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Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale la visita guidata “Paesaggio in movimento: risorse e viabilità nell’antica Altino” per #altinoapuntate

Dettaglio del bassorilievo con grande nave oneraria (I secolo d.C.) da Altino conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)

Il nuovo logo del museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve)

Domenica 22 marzo 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), per il ciclo #altinoapuntate, la visita guidata “Paesaggio in movimento: risorse e viabilità nell’antica Altino” a cura dello staff del Parco, su prenotazione, gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Pietra, legname, cibo e altre materie prime giungevano ad Altino, anche da terre lontane, attraverso un’estesa ed efficiente rete viaria e “sicure” rotte marittime. Durante la visita si proverà a ricostruire il legame fra l’antica Altino e il Mediterraneo attraverso i reperti esposti. Info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Venezia. I preziosi reperti (oltre 700) sono arrivati a Palazzo Ducale per la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. La inaugura il ministro Giuli. La curatrice Squarcina anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” importanza, caratteristiche e obiettivi della mostra

La testa di Leucotea da Pyrgi pronta per partire per Venezia dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Ultimi controlli al museo Archeologico nazionale di Adria prima della partenza dei reperti per Venezia (foto drm-ven)

Al museo Archeologico nazionale di Ferrara imballaggio di un cratere da Spina con destinazione Venezia (foto drm-er)

La bella testa femminile di Leucotea, la dea bianca del mare, la divinità dell’Aurora e della fertilità, che doveva far parte di un rilievo più grande che decorava la facciata del tempio A del santuario di Pyrgi (Santa Severa), antico porto di Caere (Cerveteri), ha lasciato la “sua casa”, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con destinazione Venezia. Ma anche bronzetti, l’Eracle di Contarina, l’Apoteosi di Eracle, sono usciti dal museo Archeologico nazionale di Adria per raggiungere il palazzo dei Dogi. Dove sono arrivati anche vasi e reperti da Spina conservati al museo Archeologico nazionale di Ferrara. Sono solo alcuni esempi dei reperti archeologici di straordinario valore, molti provenienti da scavi recenti, concessi in prestito da prestigiose istituzioni museali italiane, che si potranno ammirare nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, a cura di Chiara Squarcina, Margherita Tirelli in collaborazione con Fondazione Luigi Rovati con il patrocinio dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e italici, ospitata a Palazzo Ducale di Venezia dal 6 marzo al 29 settembre 2026: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l’acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario. Il percorso espositivo accompagna il pubblico dai grandi santuari etruschi costieri e termali – da Pyrgi a San Casciano dei Bagni – ai porti adriatici di Adria e Spina, fino ai principali luoghi sacri del Veneto antico, come Montegrotto, Lagole, Este e Altino, documentando pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il progetto si configura come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, capace di coniugare rigore scientifico, divulgazione e innovazione, concludendo con l’installazione We are bodies of water, realizzata da Fondazione Bonotto con la collaborazione scientifica del museo di Storia naturale di Venezia, dedicata al fragile ecosistema lagunare veneziano.

Dopo la presentazione a gennaio a Roma, al ministero della Cultura (vedi Venezia. A Palazzo Ducale la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Margherita Tirelli e Chiara Squarcina. Presentazione ufficiale al ministero della Cultura a Roma | archeologiavocidalpassato), giovedì 5 marzo 2026, inaugurazione della mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari: alle 12, nella Sala dello Scrutinio, a Palazzo Ducale: Intervengono Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia; Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati; Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia e curatrice dell’esposizione; Margherita Tirelli, curatrice dell’esposizione. Conclusioni di Alessandro Giuli, ministro della Cultura.

Proprio Chiara Squarcina spiega ad archeologiavocidalpassato.com l’importanza di questa mostra che esplora il ruolo fondamentale dell’acqua nelle pratiche religiose e nella vita sociale di Etruschi e Veneti nel I millennio a.C.

“Questa mostra – spiega Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è particolarmente interessante non solo per gli oltre 700 reperti – ricordo che saranno presentati 58 reperti provenienti dagli scavi di San Casciano dei Bagni non ancora visitabili quindi un nucleo completamente inedito -, ma soprattutto perché il percorso racconterà i vari siti legati al culto dell’acqua, come Pyrgi, Spina, Montegrotto Terme, Lagole, Altino, dove noi avremmo questa volontà di accogliere il visitatore e portarlo alla conoscenza del mondo etrusco, del mondo veneto antico, attraverso l’acqua. E non ultimo, la motivazione è che la grande sfida sarà questo arazzo che proviene dalla Fondazione Luigi Bonotto, un arazzo inedito, realizzato per la mostra, che vuole creare questa connessione e sottolineare il mondo archeologico. Il passato è qualcosa di vivo, è una grande eredità, un’importante testimonianza, una memoria che dobbiamo mantenere viva con rispetto e attenzione”.

“Questa mostra – sottolinea Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è molto importante perché per la prima volta pone in dialogo due civiltà, la civiltà etrusca e la civiltà veneto antica. Questo ci permette di sviluppare, ma soprattutto condividere quali connessioni esistevano. E la partenza sono proprio i santuari legati al culto dell’acqua. Quindi l’acqua è questa grande fibra ottica dove corrono condivisioni, riflessioni, e soprattutto anche contradditori, tra la civiltà etrusca e la civiltà dei Veneti antichi”.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita accompagnata “Dalla fornace al manufatto: i vetri altinati”

Coppa murrina a millefiori di fondo verde scuro, ricomposta e integrata (I secolo d.C.) conservata al museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)

Domenica 22 febbraio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), “Dalla fornace al manufatto: i vetri altinati”: una visita accompagnata a cura dello staff del Parco dedicata alle tecnologie di produzione dei vetri di Altino nell’antichità. La visita è su prenotazione (info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443); è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri.

Altino (Ve). All’Archeologico “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata per scoprire per la prima volta la storia dell’antica città di Altino e dei suoi reperti

Tramonto al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Statuetta di devoto offerente in bronzo (IV – III sec. a.C.) dal santuario di Altino, conservato nel museo Archeologico (foto drm-veneto)

Non sei mai stato al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) allora questa è l’occasione che fa per te. Domenica 14 febbraio 2026, alle 15.30, “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata al museo Archeologico nazionale di Altino dedicata a quanti vogliono scoprire per la prima volta la storia dell’antica città di Altino e dei suoi reperti. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

 

Altino (Ve). All’Archeologico “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata per scoprire per la prima volta la storia dell’antica città di Altino e dei suoi reperti

Suggestiva immagine del museo Archeologico nazionale di Altino ai margini della laguna di Venezia (foto drm-veneto)

Pannello d’ingresso con il nome 𝘈𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 in latino e venetico (foto parco archeologico altino)

Non sei mai stato al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) allora questa è l’occasione che fa per te. Domenica 18 gennaio 2026, alle 15.30, “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata al museo Archeologico nazionale di Altino dedicata a quanti vogliono scoprire per la prima volta la storia dell’antica città di Altino e dei suoi reperti. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Altino (Ve). Visita guidata “Riti per l’eternità”: primo appuntamento dell’anno di #altinoapuntate al parco archeologico

Tomba familiare scoperta in località Albertini (metà III – terzo quarto del I secolo a.C.) conservata al museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)

“Riti per l’eternità”: primo appuntamento dell’anno di #altinoapuntate al parco archeologico di Altino (Ve) che fa parte dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della laguna. Domenica 11 gennaio 2026, alle 15.30, lo staff del parco archeologico di Altino accompagnerà i visitatori in una visita dedicata ad approfondire riti, credenze e sepolture tra Veneti e Romani nell’antica Altino. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Le anfore raccontano. Storie di vita e commerci tra Altino e il mare” con Andrea Cipolato (UniVe), l’ultimo appuntamento dell’anno di “Novità, Doc?”

Giovedì 18 dicembre 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), l’incontro “Le anfore raccontano. Storie di vita e commerci tra Altino e il mare” con Andrea Cipolato, dottore in Archeologia all’università Ca’ Foscari di Venezia, l’ultimo appuntamento dell’anno di “Novità, Doc?”, il ciclo di conferenze per scoprire le ultime novità sulla storia di Altino in compagnia di giovani ricercatori. Andrea Cipolato accoglierà le visitatrici e i visitatori per raccontare come migliaia di frammenti di anfore provenienti da Altino e dalla Laguna Nord di Venezia hanno permesso di ricostruire la vita economica, le dinamiche commerciali e le pratiche di riutilizzo ad Altino, importante nodo commerciale dell’Adriatico. L’evento è su prenotazione; è gratuito per gli abbonati e incluso nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Altino (Ve). Al parco archeologico, per #AltinoAperta – Scavi Aperti, visita guidata con il team di Ca’ Foscari ai nuovi saggi di scavo sull’Altino tardo-antica

Appuntamento prenatalizio al parco archeologico di Altino (Ve) mentre continuano le ricerche dell’università Ca’ Foscari alla scoperta di Altino tardoantica. Venerdì 12 dicembre 2025, alle 15, per #AltinoAperta – Scavi Aperti, visita guidata ad Altino con i ricercatori e le ricercatrici dell’università Ca’ Foscari, diretti dal prof. Diego Calaon, durante la quale saranno forniti nuovi dati sulle vicende di Altino tardo-antica. Due nuovi saggi di scavo, nelle aree archeologiche del Parco, stanno fornendo infatti ulteriori dati sul grande edificio con fondazione in basoli indagato in estate: un tassello alla volta, comincia a delinearsi la storia della città prima del suo abbandono. La visita guidata è su prenotazione: gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it; 0422789443.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata a chi vuole scoprire per la prima volta Altino

Suggestiva immagine del museo Archeologico nazionale di Altino ai margini della laguna di Venezia (foto drm-veneto)

Pannello d’ingresso con il nome 𝘈𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 in latino e venetico (foto parco archeologico altino)

Antefissa in terracotta con la Potnia Theron dal santuario di località Fornasotti oggi al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Dal pannello col nome Altino in latino e venetico all’ingresso del museo Archeologico nazionale di Altino alla collana in oro di produzione tarantina (fine II – I secolo a.C.), all’antefissa in terracotta raffigurante la 𝘗𝘰𝘵𝘯𝘪𝘢 𝘛𝘩𝘦𝘳𝘰̀𝘯 o Signora degli animali (prima metà del I secolo a.C.): sono solo alcune delle “scoperte” che si possono fare entrando al museo di via S. Eliodoro 56 in località Altino di Quarto d’Altino (Ve). Domenica 30 novembre 2025, alle 15.30, è in programma “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, una visita guidata al museo Archeologico nazionale di Altino, dedicata a tutti coloro che vogliono scoprire per la prima volta la storia dell’antica Altino e dei suoi reperti. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per info e prenotazione: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Una città diffusa: nuovi dati sulle vicende di Altino tra tarda antichità e alto Medioevo” con Diego Calaon e l’equipe di ricerca dell’università Ca’ Foscari per “Novità, Doc?”, il ciclo di incontri dedicati agli studi più recenti sull’antica città di Altino con giovani studiosi, specializzandi e dottorandi

È possibile riconoscere nelle stratigrafie di Altino le tracce più tarde della città, tra tarda antichità e alto medioevo? E, attraverso queste, ricostruire la collocazione dei grandi edifici pubblici e religiosi e il loro rapporto con la laguna e con i nuovi insediamenti in via di formazione? E l’università Ca’ Foscari di Venezia potrebbe aver individuato l’antica chiesa di Altino? Un interrogativo che apre nuove prospettive sulla storia urbana di Altino tra tarda antichità e alto medioevo. Le risposte giovedì 20 novembre 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino, nella conferenza “Una città diffusa: nuovi dati sulle vicende di Altino tra tarda antichità e alto Medioevo” con Diego Calaon e l’equipe di ricerca dell’università Ca’ Foscari Venezia, nuovo appuntamento speciale del ciclo “Novità. Doc?”.

Diego Calaon (Ca’ Foscari) illustra gli scavi altomedievali nell’area archeologica di Altino (foto unive)

Saranno presentati i nuovi dati emersi dallo scavo archeologico dell’estate 2025, che contribuiscono a ridefinire l’assetto della città e a comprendere il ruolo di un grande edificio religioso, forse identificabile con l’antico episcopio. Un appuntamento dedicato alla ricerca archeologica e alla storia del territorio. Come in un’indagine poliziesca – dove molte prove sono state cancellate dalle arature e dalle trasformazioni recenti del terreno – gli archeologi proveranno a ricostruire la vicenda di un grande edificio religioso, probabilmente lo stesso episcopio, spoliato in antico ma di cruciale importanza per la storia dell’intera laguna veneziana.

Al termine sarà offerto un rinfresco a cura di “Anticamente – Pane coraggioso e farine combattenti” e “Autismore APS – Bottega sociale”.