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“Lapilli sotto la cenere”: la decima clip del parco archeologico di Ercolano alla scoperta di altri tesori dell’antica Herculaneum presenta lo studio 3D della Casa con Giardino

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La Casa con Giardino a Ercolano (foro Paerco)

In questa decima clip dei “Lapilli sotto la cenere in 3D SCAN” del parco archeologico di Ercolano scopriamo la Casa con Giardino. Connotata da piccoli ambienti generalmente disadorni, dopo il terremoto del 62 d.C. la Casa con Giardino fu abbellita da un ampio giardino. Tra i pochi ambienti che la compongono, si segnala un grande ambiente di soggiorno (oecus) con le pareti annerite, forse perché, nell’ultima fase di frequentazione, la stanza divenne un locale di produzione e non più di soggiorno. Da segnalare gli affreschi nilotici sulle pareti che vogliono richiamare i paesaggi (immaginari) delle rive del Nilo, quadretti di genere che si diffusero molto nella penisola italica, a causa della notevole importanza che il culto della dea egizia Iside rivestì a partire della fine del I secolo a.C. Grazie al progetto Herculaneum 3D Scan possiamo esplorarla, misurarla ed osservarla nei minimi particolari con le nuvole di punti 3D ad altissima densità (https://bit.ly/3jwJe8U).

“Lapilli sotto la cenere”: la quarta clip del parco archeologico di Ercolano alla scoperta di altri tesori dell’antica Herculaneum presenta lo studio 3D della Casa del Mobilio Carbonizzato

L’ingresso della Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano

In questa quarta clip dei “Lapilli sotto la cenere in 3D SCAN” del parco archeologico di Ercolano scopriamo la Casa del Mobilio Carbonizzato che deve il suo nome alla scoperta di tre mobili in legno rinvenuti all’interno di un ambiente posto nella parte più privata dell’abitazione. Un tavolino e due letti, uno dei quali ad alta spalliera con tracce del tessuto che la rivestiva e doghe in legno alle quali era agganciata una rete fatta di corda, costituivano l’arredo di questa sala da pranzo (triclinium) dotata di tre ampie finestre con affaccio sul piccolo cortile interno. La dimora occupa un lotto quadrangolare di circa 250 mq con ingresso sul IV Cardo superiore definito da un ampio portale con stipiti in blocchi di tufo. Superando lo stretto corridoio (fauces) di ingresso, pavimentato in cocciopesto con tessere marmoree bianche e nere a forma di crocetta e un secondo portale, si raggiunge un vasto atrio quadrangolare dove ricorre, in tono minore, lo stesso partito architettonico del loggiato superiore della vicina Casa sannitica. Grazie al progetto Herculaneum 3D Scan possiamo esplorarla, misurarla ed osservarla nei minimi particolari con le nuvole di punti 3D ad altissima densità (https://bit.ly/3h6GJZS).

“Lapilli sotto la cenere”: la seconda clip del parco archeologico di Ercolano alla scoperta di altri tesori dell’antica Herculaneum presente lo studio 3D della Casa del Graticcio

La Casa a Graticcio a Ercolano

La Casa a Graticcio è l’oggetto del nuovo appuntamento con i “Lapilli sotto la cenere in 3D”, occasione per integrare la visita al sito con ulteriori realtà archeologiche visitabili on line. “La vita “in condominio” apparteneva già al mondo antico. Sicuramente a quello romano”, spiegano gli archeologi del parco archeologico di Ercolano. “Tra le testimonianze ercolanesi, quella della Casa a Graticcio risulta particolarmente significativa per l’eccezionale conservazione di una specifica tecnica edilizia, l’opus craticium, costituita da un telaio in legno (o graticcio, da cui il nome), tamponato con vari tipi di materiale, tra cui murature in pietre, mattoni di laterizio, argilla mescolata con paglia o anche canniccio intonacato. Questo sistema costruttivo era molto utilizzato per le partizioni interne, soprattutto nei livelli superiori degli edifici, per via della facilità e della velocità di esecuzione, per la leggerezza e lo scarso costo, a dispetto di alcuni svantaggi come la vulnerabilità al fuoco e agli agenti patogeni del legno, che ne hanno reso molto rara la documentazione archeologica. Grazie al progetto Herculaneum 3D Scan possiamo esplorarla, misurarla ed osservarla nei minimi particolari grazie alle nuvole di punti 3D ad altissima densità (https://bit.ly/2OwOsUJ).

Parco archeologico di Ercolano: dopo il successo di “Lapilli del Parco” parte una nova iniziativa on-line “Lapilli sotto la cenere” alla scoperta dei tesori nascosti dell’antica Herculaneum

La magia del sito archeologico di Ercolano dominato dal Vesuvio (foto Paerco)

Dopo il grande successo di “Lapilli”, di cui archeologiavocidalpassato.com ha dato ampia diffusione,, il Parco Archeologico di Ercolano si trova alla virata di boa con passaggio aduna nuova fase: dai “Lapilli del Parco”, che hanno costituito un momento di virtualizzazione della visita, quando essa era negata dalle circostanze di chiusura al pubblico – per i quali i risultati sono stati travolgenti – ai “Lapilli sotto la cenere”, alla scoperta dei tesori nascosti del Parco. La nuova fase degli approfondimenti condotti sul sito dal direttore, esperti e personale specializzato, parte il 5 agosto 2020. Ora che il Parco è nuovamente aperto, il digitale viene ancora una volta riformulato e arricchito di nuove valenze e il programma “Lapilli” si rinnova portando alla rivelazione di siti inesplorati dal pubblico, dalle domus oggetto di restauro ai depositi del Parco, vera fonte di ispirazione e luogo dove maturano conoscenze e si scoprono sempre nuove storie. Spiegazioni, approfondimenti, curiosità da parte del direttore e dei funzionari del Parco, interventi di esperti, ricostruzioni “Herculaneum 3D Scan”, a cura dell’Herculaneum Conservation Project, ma anche una serie specifica dedicata alla figura di Ercole, come eroe che unisce la città antica e quella moderna, che continueranno, in un appuntamento settimanale, a illustrare, intrattenere e arricchire la conoscenza del Parco di Ercolano.

Francesco Sirano direttore del parco archeologico di Ercolano (foto Paerco)

“Con i “Lapilli sotto la cenere” la visita digitale integra quella reale”, interviene il direttore Francesco Sirano, “ampliando ulteriormente la fruizione dei visitatori portandoli anche a esplorare realtà che per necessità conservative, di restauro o contingenze non sono accessibili. Il format ripropone le modalità oramai care alla community che ogni settimana si ritrova sui canali social del Parco come in una piazza virtuale, commentando i contenuti e scambiandosi opinioni e idee. E nei prossimi mesi l’offerta digitale sarà arricchita e diversificata grazie ai progetti su cui stiamo lavorando da tempo insieme all’Herculaneum Conservation Project con il sostegno sia della Fondazione Packard sia delle istituzioni pubbliche grazie alle quali il Parco non solo partecipa al progetto della Regione Campania “Move to cloud”, ma soprattutto ha ricevuto un importante finanziamento del MiBACT nell’ambito dei fondi europei per il Museo Digitale dell’Antica Herculaneum”.

 

Jane Thompson, manager dell’HCP per le fondazioni Packard

“Siamo felici di essere parte di questo importante processo di cambiamento nel rapporto tra pubblico e Parco archeologico di Ercolano”, dichiara Jane Thompson, Project mangaer dell’Herculaneum Conservation Project. “Sono sempre più evidenti i benefici che l’adozione di strumenti tecnologici possono apportare nella vita degli istituti culturali, a partire dalle pratiche di conservazione e restauro fino ad arrivare alle attività di comunicazione e valorizzazione online e on-site. Questi strumenti aprono la possibilità di stimolare una partecipazione attiva del pubblico che diventa parte essenziale dell’esperienza di visita e, inoltre, offrono la possibilità, anche insieme ad altri progetti che stiamo portando avanti con il Parco Archeologico, oltre ad Herculaneum 3D, di un reale impatto in termini di promozione dell’inclusione sociale, offrendo una possibilità di accesso su più ampia scala e con minori costi da sostenere per il visitatore”.

Con l’avanzare dell’estate aumentano inoltre i visitatori al sito e il Parco Archeologico si adegua al nuovo flusso, aumentando a 50 il numero massimo di persone per fascia oraria. Il biglietto di ingresso è acquistabile on-line sul sito www.ticketone.it e presso la biglietteria del Parco. Al fine di permettere un fluido contingentamento degli ingressi al sito, nel rispetto della vigente normativa anti-covid, al momento dell’acquisto il visitatore sceglie la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 50 persone per turno. “Intanto al Parco si tirano le somme della crescita del pubblico social del sito”, aggiunge Sirano. “Molto forte l’incremento nei mesi del lockdown. Durante questi mesi abbiamo rivoluzionato il nostro modo di lavorare con grandi risultati per Ercolano: per questo la scelta di continuare ad arricchire i contenuti virtuali per appassionare sempre di più il nostro pubblico e continuare a intessere i nodi per formare una rete di contatti, di relazioni, di contenuti, di passione”.

“Lapilli di Ercolano”: con la decima clip si va alla scoperta della Casa Sannitica, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”

Il decimo appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv), della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv), Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp) e della Casa del Gran Portale (https://bit.ly/2SABXK6) ci fa esplorare, osservare e anche misurare i dettagli della Casa Sannitica (https://bit.ly/2LrqWqv) grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute. Per una esperienza di uso migliore ti consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone.

L’atrio della Casa Sannitica a Ercolano (foto Paerco)

Andiamo alla scoperta della Casa Sannitica. Le abitazioni erano e sono sempre cose vive, si trasformano man mano che scorre la storia dei loro proprietari e inquilini, in un mutare continuo, che l’archeologia ci consente spesso di conoscere anche nei dettagli. Ad Ercolano, la Casa Sannitica ci racconta come è stata erosa con il passare del tempo, avendo dovuto, da un lato, cedere l’intero quartiere del peristilio ad altre due abitazioni, e, dall’altro, rendere indipendente il piano superiore con una scala esterna, evidentemente per il bisogno di darlo in affitto. Ma a ricordarci il primo splendore di questa domus, resta la raffinatezza dell’atrio con il finto loggiato di semicolonne ioniche collegate da eleganti transenne a reticolato, che, dall’alto della parete, si impone subito alla vista di chi attraversa il corridoio di ingresso.

“Lapilli di Ercolano”: con la nona clip si va alla scoperta della Casa del Gran Portale, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”

Il nono appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv), della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv) e della Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp), ci fa esplorare, osservare e anche misurare i dettagli della Casa del Gran Portale https://bit.ly/2SABXK6 grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute. Per una esperienza di uso migliore si consiglia di utilizzare un pc invece di uno smartphone.

La Casa del Gran Portale di Ercolano (foto Paerco)

La Casa del Gran Portale è un bell’ esempio del riuso già nell’antichità. La domus prende il nome dal portale in mattoni che utilizza capitelli scolpiti in tufo, più antichi di circa duecento anni (età ellenistica). Nelle pareti delle fauces (ingresso della casa) sono inglobati, nella loro posizione originaria, colonne e pilastri che un tempo facevano parte del peristilio della Casa Sannitica. La casa è decorata da splendide pitture in IV Stile con soggetti mitologici, mentre il giardino dipinto lungo le pareti del cortile crea l’illusione di uno spazio verde.

“Lapilli di Ercolano”: con l’ottava clip si va alla scoperta della Casa del Colonnato Tuscanico, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”

L’ottavo appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv) e della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv), ci fa esplorare, osservare anche misurare i dettagli della Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp) grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità, acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone. Per una esperienza di uso migliore ti consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute.

La Casa del Colonnato Tuscanico a Ercolano (foto Paerco)

La Casa del Colonnato Tuscanico: il nucleo dell’abitazione, incentrato sull’atrio pavimentato in cocciopesto (un tritume di terracotta, calce e sabbia, resistente all’umidità), fu ristrutturato in età augustea (27 a.C. – 14 d.C.); l’impluvium (il bacino in cui confluiva l’acqua al centro delle case) fu rivestito di marmi e trasformato in fontana; le pareti furono decorate in “terzo stile”, una particolare decorazione pittorica risalente agli anni tra il 20 a.C. e il 50 d.C. Il peristilio, ossia il colonnato tuscanico, fu aggiunto inglobando una casa attigua e gli ambienti che si sviluppavano intorno ad esso furono decorati con affreschi e mosaici risalenti agli anni immediatamente precedenti all’eruzione del 79 d.C. Dal piano superiore, invece, provengono un tesoretto di monete del valore di 1400 sesterzi e un sigillo di bronzo.

“Lapilli di Ercolano”: con la settima clip si va alla scoperta della Casa del Bel Cortile, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”

Torna l’appuntamento settimanale con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano. Dopo la visita virtuale del Parco della settimana scorsa (https://bit.ly/3cfiPsv) oggi si va alla scoperta di una delle domus caratteristiche di Herculaneum: la Casa del Bel Cortile! Cliccando qui: https://bit.ly/2K5YVEv si può esplorarla in ogni suo dettaglio attraverso le nuvole di punti 3D ad altissima densità, acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”. Per una esperienza di uso migliore vi consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute.

La scala nel cortile della Casa del Bel Cortile a Ercolano (foto Graziano Tavan)

Partivcolare di una parete affrescata della Casa del Bel Cortile a Ercolano (foto Paerco)

La Casa del Bel Cortile è caratterizzata da diverse pitture parietali ed un ampio cortile da cui il nome. Presenta un impianto totalmente diverso dal classico schema delle case romane. Superato l’ingresso, si accede direttamente a un ambiente che funge sia da vestibolo che da atrio, dal basso soffitto e le pareti decorate in quarto stile, con zona centrale in rosso e fregio in bianco e disegni geometrici. Sul lato nord una porta conduce alla cucina, mentre su quello sud si trovano una serie di cubicoli, tutti affrescati. Sul lato orientale dell’atrio si apre il cortile con decorazioni in quarto stile dove predomina il colore rosso, e una scala in muratura con parapetto in pietra conduce al piano superiore, oggi non accessibile al pubblico.

“Lapilli di Ercolano”, la sesta clip introduce una novità: l’anteprima di una visita virtuale in 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute. Ogni settimana i visitatori potranno entrare virtualmente in una nuova residenza degli antichi ercolanesi

“Alla vista il Parco archeologico di Ercolano sembra addormentato”, afferma il direttore Francesco Sirano, “ma nessuna notte è infinita e tutte le attività che stiamo mettendo in campo rappresentano le nuove albe che vivrà il Parco, ulteriori spunti per i visitatori che aspettano che i cancelli si riaprano”. Il sesto appuntamento con i “Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano” presenta una novità. Le visite virtuali dei Lapilli si arricchiscono di nuove emozionanti esperienze con nuvole di punti 3D ad altissima densità acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone. Grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”, in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute (PHI), visitatori ed esperti potranno esplorare virtualmente le domus della città antica ma anche, misurare distanze, superfici, volumi ed esportare i dati nei formati più comuni. Un esperimento condiviso per scoprire con gli appassionati con gli studiosi le nuove modalità di fruizione virtuale e le potenzialità in termini di strumento di lavoro per il settore. Clicca qui per la tua prima visita virtuale del Parco: https://bit.ly/3cfiPsv. Per tutte le informazioni e le specifiche tecniche: https://bit.ly/3b88deX. Ogni settimana, nell’ambito della programmazione social del mercoledì dei Lapilli, i visitatori potranno entrare virtualmente in una nuova residenza degli antichi ercolanesi, ammirarne i dettagli costruttivi ed interagire con strumenti specifici con l’ambiente virtuale. Studiosi e appassionati potranno godere di queste ricchezze culturali patrimonio dell’umanità, esplorandoli direttamente dalle proprie case, attraverso i propri dispositivi (Facebook: https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano).

Il progetto “Herculaneum 3D SCAN” è curato dal parco archeologico di Ercolano in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute (PHI) (foto Paerco)

“Herculaneum 3D SCAN” nasce dalla volontà di condividere in anteprima con la comunità, sia essa quella propriamente scientifica, degli addetti ai lavori che del pubblico più ampio, una parte della ricchissima banca dati raccolta nell’ambito della pluriennale attività di documentazione e monitoraggio del sito archeologico di Ercolano. Un esperimento condiviso che vuole esplorare non solo le nuove modalità di fruizione virtuale del Bene Culturale, realtà ben nota al grande pubblico, ma anche le potenzialità in termini di strumento di lavoro per il settore. Il progetto “Herculaneum 3D SCAN” rappresenta il primo passo all’interno di un percorso più ampio che il Parco Archeologico di Ercolano insieme con il Packard Humanities Institute porterà a compimento nel prossimo futuro. Si tratta della pubblicazione online, attraverso un portale open-data corredato di funzionalità web-GIS, dei dati raccolti all’interno degli archivi e delle risorse elaborate durante l’incessante azione promossa per la conservazione e la valorizzazione del sito archeologico, e del suo rapporto con il territorio: Herculaneum Open Data, un’iniziativa promossa nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project, l’ambizioso partenariato pubblico-privato che sta completando il suo secondo decennio di attività attraverso un’azione sinergica e congiunta che non trova confronti all’interno della gestione del patrimonio archeologico italiano. Alla fase di pubblicazione dei nuovi contenuti attraverso i canali digitali del Parco, seguirà poi la seconda fase quando, a cancelli aperti, continuerà l’azione di ampliamento della fruizione, affiancando alla visita fisica al sito anche la visita virtuale alle realtà non accessibili dal pubblico per restauri in corso, messe in sicurezza e lavori di manutenzione.

Il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano (a destra) dialoga con, da sinistra, il sindaco Ciro Bonajuto, il responsabile dell’Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il ministro Dario Franceschini (foto Paerco)

“Il progetto Herculaneum 3D SCAN è solo la punta dell’iceberg di una serie di iniziative che abbiamo intenzione di portare avanti”, interviene Jane Thompson, manager dell’HCP per le fondazioni Packard. “La collaborazione con un partner pubblico sempre più attivo ed efficiente nella gestione del sito archeologico ci consente di canalizzare gli sforzi, e in particolare la nostra azione come Fondazione Packard, per una valorizzazione responsabile e doverosa degli ultimi 20 anni di attività di ricerca, studi, documentazione, risorse, strumenti e linee guida portati avanti nel sito di Ercolano. Mi auguro che l’iniziativa possa avere il più ampio respiro possibile sia in termini di divulgazione che di feedback da parte del grande pubblico e degli addetti ai lavori; prepariamoci nel prossimo futuro ad altre iniziative come questa!”.

Esempi di utilizzo dell’Herculaneum 3D SCAN (foto Paerco)

“Mentre stiamo avviando le procedure per la realizzazione del Museo Digitale dell’Antica Herculaneum, finanziato solo poche settimane fa dal MIBACT con fondi PON Cultura e Sviluppo (FESR 2014-2020) per quasi 5 milioni di Euro, grazie all’incredibile rafforzamento ed all’entusiasmante collaborazione pubblico- privato con il Packard Humanities Institute (PHI)”, dichiara il Direttore Sirano, “avanziamo il portale open- data e siamo in grado di offrire un’esperienza interattiva e di partecipazione per la conoscenza di Ercolano antica. Abbiamo deciso di condividere una significativa scelta di rilievi da scansioni 3D di alcune delle domus più belle di Ercolano. Belle ma chiuse al pubblico perché bisognose di interventi di restauro. La gara per l’appalto dei lavori, affidata ad INVITALIA, è oramai pronta e partirà nei prossimi giorni, ma nel frattempo tutto il nostro pubblico avrà il privilegio unico di accedere alla casa a Graticcio, la casa dell’Atrio a mosaico, la Casa del Colonnato tuscanico solo per citarne alcune. Sono veramente fiero di tutte le forze messe in campo dallo staff del Parco e da tutta la rete di collaborazioni con cui interagiamo e, in primis, con il PHI e i colleghi dell’Herculaneum Conservation Project. Tutto il nostro personale con lena si sta dedicando in smart working dalle proprie abitazioni a garantire la continuità amministrativa e nuove opportunità di visita alternative per i nostri visitatori. Noi eravamo pronti a partire con la completa digitalizzazione del flusso di tutti i nostri documenti, che sperimentavamo da qualche mese già prima della crisi COVID19: con l’inizio dello smart working abbiamo dematerializzato tutti i processi e posso con orgoglio dire che non abbiamo mai smesso di seguire la nostra attività compresa quella dei pagamenti dovuti agli operatori economici che svolgono lavori e servizi per il Parco. Compiendo il nostro dovere siamo consapevoli di contribuire ad assicurare liquidità agli operatori economici e, di conseguenza, contribuiamo ad assicurare le necessarie entrate ai loro dipendenti e alle loro famiglie”.