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Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” per la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”: in scena “Medea. Variazioni sul mito” per il Teatro della Calabria. Corrado Alvaro rilegge la tragedia di Euripide

vibo-valentia_archeologico_medea-variazioni-sul-mito_locandinaÈ forse l‘evento teatrale più atteso della rassegna “Graecalis 2022. Il vento della parola antica” ospitata dal museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia: “Medea. Variazioni sul mito”. Lo spettacolo è in programma nel cortile del museo domenica 4 settembre 2022 (vedi Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” al via la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”: occasione per promuovere e valorizzare le memorie archeologiche di Hipponion-Vibo Valentia attraverso il teatro | archeologiavocidalpassato). Grazie alla straordinaria professionalità dell’associazione Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” e alla preziosa collaborazione del Comune di Vibo Valentia quella della direzione dell’Archeologico è stata una scelta precisa: “Far rivivere i luoghi della nostra memoria attraverso il teatro, alla maniera dei Greci”. Ingresso a partire dalle 20. Inizio dello spettacolo alle 21. Il Teatro di Calabria realizza un viaggio fatto di parole e storie, un cammino a ritroso verso l’inizio del Mito: a fare da vero e proprio perno intellettuale, sarà la vicenda di Medea, barbara e maga, emblema perfetto della lotta tra Civiltà e barbarie, tra Ordine e Caos, tra Ragione e Istinto. La compagnia guiderà il pubblico alla scoperta della incredibile attualità del mito nella tragedia greca classica e nell’efficace trasposizione realizzata dall’autore calabrese Corrado Alvaro e della celebre opera di Euripide. Sulla scena, gli attori daranno vita alla selvaggia fierezza della Medea euripidea e alla maga senza più incanto raccontata dalla penna di Corrado Alvaro. Un viaggio fatto di parole, musiche, suggestioni e immagini nel cuore terribile e affascinante, della donna più celebre del Mito greco. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Ticket service 329.3990894; whatsapp service 338.3800703.

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Dettaglio di un’anfora proveniente da Cuma , conservata al museo del Louvre di Parigi (foto da fb drm-calabria)

L‘ardimento e la passione di un’eroina senza tempo. In lei razionale e irrazionale coesistono, in uno sviluppo di sentimenti che la ragione è in grado di distinguere ma il cuore non riesce a superare. Istinto e furore, corpo e anima che amano fino all’autodistruzione, un confliggere di elementi che il genio di Euripide ha trasformato in uno dei personaggi più straordinari della letteratura occidentale. Medea è una donna ferita nella sua dignità più intima. Il ripudio subito da Giasone per mero opportunismo, l‘orrore dell’emarginazione e dell‘esilio, la smania di affermare la propria personalità, la consapevolezza della sua forza intellettuale, il senso della giustizia violata la inducono ad un’ansia disperata che si traduce in progetto fatale: vendicarsi dell’uomo che ha tradito il suo amore privandolo della sua discendenza, annientando però ciò che una madre ha di più caro al mondo, i suoi figli.

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“Medea. Variazioni sul mito” di Euripide/Alvaro Corrado in scena nel cortile del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia (foto ass.

Da Seneca a Jacques Anouhil, Medea è una delle figure universali della nostra cultura, il personaggio del mito greco forse più attualizzato dalla letteratura moderna. In Pasolini rappresenterà il conflitto tra la logica del sacro e l’opportunismo del potere, in Corrado Alvaro il dramma della condizione dello straniero, con l‘incomunicabilità tra differenti culture che genera lacerazioni incolmabili. Eppure la tragedia di Euripide non risultò vincitrice alle Grandi Dionisie dell‘87ª Olimpiade (431 a.C.), classificandosi solamente terza dopo le opere di Sofocle e di Euforione, figlio di Eschilo. I tempi ad Atene non erano maturi per cogliere il suo messaggio profondamente innovatore. Ma compito del poeta non era assecondare i gusti del pubblico, bensì indagare e farsi interprete della crisi della polis e della fragilità della condizione umana, anticipando, di fatto, i grandi temi della cultura ellenistica.

Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” al via la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”: occasione per promuovere e valorizzare le memorie archeologiche di Hipponion-Vibo Valentia attraverso il teatro

La salvezza dell’anima della giovane fanciulla della tomba 19 INAM, iniziata ai misteri di Orfeo, fu affidata dagli Ipponiati del IV secolo a.C. alla dea Mnemosyne, la memoria, l’unica capace di impedire all’Uomo di abbeverarsi alla fonte dell’oblio (Lete). Fu fatto in segreto, lontano da ogni clamore mediatico, attraverso una laminetta di pochi grammi ripiegata in un centimetro quadrato, capace tuttavia di contenere al suo interno uno dei testi iniziatici più profondi e completi di tutto il mondo antico, che è custodita gelosamente all’interno del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Mnemosyne fu per i Greci la madre delle nove muse, le protettrici dell’umana sapienza, e tra esse vi furono Clio (la storia), Calliope (la poesia epica), Talia (la commedia) e Melpomene (la tragedia). Fu proprio attraverso il teatro che i Greci mantennero vivo il culto della loro memoria, narrando le vicende dei loro “eroi”, ricostruendo con esse il loro passato più arcaico ed esorcizzando al contempo i mali e i conflitti della contemporaneità.

vibo-valentia_archeologico_rassegna-graecalis_locandinaPer la stagione estiva 2022 il museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia torna ad essere la casa del dramma antico, grazie alla grande professionalità del Teatro di Calabria Aroldo Tieri e alla preziosa collaborazione del Comune di Vibo Valentia. Una serie di appuntamenti per promuovere e valorizzare le memorie archeologiche di Hipponion-Vibo Valentia, come gli stessi Greci avrebbero voluto, attraverso il teatro. Parte infatti domenica 24 luglio 2022 con “Agamennone” di Vittorio Alfieri (ingresso 15 euro) la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”, che continua giovedì 11 agosto con “Tragodia”, recital sulla tragedia greca (ingresso gratuito); domenica 21 agosto con “Quel che non fu fatto, io lo sognai”, spettacolo su Gabriele D’Annunzio (ingresso 15 euro); domenica 28 agosto con “Tragodia”, recital sulla tragedia greca (ingresso gratuito); domenica 4 settembre con “Medea”, variazioni sul mito (ingresso 15 euro). La rassegna chiude domenica 11 settembre con “L’arte del quotidiano”, Trilussa, Pascarella e i sonetti romaneschi (ingresso gratuito). Tutti gli eventi si svolgono nel cortile del museo di Vibo Valentia: ingresso dalle 20, spettacolo alle 21. Prenotazione obbligatoria. Servizio biglietteria 3293990894.