Ovaro (Ud). Nell’ambito della X Settimana della Cultura friulana, due incontri sulle recenti scoperte archeologiche: due ponti in pietra e un masso con iscrizioni venetiche

I due ponti in pietra affioranti nei lavori all’ingresso della Cartiera di Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Scoperte archeologiche a Ovaro. Nell’ambito della X edizione della Settimana della Cultura Friulana, promossa dalla Società Filologica Friulana, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia propone due incontri dedicati alle testimonianze archeologiche nel territorio di Ovaro (Ud) nella sala Convegni del Complesso turistico/ambientale di Aplis.
La prima conferenza, dal titolo “Due ponti, una strada: tracce di una storia sepolta a Ovaro”, si terrà sabato 27 maggio 2023, alle 17, e sarà occasione per parlare del rinvenimento di due ponti in pietra, due manufatti appoggiati l’uno all’altro e impostati sulla roccia affiorante che sono stati messi in luce durante la realizzazione della rotatoria in corrispondenza dell’accesso alla cartiera di Ovaro. Intervengono Luca Vittori (FVG Strade S.p.A.), Roberto Micheli (archeologo – soprintendenza ABAP FVG), Raffaella Bortolin (archeologa), Angela Coiutti (FVG Strade S.p.A.), Giovanni Sandre (FVG Strade S.p.A.). Per consentire il prosieguo dei lavori della rotatoria, i due ponti sono stati smontati con criteri scientifici e tutte le operazioni sono state documentate con tecnica archeologica. Durante il pomeriggio saranno presentati i risultati e contestualmente analizzate problematiche dell’intervento archeologico, cercando di fornire un’interpretazione storica e una loro attribuzione cronologica: al momento infatti si può solo affermare che siano sicuramente precedenti al XX secolo. L’evento sarà anche occasione per esporre in anteprima il progetto di valorizzazione dei resti dei due ponti, in corso di elaborazione da parte di FVG Strade S.p.A. in accordo con la Soprintendenza ABAP FVG e il Comune di Ovaro.
Seguirà, nella stessa sede, alle 18.15, il secondo incontro dal titolo “La montagna iscritta: il masso con le iscrizioni venetiche di Mione di Ovaro”, nel quale verrà presentata la recente scoperta avvenuta nella frazione di Mione di Ovaro di un masso inciso, posto a circa 1600 metri di quota e recante alcune iscrizioni venetiche. Si tratta di un rinvenimento di grande importanza per la conoscenza della diffusione della lingua venetica in Friuli e la comprensione dei percorsi antichi e della viabilità in alta montagna. Conferenza di Roberto Micheli (archeologo – soprintendenza ABAP FVG) e di Anna Marinetti (dipartimento di Studi umanistici – università Ca’ Foscari Venezia). Lo studio di questo ritrovamento offrirà l’occasione per proporre un tema molto dibattuto tra gli studiosi come quello della definizione culturale delle popolazioni che abitarono la Carnia in età preromana, le cui denominazioni sono note da diverse fonti antiche e da resti archeologici, non sempre di facile interpretazione, e di cui si sa ancora poco.
Budoia (Pn). In sala consiliare conferenza dell’archeologo Roberto Micheli su “Un territorio e la sua storia: nuove scoperte archeologiche a Budoia”: tre insediamenti diversi per tipologia, ubicazione e cronologia tra protostoria e altomedioevo
Dopo Erto (“Indagare, ricostruire, narrare: la chiesa di San Martino di Erto tra storia e archeologia”) sulla campagna di rilievo delle strutture esistenti e l’indagine archeologica, in occasione del progetto di costruzione del memoriale della Chiesa di San Martino di Erto, quasi interamente distrutta dal disastro del Vajont il 9 ottobre del 1963, tocca a Budoia, sempre in provincia di Pordenone, incontri promossi dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana. Appuntamento sabato 20 maggio 2023, alle 18, in sala consiliare del Comune di Budoia, piazza Umberto I 6, per il secondo incontro su “Un territorio e la sua storia: nuove scoperte archeologiche a Budoia” con Roberto Micheli, archeologo della SABAP Friuli Venezia Giulia. Saranno illustrate le recenti scoperte archeologiche effettuate nel territorio di Budoia che svelano tre insediamenti diversi per tipologia, ubicazione e cronologia e che consentono di fare luce su modalità differenti di uso del territorio tra la fase protostorica e l’età altomedievale. L’incontro vuole offrire inoltre un momento di approfondimento sulla storia del territorio di Budoia e un’occasione di confronto pubblico sul tema del patrimonio archeologico come bene comune. Il territorio di Budoia si colloca in un’area molto interessante dal punto di vista storico-archeologico tra il margine settentrionale della pianura e la falda del massiccio del monte Cavallo dove percorsi differenti consentirono a uomini, cose e idee di circolare e di diffondersi verso le terre alte seguendo le valli fluviali. In quest’area si conoscono infatti numerosi siti archeologici che provano un intenso utilizzo del territorio a partire dalla tarda preistoria e la presenza di un insediamento diffuso con abitati di pianura e d’altura posti su rilievi panoramici.
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