Archivio tag | “Pomeriggi dell’Archeologico” al MAF

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Barbara Arbeid su “Serpenti d’Etruria: il fascino delle profonde forze della natura”, secondo appuntamento di “Maggio 2025: mese degli Etruschi”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze secondo appuntamento con la rassegna “Maggio 2025: mese degli Etruschi”. Giovedì 8 maggio 2025, alle 17, Barbara Arbeid, co-curatrice della sezione etrusca del MAF, presenta “Serpenti d’Etruria: il fascino delle profonde forze della natura”. Un’occasione davvero speciale per i “Pomeriggi dell’Archeologico”, per incontrare gli Etruschi da un punto di vista insolito, attraverso il loro rapporto con l’ambiente e con i simboli di un misticismo naturalistico. L’ingresso gratuito è consentito esclusivamente su prenotazione obbligatoria, entro le 15 di mercoledì 7 maggio 2025, scrivendo all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it (fino a un massimo di 50 posti)

Firenze. Al museo Archeologico nazionale al via la rassegna “Pomeriggi dell’Archeologico” con Barbara Barbaro (Sabap Etruria meridionale) su “L’insediamento sommerso del Gran Carro di Bolsena: memoria di una comunità perilacustre della prima Età del Ferro”

Giovedì 3 aprile 2025, alle 17, il museo Archeologico nazionale di Firenze inaugura la nuova rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” con una conferenza di Barbara Barbaro, funzionaria archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, su “L’insediamento sommerso del Gran Carro di Bolsena: memoria di una comunità perilacustre della prima Età del Ferro”. L’ingresso gratuito è consentito solo su PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it. Vengono presentati i dati delle ultime campagne di scavo dirette dalla soprintendenza per l’Etruria meridionale nel complesso protostorico del Gran Carro, un insediamento villanoviano oggi sommerso e che ha conservato le tracce della vita quotidiana di una comunità della prima Età del Ferro. Il sito, importante laboratorio sperimentale dell’archeologia subacquea in Italia, oggi oggetto di investimenti per la creazione di un percorso subacqueo accessibile al pubblico, è stato scoperto oltre sessant’anni fa, ma è stato indagato a più riprese solo recentemente. Grazie allo scavo stratigrafico, è stato possibile comprendere le dinamiche di formazione del deposito archeologico, unico per lo stato di conservazione, fondamentale per la comprensione di aspetti mai registrati in altri contesti coevi e all’asciutto.