Archivio tag | Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa

Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), la conferenza “Il viaggio dell’Askòs Catarinella. Storia ritualità e identità”, dedicato al ritorno nella collezione museale venosina di uno dei più importanti esemplari della ceramica listata canosina di età ellenistico-romana

Martedì 26 maggio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), la conferenza “Il viaggio dell’Askòs Catarinella. Storia, ritualità e identità”, dedicato al ritorno nella collezione museale venosina di uno dei più importanti esemplari della ceramica listata canosina di età ellenistico-romana. Il ritorno e la valorizzazione dell’Askòs Catarinella, straordinaria testimonianza della civiltà daunia e delle sue pratiche rituali legate al culto dei defunti e alla concezione dell’aldilà, rappresenta un momento di grande rilievo culturale e simbolico per la città di Venosa e per il patrimonio archeologico della Basilicata.

Ad aprire l’incontro sarà Rosanna Calabrese, direttrice del museo Archeologico nazionale di Venosa, seguita dai saluti istituzionali del sindaco di Venosa Francesco Mollica. Interverranno studiosi italiani e internazionali: Christian Heitz – università di Innsbruck, Matthias Hoernes – università di Salisburgo, su “Lusso, rituali e potere: l’Askòs Catarinella e le élite della Daunia nell’età ellenistico-romana”; Maria Teresa Imbriani – università della Basilicata, su “Figlio mio che sogno lungo che ti fai: morte e pianto rituale nella Lucania di Scotellaro”. Le conclusioni saranno affidate a Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.

L’Askòs Catarinella, straordinaria testimonianza della civiltà daunia e delle sue pratiche rituali legate al culto dei defunti e alla concezione dell’aldilà, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (foto drm-basilicata)

A seguire, il pubblico assisterà allo svelamento della nuova teca espositiva che accoglierà l’Askòs Catarinella all’interno del percorso museale permanente. Il reperto, un grande vaso destinato a contenere e versare liquidi potori era verosimilmente parte del corredo funerario di un personaggio appartenente all’élite daunia. Scoperto intorno agli anni Venti del Novecento in seguito a scavi clandestini, l’Askòs costituisce un eccezionale esempio di produzione tarda della ceramica listata canosina, decorata con bande geometriche e motivi naturalistici stilizzati. Di straordinario interesse è il ricco apparato figurativo che si sviluppa sotto le bocche del vaso: un lungo corteo funerario animato da offerenti, musicisti e prèfiche con le braccia alzate in segno di lutto che assiste il defunto verso il passaggio nell’oltretomba. La scena culmina attorno a un catafalco funerario e a una struttura interpretata come ingresso della tomba a camera, mentre grandi figure femminili ornate di gioielli evocano divinità ctonie protettrici dei momenti di transizione tra vita e morte. L’intero immaginario decorativo rimanda a credenze salvifiche e a simboli di rinascita, tra cui galli, elementi floreali e il cipresso, in una narrazione visiva di eccezionale potenza simbolica e spirituale. Il ritorno dell’Askòs Catarinella al museo archeologico nazionale di Venosa rappresenta la restituzione alla comunità di una memoria identitaria profondamente legata alla storia antica del territorio.

Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” apre la mostra “I magazzini del grano” a cura dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa nell’ambito della mostra diffusa “Le dee del grano”, curata dai Musei nazionali di Matera

Venerdì 22 maggio 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi (Pz) inaugurazione della mostra “I magazzini del grano”, visitabile fino al 27 settembre 2026, con la quale i musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa partecipano alla mostra diffusa “Le dee del grano”, curata dai Musei nazionali di Matera, con un percorso espositivo dedicato al tema della conservazione del grano, intrecciando archeologia, antropologia e arte contemporanea. Protagoniste del percorso sono le olle e i contenitori destinati allo stoccaggio delle derrate: manufatti che raccontano l’importanza del grano all’interno delle comunità agricole preromane e romane. Attraverso vasi provenienti da contesti domestici e funerari, filmati, fotografie, apparati multimediali e QR Code di approfondimento, il visitatore viene accompagnato in un viaggio che unisce memoria storica e riflessione contemporanea.

Il sarcofago di Rapolla al museo Archeologico di Melfi (foto drm-bas)

Elemento centrale di questo racconto è il sarcofago di Rapolla, opera identitaria del Museo e del territorio, sul quale compare la figura di Kore-Persefone: simbolo eterno dei cicli della natura, della fertilità della terra e del continuo alternarsi di morte e rinascita, espressione del legame profondo tra il mondo agricolo e la dimensione sacra che, fin dall’antichità, accompagnava il lavoro della terra. La mostra diffusa ha coinvolto i musei nazionali dell’intera regione, ognuno dedicato a un particolare aspetto del racconto, ogniuno legato al grano e alle divinità femminili della fertilità. L’esposizione del museo “Massimo Pallottino” si propone come uno spazio di riflessione sul valore universale del grano e dei cereali nella storia dell’uomo mettendo in dialogo reperti archeologici, oggetti etnografici, arte, musica e linguaggi contemporanei che trovano il culmine nell’installazione artistica di Vito Maiullari, scultore e artista ma anche visionario custode della memoria.

Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza” nell’ambito del progetto “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”

Il 13 maggio 2026, alle 15.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza”, dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione di nuovi itinerari culturali lungo l’asse bradanico tra Matera, Venosa e Melfi, nell’ambito del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”, una ricerca biennale finanziata dal ministero dell’università e della Ricerca e sviluppata da cinque unità di ricerca appartenenti a università italiane: Sapienza università di Roma (capofila), IUAV Venezia, università di Ferrara, università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e università di Camerino. Programma del seminario. Alle 15.30, saluti istituzionali: Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa; Francesco Mollica, sindaco di Venosa; Giuseppe Maglione, sindaco di Melfi; Giuseppe Mecca, sindaco di Avigliano; Giuseppe Candela, sindaco di Irsina; 16, introduzione: Fabrizio Toppetti, Ettore Vadini, Ludovico Romagni, Marino Borrelli su “Grand Tour Diversions. Matera, Melfi, Bradanica”; 16.30, interventi: Tommaso Serafini (musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa) su “Castelli, musei e parchi archeologici nazionali del Vulture: strategie e percorsi di valorizzazione”; Antonio Bixio (università della Basilicata) “Borghi rurali lucani in divenire”; Antonio Elettrico (fondazione Matera Basilicata 2019) su “Infrastrutture culturali e narrazione: la creazione di itinerari medievali nelle aree interne lucane”; 17.30, tavola rotonda: dialogo tra i partecipanti e chiusura seminario.

Promossa dalle Unità di Ricerca e dai Laboratori di Pre-Laurea coordinati dal prof. Ettore Vadini e dal prof. Ludovico Romagni della Scuola di Architettura e Design dell’università di Camerino, in collaborazione con l’istituto autonomo Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa, l’iniziativa prevede un articolato programma di visite studio nei luoghi-patrimonio dell’Alto Bradano e un seminario pubblico conclusivo. Saranno coinvolti trenta studenti laureandi del corso di laurea in Scienze dell’Architettura della SAAD di Ascoli Piceno, accompagnati da docenti, ricercatori, tutor e guide. Il gruppo sarà impegnato nell’esplorazione di significativi patrimoni della modernità e dell’antichità tra Matera e Melfi, tra cui borghi della Riforma, castelli medievali, centri storici e siti archeologici.

L’obiettivo del progetto è indagare le condizioni di sfruttamento turistico di alcuni luoghi-simbolo del territorio italiano e, parallelamente, individuare nuove opportunità di sviluppo per contesti limitrofi ad alto potenziale. I casi studio includono Venezia e la Riviera del Brenta fino ai Colli Euganei, Roma e la costa nord da Fiumicino a Civitavecchia, Pescara e la costa dei Trabocchi con i parchi dell’Appennino centrale, e Matera con l’area interna bradanica verso il Vulture Melfese. In un contesto segnato dalle criticità dell’overtourism, il progetto intende promuovere un approccio multidisciplinare capace di valorizzare la diversità dei territori e di superare i limiti della monocultura turistica. Attraverso la costruzione di un solido quadro conoscitivo e lo sviluppo di progetti sperimentali a diverse scale, “Grand Tour Diversions” mira a delineare nuove funzioni e forme a supporto di itinerari culturali sostenibili.

Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” appuntamento speciale con “La conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio” per le celebrazioni dei 50 anni del museo

Sabato 25 aprile 2026, negli spazi del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”, nel Castello di Melfi (Pz), “La conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio”, articolato in due turni, alle 17 e alle 18.15. Un appuntamento speciale che si inserisce nel programma di celebrazioni per i cinquant’anni del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, un importante traguardo che si vuole condividere con il pubblico attraverso un calendario di iniziative di alto valore culturale. L’iniziativa propone un’esperienza immersiva di forte impatto visivo ed emotivo, in cui la pittura si fa azione scenica: i capolavori di Michelangelo Merisi da Caravaggio prendono vita attraverso la tecnica dei tableaux vivants, restituendo al pubblico la potenza espressiva dell’arte caravaggesca, fondata su intensi contrasti di luce e ombra, capaci di rivelare e coinvolgere profondamente lo spettatore. Lo spettacolo, a cura della compagnia Ludovica Rambelli Teatro di Dora De Maio, prevede la rappresentazione di 23 celebri tele del maestro lombardo, ricostruite dal vivo in una sequenza di immagini di straordinaria suggestione. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria al numero 0972238726. Con questa iniziativa, i Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa rinnovano il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, promuovendo forme innovative di fruizione capaci di avvicinare pubblici diversi e offrire nuove chiavi di lettura dell’esperienza artistica.

Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz): percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), diretto da Rosanna Calabrese, alle 17.30, il percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”, dedicato alle donne della colonia latina di Venusia, con ingresso gratuito alle donne. L’itinerario tra epigrafi, reperti archeologici e fonti letterarie restituisce voce alle donne venusine e riconosce il loro contributo, spesso silenzioso ma fondamentale, alla vita economica e sociale della città. Occasione per riflettere sul ruolo femminile nell’antichità e valorizzare storie di autonomia e partecipazione attiva alla vita della comunità. Dietro i nomi femminili incisi nella pietra emerge una comunità viva e dinamica: donne impegnate nel lavoro, inserite in reti di relazioni umane e professionali, protagoniste di attività produttive e imprenditoriali. Tra le testimonianze: la lanipendia Catallage, addetta alla distribuzione della lana, esempio di competenze specializzate in un sistema organizzato; Minatia e Babullia, attive nella produzione laterizia, figure riconoscibili come imprenditrici autonome nell’Italia romana. Uno sguardo alle fonti letterarie, a partire da Orazio, che restituisce profili significativi di donne e del loro lavoro. Prenotazione allo 097236095.

 

Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” visita tematica “San Faustino oltre San Valentino. Dell’amore e dei suoi volti”

Il 15 febbraio 2026, alle 17.30, il museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz) celebra San Faustino, festa dedicata ai single, con il percorso tematico “San Faustino oltre San Valentino. Dell’amore e dei suoi volti”. Partendo dalla concezione antica per cui esistono sei diverse forme d’amore, da quello narcisistico a quello filiale, da quello passionale a quello spirituale, verranno analizzati insieme i molteplici aspetti di questo complesso sentimento. I reperti esposti nel museo saranno lo spunto per affrontare questa tematica da una prospettiva insolita, attraverso mito, storia e arte. Informazioni e prenotazioni al n. 0972.36095.

Roma. Entrati in ruolo i vincitori del corso – concorso per dirigente tecnico del ministero della Cultura: ecco l’elenco dei nuovi direttori di musei e luoghi della cultura sul territorio o di uffici centrali della direzione generale Musei

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Il ministro Gennaro Sangiuliano ha dato il benvenuto ai 49 nuovi dirigenti tecnici immessi nei ruoli del ministero della Cultura (foto mic)

Il 6 maggio 2024 il ministro Gennaro Sangiuliano ha dato il benvenuto ai 49 nuovi dirigenti tecnici immessi nei ruoli del ministero della Cultura, selezionati attraverso un corso-concorso. E qualche giorno dopo 17 di loro sono stati nominati nuovi direttori di altrettanti musei e luoghi della cultura sul territorio o di uffici centrali della direzione generale Musei. Ecco l’elenco ufficiale.

Direzione generale Musei

Servizio II. Sistema museale nazionale e valorizzazione del patrimonio culturale:
Roberto Vannata

Servizio III. Fruizione e comunicazione del patrimonio culturale:
Luca Mercuri

Abruzzo
Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo:
Massimo Sericola

Basilicata
Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa:
Tommaso Serafini

Emilia Romagna
Musei nazionali di Ravenna:
Andrea Quintino Sardo

Lazio
Direzione regionale Musei nazionali Lazio:
Elisabetta Scungio

Museo nazionale etrusco di Villa Giulia:
Luana Toniolo

Musei e parchi archeologici di Praeneste e Gabii:
Martina Almonte

Lombardia
Direzione regionale Musei nazionali Lombardia:
Rosario Maria Anzalone

Museo nazionale dell’Arte digitale:
Maria Paola Borgarino

Piemonte
Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte:
Filippo Masino

Sardegna
Direzione regionale Musei nazionali Sardegna:
Valentina Uras

Toscana
Museo archeologico nazionale di Firenze:
Daniele Federico Maras

Ville e residenze monumentali fiorentine:
Federica Bergamini

Musei nazionali di Pisa:
Massimo Dadà

Parchi archeologici della Maremma:
Leonardo Bochicchio

Veneto
Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna:
Marianna Bressan