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Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per la rassegna “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” la conferenza “Il pithos di Polistena: dalla scoperta alla musealizzazione”

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L’allestimento della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Nell’ambito della manifestazione “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” martedì 5 marzo 2024 nuova tappa che racconta l’impegno del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la tutela e la valorizzazione del territorio in sinergia con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. Sinergia suggellata dalla recente firma del protocollo d’intesa per la condivisione di attività, iniziative, programmi di ricerca, conservazione, tutela, promozione e valorizzazione dei contesti archeologici provenienti dal Territorio di Reggio e custoditi presso i depositi di entrambi gli Istituti. Dopo l’inaugurazione del 23 gennaio 2024 della mostra temporanea sulle terrecotte architettoniche provenienti dagli scavi urbani di Reggio Calabria con annesso il laboratorio didattico di rilievo 3D a cura della Scuola Superiore Meridionale di Napoli e l’inaugurazione della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” curata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (vedi Reggio Calabria. In piazza Paolo Orsi del museo Archeologico nazionale l’evento “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza”: laboratorio sperimentale aperto al pubblico con attività scientifiche, solitamente riservate agli studiosi, in diretta. Apertura della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio”, e lancio del progetto Farm | archeologiavocidalpassato), è l’ora di un altro appuntamento molto importante.

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_il-pithos-di-polistena_locandinaMartedì 5 marzo 2024, alle 10, in sala conferenze del MArRC, la conferenza “Il pithos di Polistena: dalla scoperta alla musealizzazione”. Nell’ambito della proficua collaborazione tra il MArRC e la SABAP RC-VV, è nato il progetto di restauro di un pithos (vaso contenitore di grandi dimensioni), ritrovato fortuitamente nel territorio di Polistena nel 2019, che si concluderà con l’esposizione dello stesso nelle sale museali del Museo. Si tratta di un pithos di tipo reticolato che, per genere e forma, risale alla media età del Bronzo. Esso rappresenta un unicum archeologico in quanto è il ritrovamento della facies Thapsos/Milazzese più settentrionale che attualmente si conosce.

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_il-pithos-di-polistena_programma_locandinaAlla conferenza interverranno Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e Filippo Demma, direttore ad interim della direzione regionale Musei Calabria, seguiti da Salvatore Fida, presidente del gruppo archeologico Altano di Polistena che ha collaborato con la SABAP RC-VV agli scavi, e Aldo Nasso, scopritore del pithos stesso. Il funzionario archeologo Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni del MArRC e il funzionario restauratore Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro del Museo, illustreranno il progetto di restauro e gli approfondimenti scientifici di settore. In particolare, è in corso uno studio grafico ricostruttivo del pithos con osservazioni sulla tecnologia di fabbricazione a cura dell’archeologo esperto dell’età del Bronzo Carlo Veca, ed un approfondimento diagnostico sui resti organici per la classificazione funzionale del manufatto da parte di Enrico Greco, ricercatore del dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche dell’università di Trieste. È prevista anche la caratterizzazione minero-petrografica dell’impasto per lo studio di provenienza curata da Mauro La Russa, professore del dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’università della Calabria. Seguirà l’intervento del funzionario archeologo della SABAP RC-VV Andrea Maria Gennaro che affronterà i temi del recupero del manufatto e della sua contestualizzazione archeologica. Infine Giuseppe Mantella, restauratore responsabile della ditta esecutrice dei lavori, parlerà degli interventi conservativi a oggi realizzati, preliminari alle operazioni di ricomposizione e integrazione plastica.

reggio-calabria_archeologico_dietro-le-quinte_locandinaAlla conferenza verrà presentato un calendario di visite guidate al cantiere di restauro per dare al pubblico l’inedita possibilità di assistere al restauro del pithos, in continuità con il progetto di grande successo avviato a gennaio “Dietro le quinte: visita al laboratorio di restauro del Museo”. La manifestazione “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza” si arricchirà nei prossimi mesi con altri due appuntamenti da non perdere: la presentazione alla città degli affreschi provenienti dalle Terme Romane di Reggio Calabria restaurati dagli studenti del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’università della Calabria e del Busto Trapani Lombardo restaurato dai collaboratori esterni della SABAP Anna Arcudi e Francesco Lia.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Comuni archeologici di Qualità” e della guida breve “Gran tour tra i pre Elleni, Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Ebrei e i discendenti Grecanici”

reggio-calabria_archeologico_progetto-comuni-archeologici-di-qualità_locandinaGiovedì 29 febbraio 2024, alla 17, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione della ristampa, finanziata da Archeoclub “Area integrata dello Stretto”, della brochure “Gran tour tra i pre Elleni, Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Ebrei e i discendenti Grecanici”, un affascinante itinerario che ha il suo naturale punto di partenza dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e percorre i Comuni di Bova Marina, Brancaleone, Casignana, Portigliola, Locri, Gerace, Marina di Gioiosa Ionica, Gioiosa Ionica, Monasterace, Stilo. La brochure rientra nel progetto “Comuni archeologici di Qualità”, nato nel 2013 dalla sinergia dei 10 Comuni reggini coordinati dal commissario straordinario del Comune di Locri Francesca Crea, vicepresidente di Archeoclub “Area Integrata dello Stretto”, mira a potenziare l’interesse per questi siti che costituiscono parte importante del patrimonio archeologico nazionale. Alle 17, dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; Rosita Loreley Borruto, presidente del CIS; Rosanna Trovato, presidente Archeoclub Area integrata dello Stretto; la relazione di Francesca Crea, coordinatore Comuni archeologici di Qualità e vicepresidente Archeoclub Area integrata dello Stretto. Intervengono Clara Vaccaro, prefetto di Reggio Calabria; Giuseppina Princi, vicepresidente della Regione Calabria; Antonina Tramontana, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria; Giuseppe Ranuccio, consigliere delegato al Turismo della Città metropolitana; Giuseppe Fontana, sindaco di Locri; Antonio Mulà, direttore La Diana Viaggi T.O.

Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia apre la mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi” che vuole riscoprire il tema del ruolo della donna in antico per attualizzarlo e confrontarlo con quanto avviene ai nostri giorni. A corollario ciclo di conferenze sul coraggio femminile

vibo-valentia_archeologico_i-prati-di-Kore_storie-di-antiche-donne-vibonesi_mostra_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia è tutto pronto per l’inaugurazione della mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi” che inizierà mercoledì 28 febbraio 2024, alle 11. Introdurrà e coordinerà i lavori Maurizio Cannatà, direttore del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia. Previsti gli interventi di Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia; Paolo Giovanni Grieco, prefetto della Provincia di Vibo Valentia; Rosario Varì, assessore allo Sviluppo economico e Attrattori culturali della Regione Calabria; Cristiano Tatarelli, questore della Provincia di Vibo Valentia; Luca Toti, comandante provinciale Carabinieri Vibo Valentia; Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Michele Mazza, funzionario archeologo soprintendenza Reggio Calabria-Vibo Valentia; Fortunato Cozzupoli, presidente Polo Innovazione Cultura Turismo “Cassiodoro”; Antonio Alvaro, presidente del Flag dello Stretto; Giuseppe Bartucca, unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Vibo Valentia; Silvestro Grillo, ente nazionale Sordi Vibo Valentia. A concludere i lavori sarà Filippo Demma, direttore regionale Musei Calabria. La mostra, che durerà un anno, dal 28 febbraio 2024 al 28 febbraio 2025, è ospitata negli ambienti della torre nord (XIV secolo) del castello medievale della città, sede del museo, ed è curata dal direttore del museo Maurizio Cannatà e dal funzionario della soprintendenza Michele Mazza, racconterà proprio le storie di celebri figure femminili legate al passato dell’antica Hipponion, città della Magna Grecia fondata dai Locresi agli inizi del VI secolo a.C., poi divenuta Vibo Valentia in età romana.

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L’allestimento della mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi” al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia (foto drm-calabria)

La mostra nasce da una riflessione sul contesto storico-culturale e sulla volontà di riscoprire il tema del ruolo della donna per attualizzarlo e confrontarlo con quanto avviene ai nostri giorni. La Storia infatti ci racconta che quella greca antica fu una società patriarcale. Ai soli uomini della città (polis) era riservata la partecipazione alla vita politica, mentre alle donne, custodi della casa (oikos), era affidato il ruolo di generare i cittadini del futuro. A questa “subordinazione” della donna all’uomo nella vita politica, tuttavia, corrisponde la complessità e la nobiltà dell’universo femminile ritratto nel mito greco, ovvero all’interno di quel sistema narrativo creato dai Greci (e insuperato da ogni altra cultura) volto a spiegare l’origine e il significato più profondo dei fenomeni universali. Tanti sono i personaggi femminili indimenticabili della letteratura greca, che hanno dato volto alle mille sfaccettature del pensiero e dell’agire umano. Antigone ad esempio, che esprime il primato della legge morale su quella dello Stato, o le divinità femminili, come Persefone e Artemide, senza le quali non avremmo saputo poi cosa definire i contorni dei concetti di amore, dolore, purezza, sacrificio, colpa e tanti altri sentimenti umani.

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Filippo Demma. direttore regionale Musei Calabria, e direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

Con la mostra “I Prati di Kore. Storie di antiche donne vibonesi”, il museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia si conferma come polo culturale attivo di un vasto territorio di riferimento; non a caso l’Istituto ha nell’ultimo anno appena trascorso quasi raddoppiato il suo numero di visitatori rispetto al 2022. “Il passato”, sottolinea il direttore Filippo Demma, “ci mostra la forza dell’identità delle donne. Nel loro sangue scorrono secoli di indignazione ma soprattutto di speranza di un mondo e di un futuro migliore. L’obiettivo dei I Prati di Kore, attività che vedrà impegnati esperti e professionisti in incontri aperti a tutti, è quello di condividere e mostrare, soprattutto con i ragazzi, informazioni, storie ed esempi di donne che hanno avuto coraggio di scardinare la cultura imperante nelle società patriarcali e maschiliste diventando esempi indelebili nella storia dell’umanità”. L’esposizione si inserisce in un più ampio progetto culturale, frutto di un accordo di collaborazione tra la direzione regionale Musei, guidata da Filippo Demma, e il Polo per l’Innovazione, la Cultura e il Turismo “Cassiodoro”.

vibo-valentia_archeologico_i-prati-di-Kore_storie-di-antiche-donne-vibonesi_conferenze-28-febbraio_locandinaIl programma prevede anche lo svolgimento di un ciclo di conferenze a tema sul coraggio femminile, con ospiti illustri del calibro dell’antropologo Vito Teti e del magistrato Annamaria Frustaci e di incontri con gli allievi delle scuole del territorio, curati dai carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, dagli agenti della Questura e dai ragazzi dell’associazione “Libera contro le mafie” e una serie di workshop con le scuole. La prima conferenza “Donna. Il coraggio di una scelta”, coordinata da Emanuela Bambara, giornalista, funzionario per la comunicazione, mercoledì 28 febbraio 2024. Al museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia, alle 16, il prof. Vito Teti, antropologo dell’università della Calabria, su “Pietre di pane. Un’antropologia del restare”; alle 17, la dott.ssa Annamaria Frustaci, magistrato, sostituto procuratore DDA di Catanzaro, “La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia”.

vibo-valentia_archeologico_i-prati-di-Kore_storie-di-antiche-donne-vibonesi_conferenze-29-febbraio_locandinaGiovedì 29 febbraio 2024, il workshop “Semplicemente dee. Storie di donne coraggiose, antiche moderne”, coordinata da Emanuela Bambara, giornalista, funzionario per la comunicazione. Alle 9.30, “Medea. Il coraggio delle idee”: il capitano Veronica Pastori e i carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia dialogano con gli allievi del liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia guidati dalla prof.ssa Maria Concetta Preta. Con lettura di brani dalla Medea di Euripide a cura dell’associazione Graecalis APS e musiche del conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia. Alle 11, “Elena. La forza della verità”: Vincenzo Chindamo, Sabrina Garofoli e l’associazione “Libera contro le mafie” dialogano con il liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia guidati dalla prof.ssa Maria Concetta Preta. Con lettura di brani dall’Elena di Euripide a cura dell’associazione Graecalis APS e musiche del conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia. Alle 12.30, “Antigone. La legge del cuore”: il vice questore aggiunto Erica Lavecchia e gli agenti della questura di Vibo Valentia dialogano con gli allievi del liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia guidati dalla prof.ssa Maria Concetta Preta. Con lettura di brani dall’Antigone di Sofocle a cura dell’associazione Graecalis APS e musiche del conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri al MArRC” conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento” con Francesca Paolino, già università Mediterranea

reggio-calabria_archeologico_incontro-9-febbraio_locandinaPer il ciclo “Incontri al MArRC” 2024, appuntamento venerdì 9 febbraio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con la conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento”, promossa dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria in sinergia con il MArRC. Aprono l’incontro i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slide, relaziona Francesca Paolino, già professore associato di Storia dell’Architettura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis.

Reggio Calabria. Il dg musei Massimo Osanna in tour nella Calabria Meridionale tra Il MArRC, Locri Epizefiri e Vibo Valentia: “Collezioni straordinarie che raccontano le origini greche della cultura occidentale e che hanno bisogno di essere presentate al pubblico in maniera sempre più comprensibile ed accessibile”

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Il direttore generale Musei Massimo Osanna con il direttore del MArRC Fabrizio Sudano e tutto il personale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sulla terrazza sullo Stretto (foto marrc)

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Il direttore generale Musei Massimo Osanna nella sala dei Bronzi di Riace con il direttore Fabrizio Sudano e il personale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Due giorni a tu per tu con le realtà museali della Calabria meridionale. È stato questo l’obiettivo della visita del direttore generale Musei Massimo Osanna agli istituti e ai luoghi della cultura statali della Calabria meridionale il 1° e 2 febbraio 2024. Il tour è iniziato dal MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ad accompagnare Osanna il neodirettore del Museo Fabrizio Sudano, in carica dal 15 gennaio 2024, che dopo una prima presentazione del personale e degli uffici, ha guidato il direttore generale tra le diverse sale del museo e nei depositi. Un’occasione per discutere anche dei vari progetti di miglioramento dell’accessibilità, del legame con il contesto territoriale e della possibilità di avviare nuove ricerche scientifiche e collaborazioni, sulla base di un programma di gestione e valorizzazione del Museo, condiviso in un’ottica di rilancio dell’immagine dell’istituto e della città. “Abbiamo ascoltato con interesse le proposte del direttore generale sull’allestimento”, dichiara Sudano, “e ne faremo tesoro per la futura programmazione”. Un’ulteriore tappa reggina è stata la visita allo scavo archeologico di Piazza Garibaldi, dove stanno emergendo importanti novità con la scoperta di un tempio su podio di età romana.

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Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri la direttrice Elena Trunfio, il direttore generale Musei Massimo Osanna, e il direttore regionale Musei Filippo Demma (foto drm-calabria)

Il viaggio è proseguito venerdì 2 febbraio 2024 con il museo e il parco archeologico di Medma-Rosarno, il piccolo polo museale che ruota intorno all’importante sito di Locri Epizefiri: accompagnato dal direttore della direzione regionale Musei Calabria Filippo Demma e dalla direttrice Elena Trunfio ha visitato le tre sedi espositive, il parco archeologico e il teatro. Durante l’incontro sono stati condivisi i progetti in corso e quelli futuri, ricevendo spunti e suggerimenti concreti. Il tour si è chiuso al castello di Vibo Valentia, dove ha sede il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”. “La visita del Direttore Generale dei Musei in Calabria”, commenta Demma, “è solo l’ultima di una lunga serie e testimonia l’attenzione delle strutture centrali del Ministero nei confronti dei temi e dei problemi della nostra regione cui si aggiunge il deciso sostegno della Direzione Generale Musei all’azione di tutti gli istituti periferici calabresi. Grazie a questo ed all’impegno corale della nostra squadra sul territorio abbiamo raggiunto in questi anni importanti risultati che, d’accordo con il professor Osanna, concepiamo come un punto di partenza”. E Osanna, a margine del tour, chiude: “I musei della Calabria, in particolare quelli che ho visitato in questi due giorni contengono l’essenza stessa delle nostre radici culturali. Collezioni straordinarie che raccontano le origini greche della cultura occidentale e che hanno bisogno di essere presentate al pubblico in maniera sempre più comprensibile ed accessibile. Il lavoro del Ministero della Cultura in Calabria punta e deve puntare sempre più decisamente in questa direzione”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del recente vincolo di tutela paesaggistica del “Sentiero del Brigante” in Aspromonte

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“Il Sentiero del Brigante” in Aspromonte è sottoposto a vincolo paesaggistico (foto mic)

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Segnaletica del Sentiero del Brigante in Aspromonte (foto mic)

“Il Sentiero del Brigante” in Aspromonte dal 18 dicembre 2023 è sottoposto a vincolo paesaggistico, con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Anno 165° – Numero 2 di mercoledì 3 gennaio 2024 che dichiara il sentiero “di notevole interesse pubblico immobili e aree ricadenti” su un territorio che tocca ben 31 comuni, tra la provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia, e ora sottoposti a tutela. Un percorso lungo trent’anni, il cui risultato racconta lo straordinario, costante, appassionato impegno del mondo associazionistico, con in testa il Gruppo Escursionisti d’Aspromonte (GEA) e la delegazione reggina del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), e la dedizione e competenza del personale della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, quanto l’altrettanto straordinaria sinergia concretizzatasi tra associazioni e istituzioni. Martedì 30 gennaio 2024, alle 10, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione congiunta di soprintendenza ABAP RC e VV, FAI e GEA (Gruppo Escursionisti d’Aspromonte) sul recente vincolo di tutela del “Sentiero del Brigante”. Interverranno: Fabrizio Sudano, direttore MArRC, nel ruolo di già soprintendente ABAP RC e VV; Rita Cicero, funzionaria soprintendenza ABAP RC e VV (che ha istruito la pratica del vincolo e ne ha seguito tutto l’iter con i suoi collaboratori); Rocco Gangemi, delegato Ambiente FAI Calabria; Alessandro Alati, presidente GEA (Gruppo Escursionisti d’Aspromonte); Dina Porpiglia, capo delegazione FAI RC. “Un risultato straordinario, frutto della sinergia tra istituzioni e associazioni”, dichiara Fabrizio Sudano. “Un dialogo costruttivo e duraturo nel tempo che ha avuto come fine ultimo la tutela e la valorizzazione del “sentiero” quale emblema del patrimonio culturale “di comunità” su scala vasta. Un approccio che porto con me nella direzione del MArRC, per un museo plurale e aperto al territorio”.

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La mappa del Sentiero del Brigante in Aspromonte (foto mic)

calabria_sentiero-del-brigante_mappa-del-percorso_escursionisti_foto-micIl Sentiero del Brigante si estende lungo 140 km, dall’Aspromonte alle Serre, attraversa 2 province, incrocia 31 Comuni e 5 centri storici delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, anch’essi tutelati dal punto di vista paesaggistico che rappresentano i fulcri nodali di percezione del paesaggio urbano del contesto che si sta tutelando: Fabrizia, Mongiana, Bivongi, Serra San Bruno e Santo Stefano in Aspromonte. Il provvedimento oltre a tutelare gli aspetti naturalistici, protegge anche centri storici attraverso regole qualitative condivise per la gestione delle trasformazioni in atto e future. Il “Sentiero del Brigante” è inserito nell’Atlante Digitale dei Cammini d’Italia del Ministero della Cultura ed è un insieme paesaggistico di eccezionale bellezza il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e umani e dalle loro interrelazioni. La ricca vegetazione boscosa, le innumerevoli sorgenti, i molteplici belvedere, le caratteristiche costruzioni rurali, insieme al grande valore storico-identitario dei centri storici che attraversa, concorrono a formare numerosi quadri di suggestiva bellezza panoramica e un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale. Il Sentiero del brigante è un percorso culturale che passo dopo passo diventa esperienza di conoscenza dei luoghi e di protezione dell’ambiente, della cultura e delle tradizioni, diventa promozione delle risorse del territorio e sistema turistico alternativo e integrato. Si caratterizza infatti per il suo grande interesse naturalistico grazie alla presenza di foreste, torrenti, ruscelli, cascate, paesaggi alpestri e mediterranei, insediamenti rurali, dimore nobiliari, centri abitati, emergenze architettoniche, siti di archeologia industriale. Dotato di segnavia di colore rosso-bianco-rosso nelle due direzioni di marcia, identificato dalla sigla SB, attraversa il parco nazionale dell’Aspromonte e il parco regionale delle Serre. Da Gambarie a Carmelia, si articola in varie tappe, Zervò, Trepitò, Passo del Mercante, Passo della Limina, Mongiana, Bivongi, fino a Stilo, con strutture d’accoglienza lungo il cammino o nelle sue immediate vicinanze e può essere percorso a piedi, in mountain bike o a cavallo ed è indicato in alcuni tratti per le attività didattiche. Dall’inizio alla fine il sentiero incontra numerosi siti di grande interesse, antiche dimore nobiliari, strutture fortificate, resti archeologici, boschi ricchi di biodiversità, viste emozionanti, villaggi caratteristici e diventa così accoglienza del popolo dei viaggiatori.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri al MArRC” conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento. Da Bramante a Michelangelo” (1500 – 1564) con Francesca Paolino, già università Mediterranea

reggio-calabria_archeologico_incontri-26-gennaio_locandinaPer il ciclo “Incontri al MArRC” 2024, appuntamento venerdì 26 gennaio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con la conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento. Da Bramante a Michelangelo” (1500 – 1564), promossa dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Aprono l’incontro i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slide, relaziona Francesca Paolino, già professore associato di Storia dell’Architettura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Sicurezza e legalità. Come salvare il nostro patrimonio culturale a rischio”. Sudano: “Un’opportunità di confronto, riflessione e dibattito con i massimi esperti regionali sul tema della sicurezza e legalità”

reggio-calabria_archeologico_conferenza-sicurezza-e-legalità_locandinaNel segno dell’apertura al territorio e della divulgazione al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria giovedì 25 gennaio 2024, alle 16, la conferenza “Sicurezza e legalità. Come salvare il nostro patrimonio culturale a rischio” promossa dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con il supporto del Rotary Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38. “Un’opportunità di confronto, riflessione e dibattito con i massimi esperti regionali sul tema della sicurezza e legalità”, dichiara il direttore Fabrizio Sudano, “per l’approfondimento dei fenomeni di rischio per il nostro patrimonio culturale e il coinvolgimento della comunità e del tessuto imprenditoriale locale per il restauro e la fruizione dei beni recuperati. Un evento che valorizza la sinergia tra diversi enti istituzionali e pone l’accento sul ruolo essenziale e vitale della partecipazione di associazioni e imprese nella valorizzazione del patrimonio culturale”. L’incontro affronterà questo importante tema con i massimi esperti regionali del settore. Introdurrà l’incontro Fabrizio Sudano, direttore museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria a cui seguiranno i saluti istituzionali di Clara Vaccaro, prefetto di Reggio Calabria e Filippo Demma, direttore regionale Musei Calabria. Con la moderazione di Enrico Paratore del Rotary Club Reggio Calabria Sud Parallelo 38, si alterneranno gli interventi di Gianfranco Zurzolo, Unità di Crisi per la Calabria per il ministero della Cultura, “Il ruolo dell’Unità di Crisi del ministero della Cultura. La gestione dell’emergenza”; del capitano Giacomo Geloso, comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, “Il ruolo del Comando TPC tra legalità e tutela del patrimonio culturale”; Sebastiano Rotta, della direzione regionale Vigili del Fuoco Calabria, “La salvaguardia dei beni culturali. Il contributo dei Vigili del Fuoco – Attività di prevenzione incendi – Azioni tecniche in emergenza”; Michele Folino Gallo, del dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria, “Il volontariato per la salvaguardia del patrimonio culturale. Progetti in atto e nuove opportunità”; Paolo Martino, incaricato regionale Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale calabra, “Il patrimonio culturale religioso in Calabria: formazione degli inventari informatizzati: strumenti per l’identificazione e il recupero delle opere in caso di calamità”; Antonino Tramontana, presidente Camera di commercio Reggio Calabria, “Il patrimonio culturale: risorsa per lo sviluppo dei territori e dell’economia locale”; e Daniela Costanzo, responsabile Ufficio Collezioni del MArRC, “Sostenere le istituzioni culturali con il fundraising: l’esempio dell’art bonus per il MArRC”.

Reggio Calabria. In piazza Paolo Orsi del museo Archeologico nazionale l’evento “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza”: laboratorio sperimentale aperto al pubblico con attività scientifiche, solitamente riservate agli studiosi, in diretta. Apertura della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio”, e lancio del progetto Farm

reggio-calabria_archeologico_agorà-archeologia-di-reggio-in-piazza_locandinaGrande attesa a Reggio Calabria per l’evento “Agorà: L’archeologia di Reggio in piazza”. Martedì 23 gennaio 2023, alle 11.30, in piazza Paolo Orsi, sarà possibile partecipare al laboratorio sperimentale e assistere in diretta ad attività scientifiche solitamente riservate agli studiosi. I reperti “in piazza” saranno le coloratissime terrecotte architettoniche provenienti dagli scavi urbani di Reggio Calabria. Contestualmente verrà inaugurata la mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio”, nata dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e il MArRC, che espone una corposa collezione di gioielli scultura mono e polimaterici “da indossare”, vere e proprie sculture realizzate in Accademia nel 2012 e nel 2017. Sarà inoltre lanciato il progetto Farm, ideato e organizzato da Living Camera Srl in partenariato con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, promosso dal ministero della Cultura e finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU attraverso i fondi PNRR “Transizione digitale organismi culturali e creativi”. “Un progetto nato da un’idea di Filippo Demma”, commenta il direttore Fabrizio Sudano, “che il personale del MArRC è riuscito a implementare e realizzare in breve tempo. Un segnale di accoglienza e apertura al territorio e di grande attenzione alla divulgazione scientifica”.

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La lastra a rilievo dipinto con scena di danza (520- 500 a.C.), che costituiva forse una metopa dall’area sacra di località Griso-Laboccetta (Reggio Calabria): rappresenta due fanciulle riccamente abbigliate in movimento o di danza o di fuga (foto marrc)

Il progetto prende vita dal protocollo d’intesa sottoscritto pochi giorni fa tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia per condividere attività, iniziative, programmi di ricerca, conservazione, tutela, promozione e valorizzazione dei contesti archeologici provenienti dal Territorio di Reggio e custoditi presso i depositi di entrambi gli Istituti. Nella Agorà/piazza Paolo Orsi del MArRC sarà possibile osservare in diretta una équipe di ricercatori della Scuola Superiore Meridionale di Napoli, guidata dal prof. Carlo Rescigno, impegnati nella digitalizzazione delle terrecotte architettoniche provenienti dagli scavi urbani di Reggio Calabria, ovvero l’area sacra Griso-Laboccetta, via XXIV maggio e piazza Italia. Il primo di una serie di “laboratori aperti”, calendarizzati fino all’arrivo della primavera, che vedranno puntare i riflettori su reperti mai esposti prima e teams di studio e ricerca in azione.

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Il prof. Piero Sacchetti, direttore dell’accademia di Belle arti di Reggio Calabria (foto abarc)

Un momento di incontri e novità, come nelle migliori Agorà, che vedrà protagonista al museo anche l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, con l’inaugurazione della mostra “Intrecci. Trame preziose tra Reghion e Reggio” curata dal direttore dell’Accademia, prof. Piero Sacchetti, da Filippo Malice, docente titolare della Cattedra di Scultura e coordinatore della Scuola di Scultura, e dall’architetto Claudia Ventura, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Museo. Nelle vetrine presenti in sala conferenze, verranno esposti gioielli e piccole decorazioni frutto della reinterpretazione della grande tradizione di artigianato artistico della nostra città, una passeggiata tra materiali, forme e colori quanto mai variegati. Un percorso espositivo che vede la presenza di opere di numerosi artisti, ex studenti dell’Accademia di Belle arti di Reggio Calabria, del liceo Artistico di Reggio Calabria, del liceo Artistico di Siderno e il liceo Artistico di Vibo Valentia.

living-camera_logoE sempre in mattinata, la conferenza stampa di lancio del progetto Farm, ideato e organizzato da Living Camera Srl – azienda di comunicazione, produzioni video e cinematografiche – in partenariato con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, promosso dal ministero della Cultura e finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU attraverso i fondi PNRR “Transizione digitale organismi culturali e creativi”. Farm è un progetto di formazione rivolto ai giovani, che avranno la possibilità di partecipare a masterclass e lezioni frontali su tematiche quali cinema, regia, montaggio video, grafica, marketing e sulla costruzione di contenuti in Realtà Aumentata per il patrimonio archeologico e culturale del territorio calabrese.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale incontro con Fabrizio Mollo (università di Messina) sulle ricerche archeologiche a Santa Gada di Laino Borgo che chiude il ciclo su “Reggio e oltre”

reggio-calabria_archeologico_ricerche-archeologiche-nella-valle-del-mercure_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria terzo e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Reggio e oltre. Studi, ricerche e valorizzazione in Calabria” a cura dell’Ufficio Collezioni del MArRC. Appuntamento martedì 16 gennaio 2024, alle 17, con l’incontro: “Ricerche archeologiche nella valle del Mercure-Lao: l’insediamento di Santa Gada di Laino Borgo”. Introduce Daniela Costanzo, museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, relaziona Fabrizio Mollo, università di Messina, che parlerà dell’insediamento di Santa Gada di Laino Borgo e presenterà i risultati delle ultime ricerche.