Licodia Eubea (Ct). All’archeologo Tsao Cevoli il premio Antonino Di Vita, al film “Le cime di Asclepio” il premio Archeovisiva e al film “Approdi” il premio Archeoclub d’Italia: ma con la cerimonia di premiazione il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico non ha chiuso: ci sarà un’appendice sul cinema siciliano a Chiaramonte Gulfi

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio direttori artistici del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) (foto graziano tavan)
Il pubblico si emoziona col film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (premio Archeoclub), la giuria di qualità riconosce la valenza del film “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi (premio Archeovisiva) e quella del premio “Antonino Di Vita” l’impegno dell’archeologo Tsao Cevoli: con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è ufficialmente chiuso il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, nato dalla sinergia tra le associazioni culturali ArcheoVisiva e Archeoclub di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e sostenuto da Sicilia Film Commission e MIC – Direzione generale Cinema e audiovisivo. “È stata un’edizione che ha mantenuto le premesse”, il commento di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, “siamo soddisfatti della qualità dei lavori presentati e del premio che la giuria, dopo molto discutere, ha assegnato privilegiando l’aspetto autoriale del film. Le cime di Asclepio, infatti, è un film concettuale che racconta lo smantellamento di un museo attraverso diversi punti di vista. È un film che tocca le corde emozionali, ed è anche in linea con il fil rouge di questa edizione del festival che, ci piace ricordarlo, non è solo un festival divulgativo ma, per la sua varietà, un festival conoscitivo rivolto a quanti amano il cinema”.
Ma il Festival, in realtà non ha chiuso i battenti del tutto, perché quest’anno, per la prima volta, ci sarà un’appendice sabato 19 ottobre 2024 a Chiaramonte Gulfi che ospiterà una finestra sul cinema documentario siciliano di cui sarà ospite la regista palermitana Costanza Quatriglio.

Margherita Peluso nella performance “Terra Euboea” al castello Santapau (foto graziano tavan)
Quella 2024, dal 9 al 13 ottobre, è stata un’edizione ricca con un programma articolato tra proiezioni (molte in prima nazionale o assoluta); eventi speciali all’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara come la mostra “Nescienza” di Daniele Cascone e la proiezione-concerto per pianoforte “Cinema in Note” del maestro Salvino Strano, o come la performance artistica di Margherita Peluso “Terra Euboea” al castello Santapau; laboratori didattici per studenti di ogni ordine e grado con Concetta Caruso; masterclass di regia con Massimo D’Alessandro e di critica cinematografica con Fabio Fancello; visite guidate in centro storico con l’Archeoclub; e soprattutto “L’incontro con l’Antico” che ha sviluppato in modo trasversale il leitmotiv del XIV festival “Un patrimonio da salvare”.

Incontro con l’Antico al Festival di Licodia Eubea: da sinistra, Lidia Vignola, Nadia Mondini, Serena Raffiotta, Tsao Cevoli, Fabrizio Mutarelli (foto graziano tavan)
Proprio l’ultimo di questi incontri, domenica pomeriggio, la tavola rotonda “Rubare il passato. Tombaroli, ladri e cacciatori di tesori: il reale e immaginario”, ha rappresentato il gran finale, quasi a tirare i fili, sul tema del festival raccontando il ruolo dei musei e la loro condotta etica rispetto al mercato illegale di opere d’arte. Un tema importante, delicato e di grande attualità sul quale hanno dibattuto – moderati dall’archeologa Serena Raffiotta – il luogotenente Fabrizio Mutarelli del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Siracusa; l’archeologo e giornalista Tsao Cevoli (direttore della rivista scientifica Archeomafie); la giornalista Rai Dania Mondini; l’archeologa Lidia Vignola (presidente dell’Osservatorio Internazionale Archeomafie).

Festival di Licodia Eubea: Massimo D’Alessandro e Giulia Iannello, membri della giuria di qualità, tra i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

Il video-messaggio del regista Filippo Ticozzi al Festival di Licodia (foto graziano tavan)
PREMIO ARCHEOVISIVA (assegnato dalla giuria di qualità composta dall’autore e regista Massimo D’Alessandro; Giulia Iannello, project manager di Magma – mostra di cinema breve; Maria Turco, funzionaria archeologa della soprintendenza dei Beni culturali di Catania e dal regista greco Vasileios Loules) al film “Le cime di Asclepio” (Italia 2024, 18′) di Filippo Ticozzi (che ha mandato un video-messaggio di ringraziamento). Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambi a posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire? Questa la motivazione: “Per l’eleganza, la sobrietà, l’essenzialità di un racconto che non ha bisogno di parole ma che, con la potenza delle immagini, dà vita alle opere d’arte e ci ricorda che la bellezza non vuole essere ingabbiata”.
Menzione speciale al film “Villa Rosa” (Italia 2023, 23′) di Alessandro Tricarico. Produzione: Alessandro Tricarico. Villa Rosa è un cortometraggio sperimentale che abbraccia l’arte urbana, la rovina, la fiction, il documentario, il romanzo storico, la fotografia e molto altro ancora. Gli eventi raccontati risalgono al 1943, quando Foggia fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati. In quegli anni si costruiva Villa Rosa, il cui nome è una dedica del proprietario alla memoria della moglie che, morta prematuramente, non riuscì a vederla ultimata. Motivazione: “Un film onirico eppure profondamente realista, un inno ai luoghi in cui sopravvivono le anime di chi li ha abitati”.
Menzione speciale al film “Artémis le temple perdu” (Svizzera 2023, 52′) di Sébastien Reichenbach. L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è stata a lungo uno degli ultimi grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Questo grande Artemision è menzionato in vari testi antichi, che addirittura specificano la distanza tra il santuario e la città di Eretria. Nonostante gli sforzi delle tante spedizioni scientifiche a partire dalla fine del XIX secolo, nessuna traccia del santuario o del suo tempio è stata mai trovata, lasciando il mistero irrisolto. Motivazione: “Per la capacità di offrire un ritratto a tutto tondo dell’archeologo e della sua professionalità, finendo con l’essere non solo un documentario archeologico ma un film sull’esistenza umana”.

Il regista Lorenzo Scaraggi con il premio Archeoclub d’Italia, consegnato da Giacomo Caruso dell’Archeoclub di Licodia Eubea, per “Approdi” il film più votato dal pubblico del XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (foto graziano tavan)
PREMIO ARCHEOCLUB D’ITALIA assegnato dal pubblico al film “Approdi” (Italia 2024, 45′) di Lorenzo Scaraggi con un voto medio di 9.6 (uno dei più alti mai registrati al festival di Licodia Eubea). Approdi è un viaggio geopoetico lungo le coste pugliesi ispirato a Breviario Mediterraneo di Matvejević. Nicolò Carnimeo, a bordo della sua barca a vela, incontra intellettuali e scrittori: Alessandro Vanoli a Monopoli, Rita Auriemma a Egnazia, Roberto Soldatini a Trani, Lucio Caracciolo a Bari, Enrica Simonetti a Giovinazzo, Bjorn Larsson a Brindisi. Approdi è una dichiarazione d’amore al mare della Puglia, ai suoi porti e alle sue coste.
Al secondo posto in ex aequo, con un gradimento pari a 8,4: “Guercino. Uno su Cento” di Giulia Giapponesi e “Palombara il borgo delle ciliegie” di Diego D’innocenzo. Terzo posto in ex aequo, con un gradimento pari a 8,3: “Franco Mezzena, l’Archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu, e “Artemis, le temple perdu” di Sebastien Reichemback.

La proclamazione del premio Antonino Di Vita al XIV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: da sinistra, Lorenzo Daniele, Massimo Frasca, Alessandra Cilio (foto graziano tavan)
PREMIO ANTONIO DI VITA assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico dal comitato scientifico (composto da Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Macerata; Massimo Frasca, archeologo già docente all’università di Catania; Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea; Alessandra Cilio, archeologa, e Lorenzo Daniele, regista, direttori artistici del Festival di Licodia). Il prestigioso riconoscimento è andato all’archeologo Tsao Cevoli, che solo poco prima era stato uno dei protagonisti della tavola rotonda sulle Archeomafie. A consegnare il premio, una scultura dell’artista Santo Paolo Guccione, diversamente da come avvenuto nelle tredici precedenti edizioni, quando è sempre stata presente la professoressa Maria Antonietta Rizzo Di Vita, moglie di Antonino, bloccata a Macerata da un impedimento fisico, è stato il professor Frasca.

XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea: Massimo Frasca consegna il premio Antonino Di Vita a Tsao Cevoli (foto fcca)
Questa l’articolata motivazione: “Chi si occupa di archeologia e di patrimonio storico-artistico dovrebbe sempre tenere bene a mente che il suo dovere, tanto professionale quanto etico, è di occuparsi non solo di ricerca ma anche, anzi soprattutto, di tutela e salvaguardia. Proteggere il patrimonio culturale significa custodire la nostra memoria e la nostra identità. Trasversalmente significa preservare noi stessi e i nostri figli, il nostro futuro. Farlo bene richiede passione, impegno, dedizione e coraggio. Tanto, specie quando si vive e si opera in territori difficili dove il contrasto alle archeomafie è una lotta, ed una lotta spesso ad armi impari. Per l’impegno costante nella protezione, nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale nazionale; per la grande attenzione prestata alla formazione di figure professionali altamente qualificate che supportino le Istituzioni preposte nelle attività investigative in contrasto al traffico illecito dei beni culturali. Per la difesa dei diritti dei professionisti dei beni culturali, ed in particolare degli archeologi”.

Lo staff del XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea sul palco del teatro della Legalità (foto graziano tavan)
Il festival della Comunicazione e del Cinema archeologico dà l’appuntamento a ottobre 2025.
Licodia Eubea (Ct). Al via la XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico nel segno dell’inclusione e dell’appartenenza: 30 film con 9 premiere nazionali e 4 internazionali, incontri con l’autore, e molti eventi collaterali. Ecco il programma della prima giornata
Il conto alla rovescia è iniziato. Mercoledì 11 ottobre 2023, alle 17, al teatro della Legalità di Licodia Eubea (Ct) apre la XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico, nel segno dell’inclusione e dell’appartenenza: dall’11 al 15 ottobre 2023 cinque giorni di proiezioni (una trentina di film – 12 in prima regionale, 9 in prima nazionale, e ben 4 in prima internazionale – e una sezione per ragazzi), e poi incontri con l’autore, aperitivi in Badia, attività didattica per le scuole; e ancora, eventi collaterali come una mostra fotografica, un’installazione, VR experience, un tributo alla regista Giovanna Bongiorno, una mostra su Verga, un flash mob, e momenti alla scoperta di Licodia Eubea e il suo territorio. Il piccolo centro ibleo diventa dunque vetrina internazionale del documentarismo archeologico e, al contempo, in un luogo di confronto linguistico, creativo e culturale. Il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico, con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, è organizzato dall’associazione culturale ArcheoVisiva, in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea e con il sostegno della Regione Siciliana, assessorato Turismo, Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, del MiC-Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e del Comune di Licodia Eubea.

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici del festival di Licodia Eubea (foto erminio gattuso / rdca)
“Il senso d’appartenenza costituisce il leitmotiv della XIII edizione del nostro Festival”, spiegano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del festival: “il legame intrinseco di una persona a qualcosa – un luogo, una ricorrenza, un gruppo – capace di incarnarne l’identità. Un sentimento che pervade il programma di quest’anno nella sua interezza, dalle pellicole agli eventi che fanno da corona alla kermesse cinematografica. Il tempo scorre veloce e il Festival continua la sua crescita, acquisendo credibilità e affermandosi tra gli eventi di settore più importanti in Italia. Dei tanti film pervenuti sono state selezionate trenta opere, tra prime regionali, nazionali e internazionali. Raccontano storie di terra, di mare e di cielo di cui sono protagonisti uomini, donne e bambini: civiltà del mondo antico, che hanno lasciato segni tangibili di sé; gente di oggi, invitata a fare i conti con un passato a volte difficile, per accettarlo o riconsiderarlo. Ma sono anche narrazioni corali, accomunate dalla necessità di uno sforzo collettivo per la buona riuscita di un’impresa, si tratti di uno scavo, una festa religiosa o una protesta sociale. Storie corali, sforzo comune e senso d’appartenenza – continuano – permeano anche gli aspetti organizzativi dell’edizione 2023, arricchita in termini di qualità dalla collaborazione con alcune interessanti realtà del territorio. Un segnale importante per noi curatori, da sempre sostenitori di un evento culturale vissuto attivamente dalla comunità locale, che ne è la prima destinataria. Nei giorni del Festival Licodia Eubea si anima di lingue, volti e idee nuove; diventa internazionale. Accoglie registi, produttori, giornalisti e specialisti dell’Antico, ma anche appassionati e curiosi, ragazzi e turisti che, sempre più numerosi e interessati, prendono parte all’evento, scoprendo la magia di uno dei borghi più belli degli Iblei. Un luogo a cui, più di una volta, abbiamo sognato anche noi di appartenere”.

Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, tra i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto RDCA)
La prima giornata, mercoledì 11 ottobre 2023, si aprirà alle 17, al Teatro della Legalità, con i saluti istituzionali. L’introduzione sarà a cura di Giacomo Caruso, presidente della sede Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea, che è stata tra gli ideatori della manifestazione, e dei direttori artistici del Festival, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. Sono previsti, inoltre, gli interventi del sindaco di Licodia Santo Randone e del suo assessore a Turismo, Sport e Spettacolo Giuliana Pepi, e della soprintendente ai BB.CC.AA. di Catania, Donatella Aprile.
Le proiezioni cominceranno alle 17.30 con un esempio di inclusione e di riconoscimenti delle minoranze, come “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia (Italia 2023, 90’), dedicato alle vite di personaggi afro-discendenti nell’Italia rinascimentale, legate tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche del XV e del XVI secolo. Attraverso le storie di nobili e schiavi, ambasciatori e cavalieri, dal documentario emerge un concetto di “razza” molto differente dall’attualità. Seguirà la proiezione di “La cabane” (Francia 2022, 3’), documentario francese firmato dal regista e scrittore teatrale Pierrick Chilloux.
Alle 19, sempre al Teatro della Legalità, dal 2022 restituito alla pubblica collettività, per Incontro con l’Autore, a tu per tu con Gabriele Cafici, autore della mostra fotografica “Anima Mundi”, preceduto da un reading di Filippo Bozzali.
Quindi ci si sposta al museo Etnografico “P. Angelo Coniglione”, dove si può visitare la mostra “Anima Mundi”. “L’idea di Anima Mundi nasce dal desiderio di connettermi con gli altri, perché attraverso l’incontro con gli altri mi confronto con me stesso”. È così che Gabriele Cafici, attraverso l’arte fotografica, cerca di catturare istanti di vita, emozioni e storie che siano un riflesso dell’anima di chi gli sta di fronte. Lo fa utilizzando la tecnica del reportage puro, creando una profonda empatia con il soggetto ripreso, focali larghe e il bianco e nero, con un dinamismo nello scatto verticale o orizzontale senza pregiudizio. In questo senso, ogni istantanea diventa un’opportunità per immergersi nell’intimità di una persona, per ascoltarne la voce silenziosa, per cogliere la sua essenza.
Quindi si passa alla Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara (la Badia) dove è allestita la mostra “Verga e Licodia”. La mostra si ricollega alle ultime iniziative culturali promosse dall’Archeoclub d’Italia e dedicate alla figura di Giovanni Verga, ad esempio la mostra fotografica “La segreta mania” realizzata con la Fondazione 3M. Attraverso immagini, documenti, libri, riviste e tante altre testimonianze, “Verga e Licodia” ricostruisce la storia e i rapporti familiari che legano Verga, la sua persona e la sua produzione letteraria, alla città. Secondo alcune ipotesi, infatti, lo scrittore sarebbe nato in contrata Tiepidi, nei pressi di Licodia Eubea, sebbene fu registrato all’anagrafe di Catania. Di certo il suo legame con la cittadina iblea, scelta come ambientazione di novelle e romanzi, fu forte e duraturo.
Dopo l’Aperitivo in Badia, le proiezioni riprenderanno al Teatro della Legalità, alle 21, con il regista Lorenzo Mercurio, tra gli ospiti del Festival, che presenterà il suo film “Verso l’alto” (Italia 2023, 18’), storia di due amici che intraprendono un percorso di trekking e pellegrinaggio verso il santuario della Madonna dell’Alto, a Petralia Sottana, agli inizi dell’ottobre 2022. Il santuario mariano, situato a 1816 metri sul livello del mare, è uno dei tre più importanti del Parco delle Madonie, insieme a quello di Gibilmanna e alla Madonna dell’Olio di Blufi.
Infine, alle 21.30, sarà presentato, in prima internazionale, il film di Gianluca Cinelli e Paola Tricomi, “Per Desiderio” (Italia 2023, 72’). Una ragazza, spinta dalla passione per le fotografie del cielo, coinvolge un amico nella realizzazione di interviste a persone che ne hanno celebrato la bellezza attraverso le loro varie esperienze di vita. Inizia così un viaggio scientifico e letterario in splendidi luoghi e in celebri cornici storico-architettoniche, raccontando il cielo con foto e immagini coinvolgenti, guidati da astrofotografi, fisici e anche da un famoso astronauta. Il film ambisce a celebrare il rapporto che da sempre lega l’essere umano e il cielo, da sempre elemento di ispirazione per la poesia, la scienza e la ricerca e per tanti altri aspetti legati alla creatività umana. La proiezione arriva all’indomani di un importante riconoscimento ottenuto da Paola Tricomi, che sarà in collegamento con il Festival, all’interno del progetto EELISA – European University, che riguarda le best practices che promuovono l’idea di un cambiamento sostenibile, in un ambiente multidisciplinare, diversificato, multilingue e globale, che guarda ai valori europei, tra cui appunto la diversità e l’inclusione.
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