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Subiaco. Restaurato il nucleo A della villa imperiale di Nerone, splendida dimora realizzata sulle rive di tre laghi artificiali. Visite guidate in tutti i week end di agosto e settembre 2016

Grazie ai restauri della soprintendenza è oggi possibile visitare il sito della villa di Nerone a Subiaco

Grazie ai restauri della soprintendenza è oggi possibile visitare il sito della villa di Nerone a Subiaco

Della grande villa imperiale voluta da Nerone nei suoi primi anni di regno (54-55 d.C.) nel territorio di Subiaco in un’area ricca di vegetazione tra i monti Taleo e Francolano, lambita dal fiume Aniene, rimangono modeste vestigia, ma sufficienti a dare l’idea della monumentalità del complesso: una splendida dimora che si estendeva su una superficie di circa 75 ettari. Tanto per avere un’idea, 15 in più della parte scavata di Villa Adriana a Tivoli. La villa, nota come villa Sublaqueum (sotto il lago), fu costruita sulle rive di tre laghi artificiali, ottenuti con lo sbarramento in tre punti della valle e la realizzazione di altrettante dighe. A destra e a sinistra dei tre laghi, denominati simbruina stagna (i laghetti dei Simbruini, scomparsi dopo una piena del 1305), si levarono i padiglioni della villa, lungo una superficie di circa due chilometri e mezzo; la villa era dunque costituita di più nuclei. Univa i padiglioni un grande ponte di marmo.

La pianta dell'imponente villa imperiale voluta da Nerone tra l'Aniene e i monti di Subiaco

La pianta dell’imponente villa imperiale voluta da Nerone tra l’Aniene e i monti di Subiaco

La villa di Nerone sorgeva attorno a tre laghetti artificiali su una superficie di 75 ettari

La villa di Nerone sorgeva attorno a tre laghetti artificiali su una superficie di 75 ettari

Proprio uno di questi nuclei, il cosiddetto nucleo A – nella zona di San Clemente – grazie ai recenti lavori di restauro condotti dalla soprintendenza Archeologia del Lazio con la collaborazione del Comune di Subiaco, viene aperto al pubblico in tutti i week end di agosto e settembre 2016. In località San Clemente, sulla riva destra dell’Aniene, si trovano infatti le tracce più evidenti, particolarmente interessanti perché riguardano il nucleo della villa che S. Benedetto utilizzò per costruire la casa-madre, il primo dei monasteri da lui fondati. L’area di 1400 mq fu parzialmente scoperta nel 1883 e portata alla luce tra il 1994 e il 1999. Il fabbricato, in muratura (opus reticulatum), è compatto. Rimane isolata, nel punto più alto, solo una cisterna rettangolare; mentre più in basso ci sono una ventina di ambienti circondati da un corridoio che li stacca dalla roccia. “Risulta difficile al momento stabilire quali funzione avessero i diversi ambienti”, spiegano gli esperti, “tuttavia quasi certamente cinque di essi fungevano da terme: sono stati individuati un locale per il bagno caldo e la relativa camera di combustione. Un altro vano rettangolare corrisponde a un ninfeo ed è stata individuata anche una vasca ellittica forse destinata ad allevamento ittico”.

L'Efebo di Subiaco, trovato nel nucleo D della villa di Nerone, è oggi conservato al museo di Palazzo Massimo a Roma

L’Efebo di Subiaco, trovato nela villa di Nerone, è oggi conservato al museo di Palazzo Massimo a Roma

Alla villa Imperiale si arrivava attraverso la via Sublacense, fatta progettare dallo stesso Nerone, che qui si rifugiava nei periodi caldi dell’anno tra cascate, giochi d’acqua e grotte. Ma tutta questa natura rigogliosa non bastò a trattenere l’imperatore che – come ci narra Tacito negli Annales (XIV, 22) – considerò nefasta la caduta di un fulmine sul tavolo dove stava bacchettando. E così nel 60 d.C. Nerone decise di abbandonarla, e solo durante il regno di Traiano la Villa venne in parte ristrutturata. Tutte le dighe crollarono durante il Medioevo. I resti della villa imperiale affiorano in diverse zone del sublacense. Nei nuclei della villa situati più in alto, rinvenuti nel 1883-84, furono ritrovate due statue: l’Efebo di Subiaco del IV secolo a.C. e una testa di fanciulla dormiente, conservate nel museo nazionale Romano. Tale nucleo è interpretato dagli archeologi come padiglione-belvedere.

Visite guidate alla villa imperiale di Nerone a Subiaco nei week end d agosto e settembre 2016

Visite guidate alla villa imperiale di Nerone a Subiaco nei week end d agosto e settembre 2016

“Dopo la riapertura della Rocca Abbaziale, visitabile in questo periodo tutti i giorni”, spiega soddisfatto il sindaco Francesco Pelliccia, “riapriamo alla pubblica fruizione un altro sito storico e culturale di grande importanza per la nostra città che merita davvero attenzione. Aumentiamo i nostri siti attrattivi per aumentare la nostra competitività sul mercato turistico. Ci tengo a ringraziare – conclude – la soprintendente Alfonsina Russo e Zaccaria Mari, funzionario di zona, per l’impegno profuso al fine di valorizzare finalmente questo sito dalle enormi potenzialità”. Ecco dunque i cicli di aperture in agosto e settembre 2016 secondo un programma di aperture regolato dall’associazione Ethea che garantisce l’accoglienza e le visite guidate. Il sito, riaperto ufficialmente il 6 agosto, apre il 20, il 21, il 28 e il 29 agosto, e a settembre il 4, l’11 e il 18, sempre dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Il prossimo passo sarà rendere fruibile il nucleo D del complesso, collocato dall’altro lato del fiume Aniene, proprio di fronte all’area appena recuperata.

Domeniche gratuite. Il 5 giugno 2016 battuti tutti i record: più di 32mila visitatori al Colosseo, 25mila a Pompei, 4mila al museo dei bronzi a Reggio Calabria, quasi 5mila a Villa Adriana

Migliaia di turisti in coda per visitare il Colosseo a Roma nella "domenica gratis al museo"

Migliaia di turisti in coda per visitare il Colosseo a Roma nella “domenica gratis al museo”

“Ancora un successo per le domeniche gratuite al museo introdotte nel luglio del 2014 dal ministro Dario Franceschini. In questa prima domenica di giugno, sin dall’inizio della mattinata, tutti i musei statali italiani hanno registrato elevati numeri di affluenza”, è la nota entusiastica del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo. Il Colosseo ha segnato un nuovo record, con oltre 32mila visitatori; Pompei sold out con quasi 25mila turisti e le file che hanno costretto la soprintendenza a chiudere per qualche ora i cancelli degli scavi facendo scattare il piano anti folla appena varato per proteggere le tante meraviglie appena restaurate della spettacolare città campana. Si è conclusa con numeri da boom per musei, monumenti e siti archeologici dello stato, anche la domenica 5 giugno 2016. Con, gratuita. Punte record in Toscana, dove a Firenze il giardino di Boboli ha ospitato quasi 11 mila persone, gli Uffizi oltre 6mila come la Galleria della Accademia, quasi 7 mila la Galleria Palatina. Ma anche il Lazio non è stato da meno, a Roma, dove ha registrato numeri altissimi pure Castel Sant’Angelo (7212). E in provincia con il pienone a Tivoli per Villa D’Este (7951) e Villa Adriana (4819). Bene gli scavi di Ostia Antica (4156). Così come Paestum, in Campania, dove sono entrati 4575 visitatori. Bene i musei e i giardini reali di Torino, con 4mila 582 presenze. Quasi 4mila visitatori hanno scelto a Reggio Calabria il museo dei bronzi. Pochi di meno la Pinacoteca di Brera a Milano o il museo Archeologico di Napoli (3.971). Poco meno di 3mila per le Gallerie dell’Accademia di Venezia (2935) o per il museo di Capodimonte a Napoli (2912). E ancora, oltre 2mila visitatori hanno varcato le porte del Castello di Miramare a Trieste, o delle Terme di Diocleziano a Roma o delle Terme di Caracalla. E sempre a Roma 4429 hanno scelto il museo archeologico nazionale di Palazzo Massimo, 2mila 42 le Terme di Caracalla, 1800 la Galleria Borghese, mille il museo Etrusco di Villa Giulia, 1443 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Gnam). A Milano tutto pieno il Cenacolo Vinciano (1314). A Firenze oltre 2mila persone anche per il museo del Bargello. “La prima domenica del mese – continua la nota del Mibact – è ormai un appuntamento fisso dei cittadini con il proprio patrimonio culturale, una grande festa per le famiglie lungo tutta la penisola italiana. Di grande impatto anche la presenza sui social dove migliaia di utenti stanno caricando foto e apprezzamenti per questa iniziativa. Per questa edizione di giugno il ministero ha dedicato la campagna social della #domenicalmuseo alla rappresentazione figurativa della musica (‘aspettando la festa della musica del 21 giugno’) in opere note e meno note presenti nelle collezioni di diversi musei in tutto il territorio nazionale”.

Villa Adriana a Tivoli svela i suoi tesori inediti: domenica speciale nella residenza dell’imperatore Adriano alla scoperta dei più recenti ritrovamenti

Lo straordinario complesso della villa dell'imperatore Adriano a Tivoli il 7 dicembre svela i suoi segreti

Lo straordinario complesso della villa dell’imperatore Adriano a Tivoli il 7 dicembre svela i suoi segreti

Il cantiere di scavo e restauro della cosiddetta ‘Palestra’ avviato nel 2013. Le numerose sculture venute alla luce nel 2014. E poi la statua zoomorfa del dio Horus (in forma di falco) recentemente rinvenuta nelle operazioni di scavo. Le ultime scoperte di Villa Adriana a Tivoli mostrano tutta la loro bellezza. Domenica prossima, nella giornata dedicata dal Mibact all’Archeologia e al Restauro, a Villa Adriana, sarà possibile visitare gli “ultimi colpi” messi a segno dagli archeologi.

La recentissima scoperta della statua del dio Horus nel complesso della Palestra a villa Adriana

La recentissima scoperta della statua del dio Horus nel complesso della Palestra a villa Adriana

La scalinata monumentale venuta alla luce nel complesso della Palestra a villa Adriana

La scalinata monumentale venuta alla luce nel complesso della Palestra a villa Adriana

L’iniziativa sarà quindi l’occasione per visitare il cantiere di scavo e restauro della cosiddetta “Palestra” avviato nel 2013 dalla soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio e finanziato con fondi Arcus. La “Palestra” è uno dei più grandi e importanti complessi monumentali della villa tiburtina, dove mai erano state compiute ricerche approfondite prima di quelle tuttora in corso. Ritenuto, in precedenza, uno spazio riservato semplicemente agli esercizi ginnici, si è rivelato invece un luogo dedicato molto probabilmente al culto delle divinità egizie. Già la scoperta, nel 2006, di una sfinge aveva orientato verso questa interpretazione, confermata ora dal rinvenimento di una splendida statua zoomorfa del dio Horus (in forma di falco) e già suggerita da altre statue venute alla luce nei secoli scorsi, quali un busto colossale della dea Iside e busti in marmo rosso di sacerdoti isiaci.

Le basi di colonna marmoree ritrovate a villa Adriana e oggi visitabili

Le basi di colonna marmoree ritrovate a villa Adriana e oggi visitabili

Il complesso è costituito di sette edifici, fra cui una sala circondata da un doppio portico, un giardino pensile e un’aula basilicale con colonne marmoree, oggi tutti restaurati e attraversati dal percorso di visita. Saranno mostrate anche le numerose sculture venute alla luce nel 2014, mentre si potranno ammirare la sfinge e la statua di Horus nell’Antiquarium del Canopo, dove sarà anche allestita una stanza dedicata all’attività del Servizio restauro della soprintendenza. Le visite guidate al cantiere si svolgeranno alle 10.30, 12, 14.30 e 15.30 mentre l’Antiquarium del Canopo sarà aperto tutta la giornata. L’ingresso alla Villa ed all’Antiquarium del Canopo sarà gratuito.