Torino. Al museo Egizio la conferenza “I cofanetti per ushabti in terracotta. Una classe di oggetti misconosciuta” con il curatore Paolo Marini, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Giovedì 5 marzo 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In sala conferenze (con accesso da via Maria Vittoria 3m) incontro con il curatore Paolo Marini su “I cofanetti per ushabti in terracotta. Una classe di oggetti misconosciuta”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/i-cofanetti-per-ushabti-in… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
I cofanetti in terracotta destinati a custodire gli ushabti aprono una finestra suggestiva sul mondo funerario dell’antico Egitto. Spesso considerati oggetti secondari rispetto alle celebri statuette raffiguranti il defunto, questi contenitori raccontano invece molto sulle credenze, sulle pratiche rituali e sugli aspetti sociali della civiltà egizia. Dopo una breve introduzione sugli ushabti e sui loro contenitori, la conferenza si concentrerà sui cofanetti in terracotta, spiegando perché è importante studiarli e cosa possono rivelare sul contesto sociale in cui furono prodotti. Particolare attenzione sarà dedicata agli esemplari conservati al Museo Egizio, che offrono l’occasione per riflettere sul valore simbolico di questi oggetti: non semplici contenitori, ma piccoli luoghi sacri destinati ad accogliere simbolicamente l’immagine del defunto.
Paolo Marini ha conseguito nel 2016 il dottorato di ricerca in Egittologia presso l’università di Pisa. Dal 2017 è curatore e referente scientifico delle mostre itineranti del Museo Egizio e per la stessa istituzione ha curato mostre in Brasile, Canada, Cina e altri numerosi paesi europei, tra cui l’Italia. I suoi interessi di studio e le pubblicazioni si concentrano sull’archeologia tebana, con particolare attenzione agli aspetti funerari e al contesto storico-culturale che li ha prodotti. Dal 2010 al 2018 ha preso parte alla missione archeologica dell’università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Luxor, Egitto); dal 2018 lavora con un team di italiani alla missione Franco-egiziana al Tempio di Milioni di Anni di Ramesse II (Luxor, Egitto); dal 2019 collabora, con un progetto di studio dell’artigianato del legno, con la missione dell’IFAO a Deir el-Medina (Luxor, Egitto); e dal 2025 partecipa alla missione congiunta del Rijksmuseum di Leiden e del museo Egizio di Torino a Saqqara come epigrafista (Egitto). Ha preso parte a numerosi congressi e ha pubblicato sia lavori scientifici sia contributi divulgativi. Attualmente sta lavorando alla pubblicazione che raccoglie oltre 10 anni di studi sui contenitori per ushabti, con uscita prevista nel 2028.
Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio incontro con Gabriele Di Fronzo, autore di “Sfinge” (Giulio Einaudi Editore), in dialogo con il curatore del Museo Egizio Paolo Marini
Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: lunedì 12 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, incontro con Gabriele Di Fronzo, autore di “Sfinge” (Giulio Einaudi Editore), in dialogo con il curatore del Museo Egizio Paolo Marini. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/e/sfinge-tickets-1317263553749?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*1u1tqhp*_up*MQ..*_ga*ODQyMTUzODA3LjE3NDYyMDQxODU.*_ga_TQVES5V6SH*MTc0NjIwNDE4NS4xLjAuMTc0NjIwNDE4NS4wLjAuMA. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Nel corso della sua lunga carriera, Matteo Lesables ha trasportato per le mostre e i musei di tutto il mondo sarcofagi, gioielli, statue, papiri, persino intere tombe, bighellonando solitario per camere d’albergo e serate di gala. Questo viaggio in cui accompagna in Cina l’antichissima Sfinge, fiore all’occhiello del museo di Torino, è l’ultimo incarico delicato prima di avviarsi verso il congedo. Ma una settimana a quelle latitudini è più rivelatoria e pericolosa di una vita intera: nel formicaio di Shanghai, Lesables incontra una donna. Qualcosa, nello sguardo, nel corpo e nei movimenti di Qi – «un’aria di malizia negli occhi che mi fa sospettare una certa dose di mistificazione anche nei discorsi più sinceri» – lo riporta al passato, a rimpianti e tenerezze che credeva di aver insabbiato per sempre. In particolare la presenza di quella donna gliene ricorda un’altra, Sara: l’amore perduto per orgoglio, o per poco coraggio, o perché a volte proprio non si ha la stoffa per essere felici. Insieme a Qi berrà più di un bicchiere di vino, osserverà un uragano abbattersi sulla città dalla finestra del suo hotel, nuoterà tra le antiche rovine della Grande Muraglia sommersa e – suo malgrado – si troverà al centro di un intrigo eco-terrorista. Quest’ultima trasferta, per Lesables, sarà l’occasione per spingere un po’ più lontano la solitudine a cui si è condannato, e onorare finalmente una promessa non mantenuta. Con una scrittura elegantemente malinconica, e uno sguardo disincantato e lucidissimo sul mondo, Gabriele Di Fronzo ci regala un romanzo che oscilla tra la dimensione intima e quella universale, tra il sentimento e il rigore, l’ironia e la commozione.
Ragusa. Al museo della Cattedrale la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a cura di Paolo Marini: l’Antico Egitto – dal Predinastico all’epoca greco-romana – raccontato da una selezione di reperti provenienti dal museo Egizio di Torino

Ragusa, mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo”: bronzetto di Iside Lactans dal museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

L’ingresso alla mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” nel museo della Cattedrale di Ragusa (foto museo egizio)

Ragusa, mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo”: taglio del nastro con il sindaco Peppe Cassì e il direttore Christian Greco (foto comune di ragusa)

Il curatore Paolo Marini (a sinistra) illustra la mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” a Ragusa (foto comune di ragusa)
Palazzo Garofalo di Ragusa, monumento del barocco siciliano, ospita un’esposizione dedicata a uno dei periodi storici che più di ogni altro continua a incantare, incuriosire e affascinare il pubblico di ogni età: L’Antico Egitto. Dal 13 aprile al 26 ottobre 2025, nel museo della Cattedrale di Ragusa, la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, curata da Paolo Marini del museo Egizio di Torino, porta fuori da Torino una parte della collezione con un progetto estremamente formativo e dal forte impianto didattico, che intende raccontare la storia dell’Antico Egitto, la società, la religione, l’arte, il rapporto con l’aldilà, la vita dei Faraoni e molto altro, offrendo ai visitatori una disamina degli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la lunga storia della civiltà egizia attraverso l’esposizione di piccole ma significative opere d’arte. La mostra è promossa dal Comune di Ragusa con il sostegno della Fondazione Federico II di Palermo, prodotta a Arthemisia in collaborazione con il museo Egizio di Torino. “Fin dall’annuncio alla Bit di Milano abbiamo registrato curiosità e desiderio di partecipazione crescenti, ed è opportuno continuare a coinvolgere tutta la città in questa mostra-evento che caratterizzerà il nostro 2025”, dichiara il sindaco, Peppe Cassì. “È tempo di entrare nell’atmosfera della mostra, acquisendo ulteriore consapevolezza della sua qualità e del suo valore. Con questa mostrai Ragusa torna nel circuito delle grandi esposizioni nazionali”. E l’assessore al Centro storico, Giovanni Gurrieri: “Per Ragusa questa è una grande sfida da cogliere tutti insieme, che coinvolgerà innanzitutto il nostro Centro storico ma non si limiterà a questo: le aspettative in termini di presenze, le collaborazioni interprovinciali che abbiamo intrecciato e la copertura regionale e nazionale dell’evento ci dicono già che tutto il nostro territorio sarà attore fondamentale. La macchina è partita da tempo e dal 13 aprile cominceremo a comprendere cosa vivrà Ragusa nei prossimi sei mesi”.

Allestimento della mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” nel museo della Cattedrale di Ragusa (foto museo egizio)

Ragusa, mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo”: stele funeraria di Nya in calcare da Tebe conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Nel percorso di visita vengono offerti diversi approfondimenti sulle arti dell’antico Egitto, ossia dall’architettura, alla scultura alla pittura, nonché alle arti minori quali la coroplastica, l’ebanisteria, la gioielleria e alla materialità. Il periodo storico di riferimento è imponente e va dall’Epoca Predinastica (3600-3200 a.C.) all’Epoca Greco-romana (330 a.C.-642 d.C.), raccontato da una selezione di reperti provenienti dal museo Egizio di Torino. L’arte dell’antico Egitto ci è nota solo dalla esperienza archeologica diretta, per questo i veri protagonisti del percorso sono i reperti, intesi come testimonianze materiali di concetti, idee e tecniche. La storia dell’arte egiziana non porta nomi propri, sono i sovrani che si assumono la responsabilità di ispiratori del gusto figurativo dell’epoca di cui essi sono eponimi. Tuttavia, alcuni eventi storici e sociali, hanno portato singole personalità a distinguersi in ogni caso, mentre la ricerca archeologia ha permesso la ricostruzione della vita professionale di singoli artigiani. Alcuni di questi, inoltre, si legano indissolubilmente a reperti oggi diventati iconici. La mostra è composta numerosi reperti, ciascuno dei quali è accompagnato da testi che hanno l’obiettivo di contestualizzarli, descriverli e di sfruttare le loro caratteristiche per approfondire uno o più focus.

Apparati multimediali nell’allestimento della mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” nel museo della Cattedrale di Ragusa (foto museo egizio)
Ai reperti dal grande fascino si affianca un forte e coinvolgente impianto narrativo, così da comprendere a pieno gli elementi fondamentali della cultura egizia. Un progetto estremamente formativo che intende raccontare la storia dell’Antico Egitto, la società, la religione, l’arte, il rapporto con l’aldilà, la vita dei Faraoni e molto altro, offrendo ai visitatori una disamina degli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la lunga storia della civiltà egizia attraverso l’esposizione di piccole ma significative opere d’arte.
Forte dei Marmi (Lu). Per l’ultimo giorno della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” apertura fino alle 24

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: il curatore Paolo Marini davanti alla maschera funeraria di età romana (foto graziano tavan)

La locandina della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi (Lu) dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, prorogata al 2 aprile 2025
Sarà un intenso, ultimo giorno quello della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” curata da Paolo Marini al Fortino di Forte dei Marmi (Lu). Mercoledì 2 aprile 2025, infatti, rimarrà aperta fino alle 24 per chi ancora non è riuscito a vedere i 24 reperti della grande, antica civiltà dei faraoni, messi a disposizione del Comune di Forte dei Marmi e della Fondazione Villa Bertelli dal museo Egizio di Torino nell’anno del suo bicentenario. Un’occasione in più per vedere le opere, che il giorno dopo verranno prese in carico da una restauratrice torinese dell’Egizio, attesa al Fortino per le operazioni di chiusura. Un addio non senza commozione per questa mostra, rimasta a Forte dei Marmi fino ad ora, grazie ad una proroga di due mesi, dovuta alla grande richiesta del pubblico. Ultimo ingresso alle 23.
Torino. Al museo Egizio ogni domenica visita guidata gratuita al tempio di Ellesiya per celebrare il nuovo allestimento della Cappella rupestre e la sua restituzione alla collettività
Per celebrare il nuovo allestimento della Cappella rupestre di Ellesiya e la sua restituzione alla collettività, a partire dall’8 dicembre 2024, ogni domenica, potrai partecipare a una visita guidata gratuita a un luogo unico. Un tempio donato dall’Egitto, arrivato a Torino nel 1966. Le visite sono realizzate grazie al supporto di Gruppo FS, Official Sponsor dell’evento. Per non perdere l’opportunità di scoprire la Cappella rupestre di Ellesiya e il suo nuovo allestimento si può prenotare la visita gratis sul sito del museo Egizio: https://egizio.museitorino.it/…/visita-guidata…/.
Tempio di Ellesiya. Approda a Torino nel 1966 la Cappella Rupestre di Ellesiya, il più antico tempio rupestre della Nubia. A seguito della costruzione della diga di Assuan, l’Italia e il Museo Egizio furono chiamati a contribuire alla campagna Unesco per il salvataggio dei templi della Nubia, che rischiavano di essere sommersi dalle acque del lago Nasser. Il governo egiziano decise quindi di donare all’Italia il Tempio, in segno di gratitudine per la partecipazione del nostro Paese all’operazione di salvataggio: il reperto, dopo una complessa operazione di trasporto e ricostruzione all’interno del museo Egizio, fu presentato a Torino alla presenza delle autorità italiane ed egiziane nell’autunno del 1970.
A distanza di oltre mezzo secolo il museo Egizio, nell’ambito del rinnovamento per il bicentenario, ha scelto di rendere accessibile gratuitamente al pubblico la Cappella, che avrà un suo ingresso indipendente da via Duse e alla fine dei lavori anche dalla corte coperta del Museo, liberamente fruibile dai visitatori. Nel 2023 è iniziato l’ultimo restauro della Cappella con la pulitura e il consolidamento delle superfici ad opera del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale. La Cappella è stata riallestita grazie al lavoro di ricerca e studio degli egittologi e curatori: Johannes Auenmüller, Alessia Fassone, Paolo Marini, Beppe Moiso, Tommaso Montonati. Un suggestivo video mapping, ideato da Robin Studio, rielabora sui blocchi della cappella i suoi trascorsi storici e il viaggio dall’Egitto a Torino. Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane è Official Sponsor della restituzione del Tempio di Ellesiya alla collettività, con il contributo di Fondazione CRT e di Consulta per la Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino e la partecipazione di Ribes Digilab.
Forte dei Marmi (Lu). Prorogata la mostra al Fortino “Gli Egizi e i Doni del Nilo”. Il sindaco Bruno Murzi “Forte dei Marmi si conferma centro culturale di eccellenza”. Piccola visita guidata col curatore Paolo Marini

Bronzetto della dea Iside Lactans di epoca tarda alla alla mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” di Forte dei Marmi (foto graziano tavan)

La locandina della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi (Lu) dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, prorogata al 2 aprile 2025
Quattro mesi di apertura con il tutto esaurito per i turni di visita delle scuole (e molte in lista di attesa) e affluenza continua di visitatori, ha convinto l’amministrazione comunale di Forte dei Marmi a prorogare fino al 2 aprile 2025 la mostra (in un primo momento programmata fino al 2 febbraio 2025) “Gli Egizi e i Doni del Nilo”, a cura di Paolo Marini, ospitata al Fortino e realizzata dal museo Egizio di Torino con la Fondazione Villa Bertelli. “La proroga della mostra”, afferma il sindaco Bruno Murzi, “ci permette di rispondere alla crescente domanda di visite da parte di scuole, famiglie e turisti, consolidando il legame tra offerta culturale e turistica. Quello che inizialmente poteva risultare una difficoltà, la gestione dell’overbooking, si è trasformato in un’opportunità, grazie alla disponibilità della Fondazione Museo Egizio di Torino. Per quanto riguarda l’offerta al mondo scolastico, sono stati prenotati dalle scuole tutti i giorni disponibili dal 4 ottobre 2024 fino al 31 gennaio 2025: si tratta di 133 classi (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), per un totale di 2.460 ragazzi e ragazze iscritti, ai quali si aggiungono 260 insegnanti e accompagnatori. E ad oggi in lista d’attesa lista sono presenti 49 scuole per un totale di circa 1000 alunni. Così come sono esauriti fino a gennaio i posti della proposta per famiglie Domenica pomeriggio: missione alla Mostra”.

Forte dei Marmi (Lu): il curatore Paolo marini e il sindaco Bruno Murzi alla mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” (foto graziano tavan)
“Con questa mostra”, sottolinea con soddisfazione il sindaco Bruno Murzi. “Forte dei Marmi ha dimostrato di essere in grado di ospitare eventi di prestigio internazionale, grazie anche al restyling completo del Fortino, realizzato proprio in occasione di questa esposizione. Gli spazi sono ora dotati di sistemi avanzati di climatizzazione, controllo della temperatura e umidità, impianti di sicurezza, connessione Wi-Fi, e un nuovo bookshop che resterà a disposizione per future iniziative culturali. L’Ufficio Informazioni Turistiche è stato inoltre ricollocato all’interno del Fortino per garantire maggiore funzionalità e visibilità. Nei prossimi mesi termineremo tutti gli interventi previsti con la riqualificazione esterna, rendendo così il Fortino un polo culturale espositivo di eccellenza”. “Questa mostra”, conclude il primo cittadino, “è un esempio di come la cultura possa diventare un elemento centrale per l’attrattività del territorio, integrandosi perfettamente con l’offerta culturale di Forte dei Marmi presente grazie alla ricca e diversificata attività annuale di Villa Bertelli che ha raggiunto risultati di eccellenza. Forte dei Marmi è sempre più in grado di offrire, anche fuori stagione, non solo bellezze naturali, shopping e mare, ma anche esperienze culturali di alto livello”.
E allora cerchiamo di conoscere meglio la mostra “Gli Egizi e i Doni del Nilo” con il curatore, l’egittologo Paolo Marini del museo Egizio di Torino: una piccola visita guidata per archeologiavocidalpassato.com.
“Questa mostra attesta i buoni rapporti con il Comune di Forte dei Marmi”, spiega Marini. “col quale abbiamo collaborato sotto il patrocinio di Villa Bertelli. Per noi questa mostra è un traguardo in un anno per il museo Egizio molto importante perché festeggiamo il bicentenario. E in quest’anno abbiamo deciso di preservare quella che è la collezione permanente escludendo prestiti di nostri reperti proprio per conservare al massimo le potenzialità della nostra collezione. La mostra di Forte dei Marmi è l’unica eccezione, anche se c’è da dire che gli oggetti di questa esposizione provengono dai nostri magazzini, per cui la collezione permanente è rimasta nel pieno del suo splendore mentre qui abbiamo selezionato oggetti straordinari per raccontare a Forte dei Marmi una storia che è quella dell’Antico Egitto, una storia lunga 3000 anni con 24 reperti originali dei nostri magazzini e che parlano di arte, di tecniche di lavorazione, di usanze e di credenze. Tutto ciò che riguarda gli antichi Egizi”.
“La mostra -continua Marini – ha un percorso di tipo cronologico. Si parte da un vasetto di età predinastica e si finisce con una maschera di età romana. E lungo questo percorso si possono scoprire tutta una serie di aneddoti e di particolari che riguardano la società egizia, le usanze funerarie, le credenze religiose o anche la vita domestica insieme a questo tutte le tecniche che riguardano la realizzazione di questi oggetti”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.) (foto graziano tavan)

Modellino in legno dipinto con artigiani che producono pane e birra, da Assiut (Medio Regno, XII dinastia) conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
“I pezzi che abbiamo selezionato – sottolinea Marini – sono tutti di straordinaria bellezza e importanza. Sicuramente è diventato emblematico per questa mostra il cartonnage che si trova alle mie spalle, una maschera che proviene da contesto, un contesto scavato da Ernesto Schiaparelli. È una maschera in ottimo stato di conservazione che ci permette di raccontare proprio come viene realizzato il cartonnage, che è un materiale molto utilizzato a partire soprattutto dal Terzo periodo Intermedio nell’Antico Egitto. E in più ci permette di parlare di usanze funerarie. Insieme a questo possiamo sicuramente citare anche gli splendidi vasi canopi di Ptah-hotep in alabastro con iscrizioni geroglifiche con i coperchi che rappresentano le teste dei quattro figli di Horus. Ma anche i modellini in legno del Primo periodo Intermedio e del Medio Regno che rappresentano il viaggio del defunto presso la città sacra di Abydo oppure la scena di panificazione che si trova sempre nella prima sala: qui viene rappresentata con l’uso di personaggi e della strumentazione adeguata questa tecnica di produzione di un elemento fondamentale della dieta egiziana”.
Forte dei Marmi (Lu). A corollario della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, conferenza del curatore Paolo Marini su “Deir el-Medina e il Museo Egizio: storia, collezionismo e archeologia”: dalla riscoperta archeologica fino ai risultati delle ultime ricerche
“Deir el-Medina e il Museo Egizio: storia, collezionismo e archeologia” è il titolo della conferenza dell’egittologo Paolo Marini, curatore della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, realizzata dal museo Egizio di Torino, promossa dalla fondazione Villa Bertelli e dal Comune di Forte dei Marmi, che si può visitare al Fortino Leopoldo I di Forte dei Marmi (Lu) fino al 2 febbraio 2025 (vedi Forte dei Marmi (Lu). Aperta al Fortino, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo”: 24 preziosi reperti (molti inediti) dal museo Egizio di Torino propongono un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica all’età greco-romana attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri | archeologiavocidalpassato): la mostra propone un viaggio nel tempo, dall’Epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.), attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri: reperti di grande valore provenienti dai depositi del Museo e normalmente non visibili al pubblico e, in alcuni casi, mai esposti prima..

Panoramica sul sito archeologico di Deir el-Medina a Tebe Ovest (foto museo egizio)
Appuntamento venerdì 25 ottobre 2024, alle 17, al Giardino d’Inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. L’ingresso alla conferenza è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili; prenotazioni al numero: tel. 0584 787251. Paolo Marini, curatore e coordinatore scientifico delle mostre itineranti del museo Egizio di Torino, percorrerà la lunga storia del villaggio di Deir el-Medina, fondato circa 3500 anni fa non lontano dalla Valle dei Re e dalla Valle delle Regine: dalla riscoperta archeologica fino ai risultati delle ultime ricerche.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: il curatore Paolo Marini davanti alla maschera funeraria di età romana (foto graziano tavan)
“La storia del Museo Egizio”, spiega Paolo Marini, “è profondamente legata a quella di Deir el-Medina, il sito archeologico che custodisce i resti dell’antico villaggio degli artigiani impegnati nella costruzione delle tombe nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. I primi reperti dall’area giunsero a Torino nel 1824 con la collezione raccolta dal Console Generale di Francia ad Alessandria, Bernardino Drovetti, e venduta ai Savoia. Quasi un secolo dopo, si aggiunsero i ritrovamenti dell’allora direttore del Museo, Ernesto Schiaparelli. Oggi, il Museo Egizio è tornato a lavorare in questo sito, conducendo importanti indagini in diverse zone”.

Paolo Marini (museo Egizio Torino) (foto graziano tavan)
Paolo Marini ha conseguito un dottorato di ricerca in Egittologia all’università di Pisa. Dal 2017 è curatore e coordinatore scientifico delle mostre itineranti del Museo Egizio. I suoi studi e pubblicazioni riguardano l’archeologia tebana e funeraria. Ha scavato in Italia, in Siria e in Egitto, dove è stato membro della missione archeologica dell’università di Pisa a Dra Abu el-Naga, ed è membro della Missione Archeologica Francese di Tebe Ovest al Ramesseum e della Missione di Studio dell’IFAO (Institut français d’archéologie orientale) a Deir el-Medina.
Forte dei Marmi (Lu). Aperta al Fortino, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo”: 24 preziosi reperti (molti inediti) dal museo Egizio di Torino propongono un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica all’età greco-romana attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri

Il direttore Christian Greco illustra la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” al ministro degli Esteri Antonio Tajani (foto graziano tavan)

La maschera funeraria: immagine guida della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” sopra il Fortino di Forte dei Marmi (foto graziano tavan)
L’immagine della grande maschera funeraria di età romana ti guarda dall’alto del Fortino Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lu). Ma per vederla da vicino devi entrare: la troverai proprio alla fine del percorso della piccola (per dimensioni) grande (per qualità) mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo” inaugurata giovedì 1° agosto 2024 con un ospite speciale, il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha avito modo di visitarla in anteprima con il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, al quale ha assicurato la sua presenza a Torino per le celebrazioni del bicentenario della fondazione del museo. Per l’Egizio il 2024 è un anno speciale: celebra i due secoli, che ne fanno il più antico museo egizio del mondo, con un rinnovamento straordinario della sede e di alcune sezioni, e una serie di manifestazioni che avranno il loro clou tra novembre e dicembre 2024. Ma questo non ha impedito al museo Egizio di continuare nella propria mission di aprirsi al mondo esterno.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: da sinistra, il curatore Paolo Marini, il sindaco Bruno Murzi e il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci (foto graziano tavan)
Ecco dunque la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo” a Forte dei Marmi dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, curata dall’egittologo Paolo Marini del museo Egizio di Torino, con 24 preziosi reperti scelti per l’occasione dai depositi del museo, e promossa dalla Fondazione Villa Bertelli e dal Comune di Forte dei Marmi col patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Lucca e Comune di Torino. Proprio in sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, sottolinea come questa mostra rappresenti una sfida e una scommessa per il Comune della Versilia: “Vogliamo offrire un’occasione culturale ai molti turisti che frequentano la nostra cittadina e le nostre spiagge, ma anche al territorio diventando punto di riferimento per i residenti e per le scuole. E già oggi abbiamo molte prenotazioni dalla Toscana, dal Lazio e dalla Liguria”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: da sinistra, il curatore Paolo Marini davanti alla maschera funeraria di età romana (foto graziano tavan)
“La mostra Gli Egizi e il dono del Nilo”, spiega il curatore Paolo Marini, “propone un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.) attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri: reperti di grande valore che provengono dai depositi del museo Egizio, quindi normalmente non visibili al pubblico e, in alcuni casi, mai esposti prima. L’immagine guida della mostra è una maschera funeraria di età romana proveniente da Assiut: una riproduzione idealizzata del volto del defunto realizzata in cartonnage, materiale simile alla cartapesta, e destinata alla protezione magica del defunto”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo periodo Intermedio (2118 – 1980 a.C.) (foto graziano tavan)
Tra i reperti in mostra, un tipico modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo periodo Intermedio (2118 – 1980 a.C.), in legno stuccato e dipinto, decorato con la coppia di occhi udjat a protezione dello scafo. Dalla Galleria della Cultura materiale del museo Egizio proviene invece il set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.). Il percorso espositivo è arricchito da infografiche e installazioni multimediali e da due riproduzioni provenienti dal museo Egizio: la statua monumentale di Ramses II e il sarcofago di Butehamon.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.) (foto graziano tavan)
“La mostra intende sollecitare la curiosità”, spiega il direttore Christian Greco, “illustrando la complessità di quello che presentiamo. Gli oggetti esposti ci parlano di cultura funeraria, non perché gli Egizi fossero ossessionati dalla morte. Noi conosciamo la loro cultura materiale principalmente per aver scavato in necropoli e questa è la nostra principale chiave di accesso alla cultura dell’Antico Egitto. Il racconto che facciamo qui vuole invece presentare le persone, oltre l’oggetto. Sono quindi felicissimo che, oltre coloro che potranno visitare la mostra d’estate, la comunità di possa appropriare di questa esposizione e la possa utilizzare per capire come quella memoria materiale, che proviene da un luogo distante, in realtà predetermini chi siamo noi oggi e ci proietti in quest’ottica mediterranea dove la civiltà nilotica ha avuto un ruolo fondamentale”.






















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