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Aquileia (Ud). A Palazzo Brunner-Segré l’incontro “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto”, prima iniziativa del progetto “Dal Salento ad Aquileia”

Pizzica e furlana, al via ad Aquileia il laboratorio di ricerca. Martedì 24 marzo 2026, alle 15.30, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segré ad Aquileia (Ud), il primo appuntamento pubblico del progetto “Dal Salento ad Aquileia”, promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta e dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia e Unione Gruppi Folcloristici FVG. L’incontro “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto” rappresenta la prima iniziativa pubblica del progetto ed è concepito come un laboratorio di idee volto ad avviare un confronto critico tra studiosi e operatori su temi metodologici e interpretativi. Il pomeriggio di studi delinea il perimetro di ricerca entro cui si colloca l’iniziativa, proponendosi di interrogare le condizioni attraverso cui patrimoni culturali differenti – come la pizzica-pizzica e la furlana – possano essere messi in relazione in modo scientificamente fondato. Il laboratorio si concentra quindi sul rapporto tra fonti storiche e patrimoni immateriali, sulla pluralità dei piani di analisi (tra rito, pratica coreutica, tradizione folklorica e processi contemporanei di trasmissione) e sul confronto tra contesti territoriali diversi, come il Salento e il Friuli, caratterizzati da differenti disponibilità documentarie, pratiche culturali e modelli di tutela.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del sindaco del Comune di Aquileia, Emanuele Zorino; del presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo; dell’assessore alle Finanze Regione Friuli Venezia, Giulia Barbara Zilli; del vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura, Mario Anzil; del componente del CdA della Fondazione La Notte della Taranta, Simone Silvi; del presidente Unione Gruppi Folcloristici FVG Claudio Degano. L’introduzione del progetto è affidata dalla Fondazione La Notte della Taranta a Fanny Bortone, dottoranda in governance dello sviluppo locale all’università del Salento.

La prima sessione, coordinata dalla professoressa Daniela Castaldo, ordinaria di Storia della Musica dell’università del Salento e presidente del Comitato scientifico della Fondazione La Notte della Taranta, è dedicata a una tavola rotonda sulle ipotesi e le prospettive di ricerca e vede gli interventi di studiosi ed esperti provenienti da ambiti disciplinari differenti. Intervengono Gabriele Pelizzari, filologo e teologo (università di Milano) su “Le origini del cristianesimo nell’Adriatico antico, nuove prospettive di ricerca tra innovazione storiografica e dibattito metodologico”; Alessio Screm, dottore di ricerca in musicologia (università di Udine) su “Breve storia della furlana: forma o maniera?”; Valter Colle, antropologo visuale su “Prospettive furlane”; Luisa Cossio, danzerina del Gruppo Folcloristico “Danzerini Udinesi” su “I gruppi folcloristici e le associazioni culturali come mediatori tra ricerca accademica e giovani generazioni”; Placida Staro, etnomusicologa ed etnocoreologa su “L’aggraziata danza. Elementi iconici e simbologie delle ‘Furlane’ dal ballo in strada alla rappresentazione di danza”; Fredy Franzutti, coreografo della Fondazione La Notte della Taranta, su “Danze, riti ed evoluzioni: trasformazioni e trasmissione delle pratiche coreutiche popolari”.

La seconda sessione, moderata dall’etnomusicologa ed etnocoreologa Placida Staro, è dedicata al dibattito e alla discussione delle questioni emerse, con l’obiettivo di avviare un percorso di ricerca condiviso e di individuare possibili linee di sviluppo future, tra attività laboratoriali e ricerca applicata.

 

 

Firenze. A tourismA 2026 consegnato il premio Francovich a Canosa di Puglia per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), che ha anche assegnato il premio al programma britannico “Time team”

Tutti sul palco: le varie “anime” della comunità canosina a tourismA 2026 con il premio Francovich a Canosa di Puglia (foto graziano tavan)

La vittoria non di un’istituzione ma di un’intera comunità, quella di Canosa di Puglia (BAT) alla quale è andato la XIII edizione del premio “Riccardo Francovich” per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), fondata nel 1994, e oggi presieduta da Marco Valenti, e professore di Archeologia medievale, università di Siena. Lo si è visto quando, venerdì 27 febbraio 2026, sul palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nel corso di tourismA 2026, a ricevere il premio non è salito solo il presidente della Fondazione archeologica canosina Sergio Fontana, ma proprio l’intera comunità, dal parroco alla soprintendenza, dall’amministrazione comunale ai volontari.

A leggere la motivazione il prof. Giuliano Volpe, già presidente della SAMI, che ha consegnato la targa al presidente Sergio Fontana: “premio conferito a Canosa di Puglia per gli importanti siti e monumenti paleocristiani, opera in particolare del vescovo Sabino (VI sec.), parte di un ricco patrimonio storico e archeologico di età antica, tardoantica, medievale e moderna, indagato, tutelato e valorizzato grazie all’esemplare collaborazione fra la Fondazione Archeologica Canosina, il Comune di Canosa, il Ministero della Cultura, la Regione Puglia, le Università di Bari e di Foggia e alla partecipazione attiva dei cittadini”.

tourismA 2026: Sergio Fontana, presidente della Fondazione archeologica canosina, con il premio Francovich, tra il presidente SAMi Marco Valenti, e l’ex presidente Paul Arthur (foto graziano tavan)

Visibilmente emozionato e commosso il presidente Fontana che ha voluto ringraziare innanzitutto la comunità canosina: “Ritiro il premio – ha esordito – a nome della Fondazione archeologica canosina, e a nome dei 260 soci che hanno caratteristiche diverse, perché c’è un elettricista, un farmacista, un falegname, un medico: 260 persone volontarie che da 30 anni si sono dedicate alla Fondazione archeologica canosina: è una fondazione nata 30 anni fa. Noi abbiamo avuto l’unico caso di museo Archeologico nazionale che è una struttura privata pagata dai privati. È come se noi due ci mettessimo d’accordo pur di avere la caserma dei carabinieri: gli paghiamo tutto noi, gli paghiamo il fitto noi, pur di averli. Questo è quello che è stato fatto dalla Fondazione archeologica canosina da trent’anni, e che continua a fare ancora oggi per il nostro territorio.

tourismA 2026: premio Francovich a Canosa. Sul palco Fondazione archeologica canosina e SAMI (foto graziano tavan)

“Ed è un premio – ha continuato – che io voglio dividere con tutti i canosini, perché è stato un voto plebiscitario (vedi Canosa di Puglia (BAT) vince il Premio Riccardo Francovich conferito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani al polo della Canosa Paleocristiana “come miglior sintesi tra rigore scientifico e capacità di raccontare la storia a tutti”. Il premio sarà assegnato a Firenze a tourismA | archeologiavocidalpassato). Abbiamo avuto quasi 10mila voti di persone che si sono interessate all’archeologia e che non solo hanno girato pagina, ma si sono fermati, hanno votato. Quindi c’è stato veramente il voto di tutta una comunità. Che va dalla comunità ecclesiastica, perché noi abbiamo una storia del Paleocristiano importantissima, abbiamo delle catacombe a Canosa di Puglia, una delle poche nel Sud Italia, abbiamo il vescovo Sabino che è il primo santo della Puglia, abbiamo una storia paleocristiana importantissima, abbiamo una storia danuna antecedente ancora più importante, abbiamo una storia romana, abbiamo una storia: Canosa è stata vissuta e abitata da sempre. La Fondazione archeologica canosina è il chiaro esempio che le cose si possono fare nonostante le possibilità che abbiamo, perché vorremmo avere più fondi, più disponibilità, ma se ci sono persone di buona volontà e dedico il premio a tutte le persone di buona volontà che hanno contribuito anche con ruoli e competenze diverse. Mi riferisco al ministero della Cultura, alla nostra Regione Puglia, al nostro Comune, alla nostra Provincia, a tutti quanti hanno collaborato; e soprattutto alla nostra soprintendenza, la nostra università. Oggi abbiamo due concessioni di scavo. Si sta scavando a Canosa di Puglia: la concessione è stata richiesta dalla Fondazione archeologica canosina tramite l’università, ma concessa dal nostro ministero che salvaguarda e sovrintende a tutte le attività. Lascio la parola agli altri non senza ringraziare Piero Pruneti, e tutto il premio Francovich: siamo onorati di ricevere questo premio perché conosciamo l’importanza di questo medievista e quanto si sia dedicato alla divulgazione, alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio. Quindi sono veramente emozionato, sono molto contento di questo premio.

tourismA 2026, premio Francovich: il presidente Sergio Fontana con l’onorevole Francesco Ventola (foto graziano tavan)

“Lasciatemi ringraziare – ha concluso – una persona che non è qui sul palco, Francesco Ventola e don Felice Bacco, che sono qui con noi, che ci hanno seguito. Francesco Ventola è un europarlamentare, ma è stato sindaco di Canosa con cui abbiamo fatto tante battaglie, che continuiamo a fare. Per esempio, abbiamo a Canosa una scuola di specializzazione di due università che si sono messe d’accordo, caso raro per le università, ma in questo caso invece siamo riusciti ad avere una scuola di specializzazione unica a Canosa. Questo si deve grazie anche all’onorevole Francesco Ventola. E poi l’ultimo pensiero per don Felice Bacco che ha fatto, sta facendo e farà tantissimo per la nostra terra. Grazie”.

tourismA 2026: il produttore Tim Taylor riceve il premio Francovich conferito al programma “Time team”, tra Marco Valenti e Paul Arthur (foto graziano tavan)

Nel corso della stessa cerimonia a tourismA 2026 è stato conferito dalla SAMI anche il premio a “Time Team”, programma televisivo britannico, nel quale ogni episodio presenta un team di specialisti che conduce uno scavo archeologico nell’arco di tre giorni, prodotto da Tim Taylor, presente a tourismA, cui è stato consegnato il premio con questa motivazione letta dal prof. Paul Arthur, già presidente SIMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento: “per il suo eccezionale contributo nel portare l’archeologia e il significato culturale del passato nella vita di milioni di persone, arricchendo profondamente il coinvolgimento del pubblico nei confronti del nostro patrimonio comune”.

 

Aquileia. Con il concerto al Terminal Unesco parte il progetto “Dal Salento ad Aquileia” di Fondazione La Notte della Taranta e Fondazione Aquileia per ricercare le matrici comuni di due tra le più antiche danze popolari italiane, la pizzica pizzica e la furlana

Con il concerto dell’Orchestra popolare La Notte della Taranta prendono il via ad Aquileia (Ud) le attività del progetto di ricerca e studio di Fondazione La Notte della Taranta e Fondazione Aquileia. Ricercare le matrici comuni di due tra le più antiche danze popolari italiane, la pizzica pizzica e la furlana, danza dei Furlani: è l’obiettivo del progetto di ricerca “Dal Salento ad Aquileia”, a cura della Fondazione La Notte della Taranta, in collaborazione con la Fondazione Aquileia. Le attività prendono il via sabato 18 ottobre 2025, alle 18.30, ad Aquileia, in provincia di Udine, con un concerto gratuito dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta nello spazio coperto del Terminal Unesco in via Giulia Augusta. Il concerto, organizzato dalle due Fondazioni in collaborazione con il Comune di Aquileia, sarà preceduto da un tavolo delle delegazioni Palazzo Brunner-Segré che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni partner – Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia, Unione dei Gruppi Folcloristici del Friuli-Venezia Giulia, studiosi ed esperti del patrimonio coreutico e musicale. L’incontro sarà un’occasione di confronto e approfondimento con gli interventi dei membri del comitato scientifico, delle due Regioni promotrici, delle due Fondazioni e dei ricercatori coinvolti. La furlana è una danza vivace di origine friulana, attestata sin dal Cinquecento, nata nella tradizione popolare e poi entrata anche nella musica colta barocca, diffondendosi in tutta Europa. Ancora oggi accompagna momenti di festa e rievocazione. La pizzica, danza popolare salentina dalle radici antiche, originariamente legata a riti terapeutici e comunitari, si è trasformata nel tempo in una delle più forti espressioni identitarie del Salento.

Progetto “Dal Salento ad Aquileia”: le danze (foto fondazione la notte della taranta)

“Ringrazio la Regione Puglia, l’assessore Fabiano Amati, la Regione Friuli-Venezia Giulia e la Fondazione Aquileia per il sostegno che ha reso possibile l’avvio di questo progetto”, dichiara il presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Bray. “La nostra Fondazione ha il compito di promuovere la ricerca, lo studio e la valorizzazione della musica popolare, costruendo collaborazioni con istituzioni che condividono la stessa missione di tutela del patrimonio culturale. Dal Salento ad Aquileia interpreta pienamente questa visione, mettendo in dialogo due danze antiche e vitali come la pizzica pizzica e la furlana, che pur nascendo in contesti diversi raccontano entrambe storie di comunità, identità e memoria condivisa. Un ringraziamento speciale va al Comitato scientifico della Fondazione, presieduto da Daniela Castaldo con il contributo del consulente artistico Sandro Cappelletto: un organo di altissimo profilo che garantisce rigore e qualità alle nostre attività di ricerca e valorizzazione”.

Formata da musicisti di musica tradizionale del Salento, l’Orchestra popolare La Notte della Taranta proporrà ad Aquileia i brani della tradizione salentina, con gli arrangiamenti dei Maestri concertatori che negli anni hanno diretto il Concertone La Notte della Taranta, che da ventotto anni si tiene ad agosto a Melpignano, nel Salento. Dal repertorio firmato da Ludovico Einaudi sarà interpretata Mamma la rondinella, in cui la tradizione incontra le atmosfere minimali del compositore torinese; dalla direzione di Carmen Consoli, Fimmine fimmine e Su picculina, autentici manifesti di forza e identità femminile; dalla direzione di Dardust, gli stornelli Rirollalà e L’acqua de la funtana nel particolare arrangiamento elettronico composto dal Maestro concertatore dell’edizione 2022. Non mancheranno i ritmi travolgenti delle pizziche di Ostuni, Aradeo e San Vito, che rappresentano l’anima corale dell’Orchestra Popolare. In programma anche il classico Pizzicarella, nell’arrangiamento tratto dall’ultima edizione del Concertone diretto da David Krakauer che ha riletto un chiave klezmer i brani della tradizione salentina.  Chiuderà il concerto Kalìnifta, nella versione del 2021, che riunisce in un unico canto comunità, memoria e festa. L’Orchestra Popolare La Notte della Taranta è formata da musicisti di musica tradizionale provenienti da tutto il Salento è diretta ad ogni edizione da un diverso Maestro concertatore scelto tra i più autorevoli compositori e musicisti del panorama mondiale, chiamato a reinterpretare il repertorio della pizzica facendolo dialogare con le sonorità della musica contemporanea. Il lavoro del Maestro concertatore culmina con l’esibizione sul palco del Concertone di Melpignano, tappa principale del Festival che in estate anima le piazze dei paesi del Salento con concerti, danze e iniziative culturali legate alla tradizione musicale. Sul palcoscenico del Terminal Unesco saliranno i musicisti Alessandro Monteduro (percussioni), Giuseppe Astore (violino), Nico Berardi (fiati), Carlo De Pascali (tamburello), Mario Esposito (basso), Roberto Gemma (fisarmonica), Giuseppe Grassi (mandola, mandolino), Gianluca Longo (mandola), Antonio Marra (batteria), Gioele Nuzzo (tamburello e didgeridoo), Attilio Turrisi (chitarra battente), Consuelo Alfieri, Salvatore Galeanda, Ninfa Giannuzzi, Stefania Morciano (voci e tamburello).  E ancora i danzatori Fabrizio Nigro, Serena Pellegrino Eliana Bologna, Emilia Lo Gaglio, Giorgia Monaco, Arianna Sicuso.

Il progetto Dal Salento ad Aquileia si concentra sui punti di contatto tra le due danze non solo per mettere in dialogo due patrimoni coreutico-musicali, ma anche per interrogare le loro funzioni sociali, il loro ruolo identitario e la capacità di entrambe di trasformarsi nel tempo senza perdere vitalità. In questo senso, la ricerca non è un semplice esercizio comparativo, ma un modo per rafforzare la memoria collettiva, costruire ponti culturali tra comunità e sviluppare modelli innovativi di tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale nei luoghi in cui è nato e continua a vivere. Il progetto si articola in diverse fasi: l’istituzione di un Comitato scientifico; l’attivazione di iniziative destinate a giovani ricercatori, una borsa di studio finanziata dalla Fondazione La Notte della Taranta e altre iniziative in Friuli Venezia Giulia; l’organizzazione di due convegni di studi: il primo in Puglia e il secondo in Friuli Venezia Giulia; la pubblicazione di una monografia scientifica, a cura della Fondazione Aquileia, che raccoglierà gli esiti della ricerca. Le attività di studio e ricerca – che uniranno storia, musicologia ed etnografia – saranno accompagnate da attività partecipative e momenti pubblici di condivisione, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per la tutela e la trasmissione del patrimonio culturale immateriale nei territori in cui nasce e si rinnova. Il progetto beneficia del sostegno della Regione Puglia e della Regione Friuli Venezia Giulia ed è realizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta in collaborazione con la Fondazione Aquileia e l’Unione dei gruppi folcloristici del Friuli Venezia Giulia. 

Progetto “Dal Salento ad Aquileia”: le danze (foto fondazione la notte della taranta)

“Tutto nasce da incontri o inciampi”, dichiara l’assessore al Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della Regione Puglia, Fabiano Amati. “E per me questa storia è nata dall’incontro con Gabriele Pelizzari, con l’opera di Gilberto Pressacco e le sue indagini sulla notte della Chiesa di Aquileia e i terapeuti. Risultato? Una grande sorpresa, un’ipotesi con tanti indizi da valere una prova: la pizzica pizzica e la furlana potrebbero essere strettamente legate, almeno nelle origini. E allora, l’idea di mettere assieme Puglia e Friuli, fecondata con un finanziamento del Consiglio regionale e un patto sottoscritto attorno alla meraviglia del pavimento musivo della Basilica patriarcale di Aquileia. La Puglia si presenta all’appuntamento con la Fondazione La Notte della Taranta, la sua storia, la sua esperienza e quel pizzico di glamour conquistato negli anni e oggi rinnovato dalla gestione di Massimo Bray e dei suoi collaboratori. È il massimo degli ingredienti che potevamo mettere — non ne disponiamo di più — e li abbiamo messi; lo abbiamo fatto per stringere un’alleanza che sa di ricerca con una regione, il Friuli, così lontana sulla geografia, ma così vicina nella storia”. “Il progetto Dal Salento ad Aquileia rappresenta un’importante opportunità per approfondire le radici comuni e le specificità di due danze che, pur nate in territori lontani, condividono una vitalità e un ruolo identitario fondamentali per le comunità che le custodiscono”, dichiara il Vicepresidente della regione Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil. “Attraverso la collaborazione tra istituzioni, studiosi e comunità locali, il progetto si configura come un modello di tutela e trasmissione del patrimonio immateriale che mette in luce le funzioni sociali, il ruolo identitario e la capacità di rinnovamento di queste espressioni tradizionali e che guarda al futuro, rafforzando la memoria collettiva e promuovendo il dialogo tra territori e culture diverse. La Regione conferma con questo impegno la propria attenzione verso la conservazione e la promozione delle tradizioni culturali come elementi fondamentali per lo sviluppo sociale e culturale del nostro territorio”.

“Siamo onorati di ospitare ad Aquileia questo concerto che rappresenta l’avvio ufficiale di un progetto culturale ambizioso. Con questa serata”, dichiara il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, “prende infatti il via un percorso di ricerca e confronto che parte da Aquileia – luogo simbolo da sempre di incontro tra culture e popoli – e che mette in dialogo patrimoni immateriali, comunità e territori, indagando le radici comuni tra la pizzica e la furlana”. “L’obiettivo di questo progetto condiviso è di esplorare le comuni matrici cristiane delle nostre comunità, che proprio da Aquileia si sono estese sul territorio fino a giungere al Salento, creando di fatto un ponte tra identità coreutiche affini, pur nelle loro differenze”, dichiara l’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli. “Riteniamo che valorizzare una tradizione antichissima, come quella che ha portato allo sviluppo della furlana e della taranta, radicata profondamente nella nostra storia, abbia un forte valore educativo e sia veicolo essenziale per rafforzare il nostro comune senso di appartenenza e di identità. Coniugare le profonde radici culturali che ci contraddistinguono, alla memoria e al tempo stesso all’innovazione e alla coesione sociale significa investire nel domani e proporre ai giovani modelli virtuosi da analizzare, comprendere e sviluppare: la furlana e la taranta assieme diventano così espressioni di quel profondo senso di tradizione e cultura antica trasformato in elemento vitale e moderno. Il connubio della Taranta sia un motore per promuovere e diffondere esperienze ed espressioni artistiche e della tradizione, rispetto e identità, concetti fondamentali per la crescita sana delle nostre comunità”.

Canosa di Puglia (BAT). Per “Le Notti dell’Archeologia 2025” ecco “La Notte degli Ipogei”: passeggiate archeologiche guidate agli Ipogei seguite dalla visita guidata teatralizzata “Viaggiatori nell’Ade” di Gianluigi Belsito

“Siete incuriositi dal mondo dauno e dalle tombe dei principes? Vorreste visitare un ipogeo con realtà spaziale aumentata? Siete affascinanti dalla mitologia?” si chiede l’associazione Amici dell’Archeologia. Appuntamento a Canosa di Puglia (BAT) sabato 30 agosto 2025, alle 19 o alle 20.30, per “La Notte degli Ipogei”, organizzato nell’ambito de “Le Notti dell’Archeologia 2025” dall’associazione Amici dell’Archeologia, con il patrocinio della Fondazione Archeologica Canosina, di Visit Canosa, del Comune di Canosa di Puglia e della Regione Puglia. Questo l’itinerario delle passeggiate archeologiche delle 19 e delle 20.30: IPOGEO DI VICO SAN MARTINO (IV sec. a.C. – III sec. a.C.); IPOGEO D’AMBRA (IV sec. a.C.), tomba scavata nel banco argilloso; IPOGEO DEL CERBERO (III sec. a.C.) dove l’affresco raffigurante il mitologico cane Cerbero prenderà vita grazie a tecnologie di realtà spaziale aumentata; IPOGEO LAGRASTA I (IV sec. a.C. – I sec. d.C.). Il più importante complesso funerario di Canosa e dell’intera regione, composto da tre tombe a camera. Alla fine di ogni passeggiata archeologica, i partecipanti potranno assistere alla visita guidata teatralizzata “Viaggiatori nell’Ade” di Gianluigi Belsito de “Il Teatro del Viaggio” con Rita Marinelli, all’interno degli ipogei Lagrasta, suggestiva scenografia naturale. Scenderanno negli inferi per incontrare Paolo e Francesca, Enea e Didone, Orfeo ed Euridice tre coppie di amanti tra i più celebri che sono scesi nell’Ade, alcuni facendone ritorno, altri restando laggiù per l’eternità. Saranno presenti, inoltre, le artiste dell’associazione “Arteinessere-Essereinarte”, le quali realizzeranno in live painting opere d’arte. Info e prenotazioni contattando il 3338856300, anche tramite messaggistica istantanea WhatsApp. Con il ticket sarà inoltre possibile usufruire di menù convenzionati presso ristoranti locali.

Canosa di Puglia (BAT). Tour guidato tra San Leucio, il museo e il mausoleo di Boemondo realizzato dalla Fondazione Archeologica Canosina Onlus e dall’associazione Amici dell’archeologia

Sabato 9 e domenica 10 agosto 2025, alle 19, a Canosa di Puglia (BAT), per “Le notti dell’Archeologia” 2025, “Tra bizantini e crociati” tour guidato realizzato dalla Fondazione Archeologica Canosina Onlus e dall’associazione Amici dell’archeologia, con il patrocinio del Comune di Canosa di Puglia, della Regione Puglia e in collaborazione con il Touring club Bari-Bat. L’itinerario tocca la BASILICA DI SAN LEUCIO (VI sec. d.C.), enorme impianto basilicale edificato per volere di San Sabino e ispirato alla chiesa di Santa Sofia ad Istanbul. Splendidi i suoi mosaici ma ancor di più i maestosi capitelli corinzio figurati originari del precedente tempio etrusco italico del III sec. a.C; il MUSEO DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI SAN LEUCIO; il BATTISTERO DI SAN GOVANNI (VI sec. d.C.), il più grande del sud Italia; il MAUSOLEO DI BOEMONDO (XII sec. d.C.), sepolcro rivestito di marmo pregiato, in cui sono custodite le spoglie del crociato Boemondo d’Altavailla, con il prezioso portale di bronzo forgiato da Ruggiero da Melfi, uno dei più antichi d’Europa. A fine percorso sarà possibile degustare le tipicità canosine presso i ristoranti aderenti all’iniziativa. Per ulteriori informazioni e per le prenotazioni contattare il 333.8856300, tramite whatsapp o telefonicamente.

Canosa di Puglia (BAT). 1° maggio di archeologia con il tour “La città degli ipogei” promosso dall’associazione Amici dell’archeologia e dalla Fondazione Archeologica Canosina

“I principi dauni narrano il passaggio dal mondo terreno a quello ultraterreno attraverso la tecnologia. Gli affreschi prendono vita, con i loro protagonisti, grazie alla realtà spaziale aumentata, nell’ipogeo del Cerbero. Storie di principesse, con i loro preziosi corredi, negli Ipogei Lagrasta. Antico e moderno si fondono nell’ipogeo di Vico San Martino”: così l’associazione Amici dell’archeologia e la Fondazione Archeologica Canosina annunciano le nuove visite guidate a Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) con il tour “La città degli ipogei” con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Canosa di Puglia. Appuntamento giovedì 1° maggio, alle 11 e alle 17, con un entusiasmante tour nel sottosuolo canosino con questo itinerario: Ipogeo D’Ambra (IV-III sec. a.C.); Ipogeo del Cerbero (III sec. a.C.) con affresco raffigurante il mitologico cane Cerbero e realtà spaziale aumentata; Ipogeo di Vico San Martino (V sec. a.C. – I sec. a.C.); Ipogeo Lagrasta I (IV sec. a.C. – I sec. a.C.). Il più importante complesso funerario di Canusium e dell’intera regione, composto da tre tombe a camera. Inoltre, il parco archeologico di San Leucio sarà aperto straordinariamente dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Per partecipare alla passeggiata è necessaria la prenotazione al 3338856300 dove è possibile, inoltre, richiedere ulteriori informazioni. I partecipanti potranno usufruire di menù convenzionati nei ristoranti aderenti all’iniziativa.

La “Via Appia. Regina Viarum” è ufficialmente candidata a essere inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Firmato il protocollo d’intesa tra il ministero della Cultura, 4 Regioni, 12 tra Province e Città metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 atenei

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Il sottosegretario al MiC Gianmarco Mazzi firma il protocollo d’intesa per la candidatura Unesco della Via Appia Regina Viarum (foto mic)

Ora c’è la firma. La “Via Appia. Regina Viarum” è ufficialmente candidata a essere inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. È stato firmato martedì 10 gennaio 2023, a Roma, alle Terme di Diocleziano, il Protocollo di intesa per la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” all’Unesco con un’intesa tra il ministero della Cultura, 4 Regioni, 12 tra Province e Città metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 atenei, italiani e stranieri. Il 20 gennaio 2023 la candidatura sarà valutata dal Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana Unesco. A seguire, la richiesta sarà inviata a Parigi.

firenze_TourismA-2022_Appia-candidatura-Unesco_locandinaL’antica strada consolare, circa 900 km di tracciato da Roma a Brindisi inclusa la variante traianea, rappresenta non solo il prototipo del sistema viario romano, ma è anche simbolo millenario delle relazioni tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell’Oriente e dell’Africa. Alla cerimonia, sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario al MiC, Gianmarco Mazzi; il presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, mons. Pasquale Iacobone; il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori; l’assessore al Turismo della Giunta Regionale Campania, Felice Casucci; la delegata alle politiche culturali della Regione Puglia, Grazia Di Bari, e l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor. Il Protocollo d’intesa è stato presentato dalla dirigente dell’ufficio Unesco del MiC, Mariassunta Peci, dalla coordinatrice scientifica della candidatura, Angela Maria Ferroni. Ad aprire i lavori è stato il direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger, che ha ospitato la cerimonia.

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Un tratto ben conservato della Via Appia Antica, la Regina Viarum (foto mic)

Il Ministero sta investendo nel restauro e nella valorizzazione di evidenze archeologiche e architettoniche situate lungo il percorso della Via Appia. L’obiettivo è coniugare le ragioni della conservazione e valorizzazione di questo importante patrimonio con lo sviluppo sostenibile dei territori coinvolti. Quest’ultimo elemento si rivela fondamentale anche per la crescita sociale ed economica di molte delle zone coinvolte che, spesso, sono aree interne e quindi fuori dai grandi circuiti turistici.

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Il totem che ricorda la Via Appia Regina Viarum candidata Unesco (foto mic)

“La Via Appia è un esempio della grandezza romana, la prima via pubblica e il prototipo, anche dal punto di vista tecnico, di altre strade che hanno poi costruito i romani. Ma è anche molto di più, era un crocevia culturale, parte del sistema culturale e sociale del mondo romano: questa era forse la sua importanza principale e questo sarà l’aspetto sul quale puntiamo”, ha commentato il sottosegretario Mazzi. “Il Ministero ha già investito 19 milioni di euro in restauri, conservazione e per la preparazione del fascicolo. Speriamo di farcela. Quando gli italiani giocano uniti, nessun risultato è impossibile”.

Parigi. Apre all’Istituto di cultura italiano la mostra “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre pierres et mer” con il museo Archeologico nazionale di Taranto protagonista

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Locandina della mostra “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre pierres et mer” all’Istituto italiano di Cultura di Parigi

Il museo Archeologico nazionale di Taranto è fra i protagonisti della mostra “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre pierres et mer” allestita all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, dal 5 luglio al 28 settembre 2022. La mostra “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre pierres et mer” è stata ideata e curata da Francesca Marocchino, storica dell’arte italiana, ma francese d’adozione. La curatrice scientifica della sezione archeologica è Daniela Ventrelli, archeologa del dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia.

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La direttrice del MArTa Eva Degl’Innocenti con Francesca Marocchino e Daniela Ventrelli davanti ai tre reperti del MArTa esposti a Parigi (foto MArTa)

La sezione archeologica espone un nucleo di venti reperti d’eccezione, risalenti al IV-III secolo a.C., provenienti da sette musei pugliesi, dalla Daunia alla Messapia. Ognuno di questi oggetti mostra l’estrema raffinatezza della civiltà apula, l’importanza attribuita al culto dei morti, la particolarità dell’arte di dipingere la ceramica e di modellarla in figurine plastiche e iconiche. Tre di questi reperti vengono dal MArTa.

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Il Gruppo fittile (II sec. a.C.) con due giovani impegnate nel gioco dell’ephedrismòs, conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Uno dei tre reperti provenienti dalle collezioni del MArTA, in prestito temporaneo per la mostra “APULIA. Mystères des Pouilles entre terre pierres et mer” a Parigi è il “Gruppo fittile” in terracotta policroma, risalente al II sec. a.C., raffigurante due giovani impegnate nel gioco dell’ephedrismòs. Il gioco consisteva nel colpire con una palla una pietra infissa nel terreno: chi non fosse riuscito nell’intento doveva portare sulle spalle il vincitore che copriva gli occhi del vinto fino a quando quest’ultimo non avesse raggiunto la pietra.

Taranto. Anche per l’VIII edizione il Mysterium Festival torna al museo Archeologico nazionale con visite guidate e percorsi tematici a cura dell’archeologa Silvia De Vitis, accompagnati da incursioni musicali e teatrali

Insieme ai Riti della Settimana Santa tarantina, torna il “Mysterium Festival” che anche per la sua ottava edizione vedrà il coinvolgimento del museo Archeologico nazionale di Taranto con visite guidate e percorsi tematici a cura dell’archeologa Silvia De Vitis, accompagnati da incursioni musicali e teatrali dell’arpista Maria Grazia Annesi, dell’attrice Daniela Delle Grottaglie, e dall’attrice di teatro, cinema e TV, Anna Ferruzzo. Il “Mysterium Festival” è organizzato da “Corti di Taras”, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Taranto e l’Orchestra della Magna Grecia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Taranto. Tre i percorsi tematici proposti dal MArTA: “Morte, metamorfosi e resurrezione” sui miti e l’alternanza tra la vita e la morte collegati ad esempio al culto di Persefone, di Apollo Iakinthos o dei Dioscuri; “I capolavori della collezione Ricciardi” con approfondimenti sui dipinti della pinacoteca del museo, costituita da opere donate da Mons. Giuseppe Ricciardi, vescovo di Nardò, e che contestualizzano il clima della riforma e della controriforma cattolica nell’iconografia religiosa; “Il culto dei defunti e nascita della città cristiana” che attraverso i reperti custoditi nelle Sale 22 e 25 del MArTA contribuirà al racconto relativo alla nascita della città cristiana e medievale. L’accesso alle visite guidate di “Riti e Miti al MArTA” è incluso nel costo del biglietto di ingresso del museo. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata su www.shomuseomarta.it, acquistando il biglietto di ingresso per il giorno e l’orario del percorso guidato. Questo il calendario dei percorsi guidati. “Morte, metamorfosi e resurrezione”: sabato 26 marzo 2022, ore 11.30, con Silvia De Vitis e l’intervento musicale dell’arpista Maria Grazia Annesi; sabato 2 aprile 2022, ore 11.30 e 16.30, con Silvia De Vitis e l’incursione teatrale dell’attrice Anna Ferruzzo; sabato 9 aprile 2022, ore 11.30, con Silvia De Vitis e l’intervento musicale dell’arpista Maria Grazia Annesi. PRENOTA IL BIGLIETTO. “I Capolavori della Collezione Ricciardi”: martedì 29 marzo 2022, ore 17.30, con Silvia De Vitis e l’incursione teatrale dell’attrice Daniela Delle Grottaglie; martedì 5 aprile 2022, ore 17.30, con Silvia De Vitis e l’incursione teatrale dell’attrice Daniela Delle Grottaglie; martedì 12 aprile 2022, ore 17.30, con Silvia De Vitis e l’incursione teatrale dell’attrice Daniela Delle Grottaglie. PRENOTA IL BIGLIETTO. “Il Culto dei defunti e la nascita della città cristiana”: domenica 3 aprile 2022, ore 15.30 e 17.30, con Silvia De Vitis e l’incursione teatrale dell’attrice Anna Ferruzzo. PRENOTA IL BIGLIETTO.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale si celebrano la Giornata mondiale dell’Alimentazione e la prima Giornata del Mediterraneo con un convegno in presenza e on line in streaming

Il 40% della popolazione mondiale non è in grado di garantirsi una dieta sana. Nel contempo, sono circa 2 miliardi gli individui obesi o sovrappeso. Il 14% degli alimenti viene buttato via a causa di difetti di produzione e il 17% è sprecato dal consumatore finale. È quanto ha ricordato la FAO in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione 2021, lo scorso 16 ottobre. Quest’anno il CIHEAM (Mediterranean Agronomic Institute) di Bari e il museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA organizzano l’evento dedicato alle celebrazioni della Giornata mondiale dell’Alimentazione e alla prima Giornata del Mediterraneo nella sede del museo, lunedì 29 novembre 2021, alle 10, in presenza e on line. Per partecipare in diretta Zoom all’evento è necessario registrarsi al link: https://events.iamb.it/p/event/gmed. Al convegno, organizzato in stretta collaborazione con Regione Puglia, fondazione “L’Isola che non c’è” e con la partecipazione del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, si parlerà di agricoltura, alimentazione e benessere, di patrimonio storico e archeologico. A dare il benvenuto agli ospiti saranno Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia; Maurizio Raeli, direttore del CIHEAM Bari; Mauro Massoni, capo ufficio II – Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del MAECI; Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTa; Barbara Davidde, soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo; Franco Giuliano, presidente della fondazione “L’Isola che non c’è”. Interverranno, tra gli altri, Felice Ungaro, direttore della struttura di coordinamento Health Marketplace della Regione Puglia; Gianluigi Cardone e Roberta Callieris del CIHEAM Bari. L’iniziativa del Museo virtuale del Mediterraneo, un viaggio alla scoperta delle antiche civiltà agricole del Mediterraneo, sarà illustrata da Girolamo Fiorentino, archeobotanico del dipartimento di Beni Culturali dell’università del Salento. All’evento parteciperanno anche le delegazioni di Albania, Egitto, Libano, Montenegro e Tunisia. Le conclusioni saranno affidate a Teodoro Miano, delegato italiano e vicepresidente del consiglio di amministrazione del CIHEAM, e a Luigi De Luca, responsabile dei Poli Biblio-Museali di Puglia. Modererà Lino Patruno, giornalista e scrittore. Durante il meeting, inoltre, sarà presentato il Progetto Ci.Bu.S.- Cibo buono per tutti: uno “start” per l’Human Pole Puglia.