Archivio tag | Torart di Carrara

Archeologia sotto le stelle a Vetulonia. Marco Hagge presenta il catalogo della mostra-evento “A tempo di DANZA. In Armonia, Grazia e BELLEZZA. Dalle meraviglie del Museo archeologico Nazionale di Napoli alle opere di Antonio Canova, figlie del cuore”

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_presentazione-catalogo_locandinaSarà Marco Hagge, scrittore e giornalista, storico coordinatore di “Bellitalia”, la rubrica della Rai sui Beni Culturali del nostro paese, a presentare sotto le stelle di piazza Vatluna a Vetulonia una serata speciale promossa dal Comune di Castiglione della Pescaia e la direzione scientifica del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia nell’ambito di “Archeologia sotto le stelle”: appuntamento mercoledì 10 agosto 2022, alle 21.30, per la presentazione del catalogo della mostra-evento “A tempo di DANZA. In Armonia, Grazia e BELLEZZA. Dalle meraviglie del Museo archeologico Nazionale di Napoli alle opere di Antonio Canova, figlie del cuore”. La serata sarà anche l’occasione per ricordare anche a tutti gli sponsor che, “protagonisti silenziosi” della mostra evento, hanno reso possibile con il loro sostegno e il loro lavoro, la realizzazione di questo straordinario quanto ambizioso progetto espositivo. Intervengono all’incontro Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia; Simona Rafanelli, direttore scientifico del MuVet; Torart, azienda realizzatrice della riproduzione in marmo di Carrara della Tersicore di Canova. A seguire visite guidate alla mostra evento con le archeologhe dello staff del museo. Evento gratuito. Prenotazione gradita. Info e prenotazioni: 0564.927241 (da martedì a domenica, 10-14 e 15-19).

Arona, sul lago Maggiore, ospita per tre mesi l’Arco di Palmira, riprodotto in scala. Nel settembre 2016 aveva intitolato il museo Archeologico all’archeologo-custode di Palmira, Khaled Asaad, trucidato dall’Isis

La riproduzione in scala ridotta dell’Arco di Palmira installato in piazza san Graziano ad Arona

L’archeologo Khaled Asaad, per decenni “custode” di Palmira, assassinato dai miliziani dell’Isis

Dopo Londra, Dubai, New York e Firenze, è arrivata ad Arona, sul lago Maggiore, la riproduzione in scala dell’Arco di Palmira, realizzata dalla Torart di Carrara nell’ambito del progetto “The Million Image Database” per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale mondiale, promosso da The Institute for Digital Archaeology di Oxford. L’Arco di Palmira, simbolo del sito archeologico siriano distrutto dall’Isis, rivive per tre mesi ad Arona, in piazza San Graziano, davanti al museo archeologico intitolato a Kaled Al Asaad, l’archeologo-custode del sito assassinato dai terroristi islamici il 18 agosto 2015. L’Arco, realizzato dall’istituto oxfordiano, è identico a quello distrutto dall’Isis, solo più piccolo.  “La ricostruzione”, spiega il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, “ha un valore storico ma anche simbolico. È la dimostrazione di come sia possibile ricostruire, grazie alle moderne tecnologie, qualcosa del passato che altrimenti andrebbe perso”.

Lo spettacolo di luci e musica ideato d Sebastiano Romano per l’Arco di Palmira

I figli di Khaled Asaad, Waled e Omar, presenti all’inaugurazione dell’Arco di Palmira in piazza ad Arona (foto Attilio Barlassina)

Prima della cerimonia di inaugurazione, il 29 aprile 2017, alla presenza di Waled e Omar al-Asaad, figli del grande archeologo siriano, c’è stato un ricordo di Khaled al-Asaad nella sala didattica del museo archeologico di Arona che l’11 settembre 2016 fu intitolato proprio a Khaled Asaad. Con Alexy Karenowska e Khaled Hiatlih, il direttore dell’IDA Roger Michel ha donato  al Comune di Arona un ritratto di Kaled che verrà esposto all’interno del museo. Nell’occasione è stato annunciato che con il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica, coordinati dall’archeologo Paolo Lampugnani, inizierà una campagna di sondaggi e scavi alla Rocca di Arona. L’Arco di Palmira rimarrà ad Arona fino al 30 luglio e tutte le sere sarà possibile ammirare dalle 21 a mezzanotte uno spettacolo di luci e musica ideato dallo scenografo Sebastiano Romano.