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Arriva in anteprima esclusiva al cinema “Pompei. Eros e Mito” di Pappi Corsicato, un viaggio indietro nel tempo di duemila anni tra miti e personaggi che hanno reso immortale questo sito archeologico unico al mondo

Locandina del film “Pompei. Eros e mito” di Pappi Corsicato

Gli scavi di Pompei sono frequentati milioni di visitatori

Arriva in anteprima esclusiva al cinema “Pompei. Eros e Mito” di Pappi Corsicato. Con quattro milioni di visitatori all’anno provenienti da ogni parte del globo, Pompei è il sito archeologico più famoso al mondo, un luogo unico, una città perduta e ritrovata, animata nel corso dei secoli da passioni violente e dotata di un estro e una vitalità straordinari. I giochi di potere, i legami amorosi, l’ambizione smodata e il genio creativo si percepivano per le strade, si respiravano nei templi e si possono ammirare ancora oggi negli affreschi, nelle rovine, nei reperti sopravvissuti alla drammatica eruzione del 79 d.C.

Affresco pompeiano con “Leda e il Cigno” conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Il regista Pappi Corsicato

In uscita al cinema solo il 9, 10, 11 novembre 2020, “Pompei. Eros e Mito” è diretto dal poliedrico Pappi Corsicato, che di recente ha firmato anche il documentario dedicato a Julian Schnabel. Prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del parco archeologico di Pompei e con la partecipazione del Mann, museo Archeologico nazionale di Napoli, “Pompei. Eros e Mito” è un viaggio che ci guida indietro nel tempo di duemila anni. Vengono messi a nudo i miti e i personaggi che hanno contribuito a rendere immortale questo sito archeologico unico al mondo che l’Unesco ha inserito nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Dalla storia d’amore tra Bacco e Arianna nella celebre Villa dei Misteri al rapporto ambiguo tra Leda e il Cigno, dalle lotte gladiatorie sino alla disperata ricerca dell’immortalità di Poppea Sabina (seconda moglie dell’imperatore Nerone), il docu-film metterà in scena e analizzerà anche i lati meno noti e più segreti della città. Gli stessi che nel XVIII secolo portarono la Chiesa Cattolica a nascondere alcuni dei reperti più scandalosi e scabrosi recuperati duranti gli scavi.

L’attrice Isabella Rossellini narratrice d’eccezione attraverso le strade di Pompei (foto Daniele Cruciani)

Gladiatori a Pompei nel film “Pompei. Eros e mito” di Pappi Corsicato (foto di Federica Belli)

A condurci attraverso le strade di Pompei sarà una narratrice d’eccezione: la pluripremiata Isabella Rossellini. La sua presenza e la sua voce accompagneranno gli spettatori in un percorso elegante e serrato che mostrerà come i miti e le opere ritrovate abbiano ammaliato e influenzato artisti come Pablo Picasso e Wolfgang Amadeus Mozart. Arricchiscono il percorso tra storia e arte anche le rievocazioni dei miti in chiave contemporanea ideate da Pappi Corsicato: Bacco, Arianna, Teseo, Leda, solo per citarne alcuni, indossano abiti moderni e sono sospesi in un tempo che appartiene sia al passato che al presente, per mostrare quanto l’eredità di Pompei sia ancor oggi una continua fonte di ispirazione artistica.

Il mito di Arianna e Teseo ricostruito nel film “Pompei. Eros e mito” di Pappi Corsicato (foto Federica Belli)

Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei (foto Still)

La colonna sonora originale del docu-film, in uscita per Nexo Digital/Sony Masterworks dal 6 novembre 2020, è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, che ormai da anni si cimenta raccontando in musica l’arte mondiale, tanto da essere stato premiato ai Nastro d’Argento 2019 con una Menzione Speciale per le colonne sonore originali dei film. Tra gli interventi del film quelli di Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Andrew Wallace-Hadrill, professore emerito di Studi classici, università di Cambridge; Catharine Edwards, professore di Studi classici e Storia antica – Birkbeck, università di Londra; Darius Arya, direttore American Institute for Roman Culture; Ellen O’Gorman, professore associato di Studi classici, università di Bristol.

Il direttore generale di Pompei, Massimo Osanna mostra l’affresco dei gladiatori scoperto nella Regio V di Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Carlo di Borbone: promosse gli scavi di Ercolano e Pompei

Era il 1748 quando re Carlo III di Borbone promosse i primi scavi ufficiali a Pompei a seguito dei primi ritrovamenti della vicina Ercolano. Fu da quel momento che cominciarono a riemergere con sempre maggior chiarezza i dettagli della catastrofe del 79 d.C., anno in cui il Vesuvio seppellì intere città, tra cui Pompei ed Ercolano, e tutto il territorio circostante. Nel corso degli scavi di Pompei sono stati rinvenuti tesori, statue, affreschi, mosaici, reperti di vita quotidiana, ma anche ville e abitazioni private che ancor oggi ci raccontano la vita di una città vivace, con giardini, fontane e imponenti apparati decorativi. Sarà lungo queste antiche vie e grazie alle opere conservate al Mann – museo Archeologico nazionale di Napoli, che si avrà modo di conoscere la vita degli abitanti di Pompei prima dell’eruzione. Attenzione particolare sarà dedicata al Gabinetto Segreto del Mann, istituito dai Borbone per custodire i reperti più “scandalosi” ed esplicitamente erotici.

La tragedia di Pompei si “vive” nei calchi dei suoi abitanti sepolti dall’eruzione del Vesuvio

Le storie esplorate sono quelle di uomini e donne di cui ci restano tracce concrete perché quando il flusso piroclastico ad altissima temperatura che investì Pompei ne provocò la morte istantanea per shock termico, i corpi delle vittime rimasero nella posizione in cui si trovavano lasciando la propria impronta dopo la decomposizione. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, poco più di un centinaio di calchi sono stati realizzati da queste impronte, ispirando poeti e artisti, tra cui lo stesso Roberto Rossellini, che dedicò alla scoperta di alcuni calchi una celebre scena del “Viaggio in Italia”.

Da Stromboli a Pompei per raccontare “La parabola della morte”: Volcano Extravaganza, il festival di arte contemporanea, approda alle falde del Vesuvio con una performance tra la Villa dei Misteri e la Villa delle Colonne a Mosaico

La villa dei Misteri a Pompei accoglie i partecipanti al festival Volcano Extravaganza 2019 (foto Graziano Tavan)

“La parabola della morte”: dall’isola di Stromboli a Pompei, alla Villa dei Misteri e alla Villa delle Colonne a Mosaico. La morte e il destino ineluttabile sono il tema di un intervento artistico che, partendo dall’isola di Stromboli, si conclude al Parco Archeologico di Pompei il 21 luglio 2019, nell’ambito di Volcano Extravaganza, Festival di arte contemporanea. A curare il festival, alla sua nona edizione, concepito e promosso dal Fiorucci Art Trust, ogni anno viene invitato un artista internazionale che – insieme al direttore del Trust Milovan Farronato – definisce un tema e seleziona gli altri artisti partecipanti. Il titolo di questa edizione, co-curata da Farronato con l’artista Maria Loboda, prende ispirazione da “Appuntamento a Samarra”, la parabola della morte inevitabile che apparve per la prima volta nel Talmud Babilonese (III-V sec. d.C.) nella storia mesopotamica del Sukkah 53°, come raccontato da W. Somerset Maugham nel 1933. L’oratore è la Morte e racconta: “Un mercante di Bagdad mandò il suo servo al mercato per fare provviste, dopo poco il servo tornò, pallido e tremante, e disse: ‘Padrone, proprio adesso mentre ero al mercato, sono stato spintonato da una donna nella folla e quando mi sono girato ho visto che era la Morte. Lei mi ha guardato e mi ha fatto un gesto minaccioso. Presto, prestami il tuo cavallo, cavalcherò via da questa città ed eviterò così il mio destino. Andrò a Samarra e là la Morte non mi troverà’. Il mercante gli prestò il suo cavallo, il servo lo montò affondando i suoi speroni nei fianchi dell’animale e, veloce quanto il cavallo riusciva a galoppare, scappò. Quindi anche il padrone andò al mercato e mi vide in mezzo alla folla, venne da me e disse: ‘Perché hai fatto un gesto minaccioso al mio servitore quando l’hai visto stamattina?’, ‘Non era affatto un gesto di minaccia’, disse, ‘era solo un sussulto di sorpresa. Ero stupito di vederlo a Bagdad, perché stasera avevo un appuntamento con lui a Samarra’.”

Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei

Il direttore del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, dà il benvenuto suo e di tutto il Parco Archeologico di Pompei all’evento: “La vita come la morte, la grande Storia come le storie – intese come i racconti dei singoli, le leggende, le opere degli artisti o le teorie dei filosofi… – sono la materia stessa di cui è costituita non solo la realtà ma anche il mito di Pompei. Sono felice che questa realtà e questo mito sempre contemporanei continuino a svilupparsi anche grazie a progetti di rilievo internazionale come il festival Volcano Extravaganza, la cui artistic leader quest’anno è Maria Loboda, artista già presente nella mostra “Pompei@Madre. Materia Archeologica”. Un ringraziamento va quindi innanzitutto a lei e a tutti gli artisti partecipanti, insieme al co-curatore Milovan Farronato, quest’anno anche direttore artistico del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, a Andrea Viliani, direttore artistico del Madre, che ha creato questo nuovo e sorprendente rapporto, e a Nicoletta Fiorucci e al Fiorucci Art Trust, che generosamente supporta questo progetto che dal vulcano di Stromboli il 21 luglio giunge, con l’entusiasmo fecondo dei suoi partecipanti, alle falde del Vesuvio. Un ringraziamento particolare va inoltre allo staff del Parco Archeologico di Pompei che, con passione, ha coordinato questo evento. Benvenuta a Pompei, Volcano Extravanganza”.

L’isola di Stromboli, prima tappa del festival Volcano Extravaganza 2019

In passato la durata del festival variava, alcune edizioni sono perdurate per una settimana, altre invece si sono estese per due mesi, costellate da eventi a intervalli regolari. Da qualche anno, Volcano Extravaganza si svolge durante un fine settimana di luglio; il fatto che performance, interventi e mostre siano concepite e prodotte in situ, e il valore dato alla collaborazione tra gli artisti e all’improvvisazione, è da sempre una costante del progetto. Questo anno il festival Volcano Extravaganza è durato quattro giorni ed è iniziato sull’isola di Stromboli (18,19 e 20 luglio 2019), per poi continuare e concludersi a Pompei (la sera del 21 luglio 2019). Come il servo nella parabola, i visitatori avranno l’opportunità di sperimentare la traslazione tra due luoghi e due contesti diversi: da Baghdad a Samarra così come da Stromboli a Pompei. Per la durata del festival, i due luoghi ospitano una serie di situazioni visive e performative. Alcuni accadono simultaneamente, altri si ripetono in modo identico o con delle varianti. Seguendo lo spirito della parabola e l’incontro inevitabile con il destino, qualora qualcosa sfuggisse allo spettatore sull’isola, sarà probabilmente ad aspettarlo sulla terraferma. Ogni intervento artistico può essere percepito o intuito attraverso furtive occhiate, essi non sono necessariamente spiegati o segnalati ma diventano gradualmente parte della storia. Alcuni performer, come personaggi di una pièce Fin de Siècle, immergono il pubblico nelle loro realtà. Simbolicamente una domanda (Stromboli) e una risposta (Pompei), i due luoghi sono come lo scenario di un giallo; tutto quello che non è successo nel primo, sarà risolto nel secondo. Anche i due vulcani, lo Stromboli e il Vesuvio, sono fonti di potere a due facce, da amare e temere.

La locandina del festival di arte contemporanea “Volcano Extravaganza 2019” tra Stromboli e Pompei

L’artista Prem Sahib

Domenica 21 luglio 2019 gli ospiti si trasferiranno in aliscafo dall’isola alla terraferma, e verranno portati al Parco Archeologico di Pompei per la serata di chiusura di Volcano Extravaganza 2019. La prima tappa della serata (ore 19,40) consisterà in una passeggiata che li condurrà attraverso la Villa dei Misteri. Lungo il percorso i visitatori incontreranno alcuni performer, che fanno parte del contributo di Maria Loboda al festival. Saranno personaggi ispirati al cinema, alla letteratura o a precedenti performance dell’artista. Queste figure, avvistate nei giorni precedenti a Stromboli, si riveleranno in modo più definitivo a Pompei. All’interno della Villa dei Misteri gli ospiti avranno anche l’opportunità di visitare una breve mostra di dipinti di Lucas Arruda, composta esclusivamente da piccoli e ripetitivi paesaggi marini. A conclusione della visita guidata si arriverà alla Villa delle Colonne a Mosaico dove all’imbrunire il filosofo Federico Campagna, come un oracolo, illuminerà gli stanti sui concetti di morte e di destino, e sulle loro circostanze e le loro conseguenze. Alla fine dell’intervento, gli ospiti torneranno sui loro passi, verso la Villa dei Misteri, e lungo il percorso incontreranno anche la performance di Prem Sahib, Cruising Pompeii. Il ricevimento offerto da Nicoletta Fiorucci per celebrare la conclusione del festival avrà luogo presso l’atrio della Villa di Diomede.