Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet in occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione all’Etru

In occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, mercoledì 16 settembre 2026 in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
PROGRAMMA. Alle 9.30, saluti Istituzionali: Alfonsina Russo (dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale); Giuseppe Sassatelli (Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici); Luana Toniolo, Christian Mazet, Laura Maria Michetti, “Rileggere la tomba François nel suo contesto”. Alle 10, “Il contesto della Tomba François”: Alessandro Conti (Sapienza università di Roma) “La François e “le altre”. La necropoli di Ponte Rotto: topografia e architettura funeraria”; Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati), Lionel Pernet (Musée cantonal d’Archéologie et d’Histoire Lausanne) “Nuovi dati sul corredo della tomba François di Vulci”; Carmine Ampolo (Scuola Normale Superiore di Pisa) “La Tomba François e Roma arcaica, tra storia e mito”. Alle 11.30, pausa/discussione. Alle 12, “Storie di ricezione”: Laurent Haumesser (Musée du Louvre) “La tomba dei destini incrociati: la tomba François e i suoi lettori”; Maurizio Sannibale (Pontificia Accademia Romana di Archeologia) “L’ultima grande impresa di Carlo Ruspi: le copie della tomba François al Museo Gregoriano Etrusco”; Christian Mazet, Aude Mongiatti (British Museum) “Nuovi dati sugli ori della Tomba François: i gioielli Castellani del British Museum”. Alle 13.30, pausa. Alle 15, “Vulci in età ellenistica”: Anna Maria Moretti Sgubini (già soprintendente per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale) “Esperienze di pittura parietale e scultura nelle tombe ellenistiche di Vulci”; Maurizio Harari (IUSS Pavia) “Fenomenologia della parete dipinta nella Tomba François. La grande pittura a parete all’alba dell’età ellenistica”; Enrico Benelli (università Roma Tre) “Scrivere nelle tombe. Note di epigrafia vulcente”; Alfonsina Russo (DiVA), Simona Carosi (SABAP Viterbo-Etruria Meridionale), Carlo Regoli, Carlo Casi (Fondazione Vulci) “Vulci nel IV secolo: nuovi studi e scoperte”. Discussione e conclusioni.
Firenze. Etruschi protagonisti agli Uffizi con la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche nuove scoperte nuove storie”, 15 incontri di approfondimento il mercoledì da giugno a ottobre. Apre Sassatelli con “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”. Ecco tutto il programma
Mercoledì 11 giugno 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze con la conferenza “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”, Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, apre la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”. A 40 anni dall’“Anno degli Etruschi”, il 1985, iniziativa della Regione Toscana alla quale hanno partecipato Università, Soprintendenze, Musei e, con un ruolo di coordinamento culturale, anche l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, con importanti mostre a Firenze, Arezzo, Siena, Volterra, Orbetello Cortona e Perugia nelle quali furono presentati e illustrati al pubblico monumenti e materiali degli Etruschi e della loro civiltà, sono moltissime le novità dovute a scavi e ricerche. Ecco dunque “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, rassegna di 15 incontri di approfondimento, con al centro gli Etruschi, i loro misteri, le loro origini e la loro storia, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici con sede a Firenze in collaborazione con la Regione Toscana. Le conferenze, ospitate nell’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi, si svolgeranno di mercoledì dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 (con inizio alle 17). A parlare saranno docenti universitari, specialisti ed esperti della misteriosa civiltà mediterranea. La partecipazione sarà a ingresso libero.
L’obiettivo del ciclo di incontri agli Uffizi è affrontare in modo organico e coerente tutte le principali novità sui più rilevanti aspetti della storia e dell’archeologia degli Etruschi, per offrire al pubblico interessato un quadro completo e aggiornato su questa civiltà, affrontandone e illustrandone i temi di maggiore importanza. Dal dibattutissimo problema delle origini, si passerà a quello altrettanto caldo della lingua, a quello delle città e della loro organizzazione interna, ai luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), ai culti e alla religione, alle manifestazioni artistiche (scultura, pittura, bronzistica), alla struttura politica e alle cariche magistratuali, alla loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, con una ampiezza maggiore rispetto a quanto solitamente si credeva, al loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, ai rapporti e alle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e alla loro fine nell’impatto con Roma.
CALENDARIO CONFERENZE, il mercoledì alle 17, all’auditorium Paolucci, piazzale degli Uffizi 6, a Firenze: 11 giugno, “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche” (Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici); 18 giugno, “La lingua: dal “mistero” alla conoscenza: nuovi testi, nuove letture” (Enrico Benelli, università di Roma Tre); 25 giugno, “L’architettura: Case e palazzi” (Simonetta Stopponi, università di Perugia); 2 luglio, “L’architettura: Le tombe” (Alessandro Naso, università di Napoli Federico II); 9 luglio, “Politica e istituzioni: i magistrati e le città” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 16 luglio, “La pittura: nuovi documenti e nuove interpretazioni” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 23 luglio, “La religione: santuari, divinità e culti” (Laura Michetti, università di Roma La Sapienza); 30 luglio, “Le arti: botteghe “locali” e artigiani “venuti da fuori” (Stefano Bruni, università di Ferrara); 6 agosto, “…Ancora sull’origine degli Etruschi” (Vincenzo Bellelli, direttore parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); 3 settembre, “Gli Etruschi e il Mediterraneo orientale” (Maurizio Sannibale, Musei Vaticani); 10 settembre, “Etruschi e Greci” (Maurizio Harari, università di Pavia); 17 settembre, “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” (Luca Cerchiai, università di Salerno); 24 settembre, “Etruschi e Italici” (Gianluca Tagliamonte, università di Lecce); 1° ottobre, “Gli Etruschi nella valle del Po” (Elisabetta Govi, università di Bologna); 8 ottobre, “La fine degli Etruschi” (Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena).
Milano. Alla fondazione Luigi Rovati apre la mostra “Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi”, la prima del ciclo dedicato alle “Metropoli etrusche”

Locandina della mostra “Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi” alla Fondazione Luigi Rovati di Milano dal 20 marzo al 4 agosto 2024
Mercoledì 20 marzo 2024 al piano ipogeo della Fondazione Luigi Rovati, in corso Venezia 52 a Milano, apre “Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi”, la grande mostra, aperta fino al 4 agosto 2024, che inaugura il ciclo dedicato alle “Metropoli etrusche”. Vulci è tra le più dinamiche città dell’Etruria meridionale costiera, e si distingue per la produzione di raffinati bronzi e ceramiche e per le imponenti sculture in pietra e terracotta. Questo dinamismo alimenta una estesa rete di rapporti commerciali e di scambi culturali con gli altri centri etruschi e mediterranei, a sua volta stimolo per la stessa produzione artistica e artigianale locale. La mostra è arricchita da suggestioni e opere di Giuseppe Penone. Nella continuità della visione della Fondazione che vede l’arte come continuum storico fra antico e contemporaneo, nelle opere esposte Giuseppe Penone plasma la materia-tempo con le proprie mani, in un antico gesto che diventa esso stesso scultura contemporanea.

Una vetrina della mostra “Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi” alla fondazione Luigi Rovati di Milano (foto fondazione rovati)
La ricostruzione del valore di Vulci come metropoli, dalle sue origini fino alla conquista romana, permette di ricostruire parallelamente l’evoluzione antropologico-culturale delle élites dominanti, degli artigiani-artisti e di tutta la popolazione vulcente. A supporto dell’esperienza di visita, sono disponibili anche un booklet e un’audioguida gratuiti dedicati alla mostra. Il progetto di inclusione della Fondazione “Museo per tutti”, propone per la mostra una guida accessibile per le persone con disabilità intellettiva, creata secondo le regole dell’Easy to read, un linguaggio facilitato regolamento dall’Unione Europea. Sarà disponibile gratuitamente al museo oppure scaricabile on line. Ogni sabato alle 11, una visita guidata accompagna il pubblico tra le opere della mostra temporanea, esposte nel Piano ipogeo del Museo. Il costo è di 20€ e include il biglietto di ingresso. Accompagna la mostra il catalogo Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi, edito da Fondazione Luigi Rovati con testi di Mario Abis, Simona Carosi, Carlo Casi, Alessandro Conti, Sara De Angelis, Maurizio Forte, Christian Mazet, Laura M. Michetti, Giuseppe Penone, Chiara Pizzirani, Carlo Regoli, Maurizio Sannibale, Giuseppe Sassatelli, Giuliano Sergio (euro 40,00).

Lastra architettonica fittile con Dioniso e Arianna dall’edicola della necropoli di Ponte Rotto di Vulci, conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto fondazione rovati)

Coppia di mani in lega di argento, oro e rame, da Vulci (foto fondazione rovati)
Una grande mostra che, accanto a una selezione di reperti inediti appartenenti alla collezione della Fondazione, espone capolavori provenienti dalle collezioni di importanti istituzioni pubbliche ed enti privati, a conferma della attrattività del progetto espositivo che la Fondazione esercita fin dalla sua apertura. Tra i reperti più spettacolari, la coppia di mani in lega d’argento, oro e rame, e il collarino in osso, appartenente a uno Sphyrelaton, o statua polimaterica, rinvenuto nel 2013 nella necropoli dell’Osteria; gli ossuari in terracotta inediti della collezione della Fondazione Luigi Rovati; per la prima volta esposti insieme un nucleo di ceramiche attribuite al Pittore delle Rondini.
L’imponente urna biconica ed elmo-coperchio in bronzo proveniente dagli scavi Mengarelli della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale (foto fondazione rovati)

Spada con fodero alla mostra “Vulci. Produrre per gli uomini. Produrre per gli dèi” (foto fondazione rovati)
Tra i bronzi inediti un candelabro e due colini della Fondazione Rovati, la spada con fodero e l’imponente urna biconica ed elmo-coperchio in bronzo proveniente dagli scavi Mengarelli della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale; la Maschera-visiera in bronzo, un unicum per l’Etruria, probabilmente di uso cerimoniale, proveniente dai Musei Vaticani; imponente l’inedito Pilastro figurato in nenfro della Collezione Castiglione Bocci di Ischia di Castro; parimenti straordinaria la ricostruzione dell’edicola di Ponte Rotto dedicata alla coppia Dionisio ed Arianna, dal 1889 parte delle raccolte del museo Archeologico nazionale di Firenze e mai più esposta in Italia dal 1966. Due le opere di Giuseppe Penone della collezione della Fondazione Luigi Rovati e inedite per pubblico italiano: Cocci, del 1982 e Colonna di menti, del 1981.

Per iniziativa del parco archeologico del Colosseo mercoledì 7 Febbraio 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Le tombe dipinte di Tarquinia. Vicenda conservativa, restauri, tecnica di esecuzione” di Adele Cecchini, edito da Nardini Editore. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Maurizio Sannibale dei Musei Vaticani. Sarà presente l’autrice Adele Cecchini, da decenni principale riferimento insieme al marito Franco Adamo, scomparso nel maggio 2022, per gli interventi conservativi e di restauro alle tombe. Altri contributi di Germana Barone, Maria Cristina Caggiani, Alessia Coccato, Maura Fugazzotto, Paolo Mazzoleni, Alfonsina Russo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite → 
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