Archivio tag | museo Etnoantropologico "P. Angelo Coniglione" di Licodia Eubea

Licodia Eubea. Coinvolgente performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau collegata alla mostra fotografica “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”, evento collaterale dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica

Un momento della performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau di Licodia Eubea (foto graziano tavan)
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Manifesto della mostra “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo” al museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione” di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

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Un momento della performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

Metti una domenica mattina al castello Santapau a tu per tu con la Madre Terra. Succede anche questo all’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct). Succede che una mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”, allestita al museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione” di Licodia Eubea come evento collaterale alla Rassegna, diventi una performance live suggestiva e intrigante che prima ha incuriosito poi ha letteralmente coinvolto il pubblico presente (molti gli alunni delle scuole, già protagonisti della mattinata didattica da “archeologi in erba” nell’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara) invitato anche a una riflessione seria sul rispetto e la salvaguardia del nostro pianeta.

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Un momento della performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

Accompagnate dalle percussioni e dai fiati di Marcello Di Franco, le tre performer – Margherita Peluso e Pamela Vindigni (già protagoniste sabato nel tardo pomeriggio di un live in piazzetta Stefania Noce, davanti alla sede della Rassegna) insieme a Giulia Trecosta, il cui “pancione” da dolce attesa ha dato ancora più forza al concetto della Grande Madre, sono apparse dall’alto dei ruderi del castello, novelle vestali della Madre Terra nella quale si sono immedesimate poco a poco ricoprendosi il corpo di argilla e diventando un tutt’uno con la progenitrice.

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Un momento della performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

Quindi hanno portato il messaggio tra la gente, quasi in un rito di iniziazione. “La prima divinità di culto concepita dall’uomo è senz’altro la Grande Madre, come energia creatrice della natura e degli uomini”, spiegano le protagoniste. “Gea e Rea, Pachamama, Ninhursag, Astarte, Hathor poi Iside, Demetra, la stessa Maria di Nazareth: nomi che uniscono differenti culture e tempi, ma che si riferiscono ad un’unica grande fonte di creazione, fertilità, sessualità, nutrimento, nascita”. Anche stavolta Pamela e Margherita hanno messo in scena una performance condivisa tra materia e corpo in azione, in cui uomo e natura entrano in contatto, momenti immortalati ancora una volta dalle fotografie di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa e che andranno ad aggiungersi, la prossima tappa, a quelle che già fanno parte della mostra “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”.

Licodia Eubea. All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica la storica Maria Stupia presenta il libro su Claudio, ricostruendo la figura dell’imperatore vittima della storiografia senatoria. E nella terza giornata performance in piazza, corollario della mostra fotografica “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”

Alessandra Cilio, co-direttrice artistica della Rassegna di Licodia Eubea, intervista la storica Maria Stupia, che ha scritto un libro sull’imperatore Claudio (foto graziano tavan)

L’imperatore Claudio protagonista del primo degli “Incontri di archeologia” in programma venerdì 15 ottobre 2021, seconda giornata dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea.  Ad approfondire il “discusso” imperatore romano la giovane storica Maria Stupia (che vediamo nel video per archeologiavocidalpassato.com) autrice del libro “Clavdio. L’imperatore fra opposizione e consenso. Dinamiche di esclusione e di integrazione” (Dielle edizioni, 2021). Considerato incapace e succube, Claudio è stato vittima della storiografia senatoria a lui ostile e, più tardi, di molti studi scientifici. In realtà, Claudio non è stato solo homo philologus e storico, ma anche raffinato politico, capace di comprendere a fondo le dinamiche di corte. Consapevole di dover costruire un solido consenso al suo potere, promuove la carriera di uomini fidati e l’ascesa di comunità provinciali come i Galli. I fenomeni di mobilità sociale e integrazione sono, quindi, la cifra distintiva della sua politica e ci permettono di riconsegnare al pubblico un’immagine rinnovata del penultimo imperatore giulio-claudio. Maria Stupia, laureata in Filologia Moderna all’università di Catania con un percorso di studi incentrato sulla storia e con un’attenzione particolare rivolta all’approfondimento della Storia Romana, ha preso parte a numerosi seminari e attività didattiche. Ha in attivo pubblicazioni all’interno di riviste scientifiche come Siculorum Gymnasium e Quaderni Friulani di Archeologia.

Immagine della mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”

Immagine della mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”

Dall’impero romano alla Madre Terra. Momento clou della terza giornata della rassegna di Licodia Eubea, sabato 16 ottobre 2021, ad arricchire il programma delle proiezioni, è la performance live di Margherita Peluso e Pamela Vindigni in piazza Stefania Noce, alle 18.30 (replica al Castello Santa Pau, domenica 17 ottobre, alle 10), collegata alla mostra fotografica di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa “Madre Terra Natura-Naturans. Tra materia immagine e corpo”, aperta al museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione” di Licodia Eubea, nei giorni della rassegna dalle 16 alle 22, e ogni sabato e domenica dal 23 ottobre al 14 novembre 2021 dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. La prima divinità di culto concepita dall’uomo è senz’altro la Grande Madre, come energia creatrice della natura e degli uomini. Gea e Rea, Pachamama, Ninhursag, Astarte, Hathor poi Iside, Demetra, la stessa Maria di Nazareth: nomi che uniscono differenti culture e tempi, ma che si riferiscono ad un’unica grande fonte di creazione, fertilità, sessualità, nutrimento, nascita. Pamela Vindigni con le sue sculture in terracotta e Margherita Peluso mettono in scena una performance condivisa tra materia e corpo in azione, in cui uomo e natura entrano in contatto, momenti immortalati grazie alle fotografie di Andrea Iran e Giuseppe La Rosa in mostra.