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Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Voci dal Nord e dal Sud d’Europa” col coro L.A. Chorus diretto dal maestro Alessandro Fortunato, secondo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 22 febbraio 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto secondo appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “Voci dal Nord e dal Sud d’Europa” col coro La Chorus diretto dal maestro Alessandro Fortunato. La severa luminosità della musica corale nordica e la passione ritmica dei Balcani si coniugano all’interno di un paesaggio sonoro sorprendente. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/voci-dal-nord-e-dal…/294525.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale per San Valentino percorso guidato “Mitici amori” dedicato alle storie d’amore del mito

San Valentino al MArTa. Sabato 14 febbraio 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Taranto per San Valentino tra le sale percorso guidato “Mitici Amori”, dedicato alle storie d’amore del mito: amori coraggiosi, proibiti, perduti, ritrovati. Tra dèi e eroi si incontrano amanti pronti a sfidare l’oltretomba, divinità guidate dal desiderio e legami più forti del destino. Un itinerario coinvolgente tra arte e racconto letterario, dove ogni opera custodisce una storia tutta da scoprire. Un’esperienza perfetta da condividere in coppia o con chiunque ami le storie che fanno battere il cuore. Durata circa 1 ora e mezza. Massimo 25 partecipanti. L’esperienza è compresa nel costo d’ingresso al Museo: 10 euro, salvo gratuità o riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni. Prenotazione obbligatoria al numero 099 4532112 fino a esaurimento posti.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale tour virtuale immersivo “Il museo come non lo hai mai visto” con visori nell’ambito del progetto di ricerca con l’università di Bari

Giovedì 5 febbraio 2026, al museo Archeologico nazionale di Taranto, “Il museo come non lo hai mai visto”: tour virtuale immersivo dalle 14 alle 17. Un’occasione unica per esplorare il museo in modo immersivo e sorprendente. Grazie ai visori potrai attraversare spazi, dettagli e opere da una prospettiva nuova, impossibile nella visita tradizionale. L’iniziativa fa parte di un progetto di ricerca realizzato in collaborazione con l’università di Bari. Partecipazione gratuita, con posti limitati. L’esperienza con il visore dura fino a 10 minuti per persona. Prenotazione obbligatoria al numero 099 4532112 (fino a esaurimento posti), indicando nome, cognome, email, telefono e numero dei partecipanti. Attenzione: l’esperienza con gli Oculus non si svolge all’interno delle sale museali. Chi desidera visitare il museo prima o dopo l’esperienza virtuale potrà farlo acquistando regolarmente il biglietto d’ingresso.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di febbraio Roma conquista tutto il podio della classifica assoluta: al primo posto il Colosseo (14.120 ingressi), al secondo il Pantheon (12.423 ingressi) e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi)

Sono stati 220mila gli ingressi domenica 1° febbraio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A febbraio il podio della classifica è monopolizzato da Roma: al primo posto il Colosseo con 14.120 ingressi; al secondo posto troviamo il Pantheon (12.423 ingressi), e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi).

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Foro Romano e Palatino 12.409; Area archeologica di Pompei 8.177; Terme di Diocleziano 3.651; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Caracalla 3.007; Palazzo Massimo 2.204; Villa Adriana 1.825; museo e area archeologica di Paestum 1.724; museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.504; parco archeologico di Ercolano 1.470; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; museo Archeologico nazionale di Taranto 917; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico Grado 732; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 594; museo Archeologico nazionale di Firenze 592; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 551; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 547; parco archeologico di Cuma 541; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 450.

 

Taranto. Al museo Archeologico nazionale viste guidate speciali “Taranto in età tardoantica e la comunità ebraica” per il Giorno della Memoria alla scopetta delle testimonianze dell’antica comunità ebraica tarantina fin dal 70 d.C.

Martedì 27 gennaio 2026, per il Giorno della Memoria, al museo Archeologico nazionale di Taranto due visite speciali “Taranto in età tardoantica e la comunità ebraica”, alle 10 e alle 12, aperte a tutti e senza necessità di prenotazione. Il MArTA infatti custodisce e racconta la storia dell’antica comunità ebraica tarantina, una presenza documentata sin dal 70 d.C. Quest’anno viene proposta una lettura rinnovata dei reperti tardoantichi e medievali, mettendo in relazione gli oggetti con il territorio da cui provengono. Attraverso una ricostruzione topografica dei luoghi di rinvenimento, sarà possibile riscoprire il profondo legame tra Taranto e la sua comunità ebraica: una storia fiorente, interrotta dall’espulsione del 1510, ma ancora riconoscibile nei segni lasciati nella città. Un’occasione per riflettere sulla memoria collettiva e sulle tracce che continuano a parlarci.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto del Trio Dante – I Funamboli della musica, primo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Con il concerto del Trio Dante – I Funamboli della musica domenica 18 gennaio 2026 apre al museo Archeologico nazionale di Taranto la stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. . Musica e archeologia: un binomio risultato vincente e che il museo Archeologico nazionale di Taranto, diretto da Stella Falzone, e l’Orchestra ICO della Magna Grecia, diretta dal maestro Piero Romano, rinnovano anche per il 2026. “È una formula che ha registrato il tutto esaurito in ogni appuntamento accrescendo la migliore conoscenza dell’intera esposizione temporanea e permanente del MArTA”, dicono gli organizzatori, “ma anche avvicinando un pubblico sempre più vasto a due eccellenze territoriali che collaborano da anni per migliorare l’offerta culturale del territorio”. Appuntamento dunque domenica 18 gennaio 2026 con il concerto del Trio Dante – I Funamboli della musica con Luca Marziali, violino; Roberto Molinelli, viola, arrangiamenti; Alessandro Culiani, violoncello. Un caleidoscopico viaggio musicale dall’opera lirica al rock. Tre strumentisti dall’elettrizzante energia che suonano come un’orchestra. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/trio-dante-i…/293890.

Ecco il calendario della stagione 2026 con 12 concerti in cartellone. 18 gennaio 2026, TRIO DANTE – I FUNAMBOLI DELLA MUSICA, Luca Marziali: violino; Roberto Molinelli: viola, arrangiamenti; Alessandro Culiani: violoncello. Un caleidoscopico viaggio musicale dall’opera lirica al rock. Tre strumentisti dall’ elettrizzante energia che suonano come un’orchestra. 22 febbraio 2026, HA DA PASSA’ ‘A NUTTATA – CONCERTO PER EDUARDO, Maurizio Pellegrini: voce recitante; Quartetto d’archi del Collegium Musicum. Musiche arrangiate/composte da Paolo Messa. Un percorso nella drammaturgia di Eduardo ad opera di Maurizio Pellegrini. Un omaggio musicale per ritrovarci insieme nel suo camerino o in quel basso da cui da troppo tempo si aspetta che passi “’a nuttata”. 8 marzo 2026, MIGRANTES – UN VIAGGIO TRA SPERANZA E UMANITÀ, Francesco Buzzurro: chitarra; Quartetto Goffriller. Musiche originali di Francesco Buzzurro. Un’esperienza sonora profonda che trascende il confine tra arte e impegno civile. Un potente affresco emotivo dedicato al tema universale e drammatico delle migrazioni contemporanee. 22 marzo 2026, SONO NATO CON LA BOCCA APERTA – CANZONI E STORIE DELLA CUCINA PUGLIESE, Paolo Sassanelli: voce recitante; Martino De Cesare: chitarre; Umberto Sangiovanni: pianoforte. Uno spettacolo teatrale che intreccia parole, musica dal vivo e memoria popolare. Tra ironia, poesia e tradizione pugliese, la scena si fa tavola condivisa, dove le storie nutrono quanto il pane. 12 aprile 2026, VOCI DAL NORD E DAL SUD D’EUROPA, Alessandro Fortunato: maestro del coro; L.A. Chorus: coro. La severa luminosità della musica corale nordica e la passione ritmica dei Balcani si coniugano all’interno di un paesaggio sonoro sorprendente. 26 aprile 2026, HISTORIAS DE TANGO, Ettore Bassi: voce recitante; Gennaro Minichiello: violino; Giovanna D’Amato: violoncello; Manuel Petti: fisarmonica; Gisela Tacon e Nelson Piliu: ballerini di tango. La straordinaria voce di Ettore Bassi, con il supporto di un ensemble strumentale, guida il pubblico in un viaggio emotivo tra baladas, milongas, passioni, disillusioni e tradimenti, restituendo il pathos e l’ironia della cultura sudamericana. 17 maggio 2026, LUCI E OMBRE: ITINERARI POLIFONICI TRA RINASCIMENTO E BAROCCO, Vincenzo Scarafile: maestro del coro; L.A. Chorus: coro. Da Palestrina sino a Monteverdi, la varietà e la ricchezza di due secoli in cui la polifonia ha raggiunto vette di perfezione e ha posto le basi del linguaggio della musica moderna. 31 maggio 2026, LE AVVENTURE DI PINOCCHIO – SENTIERI ALTERNATIVI IN UNA FAVOLA IMMORTALE, Amanda Sandrelli: narratore; Fabio Battistelli: clarinetto; Ensemble dell’Orchestra della Magna Grecia. Musiche originali di Maurizio Lomartire. Amanda Sandrelli ripercorre, con una lettura insolita e avvincente, le avventure del burattino più celebrato della storia della letteratura di ogni tempo. La musica originale di un quartetto fa da piacevole commento. 27 settembre 2026, POLIFONIE DEL FUTURO: VOCI ITALIANE E OLTRE, Luigi Leo: maestro del coro; L.A. Chorus: coro; In collaborazione con ARCoPU e con il Coro Giovanile Pugliese. Un viaggio che restituisce la coralità come strumento di indagine del presente: un’arte capace di parlare all’uomo di oggi, attraverso il suono collettivo delle voci che diventano memoria, speranza e immaginazione di futuro di pace. 18 ottobre 2026, LA MUSICA MIRACOLOSA – STORIA DEL PIANISTA DEL GHETTO DI VARSAVIA, Stefano Valanzuolo: voce recitante; Francesco Nicolosi: pianoforte. Il racconto appassionato della storia vera di un uomo sopravvissuto all’orrore grazie al suo grande amore per il pianoforte e per Chopin. 15 novembre 2026, PAROLE, PAROLINE, PAROLACCE – IL MONDO DEL BELLI, Stefano Messina: voce recitante; Pino Cangialosi: pianoforte. Una rilettura in musica dei sonetti di un poeta quantomai attuale. Tra fustigazione di costumi ed esaltazione della più intima quotidianità, la visione del mondo, inconfondibilmente “romanesca”, di un artista popolare e arguto. 13 dicembre 2026, VOICES OF HOPE: SPRITUAL & GOSPEL TRADITIONS, Danilo Cacciatore: maestro del coro; L.A. Chorus: coro. La produzione intreccia pagine antiche e moderne, mostrando la continuità di un linguaggio spirituale che attraversa i secoli trasformandosi in un canto universale di speranza, libertà e comunione.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di gennaio al primo posto troviamo per la prima volta il Pantheon (15mila ingressi), seguito dal Colosseo (13.892 ingressi), e dalle Gallerie degli Uffizi (11.361 ingressi)

Sono stati oltre 213mila gli ingressi domenica 4 gennaio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di gennaio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. Nell’ultima prima domenica dell’anno una classifica assoluta nuova: al primo posto per la prima volta il Pantheon (15mila ingressi). Al secondo posto troviamo il Colosseo (13.892 ingressi), e al terzo si confermano le Gallerie degli Uffizi (11.361 ingressi).

Migliaia di visitatori al Colosseo nella prima domenica del mese (foto PArCo)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 15mila ingressi; Colosseo. Anfiteatro Flavio 13.892; area archeologica di Pompei 10.612; Foro Romano e Palatino 8.368; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.750; Terme di Diocleziano 3.331; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.250; Palazzo Massimo 2.019; parco archeologico di Ercolano 1.933; Palazzo Altemps 1.769; museo e area archeologica di Paestum 1.720; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.401; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.398; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.250; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.190; Terme di Caracalla 1.183; museo delle Civiltà 1.177; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico a Grado 806; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 567; area archeologica di Ostia antica 520.

Taranto. Befana al museo Archeologico nazionale con la “Tombolata dei miti e delle leggende”

Il 6 gennaio 2026, alle 18, il museo Archeologico nazionale di Taranto invita i bambini dai 6 ai 12 anni a vivere un viaggio tra miti e leggende… giocando con la “Tombolata dei miti e delle leggende”. Tra statue, vasi antichi e reperti misteriosi, i piccoli visitatori saranno i protagonisti della Tombola Mitologica, un gioco speciale che li porterà alla scoperta di divinità, eroi e creature straordinarie custodite nelle vetrine del museo. Un’attività di circa un’ora e mezza ricca di divertimento, curiosità e piccoli premi “mitici”, con un ricordo finale per tutti i partecipanti. La partecipazione è gratuita per i bambini; per gli accompagnatori il costo è di 10 euro, salvo riduzioni o gratuità previste. La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 099 4532112 fino a esaurimento posti, indicando nome, cognome, email, telefono e numero dei partecipanti.

Taranto. Capodanno al museo Archeologico nazionale con visita guidata all’esposizione “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”

Capodanno all’insegna dell’arte al museo Archeologico nazionale di Taranto. Giovedì 1° gennaio 2026, alle 11 e alle 12, un’occasione speciale per approfondire la mostra “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”: un membro dello staff del MArTA accompagnerà gratuitamente i visitatori alla scoperta dei reperti esposti, illustrando il percorso che ne ha permesso il rientro nel patrimonio pubblico, le fasi di studio e le analisi conservative. Un’occasione per conoscere più da vicino le opere e le storie che raccontano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Lex Municipii: progettare la città. Dalla Lex municipii alla Taranto di oggi” che espone la tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini (il più antico statuto municipale ad oggi noto), rinvenuta a Taranto nel 1894 e conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli

Al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “Lex Municipii: progettare la città. Dalla Lex municipii alla Taranto di oggi” è stata prorogata fino al 1° febbraio 2026. Avviata nel novembre 2024 con il rientro a Taranto del frammento originale dello statuto del municipio, a cui si lega una ricerca interdisciplinare che unisce archeologi, epigrafisti, studiosi di storia del diritto romano, la mostra espone la tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini (il più antico statuto municipale ad oggi noto), rinvenuta a Taranto nel 1894 e confluita nella collezione del museo Archeologico nazionale di Napoli. Si tratta di un evento di portata nazionale considerato il valore culturale, archeologico e storico del reperto rinvenuto a fine ‘800 durante lavori di scavo in un pozzo, dall’archeologo Luigi Viola, istitutore di quello che poi diventerà il museo Archeologico nazionale di Taranto.

Allestimento della mostra “Lex Municipii: progettare la città. Dalla Lex municipii alla Taranto di oggi” al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)

Il ritorno, seppur temporaneo, della lastra superstite dello Statuto Municipale, databile al I sec. a.C., ha fornito l’occasione per discutere ed approfondire le tematiche legate alla progettazione urbanistica di Taranto partendo dalla città antica fino all’epoca contemporanea, nell’ambito di un progetto scientifico elaborato dal MArTA insieme al dipartimento di Ricerca e Innovazione umanistica e al dipartimento Jonico dell’università di Bari Aldo Moro, a cura di Stella Falzone, Gianluca Mastrocinque e Maria Casola.

La tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto marta)

Tra i centri urbani della Puglia di età romana Taranto offre l’opportunità, unica nel panorama della penisola, di mettere a confronto le evidenze archeologiche sistematizzate dalla ricerca recente con il frammento conservato della Lex municipii tarentini, unico statuto a oggi noto per l’Italia, oltre che il più antico in assoluto tra i pochi documentati. I numerosi elementi di coerenza tra testo normativo e testimonianze archeologiche spingono a pensare che proprio gli statuti giocano un ruolo prioritario nella costruzione dei paesaggi urbani dei municipi, che si concretizza tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C., con particolare intensità al tempo di Augusto. Anche in materia di urbanistica, come per altri ambiti della vita pubblica, gli statuti dei diversi centri dovevano presentare, infatti, molteplici disposizioni comuni, come mostrano ad esempio, rispetto alla lex tarantina, le meglio conservate leggi municipali della Spagna di età flavia, tutte derivanti da una norma quadro emanata e conservata a Roma. Proprio il rispetto degli statuti può dunque spiegare il carattere capillare del disegno urbano, che nei centri meglio documentati si configura come un vero e proprio piano regolatore e le numerose affinità in molti aspetti dell’urbanistica, che emergono anche in Puglia dallo studio sistematico di tutte le città, 27 municipi, oltre a due centri per cui l’assetto giuridico è discusso. Tra le soluzioni più ricorrenti spiccano l’organizzazione della maglia stradale e delle infrastrutture collegate alle strade, su cui lo statuto di Taranto presenta indicazioni molto precise, ma anche la distribuzione delle aree pubbliche con le loro diverse funzioni e le relazioni, accuratamente predisposte, tra i complessi pubblici e gli spazi per le abitazioni e per le manifatture. Attraverso il confronto tra alcuni dei centri urbani meglio documentati in Puglia, anche sulla base di indagini di scavo recenti e in corso, si cercherà di riflettere sui principali tratti comuni, cercando di distinguere quanto queste soluzioni dipendano dal testo statutario oppure derivino da esigenze specifiche di carattere economico, produttivo e religioso, oltre che dalla valorizzazione delle risorse naturali e dall’adattamento alle preesistenze dei centri urbani indigeni che avevano raggiunto un alto livello di organizzazione tra IV e III secolo a.C.