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Bologna. Al museo civico Archeologico una speciale visita guidata in lingua cinese nell’ambito di “Le radici di tutti: storie antiche, nuove voci”, attività sperimentale di mediazione culturale ideata da Federica Guidi e Natasha Wong Yee Nei

Museo civico Archeologico di Bologna: il cortile con il lapidario (foto bologna musei)

Museo civico Archeologico di Bologna: viste guidate in cinese (foto bologna musei)

“Le radici di tutti: storie antiche, nuove voci” è la nuova attività sperimentale di mediazione culturale promossa dal museo civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna: si inizia domenica 18 gennaio 2026, alle 11, con una speciale visita guidata in lingua cinese (mandarino e cantonese) per condividere la conoscenza del museo e delle storie che esso contiene con una delle comunità più attive e radicate nel territorio di Bologna. La visita guidata “Le radici di tutti: storie antiche, nuove voci” è realizzata da un’idea di Federica Guidi, archeologa e responsabile Comunicazione e Progetti speciali del museo civico Archeologico di Bologna e di Natasha Wong Yee Nei, con il supporto dell’Unità Operativa Educazione Mediazione, Accessibilità e Partecipazione del Settore Musei Civici. A condurre la visita guidata sarà Natasha Wong Yee Nei, che ha svolto un tirocinio al museo civico Archeologico di Bologna per la laurea magistrale “Applied critical archaeology and heritage” dell’università di Bologna, conferendo così all’attività la peculiarità di non essere filtrata da archeologi italiani, ma strutturata da una donna cinese colta e preparata dal punto di vista archeologico ed estranea agli schemi culturali e ai retaggi storici occidentali. La progettazione dell’attività è stata condivisa con alcune associazioni che frequentano il Centro Interculturale Zonarelli del Comune di Bologna per raccogliere contributi e diffondere l’opportunità. La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info e prenotazioni: federica.guidi@comune.bologna.it. Da domenica 18 gennaio 2026 presso la biglietteria sarà inoltre distribuito il pieghevole di presentazione del museo civico Archeologico in lingua cinese realizzato in occasione del progetto, un messaggio di benvenuto in più per il pubblico cinese. Un particolare ringraziamento va all’Asia Institute dell’università di Bologna e al collettivo Wuxu per il prezioso supporto e la collaborazione nella divulgazione dell’iniziativa.

Situla della Certosa (bronzo, prima metà del VI sec. a.C) proveniente dalla Tomba 68 del Sepolcreto della Certosa e conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Testa maschile votiva (fine IV – inizi del III sec. a.C.) terracotta da Veio, parte della Collezione Universitaria, già Marsili, del museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Sopra il grande portone in via dell’Archiginnasio 2 a Bologna campeggia l’iscrizione “Museo Civico”, a ricordare una verità fondamentale: il museo è patrimonio di tutta la cittadinanza, un bene da condividere. Ma che cosa significa “civico” in una città in continua trasformazione che dovrebbe appartenere a tutte e tutti? Il museo deve essere un luogo a disposizione di ogni persona, anche di quelle cittadine e di quei cittadini che, per lontananza linguistica o per diversità di abitudini, sono meno attratti o si sentono meno coinvolti nella partecipazione alle iniziative dei Musei Civici. Partendo da pochi, significativi, oggetti delle collezioni permanenti, si costruirà un ponte narrativo che attraverso le antiche tradizioni cinesi permetta di conoscere e comprendere situazioni, usi, costumi dell’antichità mediterranea.