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Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale di Napoli: visita tematica “Archeologia: Sostantivo Femminile”, dedicata alle archeologhe e al loro ruolo, fondamentale nella ricerca

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della donna, anche al museo Archeologico nazionale di Napoli l’ingresso è gratuito per tutte le donne. Inoltre, gli interessati potranno usufruire di una visita guidata tematica dedicata alle donne e l’archeologia “Archeologia: Sostantivo Femminile”. Visita guidata gratuita; biglietto d’ingresso ordinario (gratuito per le donne). Durata 90’.

Appuntamento alle 12.30, appunto con la visita tematica “Archeologia: Sostantivo Femminile”, dedicata alle archeologhe e al loro ruolo, fondamentale nella ricerca. Un percorso che racconta il contributo di studiose che, attraverso scavi, ricerche e interpretazioni, hanno ampliato la nostra conoscenza del mondo antico e delle collezioni del museo, anche affrontando, nel secolo scorso, avversità ambientali e politiche. Una riflessione sullo sguardo femminile nell’archeologia e sull’importanza delle donne come protagoniste della storia e della sua riscoperta.

L’archeologa Paola Zancani Montuoro

In questa giornata speciale il Mann ricorda una delle maggiori esponenti dell’archeologia contemporanea: Paola Zancani Montuoro. Indimenticabili restano i suoi studi sull’Heraion alla Foce del Sele. Proprio la Biblioteca del Mann conserva, per volontà della studiosa, il suo prezioso fondo bibliografico, che consta di circa 1800 monografie e oltre 4000 estratti, tutte risorse di grande valore per gli studiosi e per la ricerca archeologica.

Paestum. Ritrovato documento degli anni ’30: è l’invito alla conferenza di Amedeo Maiuri sui nuovi scavi di Paestum. Come allora, gli scavi archeologici continuano al parco archeologico e si raccontano on-line

Il documento del 1931 ritrovato: è l’invito del prefetto alla presentazione dei nuovi scavi di Paestum di Amedeo Maiuri (foto pa-paeve)

Giugno 1931. Il prefetto di Salerno invita gli amministratori della provincia salernitana alla conferenza sui “Nuovi scavi di Paestum” tenuta dall’allora soprintendente, Amedeo Maiuri. È quello che si legge nel documento custodito con cura dalla famiglia Soprani da circa 90 anni e che la figlia Enrica ha voluto condividere con il direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Gabriel Zuchtriegel. “Durante il periodo di lockdown, tra marzo e maggio, io e mio fratello Leopoldo abbiamo deciso di fare ordine in un deposito dove da anni accumuliamo cose”, racconta la giornalista, Enrica Soprani. “In una cassa metallica ben chiusa, abbiamo trovato alcuni documenti degli anni ’30 e ’40 conservati dal nostro papà Antonio, classe 1909, nato a Ravenna e giunto al Sud nel 1949 per lavoro, ma trasferitosi definitivamente a Salerno per amore di nostra madre. Con estremo piacere ho pensato di consegnare al direttore di Paestum l’originale dell’invito del Prefetto per l’incontro con il prof. Maiuri nella certezza che avrebbe saputo valorizzare un ricordo di famiglia per noi così importante”. L’invito – ingiallito dal tempo – ha aperto una finestra temporale sulla prima stagione degli scavi archeologici a Paestum quando, in piena età fascista, si scavava per riscoprire le gloriose vestigia della romanità. Le testimonianze del periodo greco interessavano meno all’epoca, ma la più grande scoperta dei primi anni Trenta riguardò proprio la grecità con il rinvenimento del Santuario di Hera alla foce del Sele e delle sue spettacolari metope ad opera degli archeologi Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco. Alcuni anni dopo, iniziò la progettazione del nuovo museo di Paestum, interrotta dallo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Il tempio di Nettuno a Paestum (foto parco archeologico Paestum)

Oggi continuano gli scavi al parco archeologico di Paestum e Velia, mentre il sito resta per ora chiuso al pubblico per il contenimento dei contagi da COVID-19. A Paestum, i lavori si stanno concentrando presso l’altare e le fondazioni del tempio c.d. di Nettuno la cui storia si sta rilevando molto complessa. A Velia, sono in programma gli scavi presso l’acropoli della città antica. La storia del Parco viene raccontata sui canali social e sul sito-web con contenuti digitali creati ad hoc per il pubblico on-line. L’intento è coinvolgere tutti i visitatori in un progetto culturale di più ampio respiro, in cui ognuno è protagonista.