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Ercolano. Il 1° e il 2 giugno 2025, due giorni di grande partecipazione e coinvolgimento, con il raddoppio delle giornate ad ingresso gratuito. Ecco tutte le opportunità

Panorama del sito archeologico di Ercolano, l’antica Herculaneum (foto paerco)

Quello che si prospetta al parco archeologico di Ercolano nelle giornate del 1° e 2 giugno 2025 è una due giorni di grande partecipazione e coinvolgimento, con il raddoppio delle giornate ad ingresso gratuito grazie all’iniziativa del ministero della Cultura nei musei italiani. La prenotazione per l’ingresso gratuito al Parco è richiesta e non è effettuabile online. Il biglietto d’ingresso gratuito va ritirato direttamente presso la biglietteria.

Domenica 1° giugno 2025 torna l’atteso appuntamento con #domenicalmuseo, iniziativa che consente l’accesso gratuito ai luoghi della cultura ogni prima domenica del mese. In questa occasione, il Parco invita i visitatori non solo a scoprire le bellezze del sito, ma anche a partecipare attivamente al processo di sostenibilità della visita: un invito alla consapevolezza, all’attenzione e alla cura per i luoghi della memoria collettiva, custodi di valori culturali e artigianali che si proiettano verso un futuro condiviso.  Ingresso gratuito al Parco dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18). Visita guidata a Villa Sora a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano (ore 10.30 – 12.45). A Villa Campolieto visita la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola” (ingresso a pagamento).

Lunedì 2 giugno 2025, in occasione della Festa della Repubblica Italiana, sarà nuovamente possibile accedere gratuitamente al Parco, con un ricco programma di attività pensate per adulti, famiglie e appassionati di storia, cultura e gastronomia antica. Nel parco archeologico riapre al pubblico la Casa dell’Erma di bronzo, oggetto di un delicato intervento di recupero e valorizzazione. Ingresso gratuito al Parco dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18). Percorso didattico per adulti e famiglie CIBUS a Villa Campolieto, all’interno della mostra “Dall’uovo alle mele” (ore 11.30) (ingresso a pagamento).

Ercolano. Con la Notte europea dei Musei al parco archeologico apre ufficialmente la Primavera dell’Arte: ecco il ricco programma di visite guidate, laboratori e percorsi esperienziali

Con la Notte europea dei Musei sabato 17 maggio 2025 al parco archeologico di Ercolano apre ufficialmente la Primavera dell’Arte. Per l’occasione, il Parco resterà aperto in orario serale dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22 da corso Resina, 187, con attraversamento del viale Maiuri e del Parco Maiuri. Il biglietto avrà il costo simbolico di 1 euro, salvo le consuete gratuità di legge. I visitatori potranno accedere a due aree di grande fascino: il Padiglione della Barca, con le testimonianze del forte legame di Ercolano alle attività marinaresche e l’Antiquarium, recentemente arricchito da una nuova sezione che espone la straordinaria selezione di mobili, suppellettili e reperti lignei, autentica testimonianza della vita quotidiana nell’antica Herculaneum, che va ad aggiungersi alla preziosa esposizione degli antichi ori degli ercolanesi. La bigliettazione avverrà fino alle 22 del giorno dell’evento esclusivamente presso la biglietteria del Parco. In occasione dell’apertura delle due aree espositive, i visitatori potranno non solo ammirare le collezioni, ma anche approfondirne la conoscenza in compagnia dei funzionari e del personale del parco, che saranno lieti di accompagnare il pubblico alla scoperta dei materiali archeologici che rendono unica Ercolano in tutto il mondo.

Nella serata del 17 maggio dalle 19 alle 22 resterà inoltre aperta al pubblico anche la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo ei piaceri della tavola a Ercolano” a Villa Campolieto, che in poco più di un mese dall’apertura ha già superato i 3500 visitatori. I biglietti si potranno acquistare direttamente presso la Villa.

Allestimento della mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” a Villa Campolieto di Ercolano: il banchetto (foto paerco)

la Notte Europea dei Musei, la primavera culturale prosegue con una serie di visite guidate, laboratori e percorsi esperienziali curati da CoopCulture, tutti legati alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola ad Ercolano”, allestita presso Villa Campolieto. Il primo appuntamento è previsto per domenica 18 maggio – Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day) organizzata dall’ICOM – con due turni di visita (alle 10.30 e alle 12), durante i quali si potranno ammirare reperti organici, utensili e oggetti di uso quotidiano che raccontano l’arte del mangiare nell’antichità, tra usi, tecniche e suggestioni che richiamano i fasti delle tavole imperiali. Alle 11.45, spazio alla suggestione narrativa con la lettura animata “Panem et Condimenta: ricette, rimedi e curiosità”: un viaggio tra sapori e saperi guidato dalle parole di Catone, Galeno, Plinio e altri autori classici, alla scoperta di una cultura alimentare che era insieme nutrimento, cura e simbolo di potere. Il secondo appuntamento è previsto per lunedì 2 giugno 2025, sempre con visite alle 10.30 e alle 12, arricchite da un itinerario integrato mostra + Parco Archeologico dedicato al tema dell’alimentazione nel mondo romano. Il calendario si completa con una varietà di proposte per ogni fascia di pubblico: la visita di approfondimento “Anfore e calici”, la visita-gioco “Un gioco da tavola”, il laboratorio sensoriale “Ab ovo… usque ad mala” e il percorso tematico “Cibus”, che mette in dialogo la mostra con il sito archeologico. Tutte le attività sono prenotabili e dedicate anche a gruppi e scuole. I costi: 8 euro a persona per visita + lettura animata (escluso biglietto mostra); 15 euro per l’itinerario integrato (escluso biglietto mostra e Parco di Ercolano). Info e prenotazioni: 06 399 67050 –  www.coopculture.it

Ercolano. Bambini “archeologi” al parco archeologico presentano i lavori sui laboratori attraverso i quali sono diventati protagonisti della più importante campagna di indagini geoarcheologiche a Ercolano. Direttore e sindaco conferiscono loro “la cittadinanza onoraria degli Scavi”

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Una mattinata di festa, cultura e cittadinanza attiva, che mette in dialogo il passato con il futuro, attraverso lo sguardo consapevole e appassionato dei più piccoli. Domenica 11 maggio 2025, al mattino, nel tratto di strada che va dall’ingresso del parco archeologico di Ercolano di corso Resina verso l’Ufficio postale, saranno esposti i lavori realizzati dai giovanissimi studenti delle classi quarte e quinte elementari dell’I.C. Giulio Rodinò che hanno partecipato con straordinaria curiosità ad un ciclo di laboratori senza precedenti attraverso i quali sono diventati protagonisti della più importante campagna di indagini geoarcheologiche effettuata nella storia di Ercolano. Si tratta della ripresa degli studi e delle ricerche sistematici sulla topografia dell’antica Ercolano promossa, d’intesa con il Packard Humanities Institute, con una campagna mirata di carotaggi, avviata all’inizio dell’anno e che sarà portata a termine entro l’estate del 2025 con l’ultima fase dedicata a aree della città moderna. L’obiettivo è precisare estensione, limiti e consistenza del patrimonio archeologico ancora conservato nei due terzi dell’abitato romano oggi al di sotto del cosiddetto Parco Maiuri e di parte della città moderna di Ercolano.

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Nell’attesa della presentazione dei risultati scientifici, sono stati scelti, quali ambasciatori e primi divulgatori delle nuove ricerche, proprio gli abitanti più giovani di Ercolano che li hanno reinterpretati a modo loro. Questo ruolo importante dei giovani studiosi, grazie all’impegno di Variabile K, si base finora su otto incontri sul tema della storia del territorio, con un focus su come la città antica di Herculaneum è stata esplorata nei secoli, sui suoi antichi confini e sul paesaggio circostante. Tra le attività proposte, anche una suggestiva iniziativa legata alla lettura e alla memoria che cade nel “Maggio dei libri”: una “macchina del tempo” narrativa, con la quale i bambini invieranno simbolici messaggi agli archeologi del futuro, inserendoli poi all’interno dei carotaggi, come veri e propri messaggi in bottiglia.

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Alle 11 la consegna ai 23 bambini partecipanti, da parte del funzionario delegato alla direzione del parco archeologico, Francesco Sirano, e del sindaco Ciro Buonajuto, di un attestato simbolico di “cittadinanza onoraria degli Scavi”, riconoscendo il loro impegno, la loro competenza e il ruolo di piccoli ambasciatori del patrimonio culturale. Il progetto sta già riscontrando un forte impatto sociale ed educativo: secondo quanto raccontato da insegnanti e genitori, oltre l’80% dei bambini non aveva mai visitato gli scavi, mentre ora, con entusiasmo, sono proprio loro ad accompagnare le famiglie nelle giornate gratuite, diventando giovani guide capaci di trasmettere conoscenze e curiosità.

Ercolano. Al parco archeologico Festa della Mamma speciale: per le mamme di Ercolano visita esclusiva guidata dal direttore Francesco Sirano

Panorama del sito archeologico di Ercolano, l’antica Herculaneum (foto paerco)

Una Festa della Mamma speciale: l’8 maggio 2025 visita dedicata alle mamme di Ercolano. L’appuntamento è per l’8 maggio, alle 15.30, all’interno del sito archeologico, in un’atmosfera di condivisione e riscoperta che renderà questa giornata ancora più speciale per tutte le mamme di Ercolano. Il parco archeologico di Ercolano conferma ancora una volta il proprio impegno verso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva della comunità locale, promuovendo iniziative che mirano a rinsaldare il legame tra i cittadini e il patrimonio culturale che li circonda. Le mamme di Ercolano, assieme ai loro figli, festeggeranno la loro Festa, l’8 maggio, all’interno del Parco con una visita esclusiva guidata da Francesco Sirano. L’attività è realizzata nell’ambito del Progetto Seed Napoli, sostenuto da Fondazione con il Sud e Fondazione Grimaldi. Un gesto simbolico e concreto per onorare il ruolo centrale delle madri all’interno della comunità e, al tempo stesso, favorire un momento di riappropriazione collettiva del patrimonio culturale locale. L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di coinvolgimento del territorio, portato avanti dal Parco con l’obiettivo di rendere i cittadini protagonisti attivi nella valorizzazione della propria storia. In un dialogo costante tra passato e presente, il Parco Archeologico di Ercolano si propone come luogo vivo, inclusivo e partecipato, dove il patrimonio diventa occasione di crescita condivisa. “Restituire alla comunità il senso di appartenenza alla propria storia e alla propria eccellenza culturale”, dichiara Francesco Sirano funzionario delegato per il Parco, “è parte integrante della nostra missione. Celebrare la Festa della Mamma in questo modo significa ribadire che il patrimonio è di tutti, e che la sua cura passa anche attraverso gesti di riconoscimento e vicinanza alle persone”.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di maggio Pompei torna al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Sul grande afflusso a Pompei (raggiunto il tetto massimo) interviene il direttore Zuchtriegel

A tre giorni di distanza dal 1° maggio 2025, quando i luoghi della cultura hanno fatto registrare oltre 235mila ingressi, domenica 4 maggio 2025, in occasione della #domenicalmuseo, sono stati circa 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Nella classifica assoluta l’area archeologica di Pompei è tornata al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Proprio sull’ingresso di 20mila persone al sito archeologico di Pompei – limite massimo per l’ingresso al sito, dal 15 novembre 2024 – con grande presenza di visitatori all’esterno degli ingressi, il direttore Gabriel Zuchtriegel precisa la posizione del Parco in relazione alle misure adottate per la tutela e sicurezza del sito.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Vorrei ringraziare tutti i lavoratori e lavoratrici del parco archeologico di Pompei, in particolare i colleghi della vigilanza, delle biglietterie e dell’accoglienza, nonché gli operatori, le guide e tutti i visitatori e visitatrici grandi e piccoli”, esordisce Zuchtriegel. “Oggi (4 maggio, ndr), in occasione della prima domenica del mese, c’era grandissima affluenza a Pompei, abbiamo in poco tempo raggiunto il tetto massimo del numero di visitatori, introdotto per motivi di sicurezza e tutela, e abbiamo dovuto sospendere per alcune ore gli ingressi, per riprendere nelle prime ore del pomeriggio. Lo facciamo per salvaguardare un patrimonio unico e fragile – continua -. Grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a gestire questa giornata; in mattinata c’erano delle file, vedremo come migliorare la gestione degli afflussi. Ma una cosa deve essere chiara: il tempo in cui qualcuno fuori gli scavi rivendeva i biglietti ai turisti ignari anche nelle giornate gratuite e il sito era soggetto a fenomeni vari di bagarinaggio e speculazione sono finiti. Su questo c’è tolleranza zero e confermiamo il biglietto nominativo legato al tetto massimo giornaliero. Pompei non è un patrimonio da consumare come il petrolio, ma una fonte inestimabile di energia rinnovabile culturale da consegnare intatta alle generazioni future per ritrovarci le radici della nostra storia”.

#domenicalmuseo: con 20mila ingressi di visitatori a Pompei, raggiunto il tetto massimo previsto (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Foro Romano e Palatino 16.694; Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.102; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.786; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.350; museo e area archeologica di Paestum 4.616; Villa Adriana 4.268; parco archeologico di Ercolano 3.965; area archeologica di Ostia antica 3.746; Terme di Caracalla 3.669; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.706; Terme di Diocleziano 2.336; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.775; Palazzo Altemps 1.513; Palazzo Massimo 1.481; museo Archeologico di Venezia 1.456; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.270; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.086; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 860; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 812.

25 aprile: oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Per la prima volta il Vittoriano in testa alla classifica assoluta con 21.723 ingressi seguito da Pompei (20mial ingressi) e per la prima volta dal Giardino di Boboli (18.330 ingressi)

Sono stati oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente il 25 aprile 2025, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione. E per la prima volta sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia troviamo il Vittoriano – VIVE 21.723 ingressi, al secondo posto gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi. Chiude il podio il Giardino di Boboli con 18.330 ingressi.

Visitatori alle Terme di Caracalla a Roma (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Pantheon 15.000: Anfiteatro Flavio 14.822; Foro Romano e Palatino 11.744; museo e area archeologica di Paestum 5.610; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.328; parco archeologico di Ercolano 4.979; Villa Adriana 3.616; Terme di Caracalla 2.867; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.012; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.933; museo Archeologico di Venezia 1.263; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.253; Terme di Diocleziano 1.196;  Palazzo Altemps 1.132; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.015; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.013; musei nazionali di Cagliari 950; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 908; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 873; Palazzo Massimo 818; museo Archeologico nazionale di Aquileia 738; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 727.

Ercolano. Il parco archeologico è aperto nei ponti di fine aprile. Ingresso gratuito il 25 aprile e il 1° maggio. Ecco gli orari e le nuove mostre

Il parco archeologico di Ercolano annuncia l’apertura regolare del sito durante i ponti del 25 aprile e del 1° maggio 2025, un’occasione ideale per immergersi nella storia e nella bellezza dell’antica città romana. Si potrà approfittare dunque delle due giornate gratuite del 25 aprile e la settimana successiva il 4 maggio, prima domenica del mese con accesso gratuito. Si ricorda che, nelle giornate gratuite, i biglietti non sono prenotabili online, ma devono essere ritirati esclusivamente in cassa, il giorno stesso della visita. Gli orari di apertura al pubblico dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso consentito alle 18) della stagione calda, dal 16 marzo al 14 ottobre 2025, sono un’opportunità perfetta per approfittare dei diversi abbonamenti di cui dispone il Parco che vanno incontro ad ogni target, tutte le specifiche sul sito web del Parco Biglietti – Parco Archelogico di Ercolano.

Mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” a Villa Campolieto di Ercolano: uova (foto paerco)

“Il legno che non bruciò”: allestimento della mostra permanente all’antiquarium di Ercolano (foto paerco)

I visitatori possono immergersi nelle mostre allestite dal Parco, che arricchiscono il percorso di visita con due affascinanti viaggi tematici: a Villa Campolieto, l’esposizione dedicata agli usi alimentari degli antichi ercolanesi accompagnerà i visitatori alla scoperta delle abitudini quotidiane, dei rituali conviviali e delle testimonianze materiali che raccontano la cultura del cibo nel mondo romano; all’Antiquarium del Parco, prende vita un racconto coinvolgente sul vivo mondo dei legni mai distrutti dall’eruzione del 79 d.C., una straordinaria occasione per ammirare da vicino reperti lignei perfettamente conservati, simbolo dell’eccezionale stato di conservazione del sito di Ercolano.

Ercolano. “Il legno che non bruciò”: all’antiquarium l’esposizione permanente di un’ampia scelta della collezione di mobili e strumenti di legno provenienti dall’antica Ercolano, unica al mondo nel suo genere, già esposti alla Reggia di Portici. Sirano, che ha concluso il doppio mandato, resta al parco archeologico come delegato dal direttore ad interim Massimo Osanna

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, premiato con una targa di fine mandato (foto paerco)

Foto di gruppo ricordo del personale del parco archeologico con il direttore Francesco Sirano (foto paerco)

Il 10 aprile 2025 il taglio del nastro all’esposizione permanente “Il legno che non bruciò” all’antiquarium di Ercolano doveva suggellare la fine di un mandato di successo – otto anni che per il parco archeologico di Ercolano, sotto la sua guida, sono stati particolarmente significativi, con risultati per la ricerca, la tutela, la valorizzazione che sono davanti agli occhi di tutti -, invece – come annunciato dal direttore generale Musei Massimo Osanna -, per Francesco Sirano l’esperienza continua: la direzione del parco è stata infatti attribuita dal 10 aprile 2025 a Massimo Osanna con delega a Francesco Sirano, che rimane quindi operativo alla guida del parco archeologico di Ercolano (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2025/04/10/ercolano-allantiquarium-apre-il-legno-che-non-brucio-ad-ercolano-la-mostra-alla-reggia-di-portici-diventa-unesposizione-permanente-allinaugurazione/).

“Il legno che non bruciò”: allestimento della mostra permanente all’antiquarium di Ercolano (foto paerco)

L’antiquarium del parco archeologico di Ercolano, dal 10 aprile 2025, accoglie dunque un’ampia scelta della collezione di mobili e strumenti di legno provenienti dall’antica Ercolano, unica al mondo nel suo genere. Gli straordinari reperti, testimonianze della vita quotidiana dell’antica città romana, hanno assunto nel tempo un valore sempre più identificato per il sito: l’eruzione del Vesuvio infatti carbonizzò senza bruciare arredi e oggetti. Paradossalmente è stata proprio la distruzione operata dalla catastrofica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ad averceli consegnati; la massa alta 20 metri di fango piroclastico ad altissima temperatura precipitata sulla città ha fatto sì che a causa dell’assenza di ossigeno il legno si sia carbonizzato e non combusto.

Massimo Osanna, direttore generale Musei, con Francesco Sirano, direttore delegato del parco archeologico di Erciklano, all’inaugurazione dell’esposizione permanente “Il legno che non bruciò” (foto paerco)

A inaugurare la nuova esposizione il direttore generale Musei, Massimo Osanna, che dichiara: “Il Parco Archeologico di Ercolano rappresenta oggi un modello emblematico di collaborazione internazionale nel campo del patrimonio culturale. Il lavoro congiunto tra il Parco e il Packard Humanities Institute ha permesso di compiere passi significativi nella tutela, valorizzazione e accessibilità del sito, restituendo a questo luogo una nuova centralità, scientifica e culturale. I risultati ottenuti dimostrano quanto la cooperazione tra pubblico e privato possa generare interventi efficaci e sostenibili, capaci di coniugare rigore scientifico e visione progettuale. Ogni avanzamento a Ercolano non è solo un successo per la ricerca archeologica, ma anche un contributo concreto alla crescita della comunità e del turismo culturale. L’esposizione dei reperti lignei carbonizzati costituisce un’occasione straordinaria per mostrare come la fragilità dei materiali antichi possa ispirare nuove soluzioni di conservazione e valorizzazione. L’utilizzo di tecnologie innovative e il contributo congiunto di competenze specialistiche hanno reso possibile una presentazione rigorosa e accessibile, che restituisce agli oggetti la loro funzione e il loro significato originario. Una narrazione che, attraverso le tracce materiali, continua a ripristinare la voce della città antica”.

Una sala della mostra “Materia” alla Reggia di Portici che ricrea una radura immaginaria (foto graziano tavan)

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, all’ingresso della mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” alla Reggia di Portici (foto giorgia bisanti)

“Dopo la mostra alla Reggia di Portici, per la loro unicità, era necessario dedicare ai legni uno spazio espositivo”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “e così oggi l’Antiquarium diventa non solo luogo di ricovero per questi arredi in legno carbonizzato, ma anche una finestra su una categoria di materiali archeologici che rende Ercolano unica al mondo. Il legno mirabilmente lavorato, decorato e persino intarsiato non rappresenta solo un vero e proprio miracolo salvatosi dall’eruzione, ma anche un filo rosso che dall’antichità ci accompagna ancora oggi nella nostra esperienza quotidiana. Tutto ci parla ad Ercolano, ogni reperto non è solo un frammento del passato, ma un testimone della vita vissuta, oggi possiamo offrire al pubblico un’esperienza che va oltre la semplice visita: un viaggio emozionale attraverso gli oggetti, le architetture e le storie degli antichi ercolanesi Abbiamo voluto che ogni tappa della visita al Parco fosse un momento di scoperta e riflessione. Dal Padiglione della barca, che ci racconta il dramma dell’ultimo istante, agli straordinari manufatti che rivelano le attività quotidiane, ogni reperto è un tassello di una narrazione più ampia, che parla di vita, di speranze e di resilienza”.

“Il legno che non bruciò”: frammenti policromi del celebre Tetto della Casa di Telefo esposti all’antiquarium di Ercolano (foto paerco)

“Il legno che non bruciò”: allestimento della mostra permanente all’antiquarium di Ercolano (foto paerco)

La raccolta di arredi in legno carbonizzato risale agli scavi condotti da Amedeo Maiuri a partire dagli anni Venti del Novecento ed è particolarmente significativa per la tecnica di recupero adottata, basata sul consolidamento grazie alla paraffina. Le campagne di scavo condotte nel primo decennio del XXI secolo, nell’area della Villa dei Papiri e lungo la parte orientale dell’antica spiaggia, hanno portato alla luce nuovi frammenti di prezioso mobilio in legno e avorio, oltre ai resti di un tetto e di un controsoffitto ligneo policromo, appartenenti al salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo. Questi sorprendenti ritrovamenti hanno dato impulso a un’intensa fase di restauro e ricerca sulla funzione, sulla produzione e sulla conservazione dei manufatti lignei, prese non solo dalla carbonizzazione, ma anche da un elevato grado di imbibizione. Il complesso processo di studio è stato portato avanti in stretta collaborazione con il team di archeologi e restauratori del Packard Humanieties Institutre, con l’obiettivo di approfondire le conoscenze e sviluppare strategie di conservazione sempre più efficaci. La fragilità di questi reperti ha reso chiaro che ogni spostamento rappresenta un’operazione delicata e rischiosa. Per questo motivo, la nuova esposizione è stata progettata con l’obiettivo di valorizzare questi straordinari reperti, utilizzando soluzioni tecniche innovative e tecnologie avanzate, al fine di renderli accessibili al pubblico, garantendo al contempo la loro conservazione ottimale. L’esposizione è stata infatti progettata rispettando le normative per la conservazione, con un costante monitoraggio delle condizioni microclimatiche degli ambienti espositivi. Un approccio di questo tipo unisce la tutela del patrimonio con una fruizione ottimale da parte del pubblico.

Ercolano. All’antiquarium apre “Il legno che non bruciò ad Ercolano”: la mostra alla Reggia di Portici diventa un’esposizione permanente. All’inaugurazione il direttore generale Osanna

Lo sgabello della Casa dei due Atri esposto nella mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

“Il legno che non bruciò ad Ercolano” da giovedì 10 aprile 2025 diventa esposizione permanente all’antiquarium del parco archeologico di Ercolano con un’ampia scelta della collezione di mobili e strumenti di legno unica al mondo nel suo genere. Dopo essere stati in mostra per oltre un anno alla Reggia di Portici gli arredi in legno saranno esposti in via sperimentale in un’ala dell’Antiquarium, per offrire ai visitatori un ulteriore approfondimento dell’esperienza di visita al Parco. Come con la barca e gli ori dei fuggiaschi ritrovati sull’antica spiaggia, anche attraverso i preziosi mobili ci si potrà immergere nel vissuto quotidiano attraverso materiali che conservano la loro stessa vitalità nel legno che non si è bruciato ma carbonizzato e, in alcuni casi, conservato tal quale con persino le originarie decorazioni dipinte. All’inaugurazione giovedì 10 aprile 2025, alle 12, all’Antiquarium del Parco, saranno presenti il direttore generale Musei Massimo Osanna e il direttore del parco archeologico Francesco Sirano.

#domenicalmuseo: il 6 aprile, prima domenica di primavera a ingresso gratuito, Pompei torna in testa alla classifica assoluta con 20mila ingressi seguita per la prima volta dalla Reggia di Caserta (17.413 ingressi), mentre il Colosseo con 15.252 ingressi “retrocede” al terzo posto

Grande affluenza di pubblico alla Reggia di Caserta per la #domenicalmuseo (foto reggia di caserta)

Nella prima domenica di primavera a ingresso gratuito, domenica 6 aprile 2025, per la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia tornano gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi (a marzo erano stati 16.709, al secondo posto), seguiti – ed è una novità – dalla Reggia di Caserta con 17.413 ingressi (a marzo erano stati 14.171, al quarto posto). Chiude il podio il Colosseo con 15.252 ingressi (a marzo erano stati 17.386, che gli erano valsi il primo posto).

Tanto pubblico al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la #domenicalmuseo (foto marrc)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.252; Foro Romano e Palatino 13.764; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.000; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.900; museo e area archeologica di Paestum 5.726; Villa Adriana 5.216; area archeologica di Ostia antica 5.124; parco archeologico di Ercolano 5.103; Terme di Caracalla 3.482; Terme di Diocleziano 2.494; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.448; Palazzo Altemps 2.277; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.854; Palazzo Massimo 1.719; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.715; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.651; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.096; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.043; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 945; museo delle Civiltà 930; parco archeologico di Cuma 904; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 900; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 866; musei nazionali di Cagliari 705; Ostia antica – Castello Giulio II 698; Villa di Poppea-Oplontis 695; Area archeologica di Velia 655; museo Archeologico nazionale di Firenze 617; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 595; museo Archeologico nazionale di Canosa di Puglia 564; museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 559; museo Archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 478; parco archeologico delle Terme di Baia 465; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 464; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 434; museo Archeologico nazionale di Aquileia 428; Appia antica – Villa di Capo di Bove 407; Mausoleo di Teodorico 402.