Archivio tag | museo civico Archeologico "Isidoro Falchi" di Vetulonia

Vetulonia. Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” arrivano i Corridori della Villa dei Papiri: serata speciale con seconda inaugurazione della mostra “Corpo a corpo”. Ecco il programma

Stanno arrivando! Sono i Corridori della Villa dei Papiri di Ercolano che dal museo Archeologico nazionale di Napoli raggiungeranno il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia mercoledì 19 luglio 2023 ad arricchire la mostra “Corpo a Corpo: dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di IGOR MITORAJ”: alle 19, in piazza Vatluna, ci sarà dunque una seconda inaugurazione. Simona Rafanelli, la vulcanica direttrice del MuVet, l’aveva anticipato ai primi di giugno 2023 (vedi Vetulonia. Annunciata una doppia inaugurazione (a giugno e luglio) per la mostra “Corpo a corpo” con alcuni capolavori dal Mann: nella seconda arriva uno dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano | archeologiavocidalpassato), ma sembrava più un sogno che una programmazione certa, anche perché, nel frattempo, i Corridori erano stati portati alle Terme di Diocleziano a Roma per la mostra “L’istante e l’eternità” che chiude il 28 luglio 2023. Ma c’era la parola del direttore del Mann, Paolo Giulierini. E ora Vetulonia può festeggiare con i Corridori la seconda inaugurazione delal mostra “Corpo a corpo”.

roma_terme-di-diocleziano_mostra-l-istante-e-l-eternità_corridori-da-ercolano_foto-graziano-tavan

I corridori della Villa dei Papiri di Ercolano, conservati al museo Archeologico nazionale di Napoli, esposti alle Terme di Diocleziano (foto graziano tavan)

Vi aspettiamo in piazza Vetluna, mercoledì 19 luglio 2023, alle 19”, scrive lo staff del MuVet, “per festeggiare l’arrivo alla mostra evento 2023 “Corpo a Corpo” dei Corridori del museo Archeologico nazionale di Napoli. Sarà una serata straordinaria, come straordinarie sono le due iconiche statue di giovani atleti in bronzo (uno originale, l’altro in copia), in arrivo a Vetulonia direttamente dal museo delle Terme di Diocleziano a Roma dove erano esposte per una mostra. Per l’occasione il giovane regista Lorenzo Antonioni presenterà il video documentario “Viaggio nel Corpo a Corpo” che sarà proiettato per la prima volta nella sala principale della mostra e racconterà il progetto e il backstage della mostra. Andranno inoltre ad arricchire ulteriormente l’esposizione una selezione di reperti di epoca etrusca, legati al tema dell’agone sportivo, frutto della decennale collaborazione avviata con la sezione Tutela Beni demaniali e di interesse pubblico della Guardia di Finanza di Roma. Il museo resterà aperto per l’occasione fino alle 23”.

vetulonia_archeologico_mostra-corpo-a-corpo_arrivano-i-corridori_locandinaProgramma. Alle 19, saluti istituzionali: Elena Nappi, sindaco Castiglione della Pescaia; Eugenio Giani, presidente Regione Toscana; Chiara Lanari, Gabinetto Presidenza Regione Toscana. Intervengono per il Mann-museo Archeologico nazionale di Napoli: Paolo Giulierini, direttore scientifico; Stefania Saviano, direttore amministrativo; Patrizia Cilenti, segreteria della direzione; Daniela Savy, università Federico II di Napoli. Per la Fondazione museo Igor Mitoraj: Graziana Maddalena, curatrice e consulente archivi d’artista. Per l’Atelier Igor Mitoraj: Luca Pizzi, direttore artistico. Per la Guardia di Finanza di Roma: rappresentanti della sezione Tutela Beni demaniali e di interesse pubblico. Intervengono inoltre: Lorenzo Antonioni, regista cinematografico Shutters Production; Ginevra Niccolucci, presidente associazione culturale Prisma, Firenze; Matteo Trentanove, Illuminotecnica Exenia Firenze; coordina Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva e di TourismA-Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale. A seguire: in piazza, brindisi in piazza con il patrocinio di A.I.S.-Associazione Italiana Sommelier Toscana, delegazione di Grosseto; in museo, ingresso alla mostra con la direttrice e le archeologhe dello Staff fino alle 23. Evento Gratuito.

 

Vetulonia. Per “Notti dell’Archeologia” al museo Archeologico “Isidoro Falchi” visite guidate alla mostra “Corpo a corpo”

vetulonia_archeologico_le-notti-dell-archeologia-2023_locandinaAnche quest’anno il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia partecipa alla rassegna regionale “Le notti dell’Archeologia” dal primo al 30 luglio 2023. Giunta alla ventitreesima edizione, la rassegna “Le Notti dell’Archeologia”, costituisce una preziosa occasione per partecipare a visite e approfondimenti nei musei e nelle aree archeologiche. Nell’edizione 2023 il tema proposto per le iniziative speciali sarà quello della diversa attenzione al benessere nel corso del tempo e delle culture: infatti il processo verso i comfort non solo non è lineare nel tempo né diffuso nello spazio, ma anche nelle stesse società sono convissuti – e convivono tutt’oggi – standard diversificati secondo distinzioni di status. Previste visite guidate alla mostra “Corpo a corpo. Dalla bellezza classica dei capolavori del Museo archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj” (venerdì 7, alle 17.40; domenica 9, alle 11; mercoledì 12, alle 11; venerdì 14, alle 17.40; domenica 16, alle 11; venerdì 21. Alle 17.40; domenica 23, alle 11; venerdì 28, alle 17.40; e domenica 30, alle 11) e due aperture serali: mercoledì 19 luglio, dalle 19 alle 23; e mercoledì 26 luglio, dalle 21 alle 23.

Vetulonia. Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” al via le visite guidate alla mostra-evento “Corpo a corpo”  

vetulonia_archeologico_mostra-corpo-a-corpo_visite-guidate_2-luglio_locandinaCon l’apertura al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia della mostra-evento 2023 “CORPO A CORPO”. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di IGOR MITORAJ” ricominciano le visite guidate domenicali a cura dello staff del museo. Appuntamento domenica 2 luglio 2023, alle 11. Prenotazione gradita allo 0564948058, 0564927241. Ingresso al museo a pagamento a tariffa ridotta.

Castagneto Carducci (Li). A Palazzo Espinassi Moratti apre la mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi” sul rapporto tra gli Etruschi e il vino, raccontato attraverso i reperti della vitaquotidiana da Populonia, Volterra e Vetulonia. Video dell’archeologa Carolina Megale approfondisce il tema e introduce alla mostra

castagneto-carducci_palazzo-espinassi-moratti_mostra-nel-segno-di-fufluns_locandina-inaugurazioneA Palazzo Espinassi Moratti, a Castagneto Carducci (Li), fervono i lavori perché tutto sia pronto sabato 24 giugno 2023 per l’inaugurazione, alle 18, della mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi”, promossa da Past Experience con La Strrda del Vino e dell’Olio – Costa degli Etruschi, dedicata al rapporto tra gli Etruschi e il vino, raccontato attraverso i reperti della vita quotidiana provenienti dai territori delle antiche città di Populonia, Volterra e Vetulonia. Curata dalla Fondazione Aglaia con la soprintendenza ABAP di Pisa e Livorno, e la soprintendenza ABAP di Siena Grosseto e Arezzo, è la mostra dell’estate 2023: si potrà visitare fino al 5 novembre 2023. “Il vino! Ecco il dono d’oblio di Semele e Zeus”, si legge sul manifesto della mostra. “E tu versa, mescendo con un terzo due terzi, e le coppe trabocchino, e l’una l’altra spingano”. Flufluns, come ci ricorda Valentino Nizzo nel suo appuntamento mensile dedicato agli dei etruschi, “aveva una origine umbro-sabina e doveva essere legata alla vegetazione: infatti nel nome si riconosce la stessa radice di flora e flos (fiore). Gli Etruschi assimilarono Fufluns a Dioniso, giunto in Etruria insieme con il vino di produzione greca e le relative pratiche culturali e sociali. Di fatto, il simposio diventò un segno distintivo delle aristocrazie etrusche. Immagini, simboli e miti dionisiaci erano riprodotti sul vasellame greco di importazione e vennero utilizzati per caratterizzare le rappresentazioni di Fufluns”.

castagneto-carducci_palazzo-espinassi-moratti_mostra-nel-segno-di-fufluns_carolina-megale_foto-past-expeience

L’archeologa Carolina Megale nelle fasi di allestimento della mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi” (foto past experience)

In un lungo e interessante video realizzato da ArcheoReporter per Past Experience, l’archeologa Carolina Megale, alternata a una voce narrante, approfondisce il rapporto tra gli Etruschi e il vino, l’ideologia del vino come emerge dai corredi delle tombe aristocratiche, il rapporto tra la coltivazione della vite e la Toscana costiera e la sua evoluzione nei millenni. E così introduce e prepara il visitatore alla mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi” a Castagneto Carducci.

Il vino sente le radici della terra e si avvinghia come la vite al territorio da cui nasce. In questa parte della Toscana marittima ha radici profonde. Tutto parla di vino, anche i muri dei palazzi comunali con misure incise nella pietra, antiche e moderne. La storia del vino accompagna la storia degli esseri umani e lo fa almeno dalla fine del Neolitico. È certamente espressione dell’evoluzione della produzione agricola, ma anche indicatore di cultura credenze economia e struttura sociale degli antichi popoli del Mediterraneo. Gli Etruschi legarono al vino molti aspetti della società. C’era l’ostentazione, la ritualità funeraria, una forte componente sacrale. E poi, non disgiunto da tutto questo, il vino era l’elemento principale del Convivio.

“Si tratta di una mostra archeologica, ovvero raccontata attraverso gli oggetti della vita quotidiana che gli Etruschi utilizzavano e che noi abbiamo raccolto in questa mostra per raccontare un territorio: il territorio dell’antica città di Populonia, il territorio dell’antica città di Vetulonia, il territorio dell’antica città di Volterra, che appunto insistevano nell’Etruria marittima”.

Nella prima Età del Ferro, tra il X e il IX secolo a.C., si assiste a processi di profonda trasformazione dell’élite della penisola italiana, soprattutto quelle dell’rea centro-tirrenica e meridionale. Queste trasformazioni derivano da nuovi modelli di gestione delle risorse e naturalmente dal potere che le controllava. Nascono quindi nuovi codici e forme di autorappresentazione nelle quali si inquadra anche l’uso del vino e in generale delle bevande alcoliche.

“Il vino compare nella società etrusca in un momento cruciale, quando stavano nascendo le aristocrazie etrusche agli inizi del I millennio a.C. E i guerrieri, i capi tribù, avevano bisogno di riconoscersi in qualcosa e la loro ideologia, la loro necessità di raccontare se stessi, passa proprio attraverso la rappresentazione del vino. Nelle tombe, nelle necropoli del I millennio a.C., tra IX-VIII-VII sec. a.C., avviene un passaggio importante, ovvero si passa dall’urna cineraria cosiddetta biconica all’utilizzo di crateri o di contenitori per il vino per manifestare il proprio ruolo sociale. Quindi troviamo delle tombe a pozzetto, ad esempio, scavate nel terreno dove l’urna cineraria è costituita da crateri o olle, che vogliono significare lo status symbol del proprietario, del defunto, legato al vino. Le fonti scritte ci trasmettono l’uso di una bevanda alcolica che utilizzavano gli Etruschi, il temetum. Non è certo però se questa bevanda fosse ottenuta dalla Vitis vinifera, dall’uva, oppure da altri frutti. È stato anche identificato un set per il temetum, costituito da una piccola olla con due anse prodotte in ceramica d’impasto che faceva appunto set con una piccola tazza attingitoio anch’essa in ceramica che veniva utilizzata sia per prendere il vino sia per berlo. Ben presto il vino diventò elemento sociale. Non si beveva da soli, si beveva nella comunità. La comunità degli aristocratici sigillava i propri rapporti bevendo insieme. Il vino entra a far parte dei rituali di fondazione, dei rituali sociali, delle relazioni economiche tra le aristocrazie”.

Il ritrovamento di cento tazze in ceramica di impasto depurato sull’acropoli di Populonia dimostra proprio un rituale. In questo caso la fossa con le tazze indica probabilmente una libagione che accompagnò la dismissione di una dimora di alto rango.

“Dalla necropoli di Poggio Tondo dove sono state scavate delle meravigliose tombe a tumulo proviene un corredo funerario di straordinaria bellezza”.

Ecco comparire un grande cratere che ha la forma di un kantharos ossia una coppa da vino accompagnata da coppe su alto piede sia di ceramica d’impasto che di bucchero. Sono oltre 20 queste coppe a rappresentare una mensa condivisa, un momento rituale della comunità aristocratica di Vetulonia nell’attuale territorio di Scarlino.

“Al VII secolo a.C. risalgono le monumentali tombe a tumulo delle aristocrazie etrusche del nostro territorio. Si trovano nella necropoli di Baratti e Populonia, si trovano nella necropoli di Poggio Tondo a Pian di Alma. Sono strutture circolari all’esterno monumentali che rappresentano la ricchezza della famiglia che le possiede, al cui interno si sono trovati straordinari corredi costituiti da coppe e crateri legati appunto al consumo del vino.  L’ideologia del vino rappresenta fortemente i principi etruschi. In un periodo in cui ancora non veniva utilizzata la monetazione gli Etruschi per fare affari e per gli scambi commerciali utilizzavano il dono. Si scambiavano oggetti preziosi. Tra questi doni è stata riconosciuta una tazza, un kyathos, in bucchero fine, raffinatissimo, bellissimo, decorato con stampigli e incisioni, che riporta l’iscrizione in cui il vaso è lui stesso a parlare: io sono stato donato da e il nome della famiglia che ha donato la coppa a un’altra famiglia che poi se l’è portata nella tomba come parte del corredo, proprio per siglare un accordo commerciale e un legame sociale tra le aristocrazie. Gli Etruschi consumavano il vino durante il rituale funerario seduti su una sedia di fronte a un tavolo con un grande cratere che serviva appunto per contenere il vino. Come si vede ad esempio in un meraviglioso coperchio del cinerario di Montescudaio, conservato al museo Archeologico nazionale di Firenze. È un’acquisizione successiva quella del banchetto semisdraiati alla greca appunto, che si acquisisce dopo i contatti con i Greci che avevano colonizzato l’Italia meridionale e la Sicilia”.

Un piccolo Sileno in bronzo danza in equilibrio instabile e con una mano invita i presenti a lanciarsi nel gioco. È la parte superiore di un cottabus dall’acropoli di Vetulonia. Il contesto è quello di importanti depositi votivi, uno con più di 100 elmi votivi, offerta agli dei per un evidente trionfo sugli avversari nelle guerre tra clan famigliari degli Etruschi. Da un altro deposito arriva proprio il cottabus, oggetto di prestigio senz’altro, ma anche un gioco verso cui si lanciavano in una sorta di tiro a segno le ultime gocce di vino rimaste nelle coppe.

“Non bevevano mai il vino puro. Il vino era sempre mescolato secondo quantità che venivano decise dal cerimoniere del simposio. In genere un terzo di vino e due terzi di acqua che venivano mescolati nei grandi crateri. A questi poi venivano aggiunte delle spezie, ma il tocco finale era dato dal formaggio, generalmente di capra, che veniva grattugiato all’interno del cratere. Il vino veniva attinto con dei mestoli o con degli attingitoi o delle brocche e versato nelle varie coppe da vino. Conosciamo varie tipologie di coppe da vino, ognuna con il proprio nome. Conosciamo la kylix, conosciamo il kantharos, conosciamo lo skyphos. Ogni nome identifica una tipologia diversa di oggetto, e ci racconta anche la sua funzione”.

Gli Etruschi coltivarono la vite avvinghiata ad alberi come pioppi, olmi, ma anche olivi e ciliegi. È la cosiddetta vite maritata o a sostegno vivo, una differenza notevole rispetto alla Magna Grecia dove i vitigni erano coltivati sul supporto morto o a tutore secco. Anche in questo aspetto del paesaggio l’Etruria manteneva una sua originalità.

“La vite con cui gli Etruschi facevano il vino è la Vitis Vinifera, che ebbe un lunghissimo processo di domesticazione che risale al Neolitico. A partire almeno dal 6000 a.C. l’uomo iniziò a prendersi cura della vite, a selezionare le piante che davano i frutti migliori, gli acini più grandi, quelli che avevano la resa migliore. Il nostro territorio, la Toscana costiera, la Costa degli Etruschi, l’alta Maremma, conservano le tracce del passaggio degli Etruschi ancora incastonate nel paesaggio, e nei reperti che sono esposti nei musei. Io vi invito a visitare il più possibile il nostro territorio, andare al mare, scoprire gli altri musei, e scoprire le cantine che oggi vi faranno degustare un vino straordinario”.

Le viti sono cambiate nei millenni e così anche il vino, prodotto di terra, ingegno e fatica. I musei della Toscana Marittima testimoniano però che il Segno di Fufluns, il dio ispiratore di sacralità, di arte, di secoli di simposi, è ancora visibile. Lo è nelle testimonianze archeologiche che custodiscono, a cucire con la loro rete museale storia e paesaggi, quegli stessi paesaggi in cui la tramonto forse possiamo ancora intravederlo.

 

Vetulonia. Apre al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” la mostra-evento “CORPO A CORPO. Dalla bellezza classica dei capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj”. Qualche anticipazione

vetulonia_archeologico_mostra-corpo-a-corpo_inaugurazione_locandinaCi siamo. Dopo diversi annunci, è giunto il grande giorno dell’inaugurazione della mostra-evento “CORPO A CORPO. Dalla bellezza classica dei capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. “Ancora una volta avremo il privilegio di assistere a un incontro straordinario e unico”, annunciano il Comune di Castiglione della Pescaia e la direzione scientifica del museo civico: “pugili, atleti e gladiatori, capolavori di statuaria antica in bronzo e in marmo in prestito dal museo Archeologico di Napoli, dialogheranno con l’opera “Nudo” del più grande interprete contemporaneo e privilegiato erede della bellezza dell’arte classica, Igor Mitoraj”. Appuntamento sabato 17 giugno 2023, alle 18, in piazza Vetluna a Vetulonia per l’inaugurazione. Dopo i saluti istituzionali di Elena Nappi, sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia, intervengono: Marialucia Giacco, MANN-museo Archeologico nazionale di Napoli; Jean-Paul Sabatié, presidente Fondazione Museo Igor Mitoraj; Luca Pizzi, direttore artistico Atelier Igor Mitoraj; Simona Rafanelli, direttrice scientifica MuVet. Coordina la conversazione: Clara Svanera, giornalista e scrittrice. A seguire: visita alla mostra con la direttrice e con le archeologhe dello staff del museo. Evento gratuito. La mostra rimarrà visitabile fino al 5 novembre 2023.

“Continuiamo la nostra collaborazione con il grande museo partenopeo”, anticipa il sindaco Elena Nappi che segue in prima persona le politiche culturali del Comune di Castiglione della Pescaia, “e lo facciamo nella ferma convinzione di dare vita ad una nuova manifestazione di caratura internazionale, il cui notevole spessore si traduca nei termini di un accrescimento della capacità di attrazione del nostro territorio, forse ancora maggiore di quella esercitata dall’esposizione 2022, già foriera al MuVet di un nuovo record di presenze. Simona Rafanelli, direttrice scientifica del Falchi, ha saputo ancora una volta avvicinare e far dialogare, all’interno dell’edificio che domina piazza Vatluna, antico e contemporaneo, proseguendo così nel percorso intrapreso con la mostra dello scorso anno teso a veicolare messaggi trasversali nel tempo e nello spazio. La Mostra evento che andremo a inaugurare – continua Nappi – ha l’obbiettivo di esaltare il valore universalmente positivo e “trasversale” dello sport, divenendo foriera di un messaggio forte, caricato dei valori positivi della bellezza, dell’armonia, della pace, trasmesso attraverso un tema peculiare come quello dello sport, capace di andare oltre i confini, personali, culturali e sociali e tradotto nei termini del movimento della figura umana, segnatamente maschile, nello spazio, sottolineando quel “ruolo socioculturale” che l’atletica da sempre ha ricoperto nell’educazione dei giovani e nella loro preparazione al mondo degli adulti”. E Simona Rafanelli entra nel merito: “Fulcro concettuale e insieme per così dire “materiale” della narrazione archeologico-artistica, il tema dell’esposizione 2023 è rappresentato in perfetto pendent, con quello dell’anno appena trascorso, dal connubio insuperato fra la bellezza e la classicità, capaci di dar vita e forma ad un binomio artistico cui il temperamento romantico di Johann Joachim Winckelman ha saputo conferire i caratteri di insuperato e di eterno. Protagonisti indiscussi del discorso artistico e narrativo sono il Corpo in movimento, nella sua declinazione “maschile”, tradotto nelle posture assunte dall’atleta durante la performance sportiva, e la bellezza dell’arte classica intesa quale emanazione e concretarsi di una perfetta e circolare composizione dei gesti nell’armonia delle forme”.

napoli_mann_gladiatore-farnese_foto-mann

Il Gladiatore farnese conservato nella Collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

A esprimere la somma incarnazione plastica di questi concetti, sono chiamati ancora una volta in causa le eccellenze della scultura in bronzo e in marmo esposte presso la sede prestigiosa del museo Archeologico nazionale di Napoli, rappresentate da uno dei due “corridori” restituiti dalla Villa dei Papiri di Ercolano (che arriverà a Vetulonia in luglio), vere e proprie icone dell’arte italiana di ogni tempo ed ogni luogo, e da una selezione di copie romane in marmo, massimamente dalla Collezione Farnese, quali il cd. “gladiatore” e il pugile o “Palestrita” da Sorrento, atte a restituirci le fattezze di capolavori della classicità greca in bronzo, altrimenti perduti. Ad aprire il racconto espositivo della Mostra, esaltando il valore universalmente positivo e “trasversale” dello Sport, inteso, sin dalla sua origine nella culla greca delle Olimpiadi, quale simbolo e veicolo di messaggi nobili e sempiterni di pace e di unità fra i più diversi popoli e le più varie culture, l’effigie in bronzo del volto del Doriforo di Policleto, probabile unico calco romano dell’originale del grande Maestro greco che, proprio nella statua achillea del portatore di lancia, ha voluto e saputo esprimere, esaltandola nell’opera scultorea, quella perfetta armonia del corpo divenuta “canone” di eterna Bellezza, capace di elevare l’atleta vittorioso, allo statuto di eroe e quasi di divinità, così come era celebrato al termine delle gare olimpiche nei canti di vittoria del sommo poeta Pindaro.

napoli_mann_pugile-di-sorrento_opera-dello-scultore-greco-Koblanos-di-Afrodisia_foto-mann

Il Pugile di Sorrento, scultura conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli

Interprete maggiore e privilegiato erede della bellezza dell’arte classica, Igor Mitoraj rappresenta la proiezione nel Futuro e nell’oggi della riformulazione dell’espressione artistica in forma plastica del bello in sé e lo fa da Maestro, ricomponendo, nel misurato ed armonico equilibrio fisico e psichico traghettato dalle forme dell’arte classica, gli innumerevoli frammenti dell’essere umano dilaniato dalla vita e spezzato in spirito e materia. Con l’opera “Nudo”, già esposta nel contesto di unicità offerto dai Ruderi di Pompei, Mitoraj accoglie l’eredità classica rileggendola in chiave di Bellezza capace di riunire in unica forma armoniosa le due parti dell’Uomo in eterno conflitto fra la disunione della carne e l’unione dell’essenza immateriale. “Il processo di acquisizione e disseminazione della cultura che questa amministrazione vuole fortemente perseguire – conclude Nappi – intende attribuire alla frazione di Vetulonia la giusta priorità ed attenzione, nell’intento di rilanciare e sviluppare il ruolo e la dimensione di un borgo, capace di esercitare una fortissima attrazione sul vasto e sempre crescente pubblico di studiosi, studenti e appassionati d’archeologia e d’arte che rappresentano una categoria qualificata di pubblico nell’indotto turistico-culturale del territorio comunale castiglionese”.

Vetulonia. Annunciata una doppia inaugurazione (a giugno e luglio) per la mostra “Corpo a corpo” con alcuni capolavori dal Mann: nella seconda arriva uno dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano

napoli_mann_corridori_foto-luigi-spina

Il gruppo bronzeo dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano, tra le opere più famose conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

firenze_tourisma-2023_giulierini-rafanelli_foto-graziano-tavan

Paolo Giulierini, direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 alla presentazione della mostra “Corpo a corpo” (foto graziano tavan)

L’invito per venire al museo di Vetulonia è ancora valido. Ma ieri, 4 giugno 2023, diversamente da quanto annunciato ufficialmente a TourismA 2023, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia non si è aperta la mostra “Corpo a corpo” con “pezzi forti” dal museo Archeologico nazionale di Napoli dedicata allo sport, l’agonismo, il rispetto dell’avversario nel mondo antico in un dialogo con il contemporaneo (vedi Vetulonia. Al museo Archeologico la nuova mostra-evento sarà “Corpo a corpo” con capolavori dal Mann dedicata allo sport, all’agonismo, al rispetto dell’avversario. Le anticipazioni di Rafanelli e Giulierini a TurismA 2023 | archeologiavocidalpassato). Ma è solo questione di giorni, come assicura la direttrice Simona Rafanelli, con due inaugurazioni: “La prima giovedì 15 giugno 2023, alle 18. La seconda, probabilmente sempre alle 18, ma l’orario è ancora da definire, un mese dopo, mercoledì 19 luglio, con un nuovo capolavoro dal museo Archeologico nazionale di Napoli”. E che capolavoro, come conferma lo stesso direttore del Mann, Paolo Giulierini: “A Vetulonia porterò uno dei due Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano”.

Vetulonia. Al museo Archeologico la nuova mostra-evento sarà “Corpo a corpo” con capolavori dal Mann dedicata allo sport, all’agonismo, al rispetto dell’avversario. Le anticipazioni di Rafanelli e Giulierini a TurismA 2023

firenze_tourisma-2023_giulierini-rafanelli_foto-graziano-tavan

Paolo Giulierini, direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 alla presentazione della mostra “Corpo a corpo” (foto graziano tavan)

Di sicuro della nuova mostra-evento al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia sappiamo il titolo, “Corpo a corpo”, la data della vernice, domenica 4 giugno 2023, e che “i pezzi forti” vengono dal museo Archeologico nazionale di Napoli, istituzione con il quale il Muvet continua la collaborazione. Ma alla presentazione a TourismA 2023, al centro congressi di Firenze, i due protagonisti, Simona Rafanelli direttrice del Muvet, e Paolo Giulierini direttore del Mann, hanno approfondito i temi affrontati dalla mostra, lo sport, l’agonismo, il rispetto dell’avversario, senza svelare i pezzi che saranno esposti.

“Con un grande direttore come Paolo Giulierini dal 2017 siamo riusciti con l’amministrazione di Castiglione della Pescaia a cui fa riferimento il museo di Vetulonia a organizzare delle mostre”, esordisce Rafanelli, “grazie alla volontà di Paolo Giulierini di voler favorire anche la promozione culturale di piccole realtà, di piccoli musei come quello di Vetulonia, piccoli musei etruschi ma con grandi idee: almeno ci proviamo. Insomma cerchiamo di promuovere eventi importanti. E grazie alla partecipazione del Mann, il museo Archeologico nazionale di Napoli, riusciamo a far ammirare nelle sale di Vetulonia dei capolavori che altrimenti nessuno mai avrebbe visto varcare l’ingresso al borgo di Vetulonia.

“L’ultima grande mostra col Mann da cui ripartiamo e ripartiremo con un allestimento gemello – continua Rafanelli – è quella che ha portato da noi una delle cinque danzatrici della Villa dei Papiri di Ercolano e che faceva pendant sempre per la parte antica con la Venere accoccolata in marmo della collezione Farnese. A Giulierini ho chiesto di non parlare esattamente di quali pezzi arriveranno, ma soltanto del tema che stiamo affrontando, anche perché per essere sinceri fino in fondo li stiamo decidendo – il Mann attualmente gestisce un’ottantina di mostre tra Italia e l’estero – per poter organizzare i prestiti in base a cosa c’è, cosa rientra, e poter prestare qualcosa di grande comunque a Vetulonia”.

“La cosa più importante”, sottolinea Paolo Giulierini, “è questa collaborazione metodologica tra il ministero della Cultura – in questo caso rappresentato dal Mann che comunque è una costola del ministero – e un museo civico e un Comune. Ciò dimostra che quando c’è da fare giurisprudenza si possono anche segmentare le cose, però quando c’è da raggiungere degli obiettivi bisogna fare squadra. Se ci fosse stato un vescovo avremmo dialogato con il vescovo, se ci fosse stata una soprintendenza avremmo fatto altrettanto: bisogna guardare la realtà. Il tema di fondo è che tutti noi dobbiamo riconoscere che si è al servizio dei cittadini. Se quindi avviene questo e quindi vogliamo fare una bella cosa, le competenze giurisprudenziali fanno un passo indietro in funzione dell’obiettivo finale.

“L’obiettivo finale è molto ambizioso quest’anno. Non entro nello specifico degli oggetti, perché sarà una sorpresa, una bellissima sorpresa. Ma faccio due sole riflessioni di fondo. La prima è che quando Simona parla con grande umiltà del borgo di Vetulonia lei cala la situazione nella contemporaneità. Ma se ci spostiamo indietro di duemila anni è Vetulonia la metropoli, e Firenze era ben poca cosa. Insomma per dire che anche e soprattutto in Toscana c’è il campanilismo. Ma anche in generale in Italia. Questa cosa è molto importante perché i destini delle città, dei centri abitati sono ciclici e quindi ciò che è una potenza ora poi non è più niente. E se questo avviene per via del tempo è un conto, ma se avviene per via di situazioni di guerra allora è ancora peggio.

“Quindi un messaggio di questo tipo, cioè impostare una mostra sui temi dello sport, dell’agonismo, del rispetto dell’avversario – continua -, è ancora più importante in questo momento. E infatti i greci ce lo hanno insegnato bene con l’invenzione delle Olimpiadi, con tutti gli altri giochi e feste, come i giochi nemei. Quando sostanzialmente anche le guerre erano fermate, credo che sia il più grande insegnamento – tra l’altro – da parte di un popolo che non era per niente propenso alla pace, perché i greci tra di loro erano molto bellicosi per pochi metri quadri di territorio, e poi quando non c’era più spazio – come sapete – le colonie diventavano la via di fuga. Quindi questi valori dell’agonismo e della kalokagathìa, cioè della purezza del corpo e dello spirito, sono la cornice generale all’interno della quale si muove il discorso.

“C’è poi tutta una serie di fonti antiche – ricorda – che ci aiutano a capire quanto lo sport e l’agonismo fossero ben evidenti non solo in Grecia ma anche in Magna Grecia e tra gli Etruschi. Molto interessanti sono le colonie della Magna Grecia. Fermiamoci solo su quella di Crotone. Crotone esprime dei campioni, dei campionissimi anzi. Milone ad esempio vince ben in sette Olimpiadi. Ora bisogna stare attenti perché facendo un po’ i calcoli questi erano atleti tra i 18 e i 40-45 anni, non si capisce bene. Però effettivamente ci sono dei documenti ufficiali di questo campionissimo. E naturalmente per le colonie greche tornare in madre patria e affermarsi significava portare gloria per la propria colonia, tant’è che spesso alcuni di questi premi venivano depositati nel Thesauroi di Delfi – per esempio – e di Olimpia stessa a significare quella gloria che l’atleta portava alla propria città.

“Poi ci sono casi di record in qualche modo ritoccati. Il famoso salto di Chionis che dalla trasposizione della misura greca in quella decimale nostra diventa di 17,50 metri: come è possibile? a meno che non si sia trattato di un salto triplo che però non esisteva nei giochi greci. Tant’è. E allora si può ricordare anche quel famoso detto latino che si rifà a un episodio di una vicenda greca dove un saltatore dice di aver saltato in lungo una misura eccezionale a Rodi (da un piede all’altro del Colosso, ndr) e l’altro rispondeva “Hic Rhodus hic salta” letteralmente “Qui è Rodi, salta qui” per dire “Dimostraci ciò che affermi, qua e adesso”. È una bella espressione. Ma quando si trattava di gareggiare, la competizione portava anche a queste estremizzazioni del risultato, questo fa parte dell’agonismo.

“Ovviamente per lo sport era previsto anche un tipo di dieta equilibrata. È evidente che chi doveva fare massa muscolare, come i lottatori o i pugilatori, doveva mangiare soprattutto dei contenuti proteici, quindi la carne e le uova soprattutto, mentre i velocisti avevano un altro tipo di alimentazione. Ma c’è un aspetto nel quale mi sono imbattuto facendo una tesi sulla musica nello sport nella ceramica attica, cioè sul fatto che molti sport in Gracia fossero accompagnati dalla musica, e questo aspetto si lega moltissimo all’argomento dell’anno scorso quando Simona ha scelto il tema della danza e quindi con la musica che in qualche modo faceva da sottofondo a questa pratica, di una danza che è grazia e armonia. Il gesto atletico è anzitutto armonia. Allora sappiamo, ad esempio, che il salto in lungo era preceduto e seguito nella sua esecuzione da un suonatore di aulos. E quindi c’era tutta una preparazione. Anche nella ceramica attica che si ritrova nelle tombe etrusche abbiamo scene di pugilatori e si vede sullo sfondo un auleta che probabilmente scandiva in forma più forte con il suono quando il colpo arrivava meglio. Su questo c’è un dibattito con Aristotele che dice che gli Etruschi fanno tre cose al suono dell’aulos: una era battere gli schiavi, una era il pugilato – a differenza dei greci che non lo facevano -, una terza era impastare il pane con questo sottofondo armonico. L’archeologia, invece, ha dimostrato che Aristotele non si ricordava – siamo nel IV sec. a.C. – di quello che succedeva in Grecia almeno un secolo e mezzo prima, perché la ceramica a figure nere presenta almeno 15-20 attestazioni figurate di pugili e di auleti che li accompagnano. Ma non è questo il punto. Il punto è che la musica imperversa lo sport come imperversa le danze pirriche, come imperversa anche gli eserciti quando non devono solo sfilare ma prendere coraggio per andare contro l’altra falange. Pensate ai tamburi, alle trombe. Quindi questo elemento musicale e sportivo è un elemento fondamentale che dalle colonie della Magna Grecia passano in Etruria e infine arrivano direttamente anche a Roma.

“E i luoghi dello sport sono i più vari: si va dallo stadio che serviva soprattutto per le corse lunghe, non è ben chiaro nel mondo etrusco dove avvenissero queste manifestazioni. Ci sono a volte nelle tombe rappresentazioni di balaustre dove le persone si mettevano: ci sono donne e uomini, cosa che invece in Grecia non si poteva fare. Però non dovevano esserci apprestamenti grandi. Probabilmente erano degli apprestamenti in legno con delle tribune che venivano costruiti in spazi aperti in particolari occasioni.

“Il Mann di Napoli – spiega Giulierini – conserva molti oggetti legati al mondo dello sport, e li conserva per tutte le civiltà di cui ho parlato, dalla Grecia classica attraverso i vasi alla Magna Grecia di cui conserviamo l’unico vaso che ritrae Milone di Crotone in una forma ovviamente generica, restituito nel 1997 dal museo “Getty” al Mann. E anche questa è una curiosità. Poi abbiamo oggetti del periodo romano che va inteso come quel periodo di gusto per la Grecia, quindi il I sec. a.C. – I sec. d.C., quando le grandi domus, le grandi ville di Pompei ed Ercolano ospitano spesso statue che in alcuni casi sono originali (anche se il dibattito è aperto sulla loro autenticità) e altre volte sono copie perfette di originali greci, e quindi di tante statue che afferivano al tema dell’attività sportiva, dalla lotta alla corsa al pugilato e in una miriade di possibilità. Naturalmente non mancano anche gli attrezzi che – ad esempio – fanno riferimento non solo ai momenti sportivi ma anche al momento della vittoria con l’incoronazione del vincitore, con la presenza della Nike che in qualche modo celebra con la posizione della corona la vittoria dell’atleta.

“Quindi l’ultima riflessione che voglio fare è che visto che lo sport è anche interruzione della guerra, lo sport è anche un legame con l’armonia, con la grazia, quindi in diretta continuità con l’aspetto della mostra precedente, possiamo anche dire che un inno allo sport e all’atletica è anche un inno alla sana competizione nel rispetto dell’avversario ma anche a un sano modo di vivere. Quindi una mostra dedicata a questi temi porta un museo anche a riflettere sul valore del messaggio che possono dare i musei. Il museo non è solo celebrazione dell’Antico ma anche di quanto la società moderna in alcuni casi abbia fatto dei passi avanti rispetto all’antico. Non mi riferisco tanto al tema dei record che ovviamente ogni età ha i suoi record perché non si possono paragonare i mezzi, l’alimentazione ma anche la crescita corporea di duemila anni fa rispetto ai nostri. Però per esempio l’età moderna a partire da dopo la rivoluzione inglese ha portato a una diffusione dello sport a tutte le classi sociali. Lo sport è stato anche una maniera di emergere, di avere del tempo libero per tutti, cosa che prima non era, ed era relegato solo agli elementi delle élite delle società greche e magno greche. Lo sport ha portato a un certo punto, nonostante ci siano casi nel mondo antico di donne che facevano sport soprattutto a Sparta, alla emancipazione sportiva della donna. E poi soprattutto lo sport è anche una manifestazione che spesso è stato vittima di alcuni regimi ed è stato utilizzato – come anche spesso la cultura classica – strumentalmente. È successo in diverse epoche. Ad esempio, l’impero britannico ha usato strumentalmente la Grecia classica, oppure la Germania si impadronì della cultura classica a fini strumentali, anche noi ci siamo caduti in questo aspetto nel Ventennio. Quindi lo sport è stato un elemento di propaganda del regime. E pensiamo quando Jessie Owens alle Olimpiadi di Berlino riesce a fare il capolavoro delle quattro vittorie che cosa significhi simbolicamente questo aspetto. Questo riscatto significa anelito di libertà ma significa anche una cosa bellissima che Jessie Owens era amico intimo del ragazzo tedesco con il quale stava insieme al di fuori delle competizioni sportive, perché erano persone che si rispettavano al di là dei regimi. Quindi in questa mostra – conclude Giulierini – si possono realizzare tutti questi aspetti. Complimenti a Simona e a tutta la comunità di Castiglione della Pescaia e Vetulonia perché scegliere oggi come tema lo sport significa non solo impegnarsi socialmente e culturalmente, ma anche in politica”.

Notte europea dei Musei 2023. Aperture serali, ingressi a 1 euro e tante iniziative tra visite guidate a tema e intrattenimento. Ecco alcune proposte da Cividale a Palermo

Sabato 13 maggio 2023 torna la diciannovesima edizione della Notte europea dei Musei, patrocinata dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dall’International Council of Museums – Icom.

cividale_archeologico_notte-dei-musei-2023_locandinaCIVIDALE DEL FRIULI (UD). Sabato 13 maggio 2023 per la Notte dei Musei apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Cividale dalle 19 lle 22 al costo simbolico di 1 euro per un fantastico viaggio nel tempo. In occasione della Notte dei Musei, presentazione della Mappa Parlante di Cividale del Friuli a cura di Radio Magica con uno spettacolo di lettura, musica e illustrazione dal vivo che fornirà un’anteprima delle storie e delle curiosità della nuova mappa realizzata da Sarolta Szulyovszky, con il supporto della Regione FVG e del Comune di Cividale del Friuli. Voci: Giustina Testa e Daniela Gattorno. Arpa: Luigina Feruglio. Disegni dal vivo: Paolo Cossi. Orari. Primo turno 19-20, Secondo turno 20.30-21.30. Partecipazione gratuita su prenotazione: https://forms.gle/TnKEvmsNB9sykVXY8. Per info: 375 6562461 – fondazione@radiomagica.org.

aquileia_area-archeologica_decumano-aratria-galla_visite-serali_foto-fondazione-aquileia

Visite serali al decumano di Aratria Galla ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

AQUILEIA (Ud). Sabato 13 maggio 2023, per la Notte dei Musei, aperture straordinarie nelle aree archeologiche e siti culturali di Aquileia. Il Decumano di Aratria Galla sarà aperto fino alle 22.  Alle 19, passeggiata serale con il direttore di Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi (l’accesso è libero senza obbligo di prenotazione). Storia, archeologia e imperdibili racconti sull’Aquileia antica saranno i protagonisti. La Domus di Tito Macro e la Domus e Palazzo Episcopale saranno visitabili fino alle 20. Per maggiori info sui biglietti visita www.midaticket.it/eventi/aquileia. Il museo Archeologico nazionale, in occasione della Notte europea dei Musei sarà aperto straordinariamente fino alle 22.00. A partire dalle 19 l’ingresso seguirà la tariffa simbolica di 1 euro per tutti. Biglietteria e bookshop chiuderanno alle 21. Alle 21 è in programma una visita guidata del museo a cura della direttrice, Marta Novello. Le attività sono organizzate dal servizio educativo del museo e sono comprese nel biglietto d’ingresso. Per partecipare è necessario prenotare scrivendo a bookshopmanaquileia@gmail.com o telefonando al numero 0431 91016.

fratta-polesine_archeologico_notte-dei-musei-2023_locandinaFRATTA POLESINE (Ro). Sabato 13 maggio 2023, per la Notte europea dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine rimarrà aperto, dopo il consueto orario, dalle 19.30 alle 22.30 nella Barchessa Nord di Villa Badoer, che a sua volta sarà aperta al pubblico dalle 21 alle 22.30, in via Giovanni Tasso 1. Entrambe le strutture potranno essere visitate alla cifra simbolica di 1 euro ciascuna (2 Euro totali in caso di visita sia al museo Archeologico nazionale che a Villa Badoer). Alle 21.15, inoltre, è stata predisposta una visita guidata completamente gratuita e della durata di circa un’ora nelle sale del museo Archeologico nazionale e al piano nobile di Villa Badoer dal titolo “Il Polesine tra Età del Bronzo e Rinascimento. Racconti nascosti sul complesso palladiano tra archeologia e mito”, condotta da Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale, ed Elisa Garavello di Aqua S.r.l. I visitatori saranno coinvolti in un affascinante viaggio tra Età del bronzo e Rinascimento, alla scoperta delle singolari coincidenze tra le produzioni e la tradizione decorativa di Frattesina e l’apparato ornamentale di Villa Badoer. Per la partecipazione all’evento è necessario effettuare la prenotazione contattando il numero telefonico 3663240619 o tramite e-mail infoåqua-naturaecultura.com.

adria_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaADRIA (Ro). Il museo Archeologico nazionale di Adria rimarrà aperto dalle 20 alle 22.30 e sarà possibile partecipare in due turni, alle 20.15 e alle 21.30, alla visita guidata tematica “Adria e Spina, le città etrusche sulle sponde dell’Adriatico”, a cura di Alberta Facchi, direttrice del Museo. In questa serata speciale dedicata ai musei di tutta Europa, la struttura adriese propone un percorso innovativo incentrato sul dialogo e il confronto tra le due città etrusche dell’alto Adriatico, Adria e Spina: la vocazione marittima che le rende vere “regine” del mare; la posizione reciproca su due rami del Po con diversa prospezione commerciale; la somiglianza nelle tecniche costruttive e le differenze di rituale funerario che ne fanno due esempi di città con distinte caratteristiche. Tra i protagonisti dell’evento, la tomba proveniente dalla necropoli di Valle Trebba a Spina esposta al museo di Adria come prestito di scambio in occasione della mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” (prorogata fino al 31 agosto 2023 al museo Archeologico nazionale di Ferrara). Info e prenotazioni allo 042621612 oppure drm-ven-museoadria@cultura.gov.it.

verona_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaVERONA. In occasione della Notte europea dei Musei il museo Archeologico nazionale di Verona propone un’apertura straordinaria serale dalle 19.30 alle 22.30, con ingresso al costo simbolico di 1 euro. Alle 19.30 e alle 21 visite guidate, a cura dello staff del Museo, alle sale dedicate alla Preistoria, Protostoria ed Età del Ferro e, in anteprima assoluta, agli spazi destinati all’allestimento di Età Romana. Info e prenotazioni: 045.591211 o mail drm-ven.museoverona@cultura.gov.it. Mentre gli adulti parteciperanno alle visite guidate lo staff del Museo coinvolgerà i più piccoli con “Scopriamo il nostro passato”: attività di gioco alla scoperta della nostra storia, dal Paleolitico all’Età del Ferro.

bologna_archeologico_notte-dei-musei-2023_locandinaBOLOGNA. Al museo civico Archeologico di Bologna suggestiva visita guidata “Parole di pietra” sabato 13 maggio 2023 alle 19.30 e alle 21, in occasione della Notte dei Musei. Federica Guidi e Marinella Marchesi vi guideranno attraverso il Lapidario del museo con l’aiuto di torce elettriche, per meglio apprezzare i segni tracciati dagli abili lapicidi e le parole cui fu affidato il ricordo delle tante persone che animarono le strade e le piazze di Bononia. L’evento rientra nel ricco programma diffuso di iniziative speciali e aperture straordinarie dei musei del Comune e Città metropolitana di Bologna. Prenotazione obbligatoria. Massimo 25 partecipanti ogni gruppo. Il museo (atrio e lapidario) sarà inoltre aperto con orario continuato dalle 10 alle 23, con ingresso a 1 euro dalle 19 alle 23.

vetulonia_archeologico_notte-dei-musei-2023_locandinaVETULONIA (Gr). Doppio appuntamento sabato 13 maggio 2023 al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. Nel pomeriggio, dedicato ai più piccoli, il MuVet aderisce alla manifestazione nazionale Kid pass days 2023, il grande evento dedicato alle famiglie per scoprire, a misura di bambino, il patrimonio culturale, storico, artistico e scientifico di tutta Italia. Alle 15.30, “Vita da Archeologo!”. Chi è l’archeologo? Come studia il Passato? Lo scopriremo insieme con un appuntamento dedicato, che ad un racconto introduttivo su questo lavoro così appassionante, farà seguire una divertente esperienza di simulazione di scavo grazie alla quale i ragazzi potranno toccare con mano l’emozione della scoperta e dell’interpretazione archeologica. Per bambini dai 6-11 anni. Attività gratuita, posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Il Museo inoltre rimane straordinariamente aperto dalle 18 alle 22 in occasione della Notte dei Musei. Alle 21, conversazione archeologica “Vita sulla laguna. I nuovi scavi in località Badia Vecchia, Vetulonia” con Camilla Colombi e Valerj Del Segato, Istituto Archeologico Germanico di Roma. Le archeologhe presenteranno i risultati delle prime campagne di scavo e racconteranno le prospettive future del progetto di ricerca, in occasione dell’inizio della nuova campagna di scavo nel mese di maggio.

roma_curia-iulia_notte-dei-musei_2023_locandinaROMA. Per la Notte europea dei Musei, sabato 13 maggio 2023 apertura straordinaria serale della Curia Iulia e del Foro Romano dalle 19.15 alle 22.15 al costo simbolico di 1 euro. I biglietti potranno essere direttamente ritirati alla biglietteria in largo della Salara Vecchia. Ultimo ingresso alle 21.15. Sarà inoltre possibile visitare in Curia Iulia la mostra “Le Madri Fondatrici dell’Europa”, curata da Maria Pia Di Nonno con ritratti realizzati dalla Giulia Del Vecchio, e partecipare alla tavola rotonda dallo stesso titolo organizzata in collaborazione con il CUG – Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni del ministero della Cultura. Introducono Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Maria Concetta Cassata, presidente del Comitato Unico di Garanzia. Intervengono Francesco Gui, Sapienza Università di Roma; Alessandro Saggioro, Sapienza Università di Roma; Giampiero Gramaglia, giornalista; Grazia Masetti, nipote di Ada ed Ernesto Rossi e testimone privilegiata della vita di due dei protagonisti del processo di integrazione europea; Silvana Boccanfuso, studiosa della figura di Ursula Hirschmann. Modera Tiziana De Simone, giornalista RAI.

roma_villa-giulia_notte-dei-musei_2023_locandinaROMA. Sabato 13 maggio 2023 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia partecipa alla Notte europea dei Musei: dalle 20 alle 23, al costo simbolico di 1 euro. Ultimo ingresso alle 22. Chiusura sale espositive alle 22.30. Alle 20.30 i giardini di Villa Giulia si animeranno con la performance teatrale SIBLING a cura dell’Associazione Famiglie LGS. Le vibrazioni del canto, capaci di emozionare gli animi, la creatività della sandart, per lo stupore degli occhi, l’indiscrezione della fotografia, che rivela il visibile dietro l’invisibile, l’eleganza del kaftani, per un corpo libero da forme stereotipate, da clichè e da pregiudizi, racconteranno il mondo di chi vive accanto a quanti sono affetti dalla sindrome di Lennox Gastaut (LGS), dei sibling, fratelli e sorelle che vivono una sola vita con i loro fratelli e sorelle affetti dalla sindrome, condividendo le ansie, le paure, le rinunce, le lacrime, ma anche i sorrisi e la gioia di sentirsi l’uno nell’altro, sempre e per sempre. Direzione artistica di Mario Cesarano. In collaborazione con Ufficio Stile di Giovanna Panico. Con il patrocinio di OMAR Osservatorio malattie rare, Associazione famiglie LGS Italia, Fondazione Telethon. Non è necessaria la prenotazione.

roma_capitale_notte-dei-musei_locandinaROMA. Sabato 13 maggio 2023 torna a Roma la storica manifestazione con il suo ricco programma di eventi e mostre da visitare negli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale. Giunta alla sua tredicesima edizione nella Capitale, la manifestazione, promossa da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, propone l’apertura straordinaria al pubblico in orario serale, dalle 20 alle 2 (ultimo ingresso alle 1), degli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale. Al loro interno si potrà assistere, con biglietto di ingresso del costo di un euro (salvo che non sia diversamente indicato), a un ricco programma di eventi e spettacoli dal vivo. Tra i musei civici coinvolti: musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano – museo dei Fori Imperiali, museo dell’Ara Pacis, museo di Roma, museo Napoleonico, museo di Roma in Trastevere, museo Pietro Canonica a Villa Borghese, musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca), museo delle Mura, museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, museo civico di Zoologia, museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Galleria d’Arte Moderna, museo di Casal de’ Pazzi. Maggiori informazioni su www.museiincomuneroma.it. Radio Partner: Dimensione Suono Roma. Consulta il programma.

roma_muciv_notte-dei-musei_2023_locandinaROMA-EUR. Sabato 13 maggio 2023 anche il museo delle Civiltà partecipa alla Notte Europea dei Musei aprendo le sue collezioni fino alle 22 al prezzo simbolico di 1 euro, per tutti dalle 19. Ultimo ingresso alle 21.30. Previste visite guidate gratuite a numero aperto. Non è richiesta prenotazione. Alle 20, Palazzo delle Scienze, collezioni preistoriche (2° piano): visita guidata alle collezioni preistoriche “Preistoria? Storie dall’Antropocene” con Paolo Boccuccia; alle 20.30, Palazzo delle Scienze (1° piano), visita guidata alle collezioni etnoantropologiche con Loretta Paderni.

palestrina_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaPALESTRINA (Rm). Sabato 13 maggio 2023, Notte Europea dei Musei, apertura straordinaria serale del museo Archeologico nazionale Prenestino dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30) con visite guidate gratuite alle 20.30 e 21.30; e del Complesso degli Edifici del Foro dalle 19 alle 22 (chiusura biglietteria 21.30) con visite guidate gratuite alle 19, 20, 21. Ingresso 1 euro.

appia-antica_parco_notte-dei-musei_locandinaAPPIA ANTICA (Rm). Sabato 13 maggio 2023 torna la Notte dei Musei, un’occasione imperdibile per scoprire il parco archeologico dell’Appia Antica nella suggestiva atmosfera serale al prezzo simbolico di 1 euro con alcuni eventi al chiaro di luna. Apertura straordinaria con visite guidate al Complesso di Santa Maria Nova e alla mostra “Patrimonium Appiae. Depositi Emersi” dalle 19 alle 21.30 (ingresso in via Appia Antica 251); apertura straordinaria con visite guidate agli Ipogei delle Tombe della Via Latina, dalle 19 alle 21 (ingresso in via dell’Arco di Travertino 151); concerto “Suonare la Francigena – traiettorie musicali del pellegrinaggio medievale” di Emiliano Marinucci, al complesso del Mausoleo di Cecilia Metella – Castrum Caetani – Chiesa di San Nicola, alle 20 (ingresso via Appia Antica 161 – fino a esaurimenti posti). Il biglietto al costo simbolico di 1 euro è acquistabile nella biglietteria attiva nel sito del Mausoleo di Cecilia Metella, oppure online al link: https://bit.ly/42GyrPS; l’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card.

napoli_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaNAPOLI. Il museo Archeologico nazionale di Napoli aderisce alla Notte dei Musei, occasione per visitare la mostra “Picasso e l’antico”. Apertura dalle 20 alle 23 al prezzo simbolico di 1 euro! Ultimo ingresso alle 22.

pompei_parco_notte-dei-musei_2023_locandinaPOMPEI (Na). Sabato 13 maggio 2023, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura, il sito di Pompei, la Villa di Poppea a Oplontis e la Villa Regina a Boscoreale, Villa San Marco a Stabiae saranno aperti in via straordinaria per la “Notte Europea dei Musei” dalle 20 alle 23 (chiusura biglietterie alle 22) con ingresso a 1 euro (gratuito a Villa San Marco e per i minori di 18 anni in tutti i siti, come da normativa vigente). A Pompei, entrando da Porta Marina si potrà visitare l’area monumentale del Foro Civile – illuminata a cura di Enel Sole – dove si affacciano tutti i principali edifici pubblici per l’amministrazione della città e della giustizia, per la gestione degli affari, per le attività commerciali, come i mercati, oltre ai principali luoghi di culto cittadino. Il percorso si conclude con la visita all’Antiquarium, che ospita uno spazio museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei. Uscita da piazza Esedra. Biglietto 1 euro acquistabile esclusivamente sul sito www.ticketone.it. Il limite di accesso alla serata è di 1500 ingressi. A Boscoreale sarà possibile visitare Villa regina, esempio di villa rustica del territorio vesuviano, desinata alla produzione del vino. A Oplontis\Torre Annunziata è prevista l’apertura della Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone. Apertura serale anche a Villa San Marco a Stabiae, esempio di villa aristocratica romana con affaccio panoramico sul golfo (ingresso gratuito). I biglietti sono acquistabili presso i singoli per Pompei (Porta Marina) e Oplontis e/o on line sul sito www.ticketone.it. (i biglietti di Boscoreale sono acquistabili solo on-line).

nola_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaNOLA (Na). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte Europea dei Musei, il museo Storico Archeologico di Nola effettuerà un’apertura straordinaria serale dalle 19 alle 22 (ultimo ingresso alle 21.40). A partire dalle 19.30 il museo propone una visita guidata gratuita alle collezioni e, alle 20.45, il concerto per piano e voce solista “Portrait of swing”, che presenterà brani in chiave swing da Frank Sinatra a Michael Bublé. Ingresso e partecipazione gratuiti, fino ad esaurimento posti (info e prenotazioni: drm-cam.nola@cultura.gov.it). Info: Via Senatore Cocozza 2, Nola (NA) | drm-cam.nola@cultura.gov.it| +39 081 5127184.

s-maria-capua-vetere_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaSANTA MARIA CAPUA VETERE (Ce). Sabato 13 maggio 2023 nel Circuito archeologico dell’antica Capua di Santa Maria Capua Vetere il pubblico potrà visitare e scoprire in un insolito orario di visita (dalle 19 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.30) l’area archeologica dell’Anfiteatro, le collezioni del museo dei Gladiatori e del museo Archeologico dell’antica Capua e partecipare alle iniziative organizzate per ampliare l’offerta culturale. Al museo Archeologico dell’antica Capua, alle 19 e alle 20, in programma due visite guidate alla mostra permanente “I Segni del Paesaggio: l’Appia e Capua” con il direttore Ida Gennarelli e con Giuseppina Marchione dell’Archeoclub d’Italia sezione di Santa Maria Capua Vetere. A conclusione di entrambe le visite si terrà un approfondimento sull’uso dei colori nella decorazione dei manufatti antichi, a cura di Loredana De Nunzio, con la partecipazione del personale del laboratorio di restauro del Museo. Ingresso 1 euro. Info: Via Roberto D’Angiò 48, Santa Maria Capua Vetere (CE) | drm-cam.museoanticacapua@cultura.gov.it | +39 0823 844206.

s-maria-capua-vetere_anfiteatro_notte-dei-musei_2023_locandinaSANTA MARIA CAPUA VETERE (Ce). Sabato 13 maggio 2023 il pubblico potrà visitare e scoprire in un insolito orario di visita (dalle 19 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.30) l’area archeologica dell’Anfiteatro dove sono in programma due visite guidate, a cura dell’Associazione Le Nuvole, alle 19.30 e alle 20.45, che permetteranno ai visitatori di conoscere e scoprire, dal crepuscolo fino a tarda sera, la suggestiva area archeologica dell’Anfiteatro campano, che per l’occasione aprirà e illuminerà, in via straordinaria, gli ambulacri dove, dalle 20 alle 21, l’archeologo Ugo Zannini, autore di pubblicazioni sulla produzione del vino in età antica, proporrà una narrazione richiamando fonti antiche che testimoniano il consumo del vino nella società romana. Al termine, piccola degustazione gratuita del Falerno, “generosissimum vinum”, con la Cantina Zannini di Falciano del Massico. L’evento sarà gratuito e riservato ai primi 50 ingressi. Per la visita guidata all’Anfiteatro campano, dal costo di 5 euro, è obbligatoria la prenotazione: arte@lenuvole.com. Ingresso 1 euro.

atella_archeologico_notte.-dei-musei_2023_locandinaATELLA (Ce). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte Europea dei Musei, il museo Archeologico dell’Agro Atellano effettuerà un’apertura straordinaria serale dalle 19 alle 22, con “Alla scoperta di Atella e del suo territorio”, visita guidata alle collezioni, organizzate in collaborazione con la sede dell’Archeoclub di Atella. Il Museo, che accoglie i reperti messi in luce da recenti indagini archeologiche, ci permette di conoscere non solo questa antica città, ma anche il territorio in cui era inserita. Ingresso gratuito. Info: Via Roma 5, Succivo (CE) | drm-cam.succivo@cultura.gov.it | +39 081 5012701.

alife_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaALIFE (Ce). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico dell’antica Allifae effettuerà un’apertura straordinaria serale dalle 19.30 alle 22.30, con “Una notte con i Sanniti”, una visita guidata alle collezioni. L’immagine che le fonti antiche ci hanno tramandato dei Sanniti è quella di un popolo bellicoso che giunse a dominare larga parte dell’Italia centro-meridionale, opponendosi con fierezza all’espansione della nascente potenza romana. La visita alle ricche collezioni del Museo di Alife, costituite in gran parte da reperti provenienti da aree di necropoli, ci darà l’occasione di conoscere, accanto alla figura del guerriero in armi, numerosi aspetti della vita quotidiana della società sannita, restituendoci un’immagine più completa e veritiera di questo antico popolo. Ingresso gratuito.
Info: Piazza XIX Ottobre, Alife (CE)| drm-cam.alife@cultura.gov.it | +39 0823 787005.

maddaloni_archeologici_notte-dei-musei_2023_locandinaMADDALONI (Ce). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte dei Musei, al museo Archeologico di Calatia si rinnova l’appuntamento con la storia raccontata attraverso i reperti che provengono da una delle più antiche città della pianura campana con visite guidate “Racconti dal Palazzo: c’era una volta Calatia”, che accompagneranno i visitatori in occasione dell’apertura serale straordinaria, dalle 20 alle 23. L’abitato di Calatia sorgeva in un’area occupata fin dall’età del Bronzo, punto di confluenza e controllo per le vie che dalla piana costiera conducevano alle regioni interne del Sannio. La città era attraversata dalla via Appia, la grande arteria voluta dai Romani per i collegamenti con il meridione. Il museo, ospitato nel prestigioso Casino Starza-Penta dei Carafa di Maddaloni, conserva importanti testimonianze dell’abitato e, soprattutto, delle necropoli che hanno restituito ricchissimi corredi dall’VIII secolo a.C. fino all’età romana. Ingresso gratuito. Info: Via Caudina 353, Maddaloni (CE) | drm-cam.maddaloni@cultura.gov.it | +39 0823 200065.

teano_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaTEANO (Ce). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico di Teanum Sidicinum effettuerà un’apertura straordinaria serale dalle 19.30 alle 22.30, con visite guidate “Antichi santuari sidicini” alle collezioni per raccontare come gli antichi Sidicini consolidarono la loro identità di popolo italico attraverso la costruzione e la cura dei loro luoghi del sacro. I santuari, oltre che importanti centri religiosi, erano anche punti di riferimento politico ed economico della comunità sidicina, come dimostrano gli oggetti preziosi e le monete rinvenute nelle stipi votive. Ingresso gratuito.
Info: Via Nicola Gigli 23, Teano (CE) | drm-cam.teano@cultura.gov.it | +39 0823 657302.

pontecagnano_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaPONTECAGNANO (Sa). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico di Pontecagnano sarà aperto di sera con un’apertura straordinaria serale dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22). Il MAP accoglierà il pubblico in questa iniziativa europea con una serata che risveglierà il desiderio di incontrarsi al Museo, di riscoprire le bellezze del proprio territorio e, soprattutto, di godere insieme dello straordinario patrimonio archeologico degli Etruschi di frontiera. A partire dalle 20, e ogni mezz’ora fino alle 21, sarà possibile prendere parte alle visite tematiche gratuite visite tematiche “Le mille e una notte. Racconti di principi e principesse a Pontecagnano”, a cura dei Servizi Educativi del Museo, dedicate ad approfondimenti sulle tombe di principi e principesse etruschi presenti nella collezione permanente del Museo. Ingresso 1 euro. Info: Via Lucania snc, Pontecagnano Faiano (SA) | drm-cam.pontecagnano@cultura.gov.it | +39 089 848181.

minori_villa-romana_notte-dei-musei_2023_locandinaMINORI (Sa). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte dei Musei, l’Antiquarium e l’area archeologica della Villa romana di Minori saranno aperti straordinariamente dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22) per “Notte in Villa”. Nel corso della serata sarà possibile ammirare le pitture e i reperti custoditi nelle sale espositive e il grande mosaico della sala triclinio-ninfeo con la scena di caccia e il tiaso di Nereidi e creature marine, al centro di recenti interventi di pulizia, rientranti nell’ambito dell’intervento “Villa marittima e Antiquarium di Minori – restauro e recupero”, finanziato dal PON Fesr 2014-2020 “Cultura e Sviluppo”. Saranno proposte, inoltre, visite guidate a cura del personale e della Pro Loco di Minori APS “Costa d’Amalfi”. Ingresso e partecipazione alle attività gratuiti. Info: Via Capo di Piazza, Minori (SA) | drm-cam.minori@cultura.gov.it | +39 089 852893.

mirabella-eclano_parco_notte-dei-musei_2023_locandinaMIRABELLA ECLANO (Av). Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte europea dei Musei, il parco archeologico di Aeclanum propone, alle 17, “Racconti da Quintodecimo”, una visita guidata a cura dell’archeologa Sandra Lo Pilato, che racconterà le storie e gli uomini che popolarono le terre di Quintodecimo, l’abitato che nell’alto medioevo sorgerà dai fianchi dell’antica Aeclanum, la città “a forma di cuore” sulla via Appia. Ingresso e partecipazione gratuiti. Info: Via Nazionale, 164 – Mirabella Eclano (AV) | drm-cam@cultura.gov.it | +39 0825 449175.

benevento_teatro-romano_notte-dei-musei_2023_locandinaBENEVENTO. Sabato 13 maggio 2023 in occasione della Notte europea dei Musei, il Teatro Romano di Benevento, che sarà aperto in via straordinaria dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22), propone per la serata due visite guidate alle 20 e alle 21 della durata di circa un’ora, a cura di Ferdinando Creta, e le performance musicali del maestro di flauto Carlo Mazzarella. Ingresso 1 euro. Info: Piazza Ponzio Telesino, Benevento | drm-cam.teatrobenevento@cultura.gov.it | +39 0824 47213.

paestum-velia_parco_notte-dei-musei_locandinaPAESTUM-VELIA (Sa). Sabato 13 maggio 2023 tornano le aperture straordinarie serali dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30) previste nell’ambito dell’iniziativa “La Notte dei Musei”, con biglietto di ingresso di 1 euro. Ciò consente la visita serale al museo e all’area archeologica di Paestum e all’area archeologica di Velia, limitatamente agli spazi accessibili e illuminati. A Paestum sarà l’occasione per scoprire i depositi del Museo, fatti di storie di persone, professionalità, attività, scelte ed emozioni. I depositi si estendono per circa 1400 mq e conservano 1 milione di reperti che si presentano al pubblico così come sono, senza ritocchi e trucchi. Ad accompagnare i visitatori saranno gli assistenti alla fruizione che concentreranno la visita nel “Deposito 2”, con le famose lastre dipinte di età lucana, reperti identitari del museo di Paestum. Sarà inoltre possibile partecipare all’iniziativa “Un’altra Paestum”, dedicata al percorso accessibile del Santuario meridionale. Al chiaro di luna con l’utilizzo di lanterne, i visitatori saranno guidati dal personale del Parco alla scoperta dei due grandi edifici sacri tra i meglio conservati del mondo greco, il tempio di Nettuno e la c.d. Basilica. Il nuovo percorso accessibile consente a tutti di vivere l’esperienza unica di varcare la soglia della c.d. Basilica, monumentale tempio urbano di epoca arcaica (ca. 560 a.C.) dedicato alla dea Hera. A Velia, i visitatori potranno prendere parte al percorso tematico “Un’altra Velia” con l’utilizzo di lanterne, dedicato alla scoperta dell’edificio imperiale di Casa Cobellis. Edificio pubblico, complesso di particolare rilevanza, la cui scoperta ha notevolmente ampliato il quadro delle conoscenze sulla fase romana della città di Velia. Parzialmente inglobata in una masseria moderna da cui prende il nome, la struttura è caratterizzata da diverse fasi costruttive che risultano di difficile comprensione senza un’adeguata spiegazione. Il suo arco cronologico di vita e di utilizzo ha inizio con la prima età imperiale per poi concludersi verso la fine del III sec. d.C., quando diventa cava di materiale da reimpiego. Inoltre, per grandi e piccini, si terrà il Laboratorio dedicato alle tinture naturali dal titolo “Alla scoperta dei colori di Velia”. Questo laboratorio nasce da uno studio sul territorio, dal quale si rileva che, fino a pochi anni fa, l’arte tintoria era molto diffusa tra le popolazioni che lo abitavano ma, attualmente, la pratica è completamente caduta in disuso quasi ovunque. L’obiettivo è quello di raccontare come, una volta, dalle piante si estraevano tinture vegetali, tenui e delicate, accese e vivaci, ma anche molto personali.

taranto_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaTARANTO. Il 13 maggio torna al museo Archeologico nazionale di Taranto la Notte dei Musei: apertura straordinaria fino alle 23. L’ingresso al Museo, nella fascia oraria che va dalle 20 alle 23, sarà per l’occasione al prezzo simbolico di 1 euro, di poter fruire di un’offerta davvero straordinaria. Infatti, potrete apprezzare tutte le Collezioni delle esposizioni permanenti, le mostre temporanee e l’importante spazio espositivo dedicato all’ultima acquisizione permanente del Museo di Taranto, ovvero il gruppo scultoreo del IV sec. a.C. di “Orfeo e le Sirene”. Inoltre, sono previsti focus ogni mezz’ora sulla Collezione Ricciardi e sul gruppo scultoreo di “Orfeo e le Sirene”. Prenotazione consigliata.

cagliari_archeologico_notte-dei-musei_2023_locandinaCAGLIARI. Quest’anno la Notte dei Musei al museo Archeologico nazionale di Cagliari sarà ancora più speciale. Sabato 13 maggio 2023, dalle 20 alle 23, si può accedere al museo al prezzo simbolico di 1 euro e partecipare all’evento “Aspettando la Musa Euterpe nei luoghi della memoria ritrovata”. Musicisti, cantori e scrittori renderanno magica la serata. Rebecca Fois suonerà le musiche di J. S. Bach al violoncello. Giuliana Pisanu al flauto dolce e Franco Fois al liuto, invece, musiche tra Medioevo e Barocco. Leggeranno per noi invece: Lia Careddu: Antigone o della scelta; Clitennestra o del crimine da Fuochi di Marguerite Yourcenar; Franco Masala: da Marta Du Lac. Storie di una cantante ebrea americana in Italia di Franco Masala; Alessandra Menesini e Marilisa Piga: da Cupio dissolvi di Leonardo Tondo; Nicolò Migheli: da Il cavaliere senza onore di Nicolò Migheli; Francesco Abate: da Il complotto dei Calafati di Francesco Abate.

licata_archeologico_notte-dei-musei_locandinaLICATA (Ag). Sabato 13 maggio 2023, dalle 17.30 alle 23, per iniziativa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi si svolgerà per la prima volta al museo Archeologico regionale della Badia di Licata la Notte Europea dei Musei. Ricco il programma della giornata col contributo delle classi III A e III B Classico del liceo Linares di Licata. Dalle 9.30 alle 22, estemporanea di arti grafiche con Teresa La Cognata, Tullia Ciancio, Desirè Di Liberto, Daniele Costa. Alle 17.30, presentazione della guida archeologica del territorio a cura di Alessio Toscano Raffa e Francesco Gioacchino La Torre. Intervengono Maria Concetta Parello e Alessio Toscano Raffa. Dalle 18.30 alle 20.30 visita guidata del museo per gli operatori turistici a cura di Maria Concetta Parello. Dalle 19 alle 21 visita guidata del museo a cura degli studenti del liceo classico Linares. Dalle 21 alle 23, “The delicate sound of museum”: musica acustica live.

palermo_salinas_notte-dei-musei_2023_locandinaPALERMO. Sabato 13 maggio 2023, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo saranno visitabili con un biglietto del costo simbolico di 1 euro dalle 19 a mezzanotte, con ultimo ingresso alle 23. In occasione dell’apertura straordinaria, CoopCulture organizza un ciclo di speciali visite didattiche serali: alle 20 e 21.30. Due visite didattiche incentrate sulla ricca storia del museo e sulla multiculturalità del nostro Mediterraneo, che da sempre restituisce importati testimonianze del nostro passato. Argomento focale della visita sarà inoltre quello che può essere definito il “primo grande esperimento virtuoso di scambio interculturale” che poco più di un anno fa ha riportato un frammento del Partenone in Grecia. Durante la serata sarà possibile degustare un buon calice di vino incluso nel costo della visita didattica, nell’incantevole cornice del piccolo chiostro del museo. Biglietto: 8 euro (escluso biglietto di ingresso 1 euro).

Vetulonia. Ultimi giorni per visitare la mostra “A tempo di danza. In armonia, grazia e bellezza” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi”. Qualche riflessione con la direttrice Simona Rafanelli

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_prorogata_locandinaAncora pochi giorni (fino all’8 gennaio 2023: con l’ultima visita guidata alle 16) per visitare la mostra “A tempo di danza. In armonia, grazia e bellezza” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. Con la direttrice Simona Rafanelli cerchiamo di conoscere meglio la mostra, le sue motivazioni, i tesori che propone.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_simona-rafanelli_foto-muvet

Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia in mostra “A passo di danza” (foto muvet)

“Il tema dell’esposizione, nonché fulcro concettuale e insieme per così dire “materiale” della narrazione archeologico-artistica”, esordisce Rafanelli, “è rappresentato dalla Danza e segnatamente dalla peculiare declinazione al femminile di questa straordinaria Arte performativa capace di attraversare, nella particolare evoluzione armonica del rapporto privilegiato esistente fra le movenze del corpo femminile e i concetti di Armonia, Grazia e Bellezza, uno spazio temporale infinito che, fissato nell’eternità dell’attimo, annulla quella distanza che solo la storia ha saputo porre fra le più alte espressioni dell’arte plastica romana in bronzo e in marmo del primo secolo della nostra era e i capolavori che il genio di Canova ha potuto concepire nel sommo delicato equilibrio fra Nuova Classicità e Romanticismo”. Il focus della mostra è costituito da due eccellenze della plastica scultorea in bronzo e in marmo esposte nel museo Archeologico nazionale di Napoli, rappresentate da una delle cinque danzatrici – ritratta nel gesto iconico della danzatrice, con il braccio sollevato al di sopra del volto e la lunga veste leggermente rialzata con l’altra mano – restituite dalla Villa dei Papiri di Ercolano e dalla Venere accovacciata della Collezione Farnese – splendida traduzione marmorea dell’originale in bronzo dell’artista greco Doidàlsas, cui fanno da magico contrappunto, fra antico e moderno, i due capolavori canoviani in gesso impersonati dalla leggiadra ballerina con il dorso delle mani poggiato sui fianchi e dalla Venere Italica, sublimazione dell’eros pudico, custoditi nell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Un percorso intrecciato fra Danza e Bellezza che, arricchito da una selezione di affreschi sul tema dalla medesima area vesuviana e da una scelta di gemme dalla stessa collezione Farnese, prende vita dal dialogo culturale ed artistico instauratosi fra le opere, elette a personificazioni insieme astratte e materiche, giacché concretate nelle forme nell’Arte, dell’assolutizzazione dei due stessi concetti. Ad aprire il racconto espositivo della mostra “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e bellezza” è, nelle intenzioni dei curatori del progetto ad un tempo scientifico e di allestimento, al fine di celebrare ulteriormente il bicentenario dalla morte del Maestro, la riproduzione al vero – in marmo di Carrara – della Musa della Danza, la divina Tersicore, plasmata dalle mani e dallo spirito di Antonio Canova, tratta dall’effigie in marmo esposta presso il museo della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_la-prima-sala_danzatrice-da-villa-dei-papiri-al-mann_foto-graziano-tavan

La danzatrice dalla villa dei Papiri a Ercolano conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

La danzatrice della Villa dei Papiri di Ercolano. “Prezioso ornamento del nuovo abitare in stile greco”, spiega Rafanelli, citando l’archeologo tedesco Paul Zanker, “le sculture in bronzo e marmo che quasi in numero di cento adornavano gli spazi del peristilio rettangolare e di quello quadrato, dell’atrio, del tablino della Villa ercolanense forse appartenuta alla famiglia dei Calpurni Pisoni, dovevano evocare singoli settori e aspetti della civiltà greca, comunicando modelli e valori culturali”. E continua: “Originariamente collocate lungo i bordi dell’euripo, al centro del peristilio quadrato, ma restituite dall’angolo sud-ovest del peristilio rettangolare, le cinque statue in bronzo femminili, di poco inferiori al vero, formano con l’altrettanto celebre coppia di giovani atleti, noti in letteratura come runner, il vertice della produzione artistica raggiunto dalle sessantacinque opere bronzee recuperate negli scavi, rivelando ad un tempo la grande eterogeneità dei modelli di riferimento”. In particolare, nelle danzatrici di Ercolano, “il linguaggio formale si orienta su un classicismo che determina un recupero delle grandi opere greche dell’età classica contaminate e rielaborate a creare nuove immagini rispondenti ai modelli culturali imperanti. Questo nella fase di produzione dei bronzi che si individua, alle soglie dell’età imperiale, nella cosiddetta aurea aetas di rinnovamento morale e religioso dell’ideologia augustea. Serrate nella patina verde scuro inflitta dai restauri d’epoca borbonica – responsabili dell’aver privato le superfici bronzee dell’originario splendore dorato, le cinque “donne in movimento” assurgono alla fisionomia di “pure forme e volumi”, giungendo a rappresentare un viaggio visuale senza tempo alla scoperta dell’origine della bellezza. La severa e ordinata architettura del peplo dorico, scandito in molteplici cannellature profonde nettamente delineate, cui fan da contrappunto le “pieghe ad archi meccanici e poco profondi” che disegnano la parte superiore del peplo, o apoptygma, definisce l’assetto peculiare di questo “panneggio architettonico, che” – al pari del suo modello classico che mi piace individuare nella Peplophoros di Heraklion (470 a.C.) – “si dispone e si sviluppa secondo leggi sue particolari in modo da organizzarsi in masse solenni e armoniose obbedendo a leggi strutturali nuove ed estremamente coerenti”, sfruttando “tutte le risorse e le possibilità del bronzo” nel creare “stoffe laminate che si articolano con una sontuosità e un’armonia senza precedenti”. Quindi si stempera dapprima nell’affiorare della sagoma del ginocchio per la flessione della gamba sinistra, per annullarsi poi nella gestualità improvvisa degli arti superiori che con moto repentino si distaccano dal corpo per andare a comporre, nella geometria del cerchio formatosi intorno alle spalle e alla testa della figura, il gesto iconico e insieme icastico della ballerina”.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_la-prima-sala_spazio-teatrale_foto-graziano-tavan

Lo “spazio” teatrale alle spalle della danzatrice dalla Villa dei Papiri di Ercolano nella prima sala della mostra del museo di Vetulonia (foto graziano tavan)

“D’altro canto – riprende Rafanelli -, è il gesto “parlante” della mano destra chiusa “ad occhiello”, con il pollice e l’indice avvicinati, a chiarire definitivamente l’identità della fanciulla bronzea di Ercolano, e con essa dell’intero gruppo delle cinque figure femminili, già definite “danzatrici” da Johann Joachim Winckelmann, quindi variamente interpretate fino ai nostri giorni quali semplici peplophòroi, o hydrophòrai, fino alla lettura in chiave mitologica quali Danaidi proposta da Paul Zanker confermando e restituendo loro la primigenia lettura winckelmanniana di danzatrici. Un rapido sguardo rivolto alle danzatrici ritratte negli affreschi delle domus vesuviane sarà sufficiente a fugare ogni dubbio e ad escludere le precedenti letture, cogliendo subitamente nella posa della mano sollevata al di sopra della testa, in maniera inequivocabile, il gesto evidentemente consueto e ricorrente delle dita chiuse a trattenere una corona, una ghirlanda o l’estremità di un serto fiorito, in alternativa ad un lembo del velo o della veste, con le quali danzare o da far volteggiare sulla testa”.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_la-prima-sala_danzatrice-di-canova_foto-graziano-tavan

La danzatrice di Antonio Canova nella mostra “A passo di danza” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (foto graziano tavan)

La ballerina con le mani sui fianchi di Antonio Canova. “Ripresa dell’Antico, studio della Natura, atto supremo della Creazione artistica”, sottolinea Rafanelli, ricordando il Winckelmann: “questo l’assunto del Genio di un artista che, proprio nel segno della Grazia, e nella ricerca della “purezza neoattica”, ha saputo coniugare la compostezza della Bellezza ideale con la commozione dell’espressione patetica, raggiungendo un vertice ineguagliabile di rarefazione formale e di pathos, insieme commisti. Mosso dal desiderio “di far rinascere l’Antico in una delle sue manifestazioni più affascinanti, in cui protagonista è la Grazia”, Antonio Canova, “l’ultimo degli antichi e il primo dei moderni” – cui si intende porgere omaggio, nel contesto della mostra vetuloniese, in occasione del bicentenario dalla morte – riesce a realizzare il suo “miracolo”, che consiste, secondo Antonio Paolucci, “nell’essersi saputo mantenere in mirabile equilibrio, allo spartiacque di due secoli, fra “idea” e “natura”, fra il classicismo di Winckelmann e la nascente sensibilità romantica di Foscolo, Byron, Keats”. La grazia che caratterizza le fanciulle danzanti di Ercolano è la medesima che sprigiona la prima e somma traduzione plastica del filone cosiddetto “delicato e grazioso” dell’arte canoviana, la danzatrice con le mani portate sui fianchi realizzata da Canova per Josephine de Beauharnais e acclamata quale simbolo di Bellezza e Perfezione sin dalla sua prima comparsa in pubblico al Salone di Parigi del 1813. E ancor più che al marmo, “assoluto, perfetto, gravido di eternità”, è alla materia fragile e inconsistente del gesso “bianco, luminoso, senza forma”, avvertito come metafora di tutta l’instabilità dell’esistenza umana, che Canova ama sovente affidare l’espressione di quella fragile e commovente bellezza che, palpitando nel gesso come nella viva carne, costituisce la cifra più genuina del genio dell’artista, perennemente teso a evidenziare l’atto stesso del creare che segna la vera nascita dell’opera, quel “momento delicato” ove occorre “raggiungere un equilibrio tra il genio dell’artista e il limite della materia”.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_venere-italica_foto-graziano-tavan

“Venere Italica”, gesso di Antonio Canova in mostra al museo Archeologico di Vetulonia (foto graziano tavan)

La Venere Italica di Canova. Fu commissionata a Canova sull’apertura del XIX secolo (1803-1804) dal re d’Etruria Ludovico I di Borbone, quale sorta di risarcimento della “perdita” della Venere de’ Medici, sottratta al Museo degli Uffizi. “Prova di straordinario virtuosismo nella resa finissima del panneggio, dei riccioli che sfiorano la nuca e della morbidezza della carne…”, scrive Beatrice Avanzi, “la Venere Italica, emula – ma non copia – la bellezza dei Greci, appare sospesa fra candore e sensualità, rappresentata mentre esce dall’acqua nell’atto di coprirsi il seno con una mano, pel rossore di essere, da chi l’ama, sorpresa, divenendo vertice espressivo della poetica canoviana fondata sulla ricerca di una bellezza ideale, mitigata dal bello di natura”. La Venere Italica, modellata nel suo “erotismo pudico” che segna la distanza dalla Venere de’ Medici, celebrata da Ugo Foscolo come “bellissima dea”, apparve per converso al poeta qual “bellissima donna”. Nel tentativo di Canova, novello Prassitele, lo scultore si cimenta “in una simile tematica anche nel marmo, all’apparenza la più ardua da risolvere in quel materiale”, e le statue di marmo “diventano statue seducenti di carne, concrezioni sensuali di forma e luce”.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_la-seconda-sala_diagonale_foto-graziano-tavan

La Venere accoccolata Farnese e, sulla diagonale, la Venere Italica di Antonio Canova nella mostra “A passo di danza” di Vetulonia (foto graziano tavan)

La Venere accovacciata della collezione Farnese. “Una peculiare Venere della seduzione la Venere accovacciata della Collezione Farnese”, riprende Rafanelli, “cui un artista romano del I secolo d.C., ispirandosi al bronzo ellenistico forgiato dal greco Doidàlsas, volle dar vita nel marmo, trasformandola in una dei “corpi del mito” che affollano la sala Farnesina del museo Archeologico nazionale di Napoli. È un piccolo vasetto di profumo, un alàbastron stretto nella mano destra portata al volto, cui fa da pendent l’armilla che stringe e adorna l’omero del medesimo braccio, a tratteggiare, nella sfera peculiare della bellezza segnata dall’hedonè, il piacere “che persuade e seduce”, i lineamenti di questa dea “dalle morbide forme carnose” colta nell’attimo in cui, terminato il suo bagno, al ritmo di una solenne cerimonia rituale, “tutte con questo cosparse le belle sue membra, si pettinò la chioma, le fulgide trecce compose, lucide, belle, tutte fragranti, sul capo immortale” (così nel canto XIV dell’Iliade è descritta la toeletta di Hera, che si appresta a sedurre Zeus). Ritratta al centro di uno spazio colorato dalle tinte tenui di un erotismo di stampo canoviano, sfumato nella pudicitia, ove in un’atmosfera satura di aromi divini alberga una vera e propria “poetica del profumo” di cui la dea appare incontrastata protagonista, Venere sembra intrecciare con il piccolo contenitore, e con la preziosa sostanza in esso contenuta, un dialogo intimo e ad un tempo immortale, così come appare sin dalle origini il muto colloquio fra l’umano e il divino. Sono l’atteggiamento di tutte le parti del corpo, raccolto in se stesso, l’incrocio dei ritmi chiastici tra le singole membra e le rispondenze con il volto, girato e reclinato, appena turbato da un’espressione sospesa di pudica sorpresa, ad imprimere al corpo della dea quel movimento circolare ricercato dall’artista greco, che è, insieme alla costruzione dello spazio, armonia e vita, mentre è lo scultore romano, eternando nelle forme del marmo la “bellezza eterna, algida, incorruttibile” di cui si cinge Venere, sublimazione del concetto della greca kallòs, a porre – conclude – “questo universo della creazione umana…in sintonia perenne con l’universo vero fatto di stelle”.

Vetulonia. Nel giorno dell’annuncio della proroga della mostra-evento “A tempo di danza. In armonia grazia e bellezza” appuntamento con le allieve di Arte Danza per un dialogo tra danzatrici del Passato e del Presente

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_dialogo-tra-danzatrici_locandinaProbabilmente quando è stato programmato l’evento di sabato 5 novembre 2022, alle 17, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia doveva rappresentare in qualche modo il gran finale della mostra “A tempo di danza. In armonia grazia e bellezza” la cui chiusura era prevista per domenica 6 novembre 2022.  “Ma proprio per il successo ottenuto”, parole della direttrice Simona Rafanelli, “la mostra la proroghiamo fino a domenica 8 gennaio 2023”. L’evento è comunque da non perdere: un nuovo appuntamento “a passo di danza”, per uno straordinario dialogo tra danzatrici del Passato e del Presente. Le allieve della scuola di Arte Danza di Castiglione della Pescaia, grazie alle coreografie di Eva Tondi ed Alessandra Taviani, eseguiranno performance di danza ispirate ai temi della mostra 2022, alternandosi alle visite guidate a cura delle archeologhe dello staff. Evento gratuito-prenotazione obbligatoria: 0564 927241 oppure 0564 948058 (dal martedì alla domenica 10-16), museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.