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Policoro (Mt). Al museo Archeologico della Siritide percorso guidato “Nel segno di Demetra: un viaggio tra mito e modernità” tra EcoParco e la mostra “Dee del Grano”

Il legame tra terra, grano e sacro continua a ispirare l’arte dopo millenni. Domenica 15 febbraio 2026, alle 17, al museo Archeologico della Siritide di Policoro (Mt) la visita guidata “Nel segno di Demetra: un viaggio tra mito e modernità”, un’esperienza unica che unisce il fascino dell’archeologia alla forza dei linguaggi contemporanei. Il percorso è incluso nel biglietto d’ingresso del Museo e del Parco (escluse gratuità di legge). Prenotazione consigliata allo 0835.972154. il percorso guidato dal personale del museo si snoda attraverso l’EcoParco, una passeggiata tra natura e le nuove installazioni artistiche, e la mostra “Dee del Grano”, un’immersione nei reperti e nei simboli legati al culto di Demetra. L’evento fa parte dell’iniziativa di mostra diffusa dedicata alle divinità della terra, un racconto corale che attraversa il territorio lucano.

Policoro (Mt). Al museo Archeologico nazionale della Siritide a Policoro (Mt) “Nel segno di Demetra: un viaggio tra mito e modernità”: percorso guidato tra archeologia e linguaggi contemporanei

Sapevate che il legame tra terra, grano e sacro continua a ispirare l’arte dopo millenni? Domenica 18 gennaio 2026, alle 16.30, al museo Archeologico nazionale della Siritide a Policoro (Mt) “Nel segno di Demetra: un viaggio tra mito e modernità”, un’esperienza unica che unisce il fascino dell’archeologia alla forza dei linguaggi contemporanei. Un percorso guidato dal personale del museo che si snoda attraverso “L’Eco Parco”, una passeggiata tra natura e le nuove installazioni artistiche; e la mostra “Dee del Grano”, un’immersione nei reperti e nei simboli legati al culto di Demetra. L’evento fa parte dell’iniziativa di mostra diffusa dedicata alle divinità della terra, un racconto corale che attraversa il nostro territorio. Il percorso è incluso nel biglietto d’ingresso del museo e del parco (escluse gratuità di legge). Prenotazione allo 0835.972154.

Sibari (Cs). Per “I Giovedì del Direttore”, in presenza e on line, l’incontro “(Noi e) Gli altri: Un dialogo (ancora) aperto. Dopo quasi 3.000 anni”: Filippo Demma dialoga con il prof. Fabrizio Mollo e il gruppo di ricerca dei Parchi

Chi erano gli uomini che abitavano le terre calabre nel momento in cui i coloni greci raggiunsero le rive della Sibaritide? E in che modo l’interazione tra culture diverse ha plasmato il panorama storico della Calabria antica? Se ne parla nell’incontro “(Noi e) Gli altri: Un dialogo (ancora) aperto. Dopo quasi 3.000 anni”, giovedì 8 gennaio 2026, alle 18, al Punto Ristoro (Catasta) del parco archeologico di Sibari (Cs), nuovo appuntamento de “I Giovedì del Direttore” in cui si propone un dialogo corale, aperto a tutti, una sorta di Simposio sibarita, al quale si potrà sedere portando tutta la propria curiosità. Il prof. Fabrizio Mollo dialoga con il gruppo di ricerca dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Introduce e modera il direttore Filippo Demma. Diretta sul canale YouTube dei Parchi al seguente link: https://youtube.com/live/Oofh6bll320?feature=share. Al centro dell’incontro ci sarà il saggio del professor Fabrizio Mollo “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.)”. Un testo fondamentale per analizzare la società Enotria ed il suo ruolo nel complesso mosaico del Mediterraneo pre-romano.

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)

“Il ruolo del simposiarca”, spiegano al Parco, “se l’è preso il direttore Filippo Demma – del resto, lo sappiamo, i Giovedì sono i suoi – e a tavola con lui ci saremo tutti Noi, gli archeologi del gruppo di ricerca dei Parchi, per animare il confronto con l’Autore, e superare le narrazioni lineari che hanno fino a poco fa dominato la ricerca scientifica, approfondire le modalità di scambio tra realtà diverse, leggere e interpretare i segni materiali/immateriali di una convivenza articolata. Ospite graditissimo il pubblico, che potrà partecipare alla discussione aperta, ponendo domande, ma anche proponendo idee e argomenti. Special guests: Damiano Pisarra, soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio di Cosenza; Carmelo Colelli, direttore del parco e museo archeologico nazionale della Siritide di Policoro; Vincenzo Cracolici, direttore del parco e museo archeologico nazionale di Metaponto. Perché in fondo questi “Altri” siamo un po’ anche Noi, noi tutti. Quel che siamo oggi, come Italiani e Calabresi, inizia a prendere forma nel momento in cui quel contatto avviene; perché la nostra identità, come tutte le identità, nasce da numerose ibridazioni, è frutto degli incontri con tutti gli Altri con i quali, nel corso di una storia millenaria, ci siamo trovati a condividere spazio e tempo, con cui ci siamo scontrati e incontrati, che nell’incontro ci hanno cambiati e che incontrando, abbiamo cambiato. Esattamente come avvenne quasi tremila anni fa tra Enotri e Greci (e poi, tra Greci e Romani, e poi tra Romani e “Barbari” e poi…). Parleremo quindi di Enotri, di Greci, di fondazioni e conquiste. Ma, soprattutto parleremo di Noi. Trattandosi di un simposio, non potranno mancare il cibo e il vino, quelli del nostro partner gastronomico, Catasta Pollino”.

Copertina del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.)” di Fabrizio Mollo

Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.) (Rubettino editore). Il libro esamina il complesso rapporto e le interazioni tra Greci e popolazioni indigene e italiche, gli Altri, nella Calabria antica tra IX e III sec. a.C. attraverso fonti letterarie, origini mitiche e documentazione archeologica. Dalla colonizzazione greca, passando per la crisi delle poleis e la fine di Sibari, sino all’arrivo di Lucani e Brettii, alla guerra annibalica e all’affermazione di Roma il Bruzio dimostrerà la sua centralità culturale, economica e politica nel Mediterraneo. L’identità culturale della Calabria antica sarà ricostruita attraverso l’etnografia e gli aspetti socio-antropologici, le cui conoscenze approfondite potranno contribuire a superare la percezione di debolezza e minorità dei Calabresi, spesso frutto di retaggi culturali e condizionamenti ambientali.