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Cagliari. Al Teatro Sant’Eulalia il convegno “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia” promosso dal Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” con l’università di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia, per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” 

La storia degli scavi sotto la chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari è legata al Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” fin dai primi tempi. Furono tra i primi, nel 1990, su incarico della soprintendenza Archeologica di Cagliari e in collaborazione con il parroco don Cugusi, a ispezionare per un primo sopralluogo l’imboccatura di un pozzo di età romana colmo di detriti, rinvenuto sotto il pavimento deteriorato dall’umidità della sagrestia della chiesa di Sant’Eulalia, durante i lavori di risanamento. Nata come una breve esplorazione speleo-archeologica, diede il via a una lunga fase di indagini: quasi vent’anni di scavi e di scoperte straordinarie. In occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” che vede una serie di eventi nel corso dell’anno, il G.S.A.G.S., in collaborazione con il dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’università di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia (MUTSEU Sistema Museale Sant’Eulalia), organizza a Cagliari, venerdì 22 maggio 2026, nel Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio n. 2, dalle 16 alle 18.30, il convegno “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia”. Un incontro a più voci, che vede per la prima volta riuniti tutti i protagonisti delle scoperte, degli scavi e delle ricerche nell’area archeologica di Sant’Eulalia, che hanno lavorato con passione per riportare alla luce il sito.  Un racconto corale inedito di chi ha vissuto le diverse fasi dell’esplorazione e degli scavi di questo sito di grande interesse storico, archeologico e culturale, che oggi tutti abbiamo la possibilità di ammirare: un luogo sotterraneo affascinante, dove la storia di oltre duemila anni di Cagliari, dall’età romana fino al medioevo e oltre, emerge in silenzio tra pietra, luce e memoria.

Cisterna di Sant’Eulalia a Cagliari (foto gasags)

“Nel 1992, dopo la scoperta del pozzo, gli speleologi del G.S.A.G.S., chiamati dalla soprintendenza Archeologica di Cagliari, hanno iniziato a scavare con piccozza, cazzuola e pala, pensando di trovare un tratto dell’acquedotto romano”, racconta Roberto Sanna, tra i primi speleologi del G.S.A.G.S a effettuare gli scavi. “I lavori si svolgevano la notte per cinque, sei ore ininterrotte, per alcuni mesi si portava su la terra che aveva riempito il pozzo. Dalla prima scoperta del pozzo l’area ha riservato inaspettate sorprese: una volta liberata dalla terra e dai detriti, finalmente è spuntata la meraviglia che oggi conosciamo. Successivamente gli scavi sono proseguiti nella cisterna, ugualmente all’epoca colma di terra, e sono arrivati altri ritrovamenti. Gli scavi dell’Università sono stati avviati successivamente, la professoressa Martorelli nel suo intervento data l’inizio al 1998. Il lunghissimo lavoro di scavo ci ha impegnato per circa un anno (1992-1993) con l’intervento di circa quindici soci”.

PROGRAMMA. Intervengono: Nicola Sitzia, presidente G.S.A.G.S. che introduce il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano; Sabrina Cisci, funzionaria responsabile della tutela archeologica per Cagliari, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, su “Strade, pozzi, cisterne, tombe: la storia sotto i nostri piedi da raccontare e tutelare”; don Mario Cugusi, parroco di Serdiana, già parroco di Sant’Eulalia, su “Sant’Eulalia, cronologia di uno scavo”; Donatella Mureddu, archeologa (tra le prime che seguirono i lavori di scavo nel sito) su “Sant’Eulalia, il pozzo e la storia”; Roberto Sanna, speleologo G.S.A.G.S. su “La speleologia al servizio dell’archeologia. Il quartiere Marina e le sue cavità”; Rossana Martorelli, professoressa di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale UniCa, su ”1999-2008. Il cantiere di S. Eulalia: un’occasione di formazione, studio e recupero di un frammento di storia urbana”; don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e presidente dell’Associazione Sant’Eulalia su “L’area archeologica di Sant’Eulalia: la storia continua”. Introduce e modera Fabio Pinna, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’università di Cagliari. L’ingresso al convegno è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti del teatro. Dopo gli interventi, seguirà la visita guidata all’Area archeologica di Sant’Eulalia.