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Pompei. Scoperto nella necropoli di Porta Sarno un rilievo funebre da una tomba monumentale: raffigura a dimensioni reali una coppia, lui un uomo di rango elevato, lei una giovane sposa. Li vedremo in corso di restauro nella mostra “Essere donna nell’antica Pompei” che aprirà nella Palestra grande

Il rilievo funebre raffigurante una coppia a dimesioni reali, scoperto in una tomba monumentale a Porta Sarno a Pompei (foto alfio giannotti)

Lui è un distinto romano di elevato rango sociale: lo dimostrano la toga, l’anello all’anulare sinistro e ai piedi i calcei patricii. Lei è una giovane sposa, velata e vestita di un ampio mantello che copre la tunica. La coppia è rappresentata a dimensioni reali su un rilievo funebre da una tomba monumentale scoperto presso la necropoli di Porta Sarno a Pompei nell’ambito del progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” condotto dall’Universitat de València in collaborazione con il parco archeologico (direzione scientifica del prof. Llorenç Alapont). Le due sculture ad alto rilievo sono state trasferite presso la Palestra grande degli scavi per avviarne il restauro e saranno tra i reperti di particolare spicco in esposizione nella mostra “Essere donna nell’antica Pompei” che sarà aperta il 16 aprile 2025. I visitatori potranno contestualmente osservare i delicati interventi del restauro, che sarà condotto durante la mostra.

“Questa campagna è un’occasione preziosa per ampliare le ricerche e le attività di valorizzazione nell’area fuori le mura di Pompei”, sottolinea il direttore del parco, Gabriel Zuchtriegel. “Grazie alla collaborazione con l’università di Valencia, a cui dobbiamo anche la scoperta alcuni anni fa della Tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa area (vedi Nuova importante scoperta a Pompei nell’area della necropoli di Porta Sarno: trovata la sepoltura di Marcus Venerius Secundio. Il suo corpo mummificato rappresenta un giallo archeologico. E la lastra marmorea sul frontone attesta per la prima volta lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca | archeologiavocidalpassato), è stato possibile lavorare a un progetto multidisciplinare che ha visto nelle varie fasi il coinvolgimento di diverse professionalità tra i quali archeologi, architetti, restauratori, antropologi”.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, legge l’iscrizione della tomba di Marcus Venerius Secundio a Porta Sarno (foto parco archeologico di pompei)

Nel luglio 2024 il progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” ha scavato due siti, uno nell’area funeraria di Porta Nola (accanto alla tomba di Obellio Firmo) e l’altro fuori dall’area di Porta Sarno (a est della tomba di Marco Venerio Secondo). L’area funeraria indagata a est di Porta Sarno corrisponde all’area scavata nel 1998 per la costruzione del doppio binario della linea ferroviaria Circumvesuviana. Gli scavi del 1998 hanno registrato la presenza di oltre 50 sepolture a cremazione, contrassegnate da stele (columelle) e da un monumento funerario ad arco, delimitato da un muro di cinta. Le tombe sono state inizialmente datate al periodo tardo repubblicano. Per documentare completamente l’area funeraria scoperta nel 1998, sia planimetricamente che stratigraficamente, è stata scavata una trincea di quattro metri per quattro metri. Ciò ha consentito la mappatura dell’area, l’esecuzione di studi bio-archeologici e l’indagine sul momento in cui la necropoli è stata abbandonata. Gli scavi hanno portato alla luce una tomba monumentale costituita da un ampio muro con diverse nicchie costruite nella facciata e sormontata da un rilievo di una giovane coppia di sposi. Il simbolismo degli accessori scolpiti della moglie potrebbe identificarla come una sacerdotessa di Cerere. Inoltre, la qualità dell’intaglio delle sculture e le loro caratteristiche arcaiche suggeriscono una datazione repubblicana, rara nell’Italia meridionale.

Il rilievo funebre raffigurante una coppia a dimesioni reali, scoperto in una tomba monumentale a Porta Sarno a Pompei (foto alfio giannotti)

“La monumentalità della tomba”, scrive il prof.  Llorenç Alapont sull’E-Journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/, “è caratterizzata dalla presenza dei rilievi dei due coniugi. Le due figure a grandezza naturale sono scolpite separatamente su due diversi conci di tufo. Tuttavia, i due rilievi sono perfettamente uniti, sembrando un’unica scultura. Sia i corpi che le teste dei benestanti giovani sposi sono mostrati frontalmente in altorilievo, volendo orgogliosamente sottolineare il loro status attraverso il linguaggio delle immagini. La delicatezza e il dettaglio della scultura sono notevoli. Possiamo apprezzare l’accurata incisione delle mani, delle dita e delle unghie. Possiamo anche vedere il lavoro dettagliato sulle pieghe degli abiti e degli ornamenti: anelli, bracciali, collana, ecc.”.

Archeologi, antropologi e restauratori impegnati nella Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“Negli ultimi anni, gli scavi attorno alla Porta Sarno hanno conferito alla sua area funeraria un valore inaspettato. Queste indagini stanno portando alla luce recinti funerari e sepolcri monumentali. Le nostre scoperte indicano che l’area funeraria potrebbe risalire al periodo tardo-repubblicano e potrebbe essere stata attiva fino all’eruzione del 79 d.C., ma con vari cambiamenti, trasformazioni e persino abbandoni. La rilevanza di questa area – conclude il prof.  Llorenç Alapont – è probabilmente dovuta alla posizione dello spazio funerario lungo la via di accesso a Pompei, attraverso il fiume Sarno e lungo la via dell’Abbondanza, nonché alla sua età”.

 

A Pompei il fascino dell’archeologia della morte, progetto internazionale nella necropoli di Porta Nola: trovata una rarissima tomba di neonato

Urne cinerarie, tombe monumentali e anche una delle rare sepolture infantili a Porta Nola di Pompei

Urne cinerarie, tombe monumentali e anche una delle rare sepolture infantili a Porta Nola di Pompei

La necropoli di Porta Nola a Pompei dove opera una missione internazionale

La necropoli di Porta Nola a Pompei dove opera una missione internazionale

Urne cinerarie, tombe monumentali e anche una delle rare sepolture infantili. È il risultato di una campagna archeologica “della morte”, condotta nel mese di agosto da una missione congiunta della British School at Rome, de l’Ilustre Colegio Oficial de Doctores y Licenciados en Letras y Ciencias de Valencia y Castellòn – Departamento de Arqueologia, del Museo de Prehistoria e Historia de La Diputación De Valencia, in collaborazione con la soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, che ha indagato alcune sepolture poste all’esterno di Porta Nola, a Pompei. Studiare i sepolcri per raccontare la vita, le abitudini alimentari, le caratteristiche fisiche, i costumi è l’obiettivo del progetto “archeologia della morte” per saperne di più sulla popolazione di Pompei insieme alle abitudini alimentari, lo stile di vita ed i costumi funerari. Il progetto si è concentrato sulle sepolture di Porta Nola perché offrono un esempio emblematico dei diversi ceti sociali che si specchiano nei diversi tipi di sepolture. Dunque è con l’obiettivo di ricostruire gli “stili di vita” della popolazione ai tempi dell’eruzione del Vesuvio che un gruppo di studiosi inglesi e spagnoli in collaborazione con la soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, si è impegnato in una campagna di scavo che per tutto il mese di agosto, quello che nei secoli resterà sempre legato alla distruzione delle città vesuviane nel 79 d.C., ha indagato all’esterno di Porta Nola.

Tombe a incinerazione nella necropoli di Porta Nola a Pompei

Tombe a incinerazione nella necropoli di Porta Nola a Pompei

La pianta della necropoli di Porta Nola a Pompei

La pianta della necropoli di Porta Nola a Pompei

La necropoli di Porta Nola a Pompei

La necropoli di Porta Nola a Pompei

La scoperta più eclatante di quest’ultima campagna di scavo, che ha fornito nuovi tasselli di conoscenza sull’uomo d’epoca romana, è stata il ritrovamento di una rara tomba di infante. Fino al I secolo dopo Cristo, infatti, i defunti venivano inceneriti, tranne i neonati ancora senza denti, che erano inumati. Tra i ritrovamenti, anche frammenti di osso lavorato che decorava il letto funebre su cui fu incinerato uno dei defunti. “È un momento particolarmente importante per Pompei che sta vivendo un grande fermento per le attività di restauro del Grande Progetto, ma anche per le scoperte che stanno emergendo dalle numerose campagne di scavo”, spiega il soprintendente Massimo Osanna. “Le indagini in corso a Porta Nola dimostrano che a Pompei non si promuove solo la conservazione dell’area archeologica ma anche lo studio e la ricerca attraverso collaborazioni interdisciplinari e internazionali che coinvolgono università e istituzioni di più Paesi e che continua a dare risultati straordinari per l’indagine e l’approfondimento scientifico. Altre campagne di studio si stanno conducendo anche alla Necropoli di Porta Nocera dove sono all’opera i francesi dell’Università di Lille e l’Ècole francaise de Rome per le attività di scavo e i tedeschi del Pompeii Sustainable Project con un progetto di conoscenza e conservazione. Il tema della tragedia e della morte a Pompei – nota Osanna – è dunque particolarmente all’attenzione sia nei programmi di studio che nei progetti di valorizzazione, come nel caso della mostra “Pompei e l’Europa – Rapiti alla morte” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/06/06/rapiti-alla-morte-una-piramide-nellanfiteatro-per-i-calchi-di-pompei-parte-della-grande-mostra-pompei-e-leuropa-allarcheologico-di-napoli-che-racconta-la-sug/)”.

La tomba di Obellio Firmo nella necropoli di Porta Nola a Pompei

La tomba di Obellio Firmo nella necropoli di Porta Nola a Pompei

Lo studio dei calchi dei cadaveri dei fuggitivi dall'eruzione del 79 d.C.

Lo studio dei calchi dei cadaveri dei fuggitivi dall’eruzione del 79 d.C.

La necropoli di Porta Nola è composta da tre tombe, tra cui quella di M. Obellio Firmo dove sono state trovate urne cinerarie e frammenti combusti di ossa umane attribuibili forse a Obellio Firmo e frammenti di osso decorato con evidenti tracce di combustione appartenenti al letto funerario su cui era posto il cadavere sulla pira. Gli scavi hanno messo in luce il trivio e il piano di calpestio della tomba di una sacerdotessa di Cerere. Sono stati inoltre approfonditi gli studi sui 15 cadaveri di fuggitivi nel fango dell’eruzione del 79 d.C., recuperati nello scavo del 1976-1978, di cui è stato possibile fare il calco. Il loro studio, cominciato nel 2012, si è concentrato principalmente sulla ricostruzione delle parti del corpo dei singoli individui, la stima del sesso e dell’età di ciascuno di essi, l’analisi delle caratteristiche morfologiche per determinare la loro possibile vicinanza biologica e allo stesso tempo identificare le patologie ossee e dentali.