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Marzabotto (Bo). L’eccezionale scoperta di un pozzo rituale etrusco, con manufatti integri e resti umani, ha chiuso la XXXIX campagna di scavo dell’università di Bologna nella città etrusca di Kainua. Questi preziosi reperti saranno visibili all’interno del nuovo percorso espositivo del MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Ecco la relazione tecnica della scoperta

Statuetta femminile in bronzo scoperta nel pozzo rituale sacro di Kainua (Marzabotto) (foto drm-em-rom)
Il pozzo rituale sacro scoperto e scavato nell’antica Kainua (Marzabotto) (foto drm-em-rom)

La XXXIX campagna di scavo archeologico condotta dall’università di Bologna nella città etrusca di Kainua (Marzabotto) si è conclusa in questi giorni con l’eccezionale scoperta di un pozzo rituale con manufatti integri e resti umani, reperti che saranno visibili all’interno del percorso espositivo del MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto (Bo), da poco rinnovato. Le indagini, finanziate dalla direzione generale Musei, e dirette dalla prof.ssa Elisabetta Govi dell’università di Bologna – Alma Mater Studiorum, hanno portato alla luce un pozzo rituale dalle caratteristiche uniche, situato presso l’area sacra urbana dedicata alla dea Uni, restituendo reperti di straordinaria fattura in ottimo stato di conservazione.

Lo scavo del pozzo rituale sacro nell’antica Kainua (Marzabotto) (foto drm-em-rom)

Il riempimento del pozzo, scavato con la preziosa collaborazione sul campo del G.R.A. (Gruppo Ravennate Archeologico), ha rivelato sul fondo due statuette femminili in bronzo e un rarissimo piatto bronzeo che conservano ancora l’originario colore lucente del metallo. Si tratta di offerte votive deposte durante un solenne rito di fondazione del pozzo, inquadrabile cronologicamente tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. A.C., in concomitanza con la nascita stessa della città di Kainua. Riferibili invece a un atto rituale di chiusura del pozzo sono due scheletri umani di adulti che segnarono la fine dell’utilizzo della struttura. La scoperta dimostra che il pozzo non assolveva solo a una mera funzione di approvvigionamento idrico, ma rivestiva una profonda e complessa valenza sacra e rituale legata alla fondazione stessa della città e al culto dell’acqua.

I reperti in bronzo rinvenuti nel pozzo rituale sacro scoperto nell’antica Kainua (Marzabotto) (foto drm-em-rom)

Il pozzo si colloca nell’area sacra urbana a Kainua. In questo luogo sono stati rinvenuti due imponenti templi monumentali che le iscrizioni etrusche attribuiscono alla coppia divina suprema del pantheon: Tinia (corrispondente a Zeus/Giove greco-romano) e la sua consorte Uni (Hera/Giunone). Nell’area dedicata a Uni è documentato inoltre il culto di Vei (Demetra/Cerere), protettrice della fertilità agraria e umana. Proprio all’interno di questa cornice cultuale si inserisce il ritrovamento, arricchendo di nuovi, preziosi dettagli la conoscenza sulla religiosità e sui riti di fondazione delle città etrusche. Lo scavo – che l’università di Bologna conduce presso il Parco archeologico di Kainua dal 1988 – si basa su un modello di cooperazione virtuoso incentrato sul sostegno reciproco tra istituzioni, realizzato attraverso un finanziamento di 140mila euro da parte della direzione generale Musei del ministero della Cultura, sostenuto dal DiVA – Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale. Il finanziamento si inserisce all’interno dell’accordo quadro sottoscritto nel 2023 tra il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto e l’università di Bologna che prevede anche l’erogazione di contributi finanziari. Proprio la possibilità di prolungare le regolari attività di scavo (per ulteriori due settimane nel corso del 2026), ha reso possibile il ritrovamento del pozzo.

Statuetta femminile in bronzo scoperta nel pozzo rituale sacro di Kainua (Marzabotto) (foto drm-em-rom)

Questo traguardo corona una collaborazione proficua e consolidata tra la Musei nazionali di Bologna-direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna diretti da Luigi Gallo, il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto diretto da Denise Tamborrino e l’università di Bologna. Una sinergia virtuosa che unisce in un unico flusso continuo la ricerca scientifica sul campo, la tutela ministeriale e la valorizzazione museale. La portata culturale di questa scoperta trova subito spazio nell’innovativa visione museologica del MNEMA, di cui è stato presentato il nuovo allestimento lo scorso giugno. Recentemente riaperto al pubblico, dopo un profondo intervento e un ripensamento delle sue funzioni e della sua identità, il museo si rivolge al presente, non limitando la sua funzione all’idea di contenitore statico della “collezione storica”. Grazie a questo nuovo concept, il museo è già pronto ad accogliere i nuovi reperti appena rinvenuti negli scavi a Kainua, non appena gli approfondimenti scientifici lo consentiranno. Visitando il museo, il pubblico non assisterà più a un’esposizione immutabile nel tempo, ma potrà ammirare in tempo reale i risultati delle ricerche in corso, stabilendo un contatto diretto e pulsante con lo scavo archeologico.

Planimetria della città etrusca di Marzabotto (Kainua) e posizionamento del pozzo (foto drm-em-rom)
Antica Kainua (Marzabotto, Bo): Terrecotte votive scoperte nel 2022 nel santuario della dea Uni e testimonianti un culto femminile (foto drm-em-rom)

Scoperta del pozzo rituale della città etrusca di Kainua (Marzabotto): il contesto. Il santuario urbano ospita due monumentali templi, che le iscrizioni etrusche ci rivelano dedicati alla coppia divina più importante: Tinia (il corrispettivo di Zeus/Giove) e la consorte Uni (Hera/Giunone). Nell’area sacra della dea Uni è venerata anche la dea Vei (Demetra/Cerere) che, assieme a Uni protettrice delle nascite e del matrimonio, tutela la fertilità umana e agraria. Nell’ambito di questo orizzonte cultuale, ricostruibile grazie alla eccezionale documentazione epigrafica, all’ottimo stato di conservazione delle strutture murarie di fondazione dei templi e alle tracce di una ritualità soprattutto declinata al femminile, negli ultimi anni di indagini archeologiche non sono mancate le novità significative, come la scoperta delle due terrecotte votive femminili, una testa e un busto riconducibili al culto di divinità femminili, da poco esposte nel Museo, rinnovato nell’allestimento.

Scavo archeologico nell’antica Kainua (Marzabotto, Bo): Il G.R.A. (Gruppo Archeologico Ravennate) e gli archeologi dell’università di Bologna (foto drm-em-rom)
Antica Kainua (Marzabotto, Bo): Il pozzo rivestito da una camicia di ciottoli e il suo riempimento (foto drm em-rom)
Operazioni di scavo del pozzo rituale sacro etrusco nell’antica Kainua (Marzabotto, Bo) (foto drm em-rom)

Il pozzo. Nel 2026 presso il santuario della dea Uni è stato messo in luce un pozzo, che è stato possibile scavare grazie allo straordinario lavoro del G.R.A., Gruppo Ravennate Archeologico, un’associazione di volontari con una esperienza pluriennale di indagini di pozzi antichi e di reti idriche: la loro grande professionalità e passione ha consentito di svuotare in sicurezza il riempimento della struttura, rivestita con una camicia di ciottoli e profonda 4,40 m, nonostante le difficoltà determinate dalla presenza dell’acqua di falda. Il pozzo ha un diametro della bocca di 0,80 m e un rivestimento che raggiunge lo spessore di 0,80 m, costituito dalla camicia di ciottoli e da uno strato di ghiaia compatta. La struttura approfondendosi si allarga fino a raggiungere la marna, la roccia sedimentaria impermeabile, nella quale è ricavato un pozzetto. Sono ancora visibili le tracce degli strumenti utilizzati dagli Etruschi per scavare la parte più profonda che si allarga fino ad un diametro di 1,76 m. Il modello digitale del pozzo consente di studiarne la struttura. Opera molto impegnativa, il pozzo appena scoperto si aggiunge ai più di 50 pozzi finora noti e scavati nella città di Kainua, che aveva un efficiente sistema di gestione delle acque. Questo pozzo però racconta una storia diversa perché ha una funzione rituale e non solo di approvvigionamento idrico. Più in generale, è uno dei rari casi in cui è possibile ricostruire quasi integralmente il rito di fondazione di un pozzo etrusco. Si tratta quindi di un pozzo sacro, che si colloca alle origini della città.

Modello digitale del pozzo rituale etrusco scoperto nell’antica Kainua (Marzabotto, Bo) /foto drm em-rom)
La camicia di ciottoli del pozzo rituale etrusco nell’antica Kainua (Marzabotto, Bo) (foto drm em-rom)

Il riempimento del pozzo per circa 3,5 m ha restituito una quantità considerevole di sassi e di terra, buttati nella cavità per colmarla. Verso il fondo sono stati rinvenuti due scheletri di individui adulti, che ad una prima analisi condotta dalla Prof.ssa M.G. Belcastro dell’Università di Bologna, possono essere ricondotti ad una donna anziana e ad un uomo giovane. Non è la prima volta che nei pozzi di Marzabotto si rinvengono scheletri umani, che in passato sono stati interpretati come deposizioni della fase di occupazione celtica della città. Questa scoperta, cui sarà dedicato uno specifico progetto di ricerca interdisciplinare che metterà in campo le più avanzate metodologie di indagine scientifica (analisi del radio carbonio (C14), del DNA, isotopiche), consentirà di dare risposte ai molti quesiti sollevati, a partire dalla datazione di questa deposizione che decretò la fine del pozzo e forse anche della città, alla natura forse rituale di questo seppellimento.

Statuetta di bronzo raffigurante una fanciulla scoperta nel pozzo rituale etrusco dell’antica Kainua (Marzabotto, Bo) (foto drm em-rom)
Statuetta di bronzo raffigurante una fanciulla scoperta nel pozzo rituale etrusco dell’antica Kainua: particolare del volto e del diadema decorato con motivo a foglie e onde(Marzabotto, Bo) (foto drm em-rom)

Il rito di fondazione. Nello strato più profondo del pozzo, a contatto col pozzetto sono stati recuperati molti oggetti, alcuni forse caduti, altri deliberatamente deposti. Infatti, vi sono le tracce di un rito di fondazione del pozzo. Il pozzo, una struttura che si approfondisce nel terreno per diversi metri, di fatto è un dispositivo che mette in comunicazione l’uomo con le divinità della terra. Due statuette di bronzo di pregevole fattura sono state deposte sul fondo del pozzo. Si tratta di figure femminili abbigliate con tunica e mantello che scende sul petto con due lembi e sulla schiena. Sono fratturate e mancano alcune parti, ma sono eccezionalmente conservate nel colore originario del metallo, perché non hanno subito il processo di ossidazione essendo immerse nell’acqua. Sulla testa il diadema, decorato con un motivo a foglie e onde, fuoriesce dal mantello. Il volto è stato deformato da un colpo accidentale. Il gesto, ricorrente in queste statuette, è quello di tenere con la mano sinistra un lembo della veste (Fig. 10), mentre l’altra è portata in avanti per l’offerta di un fiore o di un frutto. La produzione delle cosiddette Korai, cioè le fanciulle, è ben nota a Marzabotto, grazie a rinvenimenti ottocenteschi e anche degli scavi più recenti. Quelle ora scoperte nel pozzo rientrano nel tipo più raffinato sia per il livello elevato dei dettagli incisi sulla superficie e sia per le dimensioni, che dovevano raggiungere l’una almeno 25 cm, l’altra 20 cm circa. Ragguardevole anche la quantità di metallo utilizzato per realizzarle: più di 1400 gr. per quella più grande e circa 650 gr. per la più piccola. Le statuette sono state realizzate tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. a.C. e probabilmente sono state deposte quando il pozzo “sacro” fu realizzato, cioè nella fase di fondazione della stessa città.

Pozzo rituale etrusco dell’antica Kainua: eccezionale piatto di bronzo perfettamente conservato (foto drm em-rom)

Il rito di fondazione del pozzo, oltre all’offerta di queste raffinate statuette in metallo, ha comportato anche la deposizione di vasi utilizzati durante la cerimonia, per lo più brocche di argilla ma anche un eccezionale piatto di bronzo, anch’esso perfettamente conservato. Si tratta di un rinvenimento rarissimo, che conferma la sacralità del rito dedicato ad una dea, il cui nome è scritto su un frammento di una coppa di bucchero: la dea che per definizione è la fanciulla e la figlia, la Persefone del mondo greco figlia di Demetra, la Cavatha etrusca, figlia di Vei. Questa nuova iscrizione riporta l’attenzione sulla coppia della madre e della figlia, già documentata nel tempio vicino e probabilmente raffigurate nelle terrecotte votive come paradigmi divini della parabola esistenziale della donna. Il riferimento alla dea, che nella mitologia greca è sposa di Ade, sembra inoltre confermare il legame con le profondità della terra e con l’elemento naturale dell’acqua che è fondamento della ritualità etrusca. Possibile offerta è anche l’applique di un vaso di bronzo, decorata con due figurine di cavalli alati, così come una chiave perfettamente conservata.

Applique di vaso di bronzo, decorato con cavallini alati dal pozzo rituale etrusco dell’antica Kainua (foto drm em-rom)
Chiave dal pozzo rituale etrusco dell’antica Kainua (foto drm em-rom)

Il significato di questa scoperta è poi amplificato dalla quantità considerevole di resti vegetali (persino foglie) e animali. Ossi di animali di molte specie, dai mammiferi agli uccelli, sono stati restituiti dallo scavo del pozzo che li ha preservati intatti per secoli. Lo studio di questo materiale consentirà quindi di ricostruire il paesaggio e l’ambiente naturale nel quale il pozzo e la città furono costruiti. La cavità del pozzo fu definitivamente colmata durante la fase di occupazione romana del pianoro di Marzabotto, come dimostra un frammento di anfora romana rinvenuto nel riempimento di terra più alto, presso l’imboccatura. La struttura diviene così uno straordinario palinsesto del sito. La scoperta apre una nuova stagione di ricerche sul santuario urbano di Kainua e sui rituali che accompagnarono la fondazione di una delle città etrusche meglio conservate d’Italia.

Marzabotto (Bo). Al museo nazionale Etrusco e nel parco dell’antica Kainua il concerto del percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi per un’esperienza di ascolto immersiva, dove il paesaggio archeologico e la musica si incontrano in un dialogo tra passato e presente

In attesa dell’edizione 2026 del festival, ROBOT torna al Parco Archeologico di Kainua con una produzione speciale realizzata in collaborazione con il MNEMA – museo nazionale Etrusco di Marzabotto. L’appuntamento è in programma venerdì 10 luglio 2026, alle 20, nell’ambito di Membrane Culturali 2026, la rassegna promossa dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Giunta alla sua edizione 2026 grazie al sostegno del ministero della Cultura, Membrane Culturali si conferma come un progetto che negli anni ha saputo affermarsi quale modello innovativo di valorizzazione dei luoghi della cultura, mettendo in dialogo musica contemporanea e patrimonio storico-artistico. La rassegna rinnova la volontà di trasformare i musei e i siti archeologici statali in spazi vivi e partecipati, capaci di accogliere esperienze artistiche contemporanee e di offrire nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale. In questo contesto, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto e il parco archeologico di Kainua diventano il palcoscenico di un’esperienza di ascolto immersiva, dove il paesaggio archeologico e la musica si incontreranno in un dialogo tra passato e presente. L’evento è a partecipazione gratuita con l’acquisto del biglietto di ingresso al museo (intero € 7). La capienza è limitata a 100 persone, la prenotazione è consigliata e il biglietto può essere acquistato anche online al seguente link: https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/7e1cf3d0-7787-473b-a231-e42ed5271d7e. L’iniziativa è realizzata con il sostegno della direzione generale Spettacolo, della direzione generale Musei del ministero della Cultura e della Fondazione Carisbo.

Il percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi (press photo by issei suzuki)

Protagonista della serata sarà Mohammad Reza Mortazavi, tra i più importanti percussionisti contemporanei. Il musicista iraniano si esibirà nell’Acropoli dell’antica città etrusca, uno dei luoghi più suggestivi del sito archeologico, caratterizzato da un forte valore simbolico e da un’atmosfera unica. Nato a Isfahan nel 1979, Mortazavi ha iniziato a suonare all’età di sei anni. A nove aveva già superato il proprio maestro e conquistato il primo dei sette titoli nazionali iraniani di tombak, lo storico tamburo persiano. Da oltre vent’anni vive a Berlino, dove sviluppa una ricerca artistica che, pur affondando le proprie radici nella tradizione musicale persiana, ne supera costantemente i confini. La sua pratica musicale trasforma lo strumento in un’estensione del corpo, alla ricerca di uno spazio in cui gesto, suono e percezione si fondono in un’unica esperienza. Il suo ultimo album, Nexus (Latency, 2025), rappresenta una nuova apertura del suo percorso artistico, introducendo voce, effetti elettronici e nuove sperimentazioni sonore. Nel corso della sua carriera si è esibito in alcuni dei più prestigiosi teatri e istituzioni culturali internazionali, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Panthéon di Parigi e la Sydney Opera House. Il disco Ritme Jaavdanegi è stato inoltre inserito da Pitchfork tra i migliori album sperimentali del 2019.

Marzabotto (Bo). Riaperto al pubblico il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” dopo un accurato intervento di riallestimento da 800mila euro, “Vivere Kainua”: un modello di musealizzazione completamente rinnovato, capace di far dialogare le testimonianze del passato con la sensibilità contemporanea

Il nuovo allestimento del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) (foto o. de carlo)
Il nuovo allestimento del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) (foto o. de carlo)

Dopo un accurato intervento di riallestimento e una profonda riflessione sul ruolo del museo oggi, lunedì 8 giugno 2026 ha riaperto al pubblico il MNEMA – museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) con un modello di musealizzazione completamente rinnovato, capace di far dialogare le testimonianze del passato con la sensibilità contemporanea. “La riapertura del MNEMA segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di Kainua e del patrimonio etrusco nazionale”, interviene Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna – direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Con il nuovo allestimento Vivere Kainua, il MNEMA vuole essere un luogo, accessibile e in continua evoluzione, che fa dell’apertura e dell’inclusività alcuni dei suoi principi guida: un museo in grado di accogliere pubblici diversi e di offrire strumenti nuovi per comprendere il passato attraverso lo sguardo del presente”. Grazie a un finanziamento di 800mila euro, inserito nella programmazione della legge 190/2014, il MNEMA è stato oggetto di una rilettura accurata e complessiva che ha interessato gli spazi interni e che proseguirà nell’area archeologica, che si estende per una superficie di ben 25 ettari. Il progetto, curato da un team multidisciplinare, ha trasformato il museo e il parco in strumenti attivi di mediazione del patrimonio. Dopo la riapertura verranno organizzati alcuni eventi che arricchiranno l’offerta del Museo durante tutto il periodo estivo.

Il nuovo ingresso del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) (foto o. de carlo)

Nel nuovo allestimento, progettato dall’arch. Fabio Fornasari, oggetti e manufatti vengono presentati in un racconto che li contestualizza e ne traccia il percorso nel tempo, dal ritrovamento al significato sociale, presentando il museo come una realtà dinamica. L’esposizione è arricchita dai numerosi nuovi reperti rinvenuti durante le campagne di scavo in concessione condotte dall’università di Bologna – dipartimento di Storia Culture e Civiltà, che hanno consentito di poter mettere in valore ulteriori aspetti della vita della città di Kainua. Nel corso del tempo sarà possibile ospitare approfondimenti o prestiti in collaborazione con altre istituzioni museali, per creare ulteriori confronti e riflessioni sul patrimonio conservato in museo e sulle ricerche in corso. Ne è un esempio l’esposizione temporanea (fino al 29 settembre 2026) dedicata alle terrecotte votive provenienti dal Santuario di Veio e conservate al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. A livello architettonico, è inoltre stata eliminata la barriera che separava fisicamente l’interno e l’esterno, costituita dalla vecchia scalinata, migliorando l’accoglienza e la fruibilità degli spazi anche attraverso la realizzazione di una nuova biglietteria.

Il nuovo allestimento del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) (foto o. de carlo)

“Il progetto di riallestimento e rilettura dell’area archeologica nasce da una riflessione profonda sul ruolo che un museo deve avere oggi: non soltanto luogo di conservazione, ma uno spazio capace di creare connessioni tra ricerca, paesaggio, comunità e visitatori”, dichiara Denise Tamborrino, direttrice del museo nazionale Etrusco. Uno degli obiettivi principali è stato proprio quello di ricucire il rapporto tra il museo e il parco archeologico, concependoli come parti di un unico racconto: da un lato gli oggetti e le testimonianze materiali, dall’altro il paesaggio e il tracciato urbano dell’antica Kainua. Il nuovo allestimento punta sull’accessibilità come metodo di lavoro. Nuove letture hanno portato a ripensare anche i reperti, non più semplici esemplari tipologici ma oggetti portatori di una propria biografia specifica, quindi capaci di raccontare la storia anche attraverso riproduzioni tattili e sonografie che ricostruiscono paesaggi sonori dell’epoca etrusca”.

Il nuovo allestimento del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) (foto o. de carlo)

Il cuore del rinnovamento è racchiuso nel concept “Kainua. Manuale d’uso”, quasi un’idea di manifesto del nuovo museo, elaborato in collaborazione con il prof. Roberto Zancan dell’HEAD di Ginevra. Kainua. Manuale d’uso trae ispirazione da una riflessione più ampia sul significato delle città, intese come luoghi in cui si intrecciano architettura, natura e socialità. Le città non sono mai realtà statiche: nascono, si trasformano, vibrano, vivono e muoiono, mantenendo una loro memoria profonda. Questa visione supera la dicotomia tra museo e parco archeologico, trattandoli invece come un unico organismo narrativo. L’obiettivo è restituire leggibilità all’unica città etrusca ancora percorribile nel suo impianto originario, trasformando la visita in un’esperienza collettiva per riflettere sul nostro modo di abitare il mondo.

Il progetto Under the Same Sky di Eva Marisaldi al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) (foto o. de carlo)

La nuova visione del MNEMA trova il suo ideale punto di contatto con la contemporaneità anche attraverso l’arte di oggi, che viene integrata nel sito, anzi diventa strumento per amplificare immaginari e sensibilità. Proprio all’interno della cornice di “Kainua. Manuale d’uso”, si inserisce il progetto Under the Same Sky di Eva Marisaldi. L’archeologia viene indagata dall’artista bolognese come un ponte che unisce tempi diversi in un momento unico. Il progetto di Marisaldi è costituito da tre interventi che vengono presentati per la prima volta e fungono da elementi di mediazione tra il visitatore e il patrimonio archeologico. Attraverso il suo sguardo immaginativo, Eva Marisaldi invita il pubblico a esplorare aspetti ancora poco noti della società etrusca, stimolando una visione personale e nuova della vita quotidiana nell’antica Kainua. Si tratta del primo di una serie di interventi commissionati ad artisti contemporanei che continueranno anche in futuro, con l’obiettivo di rinnovare e ampliare la comprensione e la narrazione intorno a Kainua.

Eventi dell’estate 2026 al MNEMA. Ecco il programma dei primi tre appuntamenti, in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia.

12 giugno 2026, alle 21: “Pianoforte Bill” con Lella Costa e Alberto Nosè. Un omaggio a due grandi autori per l’infanzia: il grande scrittore e poeta Gianni Rodari e il meno noto compositore Remo Vinciguerra, prolifico autore di composizioni pianistiche dedicate ai giovani e meno giovani esecutori. Fra un gruppo di brani e l’altro l’attrice Lella Costa leggerà brani poetici e testi in prosa scelti appositamente in funzione delle musiche eseguite e viceversa, in una specie di duetto poetico-musicale “consonante” che rapirà l’attenzione del pubblico. L’evento si svolge nell’ambito della rassegna “Pianofortissimo” ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Marzabotto. Costo evento 10 euro, gratuito per i minori di 18 anni, abbonamento 35 euro. Prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it. | Info: tel. 051 931026 – 349 7536667.

13 giugno 2026, alle 18: “Acque sacre a Marzabotto (Kainua). Il santuario fontile” con Elisabetta Govi e Federica Timossi. Evento promosso all’interno delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026. La città etrusca di Marzabotto, l’antica Kainua, offre una ricca documentazione sulla gestione dell’acqua: le infrastrutture idriche, tra pozzi, canalette e la fonte pubblica, ci rivelano un’attenzione sapiente verso l’elemento naturale che per gli Etruschi è sacro. Nel piccolo ma monumentale santuario per il culto delle acque, costruito attorno ad una sorgente naturale, sono emerse le tracce di una devozione che dura secoli e di un culto salutare. Le acque captate, convogliate, sacralizzate sono al centro di un racconto che si snoda tra passato e presente, riportando in evidenza il delicato rapporto tra uomo e ambiente. Evento gratuito, per chi partecipa al convegno costo di accesso al Museo con tariffa ridotta 2 euro. Gradita prenotazione, posti limitati. Info e prenotazioni: mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it | Tel. 349 2834073.

14 giugno 2026, alle 16: visita tematica con accesso alla Necropoli Nord. Evento promosso all’interno delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026. La durata della visita è di circa 1h e 30. Le visite sono condotte dallo staff del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto. Nel contesto della visita tematica sarà possibile visitare la Necropoli Nord parte del Parco Archeologico non accessibile nei normali percorsi di visita. La prenotazione è consigliata, i gruppi verranno chiusi al raggiungimento delle 30 unità. Costo visita 10 euro a persona, gratuita per minori di 10 anni e i titolari Card Cultura.  Info e prenotazioni: mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it | Tel. 349 2834073.