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Castelseprio (Va). Al parco archeologico, nell’area della chiesa di San Giovanni, il team dell’università di Padova ha scoperto un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro, e i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali. Visite guidate il 2 novembre

Campagna 2025 dell’università di Padova: veduta zenitale dell’area della chiesa di San Giovanni del parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drm-lom)

Campagna 2025: le indagini archeologiche dell’università di Padova nell’area della chiesa di San Giovanni nel parco archeologico di Castelseprio (Va) riportano alla luce i resti di un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro. Trovata anche una stele funeraria romana dedicata a un soldato dell’età imperiale. Continuano a sorprendere le ricerche archeologiche al parco archeologico di Castelseprio, antica città fortificata distrutta nel 1287 durante una guerra con Milano. Nelle scorse settimane sono infatti emersi nuovi ritrovamenti che vanno ad aggiungersi a quelli annunciati la scorsa estate, di grande importanza per datare le origini dell’insediamento.

Alexandra Chavarria Arnau, professopressa di Archeologia medievale (foto unipd)

Le scoperte sono state effettuate dall’équipe dell’università di Padova, diretta dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau e composta da docenti e studenti, da alcuni anni concentrati sul principale edificio di culto dell’antico abitato, la basilica di San Giovanni. Tra i più sorprendenti rinvenimenti troviamo un’iscrizione funeraria romana, riusata per coprire una sepoltura medievale e dedicata a un soldato vissuto in epoca imperiale. Nel Parco erano già stati trovati altri reperti analoghi della stessa epoca. Questa ulteriore scoperta aiuterà gli studiosi a comprendere le ragioni della loro presenza a Castelseprio e nelle zone limitrofe, tema sul quale esiste da diverso tempo un complesso dibattito. Durante gli scavi, l’équipe di Padova ha sempre permesso ai visitatori del Parco di seguire in diretta il lavoro degli archeologi. Nelle prossime settimane, la direzione del parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium. La prima data sarà domenica 2 novembre 2025, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al direttore del Parco (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it).

Il team dell’università di Padova, diretto dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau, impegnato nella campagna 2025 a Castelseprio (Va) (foto drm-lom)

Gli archeologi hanno inoltre portato alla luce i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali, più antichi della costruzione della chiesa, datata ad epoca longobarda, e utili per capire la vita quotidiana delle persone che abitavano queste terre agli inizi del Medioevo. Inaspettata è stata anche la scoperta di una sepoltura dell’età del Ferro: una grande fossa contenente un’urna, frammenti di ceramica e pezzi di metallo fuso, risalente al VI secolo a.C., che conferma quanto antichi siano gli insediamenti in quest’area. Questi ritrovamenti permetteranno di comprendere meglio le fasi più antiche della vita del sito, dove memorie protostoriche, romane e altomedievali si intrecciano in un racconto unico e suggestivo. “Il lavoro di ricerca che stiamo promuovendo nelle aree archeologiche statali della Lombardia sta dando importanti risultati”, afferma il direttore regionale Rosario Maria Anzalone. “Oltre alle ville romane sul Lago di Garda e ai siti della Valle Camonica, un luogo che sta restituendo novità ed evidenze di estremo interesse scientifico è proprio il parco archeologico di Castelseprio. I miei più sentiti complimenti al team di lavoro, nella convinzione che la ricerca sia un pilastro della valorizzazione culturale e – pertanto – con l’auspicio di proseguire su questa strada”.

Campagna 2025 dell’università di Padova: lo scavo nell’area della chiesa di San Giovanni del parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drm-lom)

Il direttore del parco archeologico, Luca Polidoro, sottolinea l’importanza di proseguire gli studi, che continuano a offrire nuove informazioni: “Queste scoperte rappresentano una grande soddisfazione, non solo per il loro valore scientifico, ma anche perché, insieme agli altri ritrovamenti della scorsa estate, confermano la bontà della strategia adottata dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia: investire nella ricerca scientifica e promuovere progetti di scavo, sia condotti dai nostri funzionari sia in concessione ministeriale con le università italiane”. “Castelseprio è una fonte di scoperte straordinaria e ci rende orgogliosi del nostro territorio”, dichiara il sindaco Silvano Martelozzo. “Invito tutti i nostri cittadini a partecipare alle prossime visite guidate con il personale del ministero della Cultura per farsi raccontare tutti i dettagli sulle nuove scoperte”.

Salò (Bs). Al Palazzo della Magnifica Patria il convegno “Le Ville Romane del Lago di Garda” e sabato visite alla Villa Romana di Desenzano del Garda e alle Grotte di Catullo di Sirmione

Venerdì 17 ottobre 2025, al Palazzo della Magnifica Patria di Salò (Bs), il convegno “Le Ville Romane del Lago di Garda”, organizzato dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia con il coordinamento scientifico di Barbara Bianchi e la preziosa collaborazione di Gian Pietro Brogiolo e Flora Berizzi, in collaborazione con il Comune di Salò, gli Atenei di Brescia e Salò e l’associazione Storico-Archeologica della Riviera del Garda. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali alle 9.30. Il giorno seguente sabato 18 ottobre 2025 sarà dedicato alle visite alla Villa Romana di Desenzano del Garda (mattina) e alle Grotte di Catullo di Sirmione (pomeriggio). PER ISCRIVERSI AL CONVEGNO E ALLA VISITA GUIDATA. Il territorio del Garda, caratterizzato dal bacino lacustre e dalle colline moreniche disposte nell’immediato entroterra, conserva numerose testimonianze di edifici residenziali romani costruiti in un arco di tempo compreso tra la fine del I secolo a.C. e i primi decenni del I secolo d.C. e successivamente modificati nel tempo. Le ville situate sulle sponde del lago rivestono un interesse particolare nell’ambito dell’architettura residenziale di età romana per la varietà delle soluzioni architettoniche adottate, per il ricco apparato decorativo, per il lungo excursus cronologico e perché è possibile l’identificazione di alcuni dei loro proprietari. I complessi abitativi dell’entroterra, dotati in taluni casi di estesi impianti produttivi, non solo contribuiscono a completare il quadro insediativo ma concorrono a tratteggiare la complessità delle dinamiche di un territorio dotato di una rete di collegamenti a lungo raggio e particolarmente felice, oltre che per la bellezza del paesaggio, per le opportunità produttive.

17 ottobre 2025, programma del convegno a Salò, Palazzo della Magnifica Patria. Alle 9.30, saluti istituzionali: Sergio Onger (presidente ateneo di Brescia), Andrea Crescini (presidente ateneo di Salò); Carlo Zani (ateneo di Brescia); Rosario Maria Anzalone (direzione regionale Musei nazionali Lombardia); 10, apertura dei lavori. Interventi: Rosario Maria Anzalone (direzione regionale Musei nazionali Lombardia): “Le grandi ville romane del Lago di Garda: strategie di ricerca e obiettivi di valorizzazione”; Elisabetta Roffia (già Ispettore centrale MiC): “In attesa dell’edizione delle Grotte di Catullo. Novità e riconsiderazioni sull’edificio. Problemi aperti e spunti di ricerca sulle ville lacustri gardesane”; Furio Sacchi (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Barbara Bianchi (direzione regionale Musei nazionali della Lombardia), Sara Lenzi (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Luca Polidoro (direzione regionale Musei nazionali della Lombardia): “Tra realtà e finzione: l’ostentazione del marmo e delle pietre colorate in alcune ville romane del Garda”; Guglielmo Strapazzon (Indagini geofisiche): “Oltre lo scavo: indagini geofisiche alla Villa romana di Desenzano del Garda e alle Grotte di Catullo a Sirmione”; Serena Solano (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Bergamo e Brescia): “Nuove ville romane del Garda bresciano: il difficile equilibrio tra conservazione, valorizzazione e sviluppo del territorio”; 13, pausa pranzo; 15, Cristina Bassi (Umst soprintendenza per i Beni e le Attività culturali – Provincia Autonoma di Trento): “I modi del vivere nell’Alto Garda trentino tra utilitas et voluptas”; Vincenzo Tinè (soprintendente SABAP per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia), Patrizia Basso (università di Verona), Gianni De Zuccato (già soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza): “La villa di Negrar di Valpolicella fra ricerca e valorizzazione”; Simone Don (museo civico Archeologico della Valtenesi): “Società e ville del Garda alla luce dell’epigrafia”; Gian Pietro Brogiolo (università di Padova, già professore ordinario di Archeologia Medievale): “Dopo la fine delle ville gardesane”; 17.30, tavola rotonda finale aperta non solo ai relatori, ma anche ad altri studiosi partecipanti al convegno: Alexandra Chavarria Arnau (università degli Studi di Padova), Giovanna Falezza (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza), Raphael Hidalgo Prieto (Universidad Pablo de Olavide Sevilla), Carla Sfameni (CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), Fabrizio Slavazzi (università di Milano).

18 ottobre 2025, Visita guidata. Alle 9.30, ritrovo alla Villa Romana di Desenzano del Garda (Bs). Nel corso della mattinata visita alla villa romana di Desenzano del Garda e trasferimento in battello alle Grotte di Catullo per una visita pomeridiana (ore 15). Pausa pranzo libera dalle 13.30 alle 15 circa.

Castelseprio (Va). Scoperto un cimitero medievale riservato a giovani e giovanissimi nell’area della chiesa di San Paolo nel parco archeologico dove sono in corso le nuove indagini archeologiche. Ecco i primi risultati

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Area di scavo nei pressi della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drmn-lom)

Potrebbe essere un cimitero riservato a giovani o giovanissimi quello riportato alla luce dalle ricerche archeologiche accanto alla chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va), secondo una consuetudine non inusuale nel Medioevo. Grazie a un finanziamento della direzione generale Musei (ministero della Cultura), sono riprese infatti le indagini archeologiche al parco archeologico di Castelseprio sotto la guida scientifica della direzione regionale Musei nazionali Lombardia, diretta da Rosario Maria Anzalone. Indagato il cimitero medievale presso la chiesa di San Paolo. La campagna di scavi, condotta da archeologi dello Studio Ar.Te. Archeologia e Territorio sotto la direzione di Luca Polidoro, funzionario archeologo della direzione regionale Musei nazionali Lombardia, è in corso dall’inizio di ottobre 2024. È stata indagata un’area di circa 20 mq nell’avancorpo della chiesa di San Paolo.

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Le imponenti vestigia della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Casteseprio (Va) (foto drmn-lom)

Malgrado l’imponenza delle strutture, la chiesa di San Paolo è uno degli edifici del Parco sino ad oggi meno indagati dal punto di vista archeologico. Si ipotizza che sia stata costruita attorno all’XI secolo e frequentata sino ai primi decenni del XVIII secolo, venendo definitivamente abbandonata circa alla metà del Settecento. L’ultima campagna di scavo condotta presso la chiesa è stata svolta tra il 2013 e il 2014 dalla soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia, sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo Francesco Muscolino. In questa occasione è stato possibile appurare l’esistenza di un’area cimiteriale sviluppata davanti all’ingresso. Furono rinvenute 13 sepolture a inumazione contenenti i resti di circa 20 individui, quasi tutti di giovane o giovanissima età. La scarsità dei reperti associati alle tombe, tuttavia, ha reso complessa la loro datazione. Si può ipotizzare che l’uso cimiteriale dell’area sia cominciato probabilmente già nell’Alto Medioevo, prima della realizzazione della chiesa di San Paolo e sia terminato entro l’inizio dell’età moderna, poiché nei verbali delle visite pastorali svoltesi a partire dal XVI secolo non vi è menzione delle sepolture.

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Area di scavo nei pressi della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drmn-lom)

Con questa nuova campagna di scavo sono proseguite le indagini sull’area, completando lo scavo di un ambiente quadrangolare, già individuato nelle indagini del 2013-2014, posto davanti all’ingresso della chiesa, con accesso mediante scale da Sud e da Ovest. Questa struttura pare essere un’aggiunta successiva all’edificio di culto, forse un avancorpo coperto.

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Sepoltura medievale scoperta nell’indagine archeologica nei pressi della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drmn-lom)

Le ricerche, inoltre, hanno permesso di individuare un altro settore dell’area cimiteriale indagata nel 2013-2014. Sono state portate alla luce altre 20 sepolture circa, con inumazioni di bambini, ragazzi e qualche adulto. Si potrebbe quindi ipotizzare che nei pressi della chiesa di San Paolo esistesse, almeno in una determinata fase del Medioevo, una zona sepolcrale riservata tendenzialmente ad individui di giovane e giovanissima età. L’uso di seppellire adolescenti e bambini in zone separate rispetto agli adulti non deve stupire: si tratta infatti di una prassi e diffusa in diverse epoche e aree geografiche. Le indagini, inoltre, hanno permesso di individuare resti di strutture di un impianto più antico, precedente alla chiesa e al cimitero: ad ora non è però possibile avanzare ipotesi interpretative e cronologiche.

Roma. Entrati in ruolo i vincitori del corso – concorso per dirigente tecnico del ministero della Cultura: ecco l’elenco dei nuovi direttori di musei e luoghi della cultura sul territorio o di uffici centrali della direzione generale Musei

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Il ministro Gennaro Sangiuliano ha dato il benvenuto ai 49 nuovi dirigenti tecnici immessi nei ruoli del ministero della Cultura (foto mic)

Il 6 maggio 2024 il ministro Gennaro Sangiuliano ha dato il benvenuto ai 49 nuovi dirigenti tecnici immessi nei ruoli del ministero della Cultura, selezionati attraverso un corso-concorso. E qualche giorno dopo 17 di loro sono stati nominati nuovi direttori di altrettanti musei e luoghi della cultura sul territorio o di uffici centrali della direzione generale Musei. Ecco l’elenco ufficiale.

Direzione generale Musei

Servizio II. Sistema museale nazionale e valorizzazione del patrimonio culturale:
Roberto Vannata

Servizio III. Fruizione e comunicazione del patrimonio culturale:
Luca Mercuri

Abruzzo
Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo:
Massimo Sericola

Basilicata
Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa:
Tommaso Serafini

Emilia Romagna
Musei nazionali di Ravenna:
Andrea Quintino Sardo

Lazio
Direzione regionale Musei nazionali Lazio:
Elisabetta Scungio

Museo nazionale etrusco di Villa Giulia:
Luana Toniolo

Musei e parchi archeologici di Praeneste e Gabii:
Martina Almonte

Lombardia
Direzione regionale Musei nazionali Lombardia:
Rosario Maria Anzalone

Museo nazionale dell’Arte digitale:
Maria Paola Borgarino

Piemonte
Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte:
Filippo Masino

Sardegna
Direzione regionale Musei nazionali Sardegna:
Valentina Uras

Toscana
Museo archeologico nazionale di Firenze:
Daniele Federico Maras

Ville e residenze monumentali fiorentine:
Federica Bergamini

Musei nazionali di Pisa:
Massimo Dadà

Parchi archeologici della Maremma:
Leonardo Bochicchio

Veneto
Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna:
Marianna Bressan

“Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”: otto conferenze per conoscere meglio il popolamento dell’area padana da parte degli Etruschi dalla prima età del Ferro fino all’invasione storica dei Celti. Il ciclo è preparatorio all’apertura il 14 giugno degli scavi nell’area archeologica di Kainua

Il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e l’area archeologica di Marzabotto ospita parte del ciclo di incontri su Kainua

Otto incontri per conoscere meglio Kainua, l’odierna Marzabotto (Bo), una delle città-stato più importanti dell’Etruria padana, e importante snodo commerciale tra l’Etruria tirrenica e la Pianura Padana, fino ad oltralpe. Così da essere preparati alla vigilia dell’apertura dello scavo nell’area archeologica di Kainua, prevista per giovedì 14 giugno 2018. Il ciclo di conferenze “Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”, è promosso da Elisabetta Govi del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia-Romagna e la soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Marzabotto. Gli incontri affronteranno il tema del popolamento dell’area padana da parte degli Etruschi dalla prima età del Ferro fino all’invasione storica dei Celti. Oltre ad approfondimenti sui porti costieri con particolare riguardo a Spina, e sui culti di questo ambito territoriale, ampio spazio verrà dato alla città Kainua-Marzabotto, della quale si esporranno gli aspetti della vita quotidiana, le più recenti scoperte e il rapporto con il mondo greco. Le conferenze si terranno alla Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto e al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Il ciclo – come detto – si concluderà il 14 giugno con un evento legato allo scavo archeologico dell’università di Bologna nell’area sacra del tempio tuscanico dedicato alla dea Uni (romana Giunone), eccezionale scoperta avvenuta negli scorsi anni.

“Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”: ciclo di conferenze a Marzabotto

Gli incontri iniziano sabato 7 aprile 2018, alle 16, alla Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto; Elisabetta Govi, professore di Etruscologia e Antichità italiche dell’università di Bologna, parla di “Kainua. La nuova città. Le ultime scoperte e la ricostruzione virtuale”. Il sabato successivo, 14 aprile 2018, ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Alle 15.30, Tiziano Trocchi, archeologo della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, responsabile dell’area archeologica di Marzabotto, interviene su “I precedenti della prima Età del ferro tra Bologna e la Valle del Reno”. Sabato 21 aprile 2018, alle 16.30, si torna alla Casa della Cultura, con Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, che offrirà un quadro articolato del sistema urbano sviluppato dagli Etruschi in questo settore strategico dell’Italia: “Le città etrusche dell’Etruria padana: storia, economia, società”. Quarto incontro, sabato 28 aprile 2018, alle 16.30, ancora alla Casa della Cultura, su “L’urbanistica di Marzabotto sullo sfondo delle esperienze greco-coloniali di Italia Meridionale e Sicilia” con Rosario Maria Anzalone,
archeologo del Polo Museale dell’Emilia-Romagna, direttore del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto.

Ricostruzione del tempio tuscanico dedicato alla dea Uni a Marzabotto

Sabato 5 maggio 2018, alle 15.30, ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, con Bojana Gruška, dottoranda dell’università di San Marino, su “La vita quotidiana degli Etruschi di Kainua”. Sabato 12 maggio 2018, alle 16.30, alla Casa della Cultura, è la volta di Federica Timossi, dottoranda dell’università di Ferrara, su “La città etrusca di Spina e l’Adriatico”. Per il settimo incontro, sabato 19 maggio 2018, alle 16.30, di nuovo al museo di Marzabotto, con Riccardo Vanzini, dottorando dell’università di Bologna, su “I Celti a Marzabotto e nei territori etruschi”. Il ciclo di conferenze chiude sabato 26 maggio 2018, alle 15.30, ancora alla Casa della Cultura, con Giacomo Mancuso, dottorando dell’università La Sapienza di Roma, su “I culti religiosi in Etruria padana”. Meno di due settimane di attesa, e finalmente giovedì 14 giugno 2018 alle 16, appuntamento al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto per “Scavo aperto: visita al museo e all’area archeologica con dimostrazione della realtà virtuale” accompagnati da Elisabetta Govi, Chiara Mattioli, Simone Garagnani e Andrea Gaucci, dell’università di Bologna.