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Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma

Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.

Ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia (foto unipd-cnr)

IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)

Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.

 

Verona. Più di 200 persone per festeggiare i dieci anni di gestione da parte dell’associazione Archeonaute dell’area archeologica di Corte Sgarzerie con il criptoportico capitolino. La presidente Annarosa Tricomi traccia un bilancio di questa importante esperienza di divulgazione archeologica

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Morena Tramonti, Annarosa Tricomi e Maria Rita Bertoncini di Archeonaute davanti all’ingresso dell’area archeologica di Corte Sgarzerie a Verona (foto graziano tavan)

Mancavano solo i calici con le bollicine. Ma domenica 3 marzo 2024 all’ingresso dell’area archeologica di Corte Sgarzerie la soddisfazione e l’entusiasmo erano palpabili nei sorrisi, nelle parole, negli sguardi di Annarosa Tricomi, Morena Tramonti e Maria Rita Bertoncini, anima cuore e motore dell’associazione Archeonaute – Archeologia a Verona, che ha voluto festeggiare i dieci anni di gestione dell’area ipogea, dove si conserva una parte del criptoportico del Capitolium, a un passo da piazza delle Erbe (il foro della Verona romana), nel cuore della città, aprendo le porte a tutti per una visita guidata gratuita. Era infatti l’8 febbraio 2014 quando fu possibile scendere nel sottosuolo di Verona e scoprire le tracce di uno dei monumenti più importanti della città antica che le tre archeologhe sono riuscite a far parlare, diventando con gli anni un nuovo punto di riferimento negli itinerari della Verona romana. E il successo è dato dai numeri: 40mila accessi in dieci anni, almeno 500 persone al mese. E domenica 3 marzo 2024 la risposta dell’affetto e dell’interesse che i veronesi e i turisti dimostrano per Corte Sgarzerie ha premiato l’impegno di Archenaute con più di 200 ingressi in poco più di due ore. Famiglie con i bambini, gruppi di appassionati, turisti anche stranieri, e passanti incuriositi dalle porte aperte all’area archeologica si sono avvicendati a piccoli gruppi, in un flusso continuo.

È Annarosa Tricomi, presidente di Archeonaute, a tracciare per archeolgiavocidalpassato.com un bilancio di questi primi dieci anni a Corte Sgarzerie. “Archeonaute è affezionatissima all’area archeologica di Corte Sgarzerie che rappresenta per noi il fulcro, il cuore di quello che poi è diventata la nostra attività quotidiana, la nostra missione in qualche modo la missione proprio della nostra associazione che è nata per portare l’archeologia fuori dall’ambito ristretto degli addetti ai lavori, dall’ambito degli accademici, perché noi da archeologi abbiamo un’enorme soddisfazione nel raccontare quello per cui nutriamo una passione sconfinata. Quindi Corte Sgarzerie è stato il primo punto di partenza da cui poi si sono diramate tutta una serie di attività che oggi rappresentano il nostro lavoro, il nostro pane quotidiano. È tato il motivo per cui ci siamo ancora di più aggregati, per cui abbiamo raccolto collaborazioni. Abbiamo cominciato a conoscere il pubblico, il pubblico ha cominciato a conoscere noi e abbiamo cominciato a manifestare il nostro grande entusiasmo verso la promozione, la divulgazione dei Beni culturali. Poi da qui sono nati progetti come la gestione di altre due aree sotterranee in città (villa romana di Valdonega e area archeologica di via San Cosimo, ndr), sono nate le visite a tema archeologico in città a Verona e in provincia, e i viaggi archeologici che portiamo avanti tutto l’anno. Quindi Corte Sgarzerie è un po’ la nostra casa, la nostra prima casa, il nostro luogo di aggregazione, ed è – penso – anche diventata un punto per la cittadinanza e per i turisti che arrivano di identità della città. Cioè è veramente una nuova area in cui Verona si riconosce. E quindi è tutta la nostra soddisfazione nella gestione che quest’anno compie 10 anni e quindi è un anniversario importantissimo”.