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Al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) la mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica”, quasi duecento incisioni raccontano la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento

La locandina della mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) fino al 12 settembre 2021

chiasso_m.a.x.-museo_logo“La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” è la nuova mostra proposta al m.a.x. museo del Centro culturale di Chiasso (Svizzera) dove rimarrà aperta fino al 12 settembre 2021. E, annunciano gli organizzatori, si potrà visitare anche il 19 marzo (festa in Canton Ticino), a Pasqua e Pasquetta, ma non il venerdì e il sabato santo. L’esposizione, a cura di Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini, ha potuto contare sulla sinergia con il museo Archeologico nazionale di Napoli, la biblioteca dell’Accademia di architettura USI di Mendrisio, la biblioteca cantonale di Lugano, l’associazione Avvenire dell’Antico (AdA) e una fitta rete di collezionisti privati. L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica storica”, ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico. Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti in cui vennero unite per la prima volta – a corredo della parte scritta – le incisioni, che raffiguravano opere classiche delle Collezioni romane con l’intento di illustrare l’antico. Il passo da Winckelmann a Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano a Roma trovò la fonte dell’antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. La diffusione delle incisioni “in folio” contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour con splendide vedute che ricordavano ai viaggiatori i luoghi attraversati e inoltre li aiutavano a identificare i monumenti descritti nelle guide. Si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni romantiche del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, con un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti.

Veduta del Foro romano in una stampa Luigi Rossini (foto centro culturale chiasso)
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La mostra “La reinterpretazione del classico” al m.a.x. museo di Chiasso (foto max museo)

Nelle sale del m.a.x. museo è possibile ammirare quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. Sono esposte, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e molte vedute, fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy, di Johann Jakob Wetzel, e paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, affiancati ad alcuni pregevoli reperti archeologici (monete, medaglie e marmi). Esposta in bacheca vi è inoltre una raccolta di incisioni di Luigi Rossini, resa sfogliabile in formato digitale, con un sistema No-Touch.

“Monete, medaglie e banconote come strumenti di propaganda culturale e raffinati mezzi di espressione grafica”: il convegno del Centro Culturale Chiasso (Svizzera) ripercorre la storia, delle più antiche monete alle moderne banconote. Causa emergenza sanitaria tutti gli interventi in streaming

Locandina del convegno di numismatica promosso dal Centro Culturale Chiasso

Monete, medaglie e banconote hanno sempre svolto un ruolo rilevante sul piano politico, economico, culturale e iconografico. L’importanza della veste artistica e grafica di questi oggetti per garantire il successo di un messaggio di propaganda è evidente, e per questo il Centro Culturale Chiasso (Svizzera) ha promosso un convegno che ne ripercorre la storia, delle più antiche monete alle moderne banconote: “Monete medaglie e banconote come strumenti di propaganda culturale e raffinati mezzi di espressione grafica”, sabato 28 novembre 2020, dalle 15.30 alle 18, allo Spazio Officina. Il convegno si svolge a porte chiuse per situazione di emergenza sanitaria. Si può visualizzare sul canale YouTube del m.a.x. museo di Chiasso: https://www.youtube.com/channel/UCEbPajvlaMmDqge9ykWtGNw. Il convegno si  propone  di  approfondire  la  funzione  delle  opere numismatiche  quali  strumenti  di  comunicazione  e  di propaganda  culturale,  partendo  dall’assunto  dell’Associazione  AdA,  che  ciò  che  è  antico  contribuisce  a determinare le forme della Modernità. Durante il convegno  si  opererà  un  confronto  fra  diversi  fenomeni che si sono succeduti nel corso dei secoli per veicolare messaggi sociali, politici e culturali: dall’utilizzo in epoca antica della moneta/medaglia come strumento per propaganda politica ed esaltazione dell’uomo nella pratica di governo, all’uso pervasivo delle banconote, per promuovere l’immagine di personalità e ricorrenze.

Medaglia di papa Giulio II realizzata da Cristoforo Foppa. Sul rovescio il primo progetto per la basilica di San Pietro proposto dal Bramante

La  medaglia,  come  è  intesa  oggi,  è  nata  nel Quattrocento  con  le  raffinate  tecniche  della  fusione e  della  coniazione,  incisione  e  punzonatura  ed  è  divenuta  popolare  grazie  a  eleganti  produzioni,  in  particolare  quelle  del  Pisanello.  Al  pari  delle  monete  in uso nella Roma antica, divenne ben presto un mezzo di comunicazione, di celebrazione e di propaganda, a cui  regnanti,  papi  e  potenti  personalità  ricorsero  per tramandare ai posteri le loro sembianze e soprattutto le loro imprese. I  papi  furono  tra  coloro  che  maggiormente  colsero  tali  opportunità  di  propaganda,  prediligendo  le “medaglie architettoniche”, e chiedendone la realizzazione ad artisti di fama. Le medaglie venivano create appositamente  non  solo  per  rappresentare  virtù  e  imprese ma anche per celebrare fra i contemporanei e tramandare ai posteri interventi urbanistici e architettonici. Ciò accadde in particolar modo con il ritorno della sede papale a Roma, dopo il periodo avignonese: i pontefici si proposero di abbellire la città eterna, cancellando l’incuria e l’anonimato nel quale era caduta durante il periodo medioevale. Chiese, palazzi, fontane, edifici pubblici, acquedotti,  ospedali,  tribunali,  ponti,  piazze,  obelischi,  vennero  quindi edificati e riprodotti nelle medaglie e anche nelle monete circolanti, date anche in dono a personaggi illustri,  per  celebrare  aere  perennis,  la  magnanimità  dei pontefici. Il medesimo ruolo di rappresentanza e di propaganda ricoperto in epoca antica e medievale da  monete  e  medaglie,  lo  svolgono  oggi  le  banconote:  accanto  alla  tradizionale  funzione  di  mezzo  di  pagamento, esse hanno un incontestabile ruolo culturale, per celebrare personaggi illustri di cultura, arte, economia,  politica  del  Paese  emittente.  Introdotta  in  Occidente  in  epoca  tardo-medioevale  per  ovviare  alle esigenze di praticità legate all’intensificarsi degli scambi  commerciali,  la  banconota  è  assurta  essa stessa  ben  presto  a  un  medium  di  natura  culturale  e sociale.

centro-culturale-chiasso_logoL’importanza  della  veste  artistica  e  grafica  di  monete, medaglie e banconote, al fine di garantire il successo della trasmissione di un messaggio di propaganda, è evidente. “Per  questo  il  Centro  Culturale  Chiasso”, spiega Nicoletta Ossanna Cavadini, responsabile dell’istituto, “ha  ritenuto  importante  dare  spazio  a  un  convegno  di questo tipo, nell’ambito della sua stagione espositiva dedicata alla “genesi”, intesa come origine delle cose”. Dopo  la  parte  introduttiva  di  Michele Amadò, segretario AdA, associazione Avvenire dell’Antico, seguiranno gli interventi di Giovanni Maria Staffieri, appassionato  numismatico, che parlerà di monete e medaglie come strumenti di propaganda culturale (“Raffigurazione di monumenti celebri su monete imperiali romane quale strumento di propaganda”); Howard Burns, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, il cui contributo storico verterà sulla parte relativa alle monete rinascimentali (“Medaglie rinascimentali e architettura: identità e magnificenza”); l’artista grafico Manlio Monti affronterà infine i temi della comunicazione visiva, legati alla funzione delle banconote (“La grafica della cartamoneta, il caso di Albert-Edgar Yersin”).