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Egitto. Al Cairo è arrivato il giorno della grande parata dei faraoni col trasferimento di 22 mummie reali dal museo Egizio di piazza Tahrir al nuovo museo nazionale della Civiltà egizia di Fustat. Emessa una serie di francobolli commemorativi col QR Code interattivo. Oggi conosciamo altri sei protagonisti del corteo

egitto_cairo_corteo-mummie_golden-pharaohs'-golden-parade_logoL’attesa per la parata d’oro dei Faraoni è finalmente giunta al termine! È il 3 aprile 2021: il giorno fissato per la Parata d’Oro dei Faraoni. Alle 18, le 22 mummie reali attraverseranno le strade del Cairo, dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà egizia a Fustat. La parata sarà accompagnata da salve d’onore e fuochi d’artificio che si preannunciano “magnifici”. Un corteo seguirà le mummie reali ed è previsto, a margine, un ricco programma di festeggiamenti. Il trasferimento delle mummie reali sarà conforme ai rigorosi standard di sicurezza e protezione per il trasporto di manufatti. Le mummie, in ottimo stato di conservazione, verranno collocate in contenitori sterili e inserite all’interno di speciali teche che ne garantiranno la perfetta conservazione. Verranno poi caricate su carrozze appositamente progettate per l’evento. Una volta arrivate al museo nazionale della Civiltà egizia, le mummie reali saranno soggette a restauro per circa 15 giorni nel laboratorio del museo: verranno preparate per la loro installazione all’interno delle nuove teche nella Royal Mummies Hall, “decorata in modo da assomigliare alla Valle dei Re”, l’area nel sud dell’Egitto dove ci sono le tombe reali. Ora non resta che seguire l’evento in diretta a questo link https://www.youtube.com/channel/UCbEs… o a questo link https://bit.ly/31sZGA6. Nell’attesa, il ministero del Turismo e delle Antichità “svela” i nomi di re e regine le cui mummie andranno a stare nella nuova dimora a Fustat: oggi facciamo la conoscenza di altri sei protagonisti della “Golden parade” del 3 aprile 2021.

La mummia del re Siptah fu trovata nel 1898 nella tomba di Amenhotep II (KV 35), nella Valle dei Re a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Siptah, scoperta nel 1898 nella Tomba di Amenhotep II (KV 35) nella Valle dei Re, sarà trasferito con le mummie reali nella parata d’oro dei Faraoni dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà Egizia. Il re Siptah salì al trono da ragazzo, posto lì da un potente funzionario di nome Bay. Poiché era troppo giovane per governare da solo, la sua matrigna Tawosret, moglie di Seti II, ha assunto il ruolo di reggente.

La mummia del re Ramses III della XIX dinastia (Nuovo Regno) fu trovata nel nascondiglio di Deir el-Bahari (TT320) nel 1881 (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Ramses III, scoperta nel nascondiglio di Deir el-Bahari (TT 320) nel 1881, sarà trasferita con 22 mummie reali nella parata d’oro dei faraoni dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà egizia a Fustat. Considerato l’ultimo dei grandi “faraoni guerrieri” del Nuovo Regno, Ramses III ha combattuto molte battaglie importanti ed è ricordato come abile nell’arte della guerra. Nonostante le sue grandi vittorie e successi, cadde vittima di un complotto ideato da una moglie minorenne, Tiye, per mettere suo figlio Pentawer sul trono. Diversi papiri raccontano di questa “cospirazione dell’harem” per uccidere il re, che coinvolse vari ufficiali, membri dell’harem reale e funzionari dell’alta corte. Una recente TAC della mummia ha rivelato che la trachea, l’esofago e i grandi vasi sanguigni del collo sono stati recisi, uccidendolo. Forse per assicurarsi che il re sarebbe stato guarito completamente nell’aldilà, un occhio dell’amuleto di Horus è stato posto sul bordo inferiore destro della ferita.

La mummia del re Ramses IV fu trovata nel 1898 nella tomba di Amenhotep II (KV 35), nella Valle dei Re a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Ramses IV, scoperta nel 1898 nella Tomba di Amenhotep II (KV 35) nella Valle dei Re, è tra le 22 mummie trasferite dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà Egizia nella Parata d’Oro dei Faraoni. Sebbene suo padre sia stato assassinato da cospiratori che cercavano di prendere il trono per il figlio di una regina minore, il legittimo principe ereditario, Ramses IV, riuscì a mantenere la corona. Durante il suo breve regno, ha fatto molto per onorare la memoria di suo padre e continuare le sue politiche.

La mummia del re Ramses V fu trovata nel 1898 nella tomba di Amenhotep II (KV 35), nella Valle dei Re a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Ramses V, scoperta in buone condizioni di conservazione nel 1898 nella Tomba di Amenhotep II (KV 35) nella Valle dei Re, è tra le 22 mummie trasferite dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà Egizia nella Parata d’Oro dei Faraoni. Il re Ramses V, figlio di Ramses IV della XX dinastia, Nuovo Regno, aprì le cave di arenaria a Gebel Silsila e inviò spedizioni nelle miniere del Sinai per ottenere rame e turchese. Gli studi hanno indicato che è morto intorno ai 35 anni.

La mummia del re Ramses VI fu trovata nel 1898 nella tomba di Amenhotep II (KV 35), nella Valle dei Re a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Ramses VI, trovata nel 1898 nella tomba di Amenhotep II (KV 35) nella Valle dei Re, sarà trasferita durante la parata d’oro dei faraoni. Il re Ramses VI, uno dei figli di Ramses III, governò per otto anni.

La mummia del re Ramses IX fu trovata nel nascondiglio di Deir el-Bahari (TT320) nel 1881 (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Ramses IX fu scoperta nel 1881 nel nascondiglio di Deir el-Bahari. Ma il luogo di sepoltura originale di Ramses IX in realtà fu la tomba KV 6, una tomba splendidamente dipinta che conserva ancora oggi i suoi colori- Poi la sua mummia fu spostata più volte prima di essere nascosta nel nascondiglio di Deir el-Bahari. Ottavo re della XX dinastia, Nuovo Regno, Ramses IX era il nipote di Ramses III. I suoi principali contributi furono al Tempio del Sole a Heliopolis; ha anche decorato la parete nord del Settimo Pilone del complesso di Amon-Ra a Karnak. La sua mummia sarà trasferita dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà Egizia il 3 aprile 2021.

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Uno dei francobolli commemorativi col QR Code emessi dall’Egitto per la parata delle mummie (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Per celebrare l’evento, il ministero delle Comunicazioni e dell’Informatica ha emesso una serie di francobolli commemorativi. Ma non saranno francobolli “normali”. Per la prima volta su francobolli egiziani ci sarà un QR Code per offrire una ricca esperienza interattiva. Chi possiederà questi francobolli, infatti, potrà acquisire tutte le informazioni necessarie sulla parata d’oro dei faraoni in modo innovativo e attraente. Il set di francobolli commemorativi è composto da tre francobolli, ciascuno dei quali misura 3 cm x 5 cm, e ha un valore di 5 sterline egiziane (0.27 euro) per ogni francobollo, mentre la carta commemorativa misura 8 cm per 12 cm e ha un valore di 5 sterline egiziane, e la targa commemorativa include 22 francobolli con immagini di tutti i re che saranno trasferiti misura 20 x 21 cm, e ogni francobollo vale 5 sterline. Si noti che tutte le versioni offset sono multicolore, assicurate contro la contraffazione e sono dotate della tecnologia “QR Code”.

“Le Passeggiate del Direttore”: col 23.mo appuntamento il direttore del museo Egizio, Christian Greco fa un approfondimento sull’evoluzione dell’arte funeraria nell’Antico Egitto

Il direttore Christian Greco mostra il sarcofago di Harua (foto museo Egizio)

Col 23.mo appuntamento delle “Passeggiate del direttore” siamo ancora nel Terzo Periodo Intermedio. Il direttore Christian Greco fa un approfondimento sull’evoluzione dell’arte funeraria nell’Antico Egitto, soffermandosi sui sarcofagi di Harua e Mentuirdis, e su un cosiddetto sarcofago a pilastrini. Durante la XXV-XXVI dinastia si possono trovare sarcofagi con meno decorazione. In quello di Harua, ad esempio, vi è una colonna di testo solo al centro, un collare wsekh e poi non vi è nessun altro tipo di decorazione. “Ma come è possibile tutto ciò?”, si chiede il direttore Christian Greco. “Lo possiamo capire. Un collega norvegese ha scritto un libro molto importante sull’argomento, Anders Bettum, che si chiama “Nesting coffins”. Ovvero per preservare il corpo, per assicurare che il corpo possa essere preservato durante la vigilia della notte. E perché il defunto possa avere tutte le informazioni possibili per giungere nell’aldilà è importante che un sarcofago messo all’interno dell’altro possa avere tutti quei testi di cui ha bisogno. È proprio nell’unità dei vari sarcofagi che il defunto trova tutto ciò di cui ha bisogno”. Anche un altro sarcofago, quello di Menturdis, esposto al museo Egizio accanto a quello di Harua, ha semplicemente una colonna di testo al centro, un collare wsekh, e nessun’altra decorazione. “Vediamo però che nel sarcofago esterno, sui lati, vi sono le divinità canopiche che sono proprio quelle che attendono alla Stundenwachen, ovvero alla vigilia notturna. E se osserviamo poi sul coperchio del sarcofago interno vediamo una bellissima rappresentazione della dea dell’Occidente, Imentet, colei che deve accompagnare il defunto nell’aldilà e fare in modo che possa sopravvivere in eterno”.

Il direttore Christian Greco mostra il sarcofago a pilastrini dell’VIII sec. a.C. (foto museo Egizio)

“Le credenze ovviamente che sono alla base della cultura funeraria dell’Antico Egitto permangono e sono molto solide”, continua Greco, “e forse nessun’altra tipologia di sarcofago ci permette di capirle di più del cosiddetto sarcofago qeresu o sarcofago a pilastrini. Ne abbiamo parlato in una delle prime puntate quando abbiamo visto come i primi sarcofagi erano definiti appunto qereset. E quando abbiamo letto alcune parole del Libro dei Morti di Kha abbiamo visto che il geroglifico qereset viene usato come determinativo per indicare la sepoltura. Questa forma di sarcofago a cassa con il coperchio bombato, con quattro pilastrini ai lati, lo ritroviamo nel VIII sec. a.C. e questa tipologia di sarcofago è stata definita da John Taylor, curatore al British Museum, una specie di cosmogramma. Perché questo sarcofago contiene in nuce tutte le credenze funerarie dell’Antico Egitto, cosicché il defunto possa avere tutto ciò di cui ha bisogno. Andiamo ad analizzarlo iniziando dalla cassa. Nella cassa vediamo ai lati le cosiddette divinità canopiche, coloro che devono preservare durante la Stundenwachen, durante la vigilia notturna, il corpo del defunto. Interessante notare come la cassa sia divisa dal coperchio dal cosiddetto fregio kekeru, fregio che si nota anche all’interno delle strutture architettoniche dell’Antico Egitto. Nelle tombe si trova al di sopra delle pareti, come a dividere le pareti dal soffitto. Il fatto che sia posto qui ci mette subito in allerta, e ci dice che questa tipologia di testi sono i testi che avremmo trovato nelle pareti di una tomba, mentre quello che vi è al di sopra è il soffitto. E infatti proprio questo avviene. Ci sono sulla cassa le divinità canopiche che preservano il copro, e se il corpo è preservato e intatto il defunto può cominciare il suo viaggio ininterrotto assieme al dio sole nella barca solare. Vediamo il dio sole nella sua fattezza diurna che viaggia da Oriente a Occidente, mentre dall’altra parte troviamo il dio sole sempre nella barca, questa volta è la barca notturna del dio sole, e il dio sole viaggia da Occidente a Oriente”.

La lunetta con l’Occidente del sarcofago a pilastrini dell’VIII sec. a.C. (foto museo Egizio)

La lunetta con l’Oriente del sarcofago a pilastrini dell’VIII sec. a.C. (foto museo Egizio)

Nella colonna di testo al centro viene ricordato un capitolo importante dei testi delle piramidi, il capitolo 368, dove si invoca la dea Nut come colei che divide il cielo in due e che può proteggere il defunto e renderlo come un dio senza nemici. “Ecco quindi che davvero questo sarcofago ricalca in toto una camera sepolcrale”, sottolinea Greco. “Ci viene alla mente la scena meravigliosa che troviamo nella camera sepolcrale della tomba di Ramses VI ad esempio dove la dea Nut divide la calotta della camera sepolcrale stessa nel libro del giorno e della notte, e dove vi sono delle raffigurazioni immense che fanno vedere il viaggio del dio sole continuo durante le 24 ore del giorno. Ebbene la cassa preserva il corpo, il coperchio ci parla della dea Nut e ci fa vedere il periplo continuo del dio sole. Ma anche le lunette laterali ci danno elementi importanti. A partire da quella dove vediamo due occhi udjat con un segno nefer al centro. Questa composizione viene letta neferet e significa Occidente. È il luogo in cui si trova la tomba di Osiride. Quindi da una parte l’Occidente, e ovviamente nell’altra lunetta vi è l’Oriente. Così la cosmografia è assolutamente completa. Qui l’Oriente è molto chiaro. Si vede il segno dell’orizzonte. Sopra l’orizzonte c’è il disco solare che viene adorato dai due ba orientali. Qui sorge il sole e da lì sul coperchio infatti parte la barca del giorno. Dall’altra parte il sole tramonta e sul coperchio parte la barca della notte. Si vede quindi che questo è ciò che ogni defunto ambisce ad avere. Il corpo è preservato, e se il corpo è preservato, il defunto, la sua anima, può viaggiare assieme al dio sole per sempre e maat viene mantenuta sulla terra. Anche qui è interessante notare come questi testi, il libro del giorno e il libro della notte, che troviamo nella camera sepolcrale di Ramses VI, o nella camera sepolcrale di Ramses IX, erano prerogativa semplicemente regali, e in questo periodo con il venir meno della forza unificante politica centrale anche delle persone private possono ambire ad avere un testo”.