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#domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di maggio, seguita dal Colosseo. Il ministro Sangiuliano: “Anche questa prima domenica di maggio conferma che i visitatori apprezzano sempre di più l’opportunità di godere gratuitamente della bellezza e della ricchezza dei nostri tesori artistici e archeologici”

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Visitatori in coda per entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Nella prima domenica di maggio 2024 con l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali a fare il botto è stato Pompei (31241 visitatori) che ha quasi doppiato il Colosseo (18254), al secondo posto dei siti più visitati in assoluto in Italia, seguito dal Pantheon (13593) che però nella classifica generale stavolta è quarto preceduto dalla Reggia di Caserta (14953). “Anche questa prima domenica di maggio, dopo l’apertura del 25 aprile”, commenta il ministro Gennaro Sangiuliano, “conferma che i visitatori apprezzano sempre di più l’opportunità di godere gratuitamente della bellezza e della ricchezza dei nostri tesori artistici e archeologici. Il successo di questa iniziativa dimostra ancora una volta che la cultura è una risorsa fondamentale per l’Italia e i numeri di inizio maggio confermano l’importanza di promuovere e valorizzare i luoghi distintivi della nostra geografia identitaria. I musei e tutti i nostri luoghi di cultura ci ricordano da dove veniamo e chi siamo e sono una straordinaria occasione di rappresentazione e di sviluppo della Nazione”.

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Turisti al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici: area archeologica di Pompei 31.241; Colosseo anfiteatro Flavio 18.254; Pantheon 13.593; Foro Romano e Palatino 12.466; Terme di Caracalla 9.593; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.812; museo e area archeologica di Paestum 5.451; Villa Adriana 5.116; parco archeologico di Ercolano 4.690; MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.787; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.495; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.440; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1309; Appia antica  – Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.209; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.203; parco archeologico di Cuma 1.097; scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 1.065; museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA 1.056; Villa di Poppea-Oplontis 836; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 815; parco archeologico delle Terme di Baia 800; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 647; anfiteatro Flavio di Pozzuoli 646; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 580; area archeologica di Velia 403; antiquarium di Boscoreale 396; Appia antica – Villa di Capo di Bove 342.

Festa della Liberazione. Il Colosseo è stato il sito più visitato il 25 aprile a ingresso gratuito seguito dall’area archeologica di Pompei e dal Pantheon. Il ministro Sangiuliano: “L’ingresso gratuito in una data simbolica per la nostra storia vuole legare il nostro patrimonio culturale a giornate importanti per la Nazione”

ministero_25-aprile_ingresso-gratuito_2024_locandinaColosseo (23.830), scavi di Pompei (22.048) e Pantheon (15.803) sono stati i tre siti più visitati il 25 aprile 2024, giorno straordinario di ingresso gratuito. “L’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali, anche quest’anno, in tre date altamente simboliche per la nostra storia come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi dati disponibili degli ingressi nei musei, “non è una scelta formale ma sostanziale perché intende legare il nostro patrimonio culturale a giornate importanti per la Nazione. Oggi celebriamo la Festa della Liberazione dal nazifascismo. In occasione di queste tre ricorrenze, ho voluto fortemente l’apertura gratuita dei nostri siti museali affinché i visitatori potessero godere delle nostre bellezze artistiche e facendo diventare anche la cultura protagonista di anniversari così significativi. Prima non era così”.

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Oltre 22mila visitatori all’area archeologica di Pompei il 25 aprile 2024, a ingresso gratuito (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo 23.830; area archeologica di Pompei 22.048; Pantheon 15.803; Foro Romano e Palatino 7.062; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.501; Grotte di Catullo a Sirmione 5.393; Terme di Caracalla 4.410;  Villa Adriana 4.016; area archeologica e museo di Paestum 3.501; parco archeologico di Ercolano 3.296; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.968; Palazzo Massimo alle Terme 1.014; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.203; Terme di Diocleziano 990; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 870; scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 835; Palazzo Altemps 778; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 705; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 649; Anfiteatro campano – museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 599; Villa di Poppea-Oplontis 558; Mausoleo di Cecilia Metella 509; museo Archeologico nazionale di Firenze 462; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 433; parco archeologico di Cuma 408; Villa dei Quintili 408;  Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 344; parco archeologico delle Terme di Baia 332.

Parco archeologico dell’Appia antica (Roma). Ad aprile, visite guidate all’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano. Ecco il calendario

appia-antica_antiquarium-di-lucrezia-romana_visite-guidate_locandinaAd aprile 2024 il parco archeologico dell’Appia antica offre la possibilità di scoprire l’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano che vi svela l’antichissima storia del quartiere dall’epoca preistorica e protostorica fino al medioevo, tramite i reperti emersi dalle indagini archeologiche effettuate in quest’area negli ultimi trent’anni, in particolare reperti emersi da contesti funerari. Questi gli appuntamenti con le visite guidate, incluse nel biglietto: domenica 7 aprile 2024, alle 11 e alle 16; domenica 21 aprile 2024, alle 11 e alle 16; giovedì 25 aprile 2024, alle 11 e alle 16. Ingresso in via Lucrezia Romana 62. Non c’è bisogno di prenotazione. Attività gratuita salvo il pagamento del biglietto di ingresso al sito, ingresso gratuito per i possessori di Appia Card. Si consiglia di munirsi del titolo di ingresso presso le biglietterie attive tutti i giorni al Mausoleo di Cecilia Metella e la Villa dei Quintili dall’ingresso di via Appia Nuova 1092, oppure online: https://bit.ly/BigliettiParcoAppia.

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L’antiquarium di Lucrezia Romana al parco archeologico dell’Appia Antica (Roma) (foto parco appia antica)

L’Antiquarium di Lucrezia Romana, con i suoi 500 metri quadrati di esposizione, è composto da quattro sale (A-B-C-D) distribuite in due edifici in cui trovano posto i reperti emersi dalle indagini archeologiche svolte in un ampio settore del suburbio sudorientale di Roma negli ultimi trenta anni. Durante i lavori relativi alla recente espansione della città sono, infatti, venuti alla luce insediamenti e necropoli databili a partire dalla Preistoria. Gli scavi, effettuati nel territorio che ricade all’interno dell’attuale VII Municipio (ex X Municipio), hanno interessato le zone di Osteria del Curato, Lucrezia Romana, Tor Vergata, Morena, Romanina, Centroni, Cinecittà, Anagnina, Quadraro, i quartieri Appio e Tuscolano. Il termine stesso Antiquarium sottolinea la stretta relazione topografica esistente tra i materiali esposti e i luoghi di rinvenimento. Tra i reperti in mostra figurano soprattutto corredi funerari con monili d’oro, piccoli gioielli e orecchini, vasi e lucerne nonché oggetti di vita quotidiana femminili (contenitori per il trucco, pinzette, spatoline) e infantili.

Roma. Parco archeologico dell’Appia Antica: avviata la bonifica dal guano di colombi e piccioni negli ambienti del Castrum Caetani, all’interno del complesso di Cecilia Metella

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Parco archeologico dell’Appia antica: bonifica dal guano di colombi e piccioni al Castrum Caetani (foto pa-appia-antica)

Sono iniziati nei giorni scorsi negli ambienti del Castrum Caetani, all’interno del complesso di Cecilia Metella, all’interno del parco archeologico dell’Appia antica, consistenti lavori rivolti a proteggere il monumento dai danni dovuti alla presenza di volatili, in specie colombi e piccioni. È prevista in tutti gli ambienti una radicale opera di bonifica dal guano, preliminare al posizionamento di dissuasori meccanici a spillo e di un impianto elettrificato lungo tutto il perimetro sommitale del palazzo costruito tra il 1302 e il 1303 dal cardinale Francesco Caetani per volere di papa Bonifacio VIII. Si tratta di sistemi del tutto innocui per i volatili e ampiamente sperimentati in altri siti monumentali, che servono a limitare la considerevole azione di degrado che l’accumulo di guano può causare sulle superfici lapidee, in particolare dei reperti archeologici esposti nel “Museo dell’Appia” all’interno del castrum.

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Parco archeologico dell’Appia antica: effetto del guano sui marmi del complesso di Cecilia Metella (foto pa-appia-antica)

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Parco archeologico dell’Appia antica: colombi e piccioni al Castrum Caetani (foto pa-appia-antica)

Perché questi amichevoli volatili, che nella mitologia e nei testi biblici sono veri e propri simboli della Pace, rappresentano oggi uno dei maggiori pericoli per il nostro monumento? Il danno più consistente deriva dalle loro deiezioni che provocano non solo un danno estetico dovuto alla presenza degli escrementi e delle tante piume ma realmente deteriorano le superfici dei tanti reperti lapidei esposti all’interno del palazzo Caetani, come capitelli, statue, urne cinerarie. L’azione di degrado è dovuta alla presenza nel guano di elevate quantità di acido urico che depositandosi sulle superfici penetra nei pori della pietra e innesca una “corrosione acida” reagendo con il calcare.

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Parco archeologico dell’Appia antica: bonifica dal guano di colombi e piccioni al complesso di Cecilia Metella (foto pa-appia-antica)

La presenza del guano rappresenta anche un importante rischio per la salute di visitatori e operatori che lavorano nel sito perché i piccioni possono essere portatori di zecche e i loro escrementi potrebbero contenere batteri e virus potenzialmente rischiosi per l’uomo. Oltre a quelli messi in atto esistono anche altri sistemi per allontanare i volatili, che ci sono sembrati però meno adatti: reti protettive, che avrebbero un impatto fortemente antiestetico e non sarebbero risolutive per la presenza di troppi varchi, o sistemi sonori che disturberebbero la visita. Altre forme di allontanamento sono interessanti ma prevedono tempi più lunghi e costi maggiori come la falconeria, nella quale si usano falchi addestrati per spaventare i piccioni e indurli a spostare la loro colonia, o recentemente l’uso mirato di droni.

Roma. Al parco archeologico dell’Appia Antica ultimi giorni della mostra “Misurare la Terra. Un’epigrafe napoleonica dai Musei Vaticani al Mausoleo di Cecilia Metella”

Locandina della mostra “Misurare la terra” al parco archeologico dell’Appia Antica fino al 9 gennaio 2022

Ultimi giorni per visitare la mostra “Misurare la Terra. Un’epigrafe napoleonica dai Musei Vaticani al Mausoleo di Cecilia Metella”, ospitata fino al 9 gennaio 2022 al Parco Archeologico dell’Appia Antica, in due sedi espositive, al Complesso di Capo di Bove e al Mausoleo di Cecilia Metella. L’esposizione, curata da Aura Picchione, Stefano Roascio, Ilaria Sgarbozza, cade nel bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte e vuole raccontare il contesto scientifico e culturale romano di fine XVIII e inizio XIX secolo, quando ebbe inizio la redazione delle mappe geografiche di tipo scientifico, ed in particolare il ruolo del Mausoleo di Cecilia Metella, scelto in ancien régime come base geodetica e utilizzato per le rilevazioni e misurazioni cartografiche dei territori pontifici e napoleonici e per una nuova misurazione del meridiano terrestre. La mostra nasce dalla fortunata riscoperta nei Musei Vaticani di un’epigrafe che, tra il 1810 e il 1813, fu posizionata sul sepolcro. Sfuggita alla distruzione dei simboli dell’impero, rappresenta una delle poche testimonianze materiali superstiti dell’occupazione francese. Ricollocata in copia nel punto della sistemazione ottocentesca, l’epigrafe restituisce al Mausoleo la sua valenza di luogo della scienza cartografica. L’esposizione si presta a due fondamentali chiavi di lettura: la ricostruzione del milieu scientifico in cui l’epigrafe viene concepita e utilizzata e il ruolo del Mausoleo nella cultura e nelle arti.

Capriccio, di autore ignoto, raffigurante il celebre sepolcro della Regina Viarum in prossimità del golfo di Napoli (foto parco appia antica)

In questi ultimi giorni di esposizione la mostra si è arricchita di un’opera, straordinariamente interessante, che documenta l’apposizione sul tamburo del Mausoleo di Cecilia Metella dell’epigrafe napoleonica. Si tratta di un capriccio, di autore ignoto, raffigurante il celebre sepolcro della Regina Viarum in prossimità del golfo di Napoli, secondo una prospettiva nota, individuata alla metà del Settecento dai celebri vedutisti Claude-Joseph Vernet e Antonio Joli. L’epigrafe vi appare in tutta la sua evidenza, della forma e delle dimensioni che ancora oggi le riconosciamo. Alle rare fonti letterarie in nostro possesso, si aggiunge dunque una fonte iconografica inedita, che documenta lo stato del monumento in età napoleonica, prima della rimozione del manufatto, avvenuta presumibilmente tra il 1814 e il 1816.

Roma, Percorsi fuori dal PArCo. Nel quindicesimo e ultimo appuntamento il viaggio parte dal Tempio dei Dioscuri, al Foro Romano, e arriva sulla via Appia, seguendo la famiglia dei Metelli

Panorama del Foro Romano con il Tempio dei Dioscuri in primo piano (foto PArCo)

I “Percorsi fuori dal PArCo” sono giunti all’ultima tappa. È stato un lungo viaggio ideale proposto dal parco archeologico del Colosseo che ci ha dato la possibilità di scoprire monumenti e luoghi significativi per l’evoluzione della civiltà romana… e non solo! Siamo dunque al quindicesimo e ultimo appuntamento col progetto “Percorsi fuori dal PArCo – Distanti ma uniti dalla storia” che vuole portare i cittadini romani e tutti i visitatori a scoprire i legami profondi e ricchi di interesse, ma non sempre valorizzati, tra i monumenti del Parco e quelli del territorio circostante, raccontando, con testi e immagini, il nesso antico che unisce la storia di un monumento o di un reperto del parco archeologico del Colosseo con un suo “gemello”, situato nel Lazio. Dopo aver raggiunto il Comune di Cori (tempio dei Dioscuri), il parco archeologico di Ostia Antica (tempio della Magna Mater), Prima Porta (villa di Livia Drusilla), il parco archeologico dell’Appia Antica (tenuta di Santa Maria Nova), piazza Navona (stadio di Domiziano), villa di Tiberio a Sperlonga (Lt), Palazzo Barberini al Quirinale, il parco archeologico di Priverno (residenze private), il parco archeologico di Ostia Antica (Sinagoga), Santa Maria Maggiore a Ninfa (Lt), il complesso di Massenzio sulla via Appia, Palazzo Farnese a Caprarola (Vt), le gallerie nazionali Barberini Corsini, la loggia di Galatea nella Villa Farnesina, il viaggio virtuale – ma ricco di spunti per organizzare visite reali – promosso dal parco archeologico del Colosseo riparte ancora una volta dal Foro Romano, esattamente come nella prima tappa dello scorso aprile, dal Tempio dei Castori, per giungere sulla via Appia, seguendo la famiglia dei Metelli.

Il portico di Ottavia come lo vediamo oggi dopo il restauro da parte di Ottaviano Augusto (foto graziano tavan)

“La storia è formata da luoghi, da eventi ma anche da persone”, spiegano gli archeologi del Parco archeologico del Colosseo. “Per questo vogliamo concludere questo ciclo parlando di una delle famiglie più importanti della Roma repubblicana: i Metelli. La famiglia romana della gens Caecilia diede alla vita militare e politica romana numerosi esponenti protagonisti di avvenimenti importanti. Lucio Cecilio nel 250 a.C. riportò una vittoria significativa contro i Cartaginesi a Panormo. Quinto Cecilio Macedonico combatté la quarta guerra macedonica e ridusse la Macedonia a provincia romana nel 146 a.C. Inoltre, dopo il grandioso successo riportato, commissionò la Porticus Metelli, oggi meglio conosciuta come Portico di Ottavia dal nome della sorella di Augusto a cui fu dedicata dopo il restauro da parte del princeps”.

Le tre colonne ancora in situ risalgono alla ricostruzione di Tiberio del 6 d.C. Invece l’alto podio su cui sorgevano le colonne fu consolidato durante il rinnovamento finanziato da L. Cecilio Metello Dalmatico anche se fu nuovamente restaurato da Augusto a causa dei numerosi problemi statici dell’edificio (foto PArCo)

“La grandiosa costruzione rappresentava una novità assoluta nel panorama romano”, continuano gli archeologi del PArCo, “e riprendeva il modello della stoà greca, divenendo contenitore di opere d’arte di eccezione. Vogliamo ricordare infine Lucio Cecilio Metello Dalmatico, console dal 119 a.C., che prese il suo cognomen dalle vittorie riportate sui Dalmati. Con il bottino di guerra, nel 117 a.C., finanziò uno dei primi restauri del Tempio dei Castori nel Foro Romano, dandogli la struttura che ancora oggi possiamo in parte osservare”.

Via Appia, il Mausoleo di Cecilia Metella dall’alto. In base a confronti con monumenti funerari simili sappiamo che in origine il cilindro doveva essere sormontato da un tumulo di terra ricoperto da vegetazione. Visibile anche l’oculus, l’apertura posta sulla sommità della camera sepolcrale (foto PArCo)

La famiglia dei Metelli restaurò ed eresse nuovi monumenti anche fuori dall’Urbe: “Uno dei più emblematici”, ricordano gli archeologi del PArCo, “è il Mausoleo di Cecilia Metella sulla Via Appia nel parco archeologico dell’Appia Antica che riveste grande importanza nell’ambito dell’architettura funeraria romana e testimonia il prestigio della famiglia dei committenti che potevano finanziare costruzioni simili sulla Regina Viarum. Il Mausoleo è uno degli edifici funerari più rappresentativi della via Appia Antica, vero e proprio monumento-simbolo che si staglia al III miglio della strada consolare. Si tratta di una tomba monumentale costruita fra il 30 e il 20 a.C. per ospitare le spoglie di Cecilia Metella, esponente dell’aristocrazia romana”.

L’epigrafe, ancora visibile sulla parte alta del monumento, ricorda che Cecilia era figlia del console Quinto Cecilio Metello (foto PArCo)

“L’epigrafe, ancora visibile sulla parte alta del monumento”, sottolineano gli archeologi del PArCo, “ci svela che Cecilia era figlia del console Quinto Cecilio Metello, noto come ‘Cretico’ per aver conquistato l’isola di Creta. Il termine “Crassi” con cui si conclude l’iscrizione si riferisce al marito che era con ogni probabilità Marco Licino Crasso, distintosi al seguito di Cesare nella spedizione in Gallia tra il 57 e il 51 a.C. La tomba, che impressiona ancora oggi il viaggiatore per la sua imponenza ed eleganza, era un omaggio alla defunta ma anche e soprattutto una celebrazione delle glorie, delle ricchezze e del prestigio delle famiglie di appartenenza. Era costituita da un imponente cilindro, che si presenta ancora rivestito dalle originarie lastre di travertino, poggiante su un basamento a pianta quadrata di cui si conserva il solo nucleo cementizio in scaglie di selce. Sulla sommità del tamburo è un fregio marmoreo decorato con teste di bue e ghirlande di fiori e frutta da cui deriva il termine ‘Capo di Bove’ che a partire dal medioevo indica il monumento stesso e tutta la tenuta circostante”.

Mausoleo di Cecilia Metella. Sulla destra, il mausoleo costituito da un imponente cilindro ancora rivestito dalle originarie lastre di travertino; poggia su un basamento a pianta quadrata di cui si conserva il solo nucleo cementizio in scaglie di selce. Ben visibile sulla sommità del tamburo il fregio marmoreo decorato con teste di bue e ghirlande di fiori e frutta (foto PArCo)

“Nel 1303, con l’aiuto di papa Bonifacio VIII, il mausoleo venne acquisito dalla famiglia Caetani e fortificato con un castrum formato da una cinta muraria, un palazzo e un torrione che si ergeva sulla mole della tomba romana. All’interno del villaggio fortificato – concludono – era anche la chiesa gotica di San Nicola, ancora oggi visibile di fronte al mausoleo”. Il Mausoleo di Cecilia Metella è in via Appia Antica 161. Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso alle 18.30. Come arrivare: Metro A (Arco di Travertino) e poi autobus 660 oppure 118. Ingresso con La Mia Appia Card. Per sapere di più sulle modalità di accesso: http://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/…/prepara…/

Parco archeologico dell’Appia antica: dal 27 aprile aprono in sicurezza il Mausoleo di Cecilia Metella con il Castrum Caetani e l’Antiquarium di Lucrezia Romana, dal 4 maggio il Complesso di Capo di Bove, il Parco delle Tombe della Via Latina e la Villa dei Quintili con il Casale di Santa Maria Nova

Riaprono i siti del parco archeologico dell’Appia antica (foto parco appia antica)

Riaprono i siti del parco archeologico dell’Appia antica. Col passaggio del Lazio in fascia gialla da martedì 27 aprile 2021, il Mausoleo di Cecilia Metella con il Castrum Caetani e l’Antiquarium di Lucrezia Romana saranno nuovamente aperti al pubblico. E la settimana  prossima, da martedì 4 maggio 2021, apriranno i cancelli per tornare a condividere i loro tesori anche il Complesso di Capo di Bove, il Parco delle Tombe della Via Latina e la Villa dei Quintili con il Casale di Santa Maria Nova. Tutti i siti saranno visitabili con la Mia Appia Card dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, ad eccezione dell’Antiquarium di Lucrezia Romana che riaprirà con gli stessi orari il martedì, il giovedì e la domenica. L’accesso ai siti nel fine settimana sarà possibile prenotando telefonicamente almeno un giorno prima. In tutti i luoghi del parco archeologico per poter accedere i visitatori dovranno indossare una mascherina coprendo naso e bocca e utilizzare il gel disinfettante posto all’ingresso. Prima di entrare saranno sottoposti da personale autorizzato alla misurazione della temperatura corporea: l’accesso è infatti subordinato alla rilevazione della temperatura corporea dei visitatori che deve essere inferiore a 37,5°C. Una pannellistica specifica, posta sia all’ingresso e che all’interno delle aree, fornirà ai visitatori tutte le informazioni necessarie, ricordando di non formare assembramenti, di rispettare la distanza interpersonale di almeno 2 m e di mantenere una adeguata distanza dalle strutture e dalle opere. L’accesso ai servizi igienici è consentito una persona per volta. Si ricorda di osservare le regole per una corretta pulizia delle mani nell’interesse di tutti.

Il Mausoleo di Cecilia Metella sull’Appia antica (foto parco appia antica)

Mausoleo di Cecilia Metella – Castrum Caetani e Chiesa di San Nicola: via Appia Antica 161. Aperto dal martedì alla domenica alla domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura. Come arrivare: Metro A (Arco di Travertino) e poi autobus 660 oppure 118. Prenotazioni per il fine settimana chiamando in orario di apertura allo  067886254. All’interno del Mausoleo di Cecilia Metella sono consentite visite fino a un massimo di 20 persone in contemporanea. L’ingresso a gruppi accompagnati dalla propria guida turistica è consentito in numero non superiore alle 14 unità (oltre la guida) e solo se muniti di sistemi di audioguida (whisper) qualora superiori alle 6 unità.

Il complesso archeologico di Capo di Bove (foto parco appia antica)

Complesso di Capo di Bove: via Appia Antica 222. Aperto dal martedì alla domenica alla domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura. Come arrivare: Metro A (Arco di Travertino) e poi autobus 660 oppure 118. Prenotazioni per il fine settimana chiamando in orario di apertura allo 067806 686. All’interno dell’edificio di Capo di Bove è consentito l’ingresso ad un massimo di 6 persone contemporaneamente mentre all’esterno non dovrà essere superiore ai 15 visitatori.

Villa dei Quinitli, una delle più belle ville edificate lungo la via Appia (foto parco appia antica)

Villa dei Quintili – Santa Maria Nova: via Appia Antica 251 oppure via Appia Nuova 1092. Aperto dal martedì alla domenica alla domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. All’interno del Casale di Santa Maria Nova è ospitata la mostra fotografica, documentaria e multimediale “L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi” di Paolo Rumiz e compagni. Come arrivare:  in auto oppure Metro A (Colli Albani) e poi autobus 664 oppure 118. Prenotazioni per il fine settimana chiamando in orario di apertura allo 0671291210. Negli spazi all’aperto delle aree archeologiche di Villa dei Quintili, Villa di Settebassi e di Tombe della via Latina l’accesso a gruppi accompagnati dalla propria guida turistica è consentito in numero non superiore alle 14 unità e solo se muniti di sistemi di audioguida (whisper) tali da permettere un adeguato distanziamento interpersonale. All’interno dell’Antiquarium di Villa dei Quintili è consentito l’accesso ad un massimo di 4 visitatori. All’interno del Casale di Santa Maria Nova è consentito l’accesso ad un massimo di 15 persone. L’ingresso a gruppi accompagnati dalla propria guida turistica è consentito in numero non superiore alle 7 unità e solo se muniti di sistemi di audioguida (whisper).

Parco delle tombe della Via Latina (foto parco appia antica)

Parco delle tombe della via Latina: via dell’Arco di Travertino 151. Aperto dal martedì alla domenica alla domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. L’accesso all’interno degli ipogei, a causa delle particolari caratteristiche microclimatiche con elevata percentuale di umidità e limitata aerazione, non è al momento consentito. Come arrivare: Metropolitana Linea A (Arco di Travertino) oppure autobus (capolinea ATAC Arco di Travertino). Prenotazioni per il fine settimana chiamando in orario di apertura allo 067809255. All’interno del Parco delle Tombe della via Latina è consentito l’accesso ad un massimo di 50 visitatori contemporaneamente. L’accesso all’interno degli ipogei, a causa delle particolari caratteristiche microclimatiche con elevata percentuale di umidità e limitata aerazione, non è al momento consentito.

Una sala dell’antiquarium di Lucrezia Romana (foto parco appia antica)

Antiquarium di Lucrezia Romana: via Lucrezia Romana 62. Aperto il martedì, il giovedì e la domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. Come arrivare: in auto o con la Metro A (Cinecittà o Anagnina) e poi l’autobus linea 503. Prenotazioni per il fine settimana chiamando in orario di apertura allo 0672016669. All’interno dell’Antiquarium di Lucrezia Romana è consentito l’accesso ad un massimo di 8 visitatori contemporaneamente (4 in ciascun edificio di cui si compone l’Antiquarium).

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Mia Appia Card: abbonamento annuale a tutti i siti del parco archeologico dell’Appia antica

Biglietti: acquisto online sul sito di Coopculture o presso il ticket office nella piazza del Colosseo. La Mia Appia Card: 10 euro (+2 euro di prevendita). Biglietto combinato con tutti i siti del parco archeologico dell’Appia Antica, nominativo e valido 1 anno solare dalla data di acquisto (ingressi illimitati). Permette l’accesso ai seguenti siti: Mausoleo di Cecilia Metella, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova, Antiquarium di Lucrezia Romana, Complesso di Capo di Bove (fatta eccezione per l’area archeologica esterna e l’archivio, che restano ad accesso libero), Tombe della Via Latina (fatta eccezione per l’area del Parco esterno ai sepolcri che resta a libero accesso), Villa di Sette Bassi (visitabile solo su prenotazione di gruppi di 15 persone o in occasione di aperture straordinarie). Ridotto: 2 euro (+2 euro prevendita). Ingresso giornaliero agevolato riservato ai giovani tra i 18 e 25 anni. Gratuito (+2 euro prevendita): per i minori di 18 anni, i membri ICOM e tutte le altre agevolazioni previste dalla normativa (https://www.beniculturali.it/agevolazioni). Gratuito senza prevendita per i portatori di handicap, il loro accompagnatore, le guide turistiche abilitate.