Matera. Visita guidata itinerante “DEE E DONNE – Eros e femminile dall’Antichità al Novecento” da Palazzo Lanfranchi all’ex Ospedale San Rocco con apericena e degustazioni

Venerdì 29 maggio 2026, alle 17.45, “DEE E DONNE – Eros e femminile dall’Antichità al Novecento”: visita guidata itinerante da Palazzo Lanfranchi all’ex Ospedale San Rocco di Matera a cura di Funzionaria Archeologa dei musei. Dalle antiche dee ai simboli del desiderio, della maternità, della forza e dell’identità femminile: una visita immersiva tra reperti, racconti e suggestioni senza tempo. Un focus speciale dedicato alle dee del grano, ultimo approfondimento tematico prima della conclusione del percorso espositivo prevista il 7 giugno 2026. La serata si conclude alle 19 con apericena, show cooking e degustazione di prodotti del grano nella corte dell’ex Ospedale San Rocco. Visita itinerante e degustazione inclusa nel biglietto di Palazzo Lanfranchi. I biglietti acquistati al museo ex Ospedale San Rocco danno diritto alla sola degustazione. Per info e prenotazioni al link https://forms.gle/CFyDmxGGUzzhzNMH9.
Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” apre la mostra “I magazzini del grano” a cura dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa nell’ambito della mostra diffusa “Le dee del grano”, curata dai Musei nazionali di Matera

Venerdì 22 maggio 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi (Pz) inaugurazione della mostra “I magazzini del grano”, visitabile fino al 27 settembre 2026, con la quale i musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa partecipano alla mostra diffusa “Le dee del grano”, curata dai Musei nazionali di Matera, con un percorso espositivo dedicato al tema della conservazione del grano, intrecciando archeologia, antropologia e arte contemporanea. Protagoniste del percorso sono le olle e i contenitori destinati allo stoccaggio delle derrate: manufatti che raccontano l’importanza del grano all’interno delle comunità agricole preromane e romane. Attraverso vasi provenienti da contesti domestici e funerari, filmati, fotografie, apparati multimediali e QR Code di approfondimento, il visitatore viene accompagnato in un viaggio che unisce memoria storica e riflessione contemporanea.

Elemento centrale di questo racconto è il sarcofago di Rapolla, opera identitaria del Museo e del territorio, sul quale compare la figura di Kore-Persefone: simbolo eterno dei cicli della natura, della fertilità della terra e del continuo alternarsi di morte e rinascita, espressione del legame profondo tra il mondo agricolo e la dimensione sacra che, fin dall’antichità, accompagnava il lavoro della terra. La mostra diffusa ha coinvolto i musei nazionali dell’intera regione, ognuno dedicato a un particolare aspetto del racconto, ogniuno legato al grano e alle divinità femminili della fertilità. L’esposizione del museo “Massimo Pallottino” si propone come uno spazio di riflessione sul valore universale del grano e dei cereali nella storia dell’uomo mettendo in dialogo reperti archeologici, oggetti etnografici, arte, musica e linguaggi contemporanei che trovano il culmine nell’installazione artistica di Vito Maiullari, scultore e artista ma anche visionario custode della memoria.
Policoro (Mt). Al parco archeologico di Herakleia si inaugura il progetto artistico Siris per la valorizzazione delle aree sacre del sito e la creazione di un Ecomuseo archeologico. Ecco il programma

“Rovina Inversa” di Gijs Van Vaerenbergh nel luogo dell’antico Tempio Arcaico nel parco archeologico di Herakleia a Policoro (foto roberto conte)

“Rovina Inversa” di Gijs Van Vaerenbergh nel luogo dell’antico Tempio Arcaico nel parco archeologico di Herakleia a Policoro (foto roberto conte)
Lunedì 10 novembre 2025, alle 15, al parco archeologico di Herakleia, in via Colombo a Policoro (Mt), si inaugura il progetto artistico Siris, che si inserisce nell’ambito dell’attività del ministero della Cultura volta a valorizzazione le aree sacre del sito e alla creazione di un Ecomuseo archeologico. Saranno presenti il direttore generale Musei Massimo Osanna e il direttore dei musei nazionali di Matera – direzione regionale Musei nazionale della Basilicata Filippo Demma. Il progetto è a cura di @studiostudiostudio.art di @edoardotresoldiofficial, con la direzione artistica di Antonio Oriente. Alle 15, apertura del Parco con ingresso gratuito; 16.15, live performance di Claudia Fabris e Max Magaldi; 18.30 e 21.15, visite guidate. Un’occasione per riscoprire il sito in una forma estetica nuova e immersiva con un percorso che si snoda attraverso le opere del duo belga Gijs Van Vaerenbergh (con una “Rovina Inversa” nel luogo dell’antico Tempio Arcaico), Selva Aparicio (sette sculture nel Bosco Sacro in forma di edicole votive) e Max Magaldi, che introduce un paesaggio sonoro esperienziale grazie ai contributi della poetessa Claudia Fabris e della musicista Daniela Pes. Il tutto restituito in un documentario del regista Giovanni Troilo.
Ministero della Cultura. Annunciati i direttori delegati dei quattro istituti cui Giuli non ha rinnovato il mandato: museo nazionale Romano, Palazzo Reale di Napoli, musei nazionali di Matera, musei nazionali di Bologna

A pochi giorni dall’annuncio da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, della pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia, con il contestuale annuncio che per quattro direttori non ci sarebbe stato il rinnovo del mandato (vedi Ministero della Cultura. Annunciata la pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia: incarichi per enti scoperti per accorpamento, nuova istituzione, aggiornamento della fascia; o per fine mandato. Per 4 direttori il ministro Giuli non rinnova l’incarico | archeologiavocidalpassato),il ministero della Cultura ha comunicato che il Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo, di concerto con il ministro della Cultura, ha conferito le deleghe di direttore del museo nazionale Romano a Edith Gabrielli, direttrice generale dell’istituto ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia. Il ministero della Cultura ha poi comunicato che la direzione generale Musei ha provveduto a coprire gli altri tre posti rimasti scoperti incaricando altrettanto delegati, “nelle more della pubblicazione e dell’espletamento della procedura di selezione dei nuovi direttori titolari”. A Palazzo Reale di Napoli arriva l’arch. Paola Ricciardi, dirigente MiC; ai musei nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata il dott. Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari; ai musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia Romagna il dott. Costantino D’Orazio, direttore dei musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria. I direttori delegati, sulla base degli obiettivi assegnati dal direttore generale Musei, si occuperanno non solo di garantire la continuità amministrativa e la gestione ordinaria, ma anche di assicurare l’efficace realizzazione dei progetti in essere o in programmazione, con particolare riferimento a quelli relativi al PNRR.
Novità editoriali. Dopo due anni di ricerca pubblicato il libro “Figure rosse. La pittura vascolare dal Museo Ridola di Matera” fotografie di Luigi Spina, con testi di Annamaria Mauro, Claude Pouzadoux, Adriana Sciacovelli, Luigi Spina (5 Continents Editions)

Copertina del libro “Figure rosse. La pittura vascolare dal Museo Ridola di Matera” fotografie di Luigi Spina (5 Continents editions)
Dopo due anni di ricerca al museo Ridola di Matera è stato pubblicato per 5 Continents Editions il libro “Figure rosse. La pittura vascolare dal Museo Ridola di Matera” fotografie di Luigi Spina, con testi di Annamaria Mauro, Claude Pouzadoux, Adriana Sciacovelli, Luigi Spina. I vasi italioti a figure rosse della Magna Grecia e della Collezione Rizzon, conservati nei musei nazionali di Matera, nella sede del Museo Ridola, offrono l’occasione per percepire il mondo antico con occhi nuovi e per scoprire i suoi significati più reconditi, grazie alla fotografia di Luigi Spina. Testimonianza significativa della pittura vascolare tra il V e il IV secolo a.C., i manufatti del museo risalgono in gran parte alle scoperte di Domenico Ridola (1841-1932) e fanno parte di elaborati corredi funerari, di grande valore estetico e storico, grazie ai quali la vita quotidiana si riflette nei miti. Nel libro, il colore nero è il protagonista: esalta le figure rosse e mette in risalto lo sguardo attento del fotografo Luigi Spina. Dettagli anatomici, drappeggi e motivi decorativi emergono con tutta la loro forza senza il filtro delle teche museali, mentre i tocchi di bianco arricchiscono la bicromia dei vasi. Fotografare un’opera d’arte significa coglierne il significato profondo per comunicarlo al mondo. Lontano dall’idea di catalogo museale, il volume può essere piuttosto inteso come un atlante figurativo dell’antichità.

Il fotografo Luigi Spina autografa il suo libro “Interno Pompeiano” (foto dms-roma)
Luigi Spina, fotografo, con 5 Continents Editions ha pubblicato The Buchner Boxes (2014), Hemba (2017) e Diario Mitico (2017). Sempre per la medesima casa editrice ha creato, insieme a Valeria Sampaolo, la collana “Oggetti rari e preziosi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli”, e la serie “Tesori Nascosti” che comprende i titoli: Tazza Farnese, Mosaico di Alessandro, San Domenico di Niccolò dell’Arca e Bronzi di Riace (2022); il progetto Canova. Quattro tempi (2020-2024) e il grande progetto fotografico Interno pompeiano (2023).





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