Archivio tag | mostra “I pittori di Pompei”

Bilancio 2022. All’Egizio quasi 900mila visitatori. Al Mann, raddoppiati gli ingressi e ora si punta al milione con grandi mostre. A Ercolano dodici mesi ricchi di eventi con quasi mezzo milione di visitatori

torino_egizio_bilancio-2022_locandinaDa Nord a Sud, primi numeri a bilancio di un anno molto positivo per i luoghi della Cultura. Il museo Egizio di Torino è il più stringato: “Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 ci siete venuti a trovare in 898.500. Vi ringraziamo uno ad uno per averci sostenuti ed affiancati fino a questo risultato”.

napoli_mann_pubblico mostra bizantini_foto-mann

Visitatori alla mostra “I Bizantini” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Più articolato il messaggio lanciato dal museo Archeologico nazionale di Napoli. Il 2022 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si conclude con un’evidente conferma del trend della ripartenza dopo l’emergenza pandemica: gli ingressi sono stati circa 450mila, in crescita del 126% rispetto al 2021. Oltre il 63% del totale sono stati i visitatori paganti. Soddisfatto il direttore del Mann, Paolo Giulierini, che analizza l’affluenza dello scorso anno, guardando al futuro: “Se all’appello non fossero ancora mancate le scuole, potremmo parlare di ingressi 2022 ai livelli del 2019, l’anno record pre-Covid, rispetto al quale abbiamo però in percentuale un 17 per cento in più di paganti. Si tratta di dati molto positivi a conferma della generale tendenza in crescita dei flussi, e che premiano il nostro lavoro, quello di un Museo dall’offerta ricca e attrattiva, sempre aperto anche mentre si andava rinnovando con importanti cantieri.  Ambasciatore di Napoli e dell’Italia nel mondo come dimostrano i numeri delle mostre in Italia e all’estero. Nel 2023 con l’apertura totale degli spazi e due super due mostre, ‘Alessandro e l’Oriente’ e ‘Picasso e il Mann’, lanciamo l’ambizioso obiettivo del milione di visitatori. Ci aspetta un Mann come neppure i napoletani ricordano di averlo mai visto, con l’apertura delle sale storiche dell’ala occidentale destinate alla Campania Romana. E mai così esteso, con l’avvio del cantiere delle nuove sale sotterranee, servizi e collegamento alle metro, protagonista della rigenerazione urbana”.

shangai_museo_mostra-a-world-of-beauty_inaugurazione_foto-iic-shangai

La recente inaugurazione a Shangai, in Cina, della mostra “A world of beauty” con alcuni capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto iic-shangai)

​​Inoltre, da un’analisi dei prestiti delle opere del Mann all’estero e in Italia, si può stimare che nel 2022 i capolavori dell’Istituto, provenienti anche dai ricchissimi depositi, siano stati ammirati da quasi 700mila persone: oltre 473mila i visitatori della mostra itinerante “Pompeii”, realizzata in Giappone con centocinquanta reperti del Mann; circa 100mila i biglietti staccati a Suzhou per l’esposizione sugli Etruschi; 90mila le presenze tra Pittsburgh e New York per percorsi sempre basati su significativi prestiti del Museo. E non solo: aperta da dieci giorni a Shangai, l’esposizione sulla bellezza, che ha come star la Venere Callipige, ha registrato già 25mila visitatori. Nel 2022 (in alcuni casi concluse anche nel 2023), le mostre con manufatti del Museo in giro per il mondo sono state 43 (23 in Italia, 14 in Europa, 4 in Asia, 2 negli Stati Uniti); nel Bel Paese, da menzionare il successo dell’allestimento “I pittori di Pompei” che, al museo civico Archeologico di Bologna, ha fatto registrare da fine settembre 33mila presenze (in mostra, vi sono cento splendidi affreschi del Mann).

napoli_mann_promozione-openMann-2022_locandinaNello scorso anno, il Museo ha viaggiato molto anche sui canali digitali: rispettivamente 95mila, 85mila e 14mila i seguaci di Instagram, Facebook e Twitter, mentre si lavora all’implementazione delle pagine Tik Tok e Youtube, che ha registrato 41mila visualizzazioni a fronte delle 27mila del 2021. Buon riscontro anche per il videogioco “Father and son2”, disponibile da luglio su Google Play e App Store e scaricato da 35mila utenti. Nel 2022, infine, confermato il successo della campagna abbonamenti OpenMANN con circa 3mila sottoscrizioni.

ercolano_parco_visitatori_1_foto-paerco

Visitatori al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Il 2022 anno di innovazione al Parco di Ercolano, dodici mesi ricchi di eventi e di visitatori. Il 2022 per il parco archeologico di Ercolano ha rappresentato la vera rinascita dopo gli anni bui della pandemia da Coronavirus. Sono stati 436.855 i visitatori che hanno varcato la soglia dell’ingresso del sito, rispetto ai 155.154 dello scorso anno. Proficue e costanti le azioni di connessione del Parco con il territorio, prima fra tutte l’apertura nella Reggia di Portici della mostra ‘Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano’, viaggio immersivo nelle mille trame degli straordinari ed unici oggetti e mobili di legno dell’antica Ercolano; come numerose sono state le iniziative condivise con il territorio, tra le quali l’illuminazione in diverse occasioni dell’ingresso di Corso Resina, simbolicamente il nodo che collega l’antico al moderno, il sito archeologico alla città moderna di Ercolano.

ercolano_parco_venerdì-di-ercolano_bonaiuto-sirano_foto-paerco

Ciro Bonajuto, sindaco di Ercolano, e Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Il 2022 è stato un anno di apertura e attenzione verso i differenti pubblici che frequentano questo straordinario sito UNESCO”, interviene il direttore Francesco Sirano. “Abbiamo lavorato per gli appassionati con il ciclo di incontri de Gli Ozi di Ercole, per coloro che sono interessati agli aspetti ecologici e del buon vivere con i Laboratori del gusto, abbiamo aperto le porte dei nostri cantieri con I Close Up, abbiamo coinvolto turisti e curiosi con i Venerdì di Ercolano, arricchito l’offerta culturale con l’apertura della Casa della Gemma e la pubblicazione di una nuova guida breve del sito; vogliamo essere un sito Pets Friendly e stiamo sperimentando la visita in compagnia dei nostri amici a quattro zampe. L’anno si è concluso con l‘apertura della Mostra Materia, un progetto di ricerca non solo storico archeologica ma anche museografica per restituire alla comunità locale e al pubblico internazionale l’esperienza dei rarissimi legni e mobili dell’antica Ercolano attraverso un progetto condiviso con altri Enti e attori del territorio. Un grazie al nostro pubblico che ci segue costantemente al quale offriremo un 2023 altrettanto ricco di esperienze, e un grazie particolare allo staff del Parco e al tema del partner privato della Fondazione filantropica senza scopo di lucro Packard Humanities Institute che quotidianamente si dedica alla conservazione e valorizzazione di un luogo tanto magico”.

ercolano_teatro-antico_Sirano accoglie la comunità locale_foto-paerco

Visitatori al Teatro antico di Ercolano con caschi, mantelline e torce (foto paerco)

Dopo la lunga pausa dovuta allo stato emergenziale, nel 2022 è stato inoltre riaperto il percorso sotterraneo del Teatro Antico, esperienza speleologica che trasporta indietro nei secoli. L’anno trascorso ha visto protagonista il Parco Maiuri con la rassegna I laboratori del gusto, ciclo di incontri per valorizzare la cultura del cibo, attraverso il dialogo e la gioia di stare insieme, imparando a conoscere da vicino i prodotti del territorio vesuviano, a partire dalle loro antiche origini fino al loro all’utilizzo nella odierna gastronomia. Nel 2022 è stata riproposta la fortunata rassegna ‘Gli Ozi di Ercole, Il materiale della vita/La vita materiale’, che registrando continui sold out, ha dato voce alla cultura materiale, al desiderio, all’appetito in un costante rimpallo tra antico e moderno.

ercolano_parco_app-guida-autistici_sperimentazione-1_foto-paerco

Una app guida i ragazzi autistici in visita al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

L’appuntamento che corona la capacità di inclusione del Parco del 2022 è stato il lancio della App per guidare nella visita gli autistici: a disposizione dei ragazzi dei dispositivi con un’applicazione basata su di un software appositamente studiato per facilitare il coinvolgimento dei bambini con disturbo dello spettro autistico. Una speciale guida alla visita, progettata da esperti del settore per consentire la fruizione dell’area con indicazioni e approfondimenti in base ai tempi e alle peculiarità degli ospiti. Molto buono infine il riscontro per il 2022 dell’abbonamento ‘Un anno=un giorno’, che offre la possibilità di visitare il sito archeologico per un intero anno al costo di 13 euro, lo stesso di un biglietto singolo; tanto che si ripropone per l’anno 2023 la stessa promozione.

Bologna. Aperture straordinarie tutti i giorni festivi (eccetto Natale) per le festività dei musei civici. E per la prima volta l’intera giornata di Capodanno. Ampia offerta: mostre, visite guidate, conferenze, concerti, laboratori per famiglie e bambini

bologna_ist.bologna_musei_logoPorte aperte dei musei civici di Bologna per le festività. E per la prima volta apertura in via straordinaria di tutte le sedi, con esclusione del museo del Patrimonio Industriale, anche nell’intera giornata di Capodanno. Dal 24 dicembre 2022 al 6 gennaio 2023 le sedi dei musei civici si faranno ancora più accoglienti verso cittadini e turisti con aperture straordinarie in tutti i giorni i giorni festivi, ad eccezione di Natale. Ampia e variegata l’offerta tra cui scegliere, con le collezioni permanenti e le mostre temporanee, le visite guidate, le conferenze di approfondimento, i concerti musicali e le attività educational dedicate alle famiglie e ai più piccoli, per trascorrere in modo creativo le vacanze scolastiche e imparare divertendosi. Per regalare o regalarsi a Natale i colori di Pompei, MondoMostre propone una promozione davvero speciale per l’ingresso alla mostra “I pittori di Pompei” in corso al museo civico Archeologico: 10 euro anziché i 16 (oltre i diritti di prevendita) del costo abituale del biglietto “open”, con la possibilità di usufruirne nei giorni e nell’orario preferiti. La promozione è valida fino a sabato 24 dicembre. Per acquistare il biglietto: https://mondomostre.vivaticket.it/it/event/biglietto-open-i-pittori-di-pompei/182795?idt=3079.

bologna_archeologico_mostra_I_Pittori di Pompei_anticipazioni_locandina

Locandina della mostra “I pittori di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Bologna dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023

“Dal 24 dicembre al 6 gennaio i musei civici arricchiscono, attraverso aperture straordinarie, le festività dei residenti e dei turisti con un’offerta che coinvolge tutti i pubblici”, sottolinea Elena Di Gioia, delegata del sindaco alla Cultura di Bologna e Città metropolitana. “Bambine, bambini e famiglie nelle attività creative laboratoriali al Museo del Patrimonio Industriale e al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Per tutti gli altri, visite guidate, attività di mediazione, percorsi che interessano le collezioni permanenti e le numerose mostre temporanee, tra cui “I pittori di Pompei” con un biglietto fortemente scontato. Sono certa che ci sarà una grande risposta a questa offerta nel trend positivo che ha visto il numero di visitatori dei musei civici raggiungere le 40mila unità mensili, uguagliando le presenze pre-Covid. L’offerta dei nostri musei si allarga alla Cina dove la mostra “ETRUSCHI. Signori dell’Italia antica” promossa dal museo civico Archeologico al Wuzhong Museum a Suzhou viene protratta fino al capodanno cinese, a fine gennaio. Nei primi tre mesi i visitatori alla mostra sono già stati 100mila e le visualizzazioni delle attività online oltre 220mila”. Info e orari completi: www.museibologna.it. Si consiglia la prenotazione dei biglietti di ingresso sul sito Mida Ticket: https://www.midaticket.it/eventi/musei-civici-di-bologna.

bologna_archeologico_sezione-egizia_statuetta-gatto_foto-bogna-musei

Statuetta di gatto nella collezione egizia del museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Ecco alcuni appuntamenti da segnalare. Lunedì 26 dicembre 2022, alle 17, al museo civico Archeologico – via dell’Archiginnasio 2: “Il dono di Dioniso”, visita guidata a cura degli archeologi di ASTER. Prenotazione obbligatoria solo online: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScqFEOWX9l1jAHBUus1bUWqh9GFIdMAZ_HPmJ6mrq9mhjWpGA/viewform. Ingresso: 4 euro + biglietto museo (6 euro intero / 3 euro ridotto). Per i possessori di Card Cultura 3 euro. Info: http://www.museibologna.it/archeologico

Venerdì 6 gennaio 2023, ore 11, al museo civico Medievale – via Manzoni 4: “Il museo che non si vede. Tesori dai depositi del museo civico Medievale”, visita guidata alla mostra a cura di Silvia Primerano e Davide Scabbia. Ingresso: biglietto museo (6 euro intero / 3 euro ridotto). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito Info: http://www.museibologna.it/arteantica

Ore 17, al museo civico Archeologico – via dell’Archiginnasio 2: “Sotto il segno di Sekhmet: la magia nell’antico Egitto tra riti e amuleti”, visita guidata a cura degli archeologi di ASTER. Espressione della doppia valenza di molte divinità egizie, la dea leonessa Sekhmet portava malattie e pestilenze ma era anche in grado di porvi termine, se opportunamente placata e venerata dagli uomini: per questo era considerata divinità delle epidemie e della medicina. La grande statua di Sekhmet, in prestito dal Museo Egizio di Torino, ci apre le porte del mondo della magia nell’antico Egitto attraverso un percorso che, tra bronzetti, stele e amuleti, ci racconta di come gli antichi egiziani si proteggessero nella vita quotidiana attraverso oggetti e riti. Prenotazione obbligatoria, a partire dal lunedì precedente, solo online: https://www.museibologna.it/archeologico/eventi/47655/id/107588. Ingresso: 4 euro + biglietto museo (6 euro intero / 3 euro ridotto). Per i possessori di Card Cultura 3 euro Info: www.museibologna.it/archeologico

Domenica 8 gennaio 2023, ore 16.45, al museo civico Archeologico – via dell’Archiginnasio 2: “I pittori di Pompei”. Visita guidata alla mostra a cura di Aster | MondoMostre. Prenotazione obbligatoria allo 0291446110. Ingresso: 19,60 euroi (comprensivo di biglietto della mostra e radioguida) Info: www.museibologna.it/archeologico.

bologna_archeologico_mostra_I_pittori_di_Pompei_allestimento_1_Foto_Roberto_Serra

Una sala della mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna (foto roberto serra)

Mostre. “I pittori di Pompei”, fino al 19 marzo 2023. Curata da Mario Grimaldi e prodotta da MondoMostre, l’esposizione è resa possibile da un accordo di collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | museo civico Archeologico e museo Archeologico nazionale di Napoli che prevede il prestito eccezionale di oltre 100 opere di epoca romana appartenenti alla collezione del museo partenopeo, in cui è conservata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo. Il progetto espositivo pone al centro le figure dei pictores, ovvero gli artisti e gli artigiani che realizzarono gli apparati decorativi nelle case di Pompei, Ercolano e dell’area vesuviana, per contestualizzarne il ruolo e la condizione economica nella società del tempo, oltre a mettere in luce le tecniche, gli strumenti, i colori e i modelli. L’importantissimo patrimonio di immagini che questi autori ci hanno lasciato – splendidi affreschi dai colori ancora vivaci, spesso di grandi dimensioni – restituisce infatti il riflesso dei gusti e i valori di una committenza variegata e ci consente di comprendere meglio i meccanismi sottesi al sistema di produzione delle botteghe. Sono pochissime le informazioni giunte a noi sugli autori di queste straordinarie opere e quasi nessun nome ci è noto. Grazie alle numerose testimonianze pittoriche conservate dopo l’eruzione avvenuta nel 79 d.C. e portate alla luce dalle grandi campagne di scavi borbonici nel Settecento, le cittadine vesuviane costituiscono un osservatorio privilegiato per comprendere meglio l’organizzazione interna e l’operato delle officine pittoriche. A Bologna, per la prima volta, viene esposto un corpus di straordinari esempi di pittura romana provenienti da quelle domus celebri proprio per la bellezza delle loro decorazioni parietali, dalle quali spesso assumono anche il nome con cui sono conosciute. Capolavori – solo per citarne alcuni – dalle domus del Poeta Tragico, dell’Amore punito, e dalle Ville di Fannio Sinistore a Boscoreale, e dei Papiri a Ercolano. Info: www.museibologna.it/archeologicowww.ipittoridipompei.it.

Bologna. Curatore e protagonisti della mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico introducono alla visita degli oltre cento affreschi dall’area vesuviana conservati al Mann: una pinacoteca unica al mondo sulla pittura degli antichi romani

bologna_archeologico_mostra_I_Pittori di Pompei_anticipazioni_locandina

Locandina della mostra “I pittori di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Bologna dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023

Una pinacoteca unica al mondo che apre lo sguardo sulla pittura degli antichi romani da una prospettiva diversa, quella dei suoi autori, i pictores, che nella stragrande maggioranza dei casi sono rimasti anonimi e di loro comunque sappiamo pochissimo. Ma grazie alle numerose testimonianze pittoriche conservate dopo l’eruzione avvenuta nel 79 d.C. e portate alla luce dalle grandi campagne di scavi borbonici nel Settecento, le cittadine vesuviane costituiscono un osservatorio privilegiato per comprendere meglio l’organizzazione interna e l’operato delle officine pittoriche. Nasce da questi presupposti la mostra “I Pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna fino al 19 marzo 2023.

napoli_mann_5_parete-IV-stile-con-nature-morte_da-Casa_Giulia_Felice_pompei_foto-mann

Parete in IV stile con Nature Morte (xenia) dal tablino dei Praedia di Iulia Felix a Pompei conservata al museo Archeologico di Napoli (foto mann)

Il progetto espositivo pone al centro le figure dei pictores, ovvero gli artisti e gli artigiani che realizzarono gli apparati decorativi nelle case di Pompei, Ercolano e dell’area vesuviana, per contestualizzarne il ruolo e la condizione economica nella società del tempo, oltre a mettere in luce le tecniche, gli strumenti, i colori e i modelli. L’importantissimo patrimonio di immagini che questi autori ci hanno lasciato – splendidi affreschi dai colori ancora vivaci, spesso di grandi dimensioni – restituisce infatti il riflesso dei gusti e i valori di una committenza variegata e ci consente di comprendere meglio i meccanismi sottesi al sistema di produzione delle botteghe. Curata da Mario Grimaldi e prodotta da MondoMostre, l’esposizione è resa possibile da un accordo di collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | museo civico Archeologico e museo Archeologico nazionale di Napoli che prevede il prestito eccezionale di oltre 100 opere di epoca romana appartenenti alla collezione del museo partenopeo, in cui è conservata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo.

“La mostra nasce dalla volontà di creare un focus, un punto di osservazione privilegiato, su questi pittori anonimi”, spiega il curatore Mario Grimaldi ad archeologiavocidalpassato.com, “ma che ci hanno lasciato il loro repertorio iconografico e anche la loro vita all’interno delle abitazioni sepolte dal Vesuvio in primis, e ovviamente anche in tutte le realtà di età romana. Così abbiamo la possibilità di educare l’occhio a riconoscerne la presenza nelle grandi figure, nelle immagini, nel loro rapporto con il contesto e con lo spazio. E poi anche a entrare all’interno del discorso più importante del loro potere economico, della loro valenza sociale, e anche del rapporto che essi avevano nell’operare all’interno dello spazio ciò che avevano contrattualizzato e magari pensato con il proprietario della casa. Quindi un dialogo tra spazio e decorazione che non smette mai”.

“Il museo Archeologico nazionale di Napoli è lieto di vedere finalmente completato un lungo lavoro iniziato con il museo civico Archeologico di Bologna e l’organizzazione di Mondomostre”, sottolinea Paolo Giulierini, direttore del Mann, ad archeologiavocidalpassato.com, “che ha portato alla realizzazione di questa grande mostra dedicata ai pittori pompeiani qui in terra felsinea. D’altra parte l’idea di dare conto della grandezza della pittura pompeiana è un’idea che ha sempre in qualche modo caratterizzato le attività dell’Archeologico, che è impegnato in tante mostre anche all’estero, su temi analoghi. Oggi però si approfondisce un aspetto meno noto, cioè si vuole attraverso le pitture recuperare le personalità di pittori che in qualche modo erano dietro alle opere, restituendo una sorta di identikit di personalità a uomini di cui non ci è giunta la firma. Le opere sono oltre un centinaio. Affrontano temi che vanno dall’aspetto mitologico a quello storico, alla parte naturalistica, e danno uno spaccato completo di quella che era la vita di Pompei ma in generale anche di quella che era stata la grandezza della pittura del mondo greco che non si è conservata ma che in qualche modo è stata mutuata traghettata copiata anche da questi artisti attraverso cartoni. E quindi grazie a queste opere ricostruiamo anche la grandezza della Grecia che sostanzialmente è quella grandezza che può essere paragonata al Rinascimento pittorico italiano”.

“Questa mostra è molto attesa”, spiega Paola Giovetti, direttore del museo civico Archeologico di Bologna, “perché era stata pensata due anni fa e poi era stata bloccata dalla pandemia. Finalmente la mostra è realtà. Per Bologna è una grande occasione. La mostra raccoglie oltre cento affreschi provenienti da Pompei e dalle città vesuviane ora conservate nella più grande pinacoteca della pittura antica qual è il museo Archeologico nazionale di Napoli. E grande è stata la generosità del suo direttore Paolo Giulierini di accordare il prestito di queste opere per realizzare questa mostra che grazie al curatore Mario Grimaldi pone l’attenzione sulla figura del pittore. Per noi quindi si tratta di una grande occasione perché i bolognesi avranno la possibilità di vedere materiali straordinari accompagnati da una lettura particolare anche molto intima e con un grande valore emotivo. Stiamo parlando in fondo di persone, i pittori del mondo antico, anonimi ma di persone che sono esistite e che ci hanno lasciato la loro arte. La mostra sarà importante anche per i visitatori stranieri della nostra città che sicuramente conoscono Pompei e che avranno l’occasione di vederne un piccolo pezzo anche a Bologna”.

“I Pittori di Pompei è una grande mostra di qualità e rigore scientifico, un grande viaggio dello stupore, che fino a marzo 2023 accompagnerà i visitatori nella città di Bologna”, interviene per archeologiavocidalpassato.com Elena Di Gioia, delegata alla cultura di Bologna e città metropolitana di Bologna. “Un’occasione di entrare all’interno del museo civico Archeologico dentro un centinaio di affreschi: un grande libro aperto sulla bellezza, sull’importanza degli affreschi da Pompei e sull’importanza anche dei cicli narrativi che questo affreschi raccontano, dalle scene mitologiche a tutto quello che in mostra si potrà vedere. Una mostra con una parte didattica per l’infanzia molto importante. È dunque una grandissima occasione per la città di Bologna grazie alla collaborazione del museo Archeologico di Napoli da cui provengono le opere. Ed è anche una grande possibilità essere a distanza ravvicinata con questi affreschi, ad altezza occhio per osservare anche i particolari, i colori di questa meravigliosa e straordinaria collezione in mostra”.

napoli_mann_afrotide-e-marte_da-tablino-casa-amore-punito-a-pompei_foto-mann

Afrodite e Marte: particolare delal prete sud del tablico della Casa dell’Amore punito a Pompei, affresco conservato al museo Archeologico di Napoli (foto mann)

A Bologna, per la prima volta, verrà esposto un corpus di straordinari esempi di pittura romana provenienti da quelle domus celebri proprio per la bellezza delle loro decorazioni parietali, dalle quali spesso assumono anche il nome con cui sono conosciute. Capolavori – solo per citarne alcuni – dalle domus del Poeta Tragico, dell’Amore punito, e dalle Ville di Fannio Sinistore a Boscoreale, e dei Papiri a Ercolano. Il visitatore potrà ammirare un’ampia selezione degli schemi compositivi più in voga nei diversi periodi dell’arte romana, osservando come alcuni artisti sapessero conferire una visione originale di modelli decorativi continuamente variati e aggiornati sulla base di mode e stili locali. Rivivere scene di accoglienza dell’ospite, raffinate immagini di paesaggi e giardini, architetture, ma anche ammirare gli strumenti tecnici di progettazione ed esecuzione del lavoro: colori, squadre, compassi, fili a piombo, disegni preparatori, reperti originali ritrovati nel corso degli scavi pompeiani, comprese coppe ancora ripiene di colori risalenti a duemila anni fa. E, ancora, triclini, lucerne, brocche, vasi, riaffiorati negli scavi e raffigurati proprio negli affreschi in mostra, con i quali dialogavano nello spazio.

napoli_mann_figura-femminile_tablino-casa-del-meleagro.pompei_foto-mann

Dettaglio con figura femminile del registro superiore in affresco e stucco dal tablino della Casa del Meleagro a Pompei, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

La mostra proporrà infine la ricostruzione di interi ambienti pompeiani come quelli della Casa di Giasone e, ancora di più della straordinaria domus di Meleagro con i suoi grandi affreschi con rilievi a stucco, per raccontare il rapporto tra spazio e decorazione, frutto della condivisione di scelte, e di messaggi da trasmettere, tra i pictores e i loro committenti.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale al via la 28ma edizione della rassegna “Incontri di Archeologia”, da ottobre a maggio: il giovedì in Auditorium e on line

napoli_mann_incontri-di-archeologia_2022-2023_locandinaLa rassegna “Incontri di Archeologia” riprende la programmazione con la stessa ricchezza scientifica e comunicativa di ogni anno.  Questo vero e proprio classico del museo Archeologico nazionale di Napoli festeggia la ventottesima edizione: come da tradizione, gli eventi sono calendarizzati sempre di giovedì alle 16, in Auditorium con la possibilità di assistere alle conferenze in presenza o da remoto grazie alla diretta Facebook. La rassegna “incontri di Archeologia”, curata da Lucia Emilio e Miriam Capobianco, è promossa dai Servizi Educativi del MANN (Responsabile: Giovanni Vastano; staff: Annamaria Di Noia, Elisa Napolitano, Antonio Sacco, Angela Vocciante). In parallelo agli eventi per adulti, anche nella stagione 2022/2023 ogni terza domenica del mese è dedicata ai laboratori “MANNfor kids” destinati ai più piccoli.

napoli_mann_direttore-paolo-giulierini_3_foto-valentina-cosentino

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, apre gli “Incontri di Archeologia” 2022-2023 (foto valentina cosentino)

Si riparte il 27 ottobre 2022 con la lectio introduttiva di Paolo Giulierini: il direttore dell’istituto traccia il profilo de “Il MANN oltre il MANN: viaggi di incontri e conoscenze per i tesori del museo Archeologico nazionale di Napoli”, individuando le caratteristiche dei progetti scientifici che fanno conoscere in tutto il mondo il nostro patrimonio culturale.

napoli_mann_archeocinemann_1_logoDall’archeologia alla letteratura: il 3 novembre 2022, la scrittrice Valeria Parrella, in dialogo con Antonella Carlo (Responsabile Ufficio Comunicazione MANN), ricostruisce le fonti pompeiane che hanno sostenuto la scrittura e la rielaborazione fantastica del suo ultimo romanzo “La Fortuna” (Feltrinelli, 2022). Commistione di linguaggi anche per il giovedì successivo: il 10 novembre 2022, dalla mattina sino alle 19, full immersion cinematografica con la rassegna “ArcheocineMANN”, che racconta sul grande schermo gli antichi reperti e i siti archeologici di tutto il mondo.

bologna_archeologico_mostra_I_Pittori di Pompei_mario-grimaldi_foto-bologna-musei

Mario Grimaldi curatore della mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Artisti o artigiani: chi erano i pittori a lavoro nelle città vesuviane? Ne parla il 1° dicembre 2022 Mario Grimaldi, curatore della mostra “I pittori di Pompei” che, realizzata con cento affreschi del Mann, sta riscuotendo grande successo di pubblico e critica presso il museo civico Archeologico di Bologna. Non manca, come da rito che si rispetti, il consolidato appuntamento realizzato a cura di ICRA Project in collaborazione con l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico: il 15 dicembre 2022, per il pubblico del Museo e per gli internauti connessi in rete, Giovanni Greco rappresenta l’Orestea di Eschilo.

Leon_Cogniet_-_Jean-Francois_Champollion

Jean François Champollion ritratto da Leon Cogniet nel 1831

Il 2023 riparte all’insegna di una nuova esposizione in programma al MANN: il 12 gennaio 2023, con Rosanna Pirelli, focus sull’allestimento che valorizza il lavoro dell’archeologo francese Champollion e la nascita dell’egittologia scientifica. A seguire, il 26 gennaio 2023, appuntamento con Antonio De Simone per il racconto dei nuovi scavi nella Villa Augustea di Somma Vesuviana. Gli incontri di febbraio approfondiscono le attività espositive del MANN: giovedì 2 febbraio 2023, Giovanni Di Pasquale descrive il progetto di allestimento della Sezione Tecnologica Romana, mentre la settimana successiva (9 febbraio) Federico Marazzi invita alla scoperta della grande mostra sui Bizantini. In ossequio alle celebrazioni dell’amore di San Valentino, il 16 febbraio 2023 da non perdere la conferenza di Mario Cesarano, che analizza come la sessualità sia declinata su vasi e pitture parietali delle città vesuviane.

napoli_mann_mostra-l-altro-mann_bronzi-e-sculture_foto-valentina-cosentino

Bronzi e sculture “inediti” nella mostra “L’altro Mann. Depositi in mostra” (foto valentina cosentino)

Serrata anche la programmazione di marzo 2023; il mese si apre con l’incontro tenuto da Laura Forte e Marialucia Giacco: le due funzionarie archeologhe del MANN analizzano i nuovi allestimenti del museo Archeologico nazionale di Napoli; giovedì 9 marzo 2023, la professoressa Rossana Valenti effettua un excursus sul significato dell’acqua nell’immaginario degli antichi; il 16 marzo 2023, infine, l’archeologa Rosaria Ciardiello segue il viaggio del MANN in Giappone con la mostra itinerante “Pompeii”.

napoli_mann_mosaico-di-Alessandro1_dettaglio-alessandro_foto-mann

Alessandro Magno: dettaglio del grande mosaico della battaglia di Isso, proveniente da Pompei e conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Aprile 2023 si inaugura con un incontro a cura di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo (giovedì 13), che si soffermano sull’esposizione dedicata ad Alessandro Magno e programmata al Museo dal 23 marzo 2023. La dialettica tra noi e gli altri, spesso considerati “diversi” anche nell’antica Roma, è il filo conduttore della conferenza di Francesca Galgano (20 aprile 2023). Quattro gli appuntamenti di maggio: ancora Alessandro Magno protagonista della lezione di Giancarlo Abbamonte (4 maggio 2023); si va alla scoperta delle storie di carta della Biblioteca del MANN con Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli, Angela Luppino  e Serena Venditto (11 maggio 2023); Maria Morisco descrive la memoria custodita da antichi reperti pompeiani (18 maggio 2023); si chiude sempre con il classico appuntamento dedicato al restauro, grazie alla conferenza di Mariateresa Operetto (responsabile Laboratorio di restauro del Museo), che presenta alcuni casi di studio e lavoro sulle ceramiche figurate.

Bologna. Ci siamo: al museo civico Archeologico apre la mostra “I pittori di Pompei” con i capolavori provenienti dal museo Archeologico nazionale di Napoli

Ci siamo. Domani, 23 settembre 2022, al museo civico Archeologico di Bologna apre l’attesa mostra “I pittori di Pompei”, che offre fino al 19 marzo 2023 una prospettiva inedita per esplorare i gusti e i valori della società del I secolo d.C., attraverso capolavori proveniente dal museo Archeologico nazionale di Napoli. Nel passare in rassegna i migliori esempi di pittura romana, con cui gli artisti dell’epoca decoravano le domus del Poeta Tragico, dell’Amore punito, o la villa di Fannio Sinistore a Boscoreale, così come nello scoprire gli strumenti del mestiere, la mostra, composta di oltre 100 opere, racconta l’unicità di un mondo e le peculiarità di quei pictores la cui arte segna nel giro di pochi secoli una vera e propria rivoluzione, tanto da essere considerati, secondo le parole di Plinio il Vecchio, di “proprietà dell’universo”. A cura di Mario Grimaldi e prodotto da MondoMostre, l’esposizione è il risultato della collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | museo civico Archeologico e museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi Bologna. Manca giusto un mese alla grande mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna con oltre 100 capolavori provenienti da quella che è considerata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo, il museo Archeologico nazionale di Napoli. Ecco le prime anticipazioni | archeologiavocidalpassato).

Bologna. Il museo civico Archeologico è un gran cantiere per l’allestimento della mostra “I pittori di Pompei”: oltre 100 capolavori dal museo Archeologico nazionale di Napoli

bologna_archeologico_mostra_I_Pittori di Pompei_anticipazioni_locandina

Locandina della mostra “I pittori di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Bologna dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023

Al museo civico Archeologico di Bologna c’è un gran fermento. Cosa sta succedendo? È iniziato alla grande l’allestimento della mostra “I pittori di Pompei” in programma dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023. E quindi stanno arrivando i capolavori pittorici da Napoli. E alcuni sono di dimensioni notevoli, come mostra il video (vedi https://www.facebook.com/MuseoCivicoArcheologicoBologna/videos/459833336054405) girato dal personale dell’Archeologico, che in questi giorni deve fare i conti anche con gli spazi e le architetture della sede museale bolognese. Alla fine saranno oltre 100 i capolavori esposti provenienti da quella che è considerata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo, il museo Archeologico nazionale di Napoli. La mostra, curata da Mario Grimaldi e prodotta da MondoMostre, è stata resa possibile grazie a un accordo di collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | museo civico Archeologico e museo Archeologico nazionale di Napoli. Alcuni degli splendidi affreschi che arricchivano le antiche domus romane di Pompei e delle altre città dell’area vesuviana saranno esposti a Bologna permettendo un excursus sulla società del I secolo d.C. a partire dalla figura dei pictores, sul cui ruolo aleggia una nuvola di mistero ancora oggi non del tutto svelato (vedi Bologna. Manca giusto un mese alla grande mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna con oltre 100 capolavori provenienti da quella che è considerata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo, il museo Archeologico nazionale di Napoli. Ecco le prime anticipazioni | archeologiavocidalpassato).

Bologna. Manca giusto un mese alla grande mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna con oltre 100 capolavori provenienti da quella che è considerata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo, il museo Archeologico nazionale di Napoli. Ecco le prime anticipazioni

bologna_archeologico_mostra_I_Pittori di Pompei_anticipazioni_locandina

Locandina della mostra “I pittori di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Bologna dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023

Un mese. Ancora un mese di attesa per la grande mostra “I pittori di Pompei” al museo civico Archeologico di Bologna dal 23 settembre 2022 al 19 marzo 2023 che si annuncia tra le più importanti nell’offerta culturale dell’autunno in Italia: oltre 100 capolavori provenienti da quella che è considerata la più grande pinacoteca dell’antichità al mondo, il museo Archeologico nazionale di Napoli. La mostra, curata da Mario Grimaldi e prodotta da MondoMostre, è stata resa possibile grazie a un accordo di collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | museo civico Archeologico e museo Archeologico nazionale di Napoli. Alcuni degli splendidi affreschi che arricchivano le antiche domus romane di Pompei e delle altre città dell’area vesuviana saranno esposti a Bologna permettendo un excursus sulla società del I secolo d.C. a partire dalla figura dei pictores, sul cui ruolo aleggia una nuvola di mistero ancora oggi non del tutto svelato.

napoli_mann_1_Filosofo_e_Personificazioni_da-villa-fannio-sinistore_boscoreale_foto-mann

Filosofo con Macedonia e Persia, affresco dalla parete Ovest dell’oecus della villa di Fannio Sinistore a Boscoreale (I sec. a.C., II stile), conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Se nel mondo della Grecia classica i pittori erano considerati “proprietà dell’universo” – come ricorda Plinio il Vecchio a sottolinearne l’importanza ed il ruolo – al tempo dei romani, i pictores erano visti come abili artigiani, e solo alcuni di loro conquistarono, per la qualità e la raffinatezza delle loro creazioni, il ruolo di artisti. E la loro arte, da mestiere riservato alle classi sociali marginali – schiavi, liberti – diventa arte che qualifica chi la pratica. Scrive infatti Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia (XXXV, 118): “In verità però non c’è gloria se non per coloro che dipinsero quadri; e a questo proposito tanto più ammirevole appare la saggezza degli antichi. Essi infatti non abbellivano le pareti soltanto per i signori e i padroni, né decoravano case che sarebbero rimaste sempre in quel luogo e sottoposte quindi alla distruzione per gli incendi … Non ancora era di moda dipinger tutta la superficie delle pareti; l’attività artistica di quei pittori era rivolta verso gli edifici cittadini e il pittore era considerato proprietà dell’universo”. Quindi, sottolinea il curatore Mario Grimaldi: “Per Plinio la differenza non risiede tanto nel concetto che è alla base dell’arte di dipingere, la ricerca di quell’inganno splendido che crea un rapporto tra l’opera e l’osservatore, ma nel diverso concetto di artista, tra quello che dipinge quadri e decora lo spazio pubblico (uomo o donna che fosse) considerato e da considerare proprietà dell’Universo, e quello ad egli contemporaneo, che semplicemente abbelliva le pareti delle case creando un’arte senza maestri conosciuti”.

napoli_mann_2_Ercole_ e_Onfale_da-casa-d-marzo-lucrezio_pompei_foto-mann

Ercole e Onfale, affresco dalla parete Est del triclinio della casa di Marco Lucrezio a Pompei (I sec. d.C., IV stile), conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Il progetto espositivo pone al centro le figure dei pictores, ovvero gli artisti e gli artigiani che realizzarono gli apparati decorativi nelle case di Pompei, Ercolano e dell’area vesuviana, per contestualizzarne il ruolo e la condizione economica nella società del tempo, oltre a mettere in luce le tecniche, gli strumenti, i colori e i modelli. L’importantissimo patrimonio di immagini che questi autori ci hanno lasciato – splendidi affreschi dai colori ancora vivaci, spesso di grandi dimensioni – restituisce infatti il riflesso dei gusti e i valori di una committenza variegata e ci consente di comprendere meglio i meccanismi sottesi al sistema di produzione delle botteghe. Sono pochissime le informazioni giunte a noi sugli autori di queste straordinarie opere e quasi nessun nome ci è noto. Grazie alle numerose testimonianze pittoriche conservate dopo l’eruzione avvenuta nel 79 d.C. e portate alla luce dalle grandi campagne di scavi borbonici nel Settecento, le cittadine vesuviane costituiscono un osservatorio privilegiato per comprendere meglio l’organizzazione interna e l’operato delle officine pittoriche.

napoli_mann_5_parete-IV-stile-con-nature-morte_da-Casa_Giulia_Felice_pompei_foto-mann

Parete in IV stile con Nature Morte (xenia) dalla parete Sud del tablino dei Praedia di Iulia Felix a Pompei (I sec. d.C.), conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Il caso delle città seppellite dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. – Ercolano, Pompei e Stabia –“, scrive ancora Grimaldi nell’introduzione alla mostra, “appare uno dei più completi per l’eccezionale contestualizzazione degli apparati decorativi che, conservati perfettamente in situ, permettono così di ricomporre quei rapporti spazio-funzionali del contesto decorativo dandoci la possibilità di tener fede metodologicamente al concetto di rapporto tra spazio e decorazione e soprattutto di contesto. Infatti sempre più si è integrato all’analisi tipologica degli “stili” l’interesse verso i rapporti esistenti tra la decorazione degli ambienti e la loro funzione. In questo contesto la figura del pictor appare essere fondamentale per tradurre in immagini il rapporto esistente e necessario per il committente tra spazio, la sua casa, e decorazione. L’esperienza che si propone con questa mostra è dunque quella di rileggere, all’interno di questa prospettiva metodologica, alcuni grandi esempi decorativi facenti parte della Collezione degli Affreschi del museo Archeologico nazionale di Napoli provenienti da quelle città che, seppellite dalla grande eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ci offrono ancora oggi la possibilità di indagare e far parte di quell’inganno splendido attraverso la personalità dei pictores che operarono in modo anonimo in quelle case”.

napoli_mann_4_figura-femminile_da-Casa-Meleagro_pompei_foto-mann

Figura femminile, affresco dalla parete Est del tablino della Casa del Meleagro a Pompei (I sec. d.C., IV stile), conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

A Bologna, per la prima volta, verrà dunque esposto un corpus di straordinari esempi di pittura romana provenienti da quelle domus celebri proprio per la bellezza delle loro decorazioni parietali, dalle quali spesso assumono anche il nome con cui sono conosciute. Capolavori – solo per citarne alcuni – dalle domus del Poeta Tragico, dell’Amore punito, e dalle Ville di Fannio Sinistore a Boscoreale, e dei Papiri a Ercolano. Il visitatore potrà ammirare un’ampia selezione degli schemi compositivi più in voga nei diversi periodi dell’arte romana, osservando come alcuni artisti sapessero conferire una visione originale di modelli decorativi continuamente variati e aggiornati sulla base di mode e stili locali. Rivivere scene di accoglienza dell’ospite, raffinate immagini di paesaggi e giardini, architetture, ma anche ammirare gli strumenti tecnici di progettazione ed esecuzione del lavoro: colori, squadre, compassi, fili a piombo, disegni preparatori, reperti originali ritrovati nel corso degli scavi pompeiani, comprese coppe ancora ripiene di colori risalenti a duemila anni fa. E, ancora, triclini, lucerne, brocche, vasi, riaffiorati negli scavi e raffigurati proprio negli affreschi in mostra, con i quali dialogavano nello spazio. La mostra proporrà infine la ricostruzione di interi ambienti pompeiani come quelli della Casa di Giasone e, ancora di più della straordinaria domus di Meleagro con i suoi grandi affreschi con rilievi a stucco, per raccontare il rapporto tra spazio e decorazione, frutto della condivisione di scelte, e di messaggi da trasmettere, tra i pictores e i loro committenti.