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Torino. Il museo Egizio (insieme al galata museo del Mare di Genova) in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato apre gratuitamente le porte al pubblico per “Io Sono Benvenuto”, un evento serale che celebra l’accoglienza, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva attraverso arte e musica

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno 2025, museo Egizio a Torino e Galata museo del Mare di Genova apriranno gratuitamente le porte al pubblico per “Io Sono Benvenuto”, un evento serale congiunto che celebra l’accoglienza, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva attraverso arte e musica. Questa edizione è realizzata con il sostegno di Basko, insegna di Supermercati del Gruppo Sogegross. L’appuntamento 2025 segna un’evoluzione importante per “Io Sono Benvenuto”, l’evento annuale nato nel 2017 per celebrare Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest’anno il progetto si amplia e, oltre al museo Egizio, approda per la prima volta anche al Galata museo del Mare di Genova, il più grande museo marittimo del Mediterraneo. Questo ampliamento estende il raggio d’azione dell’iniziativa e rafforza la capacità di coinvolgimento di due istituzioni culturali che, oltre a custodire la memoria storica, si distinguono come spazi vivi di confronto, dialogo e crescita collettiva.

“Io sono il benvenuto” al museo Egizio di Torino: il Welcome wall (foto museo egizio)

In particolare, per l’occasione, i visitatori potranno accedere gratuitamente ai due musei a partire dalle 19.00 del 20 giugno 2025, lasciando un disegno o un messaggio di benvenuto da appendere al Welcome Wall, una grande parete che si popolerà di foglietti colorati recanti pensieri di pace e di ascolto reciproco. Inoltre, per l’occasione, anche il museo nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova sarà aperto gratuitamente nel normale orario di apertura (11/18). Sostenendo il progetto, Basko conferma il proprio impegno accanto al museo Egizio e al Galata museo del Mare promuovendo valori di inclusione, cittadinanza attiva e coesione sociale e supportando, inoltre, la vocazione dei musei ad essere non solo custodi del passato e spazi di riflessione, ma anche luoghi aperti alla partecipazione e alla condivisione.

“Io sono il benvenuto” al museo Egizio di Torino, edizione 2019 (foto museo egizio)

Protagonista della serata sarà la musica, con performance dal vivo che animeranno le sale dei musei, creando un’atmosfera multiculturale e accogliente. Un’occasione per vivere gli spazi museali in modo inedito, all’insegna dell’ascolto reciproco e della scoperta di storie e suoni da tutto il mondo. Al museo Egizio si esibiranno otto ensemble vocali che, attraverso la musica, danno voce a un messaggio universale di accoglienza e condivisione. Un percorso sonoro, attraverso le sale del Museo, che attraversa generi, generazioni e culture. I cori si esibiranno in diverse sale del museo, culminando nel gran finale corale delle 23.30 sullo scalone monumentale del palazzo barocco sede del museo Egizio.

Il coro Città di Carignano (foto museo egizio)

Il “Coro Città di Carignano” (Associazione Corale Carignanese), ensemble maschile fondato nel 1981, dà voce al patrimonio popolare piemontese, narrando storie di amore, lavoro, guerra e quotidianità. Con 14 album e numerose pubblicazioni, è un coro che canta, scrive e custodisce la memoria.

La Corale Universitaria di Torino (foto museo egizio)

La Corale Universitaria di Torino fondato nel 1954, è il coro universitario più longevo d’Italia. Dalle polifonie rinascimentali alla musica contemporanea, porta avanti da decenni una preziosa opera di ricerca e diffusione, intrecciando cultura e passione con un impegno che attraversa generazioni.

Il Coro “Madre Enrichetta”, parte della Comunità Cattolica Francofona di Torino, nasce nel 2008 e prende il nome dalla fondatrice delle Suore di Sant’Anna. Ogni domenica anima la messa presso la Chiesa di San Domenico, ma si esibisce anche in eventi sociali e culturali, portando il messaggio di fede e comunità attraverso la sua musica.

Il coro Pequeñas Huellas (foto museo egizio)

Cori “PIESSEGI”, “Pequeñas Huellas” Pequeñas Huellas – Crescere in Orchestra – International orchestra e “ManincanTO” Manincanto nascono nel 2004 a Cuba, oggi con sede a Torino, promuove la pace e l’inclusività attraverso la musica. Dalle collaborazioni con scuole a progetti solidali, come quelli con Casa UGI e Fondazione PAIDEIA, ogni concerto è un impegno per il sociale e la diffusione di valori universali.

Il museo Egizio di Torino per la Giornata mondiale del Rifugiato (foto museo egizio)

“Io Sono Benvenuto è un’iniziativa che incarna i valori di accoglienza, dialogo interculturale e inclusione, che ispirano tutti i musei, che sono luoghi di memoria e dialogo, ma anche di partecipazione e condivisione”, dichiarano la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin e il direttore Christian Greco. “Attraverso la cultura, desideriamo offrire uno spazio di confronto e crescita, dove ogni individuo può sentirsi benvenuto e valorizzato. Siamo felici di ampliare l’iniziativa, permettendo a sempre più persone di vivere un’esperienza culturale che promuove il rispetto reciproco”.

“Questa collaborazione rappresenta un passo significativo nell’impegno del Gruppo Sogegross verso la valorizzazione del patrimonio artistico, confermando il suo ruolo nella promozione di coinvolgimento concreto alla vita culturale del Paese. Nello specifico, il supporto come Basko all’evento Io Sono Benvenuto riflette appieno i valori che animano e sono alla base di Basko for Next Gen: una piattaforma di iniziative dedicata alle nuove generazioni”, dichiara Giovanni D’Alessandro, direttore Canale Basko. “Siamo fermamente convinti che la cultura debba essere un diritto universale, accessibile a tutti, e che le realtà private possano svolgere un ruolo essenziale nel rendere il patrimonio culturale disponibile a tutti i cittadini, offrendo così anche a chi rischia di esserne escluso l’opportunità di viverlo e apprezzarlo. Siamo convinti che il futuro si possa disegnare con una visione comune e con l’intento di restituire valore ai territori”.

Milano. All’auditorium Da Vinci la consegna a Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, del XIX Premio Montale Fuori di Casa, sezione “Homo Viator”, per il suo straordinario contributo alla divulgazione culturale e al dialogo tra civiltà

Il XIX Premio Montale Fuori di Casa sezione “Homo Viator”, quest’anno è stato assegnato a Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, per il suo straordinario contributo alla divulgazione culturale e al dialogo tra civiltà con questa motivazione: “Ha dimostrato nei fatti e non solo con le parole ciò in cui profondamente crede: che la Cultura è universale e che i Musei sono la colonna vertebrale del nostro Paese e appartengono alla collettività”. La cerimonia di conferimento è in programma a Milano, il 18 giugno 2025, alle 18, all’auditorium Leonardo Da Vinci, all’interno della sede di Deloitte, in via Santa Sofia 28. Alle 18, saluto di benvenuto a cura di Guido Borsani, presidente Deloitte; 18.15, intervento di Adriana Beverini, presidente del Premio Montale Fuori di Casa; 18-25, Paola Dubini, management professor all’università Bocconi, dialoga con Cristian Greco sul tema sviluppato in collaborazione nel libro “La cultura è di tutti”; 18.40, Massimo Capuani, responsabile della sezione “Homo Viator”, dialoga con Christian Greco sull’esperienza maturata alla guida del museo Egizio di Torino e sulle più recenti scoperte archeologiche in Egitto; 19, lettura della motivazione e consegna del Premio. Ai partecipanti che avranno confermato la propria presenza entro il termine indicato, sarà donata – fino a esaurimento copie – una delle opere del premiato; 19.15, cocktail di chiusura.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Sixteen Years of the University of Jaén in Qubbet el-Hawa: Major Results” con Alejandro Jimenez-Serrano (University of Jaén), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Nel 2008, l’Università di Jaén ha ripreso gli scavi archeologici a Qubbet el-Hawa. Gli obiettivi principali del nuovo progetto di ricerca erano la costituzione di un team interdisciplinare e lo studio di un gruppo specifico di tombe ancora mai state scavate o solo parzialmente esplorate: i complessi funerari della XII dinastia nella necropoli, dove veniva sepolta l’élite di Elefantina. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 17 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Sixteen Years of the University of Jaén in Qubbet el-Hawa: Major Results” con Alejandro Jimenez-Serrano (University of Jaén). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/sixteen-years-of-the…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. L’incontro è in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. In sedici stagioni di scavo, l’Università di Jaén ha concentrato i propri sforzi sul versante sud-orientale della collina, in particolare sulla tomba QH33, dove è stato individuato il luogo di sepoltura di due governatori della tarda XII dinastia. Sono stati inoltre scavati QH34, così come gli appartamenti funerari di Sarenput II nelle tombe QH31 e QH32. Sul lato nord della collina è stata sgomberata la tomba QH35p ed è in corso il completamento dello scavo dei pozzi funerari di Sarenput I. Durante questi scavi nell’area sud-orientale di Qubbet el-Hawa, sono state scoperte diverse nuove tombe, molte delle quali ancora intatte. Questi ritrovamenti ci hanno permesso di approfondire la comprensione dell’organizzazione della necropoli durante la XII dinastia e di identificare alcune usanze funerarie potenzialmente locali riscontrabili in queste sepolture.

L’egittologo Alejandro Jiménez-Serrano (università di Jaén)

Alejandro Jiménez-Serrano è professore di Egittologia e Archeologia del Vicino Oriente Antico all’università di Jaén. Ha conseguito la specializzazione in Archeologia all’università di Jaén e quella in Egittologia all’University College London (UCL). Dal 2008, dirige un progetto interdisciplinare nella necropoli di Qubbet el-Hawa (Assuan, Egitto). Gli obiettivi principali di questo progetto sono stati lo scavo delle tombe della XII dinastia presenti in questa necropoli, alcune delle quali non erano mai state scavate o solo parzialmente esplorate. I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati su importanti riviste scientifiche e in monografie, come “Results of the 2019 Research Season at Qubbet el-Hawa” (curato insieme ad altri autori, UJA Editorial, 2021). È autore anche di altri libri, tra cui “Descendants of a Lesser God. Regional Power in Old Middle Kingdom Egypt” (AUC Press, 2023), in cui presenta la storia delle regioni più meridionali dell’Egitto e dei territori circostanti durante l’Antico e il Medio Regno.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

I sogni sono un fenomeno universale che permea la vita umana, e quella degli Egiziani antichi non faceva eccezione. Dall’Antico Regno sino al Periodo Copto, testimonianze relative alla dimensione onirica e alla vita del subconscio sono registrate in testi di ogni natura, da steli monumentali contenenti decreti regi, a umili documenti di vita quotidiana malamente tracciati su frammenti di ceramica. Se ne parla al museo Egizio di Torino lunedì 16 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/unarcheologia-della-psiche…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. A partire dal Nuovo Regno, gli Egizi iniziarono persino a comporre libri di oniromanzia (ovvero, di interpretazione di sogni), intesi a decifrare messaggi enigmatici e premonizioni che si riteneva fossero contenuti nei sogni stessi. Questa conferenza presenterà i risultati di una vasta ricerca sul mondo dei sogni nell’Antico Egitto, e in particolare introdurrà il pubblico a un gruppo di papiri contenenti libri di oniromanzia tuttora inediti, rivelando aspetti sconosciuti della psiche antico-egiziana.

L’egittologo Luigi Prada dell’università di Uppsala

Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano e la pubblicazione di testi inediti. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle Università di Oxford, Heidelberg, e Copenhagen, ed è ora Associate Professor in egittologia all’Università di Uppsala e Research Associate presso quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Fino al maggio di quest’anno, è stato Presidente di ACME, collaborando per anni con Fondazione Museo Egizio.

Torino. Al museo Egizio la “Dal frammento al documento: gli ostraka e il valore del supporto ceramico nell’antico Egitto” con Clementina Caputo (Politecnico di Milano), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Nel momento in cui un testo viene apposto su un frammento ceramico, tale coccio diventa un documento, o meglio, un ostrakon. Se ne parla al museo Egizio di Torino, in sala conferenze, martedì 10 giugno 2025, alle 18.30, nell’incontro “Dal frammento al documento: gli ostraka e il valore del supporto ceramico nell’antico Egitto” con Clementina Caputo (Politecnico di Milano). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/dal-frammento-al-documento…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Il testo non può quindi prescindere dal supporto scrittorio poiché insieme costituiscono due aspetti di uno stesso oggetto e di un gesto che è stato voluto e attuato da un individuo in un luogo e in un momento specifici. Ciò presuppone che chi si accingeva a scrivere su un coccio prima di tutto effettuava una scelta tra i frammenti ceramici che aveva a disposizione prima di apporvi il testo e, per tale ragione, esso non può essere analizzato unicamente nella sua parte testuale ma deve necessariamente essere contestualizzato nell’ambito della società che lo ha prodotto, attraverso l’applicazione di metodologie di studio archeologiche e ceramologiche. L’ostrakon, come ogni altro artefatto, deve essere considerato come uno strumento di archiviazione della memoria.

Clementina Caputo (politecnico di Milano)

Clementina Caputo ha conseguito nel 2008 la Laurea quadriennale in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Beni Architettonici, Archeologici e dell’Ambiente all’università del Salento con una tesi in Egittologia. Nel 2014 consegue il doppio titolo di Dottore di ricerca (co-tutela Italia-Francia) in ‘Filologia ed Ermeneutica del testo’ e ‘Archéologie, Ethnologie, Prehistoire’, sotto la direzione scientifica di Paola Davoli (univ. Del Salento) e Pascale Ballet (univ. Poitiers), con la tesi “Ermeneutica e semiotica in archeologia: per una nuova interpretazione culturale della ceramica vascolare nell’Egitto greco-romano” e tra il 2015 e il 2016 è assegnista all’università del Salento. Dal 2016 al 2019 prosegue con un Post-Dottorato presso la Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg in Germania con il progetto “Writing on Ostraca in the Inner and Outer Mediterranean”, SFB 933-TP 09 «Materiale Textkulturen». Dal 2020 al 2022 è Assegnista presso il Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito (DABC) del Politecnico di Milano con il progetto insignito del ‘Seal of Excellence of the European Commission’ intitolato SUR.VI.V.E.-SURveying VIrtual Voids in Egyptian collections. A Digital and Cultural Study on Terracotta Figurines and their Lost Molds, incentrato sullo studio e la modellazione 3D delle terrecotte figurate inedite conservate presso il Museo Egizio. Dal 2022 è Ricercatore RTD A presso il Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito (DABC) del Politecnico di Milano e il 2023 consegue l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di II fascia nel Settore Concorsuale 10/A1-Archeologia. Negli anni ha partecipato a diversi progetti di ricerca internazionali, tra cui ‘The Levantine Ceramic Project’ ed il progetto di Ricerca NWO “Text in Context. Recontextualising the Papyri from Roman Soknopaiou Neso/Dimê (Fayum, Egypt)” dell’Univ. di Leiden. Da 19 anni è membro di diverse missioni archeologiche nazionali ed internazionali in Egitto, tra cui Dime es-Seba/Soknopaiou Nesos (Fayyum) con l’università del Salento (Lecce), Amheida/Trimithis (Oasi di Dakhla) con la NYU-ISAW, Umm el-Dabadib (Kharga Oasis) con il Politecnico di Milano e Tuna el-Gebel (Medio Egitto) con il Landesmuseum Hannover. Oltre ad un diverso numero di articoli scientifici, i dati raccolti in questi anni hanno portato alla pubblicazione di una monografia Amheida V. The House of Serenos. Part I: The Pottery (New York 2020) e alla co-edizione con Julia Lougovaya degli atti del convegno Using ostraca in the Ancient World: New Discoveries and Methodologies, Materiale Textkulturen 32, Berlin/Boston/München 2020.

Torino. Al museo Egizio “Visita il museo, ascolta le guide, disegna dal vero” per scoprire le collezioni in chiave inedita

“Visita il museo, ascolta le guide, disegna dal vero”: anche a giugno 2025 il museo Egizio di Torino propone l’iniziativa per scoprire le collezioni in chiave inedita. Sabato 7, 14, 21 e 28 giugno 2025 il museo Egizio sarà aperto fino alle 20. Con il biglietto di ingresso, dalle 18:30, potrai usufruire di pillole egittologiche gratuite, disponibili lungo il percorso di visita, oltre che portare taccuino e matita per disegnare i tuoi reperti preferiti. Acquista il tuo biglietto al link https://egizio.museitorino.it/

Torino. In occasione di “Archivissima” al museo Egizio “Un archivio per il futuro: un viaggio tra la Collezione di Papiri del museo Egizio”, serata speciale gratuita Federico Taverni (digital media specialist), Susanne Töpfer (responsabile della Collezione di Papiri del Museo), e Francesca Gaia Maiocchi (restauratrice di papiri). Tre turni con prenotazione obbligatoria

In occasione del Festival “Archivissima” e de “La notte degli Archivi”, il 6 giugno 2025 il museo Egizio di Torino propone “Un archivio per il futuro: un viaggio tra la Collezione di Papiri del museo Egizio”, una serata dedicata alla scoperta della Collezione di Papiri del Museo Egizio, con un focus su alcuni esempi di digitalizzazione 3D ad altissima risoluzione. Il pubblico sarà guidato in un racconto coinvolgente che permetterà di esplorare da vicino alcuni papiri grazie a tecnologie all’avanguardia, capaci di restituire dettagli poco visibili a occhio nudo e offrire nuove prospettive di studio e conoscenza. L’incontro sarà condotto da Federico Taverni, digital media specialist del museo Egizio, con la partecipazione di Susanne Töpfer, responsabile della Collezione di Papiri del Museo, e Francesca Gaia Maiocchi, restauratrice di papiri, museo Egizio. L’evento sarà proposto in 3 repliche: alle 18.30, 19.30 e 20.30. Per ogni fascia oraria, i primi iscritti potranno accedere a una visita esclusiva della Papiroteca, il cuore della conservazione e dello studio dei papiri del museo: saranno contattati direttamente dal museo Egizio che li informerà dell’iscrizione alla visita speciale. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/un-archivio-per-il-futuro…

Torino. Al museo Egizio quasi 18mila ingressi nel ponte del 2 giugno

Visitatori tra le vetrine della Tomba di Kha e Merit al museo Egziio di Torino (foto graziano tavan)

Sono stati 17.837 i visitatori del museo Egizio di Torino, nel ponte del 2 giugno 2025, da sabato 31 maggio a lunedì 2 giugno. In particolare, domenica 1° giugno è risultata la giornata che ha accolto un maggior numero di visitatori, con 7.569 ingressi.

Torino. Il museo Egizio lancia “Oggetti quotidiani, storie straordinarie. Aiutaci a raccontarle”, la campagna di raccolta fondi per il riallestimento della Sala di Kha e Merit in vista dei 120 anni dalla scoperta della tomba (1906-2026): servono 40mila euro entro ottobre

La Sala 7 del museo Egizio di Torino con i reperti della Tomba di Kha e Merit (foto museo egziio)

Il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco (foto museo Egizio)

“Oggetti quotidiani, storie straordinarie. Aiutaci a raccontarle”: con questo slogan il museo Egizio di Torino lancia dal 29 maggio 2025 la campagna di raccolta fondi per il riallestimento della Sala di Kha e Merit in vista dei 120 anni dalla scoperta della tomba, avvenuta nel 1906 a Deir el-Medina, ad opera della Missione Archeologica Italiana. L’obiettivo della campagna del museo Egizio è raccogliere 40mila euro entro ottobre 2025, per finanziare le operazioni di riallestimento della sala, che coinvolgerà curatori, restauratori, architetti e designer del Museo. La Sala di Kha e Merit custodisce oltre 460 oggetti, risalenti al Nuovo Regno, e in particolare al periodo tra il 1425 e il 1353 a.C., l’unico corredo funerario intatto risalente al Nuovo Regno custodito fuori dall’Egitto. Kha era il responsabile della costruzione delle opere del sovrano e Merit era la sua consorte e il loro corredo funerario ci restituisce una serie di oggetti che li dovevano accompagnare nel loro viaggio ultraterreno. “La tomba di Kha e Merit”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio, “rappresenta un patrimonio archeologico e umano di inestimabile valore. A 120 anni dalla sua scoperta, vogliamo continuare a far vivere il nome di Kha e Merit, raccontando la biografia degli oggetti che loro decisero di portare con sé nella tomba. Ciascuno con il proprio contributo può aiutare a tenerne viva la memoria prendendosi cura di questo nostro patrimonio collettivo”. Questa operazione partecipativa, che si affida alla generosità del pubblico, ma anche di aziende e di enti, rappresenta un invito a diventare parte attiva della vita del museo, contribuendo alla trasmissione di conoscenza e memoria alle future generazioni.

Visitatori tra le vetrine della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Elemento del ricco corredo delal Tomba di Kha e Merit al museo Egziio di Torino (foto graziano tavan)

L’investimento più significativo riguarda la realizzazione delle nuove vetrine, progettate su misura in base alle caratteristiche dei reperti. Raggiungere l’obiettivo della campagna permetterà all’Egizio di finanziare i restauri: dal corredo tessile, che negli anni è stato studiato e catalogato e che per la prima volta verrà esposto nella sua interezza, ai vasi in alabastro e quelli in ceramica decorata, fino alle anfore e i contenitori di unguenti e olii. Tra i reperti che richiedono interventi specialistici ci sono anche gli imponenti sarcofagi lignei esterni di Kha e Merit. Il restauro sarà eseguito in sala, sotto l’occhio dei visitatori. Con questa operazione, il Museo rinnova il proprio impegno nel coniugare cura e accessibilità, invitando il pubblico a partecipare attivamente alla vita dell’istituzione, a scoprire le storie millenarie che raccontano gli oggetti all’apparenza semplici e ad approfondire da vicino l’attività di ricerca e restauro, che il Museo porta avanti sulla propria collezione, attraverso analisi archeometriche, studi sui materiali, approfondimenti sui papiri e confronti con altri contesti funerari.

Dettaglio del Libro dei Morti di Kha, un papiro di 14 metri (foto museo egizio)

Tra i reperti più emblematici della sala, che sarà oggetto di riallestimento, c’è anche il Libro dei Morti di Kha, un papiro lungo oltre 14 metri, oggetto l’anno scorso di un’indagine scientifica, condotta in collaborazione con il CNR e il laboratorio mobile MOLAB dell’infrastruttura europea E-RIHS. Per tre settimane, il manoscritto è stato sottoposto a tecniche diagnostiche non invasive, come la spettrometria Raman e la fluorescenza a raggi X, che hanno permesso di esaminare la composizione dei pigmenti, distinguere gli elementi originali da quelli aggiunti successivamente e individuare interventi di restauro pregressi. L’analisi ha rivelato che il papiro non era stato inizialmente concepito per Kha: in alcuni punti, il nome appare inserito in un secondo momento, talvolta sovrascritto su segni precedenti cancellati. Anche l’apparato iconografico mostra modifiche in corso d’opera, come nel caso della figura di Osiride, sotto la cui decorazione attuale si intravedono elementi originari rimossi. Per valorizzarlo al meglio, il papiro sarà esposto su un piano inclinato a 45 gradi, soluzione che ne facilita la visione da parte del pubblico e ne tutela la conservazione. Parallelamente, è stata avviata l’edizione filologica completa del testo, con traslitterazione, traduzione e commento, contribuendo a una comprensione più profonda delle pratiche scribali e della storia materiale del reperto. Sopra il papiro sarà installata un’infografica che spiegherà i passaggi chiave del testo. Il Libro dei Morti di Kha sarà messo in relazione con il Libro dei Morti di Merit, conservato alla Bibliothèque nationale de France a Parigi. Un confronto tra i due papiri aiuterà i visitatori a cogliere similitudini e differenze, e offrirà una lettura più profonda e completa della cultura materiale e spirituale dell’antico Egitto.

Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio la conferenza “La mano di un falsario tra gli amuleti del museo Egizio” con Martina Terzoli, curatrice del museo Egizio

Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: martedì 20 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, la conferenza “La mano di un falsario tra gli amuleti del museo Egizio” con Martina Terzoli, curatrice del museo Egizio. Introduce il curatore Federico Poole. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/la-mano-di-un-falsario-tra…. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Tra il XIX e il XX secolo, numerosi oggetti sono entrati a far parte delle collezioni museali attraverso il mercato delle antichità. Con il tempo, tuttavia, alcuni di essi hanno iniziato a sollevare dubbi sulla loro effettiva autenticità. Una recente ricerca condotta presso il Museo Egizio di Torino ha esaminato un nucleo di amuleti in pietra, finora ritenuti autentici, mettendo in luce elementi stilistici ricorrenti che ne suggeriscono la produzione da parte di un falsario moderno. Lo studio ha rivelato una coerenza formale tale da consentire l’attribuzione degli oggetti alla “mano” di un unico autore, la cui identità rimane tuttora sconosciuta.