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Pavia. “QUO VADIS? Riscoprendo Ticinum”: tour guidato in sicurezza con archeologa alla riscoperta della Pavia Romana proposto dalla coop Oltre Confine

La locandina del tour guidato a Pavia “QUO VADIS? Riscoprendo Ticinum”

Valentina Dezza, direttrice del civico museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese

“QUO VADIS? Riscoprendo Ticinum” è il tour che la Cooperativa Oltre Confine Onlus propone sabato 13 giugno 2020 nell’ambito dell’iniziativa “10.000 passi nella storia”: una visita guidata alla riscoperta dell’antica Ticinum, ovvero di Pavia Romana. Il tour avrà una durata di un’ora e mezzo e si svolgerà in assoluta sicurezza rispettando le disposizioni di Regione Lombardia. La visita sarà condotta dall’archeologa Valentina Dezza, direttrice del civico museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese. L’appuntamento è per sabato 13 giugno 2020, alle 17.30. La visita verrà svolta solo per 10 partecipanti massimo, quindi sarà necessaria la prenotazione. Il costo è di 7 euro a persona Ritrovo: in prossimità dei resti di Ponte Vecchio (lato centro storico). Norme di sicurezza per lo svolgimento dell’attività (secondo le disposizione di Regione Lombardia): ogni visita avrà massimo 10 partecipanti + la guida; è obbligatorio l’uso della mascherina per tutta la durata della visita; i partecipanti dovranno mantenere un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; ricorso all’igiene delle mani. Per informazioni e prenotazioni: visiteguidate@vieniapavia.it / 3755709240.

Il Ponte coperto sul Ticino, uno dei simboli di Pavia (foto Oltre Confine)

Il tour consentirà di reinterpretare Pavia e la sua storia bimillenaria sotto una nuove luce, focalizzando l’attenzione dei visitatori sulle “tracce” che ancora permangono in città della memoria romana, dopo più di 2000 anni. Pavia venne fondata proprio dai Romani nel lontano I sec. a.C. con il nome di Ticinum. Fu la città a prendere il nome dal fiume Ticinus, e non viceversa, a conferma dell’importanza strategica che le vie fluviali avevano in epoca antica.

Resti delle pile del ponte romano sul Ticino (foto Oltre Confine)

Resti delle pile del ponte romano sul Ticino (foto Oltre Confine)

Ticinum infatti venne edificata non in una località qualsiasi del Nord Italia, ma su un deposito alluvionale – ragion per cui oggi nel centro cittadino percorriamo a volte strade in salita e a volte in discesa – e a pochi chilometri di distanza dalla confluenza del Ticino nel Po. Ticinum era così collegata ai grandi centri abitati dell’area padana sorti lungo il Po e i suoi numerosi affluenti. Dunque il tour non può che partire dai resti del Ponte Vecchio, a consolidare per l’appunto questo in dissolubile legame esistente tra la città e il suo fiume. Anche perché ancora oggi, nei periodi di secca, è possibile scorgere dalle acque i piloni in pietra di Ponte Vecchio, che non sono altro che i piloni dell’antico ponte romano. Pavia aveva un ponte monumentale sin dalle sue origini.

Il muto dell’accia sul collo: statua romana conservata ai musei civici di Pavia (foto musei civici Pavia)

La visita proseguirà invitando i visitatori ad “assaporare” la perfezione geometrica “a scacchiera” della planimetria urbanistica del centro storico, altro grande lascito dei Romani. È sorprendente come le vie del centro ricalchino il tracciato di quelle romane. Strada Nuova e corso Cavour-viale Mazzini, ad esempio, si sovrappongono ai cardo e decumano romani – le vie più importanti di una qualsiasi città romana -, che tagliavano rispettivamente da Nord a Sud e da Est a Ovest l’insediamento. Il tour prenderà in esame anche la localizzazione dell’antico foro romano, dell’anfiteatro e delle terme di Ticinum. Grande attenzione verrà dedicata anche a una celebre statua romana, ora esposta ai Musei Civici: il muto dall’accia al collo.

La base della Torre civica di Pavia dimostra il reimpiego di materiale romano in epoca medievale (foto Oltre Confine)

Infine, si parlerà della tecnica del “reimpiego”, ovvero di quella consuetudine in età medievale di recuperare materiali edilizi dagli antichi edifici romani per la costruzione di nuove strutture. È Il caso, ad esempio, dei blocchi in pietra che compongono il basamento della nostra Torre Civica. Vi siete mai chiesto da dove provengano e per quale ragione abbiano forma, grandezza e colore così differenti?

Al civico museo Archeologico di Casteggio dell’Oltrepo Pavese domenica pomeriggio “A tavola con gli antichi romani”: visita guidata con Valentina Dezza e degustazioni con Laura Mussi

La locandina dell’evento al museo Archeologico di Casteggio “A tavola con gli antichi romani”

Valentina Dezza

Laura Mussi

“A tavola con gli antichi romani” domenica pomeriggio al Mac, il civico museo Archeologico di Casteggio dell’Oltrepo Pavese (Pv): appuntamento domenica 5 maggio 2019 alle 18 per una visita guidata a tema a cura della direttrice del museo, Valentina Dezza, che illustrerà la “mensa in epoca romana”, cui seguirà una degustazione enogastronomica a cura dell’archeogastronoma Laura Mussi, esperta di pietanze dell’antica Roma. Il costo è di 5 euro a persona. Saranno ammessi al massimo 35 partecipanti. La prenotazione è obbligatoria (entro il 3 maggio) a visiteguidate@vieniapavia.it o al numero 3755709240. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la coop Oltre Confine, grazie a un finanziamento della Fondazione Cariplo (nell’ambito del progetto “Certosamente. Viaggi a Casteggio”).

Come ben illustra il video, qui proposto, di Giovanni De Stefano con consulenza scientifica proprio di Valentina Dezza, protagonista dell’evento di domenica 5 maggio, prodotto dal Mac con la collaborazione della soprintendenza Archeologia della Lombardia, il civico museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepo Pavese è nato nel 1974, per volontà di un gruppo di appassionati locali e dell’amministrazione comunale, dopo l’importante ritrovamento di due tombe romane in via Torino. Successive acquisizioni di materiale, in parte frutto di donazioni effettuate da privati, in gran parte risultato di scavi della soprintendenza Archeologica della Lombardia nel territorio oltrepadano, portarono l’amministrazione comunale a un primo ampliamento degli spazi espositivi nel 1988. Il museo attuale è frutto di un ulteriore ampliamento, reso possibile dal completamento del restauro del Palazzo Certosa nel 1999. Grazie a una nuova convenzione stipulata tra Comune di Casteggio e soprintendenza Archeologica della Lombardia, è stato possibile acquisire il materiale proveniente dagli scavi più recenti effettuati nell’Oltrepo Pavese. Il Mac è costituito da quattro sezioni: “La geologia e la paleontologia”; “La preistoria e la protostoria”; “L’età romana, tardoantica e medievale”; “Le collezioni da donazioni private”.

Valentina Dezza, direttrice del civico museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese

Il museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepo Pavese

In questo contesto Valentina Dezza condurrà il pubblico a scoprire e ad apprezzare i reperti conservati nella sezione dedicata all’epoca romana legati al banchetto. Dopo una introduzione sulla mensa romana, la direttrice porterà i partecipanti in museo: “Farò osservare loro, nello specifico, alcuni dei reperti conservati nella sezione dedicata all’epoca romana”, spiega Dezza. “In particolare, concentrerò l’attenzione sulle classi ceramiche, soprattutto quelle di età imperiale (vernice nera, terra sigillata, pareti sottili, ceramica comune depurata e grezza), e introdurrò brevemente anche i vetri (bottiglie, piatti, vasetti potori). Il tutto per inquadrare dal punto di vista pragmatico la tavola degli antichi romani”.

Laura Mussi tra i prodotti promossi dal suo “Convivio” (da archeostorie.it, foto di Camillo Balossini)

A questo punto i partecipanti sono pronti alla degustazione. Ed entra in campo l’archeogastronoma Laura Mussi che dal 2015 con “Il Convivio di Mussi Laura” con sede a Voghera, fa conoscere i cibi e le bevande basati su ricette dell’antica Grecia, antica Roma, medioevo e rinascimento , proponendo ricette storiche per far rivivere sulle tavole moderne i sapori scomparsi con un obiettivo ambizioso: “Far crescere l’interesse per l’archeologia e la storia, riscoprire e valorizzare le nostre origini culturali e le tradizioni, promuovere il territorio e la cultura anche attraverso la tavola”, spiega Mussi. “Ecco perché propongo queste attività di degustazione e vendita dei prodotti all’interno di musei ed aree archeologiche. Esistono piccole realtà artigianali italiane e straniere (francesi e spagnole in particolare) che ancora producono alimenti e bevande realizzati seguendo le ricette degli antichi autori latini (Apicio, Columella, Palladio ecc.) o medievali e rinascimentali. Io importo questi prodotti e li commercializzo in esclusiva in Italia”.

Antichi romani sui triclini in un banchetto (foto da professionearcheologo.it)

In particolare, domenica 5 maggio 2019 i partecipanti assaggeranno – anticipa Mussi – il libum (una sorta di focaccia che si utilizzava per le libagioni e che era cotta su foglie di alloro, secondo ricetta di Catone), uova con salsa di menta e pinoli (le uova erano un cibo tipico dei romani – ad ovo usque ad mala! – e forse la salsa in questione è di origine etrusca), pane di farro (cereale principe della tavola romana, famose soprattutto le pultes – polente – di cereali e legumi o verdure) con salsa epytirum (una salsa di olive speziate), il lonzino di fichi (un dolce a base di fichi-noci-mandorle, metodo suggerito da Columella per conservare i fichi secchi tutto l’anno), il tutto accompagnato da un calice di vino aromatizzato (alle viole o alle rose o con altre spezie e miele, secondo ricette di Apicio o Palladio).