili all’idea, poiché non si fidano di nessun uomo. Le loro diffidenze saranno superate e inizieranno i lavori. Ai ragazzi verrà chiesto di raccontare delle città in cui vivono attraverso la rielaborazione del testo antico.

Quattrocento studenti alla presentazione del progetto didattico “Sogno di volare” nel Teatro Grande di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il progetto si inserisce in un  protocollo di intesa stipulato, in attuazione del Piano strategico, lo scorso aprile tra il parco archeologico di Pompei, il parco archeologico di Ercolano, il Grande Progetto Pompei/Unità Grande Pompei e l’ufficio scolastico regionale della Campania – finalizzato a coinvolgere le scuole del territorio e stabilire un legame concreto tra le antiche testimonianze e i giovani fruitori, in un percorso volto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Nell’ambito di questo Protocollo, il parco archeologico di Pompei è promotore del percorso formativo presentato questa mattina, a cui sono stati chiamati a partecipare i ragazzi che su base volontaria saranno coinvolti settimanalmente. A conclusione del lavoro svolto durante l’anno scolastico, sarà messo in scena lo spettacolo al Teatro grande di Pompei nel mese di maggio 2022. I giovani attori saranno coadiuvati da artisti e professionisti di fama internazionale, provenienti dal mondo del teatro, come Ambrogio Sparagna per le musiche e Vincent Longuemare per il disegno luci.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, nel Teatro Grande accoglie gli studenti (foto parco archeologico di pompei)

“Il progetto vuole seminare e lasciare un segno nel futuro di tanti giovani, affinché comprendano che tutto viene dalla conoscenza dei propri territori e del loro patrimonio culturale”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Il confronto con il passato può cambiare la visione della realtà a partire dai luoghi in cui viviamo. Luoghi, spazi, parole e consuetudini del mondo antico entreranno a far parte della quotidianità dei ragazzi a cui, spesso, tali testimonianze appaiono lontane per attribuirgli un significato. Sarà una esperienza di conoscenza, arricchimento personale e divertimento. E in questa avventura saranno accompagnati da un regista d’eccezione quale Marco Martinelli, bravissimo a lavorare con i ragazzi e a coinvolgerli con passione”. E Marco Martinelli: “L’incontro di oggi, con centinaia di studenti nel Teatro Grande, è stato entusiasmante: ci hanno già regalato una grande energia, l’elemento primo e necessario per “mettere in vita” il capolavoro di Aristofane”.

Studenti nel Teatro Grande di Pompei presenteranno “Uccelli” di Aristofane (foto parco archeologico di pompei)
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Il regista Marco Martinelli (foto parco archeologico di pompei)

Il regista Marco Martinelli, fondatore insieme a Ermanna Montanari del Teatro delle Albe, è noto per la sua esperienza di lavoro teatrale con gli adolescenti, che gli ha fruttato premi e riconoscimenti a livello internazionale. Nella Regione Campania in particolare Martinelli nel 2006 a Napoli ha dato vita ad Arrevuoto, un’iniziativa del Teatro Mercadante, per la quale ha ricevuto il Premio dell’associazione nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Ubu come “progetto speciale”. Nel 2007 ha diretto Punta Corsara, col sostegno della Fondazione Campania Festival. Nel 2017 ha pubblicato, per Ponte alle Grazie, “Aristofane a Scampia”, che ha vinto il premio dell’associazione nazionale dei Critici francesi come “miglior libro sul teatro” pubblicato in Francia nel 2021. Nell’estate 2022 Martinelli debutterà a Ravenna Festival con il “Paradiso dantesco”, ideato e diretto insieme a Ermanna Montanari, coinvolgendo nell’allestimento l’intera città, come in una sacra rappresentazione medievale. Il regista sarà coadiuvato dagli assistenti alla regia Valeria Pollice e Gianni Vastarella del Collettivo LaCorsa.