Altino (Ve). Al parco archeologico per #ScaviAperti visita guidata allo scavo nell’area della Porta-Approdo a cura degli archeologi dell’università di Padova sulle ultime novità

Martedì 16 giugno 2026, alle 15.30, al parco archeologico di Altino (Ve) torna #ScaviAperti con l’università di Padova: gli archeologi del dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino accompagneranno visitatrici e visitatori agli scavi in corso nell’area della Porta-approdo per illustrare le ultime novità della ricerca. Visita gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri, su prenotazione. Per info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443.
Altino (Ve). Per gli incontri “Scavi aperti” visita accompagnata con la direttrice Marianna Bressan e gli archeologi di Malvestio alla scoperta degli scavi in corso nell’area del foro romano

Per gli incontri “Scavi aperti” ad Altino (Ve) giovedì 12 giugno 2026, alle 15, visita accompagnata con la direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, Marianna Bressan, e gli archeologi di Malvestio Diego & C. alla scoperta degli scavi in corso nel centro di Altino romana e delle novità che stanno emergendo dall’area del foro e del teatro. Alle 15, ritrovo e accoglienza all’ingresso carraio dell’area archeologica della Porta-approdo di Altino; 15.45, passeggiata e visita accompagnata agli scavi; 17.30, conclusione della visita e passeggiata di rientro. L’attività è gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso e su prenotazione. È necessario arrivare già muniti di biglietto al punto di ritrovo: https://maps.app.goo.gl/YgjWgZENdHstSyrs5. Il personale del Parco non emette biglietti al punto di ritrovo. Il biglietto (gratuito o a pagamento) si può acquistare tramite app Musei Italiani (consigliato) oppure presso la biglietteria del Parco. L’attività si svolge completamente all’aperto, in un paesaggio a vocazione agricola. Agli scavi si arriva esclusivamente a piedi, al termine di una gradevole passeggiata di circa 20 minuti nel paesaggio altinate. All’inizio e al termine del percorso verso l’area degli scavi sono disponibili un punto di ristoro con bottigliette d’acqua e alcune sedute. Arrivare muniti di cappello e/o parasole; crema solare; antizanzare. In caso di maltempo l’incontro sarà rimandato a data da destinarsi; l’annullamento sarà comunicato con il maggior preavviso possibile. È consigliabile usufruire del parcheggio gratuito a lato della piazza di Altino. In alternativa il parcheggio del Parco è a disposizione ed è raggiungibile in sicurezza in 5 minuti a piedi.
Altino (Ve). Per gli incontri “Scavi aperti” visita accompagnata con la direttrice Marianna Bresan e gli archeologi di Malvestio alla scoperta degli scavi in corso nell’area del foro romano

Per gli incontri “Scavi aperti” ad Altino (Ve) martedì 12 maggio 2026, alle 15, visita accompagnata con la direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, Marianna Bressan, e gli archeologi di Malvestio Diego & C. alla scoperta degli scavi in corso nel centro di Altino romana e delle novità che stanno emergendo dall’area del foro e del teatro. Alle 15, ritrovo e accoglienza all’ingresso carraio dell’area archeologica della Porta-approdo di Altino già muniti di biglietto; 15.45, passeggiata e visita accompagnata agli scavi; 17.30, conclusione della visita e passeggiata di rientro; 18, momento conviviale conclusivo ai piedi del Campo Rialto presso i depositi di AltinoLab. L’attività è gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso e su prenotazione. L’attività si svolge completamente all’aperto, in un paesaggio a vocazione agricola. Agli scavi si arriva esclusivamente a piedi, al termine di una gradevole passeggiata di circa 20 minuti nel paesaggio altinate. All’inizio e al termine del percorso verso l’area degli scavi sono disponibili un punto di ristoro con bottigliette d’acqua e alcune sedute. Arrivare muniti di cappello e/o parasole; crema solare; antizanzare. In caso di maltempo l’incontro sarà rimandato a data da destinarsi; l’annullamento sarà comunicato con il maggior preavviso possibile.
Altino (Ve). Al parco archeologico per “Altino Aperta – Scavi Aperti” visita guidata allo scavo “Esiste una Altino dopo Attila?” a cura degli archeologi delle università di Venezia e Trento

Scavi nell’area archeologica di Altino a cura dell’università Ca’ Foscari di Venezia e di Trento (foto parco archeologico altino)
La nuova campagna di scavi dell’università Ca’ Foscari, in collaborazione con l’università di Trento, parte da questa domanda per indagare un imponente edificio di età tardoantica e altomedievale già conosciuto dagli anni ’80: l’obiettivo è definire le fasi d’uso e abbandono dell’edificio per aggiungere un tassello alla comprensione della fisionomia della città nei suoi ultimi secoli di vita. Mercoledì 13 agosto 2025, alle 16.30, la visita guidata “Esiste una Altino dopo Attila?”: per l’iniziativa “Altino Aperta – Scavi Aperti”, gli archeologi e le archeologhe che partecipano alla campagna di scavo illustreranno a visitatori e visitatrici il progetto e le ultime novità emerse dagli scavi. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Si consiglia di indossare abiti comodi, scarpe chiuse antiscivolo e di portare cappello, crema solare e antizanzare. Info e prenotazioni info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.
Altino (Ve). Al parco archeologico per “Altino Aperta – Scavi Aperti” visita guidata allo scavo nei pressi della Porta-Approdo a cura degli archeologi dell’università di Padova

Andrea Stella e Guido Furlan dell’università di Padova sullo scavo archeologico presso Porta-Approdo al parco archeologico di Altino (foto unipd)
A luglio 2025 sono cominciate le attività di scavo nel parco archeologico di Altino, che fa parte dei musei archeologici nazionali di Venezia e della laguna, a cura dell’università di Padova, nella cui area venerdì 25 luglio 2025, dalle 16.30, è prevista l’iniziativa “Altino Aperta – Scavi Aperti”. Si tratta di un nuovo scavo archeologico nei pressi della Porta-Approdo e indaga un tratto del canale antistante la struttura, il cui alveo era utilizzato come un vero e proprio immondezzaio. Gli obiettivi della ricerca sono: cominciare a ricostruire l’economia della città romana su basi nuove, approfondire la conoscenza delle strategie di gestione dei rifiuti adottate dalla comunità altinate e, infine, analizzare le pratiche di economia circolare messe in atto. Hanno partecipato all’avvio delle ricerche: Guido Furlan e Andrea Stella, dipartimento dei Beni culturali UniPd, e Michele Monego, del laboratorio di Rilevamento e Geomatica del dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale UniPd. La visita è su prenotazione (info.parcoaltino@cultura.gov.it; 0422789443); è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Si consiglia di indossare abiti comodi, scarpe chiuse antiscivolo e di portare cappello, crema solare e antizanzare.
Altino (Ve). Riprendono gli incontri “Scavi aperti” nel primo parco archeologico del Veneto: i nuovi resti riportati in luce della città romana del I secolo rivelano tracce di attività metallurgica adiacente alla grande cloaca scavata nel 2022

Pubblico numeroso agli appuntamenti “Scavi aperti” nel parco archeologico di Altino (foto vlman)
Ritrovamenti dell’assetto urbano di Altino nel I secolo dopo Cristo, un tratto della città romana e materiali residuali di un edificio con tracce di un’attività metallurgica adiacente alla grande cloaca scavata nel 2022. Sono questi i principali ritrovamenti degli scavi in corso nella zona del parco archeologico di Altino, che ora sono visitabili durante gli appuntamenti di “Scavi aperti” (prenotazioni 0422.789443 e drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it). Il prossimo sarà giovedì 21 novembre 2024, alle 15.30. Il parco archeologico sta infatti collaborando con l’università di Padova (e in particolare con la prof. Rita Deiana) che si occupa di fare prospezioni geofisiche mirate all’apertura dei saggi di scavo. “Le prospezioni geofisiche sono indagini che non prevedono scavi (per questo sono dette «non invasive») ma attraverso impulsi elettrici o magnetici inviati nel sottosuolo restituiscono una sorta di radiografia di quello che c’è sotto – spiega la direttrice Marianna Bressan – i dati raccolti vanno interpretati, perché la prospezione rileva tanto il manufatto antico quanto il manufatto moderno, come un semplice tubo del gas, ma permette di capire dove concentrare gli scavi”.

Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

Frammento di oggetto in vetro colorato dalla cloaca dell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)
La cloaca. La cloaca scoperta nel 2022 è un’infrastruttura sotterranea del quartiere urbano conservato nell’area archeologica del decumano. Questo quartiere fu uno dei primi a essere scoperto dell’Altino romana, negli anni Sessanta; successivamente fu interessato da scavi a più riprese, fino ai primi anni Novanta, senza che ne venissero esaurite le potenzialità archeologiche. Nel 2022, nell’ambito del progetto tutt’ora in corso, si è presentata l’occasione di riprendere a scavare. Da lì le sorprese inaspettate. Durante gli scavi è emerso il corpo di un imponente manufatto funzionale allo smaltimento idrico che ha permesso di raccontare i dettagli della vita quotidiana degli abitanti della zona. “Questo ultimo scavo – chiarisce Marianna Bressan – è avvenuto su un’area mai indagata prima, scelta per il suo potenziale e con un duplice obiettivo: procedere con la risistemazione dell’area già aperta al pubblico, con la speranza, ampiamente ripagata, di trovare qualcosa di nuovo”. E quel qualcosa di nuovo non si è fatto attendere troppo.

Bottiglie in vetro dalla cloaca romana dell’area archeologica di Altino, esposte nella mostra “Modus vivendi” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto vlman)
I reperti. I reperti più interessanti ritrovati nella cloaca sono esposti nella mostra “Modus vivendi” inaugurata a maggio 2023 e ancora visibile al museo (La mostra è stata ideata in collaborazione con il MUB – museo della Bonifica di San Donà di Piave e P.ET.R.A. soc. coop con il contributo di Regione del Veneto L.R. 17/2019 “Legge per la cultura”, annualità 2022 e di ministero della cultura Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali). Nella mostra si possono vedere recipienti di vetro di colori vivaci, suppellettili di ceramica decorata che facevano parte dell’arredo della casa ma anche un raro balsamario blu con inserti in foglia d’oro che serviva a contenere profumi o unguenti per la cura del corpo (in tutto l’Impero romano se ne conoscono soltanto nove di simili). Dall’allestimento facevano capolino tre coppette decorate che vivacizzavano la tavola imbandita e le lucerne, piccole lampade portatili ma anche gli oggetti “preziosi”, perle in pasta di quarzo, a forma di melone, che facevano parte di collane di uso quotidiano o l’ago, anch’esso di osso, che era una forcina per capelli.

Area archeologica di Altino intressata dagli scavi (foto vlman)
Gli scavi sono ripresi grazie a un finanziamento ad hoc erogato per la prima volta da parte del ministero della cultura, in particolare della direzione generale Musei, e destinato proprio a campagne di scavo nei parchi archeologici nazionali (svolti oggi ad Altino dalla SAP Società archeologica). Il museo archeologico e l’area archeologica di Altino inoltre sono infatti ufficialmente diventati un Parco archeologico. Con il decreto del ministero della Cultura di marzo scorso (il decreto di istituzione del Parco è il numero 57 del 15 marzo 2024) il percorso cominciato tre anni fa è arrivato a compimento dando la spinta definitiva al nuovo progetto.

Marianna Bressan, già direttore del museo nazionale e area archeologica di Altino, è ora direttore del musei Archeologici di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)
Sarà un “museo all’aperto”, che unirà dunque la parte attualmente contenuta nel museo Archeologico con quella degli scavi, in un unico percorso più fruibile al pubblico che racconterà la storia di un luogo e del suo paesaggio in tutti i suoi aspetti. “Ogni parco archeologico – commenta il direttore generale Musei prof. Massimo Osanna – è espressione di un sistema integrato che vede resti archeologici e paesaggio come elementi inseparabili, un contesto in cui la memoria storica si intreccia con il valore paesaggistico e ambientale, nello spirito della Costituzione. Il parco archeologico di Altino assume così un ruolo chiave nella ricerca, conservazione e valorizzazione di questo peculiare ambito territoriale, in un’ottica di promozione e fruizione sostenibile dei luoghi della cultura, in quella prospettiva di rete che caratterizza il nostro Sistema museale nazionale”. Il parco archeologico di Altino è inoltre stato inserito nel nuovo istituto dotato di autonomia speciale denominato Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, che comprende anche il museo archeologico nazionale di Venezia, il museo di Palazzo Grimani, il futuro museo Archeologico nazionale della laguna di Venezia sull’isola del Lazzaretto vecchio. Il nuovo istituto è diretto da Marianna Bressan.
Altino (Ve). Ultimo appuntamento con Scavi aperti: la direttrice Marianna Bressan conduce i visitatori alla scoperta di un’infrastruttura pubblica emersa nel quartiere residenziale augusteo

La zona dell’infrastruttura pubblica scavata nella zona del quartiere residenziale augusteo di Altino (foto drm-veneto)
Scavi Aperti: ultimo appuntamento. Giunge al termine l’iniziativa di archeologia pubblica ad Altino promossa da Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve). E sarà proprio Marianna Bressan, giovedì 13 ottobre, alle 15.30, a condurre la visita guidata agli scavi in corso nel Quartiere residenziale augusteo di Altino. L’iniziativa è aperta a tutte e tutti, su prenotazione ai recapiti: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it, 0422789443. Si consiglia di indossare abiti e scarpe comode. Cosa si può vedere? Un’infrastruttura pubblica a volta (di cui sono rimasti alcuni mattoni d’attacco) con spallette, anche quelle in mattoni alte un metro e mezzo ben visibili e una pavimentazione di lastroni di trachite. Sul fondo oggetti di uso quotidiano, pettini, oggetti in osso per la cura del corpo, vasellame da mensa e piccole lucerne decorate. L’infrastruttura che è ben conservata e fruibile si potrà vedere nel corso di quest’ultima visita guidata nel suo massimo fulgore perché gli scavi hanno fatto in modo di renderla molto ben visibile ai visitatori. La struttura, che si trova 3 metri sotto terra rispetto al piano campagna (il livello del terreno in cui si cammina oggi), è probabilmente parte dello stesso sistema fognario, già in parte emerso diversi decenni fa, nella zona a nord oltre l’anfiteatro.

La zona del quartiere residenziale augusteo prima dello scavo dove è emersa l’infrastruttura pubblica (foto drm-veneto)
Gli scavi hanno però “liberato” la struttura che è ora esposta per una lunghezza di 14 metri. Gli scavi hanno fatto emergere anche una serie di canalette di adduzione che sfociavano dentro la cloaca (una delle quali con un pezzo di volta) e le tracce di un edificio superiore. “Il manufatto”, spiega Marianna Bressan, “ha una dimensione imponente quindi si tratta sicuramente di un sistema fognario pubblico predisposto secondo un preciso disegno urbanistico, non di un piccolo fognolo di scarico dalle abitazioni private. Il livello di conservazione è molto buono e ci dice molto della pianificazione urbanistica dell’epoca”.
Scoperte ad Altino. Dagli scavi dell’area residenziale emerge un’imponente cloaca, parte di un sistema fognario pubblico. E, sul fondo, lucerne vasellame oggetti per la cura del corpo. Questi ritrovamenti saranno svelati in anteprima nell’iniziativa “Scavi aperti”

L’imponente cloaca scoperta nel quartiere residenziale dell’area archeologica di Altino (Ve) (foto drm-veneto)
Una cloaca. Imponente. Ad Altino. All’inizio non ha sorpreso più di tanto, nonostante l’imponenza, perché qualcosa del genere era già emerso diversi decenni fa, nella zona a nord oltre l’anfiteatro, e probabilmente parte dello stesso sistema fognario. Ma gli scavi, iniziati a marzo 2022 nel quartiere augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve), hanno svelato un “tesoro” che i fortunati partecipanti all’iniziativa “Scavi aperti” di mercoledì 20 luglio 2022, potranno vedere in anteprima. Dal “nuovo” lotto di scavi ad Altino iniziati in marzo, condotti sul campo dalla società cooperativa Petra di Padova e diretti dal Museo in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, sono emerse delle scoperte inaspettate: in particolare le basi molto ben conservate di una struttura imponente, una cloaca, probabilmente costruita nello stesso periodo in cui la città si ampliò, interrando il canale con l’accesso acqueo. Un’infrastruttura a volta (di cui sono rimaste alcuni mattoni d’attacco) con spallette, anche quelle in mattoni alte un metro e mezzo ben visibili e una pavimentazione di lastroni di trachite. Sul fondo oggetti di uso quotidiano, pettini, oggetti in osso per la cura del corpo, vasellame da mensa e piccole lucerne decorate. La struttura si trova 3 metri sotto terra rispetto al piano campagna (il livello del terreno in cui si cammina oggi).

Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (foto graziano tavan)
“Il manufatto”, spiega Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (Direzione regionale Musei Veneto), “ha una dimensione imponente quindi si tratta sicuramente di un sistema fognario pubblico predisposto secondo un preciso disegno urbanistico, non di un piccolo fognolo di scarico dalle abitazioni private. Il livello di conservazione è molto buono e ci dice molto della pianificazione urbanistica dell’epoca”.

Una delle lucerne ritrovate con altro vasellame sul fondo della grande cloaca scoperta nel quartiere residenziale di Altino (foto drm-veneto)
Oltre alla struttura ha un valore importante anche ciò che in essa è contenuto: vasellame da mensa, fine o grezzo, vasellame da cucina, lucerne, oggetti in osso per la cura del corpo, frammenti in vetro, piccoli strumenti in bronzo, pezzi di attrezzi da artigiani (come ad esempio un manico di mannaia) finiti nella fognatura attraverso gli ampi tombini dell’epoca. “Gli scavi di Altino riservano sorprese, scientificamente e qualche volta anche dal punto di vista dei monumenti e dei reperti che restituiscono”, interviene Bressan. “Per il futuro quindi ci auguriamo di continuare a scavare, qui, nelle altre aree demaniali, e non soltanto perché Altino è ancora tutta da scoprire e perché la ricerca, che in archeologia significa soprattutto scavo, è il fondamento e la base per la valorizzazione del patrimonio archeologico”.

Visite guidate nel cantiere aperto dell’area residenziale di Altino con l’iniziativa “Scavi Aperti” (foto drm-veneto)
Tutte queste scoperte, che in futuro non rimarranno a vista, saranno osservabili in un’occasione speciale: l’incontro di “Scavi Aperti”, l’iniziativa di archeologia pubblica promossa dal Museo di Altino che a luglio raddoppia: appuntamento mercoledì 20 luglio 2022, alle 16, su prenotazione (0422 789443). Nel pomeriggio, durante l’incontro con il pubblico, oltre alla visita della ditta Petra, società cooperativa di Padova delle indagini archeologiche nell’area residenziale augustea, verrà infatti proposta anche una visita agli scavi di Campo Rialto dell’università Ca’ Foscari di Venezia, progetto “Alla ricerca di Altinum”. Sono raccomandati abbigliamento e scarpe comode, una bottiglietta d’acqua e antizanzare.
Altino (Ve). Scavo nel quartiere residenziale augusteo: a Nord, trovate tracce di strutture piro-tecnologiche; a Sud, spazi abitati di età romana lungo il Siloncello. E mercoledì tona “Scavi aperti” con la visita guidata

Nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve) scoperte tracce di strutture piro-tecnologiche (foto drm-veneto)
Nuove scoperte accompagnano le indagini stratigrafiche nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve). E a distanza di un mese torna “Scavi Aperti”, iniziativa di archeologia pubblica per scoprire tutte le ultime scoperte dagli scavi in corso. Appuntamento nel pomeriggio di mercoledì 25 maggio 2022, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino: è in programma una visita accompagnata allo scavo con la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Fa caldo, quindi meglio indossare scarpe comode e portarsi una bottiglietta d’acqua. Questa volta è meglio la prenotazione, per capire se serve organizzare la visita in turni o andare tutti insieme: 0422789443.

Nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve) scoperte tracce di strutture piro-tecnologiche (foto drm-veneto)
Ma quali sono le novità questo mese? Nel settore a Nord della strada, lo scavo sotto i livelli pavimentali della fase di II sec. d.C. ha individuato tracce di strutture piro-tecnologiche: attualmente sono al vaglio due ipotesi di lavoro ovvero se fossero precedenti e indipendenti rispetto all’impianto residenziale o invece a esso correlate per ragioni di cantiere. Cosa significa “piro-tecnologico”? significa che si tratta di una struttura che impiega il fuoco per funzionare. Nel settore a Sud della strada, sta prendendo corpo l’articolazione degli spazi abitati di età romana lungo il lato occidentale del canale Siloncello. Non ci sono resti di pavimenti strutturati e i muri perimetrali degli ambienti sono tutti spogliati, tuttavia cominciano a chiarirsi le geometrie e la successione delle fasi abitative. Qualche materiale ci offre orizzonti cronologici indicativi: sicuramente in quest’area c’erano attività di età imperiale (almeno I sec. d.C.), tardo repubblicana (II – I sec. a.C.), forse anche di età precedente, quando i Veneti abitavano Altino prima dell’arrivo dei Romani. Latitano invece i materiali più tardi, come mai? le spoliazioni li hanno fatti scomparire del tutto? oppure si tratta di un’area non interessata da insediamento di epoca tardoantica?
Altino (Ve). Visita accompagnata allo scavo attualmente in corso nell’area archeologica del quartiere residenziale augusteo con la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della Sabap

Dopo le comunicazioni, la visione diretta degli scavi in corso. Succede ad Altino (Ve) nell’area archeologica dove da qualche settimana sono iniziate nuove ricerche archeologiche. L’annuncio della direzione del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino è allettante: “Volete scoprire tutte le novità dagli scavi in corso nell’area del quartiere residenziale augusteo di Altino? Vi aspettiamo a “Scavi Aperti”!”. Appuntamento nel pomeriggio di mercoledì 27 aprile 2022 al museo Archeologico nazionale. Alle 15.30, è prevista una visita accompagnata allo scavo attualmente in corso presso l’area archeologica del quartiere residenziale augusteo di Altino. Guideranno la visita la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Non è necessario prenotare.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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