Archivio tag | museo archeologico nazionale di Taranto

Taranto. Capodanno al museo Archeologico nazionale con visita guidata all’esposizione “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”

Capodanno all’insegna dell’arte al museo Archeologico nazionale di Taranto. Giovedì 1° gennaio 2026, alle 11 e alle 12, un’occasione speciale per approfondire la mostra “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”: un membro dello staff del MArTA accompagnerà gratuitamente i visitatori alla scoperta dei reperti esposti, illustrando il percorso che ne ha permesso il rientro nel patrimonio pubblico, le fasi di studio e le analisi conservative. Un’occasione per conoscere più da vicino le opere e le storie che raccontano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Lex Municipii: progettare la città. Dalla Lex municipii alla Taranto di oggi” che espone la tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini (il più antico statuto municipale ad oggi noto), rinvenuta a Taranto nel 1894 e conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli

Al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “Lex Municipii: progettare la città. Dalla Lex municipii alla Taranto di oggi” è stata prorogata fino al 1° febbraio 2026. Avviata nel novembre 2024 con il rientro a Taranto del frammento originale dello statuto del municipio, a cui si lega una ricerca interdisciplinare che unisce archeologi, epigrafisti, studiosi di storia del diritto romano, la mostra espone la tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini (il più antico statuto municipale ad oggi noto), rinvenuta a Taranto nel 1894 e confluita nella collezione del museo Archeologico nazionale di Napoli. Si tratta di un evento di portata nazionale considerato il valore culturale, archeologico e storico del reperto rinvenuto a fine ‘800 durante lavori di scavo in un pozzo, dall’archeologo Luigi Viola, istitutore di quello che poi diventerà il museo Archeologico nazionale di Taranto.

Allestimento della mostra “Lex Municipii: progettare la città. Dalla Lex municipii alla Taranto di oggi” al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)

Il ritorno, seppur temporaneo, della lastra superstite dello Statuto Municipale, databile al I sec. a.C., ha fornito l’occasione per discutere ed approfondire le tematiche legate alla progettazione urbanistica di Taranto partendo dalla città antica fino all’epoca contemporanea, nell’ambito di un progetto scientifico elaborato dal MArTA insieme al dipartimento di Ricerca e Innovazione umanistica e al dipartimento Jonico dell’università di Bari Aldo Moro, a cura di Stella Falzone, Gianluca Mastrocinque e Maria Casola.

La tavola bronzea originale della Lex Municipii Tarentini conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto marta)

Tra i centri urbani della Puglia di età romana Taranto offre l’opportunità, unica nel panorama della penisola, di mettere a confronto le evidenze archeologiche sistematizzate dalla ricerca recente con il frammento conservato della Lex municipii tarentini, unico statuto a oggi noto per l’Italia, oltre che il più antico in assoluto tra i pochi documentati. I numerosi elementi di coerenza tra testo normativo e testimonianze archeologiche spingono a pensare che proprio gli statuti giocano un ruolo prioritario nella costruzione dei paesaggi urbani dei municipi, che si concretizza tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C., con particolare intensità al tempo di Augusto. Anche in materia di urbanistica, come per altri ambiti della vita pubblica, gli statuti dei diversi centri dovevano presentare, infatti, molteplici disposizioni comuni, come mostrano ad esempio, rispetto alla lex tarantina, le meglio conservate leggi municipali della Spagna di età flavia, tutte derivanti da una norma quadro emanata e conservata a Roma. Proprio il rispetto degli statuti può dunque spiegare il carattere capillare del disegno urbano, che nei centri meglio documentati si configura come un vero e proprio piano regolatore e le numerose affinità in molti aspetti dell’urbanistica, che emergono anche in Puglia dallo studio sistematico di tutte le città, 27 municipi, oltre a due centri per cui l’assetto giuridico è discusso. Tra le soluzioni più ricorrenti spiccano l’organizzazione della maglia stradale e delle infrastrutture collegate alle strade, su cui lo statuto di Taranto presenta indicazioni molto precise, ma anche la distribuzione delle aree pubbliche con le loro diverse funzioni e le relazioni, accuratamente predisposte, tra i complessi pubblici e gli spazi per le abitazioni e per le manifatture. Attraverso il confronto tra alcuni dei centri urbani meglio documentati in Puglia, anche sulla base di indagini di scavo recenti e in corso, si cercherà di riflettere sui principali tratti comuni, cercando di distinguere quanto queste soluzioni dipendano dal testo statutario oppure derivino da esigenze specifiche di carattere economico, produttivo e religioso, oltre che dalla valorizzazione delle risorse naturali e dall’adattamento alle preesistenze dei centri urbani indigeni che avevano raggiunto un alto livello di organizzazione tra IV e III secolo a.C.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”, con 20 reperti trafugati, finiti al Metropolitan Museum di New York, e rientrati in Italia grazie al TPC. Visite guidate alla scoperta dei tesori esposti

Locandina dell’esposizione “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC” al museo Archeologico nazionale di Taranto

A un anno e mezzo dal rientro in Italia del gruppo scultoreo in terracotta di Orfeo e le sirene, trafugato dall’area di Taranto, e finito prima in Svizzera e poi a Los Angeles, al Paul Getty Museum, e consegnato al MArTa, dal 16 dicembre 2025 al museo Archeologico nazionale di Taranto nell’esposizione “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC” sono in mostra importanti reperti archeologici, tra cui una monumentale testa di Athena in marmo (fine del III al II secolo a.C.): 19 lotti che fanno parte di un patrimonio di circa 60, provenienti stavolta dal Metropolitan Museum di New York dove erano approdati con un giro illegale e tornati in Italia grazie all’azione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e della Procura della Repubblica di Roma. Un regalo di Natale per i visitatori del MArTa. A presentare le opere e a raccontare il percorso investigativo fino al rimpatrio sono stati la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone, e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Taranto, colonnello Antonio Marinucci.

Domenica 28 dicembre 2028, c’è un’occasione speciale per approfondire la mostra “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”: alle 16.30 e alle 18, una funzionaria archeologa del MArTA accompagnerà gratuitamente i visitatori alla scoperta dei reperti esposti, illustrando il percorso che ne ha permesso il rientro nel patrimonio pubblico, le fasi di studio e le analisi conservative. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

“Memorie trafugate”: testa di Athena ancora nella cassa usata per il trasporto (foto marta)

Tra i beni spicca una testa in marmo della dea Athena che risale alla fine del III secolo a.C. La testa della dea è collocata nella cassa usata per il trasporto e potrebbe essere stata inizialmente collocata nella cella di un tempio all’aperto come immagine votiva. Atena è una dea guerriera. Altri oggetti sono una pittura parietale con scene di battaglia, fibule del 325-300 a.C. e II secolo a.C., anello del VI secolo a.C., rilievi in terracotta e pietra tenera, ornamenti in bronzo con innesti d’oro.

Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)

“I reperti sono rientrati in Italia grazie all’azione dei carabinieri addetti alla tutela del patrimonio culturale”, interviene la direttrice Stella Falzone, “un’eccellenza italiana che sta a dimostrare che il nostro patrimonio storico-artistico è protetto da mani sapienti e capacita vigilanti. Purtroppo il traffico illecito dei reperti e l’azione criminosa hanno staccato l’oggetto, il bene, dalla connessione con il contesto della storia e del territorio. La relazione tra oggetti e contesto è molto importante – continua Falzone -, noi abbiamo riconnesso e dato senso a qualcosa che qualcuno aveva scambiato per mercimonio e trarne solo un profitto economico. Sino a qualche tempo fa istituzioni museali importanti non si ponevano grandi scrupoli nel prendere beni d’arte e archeologici di ignota provenienza, ma adesso la rotta si è invertita. Grandi musei come Boston, Metropolitan, Getty, parlo dei più importanti musei americani, stanno favorendo le restituzioni grazie alla diplomazia culturale dell’Italia e del nostro ministero della Cultura. Ora analisi specifiche dovrebbero consentire di risalire ai luoghi di provenienza iniziale di questi reperti”.

Colonnello Antonio Marinucci, comandante provinciale dei carabinieri di Taranto (foto marta)

“Ci si chiede spesso come mai questi reperti rientrano in Italia dopo venti anni e a volte anche più”, sottolinea il colonnello Antonio Marinucci, comandante provinciale dei carabinieri di Taranto. “Il motivo è che si fanno prima tante verifiche, indagini complesse, lunghe, internazionali. I carabinieri della tutela del patrimonio culturale partono dal monitoraggio delle case d’asta e dei broker di oggetti d’arte, seguono la loro attività e spesso le opere esportate senza certificazione e autorizzazione seguono percorsi infiniti, molto complessi, e anche i documenti relativi al bene sono sottoposti a lavaggi e rilavaggi in modo che la ricostruzione dei vari passaggi diventi difficile. Solo dopo che questo lavoro è stato fatto, si può andare in un museo e presentare riscontri e dati oggettivi che testimoniano che quel bene archeologico è stato trafugato. È molto importante – conclude Marinucci – fotografare i beni d’arte. I carabinieri del patrimonio artistico hanno una banca dati relativa alle opere d’arte rubate costantemente alimentata e questo facilita il rintraccio e il recupero delle stesse opere”.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “I miti e le stelle”, un percorso di valorizzazione gratuito che intreccia astronomia e archeologia

Fin dall’antichità l’uomo ha alzato lo sguardo al cielo, cercando nelle costellazioni un racconto, un ordine, un senso. Le stelle non sono solo luci nel cielo: sono storie antiche di dei, eroi, colpe e redenzioni. Venerdì 26 dicembre 2025 il museo Archeologico nazionale di Taranto propone “I miti e le stelle”, un percorso di valorizzazione gratuito che intreccia astronomia e archeologia: un viaggio tra cielo, mito e collezioni del museo. Il pubblico potrà partecipare alle 18.30, 19.30, 20.30, a sessioni di osservazione e spiegazione delle costellazioni autunnali e invernali, curate dal prof. Paolo Battista, all’interno del planetario e nel chiostro, anche con l’ausilio di un telescopio. L’evento si svolgerà regolarmente anche in caso di condizioni meteo avverse. La prenotazione obbligatoria dovrà essere effettuata al numero 099 4532112 sino ad esaurimento dei posti disponibili, comunicando il proprio nome e cognome, email, telefono e numero di partecipanti. A seguire, con l’acquisto del biglietto, sono previsti approfondimenti sui reperti del museo legati ai personaggi mitologici delle costellazioni osservate, creando un dialogo suggestivo tra astronomia, mito e archeologia. Durante la serata verranno raccontati, tra gli altri, i miti di Andromeda, Perseo, Cassiopea, Orione e i Dioscuri, per scoprire come gli antichi Greci abbiano proiettato nel firmamento storie di potere, amore, hybris e punizione divina.

Taranto. Domenica speciale al museo Archeologico nazionale: al mattino il concerto “Gospel Story” con L.A. Chorus, l’ultimo dell’anno; e al pomeriggio, quarto approfondimento tematico sulla mostra “Archè. Il principio e l’acqua”

Domenica speciale al museo Archeologico nazionale di Taranto con il dodicesimo e ultimo appuntamento del 2025 con “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo”, e il quarto appuntamento tematico sulla mostra “Archè. Il principio e l’acqua”. Domenica 14 dicembre 2025 inizia dunque col dodicesimo e ultimo appuntamento del 2025 con “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo”: le matinée di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto, l’associazione le Corti Taras e L.A. Chorus. In programma il concerto “Gospel Story” con L.A. Chorus diretto dalla maestra Maristella Bianco. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio visita alle 10.30. L’accesso per il concerto dalle 11, con inizio concerto alle 11.15. Per concludere l’aperitivo nella suggestiva cornice del chiostro del museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili alle Corti di Taras (via Giovinazzi, 28 – Taranto). Oppure su VIVATICKET al link https://www.vivaticket.com/it/ticket/gospel-story/259756.

Domenica pomeriggio, sempre al museo Archeologico nazionale di Taranto, “Genius loci: paesaggi d’acqua tra memoria e futuro”, quarto appuntamento con gli approfondimenti tematici a corollario della mostra “Archè. Il principio e l’acqua”, inaugurata il 26 settembre 2025 e che rimarrà aperta fino al 1° febbraio 2026: un percorso che esplora l’acqua dolce come bene naturale e culturale, attraverso reperti mai esposti prima, provenienti dai ricchissimi depositi del MArTA; un viaggio che si estende fino all’epoca medievale e moderna, per raccontare una città stratificata e viva come Taranto. Alle 16 e alle 18, una funzionaria architetto del MArTA condurrà i partecipanti in un affascinante racconto tra archeologia e fotografia per esplorare il legame profondo tra l’acqua, il paesaggio e la memoria. Attività incluse nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

La mostra “Archè. Il principio e l’acqua”. “Nello scenario contemporaneo, in cui sono sempre più percepibili gli effetti del cambiamento climatico, in cui si avverte la necessità di un uso equo e solidale delle risorse idriche”, interviene Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, “occorre ripartire dalle origini, dalla storia più antica delle genti che hanno abitato il nostro territorio: un tema di memoria, di consapevolezza e di riscoperta del passato comune, per costruire al meglio il nostro futuro. Nel progettare la mostra sull’acqua, si è scelto infatti di richiamare il termine Archè, il principio di tutto, caro alla filosofica greca.  Il progetto espositivo nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico, in un panorama articolato, diacronico, e con diverse narrazioni e vari approfondimenti tematici, le forme dei vasi e quegli oggetti legati alla quotidianità dell’acqua, e ai diversi usi antichi, che provengono da Taranto e dai territori vicini. Un lavoro di “emersione” – continua la direttrice Stella Falzone – che ci consente di riportare alla luce reperti che solo per questioni di spazio rimangono al buio dei depositi, e che in occasioni come queste ci permettono inoltre di ampliare il racconto fino all’epoca medievale e moderna di questa città così stratificata”.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di dicembre al primo posto si conferma il Colosseo (14.461 ingressi), seguito Pantheon (12.832 ingressi), e dalle Gallerie degli Uffizi (12.125 ingressi)

Sono stati oltre 200mila gli ingressi domenica 7 dicembre 2025, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di dicembre, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. La classifica assoluta vede la conferma del podio registrato nel mese di novembre 2025 solo per il primo posto del Colosseo (14.461ingressi). Al secondo posto troviamo il Pantheon (12.832 ingressi), e al terzo le Gallerie degli Uffizi (12.125 ingressi).

Visitatori al parco archeologico di Ercolano nel giorno della #domenicalmuseo (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 14.461 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.832; Foro Romano e Palatino 11.514; area archeologica di Pompei 10.419; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Diocleziano 3.023; Terme di Caracalla 2.612; museo e area archeologica di Paestum 2.278; parco archeologico di Ercolano 2.045; Palazzo Altemps 1.956; Palazzo Massimo 1.910; museo Archeologico di Venezia 1.772; Villa Adriana 1.553; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.021; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 879; Museo delle Civiltà 800; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 741; museo Archeologico nazionale di Aquileia 732; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 727; museo Archeologico nazionale di Taranto 644; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 582.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale approfondimento sulle opere della Collezione Ricciardi: storia e tecniche di realizzazione

Per l’8 dicembre 2025, festa dell’Immacolata, il museo Archeologico nazionale di Taranto propone un approfondimento sulle opere della Collezione Ricciardi: storia e tecniche di realizzazione. Alle 19 e alle 20.30, una funzionaria restauratrice e un archeologo del Museo illustreranno le tecniche di realizzazione e la storia dietro le opere della collezione. La collezione Ricciardi è una raccolta d’arte donata dal monsignore Giuseppe Ricciardi al MArTA. Questa collezione include opere significative, risalenti prevalentemente ai secoli XVII e XVIII, e comprende pezzi di maestri illustri come Andrea Vaccaro, Luca Giordano, Francesco Solimena, Paolo de Matteis, Francesco De Mura e Rutilio Manetti, oltre a lavori di autori ignoti e del pugliese Leonardo Antonio Olivieri di Martina Franca. Attività incluse nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta

Taranto. Al museo Archeologico nazionale visita guidata “Archè, il principio e l’acqua”, terzo appuntamento con gli approfondimenti tematici a corollario della mostra

Domenica 30 novembre 2025, al museo Archeologico nazionale di Taranto terzo appuntamento con gli approfondimenti tematici a corollario della mostra “Archè. Il principio e l’acqua”, inaugurata il 26 settembre 2025 e che rimarrà aperta fino al 1° febbraio 2026: un percorso che esplora l’acqua dolce come bene naturale e culturale, attraverso reperti mai esposti prima, provenienti dai ricchissimi depositi del MArTA; un viaggio che si estende fino all’epoca medievale e moderna, per raccontare una città stratificata e viva come Taranto. Alle 16, una funzionaria archeologa del MArTA guiderà i partecipanti in un percorso che esplora l’acqua dolce come bene naturale e culturale, attraverso anche reperti mai esposti prima, provenienti dai ricchissimi depositi del Museo. Attività incluse nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

La mostra “Archè. Il principio e l’acqua”. “Nello scenario contemporaneo, in cui sono sempre più percepibili gli effetti del cambiamento climatico, in cui si avverte la necessità di un uso equo e solidale delle risorse idriche”, interviene Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, “occorre ripartire dalle origini, dalla storia più antica delle genti che hanno abitato il nostro territorio: un tema di memoria, di consapevolezza e di riscoperta del passato comune, per costruire al meglio il nostro futuro. Nel progettare la mostra sull’acqua, si è scelto infatti di richiamare il termine Archè, il principio di tutto, caro alla filosofica greca.  Il progetto espositivo nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico, in un panorama articolato, diacronico, e con diverse narrazioni e vari approfondimenti tematici, le forme dei vasi e quegli oggetti legati alla quotidianità dell’acqua, e ai diversi usi antichi, che provengono da Taranto e dai territori vicini. Un lavoro di “emersione” – continua la direttrice Stella Falzone – che ci consente di riportare alla luce reperti che solo per questioni di spazio rimangono al buio dei depositi, e che in occasioni come queste ci permettono inoltre di ampliare il racconto fino all’epoca medievale e moderna di questa città così stratificata”.

Taranto. Domenica speciale al museo Archeologico nazionale: concerto “Onde cordali” con il Guitar Duo Amanis per il Festival Musica sull’Appia, preceduto e seguito dall’approfondimento tematico “Viaggio tra i principali culti di Taras” con un’archeologa del MArTa

Giornata speciale quella di domenica 23 novembre 2025 per il museo Archeologico nazionale di Taranto dove approda il Festival Musica sull’Appia. Alle 19.30, con ingresso da corso Umberto I, va in scena il secondo appuntamento della rassegna con il Guitar Duo Amanis (Marco Piperno e Sara Shepis) che propone il concerto “Onde Cordali”. La partecipazione al concerto è gratuita prenotandosi al seguente link Eventbrite https://www.eventbrite.it/…/onde-cordali-tickets… Per visitare il museo è necessario acquistare il biglietto secondo le consuete modalità.

Ma non finisce qui. Prima e dopo il concerto Onde Cordali del Festival Musica sull’Appia, e cioè alle 18 e alle 20.45, c’è l’approfondimento tematico “Viaggio tra i principali culti di Taras”. In occasione infatti dell’apertura serale straordinaria, una funzionaria archeologa del MArTA sarà presente nella sala III del secondo piano del Museo per accompagnare i visitatori in un viaggio tra i principali culti della Taranto di età arcaica e classica. Un racconto che parte dalla fondazione della città greca e si snoda attraverso i reperti e i loro contesti archeologici, per riscoprire la dimensione del sacro, i riti e le divinità che hanno segnato la storia di Taras. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni).

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Gran can can”, concerto con Liubov Gromoglasova al pianoforte e gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”: undicesimo appuntamento di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo” con visita guidata alla mostra “Archè. Il principio e l’acqua”

Domenica 16 novembre 2025 undicesimo appuntamento del 2025 con “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo”: le matinée di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto, l’associazione le Corti Taras e L.A. Chorus. In programma “Gran can can”, concerto con Liubov Gromoglasova al pianoforte e gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Visita guidata con una funzionaria archeologa alla mostra “Archè. Il principio e l’acqua”. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio visita alle 10.30. L’accesso per il concerto dalle 11, con inizio concerto alle 11.15. Per concludere l’aperitivo nella suggestiva cornice del chiostro del museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili alle Corti di Taras (via Giovinazzi, 28 – Taranto). Oppure su VIVATICKET qui https://www.vivaticket.com/it/ticket/gran-can-can/259757.