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Torino. Al museo Egizio visita guidata in inglese con curatore alla mostra “Gatti, falchi e anguille: i bronzi votivi per mummie animali”

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Johannes Auenmüller curatore del museo Egizio e della mostra “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali” (foto museo egizio)

Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? Ogni reperto può celare mille storie e gli studiosi possono rivelarcele in modo appassionante e coinvolgente e farci sentire più vicini ai tesori che il Museo Egizio custodisce nelle sale e nei magazzini. In questa visita Johannes Auenmüller, curatore della mostra “Gatti, falchi e anguille: i bronzi votivi per mummie animali” farà scoprire ai partecipanti 5 bronzi raffiguranti 5 animali diversi, ognuno dei quali si distingue per storia, funzione e “contenuto”! Appuntamento il 30 dicembre 2021 e il 5 gennaio 2022, alle 16.30. Costo 7 euro a persona + ingresso, durata 60 min. I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 25 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radio guida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza. La visita è in lingua inglese.

I cinque bronzi votivi di mummie di animali esposti nella mostra al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al centro dell’esposizione “Gatti, falchi e anguille: i bronzi votivi per mummie animali” (che chiude il 9 gennaio 2022): un gatto bronzeo che contiene ancora resti di una mummia; un contenitore ancora sigillato e inscritto, simile ad una cappella, su cui poggia un toporagno; e ancora i contenitori di un falco, un geco e un’anguilla-serpente, che contenevano mummie ormai perdute.  Stele, statuette votive e amuleti raffiguranti animali e dèi compongono il resto dell’esposizione. Gli antichi egizi credevano che le anime degli animali fossero dei messaggeri tra le persone e gli dèi. Gli animali pertanto venivano mummificati e depositati dai sacerdoti in speciali cimiteri nel corso di processioni religiose (vedi Torino. Al museo Egizio quarto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso”: protagonisti gli animali nella mostra curata da Johannes Auenmüller “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali” | archeologiavocidalpassato). 

Torino. Al museo Egizio quarto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso”: protagonisti gli animali nella mostra curata da Johannes Auenmüller “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali”

L’ingresso della mostra “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali”, quarto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)

Sono gli animali i protagonisti del quarto appuntamento di “Nel laboratorio dello studioso”, il ciclo di mostre che accompagna i visitatori dietro le quinte del museo Egizio di Torino, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. La nuova mostra, dal titolo “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali”, debutta l’8 novembre 2021 e ruota attorno a cinque piccoli contenitori di bronzo.

Johannes Auenmüller curatore del museo Egizio e della mostra “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali” (foto museo egizio)

Nata sulla scorta di un progetto di ricerca interdisciplinare dell’Egizio, che mira a studiare approfonditamente tutte le mummie animali e gli oggetti correlati presenti nella collezione torinese, la mostra è stata curata da Johannes Auenmüller, curatore del Museo, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Egittologia presso la Free University Berlin e ha svolto ricerche sulla tecnologia della fusione del bronzo all’Università di Bonn. Auenmüller è stato docente in diverse università tedesche, tra cui quella di Münster e Monaco di Baviera e ha partecipato a scavi archeologici in Austria, Egitto (Dahshur & Elephantine) e Sudan (Amara West). Sono previste due visite guidate da un’ora con il curatore della mostra: la prima il 23 novembre 2021 e la seconda il 5 gennaio 2022, entrambe alle 16.30 e in lingua inglese.  La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso).  La mostra si conclude il 9 gennaio 2022. 

I cinque bronzi votivi di mummie di animali esposti nella mostra al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al centro dell’esposizione: un gatto bronzeo che contiene ancora resti di una mummia; un contenitore ancora sigillato e inscritto, simile ad una cappella, su cui poggia un toporagno; e ancora i contenitori di un falco, un geco e un’anguilla-serpente, che contenevano mummie ormai perdute.  Stele, statuette votive e amuleti raffiguranti animali e dèi compongono il resto dell’esposizione. Gli antichi egizi credevano che le anime degli animali fossero dei messaggeri tra le persone e gli dèi. Gli animali pertanto venivano mummificati e depositati dai sacerdoti in speciali cimiteri nel corso di processioni religiose. I culti animali e la mummificazione raggiunsero l’apice durante il Periodo Tardo e Tolemaico (664–332 a.C. e 332–30 a.C.), periodo nel quale grandi animali sacri come i tori Mnevis o Apis e la deposizione rituale delle loro mummie erano di fondamentale importanza per il re e il potere reale. Animali più piccoli come falchi, ibis e gatti, ma anche toporagni, lucertole e altre creature legate alla terra, venivano anch’essi mummificati e depositati a milioni nei cimiteri di tutto il paese. Molti animali avevano un significato particolare o potevano incarnare l’essenza degli esseri divini o simboleggiare le forze della natura ed erano visti come avatar o ipostasi, cioè oggettivazioni delle caratteristiche essenziali delle divinità. Di conseguenza, le divinità erano spesso rappresentate in forma animale o con fattezze animali.