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Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide apre la mostra “70 anni con Italia Nostra. Città, cultura, natura e paesaggio” che racconta, con immagini e documenti, le battaglie che hanno cambiato il modo di pensare la tutela del nostro patrimonio

“Prima che Sibari fosse un grande parco archeologico, fu un’intuizione. Negli anni Trenta Umberto Zanotti Bianco scelse di scavare qui, dando voce a una città antica e a un’idea di tutela che univa cultura, paesaggio e comunità. Da quella stessa visione nasce Italia Nostra, e oggi – a settant’anni da quell’impegno – la sua storia torna a casa!”. Dopo l’esordio a Roma, arriva ai parchi archeologici di Crotone e Sibari la mostra “70 anni con Italia Nostra. Città, cultura, natura e paesaggio” per raccontare, attraverso una mostra di immagini e documenti, le battaglie che hanno cambiato il modo di pensare la tutela del nostro patrimonio. La mostra sarà inaugurata sabato 31 gennaio 2026, alle 18, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, e sarà visitabile fino al 28 febbraio 2026. Intervengono Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari; Edoardo Croci, presidente nazionale di Italia Nostra; Maurizio Di Stefano, presidente di Icomos Italia; Paola Aurino, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza; Angelo Malatacca, consigliere nazionale di Italia Nostra. Modera Maria Olivito, ufficio stampa dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Successivamente sarà ospitata al museo Archeologico nazionale di Crotone, rafforzando il dialogo culturale tra i due poli che costituiscono il sistema integrato dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. . Il percorso espositivo presenta materiali visivi e documentari che raccontano alcune delle principali sfide affrontate nel tempo per la salvaguardia di città, paesaggi, beni culturali e ambienti naturali, offrendo al pubblico una lettura accessibile e articolata di temi ancora oggi di grande attualità. Testi e curatela scientifica sono di Michele Campisi, con la collaborazione di Maria Rosaria Iacono, consigliera nazionale di Italia Nostra, e Luca Carra, presidente di Italia Nostra Milano Nord. La grafica è a cura di Dafne Cola. L’esposizione si è avvalsa del patrocinio di Aeroporti di Roma, BrianzAcque, parco regionale Appia Antica, Municipio Roma VIII e Roma I, Rai Cultura (Media Partner). L’esposizione al museo Archeologico nazionale della Sibaritide è realizzata con il patrocinio di parchi archeologici di Crotone e Sibari; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Cosenza; ICOMOS Italia.

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)

“L’arrivo della mostra di Italia Nostra nei parchi archeologici di Crotone e Sibari”, afferma Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, “si inserisce pienamente nella visione del ministero della Cultura di una tutela attiva e partecipata del patrimonio. Si tratta di molto più di un passaggio espositivo: è un momento di incontro tra una lunga tradizione di impegno civile e un patrimonio archeologico e paesaggistico che racconta secoli di storia mediterranea. La scelta di Sibari e Crotone come prime tappe dopo Roma non è casuale: questi territori incarnano in modo esemplare il rapporto tra memoria, paesaggio e comunità e invitano a riflettere sul senso pubblico della conservazione. Per non parlare della circostanza storica che Italia Nostra ed il Parco di Sibari sono uniti dalla figura di Umberto Zanotti Bianco, lo scopritore della città antica, la cui attività culturale ha illuminato la piana a partire dagli anni ’30 e per tutto il secondo dopo guerra. Ospitare questa iniziativa significa ribadire che la tutela non è solo protezione del passato, ma produzione di conoscenza, identità e responsabilità condivisa verso le generazioni future, in un dialogo virtuoso tra istituzioni e cittadinanza attiva”.

Roma. Per il finissage della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo, il parco archeologico del Colosseo propone in Curia Iulia e on line il convegno internazionale “La fortuna della Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo”, una nuova Web App e il podcast “Il monolite dell’Impero”

roma_curia-iulia_convegno-internazionale-la-fortuna-della-colonna-il-racconto-di-un-simbolo_locandinaIn occasione del finissage della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (chiude il 30 aprile 2024) il parco archeologico del Colosseo promuove e organizza nella Curia Iulia nel Foro Romano nei giorni 22 e 23 aprile 2024 un convegno internazionale di studi a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Angelica Pujia e Giovanni Di Pasquale. Ingresso solo su prenotazione da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.

roma_curia-iulia_convegno-internazionale-la-fortuna-della-colonna-il-racconto-di-un-simbolo_programma_locandinaIl convegno – dal titolo “La fortuna della Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” – prevede una prima giornata di studi il 22 aprile 2024, con approfondimenti sul contesto storico e topografico della Colonna, specificamente nelle trasformazioni post antiche, seguiti da interventi sulla fortuna iconografica del monumento nei secoli dell’età moderna e contemporanea. Il secondo giorno invece, 23 aprile 2024, è prevista una tavola rotonda interamente dedicata alle tematiche della tutela e conservazione: partendo dal cantiere di restauro condotto nel decennio tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, verranno ripercorse le tappe di quell’esperienza che vide un intervento integrato di manutenzione, documentazione grafica e fotografica, ricerca e pubblicazione dei dati; a quell’esperienza ormai da qualche anno il PArCo ha attinto per impostare il proprio programma di interventi di tutela, conoscenza e valorizzazione anche con accordi e protocolli d’intesa necessari per il coinvolgimento di Enti di ricerca impegnati nell’applicazione delle nuove tecnologie; non mancherà uno sguardo sul futuro interessato dal grande cantiere della linea metropolitana Metro C a piazza Venezia rispetto al quale è già in atto una felice collaborazione pubblico-privata per il monitoraggio del monumento. Al convegno intervengono le più importanti personalità del mondo scientifico e accademico da sempre interessate alla Colonna, tra gli altri Salvatore Settis, Marcello Fagiolo, Paolo Desideri, Eugenio La Rocca, Vincenzo Farinella, cui si aggiungono, nella tavola rotonda, i protagonisti del grande cantiere degli anni Ottanta, tra gli altri Bruno Zanardi, Cinzia Conti, Michele Campisi, Carlo Birrozzi, oltre ai curatori e conservatori della Colonna e agli specialisti del mondo accademico. Il respiro internazionale del convegno è garantito dalla presenza dell’Ambasciatrice di Romania a Roma S.E. Gabriela Dancau che porta i saluti istituzionali del popolo romeno da sempre fortemente legato alla Colonna che celebra le campagne daciche di Traiano, mentre la conservatrice del museo nazionale di Storia di Bucarest partecipa con un contributo finalizzato al rapporto della Colonna Traiana con la costruzione dell’identità nazionale nello stato romeno moderno. Tra le istituzioni straniere fondamentale anche la partecipazione dei Musei Vaticani depositari dell’opera di calcatura più completa e imponente, pari a uno sviluppo di circa 200 metri di lunghezza, realizzata nel 1861-1862 per volere di Napoleone III da un gruppo di formatori vaticani guidati da Alessandro Malpieri su impulso di Papa Pio IX.

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L’home page della web app sulla Colonna Traiana del parco archeologico del Colosseo

Il convegno non è l’unica attività che in questi mesi ha tenuto accesa l’attenzione sulla Colonna. È di poco tempo fa il lancio della Web App a cura di Sergio Fontana con Federica Rinaldi, un prodotto interattivo e multimediale pensato come un sussidio completo alla visita e alla conoscenza della Colonna, utilizzabile sia sul sito durante la visita, sia da remoto collegandosi al link https://colonnatraiana.cultura.gov.it./ La Web App è fruibile senza limitazioni su tutti i dispositivi mobili e anche su PC. Questo tipo di prodotto permette all’utente di non dover scaricare alcun dato sul proprio telefono o tablet; per fruirne infatti è necessario soltanto collegarsi al sito https://colonnatraiana.cultura.gov.it. Questo tipo di approccio ha reso possibile l’utilizzo di immagini della Colonna ad altissima qualità. Cuore del progetto infatti è lo svolgimento integrale dei 300 metri del fregio che raccontano per immagini le guerre condotte dall’imperatore Traiano nel 101-102 d.C. e nel 105-106 d.C. per sottomettere la Dacia, l’odierna Romania. Lo strumento digitale permette ciò che non era mai stato possibile dal vivo in 1911 anni di storia: una visione completa dei rilievi alla portata di tutti!

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Una pagina della sezione “Srotola il fregio” della web app sulla Colonna Traiana del parco archeologico del Colosseo

L’App è suddivisa in quattro sezioni principali. Racconto: L’utente può girare virtualmente attorno alla Colonna accompagnato da una voce narrante che descrive gli avvenimenti narrati. Srotola il fregio: l’intero fregio della Colonna è stato restituito assemblando migliaia di immagini ad alta risoluzione. La storia si trova letteralmente nelle mani dell’utente che la può scorrere con le dita accompagnato da sottotitoli descrittivi. Viaggiando nel tempo: le vicende del periodo romano, medievale e moderno sono narrate da 3 brevi documentari; il nostro device si trasforma in una vera macchina del tempo per esplorare il paesaggio urbano intorno alla Colonna. Possiamo accedere a 16 ricostruzioni immersive a 360° e ritrovarci nei pressi della Colonna nel 125 d.C., nel 1450, nel 1750 e nel 1815. Le ricostruzioni, durante la visita sul sito, grazie all’utilizzo dell’accelerometro e della bussola dei dispositivi, si posizionano esattamente nello spazio permettendo un diretto confronto con l’attuale stato dei luoghi. Focus: attraverso una serie di ulteriori brevi documentari vengono approfonditi vari aspetti della Colonna Traiana: i numeri della Colonna, le Guerre Daciche, personaggi e interpreti, l’iscrizione della Colonna, la tomba di Traiano. La Web App è anche multilingue: in Italiano, inglese e rumeno (la versione in lingua rumena è stata realizzata a cura dell’Ambasciata di Romania in Italia). I testi sono stati scritti con un linguaggio semplice e accessibile a tutti. La possibilità di utilizzo anche su PC consente di adoperare questo strumento di conoscenza anche nelle scuole di ogni ordine e grado. L’App è stata curata da Sergio Fontana con Federica Rinaldi, lo sviluppo informatico è stato realizzato da Lecreo srl.

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L’home page dei podcast “Il monolite e l’impero” del parco archeologico del Colosseo con il primo episodio “L’imperatore e l’architetto”

Le novità non finiscono qui: al racconto permanente della Colonna e della sua fortuna è infine dedicato anche un podcast. Tre episodi intitolati “Il monolite dell’impero romano”, promossi dal Parco archeologico del Colosseo, con la curatela di Federica Rinaldi, scritti e narrati da Luca Lancise, raccontano la Colonna da un punto di vista inedito, quello del suo Architetto progettista e costruttore, il grande Apollodoro di Damasco interpretato da Pierangelo Menci. Il podcast sarà scaricabile dal canale Spotify del PArCo: https://bit.ly/PArCo_Spotify.

Roma. Italia Nostra presenta il libro “Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio, Saverio Autellitano, Cristina Iaria. Prenotazione obbligatoria

roma_italia-nostra_presentazione-libro-Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace_locandina“Immersi in onde di calma profondità, essi attendevano una resurrectio di gloria”: con questa citazione di Goffredo Parise Italia Nostra organizza l’incontro della presentazione del libro “Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio, Saverio Autellitano, Cristina Iaria. Appuntamento domenica 29 ottobre 2023, alle 17.30, nella sede di Italia Nostra in viale Liegi 33 a Roma. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria con SMS/Whatsapp al numero 3495487626. Introduce e modera Michele Campisi, segretario generale Italia Nostra. Dopo i saluti di Noemi Scopelliti, segretario generale associazione della Tuscia, e Gemma Gesualdi, presidente Brutium Calabresi nel Mondo, dialogano con l’autore Daniele Castrizio Oreste Rutigliano, presidente Italia Nostra sezione di Roma, e Fiorenza Gorio, architetto, esperta in restauro. Al termine vin d’honneur offerto da Casale della Ioria.

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Copertina del libro “Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio, Saverio Autellitano, Cristina Iaria (Rubbettino)

Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace (Rubbettino editore). Il 16 agosto del 1972 è la data ufficiale del ritrovamento di due statue di guerrieri in bronzo nelle acque antistanti la spiaggia di Porto Forticchio a Riace, in provincia di Reggio Calabria. Da quel giorno di cinquant’anni fa è iniziata una storia fatta di restauri, ricerche scientifiche, ma anche di “misteri” riguardanti il recupero e l’identità dei due capolavori. Nell’estate del 1981 poi, le statue denominate con grande creatività dagli archeologi Bronzo A e Bronzo B, arrivano alla loro sede definitiva, il museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Ma la ricerca accademica da sola non appare esaustiva della missione degli studiosi, che devono affrontare anche l’opera di divulgazione del sapere scientifico. Si tratta della cosiddetta Terza missione della docenza universitaria, che oggi vede la sua naturale applicazione nella public history (nota anche come “archeologia pubblica”), in cui però l’Italia sembra cronicamente indietro, con troppi accademici che ritengono una deminutio della loro importanza se parlano a una platea di non addetti ai lavori. L’obiettivo di questo libro è proprio quello della divulgazione scientifica. Avvalendosi della collaborazione reciproca tra il mondo accademico e quello professionale, gli autori vogliono rendere fruibili le ricerche e le principali teorie riguardo ai Bronzi di Riace, registrate nei cinquant’anni appena trascorsi. Ci si è prefissi di utilizzare un linguaggio piano e scorrevole, di evitare inutili nozionismi, di mettere al centro delle argomentazioni i dati scientifici oggettivi, da cui e per mezzo dei quali arrivare a formulare le varie ipotesi. Un tentativo, speriamo efficace, di colmare un divario tra il sapere ed il fruire.