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Ercolano (Na). Al via “Una notte al Museo”: ogni martedì e giovedì aperture serali del Padiglione della Barca e dell’Antiquarium

Dettaglio della lancia militare, rinvenuta sull’antica spiaggia di Ercolano, conservata nel Padiglione della Barca del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Nuova offerta serale del parco archeologico di Ercolano con l’iniziativa “Una notte al Museo”: da martedì 26 agosto 2025, ogni martedì e giovedì sera (dalle 20.30 alle 23.30, ultimo ingresso alle 22.30) saranno eccezionalmente accessibili il Padiglione della Barca e l’Antiquarium, due tra gli spazi più suggestivi del sito. Un’opportunità unica per ammirare reperti straordinari in un’atmosfera serale, diversa e suggestiva. Durante queste aperture serali, l’area archeologica non sarà visitabile. “Con Una notte al Museo”, afferma il funzionario delegato alla direzione del Parco Francesco Sirano, “vogliamo offrire la possibilità di ammirare il Padiglione della Barca e l’Antiquarium in un’atmosfera diversa, che rende ancora più emozionante la scoperta di reperti unici al mondo. Il nostro obiettivo è quello di rendere il patrimonio sempre più accessibile, diversificando le occasioni di visita e creando nuove opportunità per cittadini, turisti e famiglie. Questi spazi raccontano la vita quotidiana e il rapporto con il mare degli antichi abitanti di Ercolano: visitarli di sera, in una luce particolare, diventa un’esperienza di grande fascino che unisce conoscenza e suggestione. Invitiamo quindi tutti a partecipare e a scoprire il Parco non solo durante le ore diurne, ma anche in queste serate speciali, che arricchiscono il calendario culturale dell’estate 2025”. Biglietti: intero 5 euro, ridotto 18-25 anni 2 euro, gratuito per i minorenni (i minori di 12 anni devono essere accompagnati da un adulto) e per tutti i soggetti che sono esenti a norma di legge. Sono attivi abbonamenti e formule di visita agevolate, pensate per le famiglie, i giovani e gli over 65, che permettono di vivere il Parco tutto l’anno con grande flessibilità. Parcheggi gratuiti disponibili presso: Scuola Rodinò (via IV Novembre), Scuola Iovino Scotellaro (traversa via IV Novembre), Villa Favorita (corso Resina).

Legni antichi carbonizzati, mobili, utensili e strumenti conservati nell’Antiquarium del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Un patrimonio unico da scoprire. Il Padiglione della Barca custodisce reperti che testimoniano l’intenso legame di Ercolano con il mare: argani, remi, corde, pesi e ami da pesca. Il fiore all’occhiello è la lancia militare, rinvenuta sull’antica spiaggia, un reperto eccezionale che probabilmente faceva parte della flotta inviata da Plinio il Vecchio in soccorso della popolazione durante l’eruzione del Vesuvio. Accanto, l’Antiquarium si presenta come uno scrigno della vita quotidiana romana, di recente luogo di custodia di legni antichi carbonizzati, mobili, utensili e strumenti rimasti intatti per secoli. A completare il percorso, i preziosi Ori di Ercolano, simbolo del gusto e del lusso degli abitanti dell’epoca.

Archeologia in lutto. È morto a 95 anni l’archeologo Giuseppe Maggi, direttore per anni del museo Archeologico nazionale di Napoli, a lungo responsabile degli scavi di Ercolano, e protagonista di alcune delle più straordinarie scoperte della archeologia vesuviana. Il cordoglio di colleghi e allievi  

L’archeologo Giuseppe Maggi, morto a 95 anni, già direttore del Mann e degli scavi di Ercolano (foto paerco-mann)

“Sono un archeologo che ha fatto importanti scoperte soprattutto a Ercolano. Ho guidato mostre di Pompei in molti paesi, compresi gli Stati Uniti”: così si definiva sul suo profilo di X il grande archeologo Giuseppe Maggi, direttore per anni del museo Archeologico nazionale di Napoli, a lungo responsabile degli scavi di Ercolano, e protagonista di alcune delle più straordinarie scoperte della archeologia vesuviana. Giuseppe Maggi il 23 agosto 2025 si è spento nella sua casa di Rione Alto, a Napoli, all’età di 95. Collaboratore di Amedeo Maiuri, si definiva “abusivo dell’Archeologia” perché glottologo di formazione. Di qui anche la definizione di gentiluomo (irriverente) dell’archeologia che ora la sua Napoli, e non solo, piange. Il cordoglio e i ricordi sono rimbalzati sul web gonfiandosi di ora in ora come un fiume in piena, commuovendo la moglie Clelia e le figlie Claudia, Roberta e Barbara: “Ringraziamo tutti quelli che hanno avuto un affettuoso pensiero per il nostro amato Peppino”.

Un giovane Giuseppe Maggi mostra le sue scoperte a Ercolano (foto profilo FB)

Tra i primi a unirsi al cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Maggi, il parco archeologico di Ercolano e il museo Archeologico nazionale di Napoli, figura di rilievo nel panorama archeologico e istituzionale: “Maggi ha dedicato con passione e competenza la sua carriera alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio. Resta indelebile il lavoro svolto presso l’Antica spiaggia di Ercolano, luogo simbolico che oggi porta anche il segno del suo impegno e della sua visione scientifica”. In un pensiero condiviso, Francesco Sirano, funzionario delegato alla direzione del parco archeologico di Ercolano e Massimo Osanna, direttore generale Musei, ricordano la sua figura come quella di un professionista appassionato: “La memoria di Giuseppe Maggi rimarrà parte integrante della storia dei luoghi dove ha prestato servizio, così come del più ampio mondo dell’archeologia italiana, e a lui va la riconoscenza di quanti hanno avuto la fortuna di collaborare con lui”.

Susy Martire con Giuseppe Maggi (foto profilo FB)

“Oggi per me è stato davvero difficile lavorare…”, scrive col cuore Susy Martire, presidente delle Guide turistiche della Campania. “Appena letta la notizia le lacrime scorrevano da sole e ho dovuto con grande fatica mandarle giù… Giuseppe Maggi era una di quelle persone che entrano nella tua vita troppo tardi… Prima era un nome sui libri che studiavo ma poi è diventata una persona che mi voleva bene e che era sempre felice di vedermi. Nel 2014 ha accolto l’appello mio e di Laura Noviello per la catena umana intorno Pompei. Un momento in cui c’erano i crolli e il Grande Progetto Pompei non era ancora partito. Poi nel 2017 lui e l’indimenticabile Luigi Necco avevano raccolto il mio appello per sostenere Paolo Giulierini in un altro momento storico cruciale. Lui che aveva cambiato la storia di Ercolano scoprendo l’antica spiaggia sembrava sapesse sempre quando il vento stava cambiando. Per il suo carattere fin troppo sincero spesso ha subìto il torto di essere volutamente “dimenticato”… Ma era una di quelle persone toste che la vita non piega mai, neanche quando ci si mette di impegno. Mi dispiace che negli ultimi anni non abbia potuto realizzare il progetto della mostra al Mann che stava preparando a causa di sopravvenuti problemi di salute che lo avevano allontanato da tutti noi… Sono convinta che ora stia già discutendo con Don Amedeo e con Luigi che gli avrà fatto gli onori di casa, in una casa che non è più su questa Terra ma in un altrove in cui entrambi vivranno per sempre… soprattutto nel mio cuore. Ciao Peppino, Tvb”.

Laura Noviello con Giuseppe Maggi (foto profilo FB)

“Giornate come questa sono davvero difficili da digerire”, ammette Laura Noviello, “figlia del Vesuvio”, archeologa musicale dell’università di Padova. “Si vorrebbero le parole migliori e ci si ritrova senza neanche un verso, con tutto il dolore e la vergogna del mondo. Conobbi Peppe, l’archeologo padre di Ercolano, che avevo forse 15 anni e una vita che confondeva ancora terra vesuviana, archeologia e sogno. Lo cercai come si fa con i miti e lui, senza pensarci due volte, divenne una delle guide migliori che potessi desiderare. Facile si può dire, vero, ma non è solo questione di ruolo. Lui scelse di esserci e di credere in un futuro consegnando nelle mani dei più giovani conoscenze, amore e presenza. Scelse di consegnare anche nelle mani di un’anonima sedicenne cresciuta tra Ercolano e Pompei una vita vissuta a contatto con gli intellettuali e le persone più influenti e famose del pianeta, nell’ultima stagione “epica” di un’Archeologia ormai profondamente diversa. La sua traduzione dell’Odissea arrivata per posta in un giorno di marzo mentre ero in clinica e i suoi libri su Don Amedeo, Ercolano. Tassello dopo tassello costruiva un percorso di studi in cui lui forse credeva molto più di me. E decise di esserci, unico archeologo che ricopriva e aveva ricoperto i più importanti ruoli istituzionali – anche quando decidemmo di organizzare la più grande e simbolica manifestazione popolare che Pompei abbia visto nell’ultimo decennio (ahimè). Portammo 1000 persone da tutta Italia ad abbracciare il sito archeologico che cadeva a pezzi assieme a qualsiasi possibilità di futuro e lui era con noi, a tenermi la mano, davanti a chiunque, pure la BBC che conosceva bene. C’era nei dibattiti pubblici che organizzammo poi sull’immonda gestione dei “beni culturali” e in ogni iniziativa possibile organizzata per riunire le due Ercolano, quella che aveva portato alla luce lui e quella nostra, che gli scavi non li ricordava nemmeno più. Unico tra i “maestri” ad essersi fatto “tramite” per promuovere e preservare una continuità, anche nell’Archeologia vesuviana, così orfana, frammentata e sminuzzata fino al midollo, che non conosce scuole. I ricordi di quasi quindici anni di amicizia sono difficili da sviscerare e forse neanche ha troppo senso farlo qui ed ora, resta un senso profondo di gratitudine per ciò che è stato e un senso di timore per ciò che sarà. Aver avuto una guida come lui è un privilegio che porterò dentro per tutta la vita. La vita, spesso, ci porta lontano da ciò che coltiviamo come unica possibile realtà ideale e onirica, e così è stato anche per me. Mi commuove ricordare i nostri ultimi scambi sull’esperienza di tirocinio nei depositi del “suo” museo e sulla laurea che sarebbe arrivata. Difficile recuperare altre parole. Che la terra ti sia lieve, Peppe. Grazie per tutto ciò che sei stato per me e la terra che così profondamente abbiamo amato. Ti voglio bene”.

Giuseppe Maggi nel giorno del suo 90mo compleanno (foto profilo FB)

Maddalena Venuso, professoressa con esperienza da archeologa a Napoli e Pompei: “Fu il primo a credere in me, a presentarmi Valeria Sampaolo e a introdurmi nel mondo del lavoro che amavo. Ci siamo rivisti alcuni anni fa alla presentazione di un romanzo scritto da mio figlio. Ci scrivevamo spesso da allora… Tre giorni fa pensai di chiamarlo, ho rimandato a causa dell’isolamento telefonico temporaneo. A Dio, professore carissimo! Al mio rientro rileggerò i due libri che mi donasti e che conservo come un tesoro. Grazie per avermi permesso di sfiorare la tua vita e condiviso il tuo immenso sapere”.

Il ricordo di Cristiana Barandoni di Giuseppe Maggi (foto profilo FB)

“Quando stamani ho appreso la notizia della morte di Giuseppe Maggi è stato un colpo al cuore”, scrive Cristiana Barandoni, archeologa Cnr con specializzazione in diagnostica non invasiva e policromia antica. “Ci ho messo tutto il giorno prima di riuscire a scrivere questo post. Ci siamo conosciuti nel 2010 quando iniziai ad interessarmi a Ercolano. All’inizio il nostro rapporto fu molto formale, io una studentessa e lui un archeologo che aveva fatto la storia. Col tempo è nata una amicizia profonda e salda. Non muovevo un passo senza chiedere a lui e ricordo la sua gioia quando gli dissi che il tema della mia specializzazione sarebbe stato proprio Ercolano. Non ha mai smesso di credere in me, mi ha sempre spronata ad andare avanti, anche quando avevo perso la speranza e la voglia ma lui, con quello sguardo un po’ canzonatorio e malizioso ma pieno di affetto, era lì. Mi è sempre stato vicino anche quando lavoravo al Mann di cui ricordava con piacere i vecchi tempi e mi parlava come se anch’io avessi vissuto una stagione così bella dell’archeologia. Un uomo d’altri tempi, un signore che ha sempre aiutato e fatto crescere i suoi “ragazzi”. Gli devo molto, senza i suoi consigli ma soprattutto il suo incoraggiamento non avrei saputo affrontare momenti difficili del mio percorso professionale e di studi. Grazie a lui mi sono innamorata di Ercolano così tanto. Ogni volta che tornerò nel nostro luogo del cuore non mancherò di ringraziarti. Un giorno ci rivedremo e io ti racconterò quello che non ho fatto in tempo adesso. Ciao Beppe”.

Un giovane Giuseppe Maggi con alcuni studenti stranieri a Ercolano (foto profilo FB)

Alfredo Scardone, presidente del Gruppo storico Oplontino: “Purtroppo il professore Giuseppe Maggi non è più tra noi. Esprimo il mio personale dispiacere e quello di tutto il Gruppo Storino Oplontino per la perdita di questo grande uomo di cultura che tanto ha dato anche alla scoperta e al recupero della storia dell’antica Oplontis. Grazie professore, che la terra ti sia lieve”.

Il ricordo di Diego Nuzzo dello zio Giuseppe Maggi (foto profilo FB)

Infine il ricordo di Diego Nuzzo, nipote di Giuseppe Maggi: “Il grande archeologo, lo scopritore di mondi sconosciuti, il comunicatore instancabile, il polemista mai pago, l’uomo dalla cultura enciclopedica, magnetico e magmatico come la lava con cui aveva tanta confidenza, il conferenziere che stupiva dagli Stati Uniti alla Svezia quando parlava davanti a uditori rapiti in un inglese impeccabile e raffinatissimo della sua Ercolano. Che fatica averlo avuto come zio, il fratello maggiore di mia madre, il patriarca della famiglia, ma che bello aver scambiato con lui lunghissime chiacchierate, a volte anche discussioni che avrebbero potuto sfociare in litigate furibonde visto il suo piglio da censore inflessibile; ma poi mostrava il suo lato di uomo dalla simpatia travolgente, dall’eloquio forbito, più sarcastico che ironico, inventore di calembour irresistibili e raccontatore di storielle che più che piccanti erano decisamente oscene. Lui si divertiva. Si divertiva con le parole e a volte, raramente, anche con le persone, a patto che fossero da lui ritenute degne di stare al suo livello. Che era un livello alto, di studioso di statura internazionale, laureato a vent’anni e subito gettato nell’agone dell’archeologia, quella vera, di editor acribiosissimo per più case editrici, in grado di fare le pulci a scrittori titolati. Non si trattava di ceto o di censo, di titoli nobiliari o accademici ma di un quid di imponderabile che era spesso legato alla simpatia. Poteva stimare un custode più di un rettore. E questo me lo ha sempre fatto risultare amabile…”.

Ponte di Ferragosto. In 3 giorni 470mila ingressi nei musei e parchi statali di cui 161mila a Ferragosto. Sul podio assoluto tre siti di Roma: al primo posto il Colosseo con 76.860 ingressi, al secondo il Foro romano e il Palatino con 50.393 ingressi, e al terzo il Pantheon con 35.813 ingressi

Pubblico in coda per entrare a Pasqua al Colosseo o al Foro romano (foto PArCo)

Sono stati circa 470mila gli ingressi nei luoghi della cultura statali aperti nel lungo ponte del Ferragosto 2025. Nella sola giornata del 15 agosto i visitatori totali sono stati 161.278, in crescita rispetto allo scorso anno. Sul podio assoluto tre siti di Roma: al primo posto il Colosseo con 76.860 ingressi, al secondo il Foro romano e il Palatino con 50.393 ingressi, e al terzo il Pantheon con 35.813 ingressi.

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici nei giorni 15-16-17 agosto 2025: Anfiteatro Flavio 76.860; Foro Romano e Palatino 50.393; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 35.813; area archeologica di Pompei 29.361; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 6.260; parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le Castella 5.031; Grotte di Catullo e museo Archeologico Di Sirmione 4.922; parco archeologico di Ercolano 4.913; museo e area archeologica di Paestum 3.791; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.506; Villa Adriana 2.443; Terme di Diocleziano 1.976; Terme di Caracalla 1.875; museo Archeologico di Venezia 1.328; musei nazionali di Cagliari 1.161; necropoli dei Monterozzi e museo archeologico nazionale di Tarquinia 995; Palazzo Massimo 822; area archeologica di Ostia antica 745; museo archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 721.

Direttori di seconda fascia: il ministero della Cultura ha pubblicato il bando per 14 istituti. Selezione entro dicembre

Dopo la nomina dei direttori dei musei di prima fascia e dei 140 dirigenti di seconda fascia, il ministero della Cultura il 7 agosto 2025 ha pubblicato il bando per la selezione pubblica dei direttori di 14 istituti di cultura statali di seconda fascia. Gli istituti interessati sono: museo storico e parco del Castello di Miramare – direzione regionale Musei nazionale Friuli-Venezia Giulia; complesso monumentale della Pilotta; musei nazionali di Bologna – direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna; musei nazionali di Lucca; Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma; parco archeologico dell’Appia Antica; Villa Adriana e Villa D’Este; ville monumentali della Tuscia; Palazzo Reale di Napoli; musei nazionali del Vomero; musei e parchi archeologici di Capri; parco archeologico di Ercolano; castello Svevo di Bari – direzione regionale Musei nazionali Puglia; musei nazionali di Matera – direzione regionale Musei nazionali Basilicata. Possono accedere alle selezioni i cittadini dell’Unione Europea e i candidati devono avere, tra gli altri requisiti, una particolare e comprovata qualificazione professionale, desumibile da una documentata esperienza di elevato livello nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale, nella gestione di istituti e luoghi della cultura o nella gestione di strutture, enti, organismi pubblici e privati. È consentita la candidatura per un massimo di 5 istituti tra quelli in elenco. La scadenza per la presentazione della candidatura è prevista per l’8 settembre 2025, esclusivamente sul sito del Ministero https://servizi.cultura.gov.it/. I candidati verranno esaminati da una Commissione di valutazione nominata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. L’incarico di direttore ha la durata di 4 anni, rinnovabili in caso di valutazione positiva dei risultati ottenuti. La procedura di selezione terminerà entro il 15 dicembre 2025.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di agosto il Colosseo con 18.614 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito dal Pantheon (13.000 ingressi) e da Pompei (12.587)

Sono stati circa 213mila gli ingressi domenica 3 agosto 2025, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di agosto, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. La classifica assoluta ripropone ai primi tre posti lo stesso risultato e nello stesso ordine della prima domenica di luglio 2025, solo con numeri leggermente superiori: al primo posto il Colosseo con 18.614 ingressi, seguito dal Pantheon (13.000 ingressi) e da Pompei (12.587).

Visitatori al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 18.614; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 13.000; area archeologica di Pompei 12.587; Foro Romano – Palatino 12.460; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.066; museo e area archeologica di Paestum 2.599; Terme di Diocleziano 2.276; parco archeologico di Ercolano 2.216; Villa Adriana 1.842; Terme di Caracalla 1.833; area archeologica di Ostia antica 1.606; Palazzo Massimo 1.024; Palazzo Altemps 1.008; museo Archeologico nazionale di Taranto 811; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 770; museo Archeologico nazionale di Aquileia 683; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 637; museo delle Civiltà 513; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Cerite a Cerveteri 445; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 407; musei nazionali di Cagliari 363; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 321; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 315; parco archeologico di Sibari museo Archeologico nazionale della Sibaritide 302.

Ercolano. Al parco archeologico ultimi due appuntamenti con “I Venerdì di Ercolano”, viaggio immersivo tra arte, mito e archeologia. Sirano: “È più di un percorso serale: è un’esperienza di bellezza, storia e immaginazione”

Ercolano illuminata di sera per le visite durante “I Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

Straordinario successo per l’ottava edizione de “I Venerdì di Ercolano” promossi dal parco archeologico di Ercolano. In sole quattro serate, il numero complessivo di visitatori ha già eguagliato l’intera affluenza registrata durante l’edizione 2024, confermando il crescente interesse del pubblico per l’iniziativa serale del Parco Archeologico di Ercolano. Un risultato che premia la nuova formula introdotta per l’edizione 2025, che prevede una visita serale autonoma e libera del sito archeologico, con un percorso illuminato, arricchito da contenuti digitali e performance artistiche pensate appositamente per l’esperienza notturna. “Una notte al Parco Archeologico di Ercolano è più di un percorso serale: è un’esperienza di bellezza, storia e immaginazione”, dichiara Francesco Sirano, funzionario delegato alla direzione del Parco. “Una città antica, raccontata con i linguaggi del presente, rivive in un viaggio emozionale tra corpo e mito dove protagonista è il visitatore”.

Visite serali “guidate” con la app del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

C’è ancora tempo per partecipare a questo viaggio immersivo tra arte, mito e archeologia: venerdì 1 e 8 agosto 2025 andranno in scena gli ultimi due appuntamenti della rassegna. Si rinnova quindi l’invito a tutti a non perdere questa occasione unica per vivere l’antica Herculaneum sotto le stelle. Ingressi: corso Resina 187, via dei Papiri Ercolanesi 19. Orario di apertura al pubblico: dalle 20 alle 24. Primo turno: 20-21.30, secondo turno: 22-23.30. Biglietti disponibili online ai link: www.ercolano.cultura.gov;  www.coopculture.it, e presso la biglietteria del Parco fino alle 18 del giorno dell’evento.

Performance artistiche de “I venerdì di Ercolano” 2025

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cercamond in “Tantalo” al Giardino della Casa Albergo (foto paerco)

1, Giardino Casa dell’Albergo – Teatro: “Tantalo” con la Compagnia Cercamond, testo e regia di Andrea Cioffi, attore Dario Rea (cover Ettore Nigro). Il mito di Tantalo, già caro a Ovidio, rivive in un flusso epico e anarchico che infrange la quarta parete. Tantalo, re di Licia e prediletto dagli dèi, osa sfidare la loro onniscienza compiendo un crimine indicibile: cucina suo figlio Pelope e lo serve agli dèi su piatti dorati. Un monologo intenso restituisce tutta la brutalità e la tragicità di questa leggenda antica.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Offerta” al Thermopolium del Terzo cardo (foto paerco)

2, Thermopolium Terzo Cardo – Danza: “Offerta” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori: Manuela Facelgi. All’interno del thermopolium, luogo di convivialità e nutrimento, una danzatrice compie un rito simbolico intrecciando il proprio corpo al vino: lo versa, lo unge, lo lascia scorrere sulla pelle, ne indaga il colore e la densità. Il gesto si fa invocazione, sacrificio, abbandono. Movenze lente e sacrali trasformano il corpo in un tramite tra umano e divino, mentre il vino, simbolo di Dioniso, diventa veicolo sacro tra mondi. Un’esperienza sensoriale che evoca un’offerta arcaica, senza tempo.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Intimità” nel Giardino delle Terme centrali di Ercolano (foto paerco)

3, Giardino Terme centrali – Danza: “Intimità” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori Arianna Montella, Leopoldo Guadagno (sostituzione Antonio Tello).
In uno spazio silenzioso e aperto, due danzatori dialogano con i corpi in un gioco di riflessi e ascolto reciproco. Il giardino, luogo di passaggio e respiro, diventa un paesaggio mentale condiviso: movimenti minimi, organici, raccontano una conversazione silenziosa fatta di pieghe, contatto e vulnerabilità. Negli spogliatoi adiacenti, un video proietta a ciclo continuo dettagli di corpi nudi — mani, schiene, piedi, scapole — alternando forza e fragilità. La nudità si offre come rito primordiale, restituendo il bagno come spazio mitico di purificazione e preparazione.

4, Botteghe Decumano Massimo – Teatro: “Pane, Bacco e Amore” con Compagnia Cercamond, testo e regia Andrea Cioffi, attori Andrea Cioffi (cover Gianluigi Montagnaro), Sara Guardascione (cover Clara Bocchino). Una coppia si punzecchia e discute sull’organizzazione di un banchetto, portando in scena costumi dell’epoca sorprendentemente vicini al nostro quotidiano. Tra giochi di parole e ritmi serrati che richiamano lo stile plautino, marito e moglie si confrontano su usi, spese e piccole astuzie, regalando un divertente spaccato di vita antica.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Rimembranze” nella Bottega Casa di Nettuno e Anfitrite di Ercolano (foto paerco)

5, Bottega Casa di Nettuno e Anfitrite – Danza: “Rimembranze” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori Immacolata Friscuolo. Un corpo solo attraversa la bottega come un campo da arare. I gesti evocano spighe, mani che impastano, suoni che ricordano pane che si spezza, fuoco che crepita, fame che incombe. La danza diventa memoria viva del nutrimento, rito ancestrale che celebra materia e trasformazione.

“I Venerdì di Ercolano”: “Radici sonore – il Respiro profondo del Mare” musica con l’associazione Pagus alla Casa del Gran Portale di Ercolano (foto paerco)

6, Casa del Gran Portale – Musica: “Radici Sonore – Il Respiro profondo del Mare” con Associazione PAGUS, musiche di Bach – Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo, Catello Tucci – violoncello (sostituzione Elisa Cimmelli – violino). Il visitatore giunge all’interno della casa del Gran Portale guidato dalle note del Preludio della Suite n. 1 di Bach. Entra nell’abitazione quasi di nascosto, in punta di piedi, alla luce delle candele, il suono intimo che lo cattura entra anche nel profondo della sua anima, l’avvolge, la culla dolcemente.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Intimità” nel Giardino delle Terme centrali di Ercolano (foto paerco)

7, Palestra – Danza: “Allenamento” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori Marta Ledeman, Nicolas Grimaldi Capitello, Marco Munno (sostituzione Francesco Russo). Un trio di danzatori esplora la verticalità e la potenza fisica sfruttando i diversi livelli della palestra, creando un dialogo continuo tra altezza e radicamento. Acrobazie, sollevamenti, esercizi di resistenza richiamano le pratiche ginniche dell’epoca romana. Il corpo viene celebrato, spinto al limite, ma il gesto atletico diventa anche rito sacro: disciplina che prepara all’incontro con il mito. Nell’eco di passi, salti e respiri affannati si compone un rituale muscolare che restituisce l’immagine dell’eroe, dell’uomo “allenato a essere dio”.

8, Antica Spiaggia – Musica: “Radici Sonore – Il Respiro della Terra” con Associazione PAGUS, Canti della tradizione popolare campana: Vesuvio, Canto del Pescatore, Canto antico di Vincenzo Romano, Vincenzo Romano – voce e tamburi a cornice, Laura Paolillo – voce e percussioni, Leo Coppola – chitarra. Un’esperienza sonora immersiva che intreccia rito e paesaggio, guidata dal battito pulsante della terra vulcanica. La musica diventa elemento vivo, ritmo arcaico e memoria collettiva, trasportando il pubblico in un rituale contemporaneo che racconta ciò che siamo stati e ciò che ancora respiriamo, nel canto invisibile della Terra.

Archeologia in lutto. A 67 anni è morto l’archeologo Mario Pagano, figura di rilievo nel panorama dell’archeologia campana. Uniti nel profondo cordoglio il parco archeologico di Ercolano e il museo Archeologico nazionale di Napoli. Sirano: “Perdiamo un professionista coinvolto e appassionato, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio archeologico”

L’archeologo Mario Pagano, morto a 67 anni (foto paerco)

L’ultimo saluto martedì 29 luglio 2025 nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Napoli. Archeologia in lutto per la morte dell’archeologo Mario Pagano, figura di rilievo nel panorama dell’archeologia campana, già soprintendente – tra il 2011 e il 2019 – dell’Umbria, delle Marche e delle province di Cosenza Catanzaro e Crotone e docente universitario all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha lasciato un segno profondo nel panorama culturale nazionale con oltre 400 pubblicazioni, tra libri e saggi, e un’intensa attività di scavo e valorizzazione dei siti archeologici. Pagano aveva 67 anni da poco compiuti: era infatti nato il 29 giugno 1958. Laureatosi in Lettere classiche nel 1979 all’università Federico II, frequentò nel 1980 la Scuola Archeologica Italiana di Atene, per poi ritornare a Napoli e conseguire nel 1987 il dottorato di ricerca in Archeologia. È stato per molti anni direttore degli Scavi di Ercolano, dove gli è universalmente riconosciuto il notevole incremento della conoscenza e del restauro, grazie anche a sponsorizzazioni. Ha progettato e diretto importanti interventi di restauro, come lo straordinario recupero, scavo, restauro e calco di più di 100 scheletri rinvenuti nei fornici di Ercolano.

Francesco Sirano neo-direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto paerco)

Uniti nel profondo cordoglio, il parco archeologico di Ercolano e il museo Archeologico nazionale di Napoli, assieme a tutto lo staff, esprimono la propria vicinanza alla famiglia per la scomparsa dell’archeologo Mario Pagano. “Con Mario Pagano perdiamo un professionista coinvolto e appassionato, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio archeologico”, dichiara Francesco Sirano, funzionario delegato alla direzione del parco archeologico di Ercolano. “La sua attitudine verso la missione di archeologo è emersa con chiarezza anche durante gli anni di direzione dell’Ufficio archeologico di Ercolano sempre con un rapporto diretto tra attività amministrativa e pubblicazioni scientifiche. Ricordo, come molti, i tanti suoi interventi anche nell’area campana da Cuma a Teano, all’ager Falernus. E conservo una copia del catalogo della mostra sugli Antichi ercolanesi che lui mi donò con una dedica molto affettuosa durante una visita che facemmo insieme a Teano. Conoscendone la capacità di lavoro e la prolificità scientifica sono sicuro che ci ha anche lasciato tanti lavori inediti e spero che la sua famiglia valuti la possibilità di affidare proprio al Parco di Ercolano e al Mann parte o tutto il suo sterminato archivio in modo da preservarne la memoria per le future generazioni”. Massimo Osanna, direttore generale Musei. “La direzione generale Musei si unisce al cordoglio per la scomparsa di Mario Pagano. La sua lunga attività in ambito archeologico ha offerto un contributo rilevante alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale campano. Alla sua famiglia e ai suoi cari va la nostra più sentita vicinanza”.

Napoli. Francesco Sirano è il nuovo direttore del museo Archeologico nazionale: “Sono determinato a contribuire a rendere il Mann ancora più dinamico, capace di parlare a tutte le generazioni e di guardare al futuro, forte anche della mia esperienza a Ercolano”

Francesco Sirano neo-direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto paerco)

Da Ercolano al Mann. Francesco Sirano è il nuovo direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli su nomina del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2025/07/17/il-ministro-giuli-ha-nominato-i-direttori-dei-musei-di-prima-fascia-contessa-alla-galleria-dellaccademia-di-firenze-sirano-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-rinaldi-al-museo-nazion/). Subentra a Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, che ha coperto in delega l’incarico dalla fine del mandato di Paolo Giulierini nel novembre 2023. “I migliori auguri da parte di tutta la famiglia del parco archeologico di Ercolano”, il commento del parco archeologico di Ercolano, “e grazie per questi splendidi anni di lavoro all’insegna della cultura e della bellezza”. E al Mann: “Congratulazioni al direttore Francesco Sirano. Ci attende un viaggio condiviso, che sarà vissuto all’insegna dell’amore per il nostro Museo”. Le congratulazioni anche da Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ente Villa Vesuviane: “Una decisione di grande visione e competenza. Complimenti vivissimi al ministro Giuli per questa scelta di grande qualità. Auguri di buon lavoro al direttore Sirano a cui rinnovo i miei ringraziamenti per la splendida sinergia istituzionale attivata con la Fondazione Ente Villa Vesuviane”.

Francesco Sirano, quando era direttore del parco archeologico di Ercolano, con il ministro della Cultura Alessandro Giuli (foto paerco)

“Assumere la direzione del museo Archeologico nazionale di Napoli è per me un onore profondo e una grande responsabilità”, dichiara Francesco Sirano. “Ringrazio il ministro Alessandro Giuli per la fiducia accordatami e mi impegnerò al massimo a servizio di uno dei più importanti Musei archeologici del mondo. Da qualche anno questo museo non è solo una delle istituzioni culturali più importanti d’Italia, ma un autentico punto di riferimento per la storia, l’arte e l’identità di Napoli e del Mediterraneo. Napoli è una città straordinaria, dove il passato e il presente si intrecciano con una straordinaria evidenza: il Mann è parte integrante di questo tessuto e, con la nuova configurazione che comprende anche la sede di Palazzo Fuga, si candida a fungere da catalizzatore delle energie e delle tante e positive iniziative culturali che caratterizzano Napoli negli ultimi anni.  Ercolano, che ho diretto per otto intensissimi anni, è il luogo da cui ha avuto origine anche la vicenda museografica del futuro museo Archeologico nazionale di Napoli con l’Herculanense Museum nella Reggia di Portici. Il parco archeologico di Ercolano è stata un’esperienza che mi ha insegnato quanto sia essenziale coniugare tutela, ricerca, lavoro di gruppo e partecipazione attiva delle comunità. Porto con me anche l’esperienza dell’eccezionale partenariato pubblico privato con il Packard Humanities Institute con il cui presidente David Packard non abbiamo condiviso solo tanti progetti, ma il coraggio di avere una visione proiettata al futuro.  Il Mann, con tutto il grande bagaglio di professionalità che vi opera ad ogni livello, è una casa della conoscenza e un luogo aperto al mondo: sono determinato a contribuire a renderlo ancora più dinamico, capace di parlare a tutte le generazioni e di guardare al futuro”.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di luglio il Colosseo con 14.784 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito dal Pantheon (12.343 ingressi) e da Pompei (11.530)

Centinaia di migliaia di cittadini e turisti hanno visitato musei e parchi archeologici statali aperti gratuitamente per la #domenicalmuseo di luglio, godendo liberamente del patrimonio culturale nazionale. Una opportunità che ha permesso di ammirare, oltre alle collezioni permanenti, i nuovi spazi e le opere presenti nelle diverse mostre in corso nei luoghi della cultura statali: dalla mostra “Magna Mater” al Parco archeologico del Colosseo a “Corpi moderni” alle Gallerie dell’Accademia di Venezia con l’esposizione, tra l’altro, del celebre disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, alla mostra “Firenze e l’Europa” alle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Il Colosseo con 14.784 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito dal Pantheon (12.343 ingressi) e da Pompei (11.530).

Al museo Archeologico nazionale di Napoli in viista nel nuovo allestimento “Domus. Gli arredi di Pompei” (foto sergio siano)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.784; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.343; area archeologica di Pompei 11.530; Foro Romano e Palatino 8.918; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.000; Terme di Diocleziano 1.877; museo e area archeologica di Paestum 1.856; parco archeologico di Ercolano    1.796; museo Archeologico di Venezia 1.180; Palazzo Massimo 1.063; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.057; area archeologica di Ostia antica 972; Palazzo Altemps 857; Villa Adriana 788.

Ercolano (Na). Al parco archeologico al via l’ottava edizione de “I Venerdì di Ercolano” sul tema “Corpo e mito”: otto postazioni spettacolo disseminate lungo il percorso di visita accolgono i visitatori. Il direttore delegato Sirano: “Una città antica, raccontata con i linguaggi del presente, rivive in un viaggio emozionale tra corpo e mito dove protagonista è il visitatore”

Panorama del sito di Ercolano illuminato per le visite serali (foto paerco)

Si rinnova anche per l’estate 2025 uno degli appuntamenti culturali più attesi del panorama campano: “I Venerdì di Ercolano”, la rassegna serale promossa dal parco archeologico di Ercolano, che giunge alla sua ottava edizione e conferma la vocazione del sito a farsi luogo di incontro tra memoria storica e linguaggi artistici contemporanei alla ricerca di nuovi modi per comunicare e condividere lo straordinario patrimonio del sito UNESCO. Dal 4 luglio all’8 agosto 2025, ogni venerdì dalle 20 alle 24, il Parco si trasforma in un palcoscenico diffuso tra le domus, le strade e le botteghe dell’antica città, con performance artistiche, danza, teatro e musica dal vivo. Un’esperienza immersiva di conoscenza e bellezza, sotto il cielo stellato di Ercolano. L’evento si svolge nell’ambito del Piano di valorizzazione del ministero della Cultura e in collaborazione con la Regione Campania- SCABEC. Biglietti: intero 10 euro; ridotto 5 euro per la fascia di età 18-25 non compiuti, compresi cittadini UE e per i possessori di Campania Artecard; gratuito per i minorenni, per i disabili e loro accompagnatori Intero 10 euro; ridotto 5 euro per la fascia di età 18-25 non compiuti, compresi cittadini UE e per i possessori di Campania Artecard. Gratuito per i minorenni, per i disabili e loro accompagnatori. L’accesso al Parco sarà organizzato su due turni: primo turno, ingresso dalle 20, con visita fino alle 21.30. Uscita obbligatoria dall’area archeologica entro le 21.30 e deflusso completo con uscita dal Parco entro le 22. Secondo turno: ingresso dalle 22, con visita fino alle 23.30. Uscita obbligatoria dall’area archeologica entro le 23.30 e deflusso completo con uscita dal Parco entro le 24. Durata della visita: circa 1 ora e 30 minuti. Per ogni serata è previsto un numero massimo di 500 visitatori per ciascuna fascia oraria, per un totale di 1000 visitatori a serata. Durante ciascun turno, i visitatori potranno accedere in qualsiasi momento della propria fascia oraria (per il primo turno, dalle 20 alle 21.30 e per il secondo turno dalle 22 alle 23.30, resta comunque obbligatoria l’uscita dall’area archeologica alle 21.30 per il primo turno e 23.30 per il secondo turno).

“I Venerdì di Ercolano”: performance teatrale (foto paerco)

Una nuova formula per vivere la città antica. La grande novità dell’edizione 2025 è l’apertura serale libera e autonoma dell’area archeologica che permette, all’interno di una fascia oraria di un’ora e mezzo, ai visitatori di muoversi in piena libertà lungo un itinerario appositamente illuminato, arricchito da contenuti digitali e da momenti performativi in postazioni dedicate. Grazie all’applicazione Ercolano Digitale (scaricabile gratuitamente sul posto), il pubblico può seguire un percorso interattivo pensato per la rassegna, con materiali di approfondimento e supporti multimediali, perfettamente integrati alla visita fisica. Un modo nuovo e coinvolgente per scoprire l’antica Herculaneum. “Una notte al parco archeologico di Ercolano è più di una percorso serale: è un’esperienza di bellezza, storia e immaginazione”, dichiara Francesco Sirano, funzionario delegato alla direzione del Parco. “Una città antica, raccontata con i linguaggi del presente, rivive in un viaggio emozionale tra corpo e mito dove protagonista è il visitatore”.

“I Venerdì di Ercolano”: performance musicale (foto paerco)

Corpo e mito: il tema dell’edizione 2025. Il filo conduttore degli eventi è il rapporto tra corpo e mito, affrontato attraverso linguaggi artistici differenti. Il mito, inteso come insieme di racconti e immagini simboliche che attraversano i secoli, e che diventa lente per osservare il corpo umano: le sue metamorfosi, i suoi desideri, i suoi riti. L’arte torna quindi a farsi voce del passato, ma anche specchio del presente, offrendo al pubblico proposte di lettura sotto varie angolazioni mettendo in primo piano l’aspetto emozionale e sensoriale del patrimonio archeologico. Biglietti in vendita solo online per fasce orarie: 20 e 22: https://www.coopculture.it/it/prodotti/i-venerdi-di-ercolano/.

“I Venerdì di Ercolano”: visitatori sull’Antica spiaggia di Ercolano (foto paerco)

“I Venerdì di Ercolano”: performance di danza (foto paerco)

IL PROGRAMMA ARTISTICO. Otto postazioni spettacolo disseminate lungo il percorso di visita accolgono i visitatori con performance cicliche della durata di 3-4 minuti, che si ripetono per l’intera fascia oraria. Tra le proposte artistiche: Compagnia teatrale Cercamond “Carne e cenere”, due quadri teatrali che mettono in scena un corpo vivo, pulsante, tra suggestioni mitologiche e umorismo: “Il mito di Tantalo”, nel Giardino della Casa dell’Albergo: un racconto epico di sfida agli dèi, tratto dalle “Metamorfosi” di Ovidio; “La preparazione grottesca di un banchetto” alle Botteghe sul Decumano Massimo: un dialogo teatrale ispirato alla commedia latina, tra risa e riflessioni. Cornelia Dance Company “Corpus Evocans”, performance coreografiche site-specific, che rievocano miti e riti attraverso il linguaggio del corpo: “Intimità” nel Giardino delle Terme Centrali: un assolo tra delicatezza e forza, accompagnato da videoproiezioni; “Allenamento” nella Palestra: un trio acrobatico che evoca la preparazione fisica nel mondo romano; “Offerta” al Thermopolium: un rito danzato dedicato al vino e al culto di Dioniso; “Rimembranze” alla Bottega della Casa di Nettuno e Anfitrite: un’azione sensoriale tra suoni e ricordi del quotidiano antico. Associazione Pagus “Radici sonore – Il respiro della terra”, un’esperienza sonora immersiva ideata da Vincenzo Romano, per ascoltare le vibrazioni del paesaggio: alla Casa del Gran Portale, “il battito della terra vulcanica”; all’Antica Spiaggia, “il respiro del mare, memoria viva di Ercolano”.