Napoli. Al museo Archeologico nazionale riapre, dopo il restauro e il riallestimento, la sezione Numismatica, oltre seimila monete cui si aggiungono centotrenta gioielli e quattro rarissimi tessuti aurei. Il direttore Francesco Sirano: “Raccontiamo un viaggio nel tempo e nello spazio dall’antica Grecia alle grandi corti rinascimentali”

Al museo Archeologico nazionale di Napoli c’è un museo nel museo: la sezione Numismatica. Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica riapre al pubblico il 25 maggio 2026, alle 11.30, dopo un lungo intervento di restauro e riallestimento, grazie a un finanziamento straordinario del ministero della Cultura (PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025): oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri materiali archeologici conducono il visitatore alla scoperta dell’economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno, aprendo uno spaccato su temi ancora attuali, come gli interessi sui prestiti e l’inflazione. In vista della riapertura, si è lavorato anche al risanamento degli arredi storici e alla pulitura e restauro di tutti gli esemplari esposti, così come all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza nelle vetrine.

“La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del museo Archeologico nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. “Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali. Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”.

L’ampliamento più significativo della sezione riguarda centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi e gemme, esposti nuovamente dopo cinquant’anni: i raffinati esemplari (greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi), sono presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, per contesti di ritrovamento; i gioielli testimoniano manifatture dall’alto valore artistico e socioculturale. Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi nell’area seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: si ripresentano al pubblico dopo un meticoloso restauro, realizzato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Gli studi effettuati hanno messo in evidenza l’altissimo livello delle lavorazioni, con trame che intrecciano fili d’oro e seta selvatica; sono innovative anche le modalità di conservazione e presentazione al pubblico di queste testimonianze uniche di stoffe preziose di età imperiale.Tra le novità espositive, oltre i gioielli, figurano un prezioso ripostiglio di monete dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria di un nummularius (una sorta di cambiavalute in ambito romano).


La moneta rappresenta per tutti unità di valore, status symbol e mezzo di scambio per acquistare beni di prima necessità o durevoli e di lusso, fare investimenti e sognare acquistando un biglietto di lotteria o compilando una schedina. Benché oggi sia sempre più smaterializzata, la moneta ricopre ancora un ruolo che va ben oltre la sfera economica: si pensi all’Euro e al suo valore simbolico nella prospettiva dell’UE. La moneta ha una lunghissima storia fatta di tecnologia, controlli da parte di un’autorità, sistemi di cambio, scale di valore, simboli e immagini che diventano in alcuni casi capolavori d’arte. La moneta è sempre stata, inoltre, un vero e proprio mass medium ante litteram, di enorme importanza già prima dell’affermarsi dei moderni sistemi di comunicazione. Dal 25 maggio 2026 il luogo dove andare per conoscere il mondo della moneta dall’antichità greca fino alle collezioni rinascimentali e agli studi dell’età moderna è la sezione Numismatica del Mann.


Il “Medagliere” conserva monete, singole e associate in ripostigli, prodotte da zecche antiche greche, magno-greche, italiche, etrusche e romane, nonché dei Goti e Bizantini, di epoca longobarda e carolingia, normanna, angioina e aragonese, e ancora pertinenti alle dominazioni austro-spagnola e borbonica, e infine coniate da varie zecche estere, compresa quella pontifica. Nel loro complesso esse documentano la circolazione monetale nel Mezzogiorno d’Italia per un arco cronologico di oltre due millenni e mezzo di storia. Alle unità propriamente monetali si aggiungono, inoltre, medaglie e contorniati, sigilli, tessere e piombi dell’antichità e di epoche successive, nonché coni e punzoni della zecca reale dei Borbone. Conservata dal Cinquecento a Roma e poi a Parma, la famosa raccolta pervenne nella prima metà del Settecento nella capitale partenopea grazie a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e sovrano del Regno di Napoli dal 1734 al 1759. Questo originario fondo collezionistico fu ulteriormente accresciuto dalla dinastia borbonica, tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, in seguito agli straordinari rinvenimenti avvenuti nel corso degli scavi condotti nei territori del Regno: nelle aree vesuviana e flegrea, nel Sannio e in Campania, nell’Italia meridionale, nonché in Sicilia. Alle già cospicue raccolte borboniche si aggiunsero nel tempo altri nuclei derivanti da acquisti operati già nell’Ottocento di importanti collezioni numismatiche: quella del Duca Carafa di Noja, quella della famiglia Borgia, quella di Francesco I di Borbone, oltre al Medagliere del monastero di Monteoliveto; nonché donazioni avvenute nel Novecento delle collezioni di Emilio Stevens e di Giustino Fortunato. Notevole importanza per entità, rarità e varietà dei suoi esemplari riveste anche il fondo di monete, sigilli, tessere e medaglie, composto di oltre 35.000 unità, appartenute alla collezione Santangelo, la più grande raccolta privata costituita a Napoli tra il Settecento e l’Ottocento dal giureconsulto Francesco, incrementata dalla sua autorevole famiglia, in particolare dal figlio Nicola, Ministro dell’Interno sotto Ferdinando II, e infine ceduta nel 1864 da suo fratello, Michele, ultimo erede e appassionato numismatico, al Comune di Napoli grazie alla mediazione di Giuseppe Fiorelli, primo Direttore del Museo Nazionale di Napoli dal 1863 al 1875. Questi riuscì, con apposito Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1865, a fare affidare la custodia permanente dell’intera collezione all’Istituto partenopeo, esponendola nel 1867 in tre sale separate al primo piano dell’edificio.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale con la conferenza “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” si apre il ciclo di tre incontri “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, organizzato in collaborazione con Banca d’Italia e MUDEM, propedeutico alla riapertura a maggio della Sezione Numismatica

Al lavoro nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli per la riapertura della Sezione Numismatica (foto mann)
La conferenza “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia”, venerdì 24 aprile 2026, alle 11, all’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, apre il ciclo di conferenze “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, organizzato in collaborazione con Banca d’Italia e MUDEM (museo della Moneta della Banca d’Italia) e con il patrocinio della Città Metropolitana e del Comune di Napoli, nato per esplorare la moneta non solo come oggetto fisico, ma come fulcro di uno “scambio infinito” tra culture, tecnologie e società. Uno spazio dove la moneta e la finanza dialogano apertamente con il mondo della cultura, affrontando temi cruciali come l’oro, la statistica e l’archeologia. Il Mann sarà palcoscenico di un dialogo inedito tra economia, storia e innovazione attraverso uno sguardo trasversale capace di tenere insieme: passato e presente, istituzioni e comunità, strumenti antichi e tecnologie contemporanee. La scelta di Napoli e del Mann per un ciclo di incontri di rilevanza nazionale dedicato al ruolo e alla forma della moneta dall’antichità ad oggi non è casuale, ma si lega alla prossima riapertura, a maggio 2026, della Sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli.
Il primo incontro, venerdì 24 aprile 2026, alle 11, “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” si propone come una riflessione profonda sul ruolo dell’oro come garanzia di valore e stabilità nei sistemi monetari del passato, la sua funzione strategica nella finanza odierna e il suo profondo valore simbolico e devozionale nella Storia. Introducono Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia; Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Intervengono Renata Cantilena, presidente dell’Istituto Italiano di Numismatica; mons. Vincenzo de Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro; Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.
Gli altri due appuntamenti del ciclo sono in programma il 18 maggio e il 22 giugno 2026. Nel secondo appuntamento del 18 maggio, Domenico Piccolo (professore emerito di Statistica all’università di Napoli Federico II) dialogherà con Giovanni Iuzzolino (progetto Museo della Moneta della Banca d’Italia) sul tema “Giocare con i numeri. La statistica come sesto senso finanziario”. Il pubblico è invitato a scoprire la statistica come strumento quotidiano. L’incontro mostrerà come i numeri aiutino a interpretare l’incertezza, riconoscere i rischi e prendere decisioni più consapevoli, in piena sintonia con la vocazione educativa del MUDEM. Nell’ultimo incontro, il 22 giugno 2026, dedicato a “Fiducia e registrazione: dall’Archivio dei Sulpici alla blockchain”, si confronteranno la vice direttrice generale della Banca d’Italia Chiara Scotti e il direttore del MANN Francesco Sirano. Sarà dunque un affascinante confronto tra l’Archivio dei Sulpici — straordinaria testimonianza archeologica delle pratiche creditizie romane — e le più moderne tecnologie di registrazione digitale come la blockchain.
Napoli. Messaggio augurale del direttore del museo Archeologico nazionale, Francesco Sirano: “Il 2026 sarà un anno di grandi eventi e di iniziative: un anno da vivere al Mann”. Ecco le novità in arrivo
“Il Mann che sogniamo con tutto lo staff è un museo aperto, accogliente, innovativo e desideroso di condividere le proprie ricerche con tutta la comunità dei visitatori”. Comincia così il messaggio augurale del direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. E continua tratteggiando cosa ha in serbo il futuro per il Mann: “Il 2026 sarà un anno di grandi eventi e di iniziative di animazione per vivere e condividere i valori di questo eccezionale luogo che non esiterei a definire un ecosistema della cultura antica. Nel 2026 avremo l’apertura, in primavera, della mostra sulla Sirena Parthenope, la riapertura della sezione Numismatica, il riallestimento della Villa dei Papiri, la conclusione del restauro del mosaico di Alessandro. Nel frattempo – continua – andremo avanti con le mostre all’estero per le quali vogliamo che i nostri materiali, soprattutto quelli oggi nei depositi e praticamente sconosciuti, e le nostre conoscenze diventino ambasciatori dell’intera cultura nazionale. Sullo sfondo il progetto del Mann 2 all’Albergo dei Poveri che non sarà un doppione, ma un nuovo entusiasmante capitolo delle tante storie che il museo Archeologico nazionale di Napoli può e deve raccontare con i suoi oltre 250.000 reperti. In questo percorso – conclude -, agiremo con impegno e, allo stesso tempo, con spirito di servizio, dialogando con il nostro pubblico e le comunità e considerando che quanto facciamo è la risposta doverosa al diritto di tutti di vivere il patrimonio culturale”.








Ma quella di giovedì 10 ottobre 2024 sarà per il museo Archeologico nazionale di Napoli una giornata speciale che si apre alle 12 con la presentazione di avvio lavori di restauro delle fontane del Mann; continua – come detto –, alle 17, con l’inaugurazione della stagione 2024-2025 degli “Incontri di Archeologia” con la conferenza “I nuovi allestimenti al MANN 2024-2025” di Massimo Osanna, direttore generale Musei Mic; e prosegue con l’apertura serale del museo, con ingresso dalle 19 alle 23.30 al prezzo di 5 euro (l’ingresso è consentito fino alle 23), che prevede un ricco programma per celebrare il trentennale degli “Incontri di Archeologia”. Alle 19.30 passeggiata con il direttore generale Massimo Osanna alla scoperta dei capolavori del Museo: prenotazione su
Incontri di Archeologia. “Ancora una volta gli Incontri di Archeologia si configurano come una vetrina d’eccellenza per raccontare un patrimonio culturale in divenire, sempre aperto ai temi della scoperta e del cambiamento”, commenta il professore Osanna. “Per questo, abbiamo costruito con cura un programma che potesse non soltanto rivolgersi agli addetti ai lavori, ma anche a chi ha curiosità per un mondo vivo e dinamico come quello dell’archeologia. Immediatezza nella comunicazione, taglio analitico, innovazione metodologica sono le matrici identitarie delle nostre conferenze”. Gli incontri, che saranno in calendario sino a maggio 2025, coinvolgeranno funzionari del Museo e relatori esterni, che illustreranno progetti e ricerche legati alle sezioni e agli allestimenti del Mann. Un focus ad hoc sarà dedicato alle collezioni del Medagliere e alla sezione Numismatica (che dovrebbero essere riaperti a dicembre 2024). Gli “Incontri di Archeologia” sono curati dal responsabile dei Servizi educativi del Mann, Giovanni Vastano, in collaborazione con Miriam Capobianco e gli altri membri dello staff dell’ufficio.



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