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“Etiam periere ruinae”: Tivoli con una mostra dedicata a Khaled Asaad denuncia le devastazioni subite da Palmira e il legame tra le due città. La regina siriana Zenobia terminò i suoi giorni proprio a Tivoli

Zenobia, regina di Palmira, sconfitta dall'imperatore Aureliano, morì a Tivoli

Zenobia, regina di Palmira, sconfitta dall’imperatore Aureliano, morì a Tivoli

Il manifesto della mostra di Tivoli "Etiam periere ruinae"

Il manifesto della mostra di Tivoli “Etiam periere ruinae. Tivoli ricorda Palmira”

“Etiam periere ruinae”, scriveva nel I sec. d.C. Il poeta latino Marco Anneo Lucano nella sua “Pharsalia” conosciuta anche come “De bello civili”: “Sono morte perfino le rovine”, distruzione totale, completa, alludendo a una frase detta da Giulio Cesare visitando le rovine di Troia. Paragone non poteva essere più appropriato parlando di una distruzione dei nostri giorni: Palmira. E proprio mentre dalla martoriata Siria giungono nuove notizie drammatiche sulle sorti della “sposa del deserto”, che sarebbe di nuovo caduta nelle mani dei miliziani dell’Isis, Tivoli con una mostra-lampo “Etiam periere ruinae: Tivoli denuncia le devastazioni a Palmira”, alle Gallerie Estensi fino al 23 dicembre 2016, richiama l’attenzione su Palmira e le violenze subite, interpreta quanto è avvenuto negli ultimi mesi a Palmira e racconta il legame profondo che c’è tra le due città. La regina siriana Zenobia terminò i suoi giorni proprio a Tivoli. Alla caduta di Palmira per mano delle legioni di Aureliano, Zenobia – era il 274 d.C. – legata con catene d’oro,  fu esibita come trofeo per il trionfo dell’imperatore. Sul suo destino poi ci sono due racconti, che finiscono entrambi a Tivoli. Il primo sostiene che Zenobia sarebbe morta poco dopo il suo arrivo a Roma, per malattia, sciopero della fame o decapitazione, essendosi rifiutata di riconoscere Aureliano imperatore. E poi sarebbe stata sepolta nella Villa Adriana a Tivoli. L’altro racconto, invece, più a lieto fine, riferisce che Aureliano, colpito dalla sua bellezza e dignità e dal desiderio di grazia, liberò Zenobia e le concesse un’elegante villa a Tibur (l’odierna Tivoli), dove si suppone sia vissuta nel lusso e divenuta una filosofa influente.

Un'opera elaborata per la mostra di Tivoli che denuncia le devastazioni di Palmira

Un’opera elaborata per la mostra di Tivoli che denuncia le devastazioni di Palmira

L'archeologo siriano Khaled Asaad, decapitato dall'Isis il 18 agosto 2015

L’archeologo siriano Khaled Asaad, decapitato dall’Isis il 18 agosto 2015

Ad esporre sono otto artisti, Annaluce Aglietto, Giovanni di Carpegna Falconieri, Lucio Castagneri, Paolo Garau, Francesco Grizi, Massimiliano Kornmüller, Nino La Barbera, Andrea Tudini, che denunciano le devastazioni nella città siriana.  “La comunità tiburtina”, spiega l’assessore alla Cultura e al Turismo, Urbano Barberini, “con questa mostra sulla magnifica e martoriata Palmira vuole significare la sua vicinanza allo straziato popolo siriano. Tivoli sempre attenta al recupero e alla valorizzazione delle sue radici e del suo patrimonio culturale non può essere sorda alle grida di dolore che provengono della città sorella Palmira”. La mostra, continua Barberini, “arricchisce il fitto calendario di eventi che anche quest’anno hanno reso le Scuderie Estensi protagoniste del panorama culturale del nostro territorio. È indubbia la valenza artistica dell’iniziativa, che vede coinvolti sia volti storici nell’ambito artistico nazionale, sia interessanti novità. Soprattutto mi preme sottolineare la valenza etica nel voler commemorare la città di Palmira, storicamente legata a quella di Tivoli, e nuovamente straziata dalla guerra. Con questa mostra si vuole tenere vivo il ricordo di uno dei siti archeologici patrimonio dell’Unesco, che nel 2015 è stato parzialmente distrutto dallo stato islamico, lasciandoci orfani di meravigliosi reperti archeologici, come un arco di trionfo e delle torri funerarie romane. Non possiamo non rivolgere un pensiero di gratitudine profonda all’archeologo martire a cui dedichiamo la mostra. La decapitazione di Khaled Asaad rappresenta l’annientamento del nemico attraverso l’assassinio della memoria e di chi la difende al costo della vita. Questi atti di orrore vengono condannati da tutta la comunità tiburtina che, profondamente solidale al destino di Palmira, auspica, dopo la recente rioccupazione da parte dell’Isis, il ritorno alla pace e ad una Siria unita”.

Villa Adriana a Tivoli svela i suoi tesori inediti: domenica speciale nella residenza dell’imperatore Adriano alla scoperta dei più recenti ritrovamenti

Lo straordinario complesso della villa dell'imperatore Adriano a Tivoli il 7 dicembre svela i suoi segreti

Lo straordinario complesso della villa dell’imperatore Adriano a Tivoli il 7 dicembre svela i suoi segreti

Il cantiere di scavo e restauro della cosiddetta ‘Palestra’ avviato nel 2013. Le numerose sculture venute alla luce nel 2014. E poi la statua zoomorfa del dio Horus (in forma di falco) recentemente rinvenuta nelle operazioni di scavo. Le ultime scoperte di Villa Adriana a Tivoli mostrano tutta la loro bellezza. Domenica prossima, nella giornata dedicata dal Mibact all’Archeologia e al Restauro, a Villa Adriana, sarà possibile visitare gli “ultimi colpi” messi a segno dagli archeologi.

La recentissima scoperta della statua del dio Horus nel complesso della Palestra a villa Adriana

La recentissima scoperta della statua del dio Horus nel complesso della Palestra a villa Adriana

La scalinata monumentale venuta alla luce nel complesso della Palestra a villa Adriana

La scalinata monumentale venuta alla luce nel complesso della Palestra a villa Adriana

L’iniziativa sarà quindi l’occasione per visitare il cantiere di scavo e restauro della cosiddetta “Palestra” avviato nel 2013 dalla soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio e finanziato con fondi Arcus. La “Palestra” è uno dei più grandi e importanti complessi monumentali della villa tiburtina, dove mai erano state compiute ricerche approfondite prima di quelle tuttora in corso. Ritenuto, in precedenza, uno spazio riservato semplicemente agli esercizi ginnici, si è rivelato invece un luogo dedicato molto probabilmente al culto delle divinità egizie. Già la scoperta, nel 2006, di una sfinge aveva orientato verso questa interpretazione, confermata ora dal rinvenimento di una splendida statua zoomorfa del dio Horus (in forma di falco) e già suggerita da altre statue venute alla luce nei secoli scorsi, quali un busto colossale della dea Iside e busti in marmo rosso di sacerdoti isiaci.

Le basi di colonna marmoree ritrovate a villa Adriana e oggi visitabili

Le basi di colonna marmoree ritrovate a villa Adriana e oggi visitabili

Il complesso è costituito di sette edifici, fra cui una sala circondata da un doppio portico, un giardino pensile e un’aula basilicale con colonne marmoree, oggi tutti restaurati e attraversati dal percorso di visita. Saranno mostrate anche le numerose sculture venute alla luce nel 2014, mentre si potranno ammirare la sfinge e la statua di Horus nell’Antiquarium del Canopo, dove sarà anche allestita una stanza dedicata all’attività del Servizio restauro della soprintendenza. Le visite guidate al cantiere si svolgeranno alle 10.30, 12, 14.30 e 15.30 mentre l’Antiquarium del Canopo sarà aperto tutta la giornata. L’ingresso alla Villa ed all’Antiquarium del Canopo sarà gratuito.