Archivio tag | parco archeologico di Pompei

Pompei. La tavolozza dei pittori antichi si arricchisce del “grigio pompeiano”: la scoperta del colore dalla ricerca “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials” del parco archeologico con l’università del Sannio e la “Federico II” di Napoli pubblicata sulla rivista Journal of Archaeological Science

pompei_parco_studio-pigmenti-Rivista-JAS_studio-colori_foto-parco-archeologico-pompei

La raccolta dei pigmenti dai contesti di scavo a Pompei (foto parco archeologici pompei)

Nella tavolozza dei pittori di Pompei fa capolino il grigio, il grigio pompeiano. La ricerca “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials” appena pubblicato sul numero 177 / 2025 della prestigiosa rivista internazionale Journal of Archaeological Science (vedi https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0305440325000500), ha infatti dimostrato il primo utilizzo, finora conosciuto, di un nuovo colore grigio in cui la presenza di barite e alunite, forniscono la prima prova dell’utilizzo del solfato di bario nel Mediterraneo in epoca antica. La ricerca è il frutto di una fruttuosa collaborazione del parco archeologico di Pompei con il gruppo di ricerca di Mineralogia e Petrografia del dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’università del Sannio, in collaborazione con gli studiosi del dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e delle Risorse dell’università “Federico II” di Napoli. Tale collaborazione prevede anche lo studio dei colori negli affreschi pompeiani, cogliendo le possibilità scientifiche offerte dai nuovi ritrovamenti negli scavi in corso, dove le analisi diagnostiche non invasive vengono condotte coordinandosi con le operazioni di restauro. L’ultima campagna ha riguardato la stanza rossa della “Casa del Tiaso”.

pompei_parco_studio-pigmenti-Rivista-JAS_colori-antichi_foto-parco-archeologico-pompei

Prodotti base per la realizzazione dei colori usati dagli antichi pittori di Pompei (foto parco archeologico pompei)

L’indagine ha avuto come oggetto lo studio dei pigmenti rinvenuti in alcuni eccezionali contesti pompeiani, che vanno dal III secolo a.C. all’eruzione del 79 d.C., coprendo la quasi totalità della tavolozza pittorica degli antichi pittori. La gamma cromatica è composta da pigmenti naturali e sintetici, inorganici e organici e la composizione dei pigmenti è stata rivelata grazie a un approccio analitico non invasivo che combina la microscopia con la spettroscopia, concepito per preservare tali beni per il futuro. Tale approccio ha permesso di scoprire che gli artisti mescolavano sapientemente le materie prime per ottenere un’innumerevole gamma di tonalità cromatiche.

pompei_parco_studio-pigmenti-Rivista-JAS_studio-blu-egizio_foto-parco-archeologico-pompei

Lo studio del blu egizio nella ricerca “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials” (foto parco archeologico pompei)

“Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione delle tecniche pittoriche degli antichi Romani”, ha dichiarato Celestino Grifa, professore associato di Petrografia e Petrologia al dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’università del Sannio. “La possibilità di quantificare accuratamente i composti coloranti nelle miscele ci ha permesso di rivedere il processo artistico delle pitture murali, che prevedeva miscelazione dei pigmenti puri -in particolare il blu egizio, il bianco e il rosso piombo- che venivano sapientemente proporzionati per creare la palette desiderata”.

pompei_parco_studio-pigmenti-Rivista-JAS_analisi-colori_foto-parco-archeologico-pompei

Analisi dei pigmenti nella ricerca “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials” (foto parco archeologico pompei)

“È uno studio essenziale anche ai fini del restauro degli affreschi pompeiani, che sono molto fragili e richiedono una conoscenza approfondita per una corretta conservazione”, aggiunge il direttore del Parco, Gabriel Zuchtrieghel. “Simili analisi sono già in corso per la megalografia dionisiaca recentemente scoperta. Esemplare sinergia tra ricerca e tutela che esprime l’eccellenza italiana in questo settore”.

Pompei. In occasione della Giornata del Paesaggio apre la Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso): percorsi guidati nel verde con i ragazzi del Tulipano

pompei_parco_casa-Orto-Botanico_orto-4_foto-parco-archeologico-pompei

La Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

A Pompei apre dal 14 marzo 2025, in occasione della Giornata nazionale del Paesaggio, la Casa dell’Orto Botanico, conosciuta anche come Casa di Nesso, per la presenza di un affresco che ne rappresenta il mito. Un nuovo tassello verde all’interno dell’area archeologica di Pompei che ritorna alla fruizione, con il suo giardino storicamente riorganizzato dall’Area Cura del Verde del Parco, come in antico.

pompei_parco_casa-Orto-Botanico_orto-3_foto-parco-archeologico-pompei

La Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

pompei_parco_casa-Orto-Botanico_Ollae-pertusae_foto-parco-archeologico-pompei

Olle pertusae nella Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La casa presentava una zona residenziale nella parte nord-orientale della struttura, mentre a sud vi era un grande giardino che ospita l’Orto Botanico, dal quale oggi prende nome. Si tratta di un’area verde di oltre 800 mq dove sono raccolte un insieme di specie rappresentative che venivano coltivate già nella città antica: alberi da frutta, piante sacre, medicinali, orticole. Viene riproposta la quartatura in Ars topiaria, disegno presente nel secolo scorso con la sostituzione delle siepi a mirto con piante di melograno nano. Nel secondo giardino sono presenti aiuole con metodi di coltivo arcaico (spallettature rinforzate e olle pertuse), specie utilizzate sono tinctorie, aromatiche, orticole, officinali.

pompei_parco_casa-Orto-Botanico_orto-1_foto-parco-archeologico-pompei

Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il 14 marzo 2025 sarà possibile scoprire le diverse specie botaniche presenti nell’orto e partecipare ad un percorso guidato dal titolo “Potatura del verde: rispetto delle forme nel paesaggio” grazie alle visite organizzate dai ragazzi dell’associazione Il Tulipano, assieme ai funzionari dell’Area Cura del Verde del Parco, Claudia Buonanno, Crescenzo Mazzuocolo, Halinka Di Lorenzo e al primo giardiniere e restauratore del verde storico, Maurizio Bartolini. Dalla domus partirà alle 10 un gruppo di 40 persone che si sposterà fino al percorso verde extramoenia.

pompei_parco_casa-Orto-Botanico_orto-2_foto-parco-archeologico-pompei

Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Quest’ attività in particolare rientra nel progetto del Parco di archeologia e agricoltura sociale che vede protagonisti ragazzi con autismi e\o disabilità cognitiva impegnati in attività concrete nel sito archeologico e che, avviato da alcuni anni, è oggi confluito nella prima “Fattoria Sociale e culturale Parvula Domus”, all’interno di un’area archeologica in Italia, iscritta al REFAS albo delle Fattorie Sociali della Regione Campania. Il progetto si inserisce tra le diverse azioni messe in campo dal Parco archeologico, in collaborazione con diversi partner, per la gestione dell’ampio patrimonio naturale e paesaggistico del sito. La Giornata nazionale del Paesaggio, istituita nel 2016, è occasione di riflessione pubblica e diffusione dei valori connessi alle buone pratiche di tutela e valorizzazione del paesaggio.

Torre Annunziata (Na). Per la Giornata della Donna alla villa di Poppea di Oplontis itinerari guidati gratuiti “Ubi tu Gaius, ibi ego Gaia” con un approfondimento sulla cerimonia nuziale nell’antica Roma

torre-annunziata_oplontis_8-marzo_ubi-gaius-ibi-gaia_locandinaL’8 marzo 2025, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, alla Villa di Poppea ad Oplontis di Torre Annunziata, saranno proposti gli itinerari guidati gratuiti “Ubi tu Gaius, ibi ego Gaia”, alle 10, 11 e 12, con un approfondimento sulla cerimonia nuziale nell’antica Roma, organizzati dall’Archeoclub d’Italia APS sede di Torre Annunziata “Mario Prosperi” e dal Gruppo storico oplontino e prevede l’accoglienza dei visitatori a cura di ArevOd, associazione di ospitalità diffusa per un turismo di qualità. Sarà possibile assistere alla rievocazione di un matrimonio così come si svolgeva nell’antica Roma. L’evento sarà suddiviso in quattro scene. Prenotazione ai numeri: 0818612704 – 3914737154 o alla mail: torrearcheoclub@gmail.com. Nell’ambito della Giornata Internazionale della donna, ingresso gratuito per tutte le donne.

8 marzo al parco di Pompei: le donne entrano gratis. E in vista della mostra “Essere donna nell’antica Pompei” (da aprile alla Palestra grande) si possono scoprire nel sito i racconti di 8 donne dell’antica Pompei

pompei_parco_giornata-della-donna-2025_locandinaAppuntamento centrale sarà la mostra “Essere donna nell’antica Pompei” che sarà inaugurata il 16 aprile 2025 alla Palestra Grande di Pompei e attorno alla quale ruoteranno eventi correlati e/o ispirati al tema: un anno di iniziative dedicate al composito mondo femminile della Pompei romana e alle sue numerose sfaccettature. Si comincia l’8 marzo 2025, “Giornata internazionale della donna”, quando non solo l’ingresso sarà gratuito per le donne nei siti del parco archeologico di Pompei, si potranno scoprire i racconti di 8 delle donne che avranno spazio in mostra, attraverso i pannelli presenti in diversi luoghi del sito e approfondire ulteriormente sull’app MyPompeii (si può scaricare la mappa clicca qui).

pompei_parco_mostra-essere-donna-nell'antica-pompei_mappa_locandina

Sarà possibile incontrare Eumachia presso la tomba a Porta Nocera e presso l’edificio nel Foro; Mamia, Nevoleia Tyche e Flavia Agatea presso le tombe a Porta Ercolano; Asellina al Termopolio di Asellina; Giulia Felice nei Praedia di Giulia Felice; Eutychis nel quartiere servile della Casa dei Vettii; Amaryllis presso la Casa di Marco Terenzio  Eudosso. Sarà inoltre visibile la ricostruzione di un telaio verticale, legato ad una delle attività femminili per eccellenza, nella Casa della Venere in Conchiglia.

pompei_parco_mostra-essere-donna-nell'antica-pompei_locandinaEssere donna nell’antica Pompei, mostra a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori; progettazione scientifica di Alfonso Amendola, Monica Baggio, Patrizia Basso, Silvia Martina Bertesago, Maria Stella Busana, Rachele Cava, Anna Civale, Giovanni De Benedictis, Anna Favero, Sophie Hay, Mauro Menichetti, Tiziana Rocco, Giuseppe Scarpati. Cosa significava essere una donna a Pompei? La città campana e il suo straordinario stato di conservazione si pongono ancora una volta come osservatorio privilegiato per conoscere aspetti della vita quotidiana delle donne e della posizione che esse occupavano nella casa e nella società romana. Affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso ci offrono informazioni preziose sulla vita e le attività di un universo femminile fondamentale per il buon funzionamento della comunità. Tutte le categorie femminili vi sono documentate: matrone, liberte, schiave; tutti i ruoli familiari: mogli, figlie, concubine; tutte le fasi della vita: nascita, infanzia, matrimonio, maternità, morte. A questo mondo femminile composito e ricco di sfaccettature è dedicata la nuova mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, che sarà inaugurata alla Palestra Grande di Pompei il 16 aprile 2025. In occasione della giornata della donna sono già disponibili i primi contenuti dedicati ad alcune delle donne che verranno raccontate in mostra.

All’auditorium degli Scavi (e on line) il parco archeologico di Pompei e l’Agenzia del Demanio presentano l’avviso di consultazione di mercato per la valorizzazione del Real Polverificio Borbonico di Scafati (Sa)

pompei_scafati_Polverificio-borbonico-001_foto-parco-archeologico-pompei

Il Real Polverificio Borbonico a Scafati (foto parco archeologico pompei)

Come verrà valorizzato il Real Polverificio Borbonico di Scafati (Sa)? Chi è interessato a investire in questo immobile dello Stato di grande valore storico-culturale? L’obiettivo dichiarato dall’Agenzia del Demanio e dal parco archeologico di Pompei è quello di generare sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale sul territorio, nel rispetto della sua identità storica e della sua vocazione agricola. Con questo obiettivo, l’Agenzia del Demanio e il parco archeologico di Pompei organizzano un incontro con stakeholder e investitori privati per illustrare l’iter di valorizzazione del Real Polverificio Borbonico di Scafati e i termini dell’avviso di consultazione di mercato in corso che terminerà il 30 aprile 2025. L’evento si tiene il 4 marzo 2025, alle 11, all’auditorium del parco archeologico di Pompei. L’evento potrà essere seguito in streaming sul canale youtube del parco archeologico di Pompei.

pompei_real-polverificio-borbonico_scafati_panorama-col-vesuvio_foto-parco-archeologico-pompei

Il Real Polverificio Borbonico a Scafati in un panorama dominato dal Vesuvio (foto parco archeologico pompei)

Il programma. Saluti, introduzione e moderazione di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei. Seguono i saluti istituzionali di Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati; Carmine Lo Sapio, sindaco di Pompei; Giovanni Capasso, responsabile Unità Grande Pompei; Bruno Discepolo, assessore Urbanistica e pianificazione territoriale della Regione Campania. Intervengono Cetti Lauteta, partner The European House – Ambrosetti S.p.A. responsabile Practice Scenario Sud TEHA Group; Alessandra dal Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio; Vincenzo Calvanese, responsabile del Real Polverificio Borbonico di Scafati e RUP dell’avviso di consultazione di mercato.

Pompei. Nell’insula 10 della Regio IX scoperto, in una sala per banchetti, un eccezionale fregio a figure grandi con Baccanti satiri e il corteo di Dioniso per l’iniziazione di una donna: nuova luce sui misteri dionisiaci a 100 anni dalla scoperta della Villa dei Misteri. Gli interventi del direttore Zuchtriegel e del ministro Giuli

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_veduta-generale-sala-banchetto_foto-parco-archeologico-pompei

Veduta generale della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: aperta sul giardino con il corteo di Dioniso a megalografie che si sviluppa lungo tutti i tre lati (foto parco archeologico pompei)

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_baccante_foto-parco-archeologico-pompei

Sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: megalografia con baccante (foto parco archeologico pompei)

Scoperto a Pompei un fregio a figure grandi con Baccanti, satiri, Sileno e il corteo di Dioniso, il Tiaso, che ha dato il nome alla domus, la Casa del Tiaso, in corso di scavo nella Regio IX. A più di 100 anni dalla scoperta della villa dei Misteri, un nuovo grande affresco getta luce sui misteri di Dioniso nel mondo classico. In una grande sala per banchetti, scavata in queste settimane nell’area centrale di Pompei, nell’insula 10 della Regio IX, è emerso un fregio a dimensioni quasi reali, ovvero una “megalografia” (dal greco “dipinto grande”- ciclo di pitture a grandi figure), che gira intorno a tre lati dell’ambiente; il quarto era aperto sul giardino. La scoperta è stata presentata ufficialmente mercoledì 26 febbraio 2025, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. E sempre mercoledì 26 febbraio 2025 su Raiuno alle 21.30 Alberto Angela ha dedicato una striscia di approfondimento proprio a queste ultime scoperte del parco archeologico di Pompei.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_veduta-generale-sala-banchetto_1_foto-parco-archeologico-pompei

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: il fregio col corteo di Dioniso a megalografie si sviluppa lungo le pareti (foto parco archeologico pompei)

L’ambiente del Tiaso dionisiaco sarà visibile per il pubblico fin da subito nell’ambito delle visite al cantiere, già avviate dall’inizio dello scavo per i vari ambienti via via indagati. Tutti i giorni dal lunedì al venerdì, alle 11 – previa prenotazione al numero 327 2716666 – sarà possibile accedere in due gruppi da 15 persone, accompagnati dal personale di cantiere che illustrerà i principali rinvenimenti e ambienti emersi e la metodologia di scavo. Per accedere alle visite sarà necessario munirsi del regolare biglietto di ingresso al parco archeologico.

pompei_regio-IX_insula-10_salone-nero_(1)_foto-parco-archeologico-pompei

Il salone da banchetto (oecus tricliniare), dalle eleganti pareti nere, scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Le indagini nella cosiddetta Regio IX di Pompei – uno dei nove quartieri in cui è suddiviso il sito – sono partite a febbraio 2023, in un’area estesa per circa 3.200 mq, quasi un intero isolato della città antica sepolta nel 79 d.C. dal Vesuvio. Oggi il cantiere è nella sua fase di conclusione, che prevede gli ultimi interventi di messa in sicurezza, al termine dei quali un progetto di valorizzazione consentirà anche una futura fruizione permanente dell’area da parte di tutti i visitatori. Il progetto di “Scavo, messa in sicurezza e restauro dell’Insula 10 Regio IX” era stato intrapreso ai fini della riconnessione con il tessuto urbano di via di Nola e della riduzione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici. 

pompei_regio-IX_forno_foto-parco-archeologico-pompei

Il forno nell’insula 10 della Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)

pompei_regio-IX_sacrario_stanza-celeste_detaglio-decorazione-nicchia-centrale_foto-parco-archeologico-pompei

Dettaglio della decorazione superiore della nicchia centrale del sacrario scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Lo scavo, in cui sono stati individuati oltre 50 nuovi ambienti distribuiti su di una superficie di oltre 1500 m2, ha restituito due case ad atrio, già parzialmente indagate nell’800, costruite in età Sannitica e trasformate nel I secolo d.C. in officine produttive: una fullonica (lavanderia) e un panificio con il forno, con gli spazi per le macine e gli ambienti per la lavorazione dei prodotti alimentari da distribuire in città. A sud di queste due case officine sono emersi alcuni ambienti di soggiorno, pertinenti ad una grande domus.  Tra questi, oltre al grande ambiente con scene dionisiache, un salone nero con scene tratte dalla saga troiana; un sacrario a fondo azzurro con le quattro stagioni e allegorie dell’agricoltura e della pastorizia e un grande quartiere termale. Restano ancora inesplorati l’ingresso, il quartiere dell’atrio e gran parte del peristilio (giardino colonnato).

“Siamo di fronte a una portentosa scoperta di un ciclo di affreschi di iniziazione dionisiaca”, commenta il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “E di fronte a noi c’è una matrona o chissà pronta per l’iniziazione. Credo che sia una delle più importanti scoperte degli ultimi decenni se non di più. Qui a Pompei c’è molto da studiare ma soprattutto adesso molto da ammirare. La ricerca è appena iniziata ma la scoperta è prodigiosa”.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_donna-con-sileno-per-iniziazione_foto-parco-archeologico-pompei

Sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: corteo di Dioniso, dettaglio della donna che si avvia all’iniziazione accompagnata da un Sileno (foto parco archeologico pompei)

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_baccante-con-spada-e-interiora_foto-parco-archeologico-pompei

Sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: corteo di Dioniso, dettaglio della baccante con interiora e spada, e sopra il fregio con cacciagione e pescato (foto parco archeologico pompei)

“A più di 100 anni dalla scoperta della Villa dei Misteri fuori le porte di Pompei”, spiega Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “ecco un altro grande affresco, una megalografia in greco, che parla dei rituali di Dioniso. Vediamo il suo corteo, i suoi seguaci; vediamo le Baccanti, le donne come danzatrici, come cacciatrici anche; vediamo anche i giovani satiri che suonano strumenti musicali, flauti doppio flauto; e vediamo al centro una donna che poteva forse essere una donna che girava anche per le strade dell’antica Pompei. Non è chiaro – nota Zuchtriegel – se è una donna mitica – Semele o Arianna – o appunto una donna che viveva in questi tempi, in questi spazi. Ed è accompagnata da un vecchio Sileno con una torcia. Lui la conduce verso i riti notturni di iniziazione: una scena di iniziazione nei misteri di Dioniso. Nell’antichità esistevano questi culti cosiddetti misterici anche in altri ambiti, Demetra Iside e appunto Dioniso. Culto misterico perché prevedeva che attraverso l’atto di adesione, di iniziazione, si aveva accesso a un sapere segreto, misterico appunto, che solo gli iniziati potevano conoscere. A questo tema profondamente religioso – continua – in questo caso ne viene aggiunto un altro che è assente nella Villa dei Misteri (il caso molto noto e dibattuto da più di un secolo), ed è quello della caccia. Vediamo al di sopra del grande fregio con le Baccanti un altro fregio con animali morti, vivi, pesci vari e frutti di mare, e vediamo anche che c’ì un legame tra i due fregi. Non solo perché sono vicini l’uno all’altro ma anche perché le Baccanti sono rappresentate una con un capretto appena sgozzato sulle spalle, un’altra con nelle mani una spada e le interiora di un animale appena sventrato. Dunque – concluse Zuchtriegel – qui si parla della caccia di Dioniso, della caccia frenetica di queste donne e del dio stesso che in questo periodo diventa una specie di metafora – potremmo dire – di filosofia di vita, dove alla fine la domanda è: tu che cosa vuoi essere nella vita? Cacciatrice/cacciatore o preda?”.

Il fregio mostra il corteo di Dioniso, dio del vino: Baccanti rappresentate come danzatrici, ma anche come cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani; giovani satiri con le orecchie appuntite che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie un sacrificio di vino (libagione) in stile acrobatico, versando dietro le proprie spalle un getto di vino da un corno potorio (usato per bere) in una patera (coppa bassa). Al centro della composizione c’è una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: si tratta di una inizianda, vale a dire una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci. Un dettaglio curioso consiste nel fatto che tutte le figure del fregio sono rappresentate su piedistalli, come se fossero delle statue, mentre al tempo stesso movimenti, carnagione e vestiti le fanno apparire molto vive.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_dettaglio-corteo-del-tiaso_foto-parco-archeologico-pompei

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: il fregio col corteo di Dioniso a megalografie si sviluppa lungo le pareti (foto parco archeologico pompei)

Gli archeologi hanno battezzato la dimora con il fregio come “Casa del Tiaso”, con riferimento al corteo di Dioniso. Nell’antichità esistevano una serie di culti, tra cui quello di Dioniso, che erano accessibili solo a chi compiva un rituale di iniziazione, come suggerito nel fregio di Pompei. Tali culti si chiamavano “misterici”, perché solo gli iniziati potevano conoscerne i segreti. Spesso erano legati alla promessa di una nuova vita beata, sia in questo mondo sia in quello dell’oltretomba.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_veduta-generale-sala-banchetto_2_foto-parco-archeologico-pompei

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: al centro del fregio col corteo di Dioniso c’è la donna inizianda (foto parco archeologico pompei)

Il fregio scoperto a Pompei è attribuibile al II Stile della pittura pompeiana, che risale al I sec. a.C. Più precisamente, il fregio può essere datato agli anni 40-30 a.C. Questo significa che nel momento dell’eruzione del Vesuvio, che seppellì Pompei nel 79 d.C. sotto lapilli e ceneri, il fregio dionisiaco era già vecchio di circa un secolo. L’unico altro esempio di una megalografia con rappresentazioni di simili rituali è il fregio detto “dei Misteri” nella omonima villa fuori le porte di Pompei, anche esso in II Stile pompeiano.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_fregio-caccia-e-pesca_frutti-di-mare_foto-parco-archeologico-pompei

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: dettaglio del fregio superiore con cacciagione e pescato (foto parco archeologico pompei)

Il nuovo fregio trovato a Pompei, rispetto alla villa dei Misteri aggiunge un altro tema all’immaginario dei rituali iniziatici di Dioniso: la caccia, che viene evocata non solo dalle baccanti cacciatrici, ma anche da un secondo, più piccolo fregio che corre al di sopra di quello con baccanti e satiri: qui sono raffigurati animali vivi e morti, tra cui un cerbiatto e un cinghiale appena sventrato, galli, uccelli vari, ma anche pesci e molluschi.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_piastrelle-pavimento_foto-parco-archeologico-pompei

Sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: dettaglio delle piastrelle del pavimento. Quelle mancanti sono state asportate probabilmente durante gli scavi borbonici (foto parco archeologico pompei)

“Tra 100 anni la giornata di oggi verrà vissuta come storica”, dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “perché storica è la scoperta che mostriamo. La megalografia rinvenuta nell’insula 10 della Regio IX apre un altro squarcio sui rituali dei misteri di Dioniso. Si tratta di un documento storico eccezionale e, insieme a quella della Villa dei Misteri, costituiscono un unico nel loro genere, facendo di Pompei una straordinaria testimonianza di un aspetto della vita della classicità mediterranea in gran parte sconosciuto. Tutto questo rende importante e preziosa la ripresa delle attività di scavo a Pompei, che il Governo sostiene convintamente e per la quale, di recente, ha stanziato 33 milioni di euro per interventi di scavo, manutenzione programmata, restauro e valorizzazione in questo sito e nel territorio circostante. Viviamo un momento importante per l’archeologia italiana e mondiale che ha registrato anche un forte incremento dei visitatori, a partire da questo parco archeologico: oltre 4 milioni e 87mila presenze nel 2023 e 4 milioni e 177mila unità nel 2024”.

pompei_regio-IX_casa-del-Tiaso_scoperte-megalografie_baccante-con-capretto_foto-parco-archeologico-pompei

Sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: corteo di Dioniso, dettaglio della baccante con un capretto appena sgozzato sulle spalle (foto parco archeologico pompei)

“La caccia delle baccanti di Dioniso”, spiega il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, co-autore di un primo studio del nuovo rinvenimento pubblicato sull’E-Journal degli Scavi di Pompei, “a partire dalle Baccanti di Euripide del 405 a.C., una delle più amate tragedie dell’antichità, diventa una metafora per una vita sfrenata, estatica, che mira a qualcosa di diverso, di grande e di visibile, come dice il coro nel testo di Euripide. La baccante esprimeva per gli antichi il lato selvaggio e indomabile della donna; la donna che abbandona i figli, la casa e la città, che esce dall’ordine maschile, per danzare libera, andare a caccia e mangiare carne cruda nelle montagne e nei boschi; insomma, l’opposto della donna carina, che emula Venere, dea dell’amore e delle nozze, la donna che si guarda nello specchio, che si fa bella. Sia il fregio della Casa del Tiaso sia quello dei Misteri mostrano la donna come sospesa, come oscillante tra questi due estremi, due modalità dell’essere femminile a quei tempi. Sono affreschi con un significato profondamente religioso, che però qui avevano la funzione di adornare spazi per banchetti e feste… un po’ come quando troviamo una copia della Creazione di Adamo di Michelangelo su una parete di un ristorante italiano a New York, per creare un po’ di atmosfera. Dietro queste meravigliose pitture, con il loro gioco con illusione e realità, possiamo vedere i segni di una crisi religiosa che stava investendo il mondo antico, ma ci possiamo anche cogliere la grandezza di una ritualità che risale a un mondo arcaico, almeno fino al II millennio a.C., al Dioniso dei popoli micenei e cretesi, che era chiamato anche Zagreus, signore degli animali selvatici”.

 

Studio dell’università di Salerno con il parco archeologico: a Pompei i visitatori arrivano indipendentemente da scavi e scoperte, principio che si capovolge invece nei siti minori. “Investire nella Grande Pompei”

pompei_parco_visitatori-nell'area-degli-scavi_foto-parco-archeologico-pompei

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

A Pompei i visitatori arrivano indipendentemente da scavi e scoperte, principio che si capovolge invece nei siti minori. “Il futuro di Pompei è fuori Pompei”. Si potrebbe sintetizzare così la consapevolezza e la scelta di indirizzo che il parco archeologico di Pompei sta assumendo sempre più nelle sue scelte strategiche di azione e di attività di scavo indirizzate verso il territorio esterno alle mura della città antica di Pompei. In supporto a quest’orientamento arrivano i risultati di una recente ricerca interdisciplinare condotta dall’università di Salerno in collaborazione con il parco archeologico di Pompei e pubblicata sull’ultimo numero della rivista Valori e Valutazioni, DEI – Tipografia del Genio Civile https://doi.org/10.48264/VVSIEV-20243607) circa la correlazione tra nuove campagne di scavo e aumento dei flussi turistici. Gli autori non hanno trovato alcuna relazione statisticamente rilevante tra i due fattori, sebbene nel 2024 il sito di Pompei abbia superato, per la prima volta nella storia, i 4milioni di ingressi. La decisione di visitare il sito UNESCO dipenderebbe da altri fattori, molti dei quali hanno a che fare con trend globali, con l’economia e le crisi internazionali. Anche grandi interventi di restauro e importanti riaperture di domus e quartieri della città antica non avrebbero prodotto un effetto misurabile sul numero degli accessi.

pompei_civita-giuliana_quartieri-servili_stanza-con-attrezzi-da-carpentiere_foto-parco-archeologico-pompei

La stanza con gli attrezzi da carpentiere scoperti in un ambiente servile della villa suburbana di Civita Giuliana a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Secondo lo stesso studio, nuovi scavi possono, invece, indurre una crescita sostanziale in siti poco sviluppati, come quelli nel territorio dell’antica Pompei, come ad esempio lo scavo di Civita Giuliana dove si sta portando alla luce una grande villa con un quartiere servile di dimensioni senza paragoni nei paraggi. Lo scavo viene condotto in collaborazione con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che nel 2017 aveva fermato gli scavatori clandestini che saccheggiavano la villa da anni. Il ministero della Cultura, su richiesta della direzione del Parco, ha stanziato già i fondi per continuare gli scavi in questo sito e per avviare un progetto di restauro, accessibilità e apertura al pubblico.

pompei_parco_nuovi-cantieri-di-scavo-a-pompei_foto-parco-archeologico-pompei

Cantieri aperti nell’area archeologica di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Sono conclusioni di grande rilevanza per il nostro lavoro quotidiano, grazie a uno studio mai fatto in passato”, sottolinea il direttore degli scavi, Gabriel Zuchtriegel, anch’esso tra gli autori dello studio. “Si tratta di risultati che non possono essere ignorati ma sono anzi importanti per calibrare il delicato equilibrio tra conservazione, fruizione e conoscenza del patrimonio archeologico tramite nuovi scavi, che a Pompei comportano una enorme responsabilità. Tutto ciò che viene portato alla luce ha bisogno di monitoraggio e di manutenzione continua, che è una delle priorità del nostro lavoro in questi anni. Purtroppo nel passato non è sempre stato così, anche perché dal momento dei primi scavi nel 1748, tutela e conservazione hanno fatto grandi passi in avanti; oggi lavoriamo con sistemi digitali per monitorare il sito e stiamo sperimentando l’uso dell’Intelligenza artificiale per la tutela. Questo nuovo studio ci rafforza nella strategia, condivisa con il Comitato scientifico del Parco e con il Ministero della Cultura, di investire in nuovi scavi tenendo sempre conto delle varie istanze di sostenibilità, conservazione, fruizione e conoscenza, con una particolare attenzione per le zone al di fuori della città antica, nella “Grande Pompei”, ovvero in quel immenso paesaggio archeologico tra il Vesuvio e il mare, dove nuovi scavi possono ancora contribuire in maniera significativa allo sviluppo di un territorio, che nell’antichità formava un tutt’uno con la città di Pompei”.

torre-annunziata_oplontis_villa-di-poppea_gruppo-scultoreo-satiro-ed-ermafrodito_foto-parco-archeologico-pompei

Gruppo del Satiro ed Ermafrodito (I sec. d.C.) dalla Villa A di Oplontis rientrata alla villa di Poppea dalla mostra “Arte e sensualità” di Pompei per arricchire il museo diffuso (foto parco archeologico pompei)

“Il modello che abbiamo scelto per descrivere questo fenomeno consiste in una curva a S”, spiega il prof. Luigi Petti, co-autore della pubblicazione. “Ciò significa che all’inizio bisogna investire molto nello scavo di un sito nuovamente scoperto, senza avere benefici immediati in termini di sviluppo turistico. A Pompei, questa fase corrisponde ai primi decenni dopo il 1748, quando iniziarono gli scavi sistematici nella città antica. Poi segue una fase di forte crescita: bisogna continuare a investire nella ricerca e negli scavi, per sviluppare il potenziale di un sito, sia scientificamente sia turisticamente. A Pompei questo avviene principalmente tra metà ‘800 e metà ‘900. Segue una fase di appiattimento della curva: anche se si continua a investire e a varare nuovi scavi, i benefici turistici, ma anche quelli scientifici, non crescono più con lo stesso ritmo. Al tempo stesso, altri siti nei dintorni di Pompei sono ancora nelle fasi iniziali di questo modello, oltre a Civita Giuliana ciò vale per Oplontis, Boscoreale e Longola”.

boscoreale_villa-regina_66_panoramica_by-night_foto-parco-archeologico-pompei

Panoramica notturna della Villa Regina a Boscoreale (foto parco archeologico pompei)

Come evidenzia il prof. Antonio Nesticò, “gli interventi di scavo di ulteriori aree all’interno delle mura della città antica di Pompei, sebbene rimarchevoli con riguardo all’insieme delle nuove conoscenze che possono produrre, sono sostenibili soltanto se inseriti in un quadro di concreta efficace gestione e manutenzione del patrimonio storico-archeologico, dal momento che va verificato con attenzione l’equilibrio economico tra gli effetti dei nuovi progetti sulla collettività e gli obblighi che discendono dalle azioni del conservare e del fruire. Soltanto alla luce di attente valutazioni sui costi e sui benefici di lungo periodo che scaturiscono sull’intero territorio di riferimento dalle strategie d’investimento e di gestione è possibile delineare politiche di valorizzazione dell’intero parco archeologico, pur estendendo lo sguardo dall’antica Pompei ai siti di Boscoreale, Oplontis e Civita Giuliana. Così, prospettiva rimarchevole pare la possibilità di creare un ampio sistema turistico in cui attuare azioni comuni che includano sia l’area all’interno delle mura della città antica sia i siti al di fuori, secondo l’attuale denominazione “Grande Pompei”. In virtù dello studio condotto sulla funzione sigmoide che connota l’evoluzione dei flussi turistici, la creazione di un network sinergico dei diversi siti può divenire importante obiettivo da perseguire”.

Terzigno (Na). Al Matt si presenta il nuovo spazio espositivo “Il Tesoro di Terzigno. Ori e argenti della Villa 2”

terzigno_museo-Archeologico-Territoriale_inaugurazione-il-tesoro-di-terzigno_locandinaIl museo Archeologico Territoriale di Terzigno – MATT (Na) si arricchisce di un nuovo spazio espositivo “Il Tesoro di Terzigno. Ori e argenti della Villa 2” con i reperti e i monili in oro e argento provenienti dalla cosiddetta Villa 2 di cava Ranieri. La presentazione giovedì 13 febbraio 2025, alle 11, al Matt, con il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il sindaco del comune di Terzigno, Francesco Ranieri. I preziosi oggetti esposti fanno parte dei reperti sui quali il Parco archeologico di Pompei ha competenza scientifica e che trovano nel museo comunale una adeguata collocazione di contesto.

Pompei. Visitatori: gennaio in crescita per il parco archeologico. Nella bassa stagione in aumento il turismo familiare e individuale. Zuchtriegel: “Il Parco lavora ad iniziative dedicate”

pompei_parco_tutisti_visitatori_famiglie_1_foto-parco-archeologico-pompei

Famiglie e visitatori individuali preferiscono la visita di Pompei in bassa stagione (foto parco archeologico pompei)

Turismo familiare e individuale in aumento in bassa stagione a Pompei. Il mese di gennaio 2025 ha segnato un aumento di visitatori nel parco archeologico di Pompei con quasi il 15% in più in tutti i siti della Grande Pompei, rispetto all’anno 2024. Nel dettaglio, sono stati 131.145 i visitatori del mese di gennaio 2025, rispetto ai 114.175 del gennaio 2024, ben il 14,86% in più rispetto allo scorso anno. Si tratta soprattutto di visitatori stranieri, famiglie locali e provenienti da tutta Italia che – complici le belle giornate di queste ultime settimane, i flussi turistici in aumento in tutta Italia e le iniziative del Parco dedicate ai turisti, come la MyPompeii Card, la Casa del giorno, le visite ai numerosi cantieri in corso, ma anche le attività del Pompeii Children’s Museum rivolte al vasto pubblico di bambini – hanno potuto godere delle bellezze della città antica e degli altri siti del territorio vesuviano.

pompei_parco_tutisti_visitatori_famiglie_2_foto-parco-archeologico-pompei

Famiglie e visitatori individuali preferiscono la visita di Pompei in bassa stagione (foto parco archeologico pompei)

“Il dato davvero interessante è l’aumento di un turismo individuale anche in bassa stagione”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel- “Fattore che ci stimola a sviluppare iniziative soprattutto per le famiglie, e che va a supporto di un processo di destagionalizzazione e ridistribuzione dei flussi turistici a vantaggio della sicurezza e tutela dei luoghi. Un obiettivo cui sta lavorando il Parco, anche con la recente introduzione del biglietto nominativo e del limite giornaliero, nell’ottica di una gestione sempre più sostenibile e slow della fruizione e del patrimonio culturale”.

#domenicalmuseo: anche il 2 febbraio, seconda domenica a ingresso gratuito dell’anno, Roma fa il pieno nella classifica assoluta: 1° Colosseo (16.690 ingressi), 2° Foro romano e il Palatino (14.173 ingressi) e 3° Pantheon (12.569)

ministero_domenicalmuseo_2-febbraio-2025_locandinaDecine di migliaia di cittadini e turisti hanno visitato musei e parchi archeologici statali aperti gratuitamente per la #domenicalmuseo di febbraio, godendo liberamente del patrimonio culturale nazionale. E anche per la prima domenica del mese di febbraio 2025 Roma fa il pieno nella classifica assoluta: 1° Colosseo (16.690 ingressi), 2° Foro romano e il Palatino (14.173 ingressi) e 3° Pantheon (12.569). #domenicalmuseo “ha permesso di ammirare – ricordano al Mic -, oltre alle collezioni permanenti, i nuovi spazi e le opere presenti nelle diverse mostre in corso nei luoghi della cultura statali: dalla galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea di Roma con la mostra “Il tempo del futurismo” al parco archeologico del Colosseo con la nuova apertura degli Horrea Piperataria, dalla mostra “Gabriele Basilico. Roma” a Palazzo Altemps ai nuovi spazi di Palazzo Citterio al museo della Grande Brera di Milano, dai capolavori della GNAM in esposizione ai musei reali di Torino alle opere di Michelangelo Pistoletto alla Reggia di Caserta, solo per citarne alcune.

napoli_mann_domenicalmuseo_visitatori_foto-mann

Pieno di visitatori al museo Archeologico nazionale di Napoli per la #domenicalmuseo (foto mann)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 16.690; Foro Romano e Palatino 14.173; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.569; area archeologica di Pompei 10.192; museo Archeologico nazionale di Napoli 4.760; Terme di Caracalla 4.096; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 3.219; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 2.578; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 2.383; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 2.217; Villa Adriana 1.971; museo Archeologico di Venezia 1.919; museo e area archeologica di Paestum 1.828; parco archeologico di Ercolano 1.488; Villa della Regina 1.464; museo delle Civiltà 1.209; grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.104; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.018; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 784; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 766; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 665; museo Archeologico nazionale di Firenze 663; museo Archeologico nazionale di Taranto 651; museo Archeologico nazionale di Ravenna 612; Ostia antica – Castello Giulio II 600; museo Archeologico nazionale di Aquileia 541.